Category Archives: METRO-Italia-Cash-and-Carry

Roma, 3 novembre 2017

Testo Unitario

Il giorno 25 Ottobre si è svolto l’incontro con Metro Italia Cash & Carry. Come da rituale ormai consolidato l’impresa ha presentato gli obiettivi di Agenda 2020 (progetto creazione valore) con particolare riferimento al mercato dell’horeca e ribadendo la centralità del C&C per l’impresa.
L’azienda ha investito nella rete vendita circa 18M di € e 15M per l’efficientamento. In particolare sui punti vendita di Bari, Catania, Lecce e Verona, l’impresa dichiara un netto miglioramento se pur Verona presenta ancora alcune criticità.
Il fatturato dell’impresa resta grosso modo in linea con l’anno precedente, ormai il calo del fatturato sugli SCO e sui Trader è sempre minore in quanto i crolli vertiginosi si sono registrati negli anni passati ed è compensato da un esiguo numero di nuovi clienti sull’horeca (circa 500) su tutto il territorio nazionale. Dal confronto è emersa una probabile criticità sul raggiungimento del salario variabile.
Gli obiettivi di vendite posti dall’impresa sono stati eccessivamente ambiziosi rispetto agli andamenti del mercato e la rilevazione della soddisfazione del cliente non ha dato i risultati attesi, sono emerse particolarmente negative le valutazioni dei clienti sui prezzi e sulla fatturazione.
Filcams, Fisascat e Uiltucs hanno richiesto all’impresa di integrare i dati forniti con quelli di tutti i punti vendita compresi quelli non sindacalizzati e la dimensione progressiva dello spostamento dei clienti A e B verso la delivery. Preoccupa la possibilità che il processo di terziarizzazione della delivery e lo spostamento dei clienti A e B possa determinare criticità nel C&C.
Le parti hanno inoltre preso atto della chiusura del punto vendita di Mantova e del conseguente accordo che a livello locale è stato fatto. Le organizzazioni sindacali hanno ribadito l’assurdità di un comportamento dell’impresa che continua ad annunciare esuberi e chiusure con preavvisi minimi che impattano fortemente sui lavoratori interessati, determinando un clima di incertezza in tutta l’impresa.
Nello stesso incontro è stato possibile confrontarsi con l’impresa sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. È emerso che circa un quarto degli infortuni è dovuto alla movimentazione dei carichi e alle mansioni di taglio dei prodotti nei reparti freschi e freschissimi. Abbiamo chiesto all’impresa di prevedere azioni mirate volte a ridurre questi infortuni. Abbiamo inoltre denunciato che troppo spesso nei punti vendita c’è una scarsa attenzione al rispetto delle procedure, fatto salvo i periodi immediatamente successivi a incidenti; le OO.SS., nel richiamare ad una maggiore attenzione impresa e lavoratori, denunciano che gli obiettivi di produttività distolgono la gestione dei punti vendita dall’attenzione sulla salute e sicurezza. Da ultimo abbiamo invitato l’impresa ad individuare una procedura che consenta di aprire il cassetto in caso di rapina, l’attuale sistema espone le cassiere ad un rischio altissimo che denunciamo ormai da mesi.
L’azienda si è invece sottratta alla discussione sull’organizzazione del lavoro venendo meno a quanto previsto dal contratto integrativo aziendale. A domanda specifica sulla crescente richiesta di flessibilità nei punti vendita che è emersa anche in alcuni incontri territoriali, l’impresa ha dato risposte assolutamente generiche. È stata negata l’esistenza del ruolo di Jumper, fingendo quindi che non sia stata proprio l’impresa ad appellare con questo termine le lavoratrici ed i lavoratori su cui ricadono le maggiori flessibilità organizzative. Inoltre nessuna risposta è stata data sul fatto che in molti punti vendita viene richiesta una programmazione delle ferie in deroga alle previsioni contrattuali, metodo che abbiamo contestato.

L’incontro si è concluso in modo del tutto insoddisfacente e con il malcontento della delegazione sindacale sui temi inerenti l’organizzazione del lavoro. Si raccomanda pertanto alle strutture e ai delegati Metro di aggiornare tempestivamente le strutture nazionali su quanto dovesse emergere dai confronti a livello decentrato e di non sottoscrivere accordi a livello territoriale sui temi dell’organizzazione del lavoro in assenza di un chiarimento complessivo circa le linee guida che sarebbe intenzione dell’azienda seguire.

p. La Filcams CGIL Nazionale
Alessio Di Labio

Roma, 6 luglio2017

    Testo Unitario

    Il giorno 4 Luglio 2017 si è svolto l’incontro con Metro Italia Cash & Carry per il confronto annuale previsto dal contratto integrativo aziendale. All’incontro era presente il nuovo direttore del personale Simona D’Altorio.
    L’azienda ha presentato gli obiettivi, già noti, del progetto “agenda 2020” che portano l’impresa a concentrarsi prevalentemente sul mercato Ho.re.ca. Metro dichiara ancora una volta che il Cash & Carry resta il cuore dell’azienda, ma la concentrazione sull’Ho.re.ca. richiede di investire sul servizio delivery.
    Quindi l’impresa ha fornito i dati delle ristrutturazioni più pesanti di Bari, Catania, Lecce e Mestre, le nuove aperture ultime di Trieste e Firenze “Le Cascine”, inoltre sono stati potenziati i servizi di delivery in alcune unità produttive ed è stato aperto il nuovo magazzino di Milano per la delivery.
    Filcams, Fisascat e Uiltucs, prendendo atto degli obiettivi noti su “agenda 2020” che stanno producendo effetti, o potrebbero averne in prospettiva, sui punti vendita e sulle lavoratrici e i lavoratori, hanno richiesto di avviare un confronto su alcuni temi:

      -L’investimento sulla delivery sta sottraendo fatturato ai punti vendita, questo, abbinato ad un disinvestimento sul no food, determina preoccupazioni sui futuri livelli occupazionali nonché ripercussioni sugli obiettivi di salario variabile, anche in virtù dello spostamento dei clienti A e B verso la delivery. Pertanto abbiamo richiesto all’impresa un confronto dettagliato sui dati di fatturato sui canali Cash & Carry e delivery al fine di monitorare il fenomeno denunciato, considerato che dai fatturati dei punti vendita alcuni elementi di preoccupazione sono già verificabili.

      -Gli obiettivi di produttività dell’impresa si stanno ripercuotendo negativamente sull’organizzazione del lavoro. In tutti i punti vendita le rappresentante sindacali denunciano una implementazione selvaggia della flessibilità, continui spostamenti di dipendenti da un reparto all’altro e una sofferenza particolare per i cosiddetti “Jumper”. Sulla base di quanto previsto dal contratto integrativo abbiamo richiesto all’impresa di presentarci l’attuale modello organizzativo al fine di avviare un confronto che possa migliorare le condizioni di lavoro.

      -Considerati i gravi incidenti che sono avvenuti in alcuni punti vendita, preso atto dei dati emersi in commissione salute e sicurezza che palesano un aumento complessivo degli infortuni, le organizzazioni sindacali hanno richiesto all’impresa di aumentare l’attenzione sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro e far pressione sui direttori affinché facciano scrupolosamente rispettare le procedure. Anche in questo caso sembrerebbe che gli obiettivi di produttività e la flessibilità determinano una diffusa disattenzione, che non è accettabile.

      -È stato richiesto all’impresa di presentare quali sono i progetti di “activeaeging”che secondo il CIA dovevano essere presentati in commissione pari opportunità ma che ancora non si sono manifestati se non attraverso le incentivazioni all’uscita fatte nel 2016.

      -L’impresa ha realizzato nel corso degli ultimi anni un processo di cessione degli immobili ad un fondo senza dare alcuna informazione, determinando una riduzione della capitalizzazione della società italiana. Sarà cura delle organizzazioni sindacali verificare periodicamente sui bilanci che non vengano sottratte risorse da Metro Italia Cash & Carry ingiustificatamente.

      -È stato richiesto a Metro di fornire i bilanci delle società operanti in Italia come previsto dal CIA e avvenuto in passato.

    Su questi aspetti l’impresa ha dato risposte vaghe e parziali, rimandando un confronto di maggior dettaglio al prossimo incontro.
    Filcams, Fisascat e Uiltucs hanno registrato le dichiarazioni della nuova direzione del personale che ritiene necessario valorizzare il ruolo delle persone all’interno dell’impresa, si aspettano quindi che sui temi denunciati e sulle informazioni richieste, il prossimo incontro fissato per 24 ottobre 2017 sia proficuo.


    p. La Filcams CGIL Nazionale
    Alessio Di Labio

    Roma, 5 luglio 2016

    Nella giornata di ieri è ripreso a Roma il confronto con la METRO a seguito del comunicato del Consiglio d’Amministrazione emesso il 17 giugno ed ora anche alla luce della procedura di mobilità avviata dall’azienda con comunicazione del 28 giugno, che oltre a coinvolgere i tre magazzini in solidarietà di Bari, Catania e Verona, già oggetto dei confronti realizzati a partire dal mese di aprile, per complessivi 77 full-time equivalenti, coinvolge altri 11 magazzini per ulteriori 91 full-time equivalenti, che porta il numero complessivo degli esuberi dichiarati a 168 full-time equivalenti.

