Category Archives: Piemme

Roma, 14/12/2017

TESTO UNITARIO

Si è svolto in data 11 dicembre il previsto incontro con l’Azienda PIEMME per approfondimenti sull’apertura della procedura di mobilità per 34 lavoratori sul territorio nazionale (Roma, Udine, Milano, Ancona, Lecce, Napoli e Mestre)
La discussione si è incentrata sulla possibilità di trovare strumenti alternativi al licenziamento, per provare a traghettare la società in un momento di crisi del settore pubblicitario che colpisce particolarmente Piemme.

Le alternative ai licenziamenti si svilupperanno su due direttrici:

1 – Attivazione del FIS per 1 anno, fino a dicembre 2018: le riduzioni orarie interesseranno una platea di 45 lavoratori e saranno, nei limiti del possibile, mantenute invariate rispetto a quelle già applicate, ad eccezione di alcune figure le cui mansioni hanno già subito l’accentramento su Roma, con lettera di trasferimento attivata da ottobre 2017 e che sono ad oggi ancora non operative sulla nuova sede perché in FIS a 0 ore.
Per questi lavoratori si prevedrà una riduzione medio massima del 70%.

2 – Mobilità con solo criterio della non opposizione: verrà previsto un incentivo all’esodo per coloro che sceglieranno volontariamente il licenziamento. L’Azienda propone 14 mensilità e le OOSS hanno chiesto di rivalutare la cifra visto il risparmio che i conti hanno registrato con l’attivazione dell’ammortizzatore.
L’incentivo sarà disponibile per intero per una finestra temporale da stabilire, superata la quale andrà a diminuire progressivamente.

Vi ricordiamo che il previsto incontro del 21 dicembre, a causa di impegni aziendali, non potrà essere confermato ed è stato spostato al giorno

Mercoledì 27 dicembre 2017 alle ore 10.30 in Piemme.

p.la Filcams Cgil
Loredana Colarusso

Roma, 04/10/2017

TESTO UNITARIO

Si invia, in allegato, il Verbale di accordo, sottoscritto nell’incontro che si è svolto il 3 ottobre 17, presso la sede aziendale della società in oggetto.
Il 21 Dic. 2016, le parti hanno sottoscritto un accordo che ha consentito l’accesso al Fondo Integrazione Salariale, fino al 31.12.2017, finalizzato a fronteggiare le difficoltà ed il conseguente esubero dichiarato dall’azienda.
La riduzione dell’orario in essere dal 1.1.2017 riguarda n. 49 lavoratori distribuiti su tutto il perimetro aziendale.
Nel corso dell’incontro, la società ha confermato il permanere di una condizione di difficoltà economiche e finanziarie; ha inoltre ragguagliato sull’applicazione e gestione del F.I.S. e di operazioni di riorganizzazione basati sull’accentramento a Roma di alcune attività di back office e di amministrazione, al fine di pervenire ad un efficientamento organizzativo e un ulteriore modifica al programma di riduzione dell’orario di lavoro.
La citata operazione di centralizzazione ha indirizzato il confronto in particolare su cinque unità lavorative ritenute in esubero.
Al fine di ridurre l’impatto sociale, in attesa di una possibile ripresa delle attività del settore, anche i attesa di possibili novità legislative in materia di ammortizzatori sociali, sarà attuata una strategia tesa a conservare il lavoro anche con gli strumenti definiti nel presente accordo:

    ·Incremento della riduzione oraria del F.I.S. che, per il periodo 16 ottobre ’17 – 31 dicembre 2017 , sarà applicata nella misura medio massima individuale del 70%;
    ·Individuazione da parte dell’azienda di uno o più agenzie specializzate nella gestione di processi di outplacement per favorire l’esodo delle persone interessate;

Per gli ulteriori dettagli dell’intesa vi invitiamo all’attenta lettura dell’accordo e della documentazione allegata allo stesso.

