Category Archives: Scioperi Commercio 7/11 e 19/12/2015

Aperti di domenica, 24 su 24, 7 giorni su 7, Natale, Capodanno, epifania, Primo Maggio, Ferragosto e qualsiasi festività laica o religiosa. Negli ultimi anni ormai il commercio non ha più alcun limite e restrizione, e in autonomia ognuno può decidere se e quanto restare aperto, dopo l’entrata in vigore del Decreto Salva Italia che ha liberalizzato le aperture domenicali e festive nel settore.

La Festa non si vende

In prima linea la grande distribuzione, sostenitrice delle liberalizzazioni; i grandi marchi ormai del commercio giustificano la scelta del sempre aperto come un tentativo per combattere il calo dei consumi e la disoccupazione. Ma il settore in questi anni ha continuato a vivere problemi profondi: chiusure aziendali, disdette di contratti integrativi, ricorso alla cassa integrazione e contratti di solidarietà.

Ma dopo più di quattro anni dall’entrata in vigore del Decreto Salva Italia, una riforma che ha totalmente stravolto il settore, si può affermare con certezza che nulla è cambiato, ne sul fronte dei consumi, ne tanto meno sulle condizioni di lavoro o sul fronte salariale.

Ed è per questo che i territori si mobilitano, contro il sempre aperto.

Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs Toscana hanno indetto lo sciopero e astensione dal lavoro per i lavoratori e le lavoratrici del commercio, della cooperazione e del terziario in occasione del 25 e 26 dicembre 2015 e del primo gennaio 2016; si tratta di uno sciopero di tutela e protezione per chi vuole festeggiare il Natale, Santo Stefano ed il Capodanno con i propri cari senza rischiare il licenziamento. “A Natale puoi” è lo slogan di quest’anno della campagna.

È sciopero anche al centro commerciale Le Gru di Grugliasco contro la decisione della Direzione del Centro Commerciale di ampliare il nastro orario di apertura fino alle ore 24, dal 18 al 23 dicembre in occasione delle feste natalizie.

Anche le lavoratrici e i lavoratori del commercio “vogliono godere delle bellezze di questo paese e non essere sempre dietro una cassa in attesa dei clienti” come ha affermato Susanna Camusso in piazza il 19 dicembre a Milano per lo sciopero delle lavoratrici e dei lavoratori della Federdistribuzione, Distribuzione Cooperativa e Confesercenti. “È davvero questa la società che vogliamo?”

Una risposta forte è venuta oggi dalle lavoratrici e dai lavoratori del settore, stanchi dei continui attacchi alla loro dignità e ai loro diritti. Le difficoltà del settore e l’assenza di un contratto di lavoro di riferimento si stanno ripercuotendo fortemente su chi ogni giorno, con professionalità e impegno porta avanti il proprio lavoro.

“ Lo sciopero del commercio 19 dicembre e la partecipazione alla manifestazione di Milano hanno voluto riaffermare il valore, la dignità e il ruolo del contratto nazionale, e allo stesso tempo mettere al centro la condizione di chi lavora in questo settore tra crisi aziendali, continue richieste di flessibilità  e gli effetti negativi della liberalizzazione degli orari e delle aperture” ha commentato Maria Grazia Gabrielli segretaria generale della Filcams Cgil a margine della manifestazione.

E solo nel rispetto e nella tutela di questi lavoratori che potrà avvenire la ripresa del negoziato, con un diverso approccio delle controparti per avviare un confronto costruttivo e concreto.

Il punto di rottura tra sindacati e imprese, ruota ancora attorno al binomio salario/diritti: le imprese vorrebbero mettere mano ad alcuni istituti contrattuali, per poi eventualmente dare una risposta anche sotto i profilo del salario: “un binomio” secondo Gabrielli, “che non costituisce un presupposto possibile per la costruzione di un’intesa”.

Inoltre, è obiettivo dei sindacati, quello di evitare il dumping contrattuale e portare ai lavoratori un risultato omogeneo, motivo per il quale anche sui tavoli di Federdistribuzione, distribuzione cooperativa e di Confesercenti, viene preso di riferimento il rinnovo del contratto nazionale di Confcommercio di marzo 2015: “Questo non significa” spiega la segretaria generale della Filcams, “negare le specificità che pure ci sono tra i diversi tavoli, ma le diversità e le peculiarità, non possono essere utilizzate per legittimare arretramenti sotto il profilo normativo e del salario.”

