Category Archives: Workopp

Roma, 13 gennaio 2015

Testo Unitario

in data 13 gennaio 2015, presso il Ministero del Lavoro a Roma si è tenuto l’incontro in merito alla fase amministrativa, secondo quanto previsto dagli artt. 4 e 24 della legge 223/91, della procedura di licenziamento collettivo aperta da Workopp (in liquidazione) in data 30 ottobre 2014.

In tale incontro il liquidatore, oltre a ribadire la cessazione dell’attività, ha dichiarato che in data 8 gennaio 2015 è stata presentata istanza di fallimento presso il Tribunale di Piacenza.

Pertanto, anche a fronte anche delle recenti modifiche in materia di ammortizzatori sociali e CIG in deroga, non è stato possibile attivare nessun ammortizzatore sociale che permettesse il raggiungimento di un accordo tra le parti.

In allegato troverete il verbale dell’inevitabile mancato accordo.

p. la Filcams Cgil Nazionale

Sandro Pagaria

- Verbale di mancato accordo

Roma, 5 dicembre 2014

Testo Unitario

in data 2 dicembre si è tenuto l’incontro previsto con Workopp S.p.A. in liquidazione che ha avuto la doppia finalità, da un lato quella di svolgere l’esame congiunto relativo alla procedura di affitto di ramo d’azienda da parte di Cesvip Lombardia S.p.A., ex art. 47 L. 428/90 comunicata il 20 novembre 2014 che ha interessato 11 lavoratori presenti in Lombardia, dall’altro quella di continuare il confronto relativo alla procedura di licenziamento collettivo ex artt. 4 e 24 L.223/91 aperta con la comunicazione del 30 ottobre 2014 per cessazione di attività che coinvolge tutti i 42 dipendenti a quella data in forza.

La Liquidazione ha dichiarato che la situazione finanziaria della società, con il passare del tempo si aggrava sempre di più, e che si vede costretta a determinare il fallimento della società. Inoltre ad oggi il numero dei dipendenti si è ridotto a 38 a seguito di 4 dimissioni per giusta causa.

Per quanto riguarda le retribuzioni arretrate, la liquidatrice, Nicoletta Fava, non è nelle condizioni di ipotizzare alcun piano di rientro, inoltre, ha dovuto sospendere tutte le attività ancora in essere con le amministrazioni pubbliche, in quanto a causa della mancanza di fondi non riesce a garantire il loro espletamento.

Vista la presenza all’incontro della Lega Coop Emilia Romagna, abbiamo riaffermato la necessità di condividere un programma che faciliti la ricollocazione dei lavoratori nelle aziende aderenti alla Lega delle cooperative. Per questo è stato programmato un incontro a livello regionale a Bologna per il 15 dicembre p.v..

Igor Skuk della Lega Coop Emilia Romagna ha dichiarato che c’è tutto l’impegno da parte loro, sottolineando, comunque, che anche nelle aziende del mondo cooperativo si sta vivendo un momento estremamente difficile, con problemi di esuberi e mancanza di attività.

Per quanto riguarda la procedura di affitto di ramo di azienda, come OO.SS. ci siamo limitati a prendere atto di quanto dichiarato sia da parte di Workopp S.p.A. in liquidazione sia da parte di Elena Danese di Cesvip Lombardia. In sostanza gli 11 dipendenti coinvolti passeranno senza soluzione di continuità mantenendo la conservazione del trattamento normativo ed economico e il mantenimento dell’attuale sede di lavoro.

Per quanto riguarda la procedura di licenziamento collettivo, come OO.SS., abbiamo dichiarato, che ad oggi non ci sono le condizioni per procedere ad un percorso condiviso, con l’impegno di un aggiornamento qualora ci fossero azioni concrete da parte della Liquidatrice e dei soci per favorire la ricollocazione di tutti le/i lavoratrici/lavoratori.

La Liquidatrice, Nicoletta Fava, ha dichiarato, infine, che trascorsi i tempi della fase sindacale della procedura di mobilità, procederà a comunicare l’esito al Ministero del Lavoro, trasferendo pertanto in quella sede il confronto che durerà 30 giorni secondo quanto previsto dalla L.223/91.

