Category Archives: Mediamarket

Roma, 6 settembre 2017

TESTO UNITARIO

Vi trasmettiamo in allegato alla presente la lettera unitaria con cui facendo seguito alla discussione avvenuta nel Coordinamento Unitario di ieri – abbiamo risposto alla richiesta di riapertura del confronto pervenutaci da Mediamarket per mail nel pomeriggio di lunedì 4 settembre.

Come avrete modo di apprezzare, le Segreterie Nazionali si sono dichiarate disponibili alla riapertura del confronto a condizione che l’Azienda accetti di formulare una proposta complessiva sull’insieme dei temi oggetto del negoziato già ricordati nel nostro comunicato del 5 luglio, disponibilità all’epoca non manifestata dall’azienda.

Nel contempo – sempre secondo quanto emerso dalla riunione di coordinamento – riteniamo indispensabile indire una campagna di assemblee in tutti i punti vendita Mediaworld al fine di chiarire la situazione all’insieme delle lavoratrici e dei lavoratori, contrastando l’opera intensa di disinformazione che l’Azienda sta realizzando già da alcune settimane con l’obiettivo di contrastare anticipatamente le iniziative di mobilitazione che non potremo fare a meno di porre in atto qualora l’Azienda dovesse dare seguito alla minaccia di procedere ad atti unilaterali, che la comunicazione inviataci il 4 settembre rinvia ma non esclude in alcun modo.

Conseguentemente indiciamo la convocazione unitaria di assemblee in tutti i punti vendita Mediaworld per la giornata del 30 settembre p. v. e vi raccomandiamo di curarne l’indizione nel rispetto delle norme previste dal CCNL, con particolare riferimento al termine di preavviso di 48 ore.

p. La Filcams CGIL Nazionale
Alessio Di Labio

Roma, 5 luglio 2017

Testo Unitario

Il giorno 5 Luglio 2017 si è svolto a Roma l’incontro con Mediamarket.

L’impresa, sulla base della richiesta delle organizzazioni sindacali, ha proposto di trovare una soluzione per quanto riguarda la salvaguardia occupazionale articolando la seguente proposta:

    ×Garantire la salvaguardia dei livelli occupazionali nelle aree ancora interessate da Contratto di Solidarietà.

    ×Garantire che non ci saranno chiusure se non al fine di ricollocazione dei punti vendita.

    ×Qualora ci dovessero essere eventi imponderabili che dovessero portare alla chiusura dei negozi, l’impresa si impegna a trovare tutte le soluzioni non traumatiche condivise con le organizzazioni sindacali.

La proposta, almeno per come è stata presentata, potrebbe essere risolutiva delle criticità occupazionali anche se è tutta da verificare su come potrebbe essere formalizzata in un accordo. Filcams, Fisascat e Uiltucs, sulla base di questa premessa, hanno dato disponibilità ad avviare una trattativa sui temi contrattuali e ribadendo le richieste che erano già state presentate negli ultimi incontri:

    ×Riconoscere al retail il fatturato della merce venduta online che passa attraverso il punto vendita.

    ×Miglioramento dell’organizzazione del lavoro limitando i turni “spezzati” e demandando a livello territoriale la condivisione di una organizzazione del lavoro partecipata che rispetti anche le necessità delle persone.

    ×Implementazione del protocollo di relazioni sindacali al fine di definire livelli di relazioni territoriali e di unità produttiva e incremento delle agibilità necessarie ai delegati per la dovuta partecipazione.

    ×Escludere il controllo a distanza dei lavoratori tramite i sistemi di videosorveglianza.

    ×Contrattualizzare i buoni pasto.

    ×Verificare ruoli e mansioni riconoscendo a ciascun lavoratore la dovuta professionalità e condividendo percorsi formativi che implementino le competenze degli addetti anche per supportare gli investimenti sui servizi al cliente dichiarati dall’impresa.

L’impresa ha però contrapposto alla disponibilità sulla salvaguardia occupazionale la richiesta che la trattativa parta dalla maggiorazione del 30% abbandonando di fatto già dalle premesse il 90% attualmente riconosciuto.
Filcams, Fisascat e Uiltucs hanno dichiarato che è assolutamente impossibile che la trattativa parta dal 30% della maggiorazione domenicale. Diversamente ribadiscono la disponibilità ad affrontare complessivamente i vari temi posti da entrambe le parti, verificando il prima possibile la condivisione delle questioni relative all’organizzazione del lavoro e in cosa consista il sistema incentivante che secondo l’impresa dovrebbe compensare la minor retribuzione domenicale.
L’azienda non è stata nelle condizioni di fornire alcun impegno in tal senso. Le OO. SS. hanno proposto di rincontrarsi il giorno 27 luglio p.v. a condizione che la trattativa affronti l’insieme dei temi sul tappeto sulla base di un testo contenente tutte le proposte dell’azienda, anticipando che una trattativa a compartimenti stagni su singoli temi di interesse aziendale non è sostenibile e accettabile. Eventuali ulteriori evoluzioni del confronto vi saranno comunicate tempestivamente.

                      p. La Filcams CGIL Nazionale

Alessio Di Labio

Roma, 27-06-2017

Il giorno 22 Giugno 2017 si è svolto a Roma l’incontro con Mediamarket per proseguire il confronto sulla riorganizzazione aziendale e verificare la possibilità di concordare un contratto aziendale di secondo livello.

Filcams, Fisascat, Uiltucs hanno nuovamente esplicitato le proprie richieste:

    -Salvaguardare l’occupazione nelle aree dove ancora sono presenti esuberi e garantire che non ci saranno ulteriori chiusure di punti vendita per i tre anni di vigenza dell’eventuale accordo.

    -Riconoscere al retail il fatturato della merce venduta online che passa attraverso il punto vendita.

    -Miglioramento dell’organizzazione del lavoro limitando i turni “spezzati” e demandando a livello territoriale la condivisione di una organizzazione del lavoro partecipata che rispetti anche le necessità delle persone.

    -Implementazione del protocollo di relazioni sindacali al fine di definire livelli di relazioni territoriali e di unità produttiva e incremento delle agibilità necessarie ai delegati per la dovuta partecipazione.

    -Escludere il controllo a distanza dei lavoratori tramite i sistemi di videosorveglianza.

    -Contrattualizzare i buoni pasto.

    -Verificare ruoli e mansioni riconoscendo a ciascun lavoratore la dovuta professionalità e condividendo percorsi formativi che implementino le competenze degli addetti anche per supportare gli investimenti sui servizi al cliente dichiarati dall’impresa.