La preoccupazione che ha portato, nei giorni prima dello sciopero, le Aziende e le Associazioni datoriali a mandare messaggi per rassicurare i clienti della possibilità di fare la spesa, testimonia come i valori e le priorità siano profondamente alterati: tra i diritti ancora costituzionalmente garantiti c’è il Diritto allo sciopero e non risulta invece il diritto allo shopping.

Certo, il periodo è quello tra i più importanti per il settore, ma altrettanto importante è il Contratto Nazionale di Lavoro: “La scelta della giornata non è casuale, e i continui attacchi non fanno altro che rafforzare la nostra valutazione” conclude Gabrielli, “le lavoratrici e i lavoratori nella piazza di sabato esprimono il disagio che vivono e la richiesta di un contratto dignitoso. E’ tempo sicuramente di regali ma soprattutto di ascoltare la richiesta legittima che arriva dalla piazza di Milano e passare dalle dichiarazioni d’intenti a consegnare messaggi diversi se realmente si vuole costruire il Contratto Nazionale”.

Sarà ancora un Natale senza contratto, ma dove vuole andare il Governo senza risorse per lavoratori e pensionati?

Susanna Camusso segretario generale della Cgil era oggi in piazza a Milano con i lavoratori del commercio: “la crisi non è finita, ma non si può scaricare la competitività sul lavoro” ha affermato nel suo discorso conclusivo: “Il contratto non è un privilegio, è un fondamentale strumento contro i ricatti e chi lavora deve essere pagato giustamente. Continueremo oltre oggi, perché vogliamo il contratto!”

Comunicato Unitario – Sciopero commercio, migliaia di lavoratori al corteo milanese per i nuovi contratti nazionali di lavoro

Le immagini dello sciopero

 

L’archivio fotografico FILCAMS

Alle 12.00 la manifestazione in piazza della scala con gli interventi di Camusso, Petteni e Barbagallo

Sono migliaia le lavoratrici e i lavoratori che da questa mattina sfilano al corteo organizzato a Milano dalle federazioni sindacali di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs per i nuovi contratti nazionali di lavoro attesi da 24 mesi dagli oltre 500 mila dipendenti delle imprese della grande distribuzione organizzata aderenti alla Federdistribuzione, del sistema cooperativo e delle aziende commerciali facenti capo alla Confeserenti.

Sciopero Commercio
Da Corso Venezia, passando per Piazza San Babila, Corso Matteotti, Piazza Meda, Via Catena e Via Case Rotte, il corteo è diretto in Piazza della Scala, dove alle ore 12.00 si alterneranno gli interventi dei delegati delle aziende del settore, e dei vari esponenti di CGIL CISL UIL.
Si tratta della seconda giornata di mobilitazione contro lo stallo negoziale in replica alla prima partecipatissima giornata di sciopero del 7 novembre scorso alla quale non è purtroppo seguita l’auspicata ripresa dei negoziati né è stato individuato un punto di mediazione per giungere al rinnovo dei contratti.
Chiara e netta la posizione di Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs che hanno dichiarato la ferma contrarietà sulle proposte della Federdistribuzione,  riferite  alla cancellazione degli istituti economici previsti dal contratto,  e confermato l’indisponibilità a trattare sulla pesante riduzione del costo del lavoro avanzata da ANCC Coop, AGCI, CCI sul tavolo della distribuzione cooperativa, dove le associazioni datoriali del settore puntano sostanzialmente al recupero di competitività delle imprese attraverso l’annullamento delle condizioni costruite nel corso dei precedenti rinnovi contrattuali.

Sono di queste essere ore i diversi messaggi di solidarietà che stanno arrivando alla Filcams Cgil. 

La FLC CGIL esprime il pieno sostegno allo sciopero del 19 dicembre delle lavoratrici e dei lavoratori di Federdistribuzione, Distribuzione Cooperativa e Confesercenti; “ Essere Tutti a Milano per quest’appuntamento significa dare forza e vigore a rivendicazioni che non devono e non possono passare inosservate, perché rappresentano la base che regge tutta l’impalcatura del lavoro. Siamo con voi in questa mobilitazione e vi auguriamo la buona riuscita della manifestazione.