p. la Filcams Cgil
Loredana Colarusso

Roma, 3 agosto 2017

Il 27 luglio u.s. è svolto l’incontro con la società in oggetto per una verifica sull’andamento dell’applicazione del F.I.S.
L’azienda ha illustrato l’andamento dei conti riferendosi alla chiusura della prima semestrale del bilancio 2017 che evidenzia un dato di perdita del -7% rispetto allo stesso periodo del 2016, dovuto al calo della raccolta pubblicitaria.
Per fronteggiare la crisi l’unico strumento disponibile sarebbe l’incremento del FIS, ma la sua attuazione risulta organizzativamente non praticabile perché, sostiene la stessa azienda, non ci sarebbe il personale sufficiente per coprire le esigenze di lavoro che peraltro sono aumentate, a fronte di entrate finanziarie sempre più ridotte.
Risulta impraticabile anche il ricorso ad altri ammortizzatori sociali fino ad esaurimento del periodo di utilizzo del FIS.
La proposta aziendale è riposta su una operazione di accentramento organizzativo da realizzarsi tra il mese di agosto e gli inizi di settembre col trasferimento del personale degli uffici clienti e recupero crediti, in totale 10 dipendenti delle sedi di Venezia, Ancona e Lecce, alla sede di Roma.
Il trasferimento sarà accompagnato da forme di sostegno economico.
Come sopra citato, la normativa vigente non consente l’avvio di una procedura di mobilità, pertanto l’unico strumento a cui può ricorrere chi non accettasse il trasferimento risulta essere la NASPI.
Per Filcams – Fisascat – Uiltucs, si tratta dell’ennesima pessima notizia dal settore grafico editoriale e in particolare dalla Soc. Piemme; continua infatti lo stillicidio di posizioni lavorative perché la proposta di accentramento organizzativo è si una ricollocazione, ma risulta impraticabile per la gran parte dei dipendenti interessati che hanno in numerosi casi un contratto di lavoro part time e di conseguenza un reddito difficilmente conciliabile col costo della vita di una città come Roma.
L’azienda respinge anche l’idea dell’adozione di forme di telelavoro o smart working, ovvero di incrementare l’orario di lavoro di chi accettasse il trasferimento qualora si registrassero le dimissioni di parte del personale interessato.

p.la Filcams Cgil
Loredana Colarusso

Roma, 19 maggio 2017

TESTO UNITARIO

Il giorno 18 maggio si è svolto presso la sede aziendale il previsto incontro tra i rappresentanti di Piemme spa e Filcams CGIL, Fisascat CISL, UILTuCS unitamente alle RSA, sui Diritti di Informazione e per l’analisi sull’andamento e utilizzo del FIS.

Rispetto al contesto generale in cui si muove l’Azienda, è stato delineato un quadro di generica positività del Mercato pubblicitario, con la chiusura del primo trimestre 2017 allo stesso livello dei primi tre mesi del 2016.
In questo contesto però si registra una chiusura fortemente negativa del settore Pubblicità sui quotidiani, con un -9%.
Questo elemento è di fondamentale rilevanza dal momento in cui il mercato Piemme spa è costituito dal 90% su quotidiani e dal 10% di pubblicità internet, provocando una perdita di -4,2% (1mln di euro) nel primo trimestre 2017.
Il taglio dei costi attuato nei mesi passati ha avuto buoni effetti anche se non concorre al recupero delle perdite che si attestano intorno ai 100mila euro sull’Utile e per il mese di aprile 2017 si prevede un perdita di circa 800mila euro sul fatturato, che impatta su tutti i settori.
L’Azienda ha illustrato una serie di progetti di sviluppo con l’acquisizione di concessioni pubblicitarie su due emittenti Radiofoniche. La previsione delle perdite si attesta comunque intorno al -4%.
Relativamente al costo del lavoro le azioni intraprese fino ad oggi, con il ricorso agli ammortizzatori sociali e, da gennaio 2017 al Fis, hanno contenuto e permesso di gestire gli esuberi dichiarati, anche se alla luce del quadro presentato non risultano sufficienti.
Si stanno valutando due diverse possibilità di azione:
- Prepensionamenti per 2/3 dipendenti con anzianità di servizio prossima alla pensione;
- Revisione delle percentuali di utilizzo del Fis, considerando che ad oggi la riduzione massima applicata è del 16%.
L’azienda ha inoltre comunicato che dei 49 dipendenti interessati dalla riduzione oraria 3 sono fuori dall’utilizzo dell’ammortizzatore.

Le OOSS registrando naturalmente le informazioni ricevute e chiedono di valutare in modo più che attento la revisione delle percentuali di utilizzo del FIS, con una proposta che tenga conto del minore impatto possibile sia nei confronti dei dipendenti già oggi più coinvolti, sia nella gestione del lavoro ordinario che non dovrà subire disservizi.
A tal fine le RSA e l’Azienda si incontreranno in data 29 maggio p.v. per una riunione specifica sulle questioni sopra descritte.

Vi segnaliamo inoltre che i pagamenti relativi al FIS del mese di gennaio 2017 sono stati erogati e risultano già autorizzati anche quelli dei mesi febbraio/marzo, Vi invitiamo a controllare in busta paga la specifica dicitura “Bonifico Inps” ed eventualmente segnalare all’Azienda qualsiasi problematica.
E’ stato inoltre emanato il Decreto di autorizzazione del Contratto di Solidarietà 2° semestre 2016.

