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Calssificazione generica per le pagine con contenuti specifici es. eventi, scioperi, manifestazioni, trattative, convegni etc….

simone de beauvoir

Chi era

Simone de Beauvoir (Parigi, 9 gennaio 1908– Parigi, 14 aprile 1986), è stata una scrittrice, saggista, filosofa, insegnante e femminista francese. Fu una illustre esponente dell’esistenzialismo, compagna di Jean-Paul Sartre.

La ricordiamo

Simone de Beauvoir è considerata la madre del movimento femminista, nato in occasione della contestazione studentesca del maggio 1968. Gli anni settanta la vedono fervidamente in prima linea in varie cause: la dissidenza sovietica, il conflitto arabo-israeliano, l’aborto, il Cile, la condizione della donna. Tutte le sue opere sono intessute di considerazioni filosofiche ed esistenzialiste, rivolte in modo particolare ad approfondire il tema del ruolo e della condizione della donna nella società moderna.

Frasi celebri

“Di per se stessa, l’omosessualità è limitante quanto l’eterosessualità: l’ideale sarebbe essere capaci di amare una donna o un uomo; indifferentemente, un essere umano, senza provare paura, limiti, od obblighi.”

“Nessuno è di fronte alle donne più arrogante, aggressivo e sdegnoso dell’uomo malsicuro della propria virilità.”

Approfondimenti

Autobiografia, divisa in quattro volumi:

  • Memorie d’una ragazza perbene (1958), Einaudi, Torino, 1960
  • L’età forte (1960), Einaudi, Torino, 1961
  • La forza delle cose (1963), Einaudi, Torino, 1966
  • A conti fatti (1972), Einaudi, Torino, 1973

Domenica_Donne_AnnaKulishoff(2)

Chi era

Pseudonimo di Anna Moiseevna Rozenštejn, Anna Kuliscioff fu una rivoluzionaria russa naturalizzata italiana. Nata a Moskaja in un imprecisato anno tra il 1854 e il 1857, morì a Milano nel 1925. Anarchica, fuggì nel 1877 in Svizzera, dove conobbe Andrea Costa, di cui divenne compagna. Esule in Italia, aderì al marxismo e condivise con Filippo Turati la direzione della rivista “Critica sociale”.

La ricordiamo

Anna Kuliscioff è stata una delle figure più importanti del nascente socialismo europeo. Fu tra le prime, alla fine dell’Ottocento, a imporre nel dibattito culturale questioni cruciali come l’emancipazione delle donne attraverso l’acquisizione dei diritti politici e sociali. Sua fu l’intuizione che il riscatto femminile potesse avvenire solamente all’interno di un più vasto riconoscimento dei diritti di coloro che appartenevano agli strati più bassi della società. Assieme alla sindacalista Maria Goia, ebbe parte attiva anche nella lotta per l’estensione del voto alle donne tanto che, col suo sostegno, nel 1911 nacque il Comitato Socialista per il suffragio femminile. Donna decisa a difendere le proprie idee ad ogni costo, scatenò contro di sé le ire delle opposizioni, che arrivarono addirittura all’aggressione durante i suoi funerali, quando squadristi fascisti si scagliarono contro le carrozze del corteo, devastandone gli addobbi funebri.

Frasi celebri

«Oggi chiederei a te una parola di conforto, tanto sono piena di disgusto, avvilita e quasi sgomenta dello spettro di rovine che si prospetta nell’avvenire». (A. Kuliscioff, lettera a Filippo Turati del 17 novembre 1922, parlando di Mussolini).

«A Milano non c’è che un uomo, che viceversa è una donna, la Kulisciova». (Antonio Labriola, lettera a Frederich Engels del 1 luglio 1893).

Approfondimenti

«Io in te cerco la vita – Lettere di una donna innamorata della libertà». Curato da Elena Vozzi e pubblicato da L’orma, il volume raccoglie le lettere scritte da Anna Kuliscioff, in gran parte ad Andrea Costa e a Filippo Turati ma anche alla figlia Andreina, tra il 1880 e il 1924.

franca rame

Chi era

Franca Rame, attrice teatrale e drammaturga, nasce il 18 luglio del 1929 a Parabiago da una famiglia di antiche tradizioni teatrali. Sin dalla giovane età infatti è stata coinvolta nelle commedie organizzate dai suoi famigliari. Se n’è andata all’età di 83 anni, il 29 maggio 2013.

La ricordiamo

Franca Rame ha dedicato la sua vita al teatro prima con la sua famiglia poi con il marito Dario Fo. Insieme, nel 1954, hanno fondato la compagnia Dario Fo – Franca Rame, mentre dal ‘68 in poi si sono impegnati con il gruppo di lavoro detto La Comune, con cui interpretarono spettacoli di satira e di controinformazione politica. Negli anni di piombo, sostenne, sempre insieme al marito, l’organizzazione Soccorso Rosso Militante. Era il 9 marzo del 1973, quando a Milano Franca Rame venne rapita da cinque uomini, fatta salire a forza su un camioncino e stuprata per ore. Un atto violento e punitivo messo in atto dall’estrema destra. Nel 1975 Franca Rame ha raccontato in un monologo (Lo stupro) quelle ore terribili. Nelle elezioni politiche del 2006 viene eletta al Senato che lascerà nel 2008 non condividendo gli orientamenti governativi.

Frasi celebri

Il rispetto nasce da noi, ma deve anche esserci riconosciuto. Spesso penso alle persone che ho conosciuto nella mia vita e alle donne che ho incontrato in tanti anni. Credo che il momento sia molto brutto oggi, e non solo per noi donne. Noi donne anziane, però, abbiamo una missione: continuare a dialogare con le giovani per non lasciarle sole. Una speranza ancora c’è.

Per saperne di più

Una vita all’improvvisa – Autobiografia con Dario Fo.

GabriellaParcaDEF

Chi era

Gabriella Parca (Castel di Tora, 17 marzo 1926 – Milano, 24 luglio 2016) è stata una giornalista e scrittrice italiana. Famose le sue inchieste sul rapporto tra i sessi nell’Italia del dopoguerra.