Pertanto sarà nostra cura comunicarvi tempestivamente la data in cui il Ministero del lavoro convocherà le parti al fine di procedere alla fase amministrativa della procedura.

p. la Filcams Cgil Nazionale

SandroPagaria

Roma, 4 novembre 2014

Oggetto: Workopp – esito incontro 3 novembre


in data 3 novembre si è tenuto il primo incontro relativo alla procedura di licenziamento collettivo ricevuta il 29 ottobre scorso ai sensi degli artt. 4 e 24 della legge 223 del 1993 da parte di Workopp S.p.A. in liquidazione, in cui è stato denunciato un esubero di 42 dipendenti pari all’intera platea dei lavoratori attualmente in forza.

La Dott.ssa Nicoletta Fava, in qualità di liquidatore, ha dichiarato che la posizione debitoria dell’azienda supera notevolmente i crediti maturati, più precisamente i debiti ammontano complessivamente a circa € 10.000.000,00 di cui circa la metà sono verso creditori privilegiati (INPS, erario e dipendenti).

Inoltre ha dichiarato che ci sono in corso trattative con aziende del settore per l’affitto di un ramo di azienda, trattative che potrebbe finalizzarsi in tempi brevi.

Il Liquidatore ci ha anche informato che, al fine di non aumentare le uscite, ha comunicato ai committenti pubblici la sospensione delle attività per 30 giorni, in attesa di avere la possibilità di verificare la gestione degli esuberi attraverso una ricollocazione la più ampia possibile degli attuali dipendenti in forza. Ricollocazione che potrebbe avvenire sia per affitto di rami di aziende, sia per trasferimento nelle aziende che compongono l’assetto societario.

Come OO.SS. abbiamo chiesto di avere una mappatura precisa delle attività ancora proficue esistenti nel territorio nazionale in cui Workopp opera, auspicando che le attività della liquidazione portino a limitare l’impatto occupazionale quanto più possibile, verificando in itinere tutte le possibili soluzioni di accesso agli ammortizzatori sociali, anche se l’attuale quadro normativo, vista la situazione presentata, non da certezza di poterli utilizzare.

In attesa di avere un quadro più chiaro sugli strumenti utili per gestire al meglio gli esuberi dichiarati, abbiamo concordato di aggiornarci ad un nuovo incontro, che si terrà il 3 dicembre p.v. alle ore 10.00 a Bologna in Via Aldo Moro,16, presso la sede di Lega Coop Emilia Romagna.

p. la Filcams Cgil Nazionale
Sandro Pagaria

Roma, 9 settembre 2014

Oggetto: Workopp – Circolare invio diffida

vi informiamo che giorno 8 settembre, dovrebbe essere stata versata, mediante bonifico, la mensilità di marzo 2014, a tutti i lavoratori che avevano lo stipendio arretrato dal mese febbraio 2014, carente, come si evince da una prima verifica, del rimborso spese previsto per lo stesso periodo.
Inoltre, visto il perdurare di tale situazione che ad oggi non fa intravedere azioni mirate che vadano nella direzione di soluzioni serie sia per quanto riguarda l’aspetto retributivo, sia per quanto riguarda la salvaguardia dell’attuale livello occupazionale, come Filcams Cgil Nazionale, abbiamo inviato nella giornata di ieri a Workoop S.p.A. una lettera di diffida, che troverete in allegato.
Vi informo inoltre che l’assemblea dei soci di Workopp, e’ stata fissata per l’11 settembre prossimo, dove dovrebbero uscire le decisioni definitive su come affrontare il momento estremamente delicato che sta affrontando l’azienda e il gruppo tutto.
Sarà nostra cura tenervi informati tempestivamente sia su quanto emergerà dall’assemblea dei soci, sia sulla data del prossimo incontro.

p. la Filcams Cgil Nazionale
Sandro Pagaria

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Oggetto: Workopp S.p.A. – Diffida

Spett.le
WORKOPP S.p.A.
Stradone Farnese, 3
29121Piacenza
Fax 0523 – 305092

Spett.le Workopp S.p.A.,

la presente si rende necessario a seguito degli incontri effettuati alla fine del mese di luglio con la vostra direzione che ad oggi, nonostante quanto dichiarato da parte vostra, non hanno ancora prodotto effetti sulla ricerca di soluzioni che possano determinare un cambiamento sull’andamento fin qua tenuto dall’azienda.

Inoltre, il persistere di una situazione d’incertezza sul futuro dell’azienda, con il rischio di conseguenti ricadute negative sull’occupazione, ed il reiterato mancato pagamento delle retribuzioni, sono elementi di grande preoccupazione per le lavoratrici ed i lavoratori che ad oggi, nonostante tale drammatica situazione, continuano con grande responsabilità a prestare la propria attività lavorativa.

