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Testo Unitario

Si è tenuto a Roma, il giorno 5 novembre 2014, il secondo incontro in ambito sindacale relativo alla procedura di mobilità avviata dalla LIOMATIC S.p.a. nel corso del mese di settembre.

L’azienda ha brevemente illustrato il proprio piano industriale, all’interno del quale si situa la procedura di licenziamento collettivo, volta a ridurre l’incidenza del costo del lavoro in un contesto di diminuzione del volume delle attività, soprattutto a partire dal 2015; per LIOMATIC la procedura ha – in prospettiva – un importante rilievo nella “correzione” dell’andamento economico della società.

Nel periodo 2015-2017 l’azienda intende inoltre realizzare alcuni investimenti, tra i quali progetti di innovazione tecnologica verso il cliente e verso l’organizzazione, una campagna di comunicazione e la costruzione di un’officina centralizzata.

L’azienda ha inoltre fornito alle organizzazioni sindacali i dati relativi alla composizione degli organici e alle ore lavorate nel corso del 2014; risulta peraltro che siano in corso 69 contratti di prestazione d’opera (partite IVA) per il rifornimento dei distributori e 3 appalti.

Come sindacato abbiamo rilevato che dal bilancio e dal piano industriale emerge la fotografia di un’impresa che ha chiuso il 2013 in utile e che si appresta probabilmente a terminare complessivamente in utile pure il 2014; a nostro giudizio quindi l’entità della correzione ricercata attraverso la riduzione del personale è eccessiva rispetto all’andamento economico dell’impresa.

Alla luce di tutto ciò, abbiamo chiesto all’azienda di proseguire l’analisi delle problematiche aperte con l’obiettivo prioritario di salvaguardare l’occupazione delle lavoratrici e dei lavoratori di LIOMATIC; a tale fine abbiamo proposto all’azienda l’esclusivo utilizzo di strumenti conservativi dell’occupazione, quali ad esempio la cassa in deroga o la solidarietà, le riduzioni volontarie dell’orario di lavoro, soluzioni di carattere organizzativo e misure di incentivazione all’esodo su base volontaria.

L’utilizzo degli ammortizzatori sociali dovrà a nostro avviso seguire un’attenta disamina e verifica delle situazioni di problematicità evidenziate dall’azienda nella procedura di mobilità, evitando di scaricare su pochi tutto il peso e l’impatto della riduzione del lavoro.

L’azienda si è riservata di valutare e rispondere alla nostra richiesta, che ha comunque giudicato “comprensibile”; abbiamo fissato ulteriori tre date per proseguire il confronto, anche se la fase “sindacale” della procedura di mobilità è terminata; i prossimi incontri si svolgeranno a Roma il 17, il 24 e il 25 novembre 2014; il giorno 17 novembre la plenaria comincerà alle ore 14.

Nel frattempo abbiamo sottoscritto un verbale di riunione che prende atto dell’esaurimento dei tempi previsti per la fase sindacale della procedura ex legge 223/1991 senza aver potuto definire in tempo utile un possibile accordo; il verbale, che alleghiamo, sarà inoltrato al Ministero del Lavoro per l’avvio della fase “amministrativa”.


p. Filcams Cgil Nazionale
Massimo Mensi
-verbale di mancato accordo

TESTO UNITARIO

Si è tenuto a Roma, in data 20 ottobre 2014, il primo incontro relativo alla procedura di licenziamento collettivo ex legge 223/1991 aperta dalla LIOMATIC S.p.a.; nella lettera di avvio della procedura l’azienda ha dichiarato un esubero pari a 151 unità.
L’azienda, che opera prevalentemente nel campo della distribuzione automatica di bevande, ha illustrato brevemente la propria evoluzione, contrassegnata prima da un periodo di espansione al di fuori della propria regione di riferimento (l’Umbria), poi da una fase di rallentamento dovuta alla più generale crisi economica del Paese, con diminuzione dei volumi di fatturato.

L’azienda ha dichiarato, anche a fronte delle previsioni di bilancio non positive per il 2014, di aver per tempo cominciato un’azione di “messa in sicurezza”, con cessione di assetti su territori non più strategici, ridimensionamento degli organici a cominciare dalle figure apicali, riduzione di spese.

In ultimo ha deciso di formalizzare la procedura di mobilità, con un esubero dichiarato di 151 unità su un organico complessivo di 609 dipendenti.

L’azienda ha infine dichiarato al tavolo che il pacchetto di maggioranza della proprietà (in capo alla famiglia Caporali) non ha intenzione di cedere le attività; intende invece realizzare un fitto di ramo d’azienda, nell’ambito di un perimetro limitato, come una delle soluzioni per la “messa in sicurezza” dell’impresa.

Da parte nostra abbiamo rilevato la necessità di approfondire il piano industriale e le iniziative che possono dare futuro e garanzia dell’occupazione. Il bilancio 2013 pare essersi chiuso ancora in utile.

Abbiamo chiesto che nel corso del prossimo incontro siano approfonditi i temi relativi agli organici complessivi e alla loro composizione (tipologie contrattuali, livelli di inquadramento…), all’organizzazione del lavoro (mansioni, ore supplementari, ore straordinari…); la dichiarazione di esubero da parte aziendale è al momento generica e insufficientemente argomentata.

E’ stato altresì richiesto di avere visibilità delle operazioni che in un immediato futuro possano dare avvio a procedure ex art. 47 L. 428/90 relative al gruppo Liomatic.

Abbiamo comunque evidenziato la pesantezza dell’impatto sociale della procedura e fin da subito precisato l’intenzione di salvaguardare gli assetti occupazionali anche prendendo in considerazione il ricorso agli ammortizzatori sociali. A questo proposito va segnalato che non tutta la popolazione aziendale può usufruire degli stessi strumenti, per via della diversa posizione assicurativa attribuita dall’INPS.
Abbiamo convenuto circa la necessità di dare spazio e tempo allo sviluppo del confronto tra le parti, prevedendo un “allungamento” della fase sindacale (i 45 giorni iniziali), non conteggiando le domeniche; il prossimo incontro, fissato per il 5 novembre a Roma, si deve dunque ancora intendere nell’ambito della fase “sindacale” della procedura.

p. FILCAMS CGIL Nazionale
Massimo Mensi