    L’azienda ha esordito sottolineando che nel corso delle ultime settimane la situazione delle disponibilità all’esodo volontario incentivato o al trasferimento volontario incentivato dai tre magazzini di Bari, Catania e Verona non si è sostanzialmente modificata. Gli 88 esuberi in full-time equivalenti inizialmente dichiarati sono in effetti scesi a 77 per effetto dei trasferimenti volontari già in via di realizzazione, in particolare dal magazzino di Catania, verso altri punti vendita del Gruppo. Inoltre l’azienda ha raccolto nei tre magazzini sopra richiamati disponibilità ad accettare l’esodo volontario incentivato per complessivi 43 full-time equivalenti. Dal che deriva il persistere nei tre magazzini attualmente in solidarietà di un numero di esuberi pari a circa 34 full-time equivalenti.

    L’azienda ha aggiunto altresì che non ha intenzione di procedere ad alcun tipo di espulsione coatta del personale ancora eccedente nei tre magazzini, bensì di realizzare a complemento dei trasferimenti e degli esodi volontari, interventi di carattere organizzativo finalizzati ad un recupero di efficienza, alla realizzazione di una maggiore flessibilità e produttività del lavoro, con l’obiettivo di raggiungere una sostenibilità del punto vendita con la sua trasformazione nel format “Casa dell’Horeca” e il conseguente ridisegno delle aree di vendita e della struttura dei presidi, anticipando la chiusura dei contratti di solidarietà ma senza procedere a riduzioni strutturali dell’orario di lavoro settimanale ordinario del personale sia a tempo pieno che a part-time.

    Le misure organizzative previste partono dall’esigenza di strutturare la distribuzione dell’organico al fine di corrispondere all’elevata stagionalità dei tre punti vendita, e soprattutto dei punti vendita di Bari e Catania, attraverso la definizione di un regime di flessibilità plurisettimanale dell’orario di lavoro che preveda una concentrazione delle prestazioni lavorative ordinarie nei mesi di intensificazione dell’attività a fronte di una diminuzione delle presenze nei mesi di flesso.

    A tale scopo l’azienda ha chiesto di proseguire nel riportare l’orario di lavoro settimanale normale nei tre magazzini a 38 ore settimanali, come già realizzato ai fini della applicazione dei contratti di solidarietà. Inoltre l’azienda ha dichiarato l’intenzione di istituire una squadra di rifornimento serale/notturno composta da personale METRO dei tre magazzini, quindi non ricorrendo alla terziarizzazione come avvenuto in passato in molti altri magazzini, e ha chiesto di proseguire nell’applicazione delle altre due condizioni lavorative/contrattuali già operanti in collegamento ai contratti di solidarietà, vale a dire il riconoscimento di una maggiorazione oraria per le prestazioni domenicali del 40/45% in luogo del 70/75% previsto dal contratto integrativo aziendale e la sottoscrizione ad opera del personale con contratto a part-time della clausola di flessibilità.

    Le Segreterie Nazionali hanno ovviamente valutato positivamente il fatto nuovo costituito dalla circostanza che – a fronte del mancato raggiungimento delle riduzioni strutturali di organico inizialmente dichiarate dall’azienda nei 3 magazzini in solidarietà – lo schema di soluzione proposto esclude qualsiasi misura coattiva di espulsione del personale, intervenendo invece sul versante organizzativo, rispondente alle richieste delle organizzazioni sindacali.

    Resta da definire quanto inerente alle misure concrete proposte dall’azienda: la riduzione delle maggiorazioni per il lavoro domenicale, il riallineamento dell’orario di lavoro settimanale a 38 ore e la sottoscrizione delle clausole flessibili per il personale part-time finalizzate al raggiungimento di una situazione di riequilibrio dei tre punti vendita in solidarietà attraverso il riassetto organizzativo e la nuova articolazione dei presidi su base stagionale non possono avere carattere definitivo/strutturale e devono prevedere una durata limitata nel tempo. Abbiamo inoltre precisato che riteniamo indispensabile che il pagamento dell’ora aggiuntiva mensile per il personale part-time dei magazzini di Bari e Verona debba essere mantenuto.

    Inoltre, abbiamo sottolineato che sia la sottoscrizione delle clausole flessibili ad opera del personale part-time, sia il prolungamento temporaneo della prestazione lavorativa a 38 ore per il personale a tempo pieno dei tre magazzini implica l’adesione individuale del personale attraverso atti novativi della lettera di assunzione (così come avvenuto in passato nel magazzino di Mestre), ancorché aventi validità temporanea. Infine abbiamo rimarcato come la definizione dei nuovi regimi organizzativi interni (stagionalità, istituzione del rifornimento serale/notturno ecc.) debba essere regolata in modo tale venga rispettata la conciliazione dei tempi di vita attraverso una programmazione stabile dei turni di lavoro e che secondo questo indirizzo possa essere realizzata esclusivamente attraverso la definizione di specifici accordi a livello di magazzino/territoriale. Le Segreterie Nazionali hanno altresì sottolineato che per la prosecuzione del confronto è necessario che lo schema di soluzione che si viene delineando per la vertenza sia oggetto di esame da parte delle assemblee dei lavoratori dei tre magazzini attualmente in solidarietà al fine di valutare la possibilità di arrivare ad un accordo.

    Il confronto è stato pertanto aggiornato al 12 luglio prossimo a Roma, con inizio dalle ore 15, nella sede che provvederemo a comunicarVi non appena ci sarà trasmessa dall’azienda.

    p. La Filcams Cgil – p. La Fisascat Cisl – p. La Uiltucs
    Di Labio CeottoMarroni

    Roma, 3 febbraio 2016

    TESTO UNITARIO

    il giorno 29 gennaio 2016 a Milano è stata sottoscritta l’ipotesi d’accordo per il rinnovo del Contratto Integrativo Aziendale Metro. La trattativa si è avviata lo scorso Autunno a fronte della disdetta del contratto da parte dell’azienda e, dopo la proroga di un mese condivisa nell’ultimo incontro di Dicembre, sarebbe decaduto a far data dal 1 febbraio 2016. La disdetta quindi, insieme alla complessa situazione contrattuale del settore, in particolare lo stallo del rinnovo del CCNL, hanno assegnato il difficile compito alla delegazione trattante di ricercare prioritariamente la salvaguardia del sistema di norme e salario quale il contratto integrativo, valutazione resa ancora più difficile dallo stato dell’impresa. Metro ha attraversato una difficile crisi da cui sta gradualmente uscendo attraverso una serie di investimenti e di riorganizzazioni, che hanno contemplato anche esuberi e chiusure di punti vendita. Se da un lato quindi gli investimenti, soprattutto nell’Horeca, fanno registrare segnali positivi di fatturato e bilancio, dall’altra una parte della rete è ancora interessata da evidenti criticità anche occupazionali. Per questo le organizzazioni sindacali, supportate da un ampio mandato della delegazione di rappresentanti di unità produttiva presenti alla trattativa, esprimono soddisfazione per l’intesa raggiunta che sarà posta alla votazione dei lavoratori nei prossimi giorni.

    Nel merito l’equilibrio raggiunto trova particolari miglioramenti nell’impianto normativo del Contratto. È stata vincolata l’impresa ad un confronto preventivo in tema di riorganizzazioni che possono mettere in discussione la mansione dei lavoratori introducendo concetti di condivisione su questo delicato tema; un’apposita commissione si occuperà di ampliare i diritti previsti da legge e da contratto per i coniugi anche alle coppie di fatto; la formazione e lo sviluppo della professionalità saranno affrontati parallelamente, ricercando col contributo delle Organizzazioni Sindacali, appositi obiettivi formativi che possano implementare la fungibilità delle mansioni, soprattutto in considerazione delle criticità riscontrate sull’argomento quando si è discusso di Contratto di Solidarietà; restano inoltre garantite le 36 ore di formazione per ogni addetto nell’arco del triennio.

    Il sistema di relazioni sindacali è stato implementato con appositi rimandi sulla Delivery, tipologia di servizio di vendita su cui la delegazione sindacale ha più volte negli anni manifestato preoccupazioni e che oggi diventa oggetto di confronto sia a livello nazionale che di unità produttiva, nonché in caso di nuovi magazzini aperti. Viene introdotto il vincolo di avviare confronti preventivi a livello territoriale in caso di nuove aperture con possibilità, qualora fosse nell’intensione delle parti, di verbalizzare l’esito del confronto, gli impegni reciproci ed appositi accordi di avvio delle nuove unità produttive. Sempre a livello di punto vendita, e nella volontà di sviluppare il ruolo della RSA/RSU, è previsto un incontro annuale per verificare la possibilità di consolidare ore di supplementare ai part time. È previsto che anche per i lavoratori della parte di rete vendita (prevalentemente i cosiddetti Eco) per i quali non era previsto il godimento del riposo in alcune giornate di sabato, potranno, con accordo di unità produttiva, condividere sabati liberi nella misura che verrà localmente prevista, tenendo conto delle esigenze organizzative e di organico. Tutte le lavoratrici ed i lavoratori che ad oggi avevano il regime orario a 36 ore settimanali (o e 37 e 45 minuti in alcuni format) manterranno l’attuale condizione. Il regime a 38 ore riguarderà il restante personale della rete vendita in cui già era applicato e tutti i neo assunti a far data dal 1 Febbraio. Il percorso di maturazione dei permessi retribuiti previsto dalla contrattazione collettiva che consente il passaggio dalle 40 alle 38 ore è ridotto da 48 a 24 mesi.