La ricordiamo

Nei suoi lavori ha riservato particolare attenzione alla condizione delle donne, arrivando a fondare, nel 1975, uno fra i primi consultori laici d’Italia, il Centro Problemi Donna di Milano. Celeberrimo il suo primo libro “Le italiane si confessano”, pubblicato nel 1959, tradotto e pubblicato in tutto il mondo. Il libro è una raccolta di lettere: per la prima volta donne di ogni strato sociale confessano i rapporti con l’altro sesso, i ricatti subiti, le prevaricazioni, ma anche i diffusi pregiudizi.

Hanno detto

«L’Italia è ancora un grande harem, la nostra è ancora una società fatta di quello che si tace e non di quello che si dice. Ma la lotta contro tutto ciò è incominciata, e un libro come questo ne è senza dubbio un coraggioso segno». (Cesare Zavattini – prefazione a “Le italiane si confessano”).

«È quello che succede sempre quando si approfondisce qualcosa in Italia: si sorpassa facilmente l’incrostazione superficiale di modernità e ci si ritrova subito in strati di civiltà inferiore, storicamente superata. Che nel 1960 ci si debba ancora accorgere (…) che in Italia persiste un tipo di alienazione femminile che non appartiene alla fenomenologia industriale e moderna, ma è sostanzialmente arcaico, anteriore a quello che per le nazioni civili è stata “l’emancipazione della donna”, è semplicemente angoscioso». (Pier Paolo Pasolini – presentazione alla III edizione di “Le italiane si confessano” – 1960)

Approfondimenti

«Le italiane e l’amore» (1961) film a episodi tratto da “Le italiane si confessano” per la regia di Marco Ferreri, Giulio Macchi, Francesco Maselli, Nelo Risi, Florestano Vancini e altri. 

Domenica_Donne_EmmelinePankhurst(1)

Chi era

Emmeline Goulden (Moss Side, 15 luglio 1858 – Hampstead, 14 giugno 1928), è stata un’attivista e politica britannica. Nel 1879 sposa Richard Pankhurst, avvocato che sosteneva il diritto di voto per le donne. Emmeline ha guidato nel Regno unito il movimento delle suffragette, diventando ben presto punto di riferimento per i movimenti femministi in tutto il mondo.

La ricordiamo

Attiva politicamente fin dall’età di 14 anni, ad Emmeline (pur tra le critiche per un suo atteggiamento ritenuto troppo aggressivo e di stampo militaresco) viene riconosciuto il merito di essere stata cruciale per il raggiungimento del suffragio femminile in Gran Bretagna. Nelle proprie iniziative di lotta coinvolse anche la figlia Christabel, che la affiancò attivamente per molti anni.

Hanno detto di lei

«Una delle persone più importanti del XX secolo, ha modellato un’idea di donna per il nostro tempo, ha scosso la società in un nuovo modello da cui non ci sarebbe stata più possibilità di tornare indietro.» (Time – 1999)

Approfondimenti

«Emmeline Pankhurst – A biography» di June Purvis.

«Suffragette» film del 2015 diretto da Sarah Gavron e con Meryl Streep nei panni di Emmeline Pankhurst.

Domenica_Donne_MiriamMakeba

Chi era
Conosciuta con il nome di “Mama Africa”, Miriam Makeba è stata una cantante divenuta famosa in tutto il mondo come voce del Sudafrica. Nata a Johannesburg il 4 marzo del 1932, ha dedicato la vita alla lotta contro l’apartheid; è scomparsa improvvisamente per una crisi cardiaca, il 9 novembre 2008 dopo essersi esibita in una manifestazione contro il razzismo e la camorra, dedicata allo scrittore Roberto Saviano.

La ricordiamo
Attivista politica impegnata contro il regime di apartheid in Africa, inizia la sua carriera di cantante negli anni ‘60, ma dopo il primo tour negli Stati Uniti le viene impedito di rientrare nel suo paese per oltre vent’anni. Nel 1959, partecipa ad un documentario sull’apartheid – in Sudafrica era già nota come cantante di musica a metà tra il jazz e la tradizione – che le fa guadagnare molta attenzione e l’invito alla Mostra del Cinema di Venezia. Dopo il matrimonio nel 1968 con l’attivista per i diritti civili Stokely Carmichael si trasferisce in Guinea, e negli anni successivi diventa delegata della Guinea presso le Nazioni Unite.

Nel 1990 fu Nelson Mandela a convincere Makeba a rientrare in Sudafrica.

Frasi celebri
 «Giusto così, giusto che gli ultimi momenti di vita di Miriam siano passati sul palcoscenico. Le sue melodie hanno dato voce al dolore dell’esilio che provò per 31 lunghi anni, e allo stesso tempo, la sua musica effondeva un profondo senso di speranza». N.Mandela

Approfondimenti
Makeba: My Story – autobiografia

Domenica_Donne_SibillaAleramo

Chi era
Sibilla Aleramo, pseudonimo di Marta Felicina Faccio detta “Rina” (Alessandria 1876 – Roma 1960), è stata una scrittrice e poetessa italiana. Antifascista nel 1925, qualche anno più tardi diviene convinta sostenitrice del regime. Al termine della guerra si iscrive al PCI e diventa una tra più fervide attiviste del femminismo postbellico. Muore a Roma a 83 anni, dopo una lunga malattia. È sepolta nella capitale, presso il cimitero del Verano.

La ricordiamo
Rina Faccio trova sfogo e conforto nella scrittura dopo una giovinezza travagliata, data in moglie all’uomo che la violentò giovanissima e da cui ebbe un figlio. Il suo impegno femminista andò oltre la scrittura concretizzandosi nel tentativo di costituire sezioni del movimento delle donne e nella partecipazione a manifestazioni per il diritto di voto e per la lotta contro la prostituzione. Nel 1906 pubblica il suo romanzo più celebre, “Una donna”, nel quale narra le vicende della sua stessa vita, e che diventerà presto il manifesto del diritto delle donne ad essere libere e consapevoli, contro l’ideologia del tempo che le avrebbe volute invece dedite unicamente (e con sacrificio) al marito, alla casa, alla famiglia. Pubblica con lo pseudonimo di Sibilla Aleramo, che diventerà il suo nome anche nella vita privata. Ebbe una vita sentimentale travagliata; tra i suoi compagni anche il poeta Dino Campana.