p.la Filcams Cgil
Loredana Colarusso

Roma, 7 dicembre 2016

Testo unitario

Il giorno 3 dicembre si è tenuto il previsto incontro con i referenti rappresentanti dell’azienda Piemme spa fissato al fine di formulare alla delegazione sindacale presente una proposta per affrontare il periodo post scadenza Cds tipo B, ammortizzatore che non sarà più usufruibile dal 1° gennaio 2017.
L’azienda ha nuovamente confermato la crisi strutturale e congiunturale che l’ha colpita da qualche anno e che si riflette più ampiamente nella crisi del settore editoria.
La perdita di fatturato si attesta intorno al 5%, dato che verrà confermato in chiusura 2016 e che nell’ultimo trimestre si è assestato intorno a 1 milione di euro (dato annuo -4,5 mln).
Sono state ribadite le azioni messe in campo da diversi anni che si indirizzano da un lato agli investimenti, vedi internet immobiliare, nuove commesse, e dall’altro in tagli di costi operati sia su fornitori, sia sui contratti di affitto e su consulenze che, purtroppo, sul personale.
La proposta avanzata dall’azienda rispetto al prossimo futuro si indirizza su due direttrici:
1) Cassa in Deroga Regionale: un ammortizzatore che sostituisce quello nazionale (in esaurimento) e che destina metà delle risorse finanziarie delle Regioni per sostenere aziende in crisi. La richiesta dovrebbe essere avanzata per ogni Regione coinvolta in cui è presente una sede Piemme interessata, entro il 31/12/2016. Il limite riscontrato rispetto a tale soluzione è legato all’autonomia decisionale delle Regioni che hanno approvato, ad oggi, differenti durate del periodo di deroga (dai 2 ai 12 mesi) e differenti criteri di accesso per le aziende.
Il rischio per i lavoratori è di una chiara disparità di trattamento e probabilmente nell’impossibilità di accesso se i criteri non rispondono a quelli approvati.
2) FIS (fondo integrazione salariale): è una forma di sostegno al reddito nei casi di non applicazione dell’istituto della cassa integrazione (ad es nelle aziende inquadrate nei Servizi).
Allegato Circolare INPS e Sintesi
L’Azienda ha dichiarato di voler allargare la platea dei lavoratori che verranno interessati dalla riduzione oraria, al fine di ridurne l’impatto sui singoli, con una percentuale media/max del 50%, passando da 40 a 55 dipendenti, le aree escluse resterebbero il commerciale e il marketing.
Saranno prese inoltre in considerazione eventuali possibilità di prepensionamenti, per i quali si stanno effettuando tutti i conteggi.
La delegazione sindacale ha richiesto di ampliare a tutta la platea dei lavoratori Piemme l’ammortizzatore sociale, per dare un segnale di uniformità e solidarietà a quei dipendenti sui quali pesa da anni la riduzione oraria.
La richiesta è stata respinta con la giustificazione che le due aree non impattate sono quelle che fanno crescere gli introiti aziendali e non possono quindi essere limitate da riduzioni orarie, seppur minime.
L’estensione della platea dei lavoratori coinvolti è stata ribadita con forza, insieme ad una riduzione della percentuale massima di riduzione oraria, anche dai dipendenti riuniti in assemblea subito dopo la conclusione dell’incontro.
Rispetto al pagamento dell’integrazione relativa al Cds in scadenza, si ribadisce che l’autorizzazione agli uffici preposti è già arrivata; si sta sollecitando per l’emissione del bonifico. L’azienda si rende disponibile ad anticipare eventuali mensilità (13° e 14°) ai lavoratori che ne facessero richiesta esplicita.
L’incontro è stato aggiornato a martedì 13 dicembre 2016 alle ore 14.30 presso la sede aziendale.

p. la Filcams Cgil
Loredana Colarusso

Roma, 2 novembre 2016

Testo Unitario

Si è tenuto in data odierna l’incontro con la Piemme Spa ai fini dell’analisi dell’andamento aziendale in vista della prossima scadenza del contratto di solidarietà, prevista per il 31/12/2016.
L’azienda ha illustrato l’andamento economico prendendo a riferimento i dati intermedi di gestione al 30 settembre u.s., soffermandosi anche sull’utilizzo dell’ammortizzatore sociale.
Il resoconto economico (in allegato) riconferma lo stato di crisi del settore in cui opera Piemme a causa del calo generalizzato del mercato pubblicità che si attesta su di un -5,4%, provocando una perdita netta di fatturato che è passato dai 109 milioni del 2010 ai 60 milioni del 2016. Il Mol di settembre 2016 si assesta sul –65.000 euro, con una previsione di chiusura per dicembre pari a zero.
In tale situazione economica precaria, l’azienda si sta muovendo in direzione di un contenimento costi che passa per vari interventi:
- costi personale, con attivazione del contratto di solidarietà;
- fornitori esterni;
- consulenza fiscale.
Oltre ai tagli si sta puntando anche agli investimenti, con ipotesi di acquisizioni, ancora allo studio della direzione aziendale e quindi non specificate, e con interventi sul mercato internet/immobiliare.
In relazione al Cds, l’azienda comunica che il suo utilizzo si è assestato intorno ad una media del 13% negli ultimi mesi, confermando un utilizzo più basso rispetto alla percentuale massima prevista (50%); il monte ore ad oggi utilizzato è pari a 11.603,25.
E’ stato emesso il decreto di ammissione al contributo in data marzo 2016, e nei prossimi giorni verrà versata l’integrazione relativa al primo trimestre di solidarietà.
L’azienda ha confermato di aver accelerato l’iter burocratico per il periodo di proroga.
Conferma inoltre l’impossibilità di procedere alla proroga dell’ammortizzatore per l’anno 2017, essendo inquadrata nel settore servizi e comunica la possibilità di valutare varie soluzioni da attivare dopo il 31/12/2016, tra cui l’utilizzo di ammortizzatori sociali diversi (ad esempio il FIS), per garantire il livello occupazionale e non disperdere risorse umane preziose per l’attività.
Le OOSS hanno manifestato la loro preoccupazione rispetto all’andamento aziendale e richiesto l’opportunità di condividere e costruire un percorso di tutela collettiva.
L’incontro è stato aggiornato a Venerdì 2 dicembre 2016 alle ore 11.30 presso la sede aziendale, per valutare, anche con i dati relativi al mese di novembre, le strade e le alternative percorribili.