L’impresa, ribadendo la necessità di investire diversamente le risorse, ha nuovamente manifestato la volontà di ridurre le maggiorazioni domenicali e di riconoscere un sistema incentivante variabile.
Il confronto si è però incentrato esclusivamente sul tema della salvaguardia occupazionale. L’impresa, pur dando disponibilità a confrontarsi sull’argomento, ha più volte dichiarato che non è nelle condizioni di formalizzare che non ci saranno ulteriori criticità occupazionali, l’unica disponibilità è stata di assicurare che, in continuità con il percorso svolto finora, ricercherà soluzioni condivise. Filcams, Fisascat e Uiltucs ritengono insufficienti le disponibilità dell’impresa. Considerati gli esuberi ad oggi presenti sui territori in solidarietà e le voci che allarmano sulla possibilità di ulteriori chiusure, le rappresentanze sindacali ritengono che il tema occupazionale sia prioritario e che, al netto del mandato delle lavoratrici e dei lavoratori, sarebbe assolutamente avventato discutere di contrattazione integrativa o addirittura di riduzione delle maggiorazioni in costanza di rischi occupazionali. Purtroppo il passato recente ha dimostrato che eventuali chiusure di punto vendita vengono annunciate con un preavviso irrisorio, pertanto le voci di corridoio non possono essere ignorate e solo un impegno formale dell’azienda ad escluderlo può essere una garanzia.

L’incontro non ha prodotto quindi alcun avanzamento: l’impresa oltre a non escludere ulteriori criticità occupazionali per il futuro non ha ancora portato al tavolo nessuna proposta concreta su maggiorazioni domenicali e salario varabile ne dato risposte sugli altri temi posti al tavolo; si ricorda che i referenti aziendali hanno dichiarato di ridurre le maggiorazioni unilateralmente qualora non si trovasse un accordo entro il 30 settembre 2017. Il confronto è stato aggiornato al 5 Luglio 2017 a Roma.

p. La Filcams CGIL Nazionale
Alessio Di Labio

Roma, 21 aprile 2017

Testo Unitario

Come anticipato nella circolare dell’11 aprile scorso, ieri 20 aprile si è proceduto alla sigla dell’accordo di proroga del contratto di solidarietà per 17 punti vendita Mediamarket e dell’addendum relativo alle incentivazioni riconosciute in caso di trasferimento volontario tra punti vendita dell’azienda. L’accordo prevede anche questa volta due allegati. L’allegato A riporta le percentuali medie di ricorso alla solidarietà nei 17 punti vendita in questione, mentre l’allegato B contiene l’elenco nominativo dei lavoratori in forza presso i suddetti punti vendita. Come già nel 2015 e 2016, per ovvi motivi di privacy provvediamo a trasmettervi il solo allegato A.

Vi informiamo inoltre che allo scopo di avviare il confronto sugli ulteriori temi sollevati dall’azienda nel corso delle passate settimane, e in particolare circa l’eventuale definizione di un contratto integrativo aziendale, che vi abbiamo indicato già in conclusione della surricordata circolare dell’11 aprile, le parti hanno fissato un incontro per il 18 maggio prossimo a Bologna con inizio alle ore 11, nella sede che provvederemo a comunicarvi non appena ci sarà indicata dall’azienda.

Aggiungiamo che abbiamo fatto presente all’azienda che – data la rilevanza e delicatezza dei temi oggetto del confronto futuro – occorre garantire la massima partecipazione dei delegati, ragione per cui dovranno essere approntate eventuali ore di permesso retribuite aggiuntive a tale scopo, a partire dalla non contabilizzazione delle ore utilizzate per partecipare alla infruttuosa riunione del 17 febbraio passato.

p. la Filcams nazionale
A. Di Labio

Roma, 12 aprile 2017

Testo Unitario


A seguito dell’incontro ufficiale con Mediamarket svoltosi a Roma il 10/04/2017, nella prosecuzione dei lavori in ristretta è stato condiviso il testo che vi alleghiamo finalizzato alla proroga per ulteriori 12 mesi del contratto di solidarietà (fino al 30 aprile 2018) operante nei 17 punti vendita Mediaworld in cui continua a persistere un disallineamento rispetto alla procedura di mobilità avviata a suo tempo dall’azienda nella primavera del 2015.
Il testo presenta una serie di innovazioni rispetto alla prima proroga condivisa un anno fa che sommariamente vi indichiamo:

1. Il numero dei punti vendita coinvolti scende da 27 a 17 (Cfr. allegato A), concentrati nelle piazze di Cosenza, Sassari, Bari (Molfetta), Genova, Roma, Torino, e Campania (Caserta e Napoli);

2. E’ venuto meno il punto 3 dell’accordo precedente (che indicava il numero di esuberi residui nelle diverse piazze) in considerazione del fatto che alla solidarietà questa volta non è collegata alcuna mobilità volontaria incentivata, come invece avveniva sia nel testo del 2015 che in quello del 2016;

3. Il massimo ricorso alla solidarietà in termini medi mensili è stato abbassato al 30% e sono state nel contempo abbassate le percentuali medie di ricorso alla solidarietà nelle diverse piazze, riportate sempre nell’allegato A;

4. E’ stato rafforzato il concetto di equa ripartizione dei carichi di lavoro e della riduzione oraria tra tutto il personale (Cfr. punto 5 del testo), che dovrà essere assicurata, con un esplicito richiamo al riguardo alle verifiche periodiche da effettuarsi a livello locale/territoriale. Tali incontri di verifica (Cfr. punto 7 del testo) dovranno ora esplicitamente monitorare i dati relativi all’applicazione della solidarietà (sia a livello di magazzino che a livello individuale) per evitare le segnalate discrasie emerse al riguardo, e tali dati dovranno inoltre essere forniti mensilmente alle RSA di punto vendita.

Al termine della riunione le Parti hanno condiviso di rincontrarsi il 20 aprile p.v. al fine di procedere alla sottoscrizione definitiva del testo, nonché del collegato verbale di accordo che determinerà (in misura assolutamente identica a quanto già previsto un anno fa) la misura dell’incentivazione da applicarsi a chi decidesse volontariamente di trasferirsi da uno dei punti vendita in solidarietà in un altro punto vendita non in solidarietà.
Al fine di non appesantire la situazione del monte ore permessi per le RSA in vista del confronto che si aprirà in ordine alla richiesta da essa avanzata di pervenire alla definizione di un contratto integrativo aziendale (che affronterà tra l’altro il tema della riduzione dei costi posto dall’azienda in occasione dell’incontro del 24 marzo u.s.) abbiamo ritenuto opportuno condividere che la ratifica dell’accordo di proroga della solidarietà avvenga in ristretta, con la partecipazione delle sole Segreterie Nazionali di Filcams, Fisascat e UILTuCS, che d’altra parte non mancheranno di rappresentare all’azienda le problematiche che eventualmente verranno segnalate dalle strutture territoriali nei prossimi giorni.

p. La Filcams CGIL Nazionale
Alessio Di Labio

Roma 29/03/2017

Il giorno 24 Marzo 2017 si è tenuto l’incontro Mediamarket.