Frasi celebri
«Accettando l’unione con un essere che m’aveva oppressa e gettata a terra, piccola e senza difesa, avevo creduto di ubbidire alla natura, al mio destino di donna che m’imponesse di riconoscere la mia impotenza a camminar sola.»
«Un fatto di cronaca mi portò un giorno a scrivere un articoletto e a mandarlo a un giornale di Roma che lo pubblicò. Era in quello la parola femminismo, e quella parola, dal suono così aspro mi indicò un ideale nuovo, che io cominciavo ad amare come qualcosa migliore di me.»

Approfondimenti
Un viaggio chiamato amore, film di Michele Placido (2002) in cui si racconta la tormentata storia d’amore tra la scrittrice e il poeta Dino Campana, attraverso le loro lettere.

Domenica_Donne_IndiraGandhi

Chi era

Donna politica indiana (Allāhābād 1917 – Nuova Delhi 1984). Cominciò l’attività politica alla fine degli anni ‘30 e nel 1959 divenne presidente dell’Indian National Congress. Ministro dell’Informazione dal 1964 al 1966, Primo ministro per due volte, la prima dal 1966 al 1977, e la seconda dal 1980 fino al suo assassinio, il 31 ottobre 1984. Suo successore fu il figlio Rajiv Gandhi, vittima anch’egli di un attentato nel 1989.

La ricordiamo

Indira Gandhi avviò un programma di modernizzazione del paese, di industrializzazione e di riforme sociali che scatenò la ferma opposizione degli strati più conservatori del Paese. Ricorse a politiche autoritarie per fronteggiare la crescita di malumori e oppositori a seguito di una pesante crisi economica. Nel 1977 venne sfiduciata dal suo stesso partito e costretta alle dimissioni. Tornò a capo del governo nel 1980. Negli ultimi anni di vita dovette far fronte a una crescita delle tensioni etniche e religiose sfociate ripetutamente in gravi disordini in diverse regioni del Paese. Un intervento militare ordinato nel 1984 nel tempio d’Oro di Amritsar provocò centinaia di morti fra i Sikh che vi si erano asserragliati. Per questo finì nel mirino degli oppositori più integralisti, finendo vittima di un agguato ad opera delle sue stesse guardie del corpo.

Frasi celebri

«Non ho l’ambizione di vivere a lungo, ma sono fiera di mettere la mia vita al servizio della nazione. Se dovessi morire oggi, ogni goccia del mio sangue fortificherebbe l’India» (frase pronunciata la sera prima di essere assassinata).

«Il perdono è del coraggioso, non del vigliacco».

«Non si può stringere una mano con il pugno serrato».

Indira Gandhi (versione in eBook) di Meena Agarwal.

ritalevimontalcini1

Chi era
Neurologa e ricercatrice italiana, Rita Levi Montalcini nasce a Torino il 22 aprile del 1909 e muore a Roma il 30 dicembre 2012 all’età di 103 anni. Di origini ebree, nel 1938, a causa delle leggi razziali emanate dal regime fascista, è costretta ad emigrare in Belgio. Durante la seconda guerra mondiale, nonostante i difficili anni, riesce a continuare la sua ricerca, ricreando laboratori scientifici nelle diverse abitazioni o nascondigli dove è costretta a rifugiarsi.

La ricordiamo
Rita Levi Montalcini è stata una delle più grandi scienziate italiane e ha dedicato la vita alla ricerca scientifica ricevendo il Premio Nobel per la medicina nel 1986 per la scoperta del fattore di crescita nervoso, noto come NGF, che gioca un ruolo essenziale nella crescita e differenziazione delle cellule nervose sensoriali e simpatiche. Nel 2001 è stata nominata senatrice a vita

Hanno detto di lei
“Perdo, insieme ad un affetto, un’alleata insostituibile nelle mie battaglie  di pensiero più difficili: per la libertà della ricerca scientifica, per il diritto all’autodeterminazione della persona e le libertà di scelta correlate, per la valorizzazione dei giovani e delle donne” Umberto Veronesi.

Approfondimenti
Elogio dell’imperfezione – autobiografia Rita Levi Montalcini 1987

Politkovskaja

Chi era
Anna Politkovskaja è stata una giornalista russa e attivista per i diritti umani, nata a New York il 30 agosto 1958 e uccisa il 7 ottobre del 2006 a Mosca nell’ascensore della sua abitazione.

La ricordiamo
Dopo diverse esperienze giornalistiche Anna Politkovskaja approda al bisettimanale d’inchiesta Novaya Gazeta per il quale segue il conflitto in Cecenia, criticando fortemente l’operato del governo Russo. Proprio per la sua attività giornalistica investigativa, viene uccisa, nel giorno in cui stava per pubblicare un articolo sulle torture commesse dalle forze di sicurezza cecene.

Frasi celebri
“Sensibile al dolore delle persone oppresse, incorruttibile, glaciale di fronte alle nostre compromissioni, Anna è stata, ed è ancora, un modello di riferimento. Ben oltre i riconoscimenti, i quattrini, la carriera: la sua era sete di verità, e fuoco indomabile.” André Glucksmann

Per saperne di più
La Russia di Putin, un’inchiesta sul governo di Vladimir Putin, sui problemi sociali ed economici della Russia. - Anna Politkovskaja

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Chi era

Nata ad Hannover il 14 ottobre 1906, Hannah Arendt è stata una filosofa, storica e scrittrice tedesca naturalizzata statunitense. A causa delle sue origini ebraiche subì la privazione dei diritti civili e venne perseguitata dal regime nazista. Dopo una breve carcerazione decise di emigrare. Nel 1937 il regime le ritirò la cittadinanza, rimase quindi apolide fino al 1951, anno in cui ottenne la cittadinanza statunitense. Muore a New York il 4 dicembre 1975.

La ricordiamo

Giornalista e docente di scuola superiore, Arendt è nota soprattutto per i suoi scritti politici. Non amava essere considerata “filosofa” preferendo la qualifica di “teorica politica”. La sua opera più conosciuta è forse “La banalità del male”, ispirata al processo al funzionario nazista Adolf Eichmann, in cui Arendt teorizza come il male possa essere più diffuso di quanto si pensi, accettato o messo in atto da persone con scarso spirito critico. Una condizione generale di “banalità” appunto, che porta a commettere crimini terribili e nello stesso tempo induce gli artefici a non sentirsene responsabili. Arendt ha sostenuto la teoria del pluralismo politico, che genera libertà con l’accettazione e l’inclusione di ciò che ci è estraneo.