    La regolamentazione del lavoro domenicale in termini di vincoli di presidio e calendari di programmazione resta immutato, fatto salvo che per calendario di programmazione non si intenderà il periodo Gennaio/Dicembre ma il periodo da Febbraio a Gennaio dell’anno successivo. Viene invece rivisto il sistema di maggiorazioni per la retribuzione del lavoro domenicale, evidentemente il punto più complicato della mediazione raggiunta e su cui, considerato che il lavoro domenicale resta un disagio, nel dover trovare una mediazione si è preferito salvaguardare maggiormente la retribuzione di chi lavora più domeniche condividendo un sistema così composto: 50% le prime otto domeniche, 60% dalla nona alla quattordicesima, 75% dalla quindicesima in poi. Resta invariata la retribuzione e il godimento di riposi compensativi per le festività; confermata inoltre l’impossibilità di aprire i punti vendita nei giorni 1 gennaio, Pasqua, 1 Maggio e Natale.

    Il nuovo premio soddisfazione cliente sarà così composto:

    •Parametro vendite 20% del valore del premio. Si basa sugli obiettivi di punto vendita definiti entro Novembre. Per le Aree Metropolitane, ossia le aree su cui sono presenti più punti vendita, con che politiche commerciali integrate, al momento Roma e Milano, l’obiettivo si determinerà per il 50% dal punto vendita e per il 50% di area.
    •Parametro clienti acquirenti 40% del valore del premio. Si basa sulla percentuale di clienti che fatturano maggiormente, in particolare considerando la percentuale sul fatturato di clienti che fatturano più di 10K €.
    •Parametro Customer Satisfaction 40% del valore del premio. Si basa sulla rilevazione trimestrale della soddisfazione fatta su un campione di almeno 100 clienti.

    Le organizzazioni sindacali hanno accolto tale proposta di salario variabile in quanto coerente con le strategie perseguite dall’impresa e con i sistemi incentivanti dei ruoli di responsabilità e quindi, con molta probabilità, daranno risultati migliori. Inoltre, al fine di limitare i margini di intervento sulle retribuzioni dei lavoratori in virtù di future disdette o rinnovi, le parti hanno condiviso che gli istituti salariali, quali premio aziendale, assegno personale speciale, superminimo non assorbibile e utilizzo impianti cia, transitano in un accordo a latere che avrà validità fino al 30 Dicembre 2030. Inoltre nel corso del triennio il premio soddisfazione cliente sarà applicato anche alle lavoratrici e ai lavoratori di Metro Dolomiti nelle modalità e nella misura che verranno condivise.

    Il rinnovo del Contratto Integrativo Aziendale Metro rappresenta un risultato positivo e in controtendenza rispetto a quanto sta avvenendo nel settore; l’ipotesi di accordo garantisce un sistema retributivo e normativo superiore e migliorativo della contrattazione nazionale in tutte le sue parti. Ora i lavoratori sono chiamati ad esplicitare il proprio consenso all’applicazione dell’accordo attraverso il referendum. Si invitano pertanto le strutture territoriali ad avviare le assemblee e svolgere la consultazione referendaria dei lavoratori ed ad inviare l’esito per Provincia entro il 20 Febbraio 2016.

    L’integrativo disdettato è disapplicato; qualora l’ipotesi di accordo fosse approvata entrerà in vigore dal 1° Febbraio 2016.

    p. La Filcams CGIL Nazionale
    Alessio Di Labio
    All. 3

    ——————————————————————————————————————————————————————————————————–

    FILCAMS-CGIL FISASCAT-CISL UILTUCS

    REFERENDUM NAZIONALE
    su
    Ipotesi di accordo
    Rinnovo CIA Metro

    approvo ClA Proposta

    SI NO

    —————————————————————————————————————————————————————————————————–

    FILCAMS-CGIL / FISASCAT-CISL / UILTUCS

    Verbale di consultazione referendaria su
    Ipotesi di accordo CIA METRO

    Punto vendita di :

    Votazione svolta il :

    Componenti Commissione Elettorale:

    Dipendenti del punto vendita aventi diritto al voto:

    Hanno votato : N° lavoratori

    FAVOREVOLI : N° lavoratori

    CONTRARI : N° lavoratori

    SCHEDE NULLE : N°

    La commissione elettorale

    Firma_________

    Link Correlati
         Metro, Ipotesi di accordo CIA 29-01-2016

    Roma, 15 gennaio 2016

    Testo Unitario

    Il giorno 13 gennaio 2016 a Roma si è svolto l’incontro con Metro per il rinnovo del contratto integrativo aziendale.

    Le parti si sono ampiamente confrontate dovendo prendere atto di rappresentare posizioni ancora distanti, la delegazione sindacale ha finora lavorato al fine trovare un accordo che garantisca un contratto alle lavoratrici ed ai lavoratori Metro anche in considerazione del mancato rinnovo del contratto nazionale e quindi dei mancati aumenti contrattuali. Contesto su cui le organizzazioni sindacali hanno richiamato l’impresa chiedendo di rivedere le proprie richieste a cominciare dal tema delle maggiorazioni domenicali e festive.

    Alcuni importanti passi in avanti sono stati fatti da entrambe le parti ma non sufficienti a trovare una soluzione al rinnovo.

    Pertanto Filcams, Fisascat e Uiltucs, sulla base di quanto emerso dalla trattativa, hanno presentato una proposta complessiva su cui sia possibile trovare un equilibrio come di seguito riportato:

    Relazioni sindacali: definire un quadro normativo che consenta di avere informazioni organiche e preventive, sia a livello nazionale che territoriale e di unità produttiva, sulle strategie aziendali, gli investimenti e le eventuali riorganizzazioni, con modalità idonee a consentire un confronto effettivo e la loro condivisione.

    Agibilità sindacali: ridurre il monte dei permessi sindacali togliendo mezz’ora dai negozi che hanno il calcolo basato sulle 6.30 h e che comprendono circa l’80% del personale e portando a 3.30 h il restante 19% della rete.

    Commissioni bilaterali: definizione di compiti e ruoli delle commissioni affinché possano dare un reale contributo al sistema Metro, con particolare attenzione alla formazione e alla professionalità.

    Orario di lavoro: stabilire le 38 ore di lavoro settimanali per tutti i neo assunti dell’intera rete di negozi così come è già negli Eco riducendo però i tempi di maturazione dei Rol previsti dalla contrattazione nazionale. Mantenere le 36 ore settimanali per tutti quelli che li hanno in essere blindando l’istituto da eventuali futuri interventi nel contratto integrativo.

    Festività: mantenere invariato il riposo compensativo e il pagamento del 130% di maggiorazione per le prestazioni lavorative in festività infrasettimanali e coincidenti con la domenica.

    Lavoro domenicale: alla proposta aziendale di ridurre le maggiorazioni del lavoro domenicale a circa il 50% le organizzazioni sindacali contrappongono una proposta che pur generando un recupero dei costi mantenga una maggiorazione dignitosa che retribuisca maggiormente chi più vive il disagio, retribuendo al 50% le prime otto domeniche lavorate, al 60 % dalla nona alla quattordicesima e al 75% le successive.

    Premio soddisfazione cliente: sulla base della proposta aziendale è possibile determinare un nuovo premio soddisfazione cliente su cui però è necessario intervenire per rendere maggiormente raggiungibili gli obiettivi e stabilendo un confronto preventivo ed un monitoraggio degli stessi.
    Il premio variabile dovrà essere aumentato almeno del 10% per tutti quei lavoratori che in base al precedente Cia non hanno avuto o non avranno diritto al premio fisso aziendale.

    Premio Aziendale: dovrà essere vincolato alla condizione individuale dei lavoratori che lo hanno maturato per evitare che si possa ulteriormente intervenire su di esso nei futuri rinnovi contrattuali.

    Metro Dolomiti: definire un percorso certo di applicazione integrale del contratto integrativo aziendale entro la durata di vigenza dell’accordo.

    Resta ancora da approfondire la possibilità di incrementare l’indennità di cella frigorifera, rendere più efficiente il CRAL e determinare nel contratto quei formati di negozio oggi non presenti nel Cia, oltre che apportare miglioramenti normativi al contratto.

    Le organizzazioni sindacali hanno pertanto chiesto all’impresa di accogliere la proposta sindacale e di proseguire verso un’ipotesi di accordo, fino alla definizione della quale la trattativa resta aperta e che qualora fosse sottoscritta sarà posta al referendum delle lavoratrici e dei lavoratori.

    Il confronto tra le parti riprenderà venerdì 22 Gennaio.


    p. La Filcams CGIL Nazionale
    Alessio Di Labio

    Roma 30.12.2015

    Testo Unitario
    Nella giornate del 29 e 30 dicembre 2015 si è svolto a Bologna il previsto incontro con METRO Italia Cash & Carry nell’ambito della trattativa per il rinnovo del contratto integrativo aziendale in scadenza al 31 dicembre e disdettato dall’azienda.
    Nel corso dell’incontro le parti si sono confrontate sulle reciproche posizioni:

    •L’impresa conferma la volontà di intervenire drasticamente sulle maggiorazioni domenicali proponendo una riduzione al 50% ed eliminando il premio aggiuntivo annuo di 100€. Per FIlcams, Fisascat e Uiltucs la richiesta non è accettabile in quanto lo stesso istituto è già stato oggetto di mediazione in occasione dell’ultimo rinnovo, e un ulteriore intervento è stato fatto nell’ambito della gestione delle maggiori criticità della rete vendita.
    •La maggiorazione attualmente prevista per le prestazioni lavorative nei festivi (130% più riposo compensativo) dovrebbe venire meno ed essere sostituita dalla sola nuova maggiorazione prevista per le prestazioni domenicali (50%); anche questa proposta è stata respinta dalle organizzazioni sindacali.
    •L’orario di lavoro settimanale per tutti i futuri assunti dovrebbe essere fissato in 38 ore sia nei magazzini dove attualmente operano le 36 ore (ex magazzini classici escluso Brescia) che in quelli ove attualmente si lavora 37,5 ore settimanali. Le organizzazioni sindacali non ponendo pregiudiziali sul tema hanno richiesto compensazioni, sia in riferimento all’orario di lavoro sia alla sua organizzazione, che rendano sostenibile la mediazione. L’impresa ha parzialmente accolto la richiesta riducendo da 4 anni a 3 anni la maturazione dei permessi per i neo assunti.
    •Per quanto riguarda il premio aziendale fisso mensile, di cui il precedente contratto integrativo aveva deciso la sospensione della maturazione per gli assunti in data successiva al 1 novembre 2012, l’azienda ne propone l’abolizione per tutti i nuovi assunti; le organizzazioni sindacali hanno evidenziato alcune criticità di equilibrio complessivo dell’incidenza dell’accordo per i neo assunti e senza porre pregiudiziali, rimandato il confronto in virtù di una sintesi complessiva del possibile accordo.
    •I permessi retribuiti riconosciuti oggi alle RSA/RSU nella misura di 6,5 ore annue per dipendente nei magazzini classici e junior e di 2,5 ore annue per dipendente nei magazzini Eco, secondo l’azienda dovrebbero passare a 3 ore e 45 minuti annue per dipendente in tutta l’azienda, con una conseguente notevolissima riduzione del monte ore complessivo.
    •Per quanto riguarda il premio soddisfazione cliente la proposta dell’impresa, se pur coerente con le strategie aziendali e quindi in senso lato condivisibile nell’impostazione, non lascia spazi di mediazione volti a rendere raggiungibili i risultati per l’intera rete vendita. Gli obiettivi ipotizzati dall’azienda appaiono peraltro notevolmente sfidanti, e non si tiene in alcuna considerazione la richiesta sindacale volta a consentire un effettivo coinvolgimento dei diversi punti vendita attraverso le RSA/RSU nella selezione degli obiettivi oltre che nella gestione operativa attraverso i cosiddetti "gruppi Pulse".

    Le Segreterie Nazionali, con il conforto della delegazione delle RSA/RSU e delle strutture territoriali presenti, hanno dichiarato complessivamente di ardua percorribilità la strada indicata dall’azienda che continua a proporre un programma di contenimento dei costi e di abbattimento delle condizioni di lavoro delle lavoratrici e dei lavoratori, nonostante la situazione di oggi sia ben diversa da quella in cui versava l’azienda in occasione del precedente rinnovo. La trattativa ha quindi avuto dei terreni di confronto costruttivi, ma anche dei punti su cui si è palesata un’eccessiva pretesa dell’azienda che lascia margini di trattativa esigui, situazione su cui grava anche la paralisi della vertenza del contratto nazionale.
    Filcams, Fisascat e Uiltucs hanno quindi dichiarato la disponibilità, colta dall’azienda, nel proseguire il confronto oltre il 31 Dicembre ferma restando l’applicazione del contratto integrativo oltre tale data. Abbiamo pertanto fissato alcune date: 13 gennaio dalle ore 12.00 a Roma, il 22 gennaio a Milano dalle ore 11.00 e il 27 gennaio a Bologna dalle ore 15.00 (con possibile prosecuzione il 28). Le sedi vi saranno comunicate appena saranno definite.

    P.Filcams CGIL Nazionale
    Alessio Di Labio

    Roma, 15 dicembre 2015

    Testo Unitario


    Il giorno 11 Dicembre 2015 si è tenuto a Milano l’incontro per il rinnovo del contratto integrativo aziendale di Metro.

    Le parti al tavolo si sono lungamente confrontate, in particolare sulla proposta di salario variabile fatta dall’azienda e su altri aspetti oggetto della trattativa. Filcams, Fisascat e Uiltucs hanno dovuto prendere atto di una impostazione aziendale che pretende di intervenire drasticamente sul contratto integrativo aziendale nonostante l’andamento di Metro sia in utile e nonostante i sacrifici già chiesti nelle aree più critiche attraverso l’accordo di solidarietà, e da ultimo l’intervento su Mestre. Al momento pertanto non si intravede alcun elemento che permetta di arrivare al rinnovo.

    Su questo pesa la grave situazione del Contratto Nazionale ormai scaduto da due anni e su cui è proclamato lo sciopero del 19 Dicembre 2015 con manifestazione nazionale a Milano.

    Filcams, Fisascat e Uiltucs respingono fortemente la pretesa aziendale di intervenire pesantemente sulle norme del contratto integrativo provocando un peggioramento di salario e diritti.

    Come precedentemente comunicato l’incontro del 14 Dicembre è stato annullato, il confronto riprenderà i giorni 29 e 30 Dicembre 2015 a Bologna.

    p. La Filcams CGIL Nazionale

    Alessio Di Labio

    Roma, 12 novembre 2015

    Il giorno 9 Novembre 2015 si è svolto l’incontro previsto con Metro. L’incontro è stato preceduto da un incontro territoriale per la procedura di mobilità aperta dall’azienda in seguito all’annuncio della chiusura dell’unità produttiva di Mestre. Confronto che sta proseguendo in questi giorni e su cui si è aperta la possibilità di mantenere un presidio trasformando il negozio in casa dell’horeca, devoluzione del confronto sicuramente positiva ma su cui ancora resta da verificare come affrontare gli esuberi conseguenti che comunque ci saranno.
    Nel merito del rinnovo del contratto integrativo l’impresa ha dato una prima risposta sulla piattaforma rivendicativa presentata delle organizzazioni sindacali:
    Relazioni sindacali: l’azienda ha dichiarato che l’ultimo rinnovo ha affrontato una discussione importante su come sviluppare i livelli di confronto, che dovrebbe avere un’evoluzione che potrebbe introdurre il livello di area metropolitana a cui si demanderebbero alcuni temi previsti oggi a livello di punto vendita.
    Le organizzazioni sindacali hanno confermato l’importanza di sviluppare ed aggiornare il sistema delle relazioni sindacali, che, anche in virtù di quanto sta accadendo a Mestre, dovrebbe incentivare un’informazione e un confronto preventivo rispetto alle politiche dell’impresa soprattutto quando coinvolgono i livelli occupazionali. Inoltre è stato richiesto di dedicare momenti specifici d’informazione sui fatturati e sulle politiche commerciali dell’impresa, coerenti con lo sviluppo del delivery e dell’horeca.
    Commissioni: le parti convergono sulla necessità di rendere efficienti le commissioni prevedendo la calendarizzazione degli incontri ed eventualmente stabilendo da subito i temi e le priorità che le stesse commissioni dovrebbero affrontare.
    Premio soddisfazione cliente: era stato affrontato nell’incontro del 30 Ottobre, e prevedrebbe una rielaborazione del premio; nel merito sarebbe superato il parametro relativo alle differenze inventariali, sarebbero portati al 40% del valore del premio sia il parametro qualitativo del cliente, sia il parametro di soddisfazione del cliente, sarebbe invece ridotto al 20% il parametro delle vendite.
    Premio aziendale: Metro ha dichiarato che non ci sono le condizioni per ripristinare l’istituto.
    Lavoro domenicale: le parti hanno confermato l’efficacia dell’attuale sistema di organizzazione del lavoro domenicale. Al contempo l’impresa ritiene che non sia possibile programmare il riposo compensativo il sabato essendo una giornata importante per le vendite. Le organizzazioni sindacali a riguardo, pur comprendendo le ragioni dell’impresa, hanno denunciato che ad alcuni l’impresa ha concesso il sabato di riposo dimostrando la fattibilità della programmazione che però risulterebbe discrezionale e non equa tra tutti i lavoratori.
    L’impresa ha inoltre dichiarato che in virtù di un calo del fatturato domenicale di oltre il 5% l’attuale maggiorazione domenicale dovrebbe essere ridotta, dichiarazione su cui le organizzazioni sindacali hanno già manifestato la loro contrarietà anche in virtù delle mediazioni fatte nell’ultimo rinnovo.
    Mercato del lavoro: l’impresa ha dichiarato che l’attuale norma sul consolidamento delle ore del part-time è sufficiente e rispondente alle necessità di flessibilità e alla sostenibilità del punto vendita. I sindacati ritengono comunque necessario rendere maggiormente efficaci i meccanismi di consolidamento delle ore.
    Metro ha dichiarato la sua contrarietà ad ampliare il diritto di precedenza all’assunzione per i lavoratori somministrati.
    Nuove aperture: l’impresa ha dichiarato la propria disponibilità ad avviare un confronto preventivo con le organizzazioni sindacali solo nel caso in cui le nuove aperture, anche di magazzini delivery, insistano su territori dove è già presente un punto vendita Metro per valutarne le conseguenze. È stata ribadita la richiesta di prevedere dei confronti finalizzati ad accordi di avvio su qualsiasi nuova apertura per determinare le necessità organizzative e contrattuali del punto vendita.
    Professionalità: l’azienda ha confermato un modello organizzativo che distingue i ruoli fungibili da quelli infungibili, nella convinzione di dover continuare ad investire sulla specificità delle mansioni e non su un modello organizzativo dove tutti sanno fare tutto. Su questo le organizzazioni sindacali hanno ribadito la necessità di prevedere investimenti volti alla crescita professionale dei singoli lavoratori, rendendoli capaci di svolgere più mansioni e supportando il percorso con appositi piani formativi anche al fine di superare alcune criticità emerse la dove ci siano esuberi di personale.
    Welfare: l’azienda si è riservata di fare ulteriori verifiche tecniche sulla possibilità di consentire il godimento ad ore del congedo parentale e sulla possibilità di estendere i diritti anche alle coppie di fatto.
    Agibilità sindacali: l’impresa ritiene necessario ridurre il monte ore permessi omogeneizzando il valore ore per ogni dipendente su tutta le rete nazionale. Le organizzazioni ritengono inopportuno ridurre le agibilità sindacali proprio in una fase caratterizzata da criticità sia sul contratto nazionale che integrativo aziendale e da crisi occupazionali che stanno duramente colpendo anche Metro, una fase in cui le risorse destinate al coinvolgimento e alla partecipazione dei lavoratori dovrebbero invece essere implementate.
    Metro Dolomiti: l’impresa ha dichiarato di voler demandare ulteriormente la questione ad un confronto successivo, le organizzazioni sindacali hanno ribadito la necessità di affrontare la questione proprio perché il demando condiviso nell’ultimo rinnovo non ha avuto un seguito.
    Dispositivi di video sorveglianza: le parti hanno condiviso che il livello migliore per affrontare il confronto sia quello di unità produttiva ribadendo la necessità di ricercare una strada che accolga le istanza di entrambe le parti viste le criticità ad oggi riscontrate nel trovare accordi sul tema.
    Missioni e trasferimenti: l’impresa ha dichiarato che la questione è già affrontata nel regolamento aziendale. Le organizzazioni sindacali hanno ribadito la necessità di trovare una normativa condivisa.
    CRAL: si farà una verifica delle procedure per semplificarlo e renderlo funzionale.
    Indennità di disagio: è stata respinta la richiesta di incremento, anche questa istanza ribadita dalle organizzazioni sindacali.
    Inoltre l’impresa ha dichiarato la necessità di rivedere l’attuale sistema differenziato di orario di lavoro settimanale, superando le 36 ore settimanali ritenute eccessivamente onerose. Filcams, Fisascat e Uiltucs, ricordando che il regime a 36 ore fu oggetto di mediazione che portò alla rinuncia della pausa mensa, hanno respinto la possibilità di intervenire su tale istituto dichiarando che comporterebbe una riduzione di fatto del salario.
    Constatata quindi la distanza su molte parti, alcune molto rilevanti, le parti proseguiranno il confronto nell’incontro previsto per il giorno 20 novembre 2015 a Milano provando a focalizzarsi maggiormente su ciascun tema per ricercare dei punti d’incontro.