Innanzitutto durante l’incontro le parti hanno condiviso che verrà prorogato il contratto di solidarietà. Filcams, Fisascat e Uiltucs si porranno l’obiettivo di verificare l’effettiva riduzione oraria finora applicata in quanto risulta che in molti punti vendita sia stata sensibilmente più bassa di quella prevista dall’accordo. Secondo le organizzazioni sindacali ci sono le condizioni per far uscire dalla solidarietà una buona parte dei negozi. Alla riapertura del confronto si valuteranno anche gli strumenti alternativi per il contenimento degli esuberi: incentivi alla riduzione oraria e al trasferimento, in entrambe i casi solo su basa volontaria. L’impresa ha dichiarato che non ha risorse a disposizione per incentivare licenziamenti con il criterio della non opposizione.

L’impresa ha presentato l’andamento del fatturato del primo semestre dell’anno fiscale (Ottobre 2016 – Marzo 2017). Come prevedibile, il fatturato online è cresciuto del 45% mentre il retail perde il 3%, complessivamente l’impresa perde l’1,5 % delle vendite. Se pur non è stato comunicato il valore dei fatturati dei due canali, è evidente che quanto si perde nel retail non si recupera sull’online. È importante inoltre evidenziare che il 50% circa delle vendite online si conclude con il ritiro in negozio. Calano complessivamente del 10% sia il numero di scontrini che le visite in negozio.

Le organizzazioni sindacali hanno sollecitato l’impresa ad avere maggiori dettagli degli investimenti e delle azioni che si stanno facendo per rendere attrattivi i negozi e per garantire un servizio al cliente di qualità. Infatti sulla vendita di accessori e servizi, dove l’impresa dovrebbe recuperare marginalità, viene segnalata molta carenza nelle politiche dell’azienda. Inoltre sono stati chiesti chiarimenti sui trasferimenti unilaterali di dipendenti dal magazzino dell’online di Bergamo verso i punti vendita ed un parallelo aumento dei lavoratori somministrati.

Senza entrare sufficientemente nello specifico delle richieste l’impresa ha dichiarato di continuare con l’efficientamento della rete vendita ponendo al confronto la volontà di ridurre il costo del lavoro in quanto ha la necessità di rendere sostenibili i costi della rete fissa per concludere il processo di omnicanalità.

La traduzione di questo, nelle intenzioni dell’azienda, sarebbe la trasformazione dei costi fissi determinati dalla retribuzione del lavoro domenicale e festivo in costi variabili, ossia in un sistema di retribuzione variabile su obiettivi. Nel porre la questione l’impresa ha dichiarato che preferirebbe un accordo condiviso con le organizzazioni sindacali ma che l’alternativa sarebbe un intervento unilaterale sulle retribuzioni dichiarando irrinunciabile l’obiettivo di riduzione dei costi.

Filcams, Fisascat e Uiltucs hanno dichiarato che le maggiorazioni e le indennità per le domeniche e i festivi non hanno origine contrattuale ma sono state concessioni unilaterali, pertanto la possibilità giuridica di intervenire deve essere verificata. Durante l’incontro del 24 Marzo le organizzazioni sindacali non hanno dato nessuna disponibilità ad intervenire sul costo del lavoro.

Le organizzazioni sindacali hanno sancito che il confronto su questi aspetti si riaprirà solo dopo aver scongiurato qualsiasi criticità occupazionale e dunque dopo la proroga del contratto di solidarietà, tema al quale sarà dedicato il prossimo incontro del 10 Aprile 2017 a Roma. L’incontro con l’azienda sarà preceduto da un confronto interno alla delegazione sindacale.

Roma, 23 febbraio 2017

Testo Unitario

Il giorno 17 Febbraio u.s. si è tenuto l’incontro con la direzione del personale per proseguire il confronto sugli esuberi come previsto all’ordine del giorno.
L’incontro è stato meno produttivo di quanto le organizzazioni sindacali si aspettassero, in quanto l’impresa è stata assolutamente approssimativa sulle soluzioni che intende mettere in campo per affrontare la fase.
Le parti hanno condiviso che gli strumenti finora concordati saranno ancora utili (contratto di solidarietà difensivo, incentivi ai trasferimenti volontari ed incentivi a riduzioni orarie volontarie), anche se non è chiaro se l’impresa sarà nelle condizioni di investire nuovamente risorse sugli incentivi alla non opposizione al licenziamento.
Le organizzazioni sindacali hanno chiesto di valutare percorsi formativi che supportino percorsi di crescita professionale interna sia per avanzamenti di ruolo sia per fornire agli addetti le competenze necessarie di pre e post vendita, evitando così di attingere da risorse esterne o di terziarizzare alcune attività, come già sta accadendo.
Inoltre le organizzazioni sindacali hanno dichiarato all’impresa che la richiesta di inserimento di lavoro domenicale e festivo alle lavoratrici e ai lavoratori che richiedono il part time o il trasferimento è inaccettabile, innanzitutto perché spesso dietro a tali richieste ci sono esigenze personali ma anche perché depotenziano uno strumento utile a ridurre gli esuberi.
L’impresa ha posto al tavolo la necessità di accelerare il processo di riorganizzazione in virtù delle veloci trasformazioni del mercato, sollecitando la necessità di individuare un accordo che dia certezza di soluzione degli esuberi terminata la proroga dell’ammortizzatore sociale, lasciando però imprecisata la declinazione di questo intento. Le organizzazioni sindacali hanno confermato la disponibilità al confronto riservandosi evidentemente di verificare nel dettaglio le intenzioni dell’impresa, confermando subito l’indisponibilità a condividere trasferimenti e licenziamenti se non su base volontaria.
Da ultimo comunichiamo che l’impresa ha confermato che non esclude il controllo a distanza delle lavoratrici e dei lavoratori tramite gli impianti di videosorveglianza installati. Le organizzazioni sindacali hanno precisato la totale contrarietà a questa eventualità, riservandosi di mettere in atto tutto quanto sarà utile ad evitare che i lavoratori e le lavoratrici di Mediamarket, oltre alle difficoltà di questa fase, debbano anche subire l’umiliazione del controllo a distanza.
Le parti si sono aggiornate al 24 Marzo, Filcams Fisascat e Uiltucs si aspettano dall’impresa più chiarezza di quanto è emerso nell’ultimo incontro.


p. La Filcams CGIL Nazionale
Alessio Di Labio

Roma, 28 giugno 2016

Testo Unitario

In data 27 giugno si è svolto l’incontro con Mediamarket. Abbiamo sottoscritto l’accordo di proroga del contratto di solidarietà (in allegato) che conclude il ventaglio di strumenti messi a disposizione per chiudere la procedura di Licenziamento collettivo L.223/91 aperta dall’azienda per 316 esuberi presenti nei 27 punti vendita nei quali già oggi è attivo il contratto di solidarietà.