p. la Filcams Cgil
Loredana Colarusso

TESTO UNITARIO

Si è tenuto in data 24 giugno u.s. il previsto incontro con la Società Piemme Spa ai fini della discussione sull’eventuale proroga per ulteriori 6 mesi del Contratto di Solidarietà attivato dal 1/07/2015 e in scadenza al 30/06/2016,
Nel corso di un precedente incontro le OOSS avevano richiesto all’azienda una serie di informazioni riguardanti l’andamento degli ultimi mesi, sia in termini di iniziative aziendali che di utilizzo del Cds, al fine di comprendere come e quanto, le misure intraprese, avessero impattato sulla situazione di crisi che la Piemme denuncia da diversi anni e soprattutto al fine di comprendere con quali caratteristiche prorogare il Contratto di solidarietà stesso. La società ha fornito tali dati e nel dettaglio sono oggi stati analizzati.
Nel riconfermare lo stato di crisi del settore in cui opera Piemme, che ha portato ad una perdita di circa la metà del fatturato in soli 4 anni, sono state illustrate le azioni e operazioni che la società sta attuando dal 2015 per un contenimento delle perdite, con l’obiettivo di invertire tale tendenza.
Piemme si muove essenzialmente sulle seguenti direttrici:
1) aumento del fatturato attraverso sviluppo di nuovo business ed allargamento del perimetro delle concessionarie: la società ha informato rispetto la recente collaborazione avviata con RCS, gruppo editoriale di prestigio che ha portato introiti, nuovi progetti operativi e soprattutto non ha registrato aumenti nei costi strutturali; anche l’incremento del fatturato derivante dall’attività su internet ha registrato un dato positivo, con il +13% di fatturato in più rispetto al precedente;
2) contenimento dei costi con azioni che hanno abbattuto dal 2012 ad oggi i costi fissi del 40%:
1 -sedi operative: si è puntato ad un ridimensionamento delle sedi in città come Padova, Salerno, Pescara, con conseguente diminuzione degli affitti; chiusura di quelle di Udine e Pordenone; si punta alla ricontrattazione degli affitti della sede di Treviso e Milano;
2 –Service grafico integrato con software già utilizzato che ha permesso un taglio dei costi relativi alla gestione esterna;
3 –Gestione del servizio necrologie su server aziendale, prima esternalizzato;
4 –fatturazione telematica al 99%;
3) sviluppo e debutto on line del Portale “Messaggero Casa” nel novembre 2015, che, nonostante i primi problemi e un rodaggio lento per motivi tecnici, sta dando ottimi risultati e riscontri; il lancio è stato previsto in forma gratuita per alcuni mesi, quindi dovrebbe entro fine anno portare i primi ricavi per l’azienda.

Tali azioni, che stanno ormai divenendo strutturali nell’organizzazione aziendale, si accompagnano ad investimenti in progetti di sviluppo nuovi che danno i loro frutti e hanno permesso di stabilizzare le vendite e di registrare un margine operativo lordo in positivo. Questo è un dato che offre un po’ di respiro anche se resta ancora in perdita il risultato operativo (come da dati allegati)
L’azienda è cautamente ottimista, e punta a stabilizzarsi nei prossimi mesi, proprio in funzione delle operazioni sopra riportate, che si accompagnano inevitabilmente ad una richiesta di proroga dell’ammortizzatore sociale già attivo.

Rispetto proprio al Cds, Piemme comunica che il suo utilizzo si è assestato intorno ad una media del 14% (riduzione richiesta era del 50% per i FT e 35% per i part time), specificando la necessità di riattivarlo alle medesime condizioni, pur con una diminuzione del numero di lavoratori interessati (da 53 a 47 dipendenti), frutto di uscite derivanti dalla mobilità con criterio non oppositivo e dalla necessità di escludere la Unit Impaginazione Roma che è impegnata in uno dei nuovi progetti avviati.