Frasi celebri

«La triste verità è che molto del male viene compiuto da persone che non si decidono mai ad essere buone o cattive.»

«Il rivoluzionario più radicale diventerà un conservatore il giorno dopo la rivoluzione.»

«Dal che si potrebbe concludere che più un bugiardo ha successo, più gente riesce a convincere, più è probabile che finirà anche lui per credere alle proprie bugie.»

Approfondimenti

André Enegrén, Il pensiero politico di Hannah Arendt, Lavoro, Roma, 2000

Paolo Flores d’Arcais, Hannah Arendt. Esistenza e libertà, autenticità e politica, Fazi, Roma, 2006

 

Domenica_Donne_RosaLuxemburg

Chi era

Rosa Luxemburg, polacca naturalizzata tedesca (1871 – 1919), era una politica, filosofa e rivoluzionaria teorica del socialismo rivoluzionario marxista.

La ricordiamo

Partecipò alla Rivoluzione tedesca del 1918 e contribuì con Karl Liebknecht a fondare il Partito Comunista di Germania. Nel corso della “Rivolta di gennaio”, venne rapita ed in seguito assassinata, insieme con Liebknecht, dai soldati dei gruppi paramilitari agli ordini del governo socialdemocratico in carica. Per anni si ritenne che fosse suo il corpo recuperato tempo dopo in un canale, ma nel 2009 si appurò che il cadavere era invece conservato a Berlino, nel dipartimento di medicina legale di un ospedale cittadino. Ogni anno a metà gennaio, a Berlino, si tiene una manifestazione per ricordarne l’assassinio. È ancora attuale la sua opera più importante, “L’accumulazione del capitale” (1913), dove viene analizzato l’andamento economico dell’Imperialismo come evoluzione del Capitalismo, nelle sue forme anche estreme di colonialismo, protezionismo e militarismo.

Frasi famose

«Quando si ha la cattiva abitudine di cercare una gocciolina di veleno in ogni fiore schiuso, si trova, fino alla morte, qualche motivo per lamentarsi. Guarda quindi le cose da un angolo diverso e cerca il miele in ogni fiore: troverai sempre qualche motivo di sereno buonumore.» (R.Luxemburg, Lettere contro la guerra)

Approfondimenti

Rosa L.” - film del 1986 diretto da Margarethe von Trotta. Presentato in concorso al 39º Festival di Cannes, Barbara Sukowa vinse il premio per la miglior interpretazione femminile.

Domenica_Donne_NellaMarcellino

Chi era

Figlia di due operai torinesi, impegnati nella lotta al fascismo e perseguitati dalla polizia politica, Nella nasce nel 1923 e a soli sei anni viene portata in Francia e successivamente in Belgio a seguito della famiglia in esilio. Trasferitasi a Parigi nei primi anni quaranta, partecipa alle iniziative contro la guerra nazifascista, conoscendo gli esponenti comunisti italiani emigrati: Giorgio Amendola, Luigi Longo, Giancarlo Pajetta, Giuseppe Di Vittorio e Arturo Colombi (quest’ultimo diverrà suo marito). Torna in Italia nel 1941, per ricostruire il Partito Comunista Italiano. Vi rimarrà fino alla morte, avvenuta a Roma nel 2011, a 88 anni.

La ricordiamo 

Storica dirigente del Pci prima e della Cgil poi, è la più giovane deputata mai eletta in Parlamento, nel 1948. Marcellino guidò da segretaria generale, in momenti difficili e aspri, grandi sindacati di categoria come gli alimentaristi e i tessili; fu una sindacalista dall’immensa personalità e carica umana: una donna circondata da vero affetto, stimata anche dalle controparti datoriali come “avversario duro ma leale”. Alla morte di Togliatti nel 1964, le fu affidato l’incarico di trascrivere a macchina il manoscritto del Memorandum del “Migliore”. Lavorò ai vertici della Cgil fino al 1992.

Hanno detto di lei

“Una che, con la sua capacità ironica, non temeva i maschi del Novecento. Ed erano maschi della stoffa di Togliatti, Longo, Secchia, Amendola, Pajetta”. (Bruno Ugolini “Le tre vite di Nella”)

“Ricordiamo il lungo impegno per fare dei diritti della donna una ragione di unità per l’azione del sindacato e la sua passione civile e la sua sensibilità umana con la quale ha attraversato tanti momenti della storia italiana”. (Giorgio Napolitano , messaggio di cordoglio alla famiglia)

Approfondimenti

Nella Marcellino – “Le tre vite di Nella” (autobiografia a cura di Maria Luisa Righi) – Ed. Sipiel 2009

Domenica_Donne_VirginiaWoolf

Chi era

Adeline Virginia Stephen (Londra, 25 gennaio 1882 – Rodmell, 28 marzo 1941), è stata una scrittrice, saggista e attivista britannica, nota ai più col cognome del marito Woolf. Una vita difficile, la sua, che l’ha vista affrontare alternativamente periodi di brillante e appassionata produzione letteraria ad altri caratterizzati da forti depressioni e disturbi psicologici. Muore suicida a 59 anni.

La ricordiamo 

Considerata tra le principali figure della letteratura del XX secolo, si è attivamente impegnata nella lotta per la parità di diritti tra i due sessi e per l’elevazione sociale delle classi lavoratrici. Le sue più famose opere comprendono i romanzi La signora Dalloway (1925), Gita al faro (1927) e Orlando (1928). Tra le opere di saggistica emergono Il lettore comune (1925) e Una stanza tutta per sé (1929). I suoi lavori sono stati tradotti in oltre cinquanta lingue. Tra i suoi traduttori si annoverano Jorge Luis Borges e Marguerite Yourcenar.

Frasi celebri

«Chiudete tutte librerie, se volete. Ma non c’è nessun cancello, nessuna serratura, nessun bullone che potete regolare sulla libertà della mia mente.»

