Category Archives: Lidl-Italia

Roma, 6 luglio 2018

In considerazione di quanto stabilito nel contesto del coordinamento nazionale del 22 giugno u.s., siamo a confermarvi la proclamazione di una giornata di sciopero per il prossimo 13 luglio e la contestuale organizzazione di due iniziative, presso i magazzini di Massa Lombarda, in provincia di Ravenna, e di Pontedera, in provincia di Pisa.

L’inizio dei presidi è previsto per le ore 5:00 del mattino, con la presenza iniziale, tra le ore 5:00 e le ore 9:00, garantita dalle strutture regionali di riferimento (Emilia Romagna e Toscana) e le relative strutture territoriali; dalle ore 9:00/9:30 dovrà essere prevista la partecipazione delle delegazioni provenienti dalle altre regioni. In considerazione della possibile presenza di stampa ed organi di informazione si rende necessario sostenere la massima partecipazione tra le ore 9:30 e le ore 12:00.

Entro lunedì 9 luglio p.v. invitiamo le strutture regionali, ai fini di una prima verifica organizzativa, a farci pervenire un aggiornamento rispetto alla consistenza delle delegazioni provenienti dai territori.

Indicazioni logistiche per raggiungere i presidi:

Massa Lombarda: uscita autostrada A14 Imola, all’uscita mantenere la destra evitando la rotonda direzione Massa Lombarda, procedere per 9 km fino a raggiungimento, sulla destra, dell’hotel Selice, quindi svoltare a destra su via Trebeghino e alla successiva rotonda a sinistra, procedere per 100 mt. circa ed arrivo a destinazione; essendo zona industriale, facilità di parcheggio 500 mt. più avanti dell’entrata merci della Lidl, con presenza di area dove è possibile sostare.
Pontedera: dalla strada di grande comunicazione FI-PI-LI, da entrambe le direzioni, prendere l’uscita Pontedera-Ponsacco, alla rotonda successiva all’uscita, prendere la seconda uscita (strada di Patto), alla prima rotonda prendere la seconda uscita ed entrare in via dell’Industria, proseguire dritto su via dell’Industria per due rotonde; alla terza rotonda, prendere la prima uscita; proseguire dritto per una rotonda, fino all’incrocio con via Alberto Carpi; girando a destra, arrivo al magazzino.

Al fine di caratterizzare le iniziative invitiamo inoltre le delegazioni di dotarsi preventivamente di bandiere, cappellini, magliette e quant’altro possa porre in risalto la presenza della Filcams al presidio.
Ulteriori informazioni organizzative verranno fornite nel contesto della riunione in videoconferenza convocata per lunedì 9 luglio p.v., dalle 17:00 alle 18:30 (nota 05/07/18).


p. La Filcams CGIL Nazionale
Giovanni Dalò

Roma, 26 giugno 2018

Il 22 giugno u.s., dopo gli incontri del 7 e 14 giugno, si è rotto definitivamente il negoziato con la direzione aziendale Lidl ai fini del “recupero” del rinnovo separato del Contratto Integrativo Aziendale
sottoscritto senza la Filcams lo scorso 6 marzo.

Nell’ultimo incontro l’azienda, modificando ancora una volta il proprio orientamento, ha assunto una posizione di complessiva indisponibilità ad entrare nel merito delle nostre richieste, limitandosi a considerare sostenibile la formalizzazione di una sorta di clausola di disapplicazione, rivolta ai soli iscritti Filcams, relativamente a quanto previsto dal CIA in tema di part time e regime di flessibilità, in deroga al CCNL ed ai sensi dell’art. 8 L. 148/2011. Secondo quanto sostenuto dall’impresa peraltro, tale proposta sarebbe stata comunque subordinata all’eventuale disponibilità da parte delle OO.SS. sottoscrittrici del CIA a riaprire la trattativa e a “consentirne” la sigla alla Filcams con l’inserimento di suddetta clausola.

Rispetto agli altri temi posti (definizione di una disciplina relativa al consolidamento orario, valutazione dei presupposti circa la previsione di un sistema di incentivazione variabile, recupero di quanto
modificato in materia di regolamentazione del lavoro domenicale), l’azienda, nonostante reiterate sollecitazioni da parte nostra, non è stata nelle condizioni di definire alcuna posizione se non in termini
dilatori e di estrema approssimazione.

Anche in considerazione del complessivo andamento di questa fase del negoziato e, in particolar modo, dell’esito dell’ultimo incontro, si conferma una valutazione di grave inaffidabilità in ordine alla condotta aziendale e, nei fatti, alcuna volontà da parte della stessa a prevedere il mantenimento di (corrette) relazioni sindacali, senz’altro nei rapporti con la Filcams.

A margine dell’incontro, il coordinamento Filcams delle strutture e dei delegati Lidl ha ritenuto, dopo la fase di temporanea sospensione, di riavviare la mobilitazione, proclamando una prima giornata di sciopero per il prossimo 13 luglio e prevedendo la contestuale organizzazione di due iniziative, presso i magazzini di Massa Lombarda, in provincia di Ravenna, e di Pontedera, in provincia di Pisa.

Vi anticipiamo che, dalla giornata di domani, sarà cura della struttura nazionale riprendere la campagna di comunicazione, già avviata dal mese di marzo, al fine di dare la massima visibilità alla vertenza
Lidl e sostenere, anche dal punto di vista mediatico, le previste iniziative.

Seguirà nota di aggiornamento con i termini di convocazione del prossimo coordinamento e le informazioni organizzative e logistiche relative allo sciopero e alle iniziative del 13 luglio.

p. Segreteria Filcams-CGIL Naz.le p. Filcams-CGIL Naz.le
Fabrizio Russo Giovanni Dalò

Roma, 7 giugno 2018

Si è tenuto oggi il previsto incontro con la direzione aziendale Lidl per discutere della richiesta avanzata dalla Filcams di riapertura della trattativa relativamente al rinnovo del Contratto Integrativo Aziendale sottoscritto separatamente lo scorso 6 marzo.

Nel corso della riunione abbiamo ribadito le motivazioni per le quali la Filcams ritiene non ci siano le condizioni per la sigla dell’accordo, confermando la necessità, anche in considerazione di quanto condiviso nella piattaforma presentata all’azienda:

di definire una disciplina relativa al consolidamento orario,
di valutare i presupposti circa la previsione di un sistema di incentivazione variabile,
di superare quanto previsto in tema di part time sperimentale e regime di flessibilità,
di ristabilire quanto modificato in materia di regolamentazione del lavoro domenicale.

Abbiamo inoltre sollecitato l’azienda a precisare i termini della disponibilità avanzata nella comunicazione inviata lo scorso 1 giugno, in risposta alla richiesta della Filcams di riapertura del negoziato, ribadendo che la sospensione dell’avvio della mobilitazione e della proclamazione dello sciopero è da intendersi subordinata ad avanzamenti sostanziali e tempestivi rispetto alle problematiche poste.

In considerazione dell’andamento della discussione, l’azienda si è riservata di effettuare ulteriori approfondimenti volti a verificare le condizioni per la definizione di una posizione complessivamente sostenibile, confermando l’impegno a programmare il prossimo incontro in data da individuarsi nel corso della settimana entrante. Sarà nostra cura aggiornarvi tempestivamente circa i termini di calendarizzazione della prevista riunione.

p. Segreteria Filcams-CGIL Naz.le p. Filcams-CGIL Naz.le
Fabrizio Russo Giovanni Dalò

Vertenza Lidl: quando un contratto integrativo (separato) peggiora le condizioni di lavoro

Lo scorso 6 marzo la Filcams Cgil ha ritenuto non ci fossero le condizioni per siglare il rinnovo del contratto integrativo aziendale Lidl Italia, sottoscritto invece da Fisascat Cisl e Uiltucs.
L’accordo firmato si discosta infatti in modo rilevante da quanto condiviso e definito nella piattaforma predisposta e presentata unitariamente all’azienda all’avvio del negoziato. Una trattativa durata due anni, nel contesto della quale, come Filcams, abbiamo cercato, con estrema difficoltà, di tutelare i diritti e gli interessi delle lavoratrici e dei lavoratori, con l’obiettivo innanzitutto di “consegnare” loro un accordo integrativo che valorizzasse il fondamentale contributo apportato dai dipendenti ai fini dei considerevoli risultati raggiunti in questi anni dall’impresa in termini di fatturato ed utili.