Le OOSS dopo attenta analisi dei dati, hanno proposto ed ottenuto le seguenti condizioni:

L’azienda rispetto alla problematica relativa al ritardo nell’erogazione da parte Inps dell’integrazione dovuta, ribadisce l’impossibilità di poter anticipare il trattamento.
In caso di necessità impellenti da parte dei lavoratori, si è convenuto che la società si impegni ad anticipare somme di TFR e/o mensilità aggiuntive, a quei dipendenti che ne faranno esplicita richiesta scritta.
Rimettiamo in allegato accordo sottoscritto.
Cari Saluti

p.la Filcams Cgil
Loredana Colarusso

Link Correlati
     Verbale di Accordo Cds 24/06/2016

TESTO UNITARIO

Il giorno 10 dicembre si è svolto l’incontro tra Piemme e le rappresentanze nazionali di Filcams, Fisascat e UILTuCS, alla presenza delle rsa. L’incontro era stato previsto per valutare gli orientamenti espressi all’azienda dal Ministero del Lavoro relativamente alla possibilità di stipulare un Contratto di Solidarietà.

Piemme ha comunicato che il Ministero del Lavoro ha respinto la possibilità di accedere a questo strumento in presenza di una procedura di CIG in deroga che, in base agli accordi già sottoscritti, si protrarrà fino al 31/8//2014 per il lavoratori già sospesi dal lavoro.

Piemme, quindi, ha dichiarato che, pur in un quadro che vede l’azienda in lenta ripresa e con performance nettamente al di sopra dei propri competitor, è intenzionata ad aprire una nuova procedura di cassa con una riduzione oraria tra il 20% ed il 40% per una platea di circa 30 unità, come strumento temporaneo, nel tentativo di consolidare la timida tendenza in atto attraverso una riduzione del costo del lavoro.

Le OO.SS. pur comprendendo l’orientamento del Ministero, hanno chiesto all’azienda di valutare un pacchetto di misure che non si limiti all’abbattimento dei costi del lavoro, ma che individui altre voci da comprimere tra i costi. Inoltre, è stato chiesto, di allargare la platea dei lavoratori interessati dalla nuova procedura in modo da determinare una riduzione del reddito meno onerosa (p. es. con una riduzione del 10-20% massimo dell’orario). E’ stato anche richiesto dalle rappresentanze sindacali che per questa nuova procedura venga anticipata a tutti i lavoratori coinvolti l’indennità di cassa integrazione, anche in considerazione dei ritardi registrati fino ad oggi; a questo proposito, l’azienda farà una verifica con l’Editore.

E’ stato fissato un prossimo incontro per il giorno 18 dicembre.


p. la Filcams Cgil Nazionale
Marco Rossi

Roma 04-12-13

Il 2 dicembre si è svolto il previsto incontro con Piemme relativo all’aggiornamento della situazione aziendale ed alle prospettive 2014.
L’azienda ha illustrato i dati provvisori del bilancio 2013, che si possono così riassumere:
1.il fatturato si aggirerà alla fine dell’anno intorno ai 98 milioni di euro, con un saldo negativo di 13 milioni rispetto all’anno precedente, ed un risultato operativo (quindi al netto di imposte e tasse) di meno 4 milioni di euro;
2.il dato consolidato per il periodo 2008-2013 è quindi di meno 94 milioni €;
3.gli oneri del personale in questa situazione sono pari al 34,1% del totale dei costi, registrando un incremento del 2% rispetto all’anno precedente (dato questo dovuto al già citato calo del fatturato) e del 7% rispetto al 2008;
4.sono stati svolti altri interventi, quali la riduzione dei canoni degli immobili in uso, dei costi del service di grafica, il blocco degli incentivi e la riduzione del parco auto aziendali.
E’ stato comunicato che è intenzione dell’azienda provvedere alla riduzione dei costi del personale e, in questo contesto, ci è stata riassunta la situazione dello stato della procedura CIG in deroga in corso.
Per realizzare la suddetta riduzione dei costi ci è stato comunicato che sono in corso sondaggi con alcuni lavoratori che hanno o potrebbero a breve acquisire i requisiti per accedere al pensionamento per giungere ad un accordo incentivato. Le OO.SS. hanno ribadito quanto già dichiarato nel corso del precedente incontro dell’11 novembre e cioè che sono contrari ad una ulteriore procedura di mobilità
Per rispondere a questa richiesta Piemme ci ha, quindi, proposto di condividere un accordo per accedere ai Contratti di Solidarietà, previa verifica che sarà svolta con il Ministero del Lavoro nei prossimi giorni.
Le OO.SS. hanno chiesto in vista di un prossimo incontro, di avere preventivamente notizie più precise circa gli interventi già realizzati e su tempi, modalità e platea di lavoratori eventualmente interessati al Contratto di Solidarietà.
Inoltre, si è condiviso di sottoscrivere nel corso del prossimo incontro un protocollo di relazioni sindacali che consenta di formalizzare procedure di consultazioni permanente e trasparente.
Il prossimo incontro è stato fissato per il giorno 10 dicembre alle ore 18.00 presso la sede aziendale romana.