«Una donna deve avere denaro, cibo adeguato e una stanza tutta per sé se vuole scrivere romanzi.» (da “Una stanza tutta per sè”)

Approfondimenti

Quentin Bell, “Virginia Woolf”, Garzanti, Milano, 1974 e 1994

Domenica_Donne_WangariMaathai

Chi era

Wangari Muta Maathai (1º aprile 1940 – 25 settembre 2011) è stata un’ambientalista, attivista politica e biologa keniota. Nel 2004 è stata la prima donna africana ad aver ricevuto il Premio Nobel per la Pace per «il suo contributo alle cause dello sviluppo sostenibile, della democrazia e della pace». Malata di tumore da lungo tempo, è scomparsa nel settembre 2011 all’età di 71 anni.

La ricordiamo

Fu la prima donna centrafricana a laurearsi, nel 1966 in biologia, presso l’Università di Pittsburgh. Intraprese negli anni novanta una forte campagna di sensibilizzazione verso i problemi della natura e in particolare del disboscamento: grazie alla sua attività sono stati piantati oltre 51 milioni di alberi in Kenya per combattere l’erosione del terreno. Il 10 febbraio 2006 ha partecipato alla Cerimonia di apertura dei XX Giochi olimpici invernali di Torino 2006, portando per la prima volta nella storia la bandiera olimpica insieme ad altre sette celebri donne.

Dicono di lei – Frasi celebri

«Sono orgogliosa di dire che Maathai è tra gli eroi che ho profilato nel libro che ho scritto sui difensori dei diritti umani, Speak Truth To Power. Wangari Maathai era una donna imponente, creativa, coraggiosa e piena di amore. Ne sentiremo la mancanza». (Kerry Kennedy – attivista per i diritti umani)

«Nel processo in cui aiutiamo la Terra a guarire, aiutiamo noi stessi». (Wangari Maathai)

Approfondimenti

Maathai Wangari, Solo il vento mi piegherà, Milano, Sperling & Kupfer, 2007.

Domenica_Donne_TinaModotti

Chi era

Assunta Adelaide Luigia (detta Tina) Modotti, è stata una fotografa, attivista politica e attrice italiana. Viene considerata tra le più importanti fotografe del XX secolo. Nata nel 1896 a Udine, lascia giovanissima l’Italia (a 17 anni) per raggiungere il padre emigrato negli Stati Uniti. Qui conosce il fotografo Edward Weston e ne diventa presto modella e amante. Non solo foto, ma anche cinema e politica ne fanno una figura controversa, tra sostenitori e denigratori. Muore in circostanze poco chiare a soli 46 anni, in Messico.

La ricordiamo

Apprezzata per una attività, per l’epoca, prettamente maschile, vive tra Messico, Russia e Spagna, lasciandosi coinvolgere ovunque in attività politiche rivoluzionarie: dalle brigate internazionali antifranchiste ai servizi sovietici, tanto da farla ritenere coinvolta anche nell’omicidio di Trotzkj. Ma è per la fotografia che verrà ricordata dai più. Tina Modotti, grazie gli insegnamenti di Weston svilupperà un suo proprio stile utilizzando la fotografia come strumento di indagine e denuncia sociale (mani di operai, manifestazioni politiche e sindacali, falce e martello,…) senza trucchi, rappresenterà la realtà “nuda e cruda”.

Hanno detto di lei

«Sorella, tu non dormi, no, non dormi: forse il tuo cuore sente crescere la rosa di ieri, l’ultima rosa di ieri, la nuova rosa. Riposa dolcemente, sorella». (versi di Pablo Neruda incisi sulla tomba di Tina Modotti, al Panteòn de Dolores di Città del Messico)

Approfondimenti

Pino Cacucci. “Tina”. Feltrinelli, Milano, 2005.

Letizia Argenteri. “Tina Modotti. Fra arte e rivoluzione”. Milano, Franco Angeli, 2006.

Domenica_Donne_MatildeSerao

Chi era

Matilde Serao è stata una scrittrice e giornalista italiana. Nata a Patrasso (Grecia), dove il padre si era rifugiato perché ritenuto un attivista antiborbonico, tornerà presto in Italia, con la caduta di Federico II. Il diploma magistrale e un impiego presso i Telegrafi di Stato non bloccheranno la sua vena di scrittrice. A 22 anni scrive la sua prima novella e poco dopo si trasferisce a Roma, dove collabora con molti giornali e riviste, scrivendo su tutto, dalla cronaca rosa alla critica letteraria. Muore nel 1927, al tavolo di lavoro, per un infarto.

La ricordiamo

È stata la prima donna italiana ad aver fondato e diretto un quotidiano, Il Mattino, con il marito Edoardo Scarfoglio. Nonostante la separazione dal marito, la Serao continuò ad occuparsi di giornalismo e diede vita al Giorno, nel 1904. Scrittrice prolifica ed eclettica, ha lasciato migliaia di scritti, tra romanzi, saggi, cronache, lettere e critiche. In aperta polemica contro il nazionalismo esasperato e la guerra, Matilde Serao si vide soffiare da Grazia Deledda il premio Nobel (nel 1926) per il mancato gradimento del governo fascista alla sua candidatura.

Hanno detto di lei

«Fantasia mirabilmente limpida e viva» (Benedetto Croce in un saggio del 1903)

«La più forte prosatrice d’Italia» il giudizio di Giosuè Carducci

Approfondimenti

Aa.vv., Matilde Serao. Vita, opere, testimonianze, Casoria, Ed. di Quarto Potere, 1977

Antonio Ghirelli, Donna Matilde, Venezia, Marsilio, 1995

Domenica_Donne_BarbaraCastle

Chi era

Esponente laburista britannica (Chesterfield 1910-Londra 2002). Si laureò a Oxford; dal 1944 al 1945 fu corrispondente del Daily Mirror. Membro del Comitato Nazionale Esecutivo del Partito Laburista dal 1949, vicepresidente dal 1957 al 1958, ne assunse la presidenza dal 1958 al 1959. Nel 1964-65 fu ministro per il Commercio Estero e dal 1965 al 1968 ministro dei Trasporti; resse poi (1968-70) il Ministero per l’Occupazione e la Produttività. Dal 1979 è membro al Parlamento Europeo.