Parte rilevante dei contenuti che caratterizzano il rinnovo siglato dall’azienda con Fisascat e Uiltucs desta invece perplessità e preoccupazione, avendo tra l’altro ritenuto le parti che lo hanno sottoscritto di definire, nell’ambito di un contratto integrativo che avrebbe dovuto migliorare quanto previsto dal CCNL, importanti deroghe allo stesso in materia di flessibilità.
L’azienda, mantenendo una posizione di ingiustificabile rigidità, si è rifiutata di prendere in considerazione quanto reiteratamente richiesto e proposto dalla Filcams nel corso della trattativa, a partire dalla rimozione dal confronto di qualsiasi riferimento all’articolo 8 della Legge 148 del 2011, che consente alle aziende (e consentirà a Lidl!) di derogare al CCNL e alla legge, determinando un forte peggioramento delle condizioni di lavoro per i propri dipendenti.

Anche la richiesta di definire un “sistema” che disciplinasse finalmente l’annosa questione del consolidamento dell’orario di lavoro non è stata accolta. L’accordo siglato introduce infatti una sorta di sperimentazione, che coinvolge un numero limitato di lavoratori, per un aumento di ore settimanali non certo rilevante, al quale si aggiunge, in modo del tutto negativo e penalizzante, quanto preteso dalla Lidl in materia di flessibilità. Una flessibilità incontrollata, che dà possibilità all’azienda di variare il numero delle ore lavorate settimanalmente e la loro collocazione temporale ed è regolata in attuazione degli stessi criteri e meccanismi di distribuzione dell’orario di lavoro previsti per i lavoratori a tempo pieno. Di fatto, con l’accordo siglato il 6 marzo si consente all’azienda, a fronte di un minimo incremento orario, di decidere arbitrariamente gli orari in cui i lavoratori sono tenuti a prestare la propria attività, restando a totale disposizione di Lidl.

Non fosse sufficiente, l’impresa si è pregiudizialmente rifiutata di discutere di qualsiasi forma di incentivazione variabile; dall’inizio del negoziato Lidl ha infatti preteso di escludere dal confronto la definizione di un premio di produttività. Pur in una situazione economica nettamente positiva, l’azienda si è resa disponibile, peraltro in termini non meglio precisati e di estrema approssimazione come si evince dal testo sottoscritto, ad affrontare soltanto il tema del welfare aziendale.

Le contrarietà, le perplessità, le preoccupazioni e, in ultimo, la decisione di non sottoscrivere l’ipotesi d’accordo da parte della Filcams sono state più volte argomentate e motivate durante la trattativa; gli elementi peggiorativi e penalizzanti prevalgono senz’altro rispetto a quanto è stato positivamente definito nel contratto ai fini di un effettivo miglioramento della situazione dei dipendenti all’interno dei punti di vendita.
Con la firma separata del 6 marzo, l’azienda, estromettendo dal confronto la Filcams, organizzazione sindacale anche in questo contesto senz’altro maggiormente rappresentativa, non solo ha mantenuto una condotta grave ed inaccettabile, ma ha perso l’ennesima opportunità di condividere con i lavoratori, che ne sono i principali artefici, i risultati della straordinaria fase di sviluppo che sta attraversando. Un segnale di disattenzione e disinteresse nei confronti dei propri dipendenti che non ha giustificazione.

Nei prossimi giorni l’impegno della Filcams sarà rivolto al massimo coinvolgimento dei lavoratori Lidl, attraverso la convocazione di assemblee ed attivi, al fine di discutere e chiarire nel dettaglio la gravità dei contenuti dell’accordo sottoscritto e definire iniziative che consentano un recupero della difficile situazione che i firmatari dell’accordo hanno determinato.

Roma, 7 marzo 2018

Vertenza Lidl: quando un contratto integrativo (separato) peggiora le condizioni di lavoro

Lo scorso 6 marzo la Filcams Cgil ha ritenuto non ci fossero le condizioni per siglare il rinnovo del contratto integrativo aziendale Lidl Italia, sottoscritto invece da Fisascat Cisl e Uiltucs.
L’accordo firmato si discosta infatti in modo rilevante da quanto condiviso e definito nella piattaforma predisposta e presentata unitariamente all’azienda all’avvio del negoziato. Una trattativa durata due anni, nel contesto della quale, come Filcams, abbiamo cercato, con estrema difficoltà, di tutelare i diritti e gli interessi delle lavoratrici e dei lavoratori, con l’obiettivo innanzitutto di “consegnare” loro un accordo integrativo che valorizzasse il fondamentale contributo apportato dai dipendenti ai fini dei considerevoli risultati raggiunti in questi anni dall’impresa in termini di fatturato ed utili.

Parte rilevante dei contenuti che caratterizzano il rinnovo siglato dall’azienda con Fisascat e Uiltucs desta invece perplessità e preoccupazione, avendo tra l’altro ritenuto le parti che lo hanno sottoscritto di definire, nell’ambito di un contratto integrativo che avrebbe dovuto migliorare quanto previsto dal CCNL, importanti deroghe allo stesso in materia di flessibilità.
L’azienda, mantenendo una posizione di ingiustificabile rigidità, si è rifiutata di prendere in considerazione quanto reiteratamente richiesto e proposto dalla Filcams nel corso della trattativa, a partire dalla rimozione dal confronto di qualsiasi riferimento all’articolo 8 della Legge 148 del 2011, che consente alle aziende (e consentirà a Lidl!) di derogare al CCNL e alla legge, determinando un forte peggioramento delle condizioni di lavoro per i propri dipendenti.

Anche la richiesta di definire un “sistema” che disciplinasse finalmente l’annosa questione del consolidamento dell’orario di lavoro non è stata accolta. L’accordo siglato introduce infatti una sorta di sperimentazione, che coinvolge un numero limitato di lavoratori, per un aumento di ore settimanali non certo rilevante, al quale si aggiunge, in modo del tutto negativo e penalizzante, quanto preteso dalla Lidl in materia di flessibilità. Una flessibilità incontrollata, che dà possibilità all’azienda di variare il numero delle ore lavorate settimanalmente e la loro collocazione temporale ed è regolata in attuazione degli stessi criteri e meccanismi di distribuzione dell’orario di lavoro previsti per i lavoratori a tempo pieno. Di fatto, con l’accordo siglato il 6 marzo si consente all’azienda, a fronte di un minimo incremento orario, di decidere arbitrariamente gli orari in cui i lavoratori sono tenuti a prestare la propria attività, restando a totale disposizione di Lidl.

Non fosse sufficiente, l’impresa si è pregiudizialmente rifiutata di discutere di qualsiasi forma di incentivazione variabile; dall’inizio del negoziato Lidl ha infatti preteso di escludere dal confronto la definizione di un premio di produttività. Pur in una situazione economica nettamente positiva, l’azienda si è resa disponibile, peraltro in termini non meglio precisati e di estrema approssimazione come si evince dal testo sottoscritto, ad affrontare soltanto il tema del welfare aziendale.

Le contrarietà, le perplessità, le preoccupazioni e, in ultimo, la decisione di non sottoscrivere l’ipotesi d’accordo da parte della Filcams sono state più volte argomentate e motivate durante la trattativa; gli elementi peggiorativi e penalizzanti prevalgono senz’altro rispetto a quanto è stato positivamente definito nel contratto ai fini di un effettivo miglioramento della situazione dei dipendenti all’interno dei punti di vendita.
Con la firma separata del 6 marzo, l’azienda, estromettendo dal confronto la Filcams, organizzazione sindacale anche in questo contesto senz’altro maggiormente rappresentativa, non solo ha mantenuto una condotta grave ed inaccettabile, ma ha perso l’ennesima opportunità di condividere con i lavoratori, che ne sono i principali artefici, i risultati della straordinaria fase di sviluppo che sta attraversando. Un segnale di disattenzione e disinteresse nei confronti dei propri dipendenti che non ha giustificazione.

Nei prossimi giorni l’impegno della Filcams sarà rivolto al massimo coinvolgimento dei lavoratori Lidl, attraverso la convocazione di assemblee ed attivi, al fine di discutere e chiarire nel dettaglio la gravità dei contenuti dell’accordo sottoscritto e definire iniziative che consentano un recupero della difficile situazione che i firmatari dell’accordo hanno determinato.