Alla luce del necessario monitoraggio delle parti nel prossimo periodo sull’effettivo utilizzo dei trasferimenti volontari e dei passaggi a Pt volontari nonché la messa in mobilità volontaria e della conseguente possibile diminuzione delle percentuali effettivamente applicate di CDS nelle 27 filiali , abbiamo potenziato nell’accordo di proroga il confronto territoriale e di filiale.

Inoltre, abbiamo chiarito congiuntamente che le disponibilità dichiarate dalle lavoratrici e dai lavoratori all’utilizzo degli strumenti di trasferimento o passaggio a P.T. saranno effettive e confermate solo all’atto di accettazione reciproca delle condizioni proposte ed accettate.

Infine, Fisascat- Filcams e Uiltucs congiuntamente hanno dichiarato la propria disponibilità a discutere di un sistema incentivante di salario variabile dentro il progetto di sviluppo e rilancio dell’azienda.

Le Parti si sono impegnate a rincontrarsi a livello nazionale o prima o appena dopo il periodo feriale di Agosto 2016.


p. La Filcams CGIL Nazionale
Alessio Di Labio

Link Correlati
     Mediamarket, Verbale accordo di proroga del contratto di solidarietà 27/06/2016

Roma, 1 giugno 2016

Testo Unitario

il giorno 31 Maggio 2016 si è tenuto l’incontro con Mediamarket per la definizione dell’insieme degli strumenti utili a fronteggiare gli esuberi presenti nei 28 punti vendita su tutto il territorio nazionale.
Le parti hanno quindi definito un accordo quadro che sancisce incentivi per il trasferimento pari a 5000 € aggiuntivi al rimborso spese secondo quanto previsto dal CCNL che saranno ridotti qualora il trasferimento possa dare l’opportunità di aumenti di orario. Nell’ambito del confronto è emerso che l’apertura delle unità produttive di Arese, Brindisi, Foggia, Palermo e Verona rappresentano un’opportunità di ricollocazione che, qualora incontrasse la volontà dei lavoratori a trasferirsi, potrebbe rappresentare una soluzione rilevante agli esuberi. A queste si aggiungono alcune possibilità di accogliere personale sulla rete vendita già esistente, pertanto l’impresa comunicherà l’insieme delle posizioni aperte e i lavoratori formalizzeranno le proprie disponibilità, i trasferimenti saranno reciprocamente confermati alla definizione delle condizioni.
L’impresa ha confermato che aprirà una procedura di mobilità che si concluderà con il solo criterio della non opposizione al licenziamento. L’accordo quadro stabilisce che gli incentivi alla non opposizione al licenziamento saranno pari a 14 mensilità per le persone che manifesteranno la disponibilità entro il 14 Luglio e 9 mensilità per quelli che aderiranno dal 15 Luglio 2016. Le federazioni nazionali incontreranno l’impresa il 6 Giugno per l’esame congiunto previsto da legge e per sottoscrivere il verbale di accordo della procedura di mobilità.
Sono inoltre previsti incentivi per le lavoratrici ed i lavoratori full time che si renderanno disponibili alla riduzione oraria: 1200€ per il passaggio a 28 ore, 3000€ a 24 ore, 5000€ a 20 ore e 6000€ a 18 ore. Su richiesta delle organizzazioni sindacali saranno escluse nelle novazioni contrattuali le prestazioni lavorative nei festivi mentre l’azienda ha confermato la necessità di introdurre il lavoro domenicale.

Il piano degli incentivi terminerà il 30 Settembre 2016 con la scadenza dell’anno fiscale.

Le parti hanno inoltre condiviso la proroga del contratto di solidarietà. Alla proposta delle organizzazioni sindacali di una naturale proroga di 12 mesi l’impresa ha dichiarato la disponibilità di proseguire per soli altri sei mesi. Nell’ambito della trattativa le parti hanno condiviso che il contratto di solidarietà sarà prorogato fino al 30 Aprile 2017 ossia per ulteriori 10 mesi.
Il prossimo incontro è previsto per il giorno 27 Giugno 2016 per fare una verifica sullo stato di avanzamento del piano di incentivi e sottoscrivere il contratto di solidarietà.

p. La Filcams CGIL Nazionale
Alessio Di Labio

Roma, 20-05-2016
TESTO UNITARIO

in data 19 Maggio 2016 Filcams, Fisascat e Uiltucs hanno incontrato Mediamarket alla presenza delle rappresentanze sindacali di unità produttiva e delle strutture territoriali.

L’incontro si è svolto a seguito della dichiarazione dell’impresa di riconsiderare il contratto di solidarietà quale strumento utile alla gestione degli esuberi. Nell’ambito del confronto tale disponibilità è stata confermata. Le parti hanno così deciso di proseguire il confronto volto a definire tutti gli strumenti utili per incentivare la volontarietà all’esodo, alla riduzione di orario e al trasferimento. Essendo questi strumenti volontari, gli esuberi residui saranno comunque coperti da una proroga della solidarietà.

Nell’ambito del confronto l’impresa ha esposto l’andamento della riorganizzazione dell’azienda e del mercato da cui emerge ancora una criticità nelle vendite che si palesa soprattutto in termini di volumi, in termini di fatturato il dato è meno critico. Il processo di omnicanalità sta avanzando e le visite al sito sono aumentate, anche se la risposta in termini di vendite non è ancora rilevante, le organizzazioni sindacali hanno di nuovo manifestato la necessità di unificare i fatturati dell’online e del Retail al fine di non penalizzare la produttività dei negozi.