p. la Filcams Cgil Nazionale
Marco Rossi

Roma, 18 febbraio 2013

Testo Unitario

Il giorno 11 febbraio presso la sede Confcommercio Nazionale in piazza G.G. Belli, in Roma, è proseguito la trattativa tra Piemme spa e Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil, alla presenza di una delegazione di Rappresentanti Sindacali Aziendali dei lavoratori.

L’incontro faceva seguito a quelli già avvenuti nella stessa sede il 14 dicembre 2012, 11 e 21 gennaio 2013. Le OO.SS. Nazionali hanno comunicato all’azienda gli esiti della assemblea unitaria nazionale, tenutasi in video conferenza il giorno 8 febbraio scorso, e delle proposte integrative emerse rispetto allo stato del negoziato.

E’ stata, ancora una volta, sottolineata la grande preoccupazione dei lavoratori ed un giudizio insufficiente sia sulle soluzioni individuate al momento che rispetto alle informazioni ricevute circa il piano industriale di Piemme spa.

In particolare, si è valutato da parte delle OO.SS., la necessità di addivenire per il futuro ad una gestione delle situazioni di crisi aziendale al di fuori di un contesto emergenziale, anche attraverso una costante condivisione delle strategie di Piemme spa da regolamentare attraverso la sottoscrizione di un Protocollo di relazioni sindacali.

Dalla successiva discussione sono state individuate una serie di possibili soluzioni circa le singole sedi:

- Ancona: si prevede la CIG in deroga per 1 esubero (rispetto ai 2 inizialmente dichiarati, per i quali era previsto inizialmente il licenziamento e la messa in mobilità), e impegno al passaggio ad un contratto part time a 20 ore al termine dell’ammortizzatore sociale;

- Brindisi; per un lavoratore indicato in esubero esodo incentivato (12 mensilità lorde) al termine della CIG in deroga;

- Lecce: i 2 esuberi inizialmente dichiarati saranno ritirati a fronte di una “limatura” sul costo del lavoro (nessun ricorso ad ammortizzatori sociali);

- Taranto: a seguito della chiusura della sede viene proposto alla lavoratrice un contratto di esattoria;

- Pescara: l’esubero dichiarato dall’azienda sarà escluso dalla procedura di CIG in deroga poiché in aspettativa ex legge 104/92;

- Napoli: a fronte dei 7 esuberi dichiarati in avvio di procedura si presenta la possibilità di trasferire ad Adecco Service 3 full time equivalenti distribuiti in 4 part time a 30 ore e 1 part time a 20 ore; in questo caso i lavoratori interessati accederebbero alla CIG in deroga dal 1° marzo p.v. per transitare in mobilità e successivamente sarebbero assunti dal 4 marzo in Adecco Service con un incentivo di una mensilità lorda di retribuzione; rimane da verificare la possibilità di individuare un percorso di accompagnamento incentivato al pensionamento per un lavoratore;

- Salerno: a seguito della chiusura della sede viene proposto alla lavoratrice un contratto di esattoria;

- Perugia: la sede sarà chiusa; alla lavoratrice verrà proposto un incentivo di 12 mensilità lorde di retribuzione per accedere alla mobilità volontaria, al termine del percorso di CIG in deroga;

- Roma: l’azienda aveva dichiarato 20 esuberi all’avvio procedura; prima dell’avvio del confronto in sede sindacale sono stati risolti consensualmente 3 contratti di lavoro; inoltre, 3 lavoratori saranno esclusi dalla procedura perché in aspettativa per maternità (fino a dicembre 2013) o ex legge 104/92 (che dovranno essere rinnovate); un dipendente dichiarato tra gli esuberi rimarrà in Piemme, se disponibile ad una trasformazione del contratto a pt a 20 ore; transiteranno in Adecco Service 3 lavoratori a part time a 30 ore e 9 lavoratori a tempo pieno (in questo caso i lavoratori interessati accederebbero alla CIG in deroga dal 1° marzo p.v. per transitare in mobilità e successivamente sarebbero assunti dal 4 marzo in Adecco Service con un incentivo di una mensilità lorda di retribuzione); rimane da verificare la possibilità di individuare un percorso di accompagnamento alla pensione per un lavoratore;

- Latina: la sede sarà chiusa; al lavoratore sarà proposto il trasferimento in Adecco Service a Roma, salvo verifica preventiva di un percorso incentivato di accompagnamento alla pensione;

- Viterbo: la sede verrà chiusa; alla lavoratrice sarà proposto il trasferimento in Adecco Service a Roma o in alternativa un percorso di CIG in deroga e successiva mobilità incentivata (12 mensilità lorde di retribuzione);

- in Veneto si presenta, al momento, la situazione seguente:

· Padova: chiusura sede; 1 dei 2 esuberi dichiarati in avvio di procedura potrebbe essere trasferito ad altro settore;

· Pordenone: chiusura della sede con un esubero;

· Treviso: chiusura della sede con due esuberi;

· Mestre: la sede rimarrà aperta, con, tuttavia, 9 esuberi dichiarati in avvio procedura.