Roma, 7 marzo 2018

Vertenza Lidl: quando un contratto integrativo (separato) peggiora le condizioni di lavoro

Lo scorso 6 marzo la Filcams Cgil ha ritenuto non ci fossero le condizioni per siglare il rinnovo del contratto integrativo aziendale Lidl Italia, sottoscritto invece da Fisascat Cisl e Uiltucs.
L’accordo firmato si discosta infatti in modo rilevante da quanto condiviso e definito nella piattaforma predisposta e presentata unitariamente all’azienda all’avvio del negoziato. Una trattativa durata due anni, nel contesto della quale, come Filcams, abbiamo cercato, con estrema difficoltà, di tutelare i diritti e gli interessi delle lavoratrici e dei lavoratori, con l’obiettivo innanzitutto di “consegnare” loro un accordo integrativo che valorizzasse il fondamentale contributo apportato dai dipendenti ai fini dei considerevoli risultati raggiunti in questi anni dall’impresa in termini di fatturato ed utili.

Parte rilevante dei contenuti che caratterizzano il rinnovo siglato dall’azienda con Fisascat e Uiltucs desta invece perplessità e preoccupazione, avendo tra l’altro ritenuto le parti che lo hanno sottoscritto di definire, nell’ambito di un contratto integrativo che avrebbe dovuto migliorare quanto previsto dal CCNL, importanti deroghe allo stesso in materia di flessibilità.
L’azienda, mantenendo una posizione di ingiustificabile rigidità, si è rifiutata di prendere in considerazione quanto reiteratamente richiesto e proposto dalla Filcams nel corso della trattativa, a partire dalla rimozione dal confronto di qualsiasi riferimento all’articolo 8 della Legge 148 del 2011, che consente alle aziende (e consentirà a Lidl!) di derogare al CCNL e alla legge, determinando un forte peggioramento delle condizioni di lavoro per i propri dipendenti.

Anche la richiesta di definire un “sistema” che disciplinasse finalmente l’annosa questione del consolidamento dell’orario di lavoro non è stata accolta. L’accordo siglato introduce infatti una sorta di sperimentazione, che coinvolge un numero limitato di lavoratori, per un aumento di ore settimanali non certo rilevante, al quale si aggiunge, in modo del tutto negativo e penalizzante, quanto preteso dalla Lidl in materia di flessibilità. Una flessibilità incontrollata, che dà possibilità all’azienda di variare il numero delle ore lavorate settimanalmente e la loro collocazione temporale ed è regolata in attuazione degli stessi criteri e meccanismi di distribuzione dell’orario di lavoro previsti per i lavoratori a tempo pieno. Di fatto, con l’accordo siglato il 6 marzo si consente all’azienda, a fronte di un minimo incremento orario, di decidere arbitrariamente gli orari in cui i lavoratori sono tenuti a prestare la propria attività, restando a totale disposizione di Lidl.

Non fosse sufficiente, l’impresa si è pregiudizialmente rifiutata di discutere di qualsiasi forma di incentivazione variabile; dall’inizio del negoziato Lidl ha infatti preteso di escludere dal confronto la definizione di un premio di produttività. Pur in una situazione economica nettamente positiva, l’azienda si è resa disponibile, peraltro in termini non meglio precisati e di estrema approssimazione come si evince dal testo sottoscritto, ad affrontare soltanto il tema del welfare aziendale.

Le contrarietà, le perplessità, le preoccupazioni e, in ultimo, la decisione di non sottoscrivere l’ipotesi d’accordo da parte della Filcams sono state più volte argomentate e motivate durante la trattativa; gli elementi peggiorativi e penalizzanti prevalgono senz’altro rispetto a quanto è stato positivamente definito nel contratto ai fini di un effettivo miglioramento della situazione dei dipendenti all’interno dei punti di vendita.
Con la firma separata del 6 marzo, l’azienda, estromettendo dal confronto la Filcams, organizzazione sindacale anche in questo contesto senz’altro maggiormente rappresentativa, non solo ha mantenuto una condotta grave ed inaccettabile, ma ha perso l’ennesima opportunità di condividere con i lavoratori, che ne sono i principali artefici, i risultati della straordinaria fase di sviluppo che sta attraversando. Un segnale di disattenzione e disinteresse nei confronti dei propri dipendenti che non ha giustificazione.

Nei prossimi giorni l’impegno della Filcams sarà rivolto al massimo coinvolgimento dei lavoratori Lidl, attraverso la convocazione di assemblee ed attivi, al fine di discutere e chiarire nel dettaglio la gravità dei contenuti dell’accordo sottoscritto e definire iniziative che consentano un recupero della difficile situazione che i firmatari dell’accordo hanno determinato.

Roma, 7 marzo 2018

Vertenza Lidl: quando un contratto integrativo (separato) peggiora le condizioni di lavoro

Lo scorso 6 marzo la Filcams Cgil ha ritenuto non ci fossero le condizioni per siglare il rinnovo del contratto integrativo aziendale Lidl Italia, sottoscritto invece da Fisascat Cisl e Uiltucs.
L’accordo firmato si discosta infatti in modo rilevante da quanto condiviso e definito nella piattaforma predisposta e presentata unitariamente all’azienda all’avvio del negoziato. Una trattativa durata due anni, nel contesto della quale, come Filcams, abbiamo cercato, con estrema difficoltà, di tutelare i diritti e gli interessi delle lavoratrici e dei lavoratori, con l’obiettivo innanzitutto di “consegnare” loro un accordo integrativo che valorizzasse il fondamentale contributo apportato dai dipendenti ai fini dei considerevoli risultati raggiunti in questi anni dall’impresa in termini di fatturato ed utili.

Parte rilevante dei contenuti che caratterizzano il rinnovo siglato dall’azienda con Fisascat e Uiltucs desta invece perplessità e preoccupazione, avendo tra l’altro ritenuto le parti che lo hanno sottoscritto di definire, nell’ambito di un contratto integrativo che avrebbe dovuto migliorare quanto previsto dal CCNL, importanti deroghe allo stesso in materia di flessibilità.
L’azienda, mantenendo una posizione di ingiustificabile rigidità, si è rifiutata di prendere in considerazione quanto reiteratamente richiesto e proposto dalla Filcams nel corso della trattativa, a partire dalla rimozione dal confronto di qualsiasi riferimento all’articolo 8 della Legge 148 del 2011, che consente alle aziende (e consentirà a Lidl!) di derogare al CCNL e alla legge, determinando un forte peggioramento delle condizioni di lavoro per i propri dipendenti.

Anche la richiesta di definire un “sistema” che disciplinasse finalmente l’annosa questione del consolidamento dell’orario di lavoro non è stata accolta. L’accordo siglato introduce infatti una sorta di sperimentazione, che coinvolge un numero limitato di lavoratori, per un aumento di ore settimanali non certo rilevante, al quale si aggiunge, in modo del tutto negativo e penalizzante, quanto preteso dalla Lidl in materia di flessibilità. Una flessibilità incontrollata, che dà possibilità all’azienda di variare il numero delle ore lavorate settimanalmente e la loro collocazione temporale ed è regolata in attuazione degli stessi criteri e meccanismi di distribuzione dell’orario di lavoro previsti per i lavoratori a tempo pieno. Di fatto, con l’accordo siglato il 6 marzo si consente all’azienda, a fronte di un minimo incremento orario, di decidere arbitrariamente gli orari in cui i lavoratori sono tenuti a prestare la propria attività, restando a totale disposizione di Lidl.

Non fosse sufficiente, l’impresa si è pregiudizialmente rifiutata di discutere di qualsiasi forma di incentivazione variabile; dall’inizio del negoziato Lidl ha infatti preteso di escludere dal confronto la definizione di un premio di produttività. Pur in una situazione economica nettamente positiva, l’azienda si è resa disponibile, peraltro in termini non meglio precisati e di estrema approssimazione come si evince dal testo sottoscritto, ad affrontare soltanto il tema del welfare aziendale.

Le contrarietà, le perplessità, le preoccupazioni e, in ultimo, la decisione di non sottoscrivere l’ipotesi d’accordo da parte della Filcams sono state più volte argomentate e motivate durante la trattativa; gli elementi peggiorativi e penalizzanti prevalgono senz’altro rispetto a quanto è stato positivamente definito nel contratto ai fini di un effettivo miglioramento della situazione dei dipendenti all’interno dei punti di vendita.
Con la firma separata del 6 marzo, l’azienda, estromettendo dal confronto la Filcams, organizzazione sindacale anche in questo contesto senz’altro maggiormente rappresentativa, non solo ha mantenuto una condotta grave ed inaccettabile, ma ha perso l’ennesima opportunità di condividere con i lavoratori, che ne sono i principali artefici, i risultati della straordinaria fase di sviluppo che sta attraversando. Un segnale di disattenzione e disinteresse nei confronti dei propri dipendenti che non ha giustificazione.