    p. La Filcams CGIL Nazionale
    Alessio Di Labio

    Roma, 4 novembre 2015

    Testo Unitario

    L’incontro tenutosi il giorno 3 novembre u.s a Roma con Metro ha avuto un esito nettamente negativo. Dopo l’ultimo confronto del 29 ottobre in cui l’azienda aveva prospettato un impianto di salario variabile, l’ordine del giorno prevedeva di continuare la trattativa per il rinnovo del CIA entrando nel merito della piattaforma sindacale.
    L’impresa ha invece aperto l’incontro annunciando la chiusura dello storico punto vendita di Mestre dove lavorano 65 persone come dipendenti diretti, e altre 10 circa negli appalti e nelle attività terziarizzate. L’annuncio arriva improvviso e netto senza che ci sia stato alcun confronto preventivo a nessun livello.
    Un metodo che le organizzazioni sindacali hanno condannato fermamente; non si può annunciare la perdita di posti di lavoro tra le varie ed eventuali. Lo riteniamo un comportamento grave, anche a causa dello store meeting organizzato dall’impresa nel punto vendita di Mestre per annunciare la chiusura, tenutosi contemporaneamente all’incontro sindacale nazionale, e con le RSU del magazzino in trasferta a Roma per il rinnovo del CIA.
    Secondo i dati dell’impresa il punto vendita di Mestre tra il 2006 e 2015 ha perso più del 30% del fatturato, passando da circa 40M a 27M di euro, provocando perdite di gestione per 20 milioni di euro. L’impresa dichiara di aver preso la decisione di chiudere dopo aver fatto un’attenta valutazione su alternative che potessero rendere sostenibile il punto vendita, senza trovarne. Proprio su questo le organizzazioni hanno accusato Metro di non aver informato le rappresentanze sindacali che fosse in discussione la presenza di Metro su Mestre, decisione che, come emerge da comunicazioni inviate dell’azienda al comune di Mestre, era già a disposizione da giorni.
    Inoltre è stato dichiarato da Filcams, Fisascat e Uiltucs che nessun investimento è stato fatto per tentare di risollevare le sorti del magazzino, neanche ipotizzando una remodeling verso “Casa dell’Horeca” che potrebbe essere un formato sicuramente coerente agli obiettivi dell’impresa e rispondente alle caratteristiche del territorio.
    L’impresa avvierà la procedura di mobilità e la chiusura è stata annunciata entro il 18 gennaio 2016. Le organizzazioni sindacali chiedono di rivedere la posizione e di avviare un confronto che si ponga l’obiettivo di salvaguardare il punto vendita e l’occupazione. L’incontro nazionale previsto per il giorno 9 novembre, pur avendo all’ordine del giorno la ripresa del confronto sul contratto integrativo, ripartirà dalla verifica delle disponibilità dell’impresa e a questo punto ad una verifica generale della rete vendita volendo evitare ulteriori annunci improvvisi.
    Le lavoratrici ed i lavoratori di Mestre hanno già risposto duramente con uno sciopero improvviso e nei prossimi giorni verranno messe in atto altre azioni di mobilitazione, che si aggiungeranno allo sciopero nazionale per i lavoratori delle imprese aderenti a Federdistribuzione già previsto per il giorno 7 Novembre 2015, e a cui invitiamo tutte le lavoratrici ed i lavoratori ad aderire, anche in solidarietà e in supporto alla vicenda di Mestre e per evitare che in futuro questo sia il metodo con il quale vengono affrontate le criticità.

    p. La Filcams CGIL Nazionale
    A. Di Labio G. Mesina

    Roma 25-09-2015

    Nella giornata di ieri a Roma si è svolto l’incontro previsto per la proroga dei contratti di solidarietà già attivi nei punti vendita Metro di Bari, Catania, Surbo (Le) e Verona dal 1° gennaio dell’anno in corso.
    L’accordo – che proroga i contratti di solidarietà per l’intero 2016 e che alleghiamo alla presente circolare – contiene altresì alcune rilevanti differenze rispetto a quello sottoscritto il 16 dicembre 2014. Nello specifico:

    In relazione a quanto ora descritto, il verbale di accordo prevede un’ulteriore clausola sospensiva dell’efficacia del contratto di solidarietà, consistente nella conclusione con esito positivo del confronto da avviarsi fin dalle prossime settimane a livello di singolo punto vendita “volto alla rimodulazione della prestazione oraria, anche del personale infungibile”, secondo le esigenze derivanti dai picchi e flessi di attività (vedi punto 5.b del verbale di accordo).
    Raccomandiamo a tutte le strutture di operare in tale ambito con grande cautela e in stretto coordinamento con le Segreterie Nazionali in considerazione della posizione
    delicata in cui la Metro si trova dal punto di vista del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro, in quanto aderente a Federdistribuzione.

    P.Segreteria Filcams CGIL nazionale
    Mesina Giuliana

    Roma 22-04-2015

    Testo Unitario

    Si è svolto il 17 aprile scorso il previsto incontro con Metro Italia, alla presenza del nuovo amministratore delegato, Claude Sarrahil.
    L’incontro era stato richiesto dalle OO.SS. per un aggiornamento rispetto alla strategia aziendale, a seguito delle recenti operazioni di ristrutturazione di svariati punti vendita, chre hanno richiesto il riscorso alla CIGS e successivamente al contratto di solidarietà , e della chiusura del Punto vendita di Pordenone.
    L’AD Sarrahil ha illustrato la strategia di Metro Italia, aggiornando e fornendo alcuni dettagli rispetto a quanto già comunicato in passate occasioni.
    Si è ribadito come il mercato retail(composto da privati e rivenditori) sia senza dubbio un mercato molto ampio in Italia, ma sul quale insistono la maggior parte dei competitor cosiddetti “generalisti”. Per questo motivo Metro ha deciso di concentrarsi sul mercatohoreca, più ristretto ma più dinamico e interessante dal punto di vista di un cash and carry. L’Italia, inoltre, possiede un mercato horeca fra i più grandi in Europa (in grado di generale circa 23 miliardi di Euro di fatturato) , dove le performance di Metro sono senza dubbio migliori che nel mercato trader e privati. L’azienda sta dunque vivendo una fase di transizione, di passaggio e focalizzazione verso i clienti horeca (che sviluppano ad oggi il 63% del fatturato totale di Metro).
    Gli obiettivi per il futuro sono quelli di arrestare la discesa del fatturato generato dai clienti privati e proseguire lo sviluppo del segmento horeca, mediante azioni mirate allo sviluppo della delivery e dei localismi.
    In questa ottica, sono stati evidenziati 16 punti vendita (formato classico e junior) che sviluppano insieme il 65% delle vendite e che verranno nel prossimo futuro ridisegnati secondo un modello definito “Casa dell’horeca XL” destinato a clienti horecae ai cosiddetti “food lovers” (già sperimentato a Cinisello e in via di implementazione a Bologna). I 16 pv sono: Torino (2),Milano (5), Firenze, Bologna, Roma (3), Udine, Parma, Modena, Pisa, Pozzuoli, Salerno, Cagliari.
    Gli Eco (punti vendita di metrature più ridotte) sono tutti in via di trasformazione nel modello “Casa dell’horeca”.
    E’ stato poi citato il punto vendita di Rimini, quale esempio di zona a forte andamento stagionale: in questo caso si rende necessaria una modifica dei livelli di servizio, in grado di adeguarsi al carattere stagionale delle vendite in quella zona.
    I restanti junior e classici, posizionati in zone poco strategiche e con poco potenziale, saranno convertiti nel modello “Piazza affari” oppure ristrutturati secondo la logica utilizzata a Mestre e Bolzano (riduzione delle superficie di vendita).
    Le OO.SS. hanno chiesto chiarimenti e ulteriori dettagli su molteplici aspetti, non nascondendo la preoccupazione generata da alcune situazioni più critiche.
    L’AD ha chiarito che la delivery, pur costituendo un elemento strategico, non eroderà, secondo le loro previsioni, il fatturato generato in negozio (pesando complessivamente sulla quota di vendite per un valore che va dal 7 al 15%). Non sono al momento previste aperturte di centri distributivi, anche se potrebbero essere realizzati laddove la capacità di delivery del singolo punto vendita dovesse essere saturata.
    Mestre e Bolzano, che non stanno ottenendo risultati brillanti in questo periodo, saranno coinvolti da un piano di rilancio commerciale, così come Verona, che nonostante il potenziale e la ristrutturazione non ha per il momento dato i risultati sperati.
    Successivamente, la direzione Risorse Umane ha illustrato i valori dei parametri relativi al premio ex CIA e fornito un veloce aggiornamento, oltre che sul Contratto di Solidarietà, anche sulle iniziative future in tema di formazione, inclusione e diversity, activeageing.
    Le OO.SS. pur apprezzando le iniziative illustrate, hanno sollecitato un maggiore coinvolgimento delle commissioni paritetiche previste dal CIA, che in alcuni casi non sono riuscite ad agire il loro ruolo consultivo. Le iniziative elaborate in modo unilaterale non rispondono all’impianto partecipativo del CIA.
    Infine, le OO.SS. hanno sollecitato una risposta formale alla lettera delle OO.SS. seguita a quanto comunicato dall’azienda il 30 marzo 2015, cioè la decisione di recedere dai fondi contrattuali di assistenza sanitaria Fondo EST e QUAS.
    L’azienda, anticipando che risponderà formalmente, ha ribadito di condividere le scelte di Federdistribuzione in merito alla politica contrattuale e ha riconfermato la propria decisione.
    Restiamo a disposizione per eventuali necessità di chiarimento.