La ricordiamo 

Nelle sue lunghe e diverse esperienze di governo (prima donna ad occupare un ministero in Gran Bretagna) ha sempre portato avanti idee innovative, a partire dalla lotta al consumo di alcol al volante e per l’uso delle cinture di sicurezza; o per la riforma degli assegni familiari in favore delle mamme. La sua riforma più importante è però quella che nel 1970 sancisce la parità di trattamento economico tra uomini e donne, cui si è giunti grazie all’accordo siglato con la Ford al termine di  una lunga serie di scioperi (raccontati con precisione nel film “We want sex” del 2010).

Hanno detto di lei

«Nel film volevamo suggerire il dilemma di tanti leader del partito laburista, anche quelli attuali, di conciliare le esigenze dell’economia con la necessità di salvaguardare i lavoratori. Barbara Castle fu un grande politico, e sarebbe stato bello se la prima donna Primo Ministro fosse stata lei e non Margaret Thatcher.» (Nigel Cole, regista di “We want sex”)

Approfondimenti

The Castle Diaries 1964-1976 Paperback – Abridged (solo in inglese)

Hawa Abdi

Chi è

Mama Hawa, cosi viene chiamata in Somalia, è nata nel 1947 a Mogadiscio, crescendo durante il periodo di guerra civile. Si laurea sia in giurisprudenza che in medicina, dopo aver visto morire la madre durante il parto di sua sorella e diventa la prima ginecologa donna del Paese e attivista per i diritti delle donne.

Riconoscimenti

Nel 1983 apre presso la fattoria di famiglia il primo ambulatorio ginecologico, che diventerà poi un ospedale con l’apertura della prima sala operatoria, ma anche il più grande campo profughi durante la guerra scoppiata nel 1991. Qui Mama Hawa  ha salvato, ospitandoli, più di 90 rifugiati. Per questo le verrà assegnato il premio UNHCR per i rifugiati, istituito nel 1957.

Ha detto

«Nonostante 23 anni di sofferenze, siamo sopravvissuti. Ho visto morire molti bambini, fino a 50 al giorno quando la malnutrizione e i conflitti colpivano in maniera più violenta. Ma siamo forti. Siamo sopravvissuti a vent’anni di violenza e abbiamo costruito un’isola di salvezza, l’Hawa Abdi Village. Abbiamo tenuto viva la speranza per 90.000 persone.»

Per saperne di più

Tener viva la speranza, di Hawa Abdi – Vallardi Editore

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Chi era

Maria Tecla Artemisia Montessori è nata a Chiaravalle nel 1870 e si è spenta a Noordwijk nel 1952. Pedagogista e scienziata italiana è stata una delle prime donne a laurearsi in Italia in Medicina. Concentrò i suoi studi sulla pediatria e psichiatria.

La ricordiamo 

Maria Montessori viene ricordata per il suo metodo educativo adottato – tutt’ora sono 22mila nel mondo – in moltissime scuole dell’infanzia, primarie e secondarie. Secondo il metodo Montessori l’allievo deve essere libero di sperimentare per conto proprio, perché solamente attraverso la libertà si possono favorire la creatività e altre doti presenti nella natura dei bambini. Questo percorso deve far comprendere l’importanza della disciplina, dando agli allievi le risorse per imparare a regolarsi da soli e a seguire quando necessario le regole. La “Casa dei Bambini” fondata da lei nel 1907 era una chiara dimostrazione pratica del nuovo metodo.

Frasi celebri

«Se v’è per l’umanità una speranza di salvezza e di aiuto, questo aiuto non potrà venire che dal bambino, perché in lui si costruisce l’uomo». (Maria Montessori)

Approfondimenti

La mente del bambino. Mente assorbente, Garzanti, Milano 1952 (I edizione originale inglese con il titolo ‘’The absorbent mind”, 1949).

jane fondafacebook

Chi è

Nata a New York il 21 dicembre del 1937, Jane Fonda è un’attrice americana figlia di Henry Fonda e Frances Seymour Brokaw. Inizialmente restia a seguire le orme del padre, Jane Fonda debutta nel 1960 nel film “In punta di piedi”. Dopo il matrimonio con il regista Roger Vadim, Jane prenderà parte ad alcuni film che faranno di lei un sex symbol, ruolo da cui cercherà di uscire anni dopo, anche con il suo attivismo contro la guerra in Vietnam.

Riconoscimenti

Jane Fonda durante la sua carriera di attrice riceverà due premi Oscar: nel 1971 con “Una squillo per l’ispettore Klute”, per il ruolo della prostituta Bree Daniel e nel 1978 per “Tornando a casa” di Hal Ashby. Negli anni ‘80 si dedica a realizzare video di esercizi di ginnastica (che le daranno un buon successo) ed è impegnata in campagne civili e sociali. Nel marzo 2001 dona alla Scuola di Educazione dell’Università di Harvard la somma di 12,5 milioni di dollari per creare un “Centro per gli Studi Educativi”.

Frasi celebri

«Ridefinisci la parola “fallire”. Non c’è fallimento nella vita se non quello del non tentare. Se vuoi qualcosa davvero, fai un tentativo. Se vuoi dipingere, prendi un pennello e fallo. Se vuoi cantare, canta. Un sacco di gente si spaventa. Hanno paura di fallire. Togli questa parola dal tuo vocabolario. Tu non fallisci. Tu hai fatto del tuo meglio».

Per saperne di più

https://www.janefonda.com/

teresa noce

Chi era

Teresa Noce nasce a Torino nel 1900 e muore a Bologna il 2 gennaio del 1980. Nonostante la sua passione per lo studio e la lettura, dopo le scuole elementari dovette abbandonare gli studi per contribuire al bilancio famigliare, ma continuò ad istruirsi da autodidatta. È cosi che diventa una tra le più importanti sindacaliste, partigiane, antifasciste dei nostri tempi, con il nome di Estella.

La ricordiamo 

Tra le fondatrici nel 1921 del Partito Comunista Italiano, nel 1946 fu tra le 21 donne elette all’Assemblea Costituente e una delle cinque donne entrate a far parte della Commissione speciale incaricata di elaborare e proporre il progetto di Costituzione. Al suo straordinario contributo si devono le parole dell’art. 3 della Costituzione: “Tutti i cittadini [...] sono uguali davanti alla legge, senza distinzioni di sesso”.