Nei prossimi giorni l’impegno della Filcams sarà rivolto al massimo coinvolgimento dei lavoratori Lidl, attraverso la convocazione di assemblee ed attivi, al fine di discutere e chiarire nel dettaglio la gravità dei contenuti dell’accordo sottoscritto e definire iniziative che consentano un recupero della difficile situazione che i firmatari dell’accordo hanno determinato.

Roma, 7 marzo 2018

Roma, 5 luglio 2017

Nella giornata di martedì 27 giugno 2017 si è tenuto un coordinamento interaziendale che ha visto la partecipazione di delegate e delegati Filcams che operano nel settore dei Discount presenti su tutto il territorio Italiano con le maggiori insegne: Lidl, Eurospin, MD, Dico e Penny Market.

Negli ultimi anni il settore dei Discount, a differenza della restante parte della GDO, non sta complessivamente risentendo dei problemi che la crisi economica e il cambiamento del modo di fare la spesa delle famiglie italiana hanno causato, anzi sta registrando continui aumenti delle vendite con consistenti rialzi di fatturato e continui incrementi di quote di mercato. Alcune insegne hanno anche intrapreso un percorso di grande trasformazione che li sta portando ad essere sempre più simili al sistema di vendita della GDO. Oltre a questi due fattori la crescita del settore Discount è dovuta però anche al costo bassissimo del personale che le varie Società riescono ad avere. Infatti questo repentino quanto positivo cambiamento che sta subendo il settore non va di pari passo il cambiamento nella gestione del personale poiché, ancor oggi, con alcuni distinguo, vi sono diritti e problematiche strettamente riguardanti il personale che continua ad essere gestito ancora in modo “Discount”. L’incontro di oggi rientra appunto in un percorso di scambio reciproco di esperienze e condivisioni di quanto messo in atto dalla Filcams sui vari territori per la tutela dei diritti delle lavoratrici e lavoratori.

Nella prima giornata il coordinamento si è dedicato principalmente all’esame delle condizioni di lavoro esistenti attualmente nelle Società, effettuando un’analisi accurata ed approfondita con testimonianze dirette; testimonianze che hanno evidenziato sostanziali diversità tra le varie insegne, diversità che chiaramente necessitano di azioni specifiche di tutela sindacale. Durante i lavori si è anche cercato di caratterizzare il settore condividendo e ricercando un unico comune denominatore a cui far fronte e sul quale la Filcams abbia una linea di azione ben precisa.

Ora, in considerazione della complessa ed approfondita discussione e per non tralasciare nulla al caso, i delegati e delegate della Filcams Cgil si incontreranno nuovamente nel mese di settembre per il prosieguo della discussione.

p.la Filcams Cgil Nazionale
F. Russo – G. Dalò

Roma, 2 febbraio 2017

Così come stabilito, nella giornata di giovedì 1 febbraio 2017 si è svolto l’incontro in ristretta con la Società Lidl per il prosieguo della trattativa sul rinnovo del contratto Integrativo Aziendale.

I punti oggetto della discussione erano essenzialmente due:

- Part-Time/Consolidamento orario contrattuale;

- precisazioni e chiarimenti sul capitolo Welfare Contrattuale.

Prima di iniziare la discussione dei punti all’ordine del giorno la Società ha comunicato che nei prossimi giorni le Segreterie delle OO.SS. Territoriali saranno contattate o avvisate in merito alla rimodulazione degli orari d’apertura. A tal proposito abbiamo sensibilizzato la Società invitandola a non effettuare una semplice comunicazione ma a coinvolgere le strutture in questo processo al fine di valutare le ricadute che ne conseguono con particolare attenzione alla conciliazione dei tempi vita/lavoro, oltreché all’aspetto sicurezza in considerazione dell’allungamento degli orari di chiusura dei punti vendita. L’azienda ha recepito le nostre osservazioni comunicando la disponibilità ad incontrare le OO.SS. che ne faranno richiesta.

Archiviata temporaneamente la problematica degli orari di apertura si è passati a discutere di Welfare Aziendale e qui, come Filcams, abbiamo evidenziato alla Società che quanto prospettato la volta scorsa non è del tutto soddisfacente e che per renderlo fruibile ad una platea sempre più ampia e non rientrare in casistiche di cui nessun lavoratore vuol far parte si è chiesto all’azienda di inserire nel pacchetto Sanità anche le visite/cure per le malattie muscolo/scheletriche, patologie a cui i lavoratori sono più soggetti in quanto l’attività svolta ne favorisce l’insorgenza. Inoltre è stato chiesto alla Società di intervenire sul costo sostenuto dalle lavoratrici e dai lavoratori per le visite mediche effettuate in regime di intramœnia. L’azienda ha accolto le nostre istanze dichiarando la propria disponibilità a interessare Unisalute per una valutazione di quanto da noi proposto.

Quindi si è passati alla discussione dell’aumento contrattuale attraverso il consolidamento dell’orario di lavoro e su questo tema la Società, il 30 gennaio u.s., ha inviato alle OO.SS. la bozza di probabile accordo. Nella bozza la Società ha formalizzato la sua idea di aumento ore ma, a fronte di un incremento ore di tipo sperimentale per 12 mesi la Società chiede al lavoratore che accetta tale condizione una sfrenata flessibilità indicando addirittura anche i siti dove effettuare la sperimentazione che, non a caso, sono i magazzini di Molfetta e Mister Bianco, magazzini in cui la Società ha già effettuato questo tipo di operazioni, in modo unilaterale e senza nessun confronto preventivo.

Come Filcams abbiamo immediatamente mosso una contestazione alla Società che non ha voluto ascoltare; abbiamo ribadito quanto più volte già evidenziato al tavolo della trattativa in materia di Part-Time. In particolare la nostra contestazione si attestava sulla scelta della platea che considerare ristrettissima è forse tanto poiché la stessa è limitata unicamente a due magazzini, chiaramente non a tutti i dipendenti di queste due unità produttive. La nostra richiesta invece è stata quella di aprire questo tipo di “sperimentazione” ad una platea più ampia che abbraccia sia i magazzini che le filiali e, nello specifico, abbiamo chiesto alla Direzione della Società di conoscere le realtà che nei 12 mesi precedenti hanno effettuato un numero consistente di ore di straordinario e che quindi sicuramente potevano far parte di questa sperimentazione.

L’azienda ha risposto in modo secco e negativo come al solito, mantenendo la propria posizione e affermando che quanto proposto da loro è fattibile e che non vogliono fare operazioni di aumento di ore lavorative che poi col passare del tempo devono necessariamente rivedere al ribasso. Vista questa irremovibilità abbiamo ribadito che come Filcams non siamo disposti a ratificare semplicemente come un "atto notarile” quello che l’azienda ha già messo in atto. Non è nello stile della Filcams accettare passivamente quanto stabilito al tavolo di un Rinnovo di Contratto Integrativo Aziendale. Come Filcams abbiamo tralasciato solo monetariamente, preciso solo monetariamente, tutta la normativa in materia di flessibilità richiesta dalla Società non per inosservanza, ma solo perché ci interessava registrare prima la posizione aziendale rispetto all’ampliamento della platea che può usufruire di questa “sperimentazione”.

Le parti hanno rimandato tutto ad un ulteriore incontro in forma plenaria che si terrà il giorno 28 febbraio p.v., incontro in cui ci sarà sicuramente un nuovo confronto sul tema dopo la riflessione a seguito delle reciproche posizioni .