    P.Filcams CGIL Nazionale
    Giuliana Mesina

    Roma, 17 dicembre 2014

    Si è svolto ieri presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali l’incontro di esame congiunto relativo alla procedura di licenziamento collettivo avviata da Metro in data 3/10/2014.

    In esito all’incontro è stato sottoscritto il verbale di accordo in allegato, ove si revoca la procedura di mobilità in favore di un Contratto di Solidarietà che coinvolge i punti vendita di Misterbianco (CT) , Surbo (LE), Bari e Verona, con percentuali di riduzione diversificate ed illustrate nell’accordo stesso.

    I punti Vendita di Bolzano e Rubano (PD) non sono coinvolti dal Contratto di Solidarietà.

    Il CDS avrà inizio dal 1/01/2015 per una durata di 12 mesi.

    E’ stato poi sottoscritto un verbale di accordo a latere che dispone le condizioni preliminari all’avvio del Contratto di Solidarietà oltre ad alcuni interventi supplementari sulla sede di Bari da intendersi validi per la durata del CDS.

    A tale accordo è allegato il modello di lettera di sottoscrizione delle clausole elastiche e flessibili, così come concordato con le OO.SS.

    Infine, in ragione del fatto che la procedura di mobilità è stata revocata anche per quei punti vendita dove vi erano alcune richieste di carattere volontario, le parti hanno convenuto che nei prossimi giorni verrà avviata per i punti vendita di Moncalieri (To), Genova Bolzaneto, Roma (Laurentina, La Rustica e Aurelia) e Sesto Fiorentino (Fi) una nuova procedura di mobilità per un totale di 32 lavoratori, che verrà conclusa entro le festività natalizie con un accordo basato sul criterio unico ed esclusivo della non opposizione.

    Tale documentazione vi verrà inviata non appena disponibile, nei prossimi giorni.

    Filcams Fisascat Uiltucs

    Mesina Dell’Orefice Marroni

    Roma, 22 novembre 2013

    Testo unitario

    Nei giorni 21 e 22 novembre 2013 si è tenuto un nuovo incontro nell’ambito della trattativa con Metro Italia Cash and Carry a seguito dell’apertura di procedura di licenziamento collettivo per 260 lavoratori.

    Durante l’incontro si sono affrontati e discussi i temi legati alla gestione degli esuberi, mediante l’utilizzo dell’ammortizzatore sociale e di misure alternative ai licenziamenti, registrando significativi avanzamenti, riportati nel verbale di riunione sottoscritto dalle Parti al termine dell’incontro.

    Le OO.SS. e la delegazione trattante, in attesa di essere convocate dal Ministero del Lavoro per la definizione degli aspetti legati alla concessione della CIGS e per la sottoscrizione di un eventuale accordo, comunicano che lo sciopero inizialmente proclamato per la giornata del 23 novembre 2013 è allo stato SOSPESO.


    Per una migliore comprensione della situazione, vi alleghiamo il
    verbale di riunione sottoscritto dalle parti in data odierna.

    All. 1

    p. La Filcams CGIL Nazionale

    Giuliana Mesina

    Roma, 10 settembre 2013

    Oggetto: Metro – esito incontro 6 settembre


    TESTO UNITARIO

    si è tenuto a Milano in data 6-9-13 il previsto incontro con la direzione Metro.
    In tale occasione abbiamo affrontato la discussione riferita alla sperimentazione in atto di “Piazza Affari”, o più comunemente “progetto Sambuceto”, dove l’azienda ci ha fornito i dati di andamento.
    La sperimentazione, rispetto ai dati forniti, sta funzionando e il punto vendita sta recuperando fatturato;
    infatti, da un’iniziale forte perdita del punto vendita, che ha segnato un -28% tra il 2009 e il 2012,
    nei primi mesi della sperimentazione si nota un’inversione di tendenza con vendite cresciute del 3.7%, (food *13.2% e non food -48.9%).
    L’azienda ci ha inoltre informato che nel nuovo modello organizzativo di Sambuceto le referenze Food sono diminuite da 11.200 a 6.000 circa e quelle non food da 11.800 a 3.600 circa, segnando così una forte dismissione da parte dell’impresa del settore non food.
    Questo, ci viene segnalato da diversi territori, sta succedendo anche in altri magazzini, facendoci sorgere il dubbio – e su esplicita nostra domanda, elemento non confermato dall’azienda – che sia una strategia commerciale diversa che sta prendendo piede.
    Dopo le nostre considerazioni su Piazza Affari che vede la filiale di Sambuceto reggere bene sul mercato, ma anche la nostra preoccupazione sull’esportazione del modello, con tutte le conseguenze, la società ha dichiarato che per la rete stanno studiando la fattibilità di diverse riqualificazioni del business che fanno capo a tre diversi modelli organizzativi: Piazza Affari (Sambuceto-CH), la Casa dell’HORECA (Roma Salaria) e il modello Cinisello (Cinisello Balsamo–MI), anche se oggi la stessa azienda non è ancora in grado di effettuare le scelte strategiche.
    Sulla base di tali modelli organizzativi e commerciali si svilupperanno pertanto le prossime considerazioni e i prossimi investimenti dell’impresa, che ha già confermato lo sviluppo di filiali cittadine su Milano e Roma.
    Siamo comunque in attesa di avere dall’impresa le slides su quanto illustratoci nell’incontro, che vi invieremo appena possibile.
    Presumibilmente nel mese di ottobre sarà effettuato un incontro unitamente alla Commissione Bilaterale e alla Commissione Produttività sui dati di andamento conclusivi del 2013, in riferimento ai premi di produttività che saranno erogati a febbraio 2014.
    In precedenza ci incontreremo a livello di segreterie nazionali per affrontare il problema, posto dall’azienda, della partecipazione delle RSU e RSA agli incontri: la differenza di posizioni tra impresa e OO.SS. in merito, che ha impegnato una significativa parte della discussione durante l’ incontro, dovrà essere chiarita a breve.
    In attesa delle informazioni aziendali di cui sopra e delle date del prossimo incontro, del quale sarete prontamente informati.

    p. La Segreteria Filcams Cgil Nazionale
    Giuliana Mesina

    Roma, 28 gennaio 2013

    Oggetto: Metro Italia C.& C. Esito coordinamento del 18 gennaio e incontro con l’Azienda del 22 gennaio 2013

    Vi inviamo nota sintetica di quanto discusso al coordinamento e all’incontro con l’azienda, così come da oggetto.

    Coordinamento 18/01/2013

    Il coordinamento si riuniva per la prima volta dopo il rinnovo del CIA sottoscritto nel novembre scorso, pertanto la discussione si è aperta con un’analisi dell’esito del referendum svolto fra i lavoratori.
    La lettura dei dati ha evidenziato alcune tendenze importanti, che costituiscono oggetto di riflessione politica da mettere al centro del futuro lavoro di elaborazione e contrattazione che il coordinamento e la Filcams dovranno fare.
    La collegialità con cui il coordinamento ha gestito la lunga fase di rinnovo del CIA si è rivelata essere un efficace metodo di lavoro, che grazie alla partecipazione e al contributo propositivo di tutti ha consentito il raggiungimento dei positivi risultati evidenziati dal voto.
    Per questo, si è convenuto di proseguire su questa strada, ipotizzando momenti seminariali e di “laboratorio contrattuale” ,al fine di giungere alla prossima scadenza del CIA ricchi di un patrimonio avanzato di proposte e rivendicazioni, che si concentrino sui temi emersi dalle assemblee e dagli odg e che invertano la negativa pratica delle disdette.
    A seguire, si sono evidenziate, in funzione dell’incontro con l’azienda previsto per il successivo 22 gennaio, alcune problematiche da affrontare in quella sede :

    Su quest’ultimo punto infatti sono emerse disomogeneità fra territori, che mettono in luce una condotta aziendale non sempre volta al raggiungimento di accordi, sia in tema di programmazione dei turni domenicali che su altre questioni.