Hanno detto di lei

«Rileggere oggi l’autobiografia di Teresa Noce, serve allora a capire da dove veniamo e cosa abbiamo perso per strada in questi decenni. Non per autocommiserarci, ma per guardare al futuro, forti di un bagaglio di esperienze che nessun revisionismo potrà velare.» (Alessandro Barile da Il Manifesto)

Approfondimenti

“Rivoluzionaria professionale – Autobiografia di una partigiana comunista” – Teresa Noce

anna magnani

Chi era

Anna Magnani, nata a Roma il 7 marzo 1908 e deceduta il 26 settembre 1973, è stata una delle più importanti attrici italiane. Cresciuta dalla nonna materna in condizioni di povertà, Anna Magnani comincia la sua carriera molto presto lavorando nei cabaret e studiando all’Accademia d’Arte Drammatica.

La ricordiamo

Vittorio De Sica, Totò, Roberto Rossellini, Pier Paolo Pasolini, Federico Fellini, sono solo alcuni dei grandi registi che scelgono Anna Magnani come protagonista delle loro opere. Una delle sue più grandi interpretazioni è nel film Roma Città Aperta di Rossellini, in cui interpreta la parte di Pina una popolana uccisa mentre tenta di raggiungere il camion dei nazisti che hanno arrestato il suo uomo.

Nel 1955 Anna Magnani vince il premio Oscar per la sua interpretazione nel film “La rosa tatuata” di Daniel Mann.

La Magnani è una delle poche personalità italiane ad avere una stella nella celebre Hollywood Walk of Fame.

Frasi celebri

“Non so se sono un’attrice, una grande attrice o una grande artista. Non so se sono capace di recitare. Ho dentro di me tante figure, tante donne, duemila donne. Ho solo bisogno di incontrarle. Devono essere vere, ecco tutto”.

Approfondimenti

www.ricordandoannamagnani.it  – Biografia, articoli d’epoca, foto, video e film

rigobertamenchuChi è 

Nata in Guatemala il 9 gennaio 1952 Rigoberta Menchù, bracciante agricola sin dall’età di 5 anni, dalla metà degli anni settanta è impegnata nella difesa della sua comunità e combatte contro l’espropriazione della terra da parte dei grandi proprietari.

Riconoscimenti

Nel 1992 Rigoberta ha ricevuto il premio Nobel per la Pace, per il suo impegno nel Comitato di unità Contadina e nel gruppo di Cristiani rivoluzionari Vicente Menchú, intitolato alla memoria del padre, ucciso dall’esercito, così come la madre e il fratello.

Frasi celebri

«¡La unica lucha que se pierde es la que se abandona!»

(L’unica lotta che si perde è quella che si abbandona).

Approfondimenti

Rigoberta Menchu Tum, “Rigoberta. I maya e il mondo”, Giunti Editore, Firenze 2009

margheritahack - Copia

Chi era

Margherita Hack è stata un’astrofisica e scienziata italiana nata a Firenze il 12 giugno del 1922 e morta Trieste il 29 giugno del 2013 all’età di 91 anni. Una delle menti più brillanti del mondo scientifico italiano e internazionale.

La ricordiamo 

Margherita Hack è stata punto di riferimento per gli studiosi di astrofisica e prima donna a dirigere un osservatorio astronomico in Italia. Nel 1980, infatti, diede vita ad un “Istituto di Astronomia” che fu poi sostituito nel 1985 da un “Dipartimento di Astronomia” di cui Hack fu direttrice fino al 1990.

Frasi celebri

«L’astronomia ci ha insegnato che non siamo il centro dell’universo, come si è pensato a lungo e come qualcuno ci vuol far pensare anche oggi. Siamo solo un minuscolo pianeta attorno a una stella molto comune. Noi stessi, esseri intelligenti, siamo il risultato dell’evoluzione stellare, siamo fatti della materia degli astri.»

«Ricerca: non accontentarsi di quello che si sa, non farsi spaventare da quello che si sa.»

Approfondimenti

“Nove vite come i gatti: I miei primi novant’anni laici e ribelli” Margherita Hack con Federico Taddia

“In piena libertà e consapevolezza” Margherita Hack con Nicola Panciera

annamaria mozzoni

Anna Maria Mozzoni

Chi era
Nata a Rescaldina – Milano – il 5 maggio 1837, Anna Maria Mozzoni fa parte di una famiglia aristocratica, che nonostante la profonda cultura e l’apertura mentale, la fece a studiare in un collegio, che lei trovò bigotto e conservatore, ma contribuì a rafforzare le sue idee di libertà ed emancipazione.
Anna Maria morì a Roma, il 14 giugno 1920 all’età di 84 anni.

La ricordiamo
Anna Maria Mozzoni, sin dalla giovane età, si occupò di temi legati all’emancipazione femminile e all’uguaglianza dei diritti tra donne e uomini, rifiutando la pretesa “naturale” del ruolo tradizionale e domestico della donna e battendosi per il diritto di voto.

Anna Maria ebbe una visione particolarmente avanzata del lavoro femminile, poiché non solo rivendicava il diritto al lavoro, ma anche il diritto a una giusta retribuzione.

Frasi celebri
“Negare alla donna una completa riforma nella sua educazione, negarle più ampi confini alla istruzione, negarle un lavoro, negarle una esistenza nella città, una vita nella nazione, una importanza nella opinione non è ormai più cosa possibile; e gli interessi ostili al suo risorgimento potranno bensì ritardarlo con una lotta ingenerosa, ma non mai impedirlo.”

Per saperne di più
M. Mozzoni, La donna e i suoi rapporti sociali, 1864.

 

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Chi era

Wisława Szymborska è considerata la poetessa polacca più popolare, amata da un pubblico di lettori molto vasto, tanto tra gli appassionati di poesia quanto di letteratura. Nata nel 1923, muore a Cracovia nel 2012. In gioventù aderisce al partito comunista polacco, da cui prenderà le distanze fin dal 1953, con la pubblicazione del volume “Domande poste a me stessa”. Scrive poesie e nel frattempo collabora come critica e saggista con quotidiani e periodici. Negli anni ’80 partecipa attivamente alle attività del sindacato clandestino Solidarnosc.