Come già a vostra conoscenza lunedi 6 febbraio, alle ore 15,30, si terrà una videoconferenza per argomentare meglio quanto accaduto e, successivamente alla videoconferenza e prima dell’incontro in plenaria, vi chiedo di programmare un piano di assemblee nei centri distributivi e filiali delle sedi Lidl per raccogliere le volontà dei nostri iscritti e di tutti i lavoratori interessati da questo Integrativo.

p. La Filcams CGIL Nazionale

Roma, 7 settembre 2016

Cosi come concordato, nella giornata di giovedì 1 settembre 2016, si è svolto il programmato incontro in ristretta con la società Lidl per il prosieguo della trattativa sul rinnovo del Contratto Integrativo Aziendale. Dopo gli ultimi incontri, nel corso dei quali abbiamo ampiamente esposto le ns. richieste rivenienti dalla piattaforma presentata, ci saremmo aspettati come Organizzazione Sindacale che proprio in previsione di questo incontro l’azienda avesse prodotto delle bozze di testi su cui iniziare una profonda riflessione, ma niente è stato fatto a proposito. L’azienda infatti in apertura dell’incontro ha voluto nuovamente riassumere quanto già discusso a grandi linee, per assottigliare e declinare meglio, a loro dire, quanto più volte ribadito tra le parti, capitolo per capitolo.
Come Filcams abbiamo contestato alla Società la mancata produzione di testi oltre a evidenziare che riepilogare nuovamente quanto già più volte affermato era un inutile allungamento dei tempi, che comportava inevitabili fraintendimenti sulle reali volontà di proseguimento della discussione per il rinnovo dell’integrativo, poiché per un corretto confronto e prosieguo della trattativa i testi vanno profondamente analizzati e condivisi con le relative delegazioni, non solo quelle ristrette, ma ogni Organizzazione Sindacale necessita di una discussione interna con i propri associati. A sostegno e condivisione è intervenuta la Uiltucs ribadendo che il confronto non può continuare solo con dichiarazioni di volontà, pur apprezzando i numerosi punti dell’accordo dove esistono delle divergenze comuni.
Al fine comunque di rendere proficua la giornata di lavoro si è deciso di proseguire la riunione, l’azienda ha proseguito confermando, in merito al capito delle Relazioni Sindacali, la disponibilità ad effettuare un incontro annuo a livello di Direzione Regionale per trattare tematiche di carattere generale; oltre ad incontrare le parti su richiesta esplicita. Sul tema di Salute e Sicurezza ampia disponibilità alla formazione di una Commissione composta da un componente per sigla sindacale, da tre RLS eletti e da tre componenti aziendali, Commissione che si riunirà per gestire le situazione tecniche che necessitano dell’intervento della Commissione stessa, la Società ha anche affermato si farà carico dei costi vivi per il funzionamento delle Commissione (come costi per lo spostamento degli R.L.S.)
In merito al Welfare Contrattuale l’azienda sostiene ancora una volta che è l’unico criterio che vuole adottare per venire incontro ai propri dipendenti, ipotizzando un ampliamento delle prestazioni che oggi il Fondo Est garantisce e, cosi come già detto nella precedente circolare, l’ipotesi allo studio è che si tratta di una misura facilmente usufruibile da tutti, oltre chiaramente da prevedere i “grandi e spiacevoli” eventi.
Come Filcams abbiamo nuovamente ribadito alla Società di non voler abbandonare l’idea di cercare una soluzione alternativa o in aggiunta che premia il lavoratore con retribuzione di fatto, mentre Uiltucs ha fortemente invitato la Società a riflettere sull’istituzione di una scontistica diretta al dipendente, anche perché la stessa agevolata dall’art. 51 del TUIR. A tal proposito il Responsabile Aziendale ha dichiarato che allo stato attuale non è possibile adottare questa tipologia di benefit perché di difficile gestione e non vorrebbero che una mal gestione produrrebbe una violazione della normativa fiscale.
In merito al capitolo delle Pari Opportunità, è stata la conferma dell’istituzione di una Commissione che vigila sulle problematiche e rimozioni di ogni ostacolo riguardante discriminazioni di genere, religione, nazionalità, omosessualità; nessuna difficoltà a trovare soluzioni riguardanti allargamento della casistica per usufruire di permessi; allungamento del periodo di assenza per malattie di lungo periodo; concordi sulla possibilità di donare ferie e/o permessi a colleghi in situazioni di grave difficoltà previo controllo delle modalità tecnico operativa e le modalità per evidenziare l’evento agli organi di previdenza e assistenza; Organizzazione del Lavoro, ancora una volta la Società ha rigettato la proposta delle OO.SS. di incrementare l’orario di lavoro in virtù del continuo utilizzo di lavoro supplementare, ribadendo il principio di non volersi “ingessare” in meccanismi automatici, mentre sarebbe propensa a valutare l’aumento dell’orario di lavoro non in modo strutturale, ma legato ad una sorta di flessibilità.
E’ chiaro che come Filcams e come OO.SS. abbiamo ribadito le nostre posizioni punto per punto posizioni già espresse nelle precedenti circolari al quale certamente non abbiamo abbandonato, ma prima di ogni considerazione è comunque necessario valutare i testi che verranno prodotti cosi da poter vedere bene come vengono declinate e le ricadute potrebbero conseguire, cosi da valutare la Società rispetto a tutte le dichiarazioni positive nei confronti dei propri dipendenti e di voler sottoscrivere un C.I.A. Nei prossimi giorni in previsione del programmato incontro del 12 c.m. l’azienda cosi come confermato dovrà anticiparci i testi.

p.la Filcams Cgil Nazionale
Giovanni Dalò

Roma, 27 aprile 2016

Testo Unitario

il giorno 19 aprile si è tenuto a Bologna il previsto incontro con la LIDL nell’ambito del confronto per il rinnovo del contratto integrativo aziendale.
Dopo aver completato l’approfondimento dei temi della piattaforma relativi ai capitoli del welfare aziendale, del premio e degli appalti, abbiamo chiesto all’azienda un primo giro di risposte alle nostre richieste e abbiamo espresso la necessità di dare un’accelerazione al confronto di merito.
L’azienda ha ricordato il proprio piano d’investimenti, quantificato in 300 milioni di euro, che tiene anche conto del prossimo ingresso sul mercato italiano di ALDI, competitore diretto di LIDL, che dovrebbe aprire con 50-100 negozi per poi proseguire in un significativo piano di sviluppo.
LIDL ha peraltro ribadito di muoversi sul mercato italiano in un’ottica di lungo periodo, con particolare attenzione alla produttività e con un progetto di rigenerazione del lay out dei negozi.
Sui temi della piattaforma l’azienda ha fornito alcune prime generiche risposte.
Se sul tema ad esempio della salute e della sicurezza LIDL ha fatto delle aperture, dichiarando la propria disponibilità a discutere di agibilità degli RLS, di formazione, di stress lavoro correlato, rimettendo mano a quanto precedentemente definito; sul capitolo delle relazioni sindacali si è limitata ad esprimere l’auspicio di una loro positiva evoluzione soprattutto a livello territoriale, senza però articolare impegni concreti.
Sul capitolo centrale dell’organizzazione del lavoro, l’azienda non è andata oltre ad affermazioni generiche circa il fatto di fare un ricorso contenuto, dal suo punto di vista, a tempi determinati e somministrati e di preferire la valorizzazione delle proprie risorse all’utilizzo di strumenti esterni. Nulla è stato detto sulle questioni per noi rilevanti – per citarne alcune – della programmazione degli orari, del consolidamento dei supplementari, della regolazione delle missioni e delle trasferte; è stata invece dichiarata una generica apertura alla discussione dei temi dell’organizzazione del lavoro e della conciliazione tempi di vita/tempi di lavoro.
Sul tema del welfare contrattuale l’azienda si è dichiarata disponibile al confronto ma anche attenta e preoccupata – e quindi meno disponibile – di fronte al “costo” delle nostre richieste di piattaforma sotto questo capitolo.
Per quanto concerne invece il tema del premio, l’azienda è stata netta nel dichiarare di non voler trattare l’introduzione di un meccanismo premiante, in quanto non rientrante nel “modello LIDL”.
Infine, sulla questione degli appalti, LIDL ha dichiarato di non aver pregiudiziali sul confronto.
A fronte di tutto ciò, dopo aver confermato le nostre richieste di piattaforma, abbiamo concordato con l’azienda di proseguire il confronto con tempi “rapidi”; abbiamo calendarizzato tre incontri in ristretta (gruppi di lavoro), su tutti i temi della piattaforma e un incontro successivo in plenaria; gli incontri in ristretta si terranno i giorni 13, 20 e 23 maggio, mentre l’incontro in plenaria è programmato per il giorno 30 maggio, alle ore 11.30, sempre a Bologna.