Aderiamo alla mobilitazione e allo sciopero delle lavoratrici e dei lavoratori del commercio, dipendenti delle aziende aderenti a Federdistribuzione, Distribuzione Cooperativa e Confesercenti che rivendicano il rinnovo del contratto nazionale di settore dopo un attesa di oltre due anni” ha dichiarato in una nota Agenquadri. “Riteniamo incredibile che dopo tutti questi anni di evidenti arretramenti sui diritti e sulle tutele dei lavoratori, di ricerca spasmodica di riduzione del costo del lavoro, ancora si cerchi di scaricare su chi lavora la necessità di recuperare la produttività perduta negli anni della crisi, anziché intervenire assieme e non contro il sindacato per il rilancio del settore. Siamo i primi a dire che bisogna dare risposte vere alle esigenze organizzative del lavoro e alla crescita di produttività, ma senza che questo incida sul giusto e dignitoso aumento salariale che meritano le lavoratrici e i lavoratori del settore.”

E ancora la Fp Cgil con un video appello del segretario generale Rossana Dettori, e i pensionati mediatici dello Spi Cgil che tramite twitter rilanciano l’invito a non fare sabato 19 dicembre.

Federdistribuzione, qualche giorno prima dello sciopero del 19 dicembre, si dichiara disponibile “nientemeno” che a riconoscere aumenti a partire dal 2016.
- In questo modo i lavoratori delle aziende della “Distribuzione Moderna Organizzata” perderebbero due anni interi di incrementi salariali, il 2014 e il 2015.
- Per il triennio 2016/2018 gli aumenti che Federdistribuzione vorrebbe erogare sarebbero, in ogni caso, nettamente inferiori a quelli previsti dal recente rinnovo del CCNL Confcommercio, determinando una discriminazione tra lavoratori che prestano attività nel medesimo settore.

Federdistribuzione, qualche giorno prima dello sciopero del 19 dicembre, dichiara che verranno mantenute la XIII° e XIV° mensilità, le maggiorazioni per il lavoro domenicale e festivo e gli scatti di anzianità.
-  In due anni di trattativa, fino agli ultimi incontri che si sono tenuti tra luglio ed ottobre, Federdistribuzione ha sempre sostenuto che, per arrivare alla definizione del CCNL, fosse necessario intervenire, peggiorandone la disciplina, su automatismi contrattuali (scatti di anzianità, passaggio automatico dal V al IV livello…), su permessi retribuiti e su distribuzione dell’orario di lavoro e, in aggiunta, che fosse necessario prevedere una sospensione dell’incidenza di XIII^ e XIV^ mensilità sul trattamento di fine rapporto.

Federdistribuzione, qualche giorno prima dello sciopero del 19 dicembre, dichiara di voler aumentare i salari.
-  Ed infatti buona parte delle principali aziende associate a Federdistribuzione continua a disdettare la Contrattazione Integrazione Aziendale, determinando per i lavoratori ingenti perdite salariali.

Federdistribuzione, qualche giorno prima dello sciopero del 19 dicembre, dichiara di voler tutelare i livelli occupazionali.
-  Ne sono la riprova le svariate procedure di licenziamento collettivo avviate dalle “aziende industriali del commercio” (!), che hanno coinvolto, soltanto nell’ultimo anno, migliaia di lavoratori.
ED ORA, CON CHIAREZZA… TUTTI A MILANO IL 19 DICEMBRE!

Gabrielli: “Uno sciopero, quello del 19 dicembre, che vuole mettere al centro anche la condizione più generale di chi lavora in un settore che ha vissuto una fase di difficoltà e di cambiamenti, per la crisi dei consumi e per scelte legislative.”

Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil hanno organizzato la manifestazione Nazionale a Milano, presenti anche Susanna Camusso, Gigi Petteni e Carmelo Barbagallo, per le Confederazioni.

Sono di nuovo pronti ad incrociare le braccia le lavoratrici e i lavoratori del commercio, dipendenti delle aziende aderenti a Federdistribuzione, Distribuzione Cooperativa e Confesercenti per rivendicare il contratto nazionale di settore dopo un attesa di oltre due anni.