Per quanto riguarda i trasferimenti inerenti la chiusura di Marcon in Veneto, le parti hanno condiviso che potranno godere degli stessi strumenti che saranno contrattati per il resto della rete. Essendo impossibile, in virtù delle vigenti norme di legge, concordare un nuovo contratto di solidarietà per la chiusura di questa unità produttiva, i lavoratori e le lavoratrici di Marcon, che non accoglieranno gli strumenti che verranno contrattati complessivamente, manterranno inalterate le proprie condizioni contrattuali, ivi compreso l’orario di lavoro.

Pur rimanendo inesplorate parti rilevanti della possibile intesa, in virtù della ripresa costruttiva del confronto e del sostanziale accoglimento delle richieste di parte sindacale viene revocato lo stato di agitazione e lo sciopero. Le parti si sono aggiornate al 31 Maggio 2016.

p. La Filcams CGIL Nazionale
Alessio Di Labio

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     Mediamarket -Verbale di incontro 19/05/2016

Segreterie Nazionali

COMUNICATO SINDACALE

Le Segreterie Nazionali di Filcams, Fisascat e UILTuCS prendono atto del comunicato di Mediamarket, trasmessoci per il tramite della Confcommercio, che marca un evidente passo indietro rispetto alle posizioni assunte in occasione dell’incontro del 26 aprile che avevano condotto all’immediata rottura delle trattative e alla proclamazione dello sciopero per la giornata del 7 maggio 2016.

Tale evento nuovo riteniamo sia dovuto alla mobilitazione forte e convinta delle lavoratrici e dei lavoratori dei punti vendita Mediamarket di tutta Italia, che perciò ringraziamo per il sostegno dimostrato alle iniziative messe in campo dalle Organizzazioni Sindacali unitamente al coordinamento dei delegati dei punti vendita e delle strutture sindacali.

In considerazione di ciò le Segreterie Nazionali di Filcams, Fisascat e UILTuCS propongono all’azienda di riprendere il confronto il giorno 19 maggio a Roma e decidono di sospendere lo sciopero indetto per il giorno 7 maggio nella speranza che alle dichiarazioni contenute nel comunicato aziendale seguano atti concludenti nella trattativa.

Le Segreterie Nazionali ribadiscono le posizioni assunte nei precedenti comunicati quanto alla disponibilità a valutare tutti gli strumenti utili all’assorbimento dell’esubero, ma invitano le lavoratrici e i lavoratori Mediamarket a mantenere alta l’attenzione sulla vertenza in corso in quanto l’auspicato esito positivo del confronto è ancora tutto da verificare.

p. la Filcams CgilFisascat Cisl Uiltucs

Roma, 5 maggio 2016

Segreterie Nazionali

COMUNICATO SINDACALE UNITARIO

Risposta alla comunicazione aziendale del 30 Aprile 2016

Le scriventi Filcams CGIL, Fisascat CISL e UILTuCS prendono atto della comunicazione inviata in tutti punti vendita Mediaworld da parte dell’azienda.

La comunicazione presenta un riferimento alla disponibilità alla riapertura del confronto, elemento che le parti non hanno mai negato. Il punto su cui le Organizzazioni Sindacali hanno dichiarato la mobilitazione e interrotto la trattativa, non è per una questione di metodo ma di merito: l’impresa ha deciso di togliere dagli strumenti utili alla gestione degli esuberi il contratto di solidarietà. Ad oggi sono presenti, secondo le dichiarazioni dell’impresa, 311 full time equivalenti in esubero, una quantità che non può essere considerata semplicemente un costo, si tratta di persone con alle spalle famiglie, persone che da anni lavorano con dedizione e che hanno contribuito a rendere Mediaworld il leader in Italia.

Senza la solidarietà che fine farebbero tutti questi lavoratori? Secondo le dichiarazioni fatte dall’azienda si dovrebbero trasferire o dimettere. Secondo le Organizzazioni Sindacali queste due opzioni dovrebbero essere esclusivamente volontarie, e qualora non sufficienti ad assorbire l’esubero dovrebbero avere come approdo finale la solidarietà, in prosecuzione del patto già concordato meno di un anno fa.

Se quindi l’azienda ha intenzione di riaprire il confronto ed evitare la mobilitazione deve fare una cosa semplice: dichiarare la disponibilità ad includere il contratto di solidarietà tra gli strumenti utili alla riorganizzazione aziendale.

In attesa di riscontro viene confermato lo sciopero del 7 Maggio 2016.

Filcams Cgil Naz. Fisascat Cisl Naz. Uiltucs Naz.

Roma, 2 maggio 2016

COMUNICATO UNITARIO
Mediamarket – proclamazione stato di agitazione e sciopero 7 Maggio 2016

Il giorno 26 Aprile 2016 nel previsto incontro l’azienda Mediamarket si è presentata in modo inaccettabile in quanto ha dichiarato che gli esuberi sono strutturali e che non c’è la possibilità di proseguire con il contratto di solidarietà. In particolare secondo l’azienda si dovrebbe procedere in tempi brevi nel seguente modo:

Per Filcams, Fisascat e Uiltucs questa proposta è inaccettabile. L’accordo con le organizzazioni sindacali fatto meno di un anno fa deve essere rispettato. La proposta delle organizzazioni sindacali pertanto è la seguente:

Secondo l’impostazione dell’impresa quindi l’efficienza aziendale dovrebbe essere ottenuta subito anche a scapito della vita di chi ha fatto di Mediamarket il leader in Italia. Le organizzazioni sindacali ritengono invece che se pur le necessità dell’azienda di riorganizzarsi siano dovute ai cambiamenti del mercato queste devono essere conciliate con le esigenze delle lavoratrici e dei lavoratori. Non si può dare luogo ad espulsioni di manodopera o a trasferimenti coatti.

Stante l’indisponibilità aziendale ad accogliere la proposta delle organizzazioni sindacali viene dichiarato lo stato di agitazione, con conseguente blocco delle prestazioni straordinarie, supplementari e festive, e viene proclamato uno sciopero per l’intero turno per il giorno 7 Maggio 2016 in tutti i punti vendita Mediamarket. Nei prossimi giorni verranno svolte assemblee informative in tutti i luoghi di lavoro.