Complessivamente per il Veneto l’ipotesi prevede:

- 6 lavoratori a part time a 20 ore in Adecco Service (secondo lo stesso percorso descritto sopra: transito per la CIG in deroga, mobilità ed assunzione in Adecco Service dal 4 marzo p.v. con una mensilità di retribuzione lorda come incentivo);

- Udine: la sede rimarrà aperta e l’azienda ha dichiarato in fase di trattativa di scendere da 2 a 1 esubero (il residuo esubero potrebbe rientrare nella proposta organizzativa della sede di Mestre);

- Milano: all’avvio della procedura, Piemme aveva dichiarato 9 esuberi; al momento dell’apertura del tavolo sindacale 3 lavoratori avevano già presentato le proprie dimissioni; per quelli ancora attualmente in forza, si è concordato di gestirli, escludendo una lavoratrice in maternità, 4 lavoratori assegnati al servizio in Adecco Service a 30 ore settimanali (in questo caso i lavoratori interessati accederebbero alla CIG in deroga dal 1° marzo p.v. per transitare in mobilità e successivamente sarebbero assunti dal 4 marzo in Adecco con un incentivo di una mensilità lorda di retribuzione) e un ulteriore lavoratore che dovrebbe accedere alla CIG in deroga, ed al termine dell’ammortizzatore rientrare in Piemme spa a 30 ore settimanali.

Per opportuna chiarezza:

1) per tutti i lavoratori per i quali l’azienda non prevede ipotesi di ricollocazione, al termine della CIG in deroga, saranno avviati alla mobilità, si è concordato, a seguito di richieste delle OO.SS., un incentivo di 12 mensilità lorde di retribuzione;

2) per i lavoratori che passeranno ad Adecco Service verrà garantito un incentivo di una mensilità lorda di retribuzione.

E’ pervenuta, successivamente, la convocazione del Ministero del Lavoro per la conclusione della fase amministrativa della procedura per il giorno 18 febbraio prossimo.

p. la Filcams Cgil Nazionale

Marco Rossi

Roma, 25 gennaio 2013

Testo Unitario

Il giorno 21 gennaio presso la sede Confcommercio Nazionale in piazza G.G. Belli, in Roma, è proseguito l’incontro tra l’azienda Piemme spa rappresentata dal Direttore del Personale e Organizzazione dott. C. di Vincenzo, assistito dall’avvocato E. Paparazzo e da Confcommercio Nazionale nelle persone di G. Lazzarelli e L. Iodice e le OO.SS. nazionali, per la Filcams Cgil Marco Rossi, per la Fisascat Cisl Daniela Rondinelli, per la Uiltucs Uil Paolo Proietti, unitamente ad una delegazione di Rappresentanti Sindacali Aziendali dei lavoratori.

L’incontro faceva seguito a quelli già avvenuti nella stessa sede il 14 dicembre 2012 e 11 gennaio 2013.

L’incontro è stato aperto dall’esposizione da parte delle OO.SS. Nazionali di quanto emerso nel corso della assemblea unitaria nazionale, tenutasi in video conferenza il 18 gennaio u.s., e delle relative domande e proposte alternative alla mobilità (es. Contratto di solidarietà, CIG in deroga, riduzione oraria, disponibilità volontaria ad inquadramento a livello più basso, disponibilità volontaria a demansionamento etc). E’ stata sottolineata la grande preoccupazione emersa dagli interventi dei lavoratori presenti ed una richiesta di maggiore chiarezza sulle proposte dell’azienda.

L’Azienda ha aperto il suo intervento consegnando un documento relativamente alla sua proposta di Back office esterno, dove vengono indicate le sedi con i relativi addetti previsti (Mestre 3 full time equivalent, Milano 2 full time equivalent, Roma 12 full time equivalent, Napoli 3 full time equivalent) e le relative attività date in outsourcing: Apertura nuove anagrafiche; Fatturazioni On Line; Gestione Contestazioni; Emissione note di credito; Spunta Pubblicato; Verifica e controllo inserimento contratti Agenti; Supporto agli agenti su fatture contanti; contratti, cliente statistico, collettive, contratti plurimi, materiali; Incassi da Clienti e Versamenti in Banca; Controlli e Quadrature CasList; Incassi Ex Sportelli; Gestione Archivio.

