Category Archives: Sciopero Ristorazione Collettiva 05/02/2016

Roma, Firenze, Bologna, Milano, Napoli, Brindisi, Venezia, Perugia, Genova, sono tante le città dove il 5 febbraio le lavoratrici e i lavoratori della Ristorazione Collettiva hanno manifestato per rivendicare il diritto ad avere un contratto. Il Piatto Piange

Dopo 32 mesi di trattativa senza arrivare ad alcuna soluzione possibile, le organizzazioni sindacali Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs hanno indetto lo sciopero degli 80mila addetti del settore, impegnati per la maggior parte nelle mense delle scuole, asili nido, uffici pubblici e mense aziendali.

Senza CCNL, niente tagliatelle.
DA 32 mesi senza contratto, Basta Chiacchiere, vogliamo i fatti.
Il Piatto Piange, e quando smette di piangere?

Sono i tanti slogan e striscioni utilizzati nelle piazze colorate e festose dove le lavoratrici e i lavoratori delle mense si sono riversati nella mattina di venerdì 5 febbraio per far sentire la loro voce.

“Da 36 mesi, quindi più di due anni e mezzo, siamo senza rinnovo del contratto. Il che vuol dire non avere un aumento contrattuale da più di due anni e mezzo” racconta Daniela in piazza con i suoi colleghi. “E per rinnovare il contratto le cooperative ci chiedono di diminuire i nostri diritti: rinunciare ad un terzo dei nostri permessi, non avere più la malattia retribuita. Ma come si fa a non ammalarsi mai quando si lavano continuamente pentole di grandi dimensioni; quando si passa lo straccio per terra o si svolgono altri lavori fisici impegnativi?”.

Riduzione del costo del lavoro, revisione della clausola sociale nei cambi di appalto, abbassamento delle tutele collettive ed individuali, aumenti retributivi irrisori, sono le proposte inaccettabili avanzate dalle parti datoriali che hanno portato all’interruzione della trattativa.

“Siamo consapevoli delle difficoltà del momento, ma non possiamo accettare proposte che continuino a peggiorare le condizioni di lavoro di un settore già altamente precario e in difficoltà” spiega Elisa Camellini, segretaria nazionale Filcams Cgil. “La prova di forza dimostrata con lo sciopero non può restare inascoltata, auspichiamo che le aziende riconoscano il coraggio delle lavoratrici e dei lavoratori, e accolgano le loro richieste”.

“Il contratto nazionale non si fa con il risparmio dei costi, ma valorizzando e rispettando il lavoro” ha affermato Maria Grazia Gabrielli, segretario generale della Filcams Cgil; “dignità, rispetto e un giusto salario, le lavoratrici e i lavoratori vogliono un contratto.”

Vai alla galleria fotografica completa

Il Piatto Piange. È tutto pronto per lo sciopero del 5 febbraio delle lavoratrici e dei lavoratori della ristorazione collettiva in attesa del rinnovo del contratto nazionale da più di 32 mesi.

Asili nido, scuole, ospedali, case di riposo, mense aziendali e interaziendali, sono più di 80mila le lavoratrici ed i lavoratori che si occupano della ristorazione collettiva nel settore sia pubblico che privato.

Il Negoziato
La trattativa per il rinnovo del contratto nazionale della ristorazione collettiva è andata avanti per mesi, fino al 2 dicembre 2015, quando il negoziato si è interrotto per le proposte inaccettabili delle parti datoriali Angem e ACI (Alleanza delle Cooperative).
Riduzione del costo del lavoro, revisione della clausola sociale nei cambi di appalto, abbassamento delle tutele collettive ed individuali, aumenti retributivi irrisori, sono le proposte che condizionavano il rinnovo del contratto. Proposte inaccettabili da parte di Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs, perchè avrebbero portato ad un ingiustificato arretramento delle condizioni delle lavoratrici e dei lavoratori.
“La situazione è sempre più drammatica” afferma Elisa Camellini segretaria nazionale della Filcams Cgil.
“Con responsabilità e rispetto abbiamo portato avanti la trattativa ascoltando le esigenze delle parti datoriali, cercando di trovare soluzioni per affrontare al meglio questo periodo di crisi economica. Lo stesso non si può dire delle nostre controparti.”

Le manifestazioni e le iniziative territoriali
Lo sciopero organizzato a livello locale, vedrà i territori impegnati nelle diverse manifestazioni e presidi. In Emilia Romagna, dove la protesta è regionale, sono attesi a Bologna più di 700 lavoratrici e lavoratori. Il presidio si svolgerà davanti alla sede di Legacoop Emilia Romagna anche sede di Aci servizi utilities.
Il presidio per le lavoratrici e i lavoratori di Roma e del Lazio sarà la mattina del 5 febbraio a piazza SS.Apostoli, davanti alla sede della Città Metropolitana di Roma Capitale ex Provincia di Roma.
In Campania il presidio si svolgerà in piazza del Plebiscito sotto la Prefettura, mentre per la Toscana l’appuntamento è a Firenze sempre davanti alla prefettura.

Torino, è stato organizzato un presidio a Piazza Castello ore 10,30 e volantinaggio vie del centro, mentre a Milano confluiranno anche da altre città della regione per un corteo nel centro cittadino che partirà da Piazza della Scala e raggiungerà la sede milanese di Angem e poi la prefettura, dove una delegazione verrà ricevuta dal Prefetto.
Le organizzazioni sindacali di Milano, tra le altre cose, vogliono denunciare il comportamento dei committenti, in molti casi pubblici, che non esigono dalle imprese affidatarie degli appalti il rispetto dei contratti di lavoro e delle normative di legge. Lasciando così i lavoratori di un settore debole, come quello degli appalti, senza tutele di fronte ai propri datori di lavoro.
Inoltre, al prefetto verrà consegnata una lettera per il presidente del consiglio che evidenzia la situazione delle lavoratrici degli appalti scolastici che contrariamente a tutti coloro che lavorano anche per soli 3 mesi all’anno, non hanno diritto ad alcun ammortizzatore sociale nei mesi da giugno a settembre quando non per colpa loro sono prive della possibilità di lavorare.
In Veneto sono stare organizzate tante iniziative nelle città: Belluno, Treviso, Padova, Venezia, Vicenza, Rovigo e Verona, presidi e volantinaggi informativi.
In Valle d’Aosta è stata organizzata una conferenza stampa per spiegare le ragioni dello sciopero.
A Brindisi è stato indetto un Presidio in Prefettura e chiesto un incontro con il Prefetto per illustrare le ragioni dello sciopero, così come a Genova: l’appuntamento è davanti alla Prefettura.

Vai alla galleria fotografica completa

 

 

A 32 mesi dalla scadenza del Contratto Nazionale del Turismo – parte speciale Ristorazione Collettiva – gli oltre 50mila lavoratori e lavoratrici del settore sono ancora in attesa del contratto ed è per questo che le organizzazioni sindacali Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil hanno proclamato uno sciopero nazionale per il 5 febbraio 2016 per l’intera giornata lavorativa con manifestazioni da svolgersi a livello territoriale.

Occupati principalmente nella refezione in appalto di asili nido, scuole, ospedali, case di riposo, mense aziendali e intraziendali, ecc. le lavoratrici e i lavoratori della ristorazione Collettiva, sono per la maggior parte donne a part time con poche decine di ore alla settimana di lavoro e spesso con diversi mesi all’anno di sospensione lavorativa; e con il loro contributo, assicurano non solo un pasto, ma anche la salute delle persone.

Fin dall’avvio delle trattative il settore della Ristorazione Collettiva ha scontato grandi difficolta per la divisione delle compagini datoriali. Nonostante ciò Le Organizzazioni Sindacali di categoria hanno affrontato il negoziato con tutte le associazioni datoriali che rappresentano le imprese del settore, anche se non firmatarie dei Contratti (Turismo parte speciale Ristorazione Collettiva), dimostrando grande senso di responsabilità al fine di dare la massima copertura contrattuale agli addetti del settore.

E’ il caso di Angem e ACI Servizi ed Utilities, con le quali il confronto nel corso del tempo si è sviluppato per cercare di raggiungere un’intesa, fino all’interruzione della trattativa intervenuta nell’ultimo incontro del 02 dicembre 2015, mentre, con le altre associazioni, già firmatarie del Contratto Nazionale le trattative si sono interrotte da molto tempo.

In tempi diversi, però, le parti datoriali, anche se divise tra loro, hanno avanzato alle Organizzazioni Sindacali le medesime richieste: una riduzione del costo del lavoro, la revisione in peggio della clausola sociale nei cambi di appalto, un abbassamento delle tutele collettive ed individuali, aumenti retributivi irrisori.

Proposte in accettabili per le organizzazioni sindacali perché, come dichiarato in una nota: “intervenire sugli istituti contrattuali nei termini proposti delle associazioni datoriali porterebbe ad un ingiustificato arretramento della condizione delle lavoratrici e dei lavoratori, già fortemente colpiti dalle difficoltà degli ultimi anni.”

Le organizzazioni sindacali, a fronte dell’impossibilità di proseguire nelle trattative e per sostenere la vertenza aperta da ormai 32 mesi, metteranno in campo per il 5 febbraio, tutte le azioni necessarie per l’organizzazione di presidi e iniziative e manifestare a gran voce le ingiustizie e la precarietà degli addetti del settore.

Scarica i volantini
Volantino 1
Volantino 2