Category Archives: Esselunga

Roma, 7 dicembre 2017

    Testo unitario

    Il 6 dicembre a Bologna si è tenuto il previsto incontro nazionale con Esselunga; di seguito i punti che le OO.SS. hanno posto al tavolo del confronto.

    Andamento economico e sviluppo

    Alle richieste di informazioni di Filcams, Fisascat e Uiltucs, la direzione aziendale ha precisato che le procedure connesse alle operazioni finanziarie legate all’assetto societario impongono una maggior cautela nella diffusione di informazioni all’esterno. Pertanto, tenuto conto che i dati consuntivi del 2017 perverranno successivamente, Esselunga si è limitata ad affermare che le vendite risentono positivamente della ripresa registrata nell’ultimo semestre a livello paese e che per il 2018 vengono confermate l’apertura del nuovo negozio di Varese, la riapertura di un punto vendita a Verona completamente rinnovato, e la ristrutturazione di Pistoia.
    Proseguono i lavori di bonifica di quello che dovrebbe divenire il terzo polo logistico dell’impresa nell’aerea di Ospitaletto (BS), ma i tempi di completamento della stessa sono lunghi, per cui sarà necessario verificare le condizioni normative per una proroga della Cigs per i 150 lavoratori coinvolti. L’estensione degli orari di apertura (7.30-22.00) continuerà nei prossimi mesi nei punti di vendita ove attualmente è prevista.

    Premio di Produttività e Welfare

    Abbiamo chiarito la necessità di addivenire ad una intesa in tempi rapidi, per evitare quanto accaduto quest’anno, ossia la necessità di procrastinare di un mese l’erogazione del premio.
    L’azienda si è resa disponibile precisando che intende aggiungere nuove possibilità di scelta per i lavoratori (nel 2017 sono stati 4400) che volontariamente decideranno di optare per la trasformazione totale o parziale del salario variabile in welfare.
    Unitariamente abbiamo replicato come, secondo noi, si debba continuare a dare priorità a forme di tutela ad alta valenza sociale come ad esempio, la previdenza integrativa, l’assistenza e cura, il diritto allo studio.

    Monitoraggio accordo sperimentale sul lavoro domenicale

    La coincidenza di 24 e 31 dicembre con la domenica ha creato non pochi problemi alla applicazione dell’accordo. In diversi punti di vendita sono stati previsti presidi che prevedono la partecipazione del 100% di lavoratori con molti casi di domeniche “comandate”.
    Ulteriori criticità sono state provocate dalla volontà della impresa di far coincidere il riposo compensativo con una giornata festiva di chiusura.
    Più in generale abbiamo sottolineato come l’intesa che abbiamo prorogato al 30 aprile 2018, subisca in diversi stores una non corretta taratura degli organici che non consente una equilibrata distribuzione dei carichi di lavoro fra tutti i lavoratori coinvolti, con conseguenze anche sulla salute e sicurezza.
    In tale ottica abbiamo ribadito che i lavoratori part time senza prestazione obbligatoria – laddove siano disponibili a prestare lavoro in domenica – debbono concorrere alla definizione dei presidi necessari richiesti, consentendo di abbattere il numero dei potenziali “obbligati”.
    L’azienda ha replicato fornendo alcuni dati, per la maggior parte aggregati e quindi di difficile interpretazione:
    ·sono stati sottoscritti 128 intese locali.
    ·Il presidio medio nei negozi è di 59 addetti per domenica. Il personale di secondo e terzo livello (capireparto) hanno svolto in media 23 domeniche all’anno; gli ausiliari alla vendita 22 domeniche. I part time senza l’obbligo di prestazione domenicale coinvolti nei presidi corrispondono al 7%.
    ·Sempre su base annua sono state accordate in media 3 domeniche libere ai part time con la domenica contrattualizzata e 5 ai full time. Le malattie coincidenti con la prestazione programmata sono in aumento da giugno ad oggi, pur rimanendo, l’incidenza di questo fenomeno bassa.
    ·Per quanto riguarda vigilia di Natale e ultimo dell’anno, i presidi medi richiesti sono stati rispettivamente pari all’81% e al 77%, cioè sono stati abbassati anche per effetto delle segnalazioni giunte dalla RSU/RSA.
    ·Dall’inizio dell’anno sono state effettuate 650 assunzioni di cui 150 per il periodo natalizio.