In relazione alle sedi di Ancona e Lecce-Brindisi, l’Azienda ha affermato che gli esuberi dichiarati potranno essere gestiti ricorrendo alla CIG in deroga per tutto il tempo per cui verrà concesso l’ammortizzatore sociale, con riduzione di orario e, ove possibile, anche la rotazione. L’azienda ha ribadito, inoltre, la necessità di chiudere tutte le sedi più piccole, motivando tale scelta con:

· risparmi economici relativamente alle spese di gestione

· nuovo software gestionale fornito agli agenti

· outsourcing delle sopra citate attività con relativo accentramento organizzativo nelle sedi sopra indicate.

L’azienda ha inoltre comunicato che tra le aziende contattate interessate alla gestione dell’outsourcing, allo stato attuale, è orientata a chiudere con Adecco Professional Solution, che tra l’altro applica il CCNL Terziario Distribuzione e Servizi; a conclusione di questo primo punto l’Azienda ha dichiarato la sua disponibilità a chiedere una CIG in deroga (sia con riduzione oraria che a zero ore) lasciando aperta anche la procedura di mobilità, tutto nell’ambito di un accordo complessivo generale; alla fine di questa esposizione c’è sta la richiesta, avanzata delle RSA e delle OO.SS, di precisare meglio quale tipo di rapporto, con quale durata e quali criteri sarebbero stati eventualmente adottati nella scelta delle persone.

Le risposte sono state le seguenti:

· la durata iniziale del contratto di outsourcing sarà di due anni, con l’intenzione di proseguire;

· il criterio di scelta per il personale destinato all’outsourcing sarà la volontarietà;

· il rapporto di lavoro sarà con contratto a tempo determinato per il primo anno con conferma automatica a tempo indeterminato alla scadenza, per poter sfruttare le agevolazioni contributive previste dalle normative di legge vigenti.

In merito a questo punto le OO.SS. hanno chiesto all’azienda delle garanzie aggiuntive da inserire in un accordo, in caso di reinternalizzazione del servizio, per la riassunzione di tutto il personale già esternalizzato; in caso di cambio di azienda appaltante la garanzia che questa assuma tutto il personale già esternalizzato.

Su questi due punti l’azienda si è dichiarata disponibile.

Si è passati poi ad esaminare la proposta dell’Azienda relativamente alla eventuale trasformazione da dipendenti ad Agenti. L’Azienda ha precisato che anche in questo caso si tratta di volontarietà, il rapporto sarebbe regolato da un contratto di Agente Enasarco plurimandatario a tempo indeterminato, con anticipi mensili e saldo trimestrale su fatturato; ulteriori chiarimenti saranno forniti in colloqui orientativi da richiedere all’azienda.

L’ultimo punto presentato dalle OO.SS. è stato quello di esaminare eventuali incentivi all’esodo, sia con contropartita economica, sia eventualmente sfruttando quanto previsto dall’art. 4 , commi dall’1 al 7 della legge Fornero, sull’accompagnamento alla pensione.

In particolare sulla precedente proposta avanzata dall’azienda di 6 mensilità come eventuale incentivo le OO.SS. hanno sottolineato come tale cifra sia irricevibile, indicando invece 18 mensilità come incentivo che sicuramente potrebbe incontrare una platea interessata.

L’azienda su questo punto ha dichiarato che per gli incentivi all’esodo ha un budget prefissato non superabile, quindi la quantità di tale importo dipende dalle richieste e che dal suo punto di vista era una questione eventualmente da esaminare alla conclusione dei processi precedenti, e che tali incentivi sarebbero prioritariamente per le figure indicate come esubero.

Su questo punto le OO.SS. hanno sottolineato come, al contrario, un buon incentivo potrebbe diminuire sensibilmente la platea destinata agli interventi.

A domanda specifica l’Azienda ha dichiarato che non c’è stata nessuna apertura di sedi a Bologna né che siano previste assunzioni in quella città, l’unica operazione fatta è stata una revoca dell’ Agenzia monomandataria che gestiva quella piazza con attribuzione di incarico ad altra plurimandataria a costi inferiori ai precedenti.

L’incontro si è concluso con la firma del “mancato accordo tecnico” necessario per proseguire la fase in sede ministeriale; si è inoltre fissato un nuovo incontro tra le parti per il 4 febbraio prossimo, sempre presso la sede Confcommercio Nazionale.

Il giorno 8 febbraio 2013 presso la Filcams Cgil Nazionale – Via Leopoldo Serra, 31 – Roma si terrà la seconda video conferenza unitaria Nazionale dei lavoratori Piemme dalle ore 11 alle ore 13 nelle stesse sedi e con le stesse modalità di quella svolta il giorno 11 gennaio u.s.

Per ogni necessità tecnica relativa alla videoconferenza potete contattare Fabrizio Amoretti (tel 06 – 58393150).

p. la Filcams Cgil Nazionale

Marco Rossi