p. La Filcams CGIL Nazionale
G. Dalò

Roma, 1 marzo 2016


Testo unitario

il giorno 26 febbraio scorso si è tenuto a Bologna l’incontro con la direzione della Lidl Italia. Il confronto ha dato avvio alla fase per il rinnovo del contratto integrativo aziendale; le segreterie nazionali di Filcams Fisascat e Uiltucs hanno illustrato all’impresa i principali temi che intendono sviluppare nel corso del negoziato.
Dopo aver ricordato che in questi anni la Lidl ha proseguito nel suo percorso di crescita, con significativi investimenti, nuove aperture e incremento dell’occupazione (i dipendenti sono ad oggi circa 11.000), abbiamo espresso la volontà di fare un ulteriore salto di qualità nel sistema delle relazioni sindacali e nella valorizzazione del lavoro del personale; a tali obiettivi è finalizzata la trattativa che si è aperta.
Come indicato nella piattaforma consegnata alla Lidl, abbiamo chiesto che al centro del confronto siano poste le questioni relative alla salute e alla sicurezza, all’organizzazione e all’orario di lavoro, il welfare contrattuale e la partecipazione delle lavoratrici e dei lavoratori anche attraverso l’istituzione di un premio di risultato ed infine nella gestione degli appalti.
Dopo aver ricordato il proprio impegno nello sviluppo, concretizzato da nuove aperture anche nel corso del 2016, Lidl ha dichiarato di operare con una logica di “lungo periodo”; in tale prospettiva è disponibile a rendere migliori le relazioni sindacali e a confrontarsi sui temi da noi posti senza pregiudiziali di sorta, ma sui quali si riserva di fare le proprie valutazioni.
Abbiamo quindi concordato due nuove date per entrare nel merito dei temi posti in piattaforma; i prossimi incontri, sempre in plenaria, si svolgeranno il giorno 4 aprile alle ore 14.00 e il 19 aprile alle ore 11.00, entrambi a Bologna in sede che vi comunicheremo successivamente.
Infine, durante lo scorso incontro del 26 febbraio abbiamo richiesto alla direzione aziendale Lidl, di inviarci la dichiarazione del fornitore rispetto al modello di telecamera installato nei magazzini.
Abbiamo ricevuto il documento e pertanto, ve lo inoltriamo in allegato; contiene le caratteristiche tecniche del modello di telecamera utilizzato per le installazioni dei sistemi di videosorveglianza dei magazzini. Tale documento è già in possesso delle RSA.


p. La Filcams CGIL Nazionale
G. Dalò

Roma, 3 novembre 2015

Testo Unitario

si è svolto a Roma, il 26 ottobre u.s., il coordinamento unitario LIDL, con la presenza dei delegati e delle strutture territoriali di FILCAMS FISASCAT e UILTUCS.
Al centro della discussione sono stati posti i temi dell’andamento dell’azienda, delle relazioni sindacali, delle problematiche legate alle condizioni e all’organizzazione del lavoro.
La LIDL, in questi anni, ha continuato il suo percorso di crescita e di sviluppo in Italia, realizzando ulteriori investimenti e mettendone ulteriori a preventivo; si sono così aperti nuovi punti vendita e altri sono stati ristrutturati, introducendo anche nuovi servizi alla clientela.
La crescita di punti vendita e di fatturati ha anche determinato un incremento dell’occupazione; oggi LIDL ha circa 10.000 dipendenti.
Nel frattempo si è anche ampliata l’esposizione mediatica di LIDL, dalle campagne pubblicitarie alla sponsorizzazione della nazionale di calcio italiana.
LIDL ha peraltro assunto una posizione distinta rispetto alla maggioranza delle aziende della grande distribuzione organizzata in Italia (aderenti a Federdistribuzione): ha riconosciuto il rinnovo del CCNL Commercio sottoscritto in primavera con Confcommercio ed ha erogato gli incrementi salariali ivi previsti; inoltre ha continuato a mantenere i propri dipendenti iscritti al Fondo Est, garantendone le relative prestazioni.
La discussione ha evidenziato un quadro di relazioni sindacali più strutturato che non nel passato ma non omogeneo, con difficoltà in alcuni territori rispetto all’interlocuzione e alla soluzione delle problematiche prospettate.
A livello di punti vendita e di magazzini, i temi più sentiti continuano ad essere quelli legati all’organizzazione del lavoro e ai carichi di lavoro, ai presidi, anche tenuto conto della specificità del “modello” LIDL: organici, turni di lavoro, missioni e trasferte, salute e sicurezza.
E’ stato evidenziato come il tema della produttività e degli obiettivi aziendali di negozio si ripercuota negativamente sul personale in termini di cambiamento di turni ed orari di lavoro, di effettuazione di ore di supplementare e straordinario, di trasferte da negozio a negozio.
Alla luce di tutto questo, il coordinamento ha concordato circa la necessità di confrontarsi con l’azienda per un’ulteriore evoluzione delle relazioni sindacali e di avviare il percorso per il rinnovo dell’accordo sindacale sottoscritto con LIDL alla fine del 2009.
Le segreterie nazionali ed il coordinamento ritengono opportuno mettere al centro della discussione con l’azienda il miglioramento delle relazioni tra le parti a tutti i livelli e delle condizioni di lavoro del personale, intervenendo in particolare sui temi legati all’organizzazione del lavoro sopra ricordati, definendo strumenti di regolazione e di promozione della qualità del lavoro.
In questa tornata negoziale dovranno trovare sviluppo i temi della partecipazione delle lavoratrici e dei lavoratori, del riconoscimento del contributo portato dal personale allo sviluppo, alla produttività e alla redditività dell’impresa.
Il coordinamento dei delegati e delle strutture quindi, sulla base di tutto quanto sopra premesso, ha dato mandato alle segreterie nazionali di elaborare unitariamente una bozza di piattaforma per l’avvio del negoziato con LIDL Italia; il mandato conferito alle segreterie nazionali prevede che la piattaforma sia “concentrata” sui principali temi emersi dalla discussione.
La bozza di piattaforma che verrà presto predisposta sarà poi sottoposta ai lavoratori; nel frattempo avvieremo i contatti con l’azienda per programmare l’inizio del confronto, di cui forniremo tempestivamente data e luogo di svolgimento.

p. La Filcams CGIL Nazionale
G. Dalò

Roma, 4 settembre 2015

Testo unitario

cosi come previsto, nella giornata di ieri si è svolto il programmato incontro con la Società LIDL S.p.a avente per oggetto il protocollo sindacale nazionale per l’installazione del servizio di video-sorveglianza per i centri distribuzione (magazzini).
Tale protocollo dovrà essere poi declinato in ogni singolo magazzino, nelle modalità previste dallo Statuto dei Lavoratori.
La società ha motivato le ragioni per cui intende attuare questa decisione di messa in sicurezza dei magazzini, con il fine di evitare spiacevoli episodi accaduti anche di recente e considerando tale strumento come un ulteriore deterrente.
Da parte nostra sono state chieste alla Società ampie garanzie affinché l’installazione di detto sistema di video-sorveglianza rispetti tutte le norme vigenti in materia di tutela della privacy del lavoratore, anche alla luce dei nuovi chiarimenti emanati dal Garante della privacy. Abbiamo chiesto ulteriormente all’azienda di avviare anche la discussione relativamente all’aggiornamento dell’accordo sottoscritto nel 2009, sempre in tema di videosorveglianza, per le filiali.
In seguito alle precisazioni richieste dalle OO.SS. la Società ha confermato la piena volontà del rispetto di queste e di voler comunque proseguire la discussione nel merito della questione.
Pertanto si è concordato un nuovo incontro per il giorno 14 settembre 2015, ore 14.00, a Bologna presso il Royal Carlton Hotel in via Montebello. In attesa dell’incontro la Società invierà alle OO.SS. una bozza di discussione del protocollo.

p. La Filcams CGIL Nazionale
G. Dalò

Roma, 13 settembre 2013

Oggetto: Lidl Italia – esito coordinamento nazionale del 06 settembre.

nella riunione del coordinamento nazionale delle RSA/RSU di Lidl Italia, presenti alcune strutture, si è’ discusso sull’esito degli ultimi incontri con l’azienda, sul percorso che seguiremo e sulle prospettive. Gli incontri tenutisi negli ultimi due anni, hanno fatto registrare un arretramento, da parte aziendale, nelle già difficili relazioni sindacali. Le stesse informazioni fornite dall’azienda sono state frammentate e del tutto insufficienti.
L’azienda ha ripetutamente fatto riferimento alla necessità di trovare un accordo sulla flessibilità, ma non ha esplicitato con chiarezza lo strumento a cui vorrebbe fare ricorso.
Nell’incontro che si è tenuto a luglio tale necessità e’ sembrata essere più urgente, tuttavia le spiegazioni che ci sono state fornite sono state confuse. Già in quella occasione, come negli incontri precedenti, abbiamo evidenziato la necessità di dare seguito a quanto previsto dal Cia soprattutto per quanto riguarda le relazioni sindacali a livello territoriale.
Abbiamo, inoltre, richiesto di affrontare, insieme al tema della flessibilità, che richiede un maggiore approfondimento, il problema delle missioni e quello dello straordinario.
Poiché l’azienda ha affermato che ritiene il Cia valido a tutti gli effetti, il coordinamento nazionale ha deciso:

- il prossimo incontro, che si terrà il 04 ottobre, si terrà in delegazione ristretta (oltre alla struttura nazionale due partecipanti per ciascuna O.S.);

- l’incontro in forma ristretta dovrà essere l’occasione per far emergere con chiarezza su quale strumento di flessibilità l’azienda intenda ricercare un accordo;

- qualora lo strumento richiesto dall’azienda fosse praticabile, la trattativa dovrà comprendere alcuni punti di nostro interesse (missioni, straordinario, procedure versamenti incassi, rafforzamento relazioni sindacali);

- il confronto dovrà proseguire in successivi incontri in plenaria.