    Riposo compensativo

    Abbiamo registrato una divergente interpretazione riguardo al riposo compensativo. E’ nostra convinzione che l’azienda debba far riposare gli addetti in giornate diverse da quelle festive infrasettimanali ovvero riconoscere il trattamento economico conseguente.
    Stante le criticità che continuano a venirci segnalate dalle strutture territoriali, e tenuto conto del fatto che, essendo ormai quasi tutta la rete sottoposta alla sperimentazione, la data del 30 aprile 2018 si configura come un termine perentorio per decidere se consolidare questa esperienza o meno, abbiamo proposto di anticipare il confronto di merito.

    Nel frattempo abbiamo invitato Esselunga ad attivare adeguate e tempestive sedi di confronto territoriale per provare a superare le problematiche che ancora permangono.

    Il prossimo incontro si terrà venerdì 26 gennaio a Bologna con inizio alle ore 10.30.

    p. la Segreteria Filcams Nazionale
    Cristian Sesena

    Roma, 3 maggio 2017

    Testo Unitario

    Il 2 maggio è proseguito il confronto con Esselunga in merito alla verifica dell’accordo sperimentale sulla gestione del lavoro domenicale, siglato il 22 gennaio 2016.
    In apertura, l’azienda ha rimarcato come il contesto della MDO veda un gran numero di imprese in cui gli addetti operano durante le domeniche in regime di "obbligatorietà di fatto", e come queste, in larga parte prive di contrattazione integrativa, tendano ad aprire costantemente anche durante le festività nazionali (non ultima il 1 maggio), ricorrenza in cui i 155 negozi della rete Esselunga sono rimasti chiusi.
    In questo quadro competitivo, l’accordo sperimentale, incentrato ancora sull’esercizio della volontarietà, andrebbe riconfermato; un eventuale superamento dello stesso aprirebbe infatti, secondo la direzione aziendale, scenari complicati e conflittuali, non solo per la gestione del lavoro domenicale, ma anche rispetto al contratto integrativo scaduto ormai da più di 10 anni.

    Per parte sindacale, abbiamo chiarito come l’accordo validato dalla consultazione referendaria fosse chiaramente sperimentale e pertanto, per sua natura, soggetto a modifiche e aggiustamenti che potevano venire suggeriti dalle esperienze applicative locali maturate proprio nel corso della sperimentazione a suo tempo concordata.

    In questo senso, nell’intento di esplorare la possibilità di una proroga di un anno che consenta agli altri punti vendita della rete di entrare in sperimentazione, abbiamo avanzato richieste di modifica riguardo alla durata della programmazione attualmente trimestrale (ivi compresa l’introduzione di limiti mensili al numero delle domeniche potenzialmente obbligabili in assenza di copertura adeguata da parte dei volontari),al monitoraggio, alla inclusione dei part time senza obbligo e del personale di direzione nella definizione dei presidi, alle attuali disposizioni che regolano l’assenza per malattia.

    Per l’azienda, invece, una ridiscussione delle maggiorazioni (tema posto con forza al tavolo da Filcams, Fisascat e Uiltucs), che possa riconoscere un adeguamento anche a quanto previsto per il personale assunto con l’obbligo, potrà avvenire nell’ambito più ampio della negoziazione del contratto integrativo aziendale cui l’azienda si è detta preparata e disponibile.

    Esselunga ha manifestato disponibilità su alcuni di queste richieste, che al momento però non possono essere considerate ancora sufficienti per definire un equilibrio utile a sostenere la prosecuzione, seppur temporanea, di questa esperienza negoziale.

    Il prossimo incontro si terrà a Bologna il 15 maggio alle ore 10.30 presso l’Hotel NH De la Gare in Piazza XX Settembre.

                        p. la Segreteria Filcams Nazionale

    Cristian Sesena

    Roma, 11 aprile 2017

      Testo Unitario

      L’11 aprile abbiamo incontrato Esselunga per l’avvio della fase di verifica dell’accordo sperimentale sulla gestione del lavoro domenicale.
      In apertura il confronto si è però svolto sulla proposta aziendale di introdurre la possibilità per i lavoratori di trasformare del tutto o in parte il premio di risultato riferito al 2016, in welfare.