FILCAMS/CGILFISASCAT/CISLUILTUCS/UIL

Roma, 26-04-2016

Roma, 30 marzo 2016

Testo Unitario

il giorno 25 marzo u.s. si è tenuto a Bologna l’incontro con Mediamarket con all’ordine del giorno un approfondimento sulle possibilità di ricollocazione dei lavoratori e relativi strumenti da utilizzare a seguito della chiusura di Saturn Fiumicino.
L’impresa ha inaspettatamente annunciato che sarà chiuso a fine maggio un altro punto vendita, si tratta di Marcon a Venezia. Nel negozio sono occupati 19 lavoratori che secondo l’azienda potrebbero essere ricollocati nei punti vendita di Treviso, Padova e Mestre ad una distanza massima di circa 20km.
Filcams, Fisascat e Uiltucs hanno fortemente contestato l’impresa per l’ennesima chiusura e per il modo con cui annunciano le criticità della riorganizzazione aziendale.
Allo stesso tempo l’azienda ci ha aggiornati sulle nuove aperture: Palermo potrebbe essere anticipata a luglio mentre Verona in autunno, c’è la possibilità di una nuova apertura anche in Alto Adige ancora da definire. La stessa informazione preventiva non viene data in caso di chiusure di negozi, Marcon dovrebbe chiudere a fine maggio, questo significa che seppur tutte le lavoratrici ed i lavoratori potrebbero trovare ricollocazione, il confronto sindacale e la gestione dei trasferimenti dovrebbe essere fatta in meno di due mesi. Questo è un modo che stravolge completamente la vita delle persone coinvolte, che in pochi giorni vedranno sconvolgere il proprio status con evidenti peggioramenti; non è accettabile che una lavoratrice, magari madre, si veda trasferita a decine di chilometri da un giorno all’altro.
Le OO.SS. hanno quindi manifestato la loro contrarietà e chiesto di prevedere un incontro in cui l’azienda presenti in modo compiuto le prospettive future dell’intera rete vendita chiarendo se ci sono ulteriori criticità. Il confronto preventivo dovrebbe servire innanzitutto ad avere un approccio rispettoso per chi lavora in MediaWorld ma anche e soprattutto a permettere che le soluzioni alle problematiche occupazionali possano essere discusse con largo anticipo, eventualmente individuando gli strumenti e le soluzioni migliori.
Affrontando la chiusura di Fiumicino sono infatti emerse alcune difficoltà: l’intenzione di riaprire una procedura di mobilità che consenta anche ai lavoratori di Saturn Fiumicino di valutare la possibilità di aderire alla non opposizione al licenziamento tramite incentivo, opzione che secondo l’impresa potrebbe essere riaperta anche a quelle piazze che hanno ancora percentuali di solidarietà alta, potrebbe non essere applicabile in virtù dell’ultima riforma sugli ammortizzatori sociali che non prevede l’uso di strumenti conservativi come la solidarietà in caso di cessazioni di attività. Le organizzazioni sindacali hanno chiesto all’impresa di fare immediatamente le verifiche tecniche con il Ministero del Lavoro e di avviare immediatamente i confronti territoriali sia a Roma che a Venezia per esaminare le possibilità ed i criteri di ricollocazione.

Il confronto a livello nazionale è stato aggiornato al giorno 26 Aprile 2016.

p. La Filcams CGIL Nazionale
A. Di Labio

MEDIAMARKET
COMUNICATO ALLE LAVORATRICI ED AI LAVORATORI

La importante riorganizzazione aziendale che sta affrontando Mediamarket genera preoccupazioni giustificate da alcune evidenti criticità. La multinazionale, leader del mercato dell’elettronica in Italia, è sempre stata ostile alle relazioni sindacali e ha sempre forzato un rapporto diretto con i propri dipendenti presentandosi come un’azienda modello, ma da quello che sta emergendo ha probabilmente nascosto in passato un po’ di polvere sotto il tappeto.
L’apertura della procedura di mobilità che ha interessato 906 persone e la chiusura di alcuni negozi sono gli elementi più preoccupanti di questa fase, una doccia fredda che una gran parte dei dipendenti di Mediamarket non si aspettava.
Filcams CGIL, Fisascat CISL e UILTuCS hanno provveduto ad attivare tutte le leve possibili, forzando per l’utilizzo del contratto di solidarietà per assicurare che nessuno perdesse il posto di lavoro, al contempo hanno condiviso un piano incentivato di uscite per permettere a chi volesse di non opporsi al licenziamento.
Questo secondo strumento, che doveva essere accessorio ai fini della riorganizzazione, ha avuto un’adesione oltre ogni aspettativa: in circa 10 giorni ben 514 lavoratrici e lavoratori hanno scelto di non opporsi al licenziamento. Molte delle uscite non hanno riguardato le province in cui era stato dichiarato l’esubero, questo ha generato il caos organizzativo e la scelta dell’impresa di sospendere il piano di uscite in quanto non più rispondente ai principi dell’accordo, ossia ulteriori uscite indiscriminate non sarebbero state utili ai fini dell’assorbimento dell’esubero stesso.
Dai primi confronti avuti successivamente è emersa l’intenzione dell’impresa di procedere ad una serie di trasferte coatte per far fronte ai vuoti di presidio, opzione fortemente contestata dalle organizzazioni sindacali. Per questo le parti hanno poi condiviso un utilizzo temporaneo e limitato di tempi determinati per far fronte alle urgenze, qualora non si fossero trovate nell’immediato le disponibilità alla trasferta o al trasferimento. Precisiamo che i contratti a tempo determinato non godono delle agevolazioni previste dal Job Act, pur contestando fortemente l’inutile e dannosa riforma del lavoro voluta dal governo Renzi, non si evidenzia nessun tentativo dell’impresa di voler furbamente licenziare per cogliere l’opportunità di assumere con le agevolazioni, piuttosto è stato denunciato dalle organizzazioni sindacali che l’impresa ha mostrato una evidente poca attenzione e conoscenza del clima aziendale, considerato quanti hanno scelto di salutare Mediamarket nonostante il loro posto non fosse direttamente a rischio.
L’importante adesione ha comunque avuto il positivo esito di ridurre l’incidenza del contratto di solidarietà: come concordato in data 24 Giugno 2015, le province di Alessandria, Asti, Como, Cremona, Ferrara, Forlì Cesena, Lecce, Lecco, Lodi, Lucca, Mantova, Palermo, Parma, Pavia, Pescara, Pisa, Reggio Calabria, Siracusa, Terni, Treviso, Bergamo, Bologna, Catania, Chieti, Firenze, Milano, Monza Brianza, Varese e Venezia sono completamente uscite dalla solidarietà, alcune di queste pur non avendo assorbito completamente l’esubero sono state escluse in quanto l’applicazione del CDS, con le rigidità organizzative che ne derivano, non è stata considerata conveniente per assorbire un numero minimo di esuberi, le restanti province interessate dalla solidarietà hanno avuto una importante diminuzione della riduzione oraria di cui Cagliari, Catanzaro, Cosenza, Perugia, Pesaro Urbino, Pistoia, Sassari, Trieste, Bari, Brescia, Genova, Roma, Torino e le province della Campania.
Nell’ultimo incontro del 20 Luglio 2015 le parti hanno quindi perfezionato l’accordo di incentivazione della mobilità al fine di consentire comunque alle lavoratrici ed ai lavoratori di fare richiesta di non opposizione al licenziamento, ma vincolando le uscite ad una maggior razionalità e coerenza col fine dell’assorbimento dell’esubero, volendo così evitare che il piano incentivante diventi causa di ulteriori problemi per la rete vendita, le cui conseguenze ricadrebbero sui circa 6500 dipendenti che in azienda devono continuare a lavorarci.
Saranno nel frattempo accolte tutte le richieste arrivate entro il 30 Giugno dai punti vendita dove persiste il Contratto di Solidarietà. Le restanti richieste saranno accolte o respinte entro 30 giorni dalla presentazione, è palese che il criterio che risponde all’assorbimento degli esuberi dichiarati sarà determinante affinché la richiesta venga accolta. Si ricorda che il piano di incentivi terminerà il 23 Settembre 2015.
Sono confermati gli incentivi al trasferimento; le richieste di non opposizione al licenziamento pervenute da province senza esubero potranno essere considerate posizioni aperte ed accolte qualora ci fosse la disponibilità al trasferimento dai negozi con esubero. È possibile inoltre richiedere aumenti di orario qualora questi fossero utili alla copertura delle necessità di presidio, ossia qualora le uscite avvenute non debbano essere necessariamente coperte da più addetti ma da più ore.
È intenzione delle organizzazioni sindacali spingere sempre di più l’impresa ad un confronto sull’organizzazione del lavoro. La riduzione degli organici, l’applicazione del CDS e il nuovo assetto dei negozi avranno certamente conseguenze sulla programmazione degli orari nei punti vendita, se a questo aggiungiamo quanto di negativo è arrivato dalla liberalizzazione del governo Monti sulle aperture festive e domenicali e la mancanza totale di regole contrattate a livello aziendale è facile immaginare che ci saranno, anzi stanno già emergendo, problemi sull’organizzazione del lavoro. Su questo è importante il ruolo dei rappresentanti sindacali di negozio, che in questa prima fase, evidentemente caotica, raccoglieranno quanto più possibile le criticità per permettere alle organizzazioni sindacali di costruire in modo partecipato il confronto con l’impresa e ricercare soluzioni che rendano l’organizzazione degli orari sostenibile e rispondente alla conciliazione dei tempi di vita.
Filcams, Fisascat e Uiltucs continueranno a verificare l’andamento della riorganizzazione. Passata questa prima e irruenta fase sarà doveroso mantenere un confronto costante per monitorare l’andamento delle vendite e il mantenimento delle quote di mercato, con particolare attenzione alle aree più critiche, nonché un informazione ed un confronto preventivo sulle possibilità di sviluppo. Sarà inoltre opportuno verificare gli effetti del processo di omnicanalità, quello che ne conseguirà sui margini e sull’incidenza del costo del lavoro sulle vendite e come verrà considerato il fatturato derivante dall’online una volta che l’offerta del retail sarà uniformata.