    Infine, si è comunicata la composizione delle commissioni previste dal CIA registrando anche alcune criticità, causate dalla disponibilità limitata di posti, soprattutto se messa in relazione a una rappresentanza Filcams molto ampia rispetto alle altre OO.SS.
    In tal senso la Filcams si è resa disponibile a valutare forme sostenibili di rotazione che permettano una più ampia partecipazione.

    Incontro con l’Azienda 22/01/2013

    L’incontro si è aperto con un aggiornamento sulla situazione aziendale, effettuato dall’A.D. Philippe Palazzi, che ha riconfermato la sua intenzione di essere presente agli incontri semestrali dedicati all’illustrazione delle strategie aziendali.

    Per il 2012 è stato confermato un trend negativo, che ha visto il settore HORECA come il settore che ha retto meglio, seppur con valori modesti.

    Il calo del fatturato si è concentrato soprattutto nel settore non food e nei punti vendita più grandi (-6,3% nei magazzini Classici, -4,8% nei magazzini Junior, -0,1% nei magazzini ECO).
    Il sud ha perso quote di mercato a vantaggio delle imprese di tipo locale, competitor aggressivi soprattutto sul versante dei prezzi.
    Tuttavia, ci è stata confermata l’intenzione di non abbandonare il mercato del sud Italia (così come accaduto invece per grandi imprese della GDO), ma di mettere in atto una strategia mirata che consenta di recuperare quote e fatturato.
    In generale, la strategia Metro è quella di porsi come fornitore multicanale per il settore Food (concentrandosi sui clienti HORECA) , mantenendo il business dei clienti SCO’s in questa fase di transizione, ma evidenziando come questo segmento di clientela sia presto destinato a non essere più significativo.
    In particolare, si vuole ottimizzare la rete dei punti vendita, soprattutto nelle città di Roma e Milano, attraverso nuove aperture sul modello Roma 4 “Casa dell’Horeca” (immagine rinnovata, sostenibilità ambientale ed economica, alto livello di soddisfazione del cliente).
    Queste 2 città realizzano infatti da sole più del 20% del fatturato nazionale: vi si prevede dunque un piano aggressivo di conquista del mercato.

    Per il Sud e per i magazzini più deboli si vuole invece attuare una trasformazione del layout che porti a un modello basato sulle vendite profittevoli (“Piazza Affari” ).
    Questa sperimentazione partirà dal magazzino di Pescara, dove è già prevista una ristrutturazione del layout, una campagna promozionale forte e una riduzione degli stock e delle referenze.

    Infine, è stato definito il 2013 come “l’anno del delivery”: poiché il 70% degli acquisti Horeca sono effettuati con delivery, si intende potenziare ed incentivare questo canale con una forte concentrazione sul servizio al cliente e sulle aree strategiche di Roma e Milano.
    Sono state anche illustrate le intenzioni di valorizzazione del personale, all’interno di un grande processo di cambiamento culturale che coinvolga anche i manager: a tal fine si è annunciato un importante investimento in formazione su questi temi.

    Al termine della presentazione, la Direzione HR ha presentato i dati utili per i parametri CIA, sia per quanto riguarda l’indagine sulla soddisfazione dei clienti realizzata a settembre, che per i clienti acquirenti e lo shrinkage.
    Non appena ci verranno inviate vi inoltreremo le slides contenenti tutti i dati.

    Dal 2013 Metro introdurrà l’anno fiscale (che va da ottobre a settembre) ai fini anche del computo dei premi: pertanto per il premio 2012 si manterrà la vecchia scadenza (verrà retribuito a maggio 2013) , mentre il premio 2013 verrà calcolato sull’anno fiscale e retribuito a febbraio 2014.

    Per quanto riguarda la situazione della mensa, ci è stato comunicato che dal 1 febbraio 2013 il costo del servizio verrà adeguato a un aumento inflattivo che è stato contenuto al 2% dal fornitore CIR: pertanto la quota a carico del dipendente passerà a 1,96 Euro.

    Alle nostre segnalazioni rispetto all’ipotesi che con la nuova ripartizione l’azienda avesse potuto realizzare un risparmio, la direzione HR ha ribattuto negando tale possibilità.
    Le OO.SS. hanno comunque riconfermato l’intenzione di dare avvio al più presto ai lavori del Cral Nazionale, che elaborerà proposte per il miglioramento del servizio, così come indicato nel CIA.

    Per quanto riguarda invece la sperimentazione sull’orario domenicale ridotto (9-14), effettuata su Bari, Mestre, Pordenone e Salerno, l’azienda ci ha comunicato che è partita il 20 gennaio, con risultati non ottimali. Nelle prossime settimane ci sarà modo di fare una valutazione più compiuta.

    Il lavoro di confronto sulla programmazione del lavoro domenicale, secondo quanto comunicato dall’azienda, sta dando segnali positivi.
    Su questo tema la Filcams ha sollevato la questione di una disomogeneità di atteggiamento dell’azienda rispetto ai confronti di magazzino, a seconda del territorio in cui questi si stanno realizzando.
    La discussione è stata accesa e rimane ancora da chiarire se esistono veti alla realizzazione di accordi di magazzino.
    E’ infatti in questa ottica che le OO.SS. hanno posto la questione: il CIA prevede numerose occasioni di confronto, alle quali l’Azienda afferma di non volersi sottrarre. Tuttavia non esiste un vincolo alla sottoscrizione di accordi, sebbene in alcuni casi sia da noi giudicato più che conveniente e opportuno farli.
    A questo tema l’azienda ha manifestato una resistenza più pregiudiziale che di merito, non chiudendo tuttavia alla possibilità di sottoscrivere intese di magazzino dove se ne valuti l’opportunità.
    In tal senso, è opportuno comunicare eventuali criticità, come già avvenuto, alla struttura nazionale, onde disporre di un quadro complessivo e compiuto della situazione.
    Il tema esodati è stato affrontato illustrando anche gli aggiornamenti normativi e i ritardi dell’INPS nella pubblicazione delle graduatorie.
    E’ stata indicato il riferimento di Manuela Casadio delle Risorse umane quale riferimento per la raccolta dei nominativi e della documentazione necessaria (copia dell’istanza presentata all’ INPS e, se disponibile, comunicazione dell’INPS di esclusione dal contingente dei salvaguardati)
    L’azienda, dopo aver verificato la platea delle persone coinvolte, invierà comunicazione sul supporto economico (che ha anticipato essere basato sugli importi dell’indennità di mobilità del 3° anno).
    Le OO.SS. hanno sottolineato l’urgenza di tale intervento, richiedendo l’attivazione del contributo in tempi brevi.

    A breve, vi forniremo il materiale illustrato in sede di incontro.

    p. la Segreteria Filcams Nazionale
    Giuliana Mesina

    Roma, 5 novembre 2012

    TESTO UNITARIO

    Nella notte tra il 31 ottobre e il 1 novembre 2012 è stata sottoscritta l’Ipotesi di Accordo Integrativo Aziendale Metro Cash and Carry Italia. La firma giunge dopo la disdetta dei precedenti accordi, che l’Azienda aveva comunicato alle OO.SS. nel luglio scorso.

    Dopo un serrato e impegnativo negoziato, le parti hanno individuato nell’Ipotesi siglata, un nuovo CIA, un articolato sistema di regole contrattuali che dia risposta alla richiesta di sostenibilità avanzata dall’Azienda e che recuperi il corpus di diritti e tutele messo a rischio dalla disdetta.

    L’Ipotesi di Accordo inoltre dà risposta anche a più di una richiesta originariamente contenuta nella piattaforma rivendicativa presentata dalle OO.SS. nel 2008.

    Entro il 30 novembre 2012 dovranno svolgersi le assemblee nei punti vendita di tutto il territorio nazionale, e avrà luogo la consultazione, tramite referendum, in merito all’Ipotesi di Accordo raggiunta.

    La conferma scaturita dagli esiti della consultazione, permetterà l’entrata in vigore del nuovo CIA a far data dal 1° gennaio 2013 con durata triennale. I risultati verranno inviati all’Azienda per l’eventuale conferma definitiva dell’accordo.

    Di seguito, in sintesi, i punti salienti dell’Accordo:

    Ambito di applicazione:

    il CIA si applicherà nella sua interezza a tutti i punti vendita Metro, presenti e futuri.

    Questo accordo infatti viene immediatamente applicato ai dipendenti operanti nelle filiali di nuova apertura Metro, modificando le precedenti normative sul salario di ingresso, che prevedeva la piena applicazione del CIA per i nuovi assunti in tempi sensibilmente più lunghi.

    Per quanto riguarda invece i punti vendita Metro Dolomiti S.p.A., per la prima volta ai lavoratori vengono applicati una serie di istituti del Contratto Integrativo Aziendale Metro appena rinnovato, incluse le agibilità sindacali e le integrazioni previste per malattia, infortunio, maternità, e aspettative in genere, oltre alla normativa sul diritto allo studio e su missioni e trasferte.

    Per quanto riguarda il riconoscimento del premio variabile e di tutti i restanti istituti del CIA, si è concordato di prevedere un confronto entro il 30 giugno 2013, che definisca tempi e modalità di estensione degli altri istituti contrattuali del CIA, tenendo conto delle specificità di Metro Dolomiti.