Il coordinamento ha condiviso la proposta di tentare di procedere al rinnovo del Cia, seguendo il percorso indicato. È evidente, infatti, che il difficilissimo momento che stiamo affrontando per il rinnovo del CCNL, potrebbe avere delle ricadute particolarmente pesanti in aziende che, come la Lidl, non fanno riferimento ad alcuna associazione. È perciò che, pur con tutte le difficoltà di applicazione, si ritiene particolarmente importante mantenere attuale il Cia.
In occasione dell’incontro in ristretta, sarà concordata la data per l’incontro successivo, che sarà preceduto da una riunione del coordinamento nazionale per approfondire quanto emerso e decidere come proseguire.

p. la Filcams Cgil Nazionale
Sabina Bigazzi

Care compagne, cari compagni,

lo scorso 08 luglio si è tenuto il programmato incontro con Lidl Italia. Come da noi richiesto, l’azienda ha fornito maggiori informazioni, se pur sommarie, sull’andamento aziendale e sul personale:

- Lidl Italia ha oggi 570 filiali con 9400 dipendenti, di cui 8500 a tempo indeterminato e 900 a tempo determinato, in molti casi per motivi legati alla stagione. Il 50/60% del personale ha contratti part time a 20, 24 e 30 ore;

- sono stati fatti numerosi investimenti riguardanti l’introduzione della panificazione e l’ammodernamento delle filiali. Tale processo ha coinvolto, per il momento, 350 punti vendita. Su 300 sono state anche create le sale pausa.

L’azienda di e’ rifiutata di fornirci informazioni sul bilancio, limitandosi a fornirci alcuni dati generici:

- circa il 30% delle filiali e’ in perdita, il 30% e’ stabile, ed il restante sta incrementando il fatturato. Il 50% delle filiali che fanno registrare una perdita di fatturato e’ collocata al centro sud.

L’azienda ha confermato di voler proseguire il trend di investimenti e delle nuove aperture (più o meno 10 nuove filiali all’anno. Nella prima parte del 2013 ne sono già state aperte 5). Non intende, per altro, effettuare chiusure, se non a fronte di corrispondenti nuove aperture, come già avvenuto in alcuni casi. Lidl Italia ha anche confermato che intende completare l’ammodernamento delle filiali, effettuando, però, investimenti più contenuti nelle filiali in perdita.

Si è poi affrontato il tema a cui l’azienda ha più volte accennato: la flessibilità.
Pur non avendo esplicitato con chiarezza come si intende declinare tale tema, sembra che si voglia ricorrere ad una sorta di banca delle ore. Sembra anche che l’intenzione dell’azienda sia di approfondire il tema in tempi brevi. Abbiamo infatti notizia che vi sia stato il ricorso a strumenti simili anche in altri paesi europei. Da parte nostra abbiamo dato disponibilità a proseguire il confronto sull’argomento, evidenziando però che ci si dovrà muovere nell’ambito di quanto previsto dal CCNL e dalla normativa vigente. Inoltre, abbiamo chiesto di affrontare, contestualmente, il tema delle missioni, che abbiamo posto numerose volte, e quanto previsto dal CIA sul lavoro straordinario. Lidl Italia ha dato la propria disponibilità a proseguire il confronto affrontando contestualmente i temi proposti.

Ci siamo quindi aggiornati al prossimo 11 settembre, a Milano, e successivamente al 04 di ottobre a Verona. L’incontro previsto per il prossimo 11 settembre sarà di carattere più tecnico, e quindi con una delegazione più ristretta, per meglio approfondire gli argomenti oggetto della trattativa. Alla conclusione dell’incontro la nostra delegazione si è brevemente riunita e dalla discussione e’ emersa la necessità di tentare di giungere ad un accordo complessivo che valga quale rinnovo del CIA. Infatti Lidl Italia non aderisce ad alcuna associazione, non è però da escludere che, qualora il CCNL fosse rinnovato in forme diverse e/o con normative specifiche per la GDO, l’azienda decida di applicare lo strumento che ritiene più conveniente. Da qui l’importanza di rinnovare il CIA mantenendo invariati importanti articoli, quali ad es. quello relativo al lavoro domenicale.

Abbiamo, infine, deciso di convocare la riunione del coordinamento nazionale ad inizio settembre, prima di affrontare il confronto con l’azienda. Prima della pausa estiva comunicheremo la data ed il luogo esatti.

Un cordiale saluto

p. la Filcams Cgil Nazionale
Sabina Bigazzi


Roma, 9 maggio 2013

Oggetto: Lidl – esito incontro 8 maggio

si è tenuto, in data 08 maggio, il programmato incontro con Lidl Italia.

Oggetto dell’incontro è stato, prioritariamente, lo stato delle relazioni sindacali.
Sul livello territoriale il rapporto con la dirigenza aziendale è difficilissimo, se non addirittura assente, per precisa scelta dell’azienda che rifugge dal confronto. Ma anche là dove il confronto viene praticato, difficilmente produce qualche risultato. Ciò comporta, inevitabilmente, che l’applicazione del Cia venga in buona parte disattesa.

Proliferano così moltissime problematiche che l’azienda gestisce unilateralmente e quasi sempre in modo discutibile. A dire dell’azienda ciò è motivato dalla preoccupazione che diversamente si abbia un proliferare ed una polverizzazione di accordi diversi. Abbiamo sottolineato, inoltre, come anche sul piano nazionale vi sia la necessità di un cambio di passo nelle relazioni sindacali. Infatti, anche qui, il confronto è diventato complesso per gli atteggiamenti dilatori dell’azienda. non a caso l’incontro di ieri si è tenuto dopo ben dieci mesi e dopo innumerevoli tentativi di individuare una data che più volte l’azienda ha confermato troppo tardi.

Su questi temi l’azienda ha dichiarato la disponibilità a proseguire il rapporto con le OO.SS riconfermando la validità del Cia.

Lidl Italia, ha poi proposto un tema di discussione a cui aveva già fatto accenno nelle scorse occasioni, ma che sembra aver assunto una importanza più pressante. L’azienda intenderebbe introdurre, condividendolo con noi, e per il momento in via sperimentale solo su alcune filiali, un sistema di flessibilità, di cui ancora non ci ha fornito dettagli. Pur dando la nostra disponibilità a proseguire il confronto sul tema, con le dovute cautele ed attenzioni, abbiamo sottolineato che ci sono altri temi di nostro interesse che dovranno trovare risposte condivise. Per proseguire il confronto in modo proficuo, abbiamo già concordato due nuovi incontri per il giorno 17 giugno a Verona (luogo da precisare) e 8 luglio a Bologna (luogo da precisare).

Al termine dell’incontro abbiamo fatto una breve discussione con la delegazione presente al fine di condividere il percorso emerso dall’incontro. Come è noto ormai da tempo, dagli interventi è emersa la grande difficoltà di rapporto sia con l’azienda, che con i responsabili ai vari livelli, il cui atteggiamento continua ad avere aspetti pressanti e spesso molto gravi. Tuttavia, è evidente che i rapporti con Lidl Italia sono molto fragili anche per la nostra scarsa presenza. E’ perciò che si è convenuto sulla necessità di perseguire la strada del confronto e della possibile condivisione. Per altro, pur con le difficoltà fin qui dette, l’azienda ha riconfermato la validità del Cia, dato che, sul piano politico e per quanto sta accadendo in tutta la GDO, è da ritenersi molto importante e positivo.

Il confronto che proseguirà nei prossimi mesi, richiede l’attenzione di tutti. Si raccomanda perciò la partecipazione delle RSA/RSU e delle strutture, in numero più significativo di quanto fin qui avvenuto.


p. la Filcams Cgil Nazionale
Sabina Bigazzi

Roma 19 novembre 2012

il 09 novembre, si è tenuto il programmato coordinamento nazionale delle strutture e delle RSA/RSU di Lidl Italia, alla presenza del Segretario Generale Franco Martini.
Dalla discussione e’ emerso nelle filiali il clima ed il rapporto fra RSA e capi filiale, si è molto appesantito ed è diventato molto più complesso. Il ricambio di tutto il gruppo dirigente dell’azienda, ivi compresi molti Direttori regionali, successivamente alla firma del primo Cia, segna nettamente la volontà aziendale di un ritorno ad atteggiamenti anti sindacali. Non solo, sono emersi anche episodi molto gravi, quali minacce dirette alle RSA.
Tuttavia, la nostra debolezza, dovuta alla diffusione capillare dell’azienda in gran parte con filiali con pochissimi addetti, non ci consente una strategia di mobilitazione. Lo stesso Cia, che ha determinato il ricambio del gruppo dirigente, risulta in buona parte disatteso proprio a livello di punto vendita e/o territoriale.
Dal coordinamento e’ emersa la necessità di portare a compimento quanto previsto dall’accordo su Rls e di procedere alla presentazione della piattaforma per il rinnovo del Cia, con l’obiettivo, soprattutto, di rafforzare e riaffermare quanto già sottoscritto.
Nel suo intervento il Segretario Generale ha ribadito la vicinanza della segreteria nazionale soprattutto a RSA/RSU e l’intenzione di seguire il percorso attraverso una strategia di lungo respiro con obiettivi intermedi, che vada a rafforzare le relazioni sindacali con l’azienda. È’ indubbio che la situazione generale in cui si trova tutta la GDO, ed i complessi rapporti che si stanno determinando, collocano la Lidl in un contesto più ampio, pur con le sue particolarità. Si dovrà perciò procedere per passi che consentano graduali progressi. È necessario, inoltre, rafforzare la rete di RSA/RSU e degli RLS.
Dagli interventi e’ emersa anche la necessità di individuare momenti di confronto e formazione degli RlS, tali da consentire di individuare obiettivi e strategie comuni.
Altro passo in avanti sarà la presentazione della piattaforma per il rinnovo del Cia. In allegato, vi inviò le linee guida per la stesura del l’ipotesi di piattaforma. Non vi è ancora compresa, ma dovrà esse inserita, la premessa politica riguardante il CCNL del commercio non sottoscritto dalla Filcams. Vi chiedo di inviarci considerazioni e suggerimenti. Nel frattempo provvederò a proporre un percorso a Fisacat e Uiltucs che consenta di presentare piattaforme separate, ma con contenuti identici.
L’azienda ci ha contattato, finalmente, per proporre alcune date di incontro.
Il prossimo incontro si terrà, presumibilmente, il 18 gennaio, alle ore 10.30 in Verona.
Vi confermerò data, luogo ed orario, non appena possibile.

p. la Filcams Cgil Nazionale
Sabina Bigazzi

LINEE GUIDA PER IL RINNOVO DEL CIA LIDL ITALIA

Il CIA in vigore rappresenta un primo importante strumento di cui le parti hanno inteso dotarsi con l’obiettivo di giungere a mature Relazioni Sindacali, sia sul piano nazionale che territoriale, tali da agevolare la soluzione di problematiche che dovessero insorgere per entrambe le parti.
Tuttavia, spesso, vi sono state grandi difficoltà nel’ attuazione del CIA, soprattutto sul piano territoriale. Crediamo, perciò, che si debba procedere ad un rinnovo del CIA che, confermandone il valore e la validità, rafforzi il sistema di Relazioni Sindacali e le renda pienamente esigibili per entrambe le parti. In particolare modo:

- Organizzazione del lavoro: va confermato e rafforzato il ruolo delle RSA/RSU e/o delle OO.SS territoriali nell’individuare soluzioni eque che tengano conto delle esigenze dell’azienda e dei lavoratori: (orari, turni, riposi, pause, carichi di lavoro, ecc.).

- Diritti sindacali: Il CIA in vigore, prevedendo l’estensione dei diritti sindacali alle filiali a partire dai 14 dipendenti, rappresenta già un significativo risultato. Tuttavia, la peculiarità del modello Lidl, diffusa capillarmente sul territorio nazionale con circa 500 filiali, molte delle quali con un numero inferiore di addetti, rende spesso complicato attuare corrette relazioni sindacali. Sia per le OO.SS che per l’azienda può essere estremamente difficile dare e ricevere risposte in tempi congrui. Si ritiene perciò necessario prevedere le RSA/RSU di "bacino", con l’individuazione di un numero congruo di permessi sindacali. L’istituzione di queste figure agevolerà le relazioni sindacali, evitandone la polverizzazione.

- Lavoro domenicale: va confermato quanto già previsto dal Cia in termini normativi. In seguito alle liberalizzazioni le esigenze dell’azienda sono evidentemente mutate, con la necessità di richiedere una maggiore disponibilità a lavoratrici e lavoratori. Per incentivare tale disponibilità si richiede un aumento della maggiorazione per il lavoro domenicale.

- Lavoro straordinario: l’istituzione della banca delle ore aveva un carattere sperimentale. Occorre perciò verificarne l’attuazione e l’efficacia, partendo da una analisi attenta dell’andamento del lavoro straordinario, così come previsto dall’accordo stesso.

-Missioni: Lidl Italia utilizza lo strumento delle missioni da punto vendita a punto vendita quale strumento per coprire necessità temporanee e/o bilanciamento del personale in relazione al fattirato della singola filiale. Come più volte richiesto riteniamo che il rinnovo del Cia sia l’occasione di regolamentare tale strumento per quanto attiene a: territorialità, preavviso, individuazione dei lavoratori, rimborsi, indennità economica, ecc.

- Salute e sicurezza: andrà data attuazione in tempi brevi all’accordo sottoscritto.
Già con il Cia, le OO.SS e l’azienda avevano inteso porre attenzione anche alla sicurezza di lavoratrici e lavoratori intesa come incolumità a fronte di eventi delittuosi. Negli ultimi anni proprio questi eventi si sono moltiplicati in maniera preoccupante, e spesso con risvolti molto pesanti. L’azienda ha già messo in atto numerose strategie che vanno nella direzione di salvaguardare il personale (istallazione video sorveglianza, allarmi a distanza, ecc.). Tuttavia le filiali Lidl sono spesso collocate in zone periferiche, e quindi isolate, e spesso sono presenti pochissimi addetti. Crediamo perciò che il fenomeno debba essere attentamente analizzato e che si debbano individuare ulteriori azioni che garantiscano maggior sicurezza a lavoratrici e lavoratori.

Commissione congiunta: occorre dare piena attuazione a quanto previsto dal Cia, per consentire un efficace attività della commissione in particolar modo per quanto attiene a pari opportunità, alle azioni positive, ed alla conciliazione dei tempi di vita e di lavoro.
Salario di secondo livello…………….

Roma, 5 Ottobre 2012

come da precedenti comunicazioni, era stato programmato un incontro con Lidl Italia per il giorno 15 ottobre. L’incontro aveva l’obiettivo di affrontare, in particolare, due temi:
le missioni dei lavoratori presso punti vendita diversi dalla sede abituale di lavoro e la banca delle ore.

Allo scopo di ottimizzare i tempi e rendere più agevole il confronto, l’azienda avrebbe dovuto inviarci una proposta scritta prima dell’incontro.
L’azienda ci ha contattato chiedendo il rinvio dell’incontro, in quanto ancora non ha potuto articolare una proposta. Si e’ quindi impegnata a farci pervenire il testo entro la fine di ottobre, proponendo di rinviare il confronto al mese successivo.

Nei prossimi giorni concorderemo la data che presumibilmente sarà intorno alla meta’ di novembre. Per approfondire il testo che l’azienda ci invierà, è utile una riunione del coordinamento nazionale che si terra’ l’ 8 Novembre.
Nei prossimi giorni vi forniremo i dettagli.

p. la Filcams Cgil Nazionale
Sabina Bigazzi