Roma 22.07.2015

Roma, 1 luglio 2015


Testo Unitario

venerdì passato, 26 giugno, a fronte del numero esorbitante (circa 500) di adesioni alla mobilità volontaria incentivata che si è registrato nei punti vendita di tutta Italia, e in particolare nelle regioni di nord-est, anche in punti vendita che non erano stati coinvolti dalla procedura di mobilità e dal successivo accordo sui contratti di solidarietà, MEDIAMARKET ha sospeso la collocazione in mobilità di ulteriore personale.
Nel contempo, al fine di coprire i vuoti di presidio venutisi a determinare, l’azienda ha cercato di realizzare la loro copertura attraverso l’invio coattivo di lavoratori in missione anche a decine e centinaia di chilometri dalla loro sede di lavoro abituale. Infine, in particolare nell’area di Bari, si era cercato di realizzare modalità di gestione della solidarietà discutibili, scaricando su un certo numero di lavoratori di Molfetta, per altro a suo tempo in forza al punto vendita di Barletta, un onere insostenibile.
In ragione di ciò le Segreterie Nazionali di Filcams, Fisascat e UILTuCS hanno chiesto un incontro urgente all’azienda al fine di porre ordine in una situazione evidentemente insostenibile, che si è svolto nella serata di ieri a Roma. Da tale incontro è scaturito il verbale di accordo che vi alleghiamo. In sostanza:

1.L’azienda conferma la sospensione della collocazione in mobilità;

2.Abbiamo circoscritto il ricorso ai contratti di solidarietà unicamente ai punti vendita e alle province indicati nell’allegato A dell’accordo di rettifica del 24 giugno;

3.L’azienda si è impegnata a non realizzare nei prossimi mesi trasferimenti o invii in missione coattivi (ossia senza il consenso degli interessati) finalizzate alla copertura dei vuoti determinatisi per la fuoriuscita di lavoratori dai punti vendita, mentre restano in essere le missioni finalizzate alla partecipazione a corsi di formazione/aggiornamento ovvero al supporto nelle ristrutturazioni dei punti vendita;

4.Per la copertura dei vuoti venutisi a determinare dalla mobilità, in mancanza di persone disponibili al trasferimento dai punti vendita oggetto dei contratti di solidarietà indicati nell’Allegato A sopra richiamato, l’azienda potrà procedere ad assunzioni con contratto a tempo determinato;

5.Data la situazione a dir poco confusa, a determinare la quale hanno contribuito in misura straordinaria le azioni messe in essere da numerosi direttori nelle ultime settimane, abbiamo chiesto e ottenuto di svolgere un incontro a livello di delegazione plenaria per il giorno 20 luglio, a Roma, finalizzato a verificare la possibilità di riaprire la collocazione in mobilità volontaria degli ulteriori richiedenti congelando altresì – per quanti abbiano presentato richiesta entro il 30 giugno – le condizioni d’incentivazioni previste dall’accordo del 26 maggio.

6.Infine, l’Azienda ha reiterato l’impegno a svolgere nel più breve tempo possibile gli incontri a livello territoriale ancora non realizzati volti a determinare le modalità di effettuazione dei contratti di solidarietà laddove essi continuino ad essere necessari, come in particolare a Roma, Genova, Brescia, Torino e Campania, ossia le realtà in cui si è ricorso ad essa per fronteggiare la situazione derivante dalla chiusura di punti vendita già avvenuta o imminente.