    Sistema di relazioni sindacali, commissioni paritetiche e organismo bilaterale

    Il nuovo accordo prevede un sistema di relazioni sindacali articolato su più livelli: dal livello nazionale a quello di singolo punto vendita. Come nel precedente Contratto Integrativo si recuperano gli incontri periodici previsti dal diritto di informazione, al fine di esercitare un confronto e un monitoraggio costante sull’organizzazione del lavoro.

    Vengono confermate le Commissioni Paritetiche del precedente CIA (Azioni positive, Formazione, Premio soddisfazione cliente) e viene istituita la Commissione Salute e Sicurezza. Si garantisce il ruolo e la composizione quantitativa dell’Organismo Bilaterale.

    Agibilità sindacali e monte ore permessi

    Il monte ore dei permessi sindacali sarà calcolato sulla base dei dipendenti del singolo punto vendita: 6,5 ore per dipendente per i formati Classici e Junior. I punti vendita Eco, che in precedenza usufruivano solamente di quanto previsto dal CCNL di settore, avranno riconosciute 2,5 ore per dipendente.

    Le commissioni paritetiche inoltre potranno usufruire per le loro attività di un monte ore stabilito ad hoc di 425 ore annue, mentre l’organismo bilaterale, parimenti, avrà a disposizione un monte ore annuo di 325 ore.

    Rimangono infine le 300 ore di permesso per il coordinamento internazionale, nonché gli strumenti a disposizione delle RSU/RSA per la loro attività.

    Orario di lavoro

    L’orario di lavoro rimane invariato rispetto al precedente CIA (36 ore nei magazzini classici, escluso Brescia, e 37 ore e 45 nei magazzini junior, più Brescia).

    Vengono inserite nell’accordo le precedenti normative sui sei sabati liberi all’anno, da pianificarsi annualmente con esclusione di novembre e dicembre (nove sabati per i lavoratori ante ’93).

    Viene infine recuperata tutta la normativa precedente in termini di banca ore.

    Lavoro domenicale e festivo

    Per quanto riguarda il lavoro nelle festività coincidenti con la domenica e infrasettimanali viene confermato quanto previsto dal precedente CIA: pagamento del 130% delle ore effettivamente lavorate più recupero sotto forma di riposo compensativo, mentre le prestazioni eccedenti l’orario contrattuale saranno pagate con la maggiorazione del 130%, senza ulteriori recuperi.

    La programmazione delle aperture domenicali sarà effettuata a partire da un confronto tra Direzione di punto vendita e RSA/RSU sulle esigenze di presidio, da tenersi entro il mese di settembre. Sulla base degli organici necessari, verranno raccolte le disponibilità individuali fra tutti i lavoratori del Punto Vendita, con l’impegno delle Parti a ricercare la più ampia ed equa partecipazione.

    Sulla base di quanto previsto dal CCNL, che si è inteso integrare, non sono tenuti ad effettuare la prestazione domenicale i genitori affidatari di bambini fino ai 6 anni e i lavoratori che assistono disabili o persone non autosufficienti conviventi.

    Per tutti i lavoratori a tempo indeterminato e apprendisti (inclusi i lavoratori dei punti vendita ECO) la percentuale di maggiorazione prevista per il lavoro domenicale viene fissata del 70%, più riposo compensativo.

    Ai lavoratori ai quali veniva in precedenza applicato il 130%, verrà riconosciuto un ulteriore importo di 100,00 euro lordi qualora la partecipazione individuale risultasse pari ad almeno 14 domeniche nell’anno.

    Si introducono inoltre quattro festività indisponibili, durante le quali non saranno effettuate aperture dei magazzini Metro: Natale, Primo Gennaio, Pasqua e Primo Maggio.

    Mercato del lavoro

    Per gli apprendisti è previsto un monitoraggio costante, che prevede occasioni di confronto qualora le percentuali di conferma dei lavoratori con tale contratto, risultino al di sotto dell’88%. Per i contratti a termine e per i part-time è previsto un diritto di priorità in caso di nuove assunzioni in mansioni fungibili.

    Per i CAT inoltre è previsto, come per gli apprendisti, un monitoraggio costante e un confronto qualora la percentuale di utilizzo sia superiore al 20%.

    Nuovo sistema di premio variabile "Soddisfazione del Cliente"

    Viene introdotto un nuovo premio variabile, complessivamente denominato "Premio Soddisfazione del Cliente" e basato su 4 parametri: vendite, clienti acquirenti, differenze inventariali e soddisfazione del cliente.

    Il montante del premio sarà di 1.300 euro per il 2013, di 1.450 per il 2014 e di 1.600 euro per il 2016. Il premio verrà erogato unitamente alle competenze di febbraio.

    Per il 2012 il premio verrà calcolato ed erogato secondo quanto previsto del precedente CIA disdetto e sulla base degli accordi di applicazione siglati localmente.

    Mensa e CRAL nazionale

    Il costo della mensa a carico dei lavoratori per un pasto completo verrà portato a 1,30 euro dal mese di novembre 2012. A partire dal 1° gennaio 2013 il costo sarà ripartito in proporzione: 1/3 a carico del lavoratore e 2/3 a carico azienda. Viene costituito un CRAL Nazionale, che avrà fra i vari compiti quello di effettuare un monitoraggio costante su costi e qualità del servizio mensa, e quello di formulare proposte di miglioramento.

    Premio aziendale

    Il premio aziendale verrà riconosciuto a tutto il personale già in forza, secondo i tempi di maturazione previsti dal precedente CIA. Per i neoassunti, durante la vigenza del nuovo accordo, il premio non maturerà, con l’intesa fra la Parti di valutarne la possibile reintroduzione in occasione del prossimo rinnovo.

    ***

    L’Ipotesi di Accordo del nuovo CIA Metro recupera, a seguito di una disdetta unilaterale, una pratica contrattuale che va in direzione inclusiva, fornendo risposte a vasti gruppi di popolazione aziendale e salvaguardando per tutti un patrimonio di tutele e diritti che erano stati messi in serio pericolo.

    In molti casi si sono introdotti meccanismi solidali, che hanno permesso la costruzione di un accordo basato sulla valorizzazione del confronto e della contrattazione a più livelli.

    Un accordo che, seppur raggiunto in un terreno di estrema criticità, salvaguarda e valorizza il ruolo delle RSA e RSU, e offre una concreta possibilità di inclusione di nuove realtà e nuove partecipazioni, quale base per una contrattazione futura sempre più solida.

    Le Segreterie Nazionali di Filcams, Fisascat e Uiltucs, unitamente alla delegazione trattante unitaria, nel giudicare complessivamente positiva l’ipotesi di accordo sottoscritta, invitano strutture e delegati a dare vita alla campagna di assemblee, illustrando l’ipotesi di accordo a tutti i lavoratori e sottoponendola al voto tramite referendum.

    Seguirà invio contenente il materiale per la consultazione.

    p. La Filcams CGIL Nazionale

    Giuliana Mesina

    Comunicato sindacale unitario

    Si è svolto oggi a Bologna il previsto incontro di trattativa per il rinnovo del Contratto Integrativo Aziendale di Metro Italia Cash & Carry, durante il quale si sono approfonditi i vari temi alla base del confronto negoziale, a partire dai quattro punti della ormai nota lettera aziendale del 3 settembre scorso.

    La discussione, che si è svolta nello spirito costruttivo che già aveva contraddistinto la precedente riunione ( del 20 settembre) non ha mancato di evidenziare avanzamenti e argomenti ancora da approfondire.

    L’azienda ha dato riscontro su alcuni temi, inserendo meccanismi di miglioramento sui parametri relativi al premio variabile, e inserendo, come da richiesta sindacale, oltre ai parametri quantitativi, anche un parametro qualitativo per la misurazione della soddisfazione del cliente, dichiarando la propria disponibilità a fornire delucidazioni tecniche e proposte di dettaglio, in particolare sul citato parametro "soddisfazione del cliente" e su quello delle "differenze inventariali".

    Inoltre, su espressa richiesta delle OO.SS., l’azienda si è presa l’impegno di recuperare una discussione complessiva, che includa temi contenuti nella piattaforma rivendicativa e che sia finalizzata al recupero del CIA come complesso organico di norme e tutele applicate all’insieme dei lavoratori Metro.

    Sul tema del lavoro domenicale, recuperando le proposte di decentramento negoziale avanzate dalle OO.SS., l’azienda si è impegnata parimenti a proporre un’ipotesi di regolamentazione che parta dai presupposti di partecipazione e sostenibilità, prevedendo anche la possibilità di fornire risposte migliorative a quei gruppi di popolazione aziendale, ad oggi impegnati nella totalità dei turni domenicali.

    Al termine, si è concordato un calendario di incontri ravvicinati (12 e 13, 25 e 26, 30 e 31 ottobre prossimi), con il preciso obiettivo di giungere a un positivo esito della trattativa, salvaguardando i 40 anni di contrattazione in Metro.

    Per questo, le OO.SS. e la delegazione unitaria delle RSA/RSU hanno deciso la sospensione dello sciopero nazionale programmato per il prossimo 6 ottobre. Le future occasioni di confronto con l’azienda potranno fornire ulteriori risposte nel merito degli argomenti oggetto del contratto. A seguito degli sviluppi della trattativa saranno decise eventuali azioni a supporto della stessa, finanche alla definizione di una nuova data per lo sciopero nazionale.

    Resta comunque in essere lo stato di agitazione, proclamato con lettera unitaria del 29 luglio 2012.

    Le segreterie nazionali Filcams Fisascat Uiltucs

    Bologna, 2 ottobre 2012