Tutti a Milano
Sabato 19 dicembre è di nuovo #FuoriTutti. Nel week end che precede il Natale, Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs hanno organizzato una manifestazione nazionale a Milano.
Il corteo partirà alle 1030 da Corso Venezia (angolo via Palestro) per arrivare poi a Piazza della Scala dove i delegati e lavoratori del settore faranno sentire la loro voce. Saranno presenti i segretari generali di categoria, Maria Grazia Gabrielli, Pierangelo Raineri e Brunetto Boco; e concluderanno la mattinata Susanna Camusso, Gigi Petteni, Carmelo Barbagallo, per le Confederazioni.

Dopo l’importante mobilitazione del 7 novembre, non ci sono stati segnali di apertura delle controparti, rimaste sulle rispettive posizioni: proposte che mirano esclusivamente a ridurre il costo del lavoro intervenendo su alcuni istituti fondamentali e moderando l’aumento salariale.
Federdistribuzione, dopo la fuoriuscita da Confcommercio, ha intrapreso una trattativa per il contratto nazionale proponendo, di fatto, l’arretramento di alcuni importanti istituti (permessi retribuiti, scatti d’anzianità, sospensione dell’incidenza di XIII^ e XIV^ mensilità sul trattamento di fine rapporto), motivato dalla necessità di recuperare la produttività; e respingendo riferimenti a soluzioni sul salario, omogenee a quelle raggiunte nel contratto del commercio siglato con Confcommercio a marzo 2015.
Le imprese cooperative, invece, pur dichiarando di voler rinnovare il contratto, hanno anch’esse avanzato proposte e interventi che diminuiscono diritti e tutele dei lavoratori, annullando così gli elementi che hanno contraddistinto in questi anni il contratto nazionale di lavoro.

“Uno sciopero, quello del 19 dicembre, che vuole mettere al centro anche la condizione più generale di chi lavora in un settore che ha vissuto una fase di difficoltà e di cambiamenti, per la crisi dei consumi e per scelte legislative – come quella che ha portato alla liberalizzazione delle aperture 365 giorni l’anno” è quanto afferma Maria Grazia Gabrielli segretario generale della Filcams Cgil Nazionale.
“Situazioni che hanno inciso negativamente sulle lavoratrici ed i lavoratori: le crisi aziendali sono state e sono ancora supportate con il ricorso agli ammortizzatori sociali, e le liberalizzazioni continuano a determinare un peggioramento delle condizioni di lavoro e di vita delle persone.”

In questa scenario, che ha reso sempre più centrale il problema della competitività le imprese, in particolare della Grande Distribuzione, sono intervenute chiedendo o imponendo ai lavoratori arretramenti con revisioni della contrattazione e disdette dei contratti integrativi aziendali per agire sul recupero dei costi.
“Proprio mentre si invoca la libertà del mercato al sempre aperto” prosegue Gabrielli, “tra i primi obiettivi viene posto quello di ridurre il riconoscimento economico per le prestazioni domenicali dei lavoratori attraverso una complessiva rimessa in discussione della contrattazione integrativa.”

“Con lo sciopero vogliamo ribadire la contrarietà ai tentativi di destrutturare il Contratto peggiorando le condizioni delle lavoratrici e lavoratori e vogliamo invece riaffermare il valore, la dignità e il ruolo centrale del contratto nazionale.”

In questi giorni le organizzazioni territoriali , le delegate e i delegati, sono impegnati nelle assemblee dei lavoratori, nei presidi e nei volantinaggi per sensibilizzare anche la clientela a esprimere solidarietà all’iniziativa e comprenderne le motivazioni.
Le lavoratrici e i lavoratori sanno che questo arrecherà disagio a chi in questi giorni di Natale andrà a fare acquisti: “ma siamo sicuri che anche il cliente vuole entrare in punti vendita in cui è certo che la dignità di chi lavora non sia messa in discussione.”

Lo sciopero è preceduto da una grande mobilitazione sui social network: le lavoratrici ed i lavoratori non possono più aspettare. diritti, salario e rispetto per il lavoro!