La ricordiamo 

Quando nel 1996 le assegnano il premio Nobel per la letteratura, in Italia è praticamente sconosciuta. I suoi libri vengono quindi tradotti, riscuotendo un inaspettato successo. Viene citata in canzoni (Vecchioni e Jovanotti), le vengono dedicati film (Ozpetek) e i suoi versi ispirano titoli e citazioni di numerose opere letterarie. La sua fama si impenna pochi giorni dopo la morte, quando Roberto Saviano legge alla tivù alcune sue poesie, ad un pubblico di diversi milioni di telespettatori. La sua poesia, ironica e paradossale si caratterizza per la sintesi dei testi, che aprono però paesaggi infiniti di riflessioni etiche e filosofiche.

Hanno detto di lei 

«È riuscita fin quasi alla fine a vivere con i suoi ritmi, a lavorare, a incontrarsi con gli amici, a fumare sigarette, a bere un bicchierino di vodka. E a scrivere poesie.» (Anna Bikont e Joanna Szczesna)

Epitaffio

«Qui giace come virgola antiquata

l’autrice di qualche poesia. La terra l’ha degnata

dell’eterno riposo, sebbene la defunta

dai gruppi letterari stesse ben distante. 

E anche sulla tomba di meglio non c’è niente

di queste poche rime, d’un gufo e la bardana.

Estrai dalla borsa il tuo personal, passante,

e sulla sorte di Szymborska medita un istante.»

(Wisława Szymborska)

Per saperne di più

Cianfrusaglie del passato, di Anna Bikont e Joanna Szczesna, Adelphi. “La biografia di una poetessa che non voleva biografie”

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Chi era

Leonilde Iotti, detta Nilde, nasce a Reggio Emilia il 10 aprile 1920 e muore a Roma il 4 dicembre 1999. Laureata in lettere alla Cattolica di Milano, abbandona l’insegnamento per abbracciare la carriera politica e dell’impegno civico. A 23 anni si iscrive al PCI e partecipa alla Resistenza, diventando presto coordinatrice dei Gruppi di difesa della donna. Viene eletta nel 1946 all’Assemblea costituente ed entra nel Gruppo dei 75, con il mandato di scrivere le nuova Costituzione Repubblicana.

La ricordiamo

Prima donna a ricoprire una delle tre più importanti cariche istituzionali, assume la Presidenza della Camera dei Deputati nel 1979 e la conserverà fino al 1992. Figura di spicco nella vita politica italiana, viene indicata ancor oggi come modello di competenza e determinazione. Il 18 novembre 1999 si ritira dalla vita pubblica (era presidente della delegazione italiana all’Assemblea del Consiglio d’Europa), solo pochi giorni prima di morire.

Hanno detto di lei 

«Una figura emblematica: Nilde Iotti è davvero, come pochi altri, un’effigie del Novecento, di quel “secolo breve” le cui date coincidono con la sua stessa biografia (1920-1999)»

Dall’introduzione di Livia Turco al libro di Luisa Lama Nilde Iotti. Una storia politica al femminile.

Per saperne di più

Nilde. Parole e scritti 1955-1998 – Raccolti in un volumetto, aperto da una lettera del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, alcuni scritti e discorsi di Nilde Iotti nei momenti più significativi della storia politica e istituzionale italiana. A cura della Fondazione Nilde Iotti. Scarica il file in Pdf

21maggio_annafrank

Anna Frank

Chi era
Anna Frank nasce il 12 giugno del 1929 nella città tedesca di Francoforte sul Meno dove risiede con la famiglia di origini ebree. Vista la crisi economica e la salita al potere di Hitler, dopo pochi anni la famiglia si trasferisce ad Amsterdam, ma dopo lo scoppio della seconda guerra mondiale, nel maggio del 1940 anche l’Olanda viene occupata. Anna Frank muore all’età di 16 anni nel campo di concentramento di Bergen Belsen.

La ricordiamo
Durante la seconda guerra mondiale, Anna Frank e la sua famiglia, nel tentativo di sfuggire allo sterminio razzista, trovano un nascondiglio dove resteranno per due anni. In questo lungo tempo, Anna Frank annota su un diario i racconti della vita nel loro nascondiglio con l’intento, alla fine della guerra, di pubblicare un libro dal titolo “L’alloggio segreto”. Gli scritti diventeranno poi  “I diari di Anna Frank.”

Nel 1944 il rifugio viene scoperto e Anna Frank e la sua famiglia vengono deportati ad Auschwitz.

Frasi celebri
“È un gran miracolo che io non abbia rinunciato a tutte le mie speranze perché esse sembrano assurde e inattuabili. Le conservo ancora, nonostante tutto, perché continuo a credere nell’intima bontà dell’uomo che può sempre emergere”

Approfondimenti
Il Diario di Anna Frank negli è stato riadattato per il teatro, il cinema e la televisione.

pinabausch

Chi era
Philippine Bausch detta Pina è nata in Germania 27 luglio 1940 ed è scomparsa il 30 giugno 2009 all’età di 68 anni per un tumore maligno diagnosticato 5 giorni prima. Pina Bausch è stata una delle ballerine e coreografe più importanti di sempre.

La ricordiamo
Il nome di Pina Bausch è legato al termine Tanztheater, teatro-danza o come le preferiva definirlo, danza nel teatro, una corrente espressiva degli anni 70 che rompe gli schemi del balletto europeo trasformando il ballerino in persona che si muove e vive la scena con abiti quotidiani. Nel 2007 ottiene il Leone d’Oro alla Carriera.

Frasi celebri
“Pina Bausch è un’artista che ha segnato una nuova via originale all’espressione scenica del corpo danzante e parlante, influenzando non soltanto la danza contemporanea, ma anche le arti ad essa contigue, mutandone gli orizzonti. La Bausch è una coreografa che ha innovato il teatro, rendendolo più che mai fisico e musicandone la drammaturgia.” Consegna del Leone D’Oro alla Carriera

Approfondimenti
Film-documentario Pina3D di Wim Wenders