Non appena saremo a conoscenza della sede e dell’orario dell’incontro del 20 luglio provvederemo a comunicarveli.

p. La Filcams CGIL Nazionale
Alessio Di Labio

- verbale accordo 30/06/2015

Roma, 27 maggio 2015

il giorno 26 maggio 2015 si è svolto a Roma l’incontro per la procedura di mobilità aperta da Mediamarket in cui sono stati dichiarati 906 esuberi su tutto il territorio nazionale.
Oltre 150 delegati di Filcams, Fisascat e Uiltucs, forti del mandato ricevuto dai loro colleghi, hanno sostenuto la trattativa che si è protratta fino a notte inoltrata e che ha determinato l’importante risultato di salvataggio totale dell’occupazione.
Le parti hanno quindi condiviso un accordo di solidarietà difensivo che inciderà come media massima nazionale con una riduzione oraria del 18%. In questo ambito il limite massimo di solidarietà che verrà applicato nelle unità produttive sarà del 40% con l’impegno delle parti a ridurlo fino al 30% nel minor tempo possibile, rendendo così sostenibile per le lavoratrici e lavoratori e per l’andamento dei negozi l’incidenza della solidarietà. Il contratto di solidarietà sarà vigente dal 6 luglio 2015.
Nei territori dove sono previste le chiusure dei negozi, i confronti territoriali determineranno la ricollocazione totale dei lavoratori, nella fase che procederà la ricollocazione queste sarà comunque garantita la normale retribuzione.
Il contratto di solidarietà sarà applicato equamente su tutti i negozi del territorio nonché all’interno dei punti vendita, le riduzioni orarie sui singoli lavoratori saranno fatte con moduli di quattro ore volti a verticalizzare le prestazioni lavorative.
Dall’applicazione della solidarietà saranno esclusi gli apprendisti, i tempi determinati e i lavoratori che prestano la loro attività in presenza lavoro quali i direttori.
Le organizzazioni sindacali sono consapevoli che nei territori dove la percentuale è più alta, al fine di salvaguardare tutti i posti di lavoro, è stato chiesto un sacrificio rilevante nel principio della solidarietà. La delegazione sindacale ha preferito questa strada pur di evitare che una parte dei lavoratori perdessero il posto di lavoro, considerato che la situazione generale occupazionale è tragica e che quindi le possibilità di ricollocarsi in tempi brevi sono remote.
Le parti hanno inoltre accordato degli strumenti paralleli quale l’incentivo ai trasferimenti nonché la non opposizione al licenziamento al fine di ridurre il più possibile gli esuberi e quindi l’incidenza del contratto di solidarietà.
Nonostante le richieste dell’azienda le organizzazioni sindacali hanno respinto ed escluso qualsiasi intervento sul costo del lavoro quale ad esempio la riduzione delle maggiorazioni domenicali.
Le organizzazioni sindacali hanno ottenuto un importante protocollo di relazioni sindacali, strumento indispensabile per monitorare l’andamento dell’azienda e della riorganizzazione in atto e verificarne costantemente l’impatto sulle lavoratrici e i lavoratori sia in termini occupazionali sia per quanto riguarda la prestazione lavorativa.
Fin dai prossimi giorni le strutture territoriali saranno impegnate in confronti con l’azienda volti a verificare l’applicazione del contratto di solidarietà nonché degli strumenti paralleli concordati ed a tutti i livelli sarà avviato un percorso di confronto attento e capillare per verificare l’andamento dei negozi con particolare attenzione alle aree che presentano le maggiori criticità.
Il risultato della trattativa è un importante conquista che le organizzazioni sindacali hanno potuto ottenere grazie alla fiducia ricevuta in questi mesi dalle lavoratrici e dai lavoratori. L’accordo non può essere considerato un punto di arrivo ma l’inizio di un percorso che avrà sempre più bisogno della partecipazione e del sostegno di tutti i dipendenti Mediamarket, un impegno importante a cui soprattutto le delegate e i delegati saranno chiamati.

p. La Filcams CGIL Nazionale
Alessio Di Labio


- Verbale accordo solidarietà 26/05/2015
- Verbale accordo mobilità 26/05/2015
- Protocollo relazioni sindacali 26/05/2015

Testo unitario

Il 7 maggio si è svolto a Bologna l’incontro con Mediamarket in ordine alla procedura di licenziamento collettivo avviata dall’azienda che riguarda 906 lavoratrici e lavoratori distribuiti sull’intero territorio nazionale.

L’azienda ha rappresentato alle organizzazioni sindacali e alla folta delegazione di rappresentanti sindacali e territoriali di Filcams Fisascat e Uiltucs le ragioni che hanno determinato la dichiarazione dei suddetti esuberi per effetto della decisione di procedere alla chiusura di sette unità produttive e alla necessità di procedere ad una complessiva riorganizzazione della rete di vendita per poter fronteggiare le nuove dinamiche di mercato ed esigenze commerciali.

Le organizzazioni sindacali dopo aver analizzato nel dettaglio la situazione di grave difficoltà segnalata dall’azienda hanno unitariamente indicato nell’applicazione di contratti di solidarietà lo strumento da privilegiare in assoluto per consentire una gestione condivisa del complesso processo di riorganizzazione aziendale che è dietro alla procedura presentata. Il ricorso ai contratti di solidarietà deve realizzarsi anche in presenza delle chiusure dichiarate dall’azienda e non può essere associato a licenziamenti coattivi, ferma restando la possibilità volontaria dei lavoratori di risolvere il proprio rapporto lavorativo.

Ulteriore premessa indispensabile è la sottoscrizione di un protocollo di relazioni sindacali che permetta sia nell’immediato che a lungo termine di avere un confronto preventivo e costante con l’impresa al fine di verificare il processo di riorganizzazione.

Alla richiesta di porre mano ad ulteriori criticità presenti nella composizione dei costi compreso il costo della domenica, intervenendo sui trattamenti attualmente riconosciuti non in forza di contrattazione integrativa aziendale, le organizzazioni sindacali hanno unitariamente respinto tale eventualità.

L’esito della discussione ha quindi stabilito quanto segue:

•Nei prossimi giorni verranno avviati tavoli di confronto territoriale nelle aree dove sono previste le chiusure al fine di verificare le possibilità di ricollocazione e di attuazione della solidarietà. Si invitano quindi le strutture territoriali ad adoperarsi per programmare gli incontri.

Il giorno 26 Maggio a Roma si terrà l’incontro nazionale che avrà l’obiettivo di stabilire un accordo quadro di solidarietà e il protocollo di relazioni sindacali, nonché eventuali aggiornamenti sulla riorganizzazione.

- verbale accordo