      Le parti hanno raggiunto un accordo che consentirà alle lavoratrici e i lavoratori, in alternativa al pagamento del premio, il rimborso della trattenuta mensile della mensa, e/o delle spese sostenute per l’educazione dei figli, "nettizzando" in questo modo gli importi del salario variabile.
      Per consentire il censimento delle adesioni volontarie il premio verrà eccezionalmente corrisposto con la retribuzione di maggio anziché con quella di aprile. Esselunga si è resa disponibile a valutare l’erogazione del premio nei tempi canonici per gli addetti che versassero in oggettive situazioni di difficoltà (le segnalazioni dovranno pervenire all’ufficio del personale entro il 18 aprile 2017).

      In merito al tema principale dell’incontro, Esselunga ha manifestato soddisfazione per l’esito della sperimentazione che ha prodotto, tra l’altro, la sigla di 69 accordi di punto vendita su 77 confronti effettuati.

      La direzione ha espresso la volontà di rendere definitiva l’intesa puntualizzando che, in caso contrario, l’alternativa sarebbe rappresentata dall’applicazione unilaterale dell’articolo 141 del CCNL.
      Come OOSS Nazionali abbiamo espresso la necessità di apportare modifiche rilevanti sul piano normativo e di ottenere un adeguamento delle maggiorazioni, includendo anche i lavoratori con obbligo di prestazione.

      L’azienda ha manifestato perplessità ad apportare cambiamenti che a suo parere potrebbero stravolgere l’impianto dell’accordo raggiunto il 22 gennaio 2016, ed ha avanzato l’ipotesi di addivenire ad una proroga per consentire ai restanti negozi (circa la metà della rete) di entrare nella sperimentazione, rendendosi disponibile a condividere alcuni correttivi; si è comunque riservata approfondimenti sulle osservazioni di parte sindacale.

      Il prossimo incontro si terrà il 2 maggio 2017 alle ore 10 a Bologna.

      p. La Segreteria Filcams Cgil Nazionale
      Cristian Sesena

      Roma, 27 giugno 2016


      Testo Unitario

      il 24 giugno a Bologna si è tenuto l’incontro richiesto dalle Segreterie Nazionali per effettuare una prima verifica rispetto all’applicazione dell’accordo sperimentale sulle domeniche e per avere delucidazioni in merito alla decisione unilaterale dell’impresa di estendere fino ad ottobre l’orario di apertura al pubblico di 16 negozi.
      Esselunga in apertura ha fornito alcuni interessanti dati riguardanti l’occupazione e gli andamenti economici.
      I dipendenti (al 31 dicembre 2015) sono 21400 di cui il 27% part time; i rapporti a tempo indeterminato rappresentano quasi il 95% del totale, quelli a tempo determinato il 5,5%, gli apprendisti si attestano al 1,5%; 4400 addetti hanno la domenica inserita nel contratto individuale come “lavoro ordinario". Le donne rappresentano il 44% della platea.
      L’età media è di 39 anni; l’anzianità di servizio media è di 11 anni: il turn over è ridotto a percentuali minime (2,6%).
      Nel 2015 sono stati stabilizzati 1100 rapporti di lavoro e somministrate 380.000 ore di formazione. Da un punto di vista economico il fatturato nell’anno scorso è aumentato del 4% rispetto al 2014, soprattutto per effetto delle nuove aperture e delle ristrutturazioni. Entro la fine del 2016 sono previste le inaugurazioni di Como Camerlata, Roma Prenestina, Cusano Milanino, Prato Galilei.
      Anche se i primi cinque mesi del 2016 registrano una flessione delle vendite, i dati forniti descrivono una impresa straordinariamente sana che continua a creare occupazione stabile e ad espandere la sua rete di vendita.

      APPLICAZIONE ACCORDO LAVORO DOMENICALE

      I negozi attualmente aperti tutte le domeniche per l’intera giornata sono diventati 107 su 151, a testimonianza di un trend ormai difficilmente reversibile.
      Su 20 negozi interessati dalla sperimentazione, in 17 si è pervenuti ad un’intesa applicativa. Questo dato, sicuramente positivo, non ci ha impedito di evidenziare alcune difficoltà riscontrate durante questi primi confronti territoriali, tra i quali ricordiamo il tema della inclusione o meno dei part time senza l’obbligo della prestazione domenicale nella definizione dei presidi, le ferie, il raccordo con la modularità, la non omogeneità fra negozi nella trasmissione dei dati da un punto di vista quantitativo e qualitativo.
      Esselunga ha imputato tali criticità alle fisiologiche differenze territoriali, ribadendo comunque la propria volontà di continuare nella direzione intrapresa, estendendo progressivamente il numero dei negozi interessati alla sperimentazione, con l’obiettivo di giungere al 31/12/2016 ad avere 2/3 della rete vendita "coperti" dall’accordo.
      I prossimi negozi in cui si attiverà il confronto a partire dal mese di luglio saranno: Sesto SG, Bologna S.Viola, Baranzate, Brescia La Volta, Missaglia, Olgiate Olona, Firenze Masaccio, Vigevano, Valenza, Affori, Porcari.
      L’azienda ha rimarcato che per i 120 incrementi orari stabiliti nell’accordo per il personale part time, ad oggi non vi siano state richieste da parte dei lavoratori interessati per accedervi.

      ESTENSIONE DELL’ORARIO DI APERTURA AL PUBBLICO

      Esselunga ha dichiarato che la decisione di estendere l’orario di apertura di 16 negozi dalle 7.30 alle 22.00 è stata preventivamente comunicata alle OO.SS. Nazionali, nonostante la scelta sia ritenuta prerogativa aziendale e la materia sia già disciplinata dal Contratto Integrativo Aziendale.
      Ad oggi non è dato sapere se la sperimentazione verrà confermata, ulteriormente estesa, o interrotta a fine stagione estiva. Il contesto competitivo (a partire da Carrefour ) pare però caratterizzato da questa preoccupante tendenza, e pertanto, secondo la direzione aziendale, non può essere ignorato e condiziona anche il posizionamento commerciale di Esselunga.
      Abbiamo puntualizzato che sarebbe stato preferibile attivare preventivamente un livello di confronto adeguato sulle ricadute che tale decisione può potenzialmente procurare alle lavoratrici ed ai lavoratori interessati e come tale confronto debba divenire ineludibile qualora l’impresa intenda continuare su questa strada al termine della sperimentazione unilateralmente intrapresa.
      Orari di lavoro, salute e sicurezza, conciliazione tempi di vita e di lavoro sono infatti materie su cui intendiamo aprire un negoziato vero al fine di tutelare le lavoratrici e i lavoratori coinvolti, anche alla luce della giusta sensibilità manifestata nelle ultime settimane in molte filiali.
      Esselunga si è resa disponibile a calendarizzare dopo la pausa estiva uno o più incontri per discutere di tutte le tematiche da noi poste.


      p. la Segreteria Filcams Nazionale
      Cristian Sesena

      Roma, 25 gennaio 2016


      Testo unitario

      nella tarda serata di venerdì 22 gennaio, dopo tredici mesi di negoziato, è stata sottoscritta un’ipotesi di accordo con Esselunga in merito alla regolamentazione del lavoro domenicale.
      L’intesa stabilisce i principi e le regole di una sperimentazione organizzativa che durerà dal 2 maggio 2016 fino al 30 aprile 2017.
      Gli effetti di questo nuovo sistema di organizzazione del lavoro saranno costantemente monitorati, e due mesi prima della scadenza sarà effettuata una valutazione conclusiva a livello nazionale che potrà determinare la conferma o il superamento di quanto previsto.
      Per quanto ci riguarda abbiamo anticipato alla direzione aziendale che una norma definitiva in materia potrà essere condivisa solo nel più ampio perimetro del rinnovo del contratto integrativo scaduto nel 2007 e che l’azienda ha confermato voler mantenere in essere.
      Esselunga, azienda leader della distribuzione moderna organizzata, occupa 22500 dipendenti e ha attualmente 155 negozi, che a tendere nel medio breve periodo, apriranno tutte le domeniche dalle 9.00 alle 20.00.
      L’esigenza sempre più pressante di avere garanzie di presidio in una giornata divenuta la seconda più redditizia della settimana, nonché la conformazione degli organici in cui prevalgono lavoratrici e lavoratori full time senza obbligo domenicale, ha spinto l’impresa a cercare un accordo gestionale articolato su due livelli: nazionale e di unità produttiva.
      Da parte nostra la priorità è stata fin da subito evitare l’applicazione automatica dell’articolo 141 del CCNL, che prevede la facoltà per il datore di lavoro di organizzare 24/25 domeniche individualmente e unilateralmente e nel contempo cercare di introdurre elementi di solidarietà fra lavoratori con obbligo della prestazione domenicale (full time e part time) e gli altri.
      L’accordo raggiunto garantisce un punto di equilibrio soddisfacente fra queste differenti esigenze.
      In tutti i negozi (anche quelli ove non siamo ancora presenti) verrà effettuato un confronto per la determinazione dei presidi; la programmazione sarà trimestrale e prevedrà come primo criterio la volontarietà. In subordine e in assenza di copertura adeguata, scatterà la rotazione secondo ordine alfabetico fra tutti i lavoratori ad eccezione di quelli già esclusi dal CCNL a cui si aggiungono, per effetto di quanto pattuito, "i lavoratori affetti da una patologia grave o continuativa".
      Il mancato rispetto della programmazione, in caso di assenza, dovrà essere giustificato e la prestazione ricalendarizzata.
      I lavoratori che concorreranno alla garanzia dei presidi saranno pertanto, oltre ai lavoratori "obbligati", tutti i full time, i capi reparto e gli allievi capi reparto, e su base volontaria, i part time.
      Il numero massimo di domeniche individuali lavorabili su base annua sarà 22 per gli operatori dei reparti DroGem e 24 per quelli dei reparti a servizio assistito (l’azienda aveva chiesto 24 e 31 domeniche rispettivamente).
      Ai lavoratori full time con obbligo di prestazione domenicale verranno concesse 3 domeniche libere l’anno. Ai part time w.end 2 domeniche libere l’anno.
      Al confronto di unità produttiva viene delegata una importante ulteriore responsabilità negoziale: stante la oggettiva necessità di prevedere presidi più "robusti" nei reparti freschi, la RSU/RSA e le OOSS. Territoriali potranno stabilire il loro potenziamento, elevando il numero massimo da 24 fino ad un massimo di 28 domeniche lavorabili all’anno, aumentando come contropartita il numero di domeniche libere per i lavoratori con obbligo (da 3 a 6 per i full time e da 2 a 4 per i part time), e introducendo la possibilità per i lavoratori senza obbligatorietà di ottenere un w end libero ogni 10 domeniche lavorate.
      Esselunga sempre nell’ottica di potenziare gli organici, offrirà 120 aumenti orari su base volontaria per le lavoratrici e i lavoratori part time (a 16/24 ore) che ritenessero opportuno aumentare il proprio monte ore settimanale includendo nello stesso la prestazione ordinaria domenicale. Si tratta di un’offerta che non soddisfa pienamente la nostra richiesta che prevedeva il passaggio al full time per le lavoratrici e i lavoratori che ne avessero fatto richiesta.
      Viene infine modificata la scaletta di pagamento che, per evitare situazioni di potenziale iniquità, avrà valenza retroattiva (dal 1 gennaio 2016).
      Il nuovo trattamento economico complessivamente supera, inglobandolo, il sistema precedente che prevedeva un pagamento differente delle deroghe natalizie (130%) rispetto alle altre domeniche.
      L’azienda infine si è resa disponibile nell’ambito del rinnovo del contratto integrativo ad adeguare la maggiorazione dei lavoratori con la prestazione domenicale ordinaria.

      L’ipotesi di accordo, che dovrà essere illustrata nelle prossime settimane nelle assemblee, verrà sottoposta a referendum nelle giornate di venerdì 26 e sabato 27 febbraio 2016.

      I verbali di voto dovranno essere inviati alle Segreterie Nazionali entro il 4 marzo 2016.


      p. la Segreteria Filcams Nazionale
      Cristian Sesena

      Link Correlati
           Esselunga, ipotesi di accordo in merito alla regolamentazione del lavoro domenicale 22/01/2016

      Comunicato Sindacale
      Alle lavoratrici e ai lavoratori Esselunga
      Con l’accordo raggiunto il lavoro domenicale si programma, non si obbliga.

      Il 22 gennaio 2016 è stato sottoscritto un accordo nazionale con la direzione Esselunga per la regolamentazione del lavoro domenicale. Dal 2 maggio 2016 al 30 aprile 2017 verrà effettuata una sperimentazione che riguarda l’organizzazione del lavoro in queste giornate. Questi 12 mesi costituiranno un periodo di prova vero; due mesi prima della scadenza si effettuerà infatti una verifica per comprendere se quanto previsto dall’accordo avrà funzionato, se bisognerà apportare aggiustamenti, oppure tornare indietro.
      Esselunga nei prossimi mesi intende estendere le aperture dalle 9 alle 20, tutte le domeniche, nella maggior parte della rete di vendita, sfruttando appieno la normativa vigente dal 2011 sulla liberalizzazione degli orari commerciali.

      Filcams Fisascat e Uiltucs continuano a pensare che quella normativa sia sbagliata e auspicano venga al più presto modificata. Nel frattempo però occorre impedire che il disagio del lavoro domenicale ricada sempre sui "soliti noti" anche per effetto di decisioni unilaterali dell’impresa.
      Perché un accordo in materia

      ·Perché è solo attraverso un mix fra volontarietà ed equa rotazione che si possono organizzare nei negozi i presidi, dando un ruolo decisivo alle rappresentanze sindacali aziendali che si confronteranno con la direzione aziendale sulle modalità attuative dell’intesa.
      ·Perché è il momento di introdurre elementi di solidarietà fra chi le domeniche lavora sempre per effetto del contratto di assunzione e chi è libero di scegliere.
      ·Perché bisogna evitare che Esselunga proceda disponendo da sola le coperture, ossia comandi la prestazione in maniera unilaterale senza possibilità di controllo da parte del sindacato.
      Cosa prevede l’accordo (e cosa cambia)

      Nei negozi sarà attivato un confronto con le organizzazioni sindacali e verrà effettuata una programmazione trimestrale in base ai fabbisogni, raccogliendo le disponibilità volontarie; solo qualora queste non bastassero, si procederà secondo una equa rotazione fra i lavoratori che in prima battuta non avranno manifestato la disponibilità. La domenica si lavorerà solo su turno unico (mattina o pomeriggio).
      Per gli addetti DroGem il numero massimo delle domeniche lavorabili in un anno saranno 22, per gli altri reparti 24 (Esselunga aveva chiesto 24 e 31 domeniche).
      I capi reparti e il personale di direzione dovranno effettuare un numero di domeniche non inferiore a quello richiesto agli altri lavoratori.
      Ai lavoratori full time con la domenica ordinaria verranno concesse 3 domeniche libere l’anno, ai part time 2 domeniche libere l’anno. Sono esclusi dalla programmazione i genitori affidatari di bambini fino a 3 anni, i lavoratori che assistono portatori di handicap e quelli affetti da malattie gravi.
      Il confronto sindacale di negozio con i delegati potrà determinare con un apposito accordo: l’estensione del numero massimo delle domeniche lavorabili per i reparti freschi (fino ad un massimo di 28) e in tal caso, quale contropartita, l’aumento delle domeniche libere per full time e part time con l’obbligo della prestazione (da 3 a 6 e da 2 a 4) oltre all’introduzione di un week end libero ogni 10 domeniche lavorate per tutti gli altri lavoratori.
      Il trattamento economico prevede una nuova scala di pagamento che, superando e assorbendo la differenziazione prevista per le domeniche “natalizie”, diventa complessivamente più incentivante.
      Esselunga si è resa disponibile al termine della sperimentazione a considerare un adeguamento della maggiorazione per i lavoratori con la prestazione domenicale ordinaria ed ha ribadito la propria intenzione di mantenere in essere il contratto integrativo aziendale. Filcams, Fisascat e Uiltucs hanno dichiarato dal canto loro l’intenzione di rinnovarlo celermente, perché il contratto integrativo rappresenta l’unica sede per trovare equilibri strutturali ( e non solo temporanei come quelli individuati in questa intesa).
      Nelle prossime settimane si terranno, in tutti i negozi, le assemblee sindacali di illustrazione dell’ipotesi di accordo che verrà sottoposta a referendum nelle giornate del 27 e 28 febbraio 2016.

      Le Segreterie Nazionali
      FILCAMS/CGILFISASCAT/CISLUILTuCS

      Roma, 12 ottobre 2015