Riteniamo, che tale condizione non sia più tollerabile, così come non possiamo più accettare ulteriori rinvii nelle decisioni da parte di un Consiglio di amministrazione e di una assemblea dei soci, che oltre a non essere stata in grado di fornirci elementi utili per poter comprendere la reale situazione dell’azienda ed attivare un confronto serio, non è nemmeno in grado di dare risposte concrete, in termini di rientro dei debiti nei confronti dei propri dipendenti.

I mancati pagamenti delle retribuzioni, che si protraggono da mesi, sono causa di forte disagio per i dipendenti, oltre che di grave danno nei loro confronti, così come riteniamo grave un trattamento non omogeneo nell’erogazione delle retribuzioni, che crea inevitabili ed ingiuste differenze tra i lavoratori, oltre al fatto che questa discriminazione è priva di qualsiasi fondamento giuridicamente sostenibile.

Ci risulta, infatti, che in alcuni territori le attività della società proseguono regolarmente, mentre nei restanti territori l’attività è stata bloccata attraverso decisioni quali il mancato rinnovo delle polizze assicurative dei tirocini, il mancato pagamento delle fideiussioni utili a rendicontare le attività già svolte, il mancato pagamento degli affitti e delle utenze delle sedi. Tali incomprensibili decisioni, pertanto, in queste sedi, a differenza di altre, non consentono la prosecuzione delle attività, precludendo la possibilità di fatturare e conseguentemente di pagare le retribuzioni arretrate agli addetti.

Totalmente incomprensibile poi la scelta del c.d.a. di intervenire sul rafforzamento degli organici, in una fase già avanzata di difficoltà, che non ha avuto altro risultato se non quello di produrre l’inaccettabile conseguenza di un aumento del numero dei dipendenti non retribuiti; così come è inaccettabile che tale situazione economica e finanziaria, si sia protratta nel tempo senza essere adeguatamente affrontata in tempi utili, con scelte e strategie volte ad evitare il determinarsi della grave condizione attuale.

Questa O.S. diffida e chiede:

- un immediato intervento, da parte dell’assemblea dei soci, per reperire le risorse necessarie al pagamento degli arretrati, dando la precedenza a coloro che da più tempo non percepiscono lo stipendio, e che allo stesso tempo sia discusso e concordato un piano di rientro per tutte le retribuzioni arretrare di lavoratrici e lavoratori;

- l’avvio, urgente, di un confronto serio per discutere un piano di riorganizzazione, con l’obiettivo della salvaguardia occupazionale e della continuità aziendale;

- che il confronto si apra su tutte le aziende del “sistema” e che vede il loro coinvolgimento nella vicenda Workopp, come ad esempio CESVIP Emilia Romagna, dove le problematiche e le urgenze sono le stesse sopra descritte.

Nella determinazione che non possiamo più attendere, in quanto la situazione per le lavoratrici ed i lavoratori non è più sostenibile, senza risposte immediate e concrete, ci attiveremo con tutte le iniziative possibili a sostegno delle nostre richieste.

p. la Filcams Cgil Nazionale
Sandro Pagaria

Il 10 marzo scorso presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali si è raggiunto l’accordo che prevede la concessione della CIGS in deroga per Workopp, azienda che svolge attività di intermediazione di manodopera.
Workopp, con sede legale a Piacenza, è presente in oltre 7 regioni e occupa più di 50 dipendenti. L’accordo prevede che il numero massimo di dipendenti posti in CIGS in deroga sarà pari a 30, con una riduzione massima complessiva del 70%.
Nella stessa giornata è stato siglato tra OO.SS. e Workopp anche un accordo che, per la pratica applicazione di quanto concordato con il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, prevede per il personale coinvolto la maturazione di tutti gli istituti differiti da calcolarsi sulla retribuzione teorica, e, su richiesta del singolo lavoratore, l’anticipazione di un prestito non oneroso a carico dell’azienda fino a € 1.000,00 al mese per il periodo intercorrente tra la messa in CIGS in deroga e l’erogazione del trattamento di sostegno da parte dell’INPS oppure la liquidazione di quote di TFR maturato tali da integrare il reddito perso a causa della messa in cassa in deroga.

In allegato i testi dei due accordi siglati.

p.La Filcams Nazionale Cgil
C. Sesena

- Verbale Accordo Cigs Ministero Lavoro 10 marzo
- Accordo a latere 10 marzo