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Roma, 1 marzo 2016

Testo Unitario

L’incontro del 26 febbraio ultimo scorso ha rappresentato un punto di svolta nella trattativa relativa alla procedure di licenziamento collettivo avviate dalle società del gruppo HBG.

In apertura, l’azienda ha ribadito le proprie condizioni per il raggiungimento di un accordo che scongiurasse l’abbandono del business legato al gioco del bingo e consentisse un processo di riorganizzazione: mantenimento della polifunzionalità di mansioni e della flessibilità oraria cancellando le indennità aggiuntive previste dagli accordi territoriali, riduzione dei livelli, cancellazione dell’indennità prevista dall’art 3 dell’allegato al CCNL sulle sale bingo, cancellazione degli scatti di anzianità e dei superminimi individuali.

La delegazione aziendale ha inoltre precisato che gli effetti di tutte queste richieste dovevano avere una durata pari a quelle delle nuove concessioni (9 anni).

Come OO.SS., abbiamo ribadito la nostra indisponibilità ad addentrarci in discussioni inerenti i diritti individuali dei lavoratori come la definizione degli orari dei contratti part time e i superminimi individuali.

Abbiamo inoltre rifiutato in modo categorico qualsiasi trattativa sugli scatti di anzianità, dando la disponibilità unicamente a una discussione che, tenendo conto delle evoluzioni del settore e dell’organizzazione del lavoro, individuasse delle soluzioni nell’ambito della parte speciale del contratto nazionale sulle sale bingo (declaratoria professionale e art 3).

Abbiamo inoltre precisato che il perimetro dell’accordo doveva necessariamente essere definito dal ritiro di qualsiasi licenziamento coatto e dal conferimento di tutti i lavoratori tramite procedura ex art 47 nel soggetto che presenterà le offerte sulle concessioni. Abbiamo precisato che qualsiasi soluzione da individuarsi non poteva traguardare i 9 anni, ma doveva essere legata a un percorso continuo di verifica in grado di attivare processi redistributivi in caso di risultati positivi.

Abbiamo quindi approfondito il tema dei livelli, rispetto al quale l’azienda ritiene che ormai vi sia una totale polifunzionalità all’interno delle sale e che le mansioni siano tutte inquadrabili nel sesto livello del Turismo.

Abbiamo rifiutato tale impostazione, ribadendo che la declaratoria corretta per le mansioni in oggetto, ammettendo la sospensione della parte speciale per le sale bingo, è comunque afferente al V livello del CCNL Turismo. Abbiamo inoltre chiesto che venisse comunque riconosciuta un’indennità per chi svolge in maniera prevalente le mansioni di capo tavolo e cassiere, proposta che non è stata accolta dall’azienda.

Dopo un lungo esame, abbiamo individuato i contorni di un possibile accordo, che preveda i seguenti punti:

- chiusura delle procedure di licenziamento collettivo con l’esclusivo criterio della non opposizione al licenziamento (vedi dettagli in seguito);

- conferimento dei lavoratori presso il nuovo soggetto che presenterà le offerte per le concessioni con procedura prevista dall’art 47 legge 428/90;

- mantenimento degli scatti di anzianità maturati e nessun congelamento su quelli futuri;

- sospensione degli effetti dell’art 3 della parte speciale del CCNL turismo sale bingo fino a nuova definizione in sede di contrattazione nazionale di primo livello;

- ai lavoratori e alle lavoratrici verrà presentata una proposta di ricollocazione che prevederà un inquadramento unico con mansioni che verranno descritte in apposita declaratoria la cui retribuzione sarà parametrata sul V livello del CCNL turismo pubblici esercizi per l’area NO-FOOD. Per i lavoratori dell’area FOOD, stante il sostanziale fallimento del progetto di istallazione dell’alta ristorazione, verrà proposta una ricollocazione al VI livello del CCNL Turismo pubblici esercizi;

- la società si impegna a definire con le OO.SS: firmatarie, dopo il completamento delle fasi di assegnazione delle nuove concessioni, un accordo di secondo livello che preveda meccanismi di redistribuzione dei profitti in caso di risultati positivi. In tale ambito verrà discusso anche il tema dei lavoratori che svolgono in maniera prevalente mansioni di capo tavolo e cassiere.

L’equilibrio dell’accordo, oltre alla tutela occupazionale, tiene conto della necessità di salvaguardare i redditi della maggioranza della popolazione lavorativa, oltre che della necessità di aprire un percorso di confronto sull’organizzazione del lavoro e sugli inquadramenti, che sia connesso anche con la ridefinizione della parte speciale del contratto nazionale, al fine di non configurare situazioni di dumping in un settore già fortemente attraversato da contraddizioni.

Per quanto riguarda i criteri della non opposizione al licenziamento, abbiamo definito una scala di incentivi che tiene in considerazione la maggior caduta di reddito a cui verranno sottoposti i livelli più alti, che non sono più previsti nella riorganizzazione, ed pertanto è definita come segue:

- IV livelli = 2 mensilità lorde;

- III livelli = 5 mensilità lorde;

- II livelli = 7 mensilità lorde;

- I livelli = 8 mensilità lorde.

I livelli inferiori, non avendo effetti rilevanti nella riorganizzazione, non avranno accesso alla mobilità volontaria.

Abbiamo concordato la necessità di aggiornare il confronto per la definizione del testo dell’accordo, fissando un incontro tecnico per il giorno 4 marzo alle ore 15.

Vi invitiamo comunque a procedere con la diffusione dei contenuti dell’accordo al fine di preparare la consultazione che si svolgerà nella settimana successiva.

p. La Filcams Cgil Nazionale

Luca De Zolt

Roma, 4 febbraio 2016

Si è tenuto il 28 gennaio il primo incontro con le società HBG Gaming che hanno avviato tre procedure di licenziamento collettivo per cessazione attività.

I rappresentanti del gruppo hanno illustrato i motivi che hanno portato a tale decisione.

La redditività delle attività legate alle concessioni Bingo è calata drasticamente negli ultimi anni, non consentendo il recupero degli investimenti effettuati e rendendo necessari interventi di ricapitalizzazioni da parte dell’investitore.

l proventi dal canale delle videolotterie hanno equilibrato parzialmente tali effetti, insieme con l’attività di contenimento dei costi; tale attività ha comportato anche una richiesta di maggior flessibilità da parte dei lavoratori e delle lavoratrici, sul tema si sono raggiunti anche accordi sindacali territoriali.

Gli accordi e gli interventi sull’organizzazione del lavoro hanno consentito di ridurre il ricorso a personale somministrato, riportando quasi al pareggio i conti della società nell’ultimo biennio.

Il quadro, già negativo, è complicato della tassazione ulteriore prevista dalla legge di stabilità e dai nuovi criteri di assegnazione delle concessioni (oggi in proroga di fatto), che non consentano alla società di presentare nuove offerte per la mancanza di requisiti dimensionali e di capienza economica.

Abbiamo chiesto se la decisione di non presentare offerte per le nuove gare di concessione, che dovrebbero tenersi a maggio di quest’anno, sia irreversibile, e se esista un piano industriale attraverso il quale salvaguardare l’occupazione esistente.

I rappresentanti hanno dato la disponibilità ad illustrare gli studi effettuati sulla sostenibilità economica del proseguo dell’attività che hanno portato alla decisione di non presentare le offerte per le concessioni bingo, anche nell’eventualità di poter discutere possibili percorsi alternativi alla dismissione.

Il confronto è quindi aggiornato al giorno 9 febbraio, a partire dalle ore 11, come da precedente comunicazione.

p. La Filcams Cgil Nazionale

Luca De Zolt