#TuttiAMilano
#FuoriTutti

La Filcams Cgil di Torino ha dichiarato lo sciopero di tutti i settori e di tutte le aziende operanti all’interno del centro commerciale Le Gru – compresi i servizi di vigilanza e di pulizia della galleria – contro la decisione della Direzione del Centro Commerciale di ampliare il nastro orario di apertura fino alle ore 24, dal 18 al 23 dicembre in occasione delle feste natalizie.

“Riteniamo che lo sciopero sia anche uno strumento di tutela delle condizioni delle lavoratrici e dei lavoratori” afferma in una nota la Filcams Cgil di Torino, “l’apertura notturna di un intero centro commerciale, come il sito de Le Gru, peggiora oggettivamente le condizioni di ciascuno degli addetti, primariamente per motivi economici e contrattuali e soprattutto perché riduce la possibilità di conciliare i tempi di vita e di lavoro cui le lavoratrici e i lavoratori hanno diritto. Inoltre si aggiunge un aggravio anche per quanto concerne il benessere e la tutela della salute e della sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori del sito.”

Il tema principale della tutela si innesta in un contesto di sviluppo basato soltanto sulla deregolamentazione del settore del commercio e sulla logica da “acquisto compulsivo”.

Le lavoratrici e i lavoratori pertanto potranno astenersi dalla prestazione lavorativa a partire dalle 22 di ciascuno dei giorni di apertura prolungata del centro commerciale.

Il Corteo da Corso Venezia a Piazza Della Scala con gli interventi di Susanna Camusso, Gigi Petteni e Carmelo Barbagallo.

Partirà da Bastione di Porta Venezia alle ore 10.30 la manifestazione del 19 dicembre prossimo a Milano a supporto dello sciopero nazionale indetto dalle federazioni sindacali di categoria Filcams, Cgil Fisascat Cisl, Uiltucs per i nuovi contratti nazionali di lavoro applicati ad oltre 500 mila addetti del terziario, della distribuzione e dei servizi.

TuttiaMilano

Ascolta l’Intervista a Maria Grazia Gabrielli su Radioarticolo1

Il corteo, che si muoverà da Corso Venezia, percorrerà Piazza San Babila, Corso Matteotti, Piazza Meda, Via Catena, Via Case Rotte e terminerà in Piazza della Scala, dove si alterneranno gli interventi dei delegati delle aziende del settore e dei  segretari generali delle tre federazioni di categoria Maria Grazia Gabrielli, Pierangelo Raineri e Brunetto Boco. All’iniziativa è prevista la partecipazione dei segretari confederali Cgil Cisl Uil Susanna Camusso, Gigi Petteni e Carmelo Barbagallo.

Si tratta della seconda giornata di mobilitazione contro lo stallo ai tavoli negoziali avviati con Federdistribuzione, le associazioni datoriali della Distribuzione Cooperativa e Confesercenti, in replica alla prima partecipatissima giornata di sciopero del 7 novembre scorso alla quale non è purtroppo seguita l’auspicata ripresa dei negoziati né è stato individuato un punto di mediazione per giungere al rinnovo dei contratti, attesi da oltre 24 mesi.

«Il vano tentativo di Federdistribuzione, attraverso un comunicato ai lavoratori diramato in questi ultimi giorni dall’associazione datoriale delle imprese della grande distribuzione organizzata, di minimizzare le pesanti richieste di riduzione del costo del lavoro presentate al tavolo negoziale non fa altro che accrescere le distanze – hanno dichiarato i segretari generali delle tre sigle di categoria.– Non cederemo sulla cancellazione degli istituti economici previsti dal contratto, in particolare sul taglio degli automatismi contrattuali riferiti  agli scatti di anzianità e ai passaggi di livello, come anche sui permessi retribuiti e sulla sospensione della tredicesima e della quattordicesima mensilità ai fini della maturazione del trattamento di fine rapporto». Una posizione, quella delle Organizzazioni Sindacali, che vale anche sul tavolo della Distribuzione Cooperativa dove non può esserci disponibilità ad una trattativa che ha come unico obiettivo il recupero di competitività delle imprese togliendo ai lavoratori le condizioni costruite nel corso dei precedenti rinnovi contrattuali.

Una posizione chiara e netta quella di Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs che tuttavia continuano ad esprimere piena disponibilità a trattare per ricercare punti di mediazione che possano dare risposte alle esigenze organizzative del lavoro, alla crescita di produttività che non devono incidere però su un aumento salariale congruo, in linea con gli aumenti definiti nel nuovo contratto nazionale di lavoro siglato con l’associazione datoriale Confcommercio.

# TuttiaMilano

L’esito dello sciopero del 7 novembre e la grande partecipazione delle lavoratrici e dei lavoratori hanno rafforzato le motivazioni della mobilitazione nel settore del commercio in attesa di un rinnovo del contratto collettivo nazionale. Nonostante questo non è arrivato alcun segnale di apertura al confronto, nessun cambio di passo che possa dare adito alla riapertura dei negoziati.

Trattative interrotte sui diversi tavoli contrattuali, Federdistribuzione, Distribuzione Cooperativa e Confesercenti a causa delle richieste inaccettabili e le rigide posizioni delle controparti che non hanno minimamente preso in considerazioni le proposte delle organizzazioni sindacali.

Ad aggravare la situazione, in particolare nella Grande Distribuzione, le continue disdette della contrattazione integrativa aziendale che determinano un forte peggioramento di diritti ed ulteriore perdita salariale e le procedure di licenziamento collettivo, i contratti di solidarietà, il ricorso alla cassa integrazione, ormai all’ordine del giorno, che deteriorano, sempre di più, le condizioni di lavoro in punti vendita aperti 365 giorni all’anno, talvolta 24 ore al giorno.

Pertanto, Filcams Cgil, Fisascat Cil e Uiltucs Uil confermano lo sciopero previsto per il giorno 19 dicembre 2015 dei dipendenti della Federdistribuzione, Distribuzione Cooperativa e Confesercenti invitano tutte le lavoratrici ed i lavoratori del commercio a partecipare alla manifestazione nazionale che si terrà a Milano.

L’astensione del lavoro è proclamata per il turno completo di lavoro giornaliero. Per le unità produttive che nella giornata di sabato non svolgono attività, l’astensione è prevista per venerdì 18 dicembre.

Scarica il volantino

Un’ adesione senza precedenti, un vera e proprio invasione davanti ai punti vendita, per le piazze e sui social network con lo slogan #FuoriTutti, con diversi punti vendita costretti alla chiusura. La giornata di sciopero delle lavoratrici e dei lavoratori delle aziende aderenti a Federdistribuzione, Distribuzione Cooperativa e Confesercenti è stata un successo.
“La massiccia adesione e partecipazione dei lavoratori dimostra quanto ormai il vaso è colmo. Sono pronti a dire basta alle continue richieste delle parti datoriali che stanno peggiorando le condizioni di lavoro” è quanto afferma Maria Grazia Gabrielli segretaria della Filcams Cgil nazionale, che esprime soddisfazione rispetto al sostegno convinto da parte degli addetti del settore.

Alla fine di questa splendida giornata confermiamo il risultato positivo: l’adesione allo sciopero da parte delle lavoratrici e dei lavoratori del commercio è stata molto alta. Una media oltre il 70% nei punti vendita aderenti a Federdistribuzione, l’80% con punte del 90% nella distribuzione Cooperativa e un’importante partecipazione degli addetti di Confesercenti.
Nel corso della giornata, costretti alla chiusura alcune Coop in Emilia Romagna, Toscana, Lazio, e Campania e forti disagi un po’ ovunque. I presidi ed i cortei colorati e partecipati, hanno dato il segno dell’importanza di questa mobilitazione e della forte condivisione da parte delle lavoratrici e lavoratori.

Questa mobilitazione dimostra soprattutto la volontà di rivendicare e di avere un contratto nazionale che rimetta al centro la dignità’ e qualità’ del lavoro che non può vedere peggiorati diritti, tutele, salario. Senza contratto vuol dire lavorare diritti, senza i giusti aumenti contrattuali, ma con continue richieste di maggiore flessibilità, turni sempre più difficili da sopportare e da gestire

“Se non cambia il presente il futuro non sarà un granchè”; “Chi lotta può perdere chi non lotta ha già perso”; “sotto costo sui prodotti, non sui lavoratori” sono le frasi dei tanti striscioni esposti oggi da nord a sud Italia.
I sindacati sono pronti ad un confronto equilibrato, che tenga conto delle esigenze di mantenimento di produttività delle aziende, ma che non faccia gravare tutto sulle spalle dei lavoratori: “Siamo pronti al dialogo” prosegue Maria Grazia Gabrielli, “se le aperture affermate in questi giorni dalle controparti fossero confermate, cosi come siamo già pronti a continuare al mobilitazione, perché i diritti dei lavoratori vengono prima di tutto”.

Auspichiamo che nonostante le dichiarazioni della giornata, arrivi forte alle parti datoriali il messaggio sulla necessità di avviare un confronto diverso ed equilibrato per rimettere al centro il contratto nazionale in tempi rapidi. Questa è la strada che oggi hanno chiesto di percorrere le lavoratrici e i lavoratori.  L’assenza di segnali in tal senso porterà allo sciopero del 19 dicembre.

Le immagini dello sciopero

 

L’archivio fotografico FILCAMS

Sarà una giornata di sciopero e mobilitazione per le lavoratrici e i lavoratori del commercio. Al grido di Fuori Tutti, il 7 novembre gli addetti delle aziende aderenti a Federdistribuzione, Confesercenti e Distribuzione Cooperativa, stanno organizzando la giornata di sciopero.

Al centro della mobilitazione il mancato rinnovo dei contratti nazionali di settore e la difesa di diritti e salario contro chi tenta di smantellare le condizioni esistenti.

I tavoli di trattativa con le diverse parti datoriali sono in stallo per le proposte inaccettabili avanzate a sindacati e lavoratori che sono pronti a dare il via ad una lunga battaglia. Dopo il 7 novembre infatti, in assenza di segnali positivi per sbloccare le trattative,  è già in programma un’altra giornata di sciopero unitario per il 19 dicembre, quando Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil si riuniranno per continuare a dar voce alle esigenze degli addetti del settore.
“Lo sciopero proclamato è una scelta importante e ineludibile dopo 22 mesi in cui gli incontri e le trattative non hanno prodotto le condizioni minime per arrivare a definire i rinnovi contrattuali” ha affermato Maria Grazia Gabrielli segretaria generale della Filcams Cgil.

La stagione dei  rinnovi dei contratti sta vivendo profondi attacchi e dilazionare molto i tempi forse porta con se l’idea  che dei contratti  nazionali stessi si possa anche fare a meno. Noi, restiamo convinti della centralità del contratto nazionale che va difeso e rafforzato in settori dove, la contrattazione di secondo livello aziendale e territoriale non c’è per una vasta platea di lavoratori e quella esistente ha subito in questi anni una rimessa in discussione che ci ha visto impegnati in confronti e scontri difficili nelle aziende.”

Nelle trattative è risultato centrale la posizione espresse da tutte le controparti di un contratto nazionale non più rispondente ai cambiamenti intervenuti e che per questo necessita di una revisione straordinaria con la priorità di diventare strumento di recupero di produttività. La traduzione di questa impostazione si concretizza in realtà in un insieme di interventi volti ad abbattere e rendere più leggero il costo del lavoro.

Ma in contratti nazionali più deboli, meno inclusivi e autofinanziati dagli stessi lavoratori non ravvisiamo nulla di moderno, di innovativo e di sostenibile.

I sindacati territoriali, le delegate e i delegati, impegnati in questi giorni nelle assemblee dei lavoratori, si stanno organizzando per preparare presidi unitari davanti ai principali punti commerciali delle città. Il Fuori Tutti impazza sul web, la voglia di partecipare e farsi sentire è davvero alta.

In Toscana, le lavoratrici e i lavoratori del commercio saranno a Firenze in un unico presidio davanti alla Prefettura; così come ci sarà un unico concentramento regionale delle Marche in piazza Roma ad Ancona, e a Bolzano per il Trentino Alto Adige. Vicenza sarà la città punto di riferimento per le mobilitazioni regionali del Veneto.

Singoli presidi in tutte le città in Emilia Romagna cosi come a Milano, Torino, Palermo, Napoli, Roma, dove gli addetti del settore si riuniranno davanti i centri commerciali più importanti e i punti vendita strategici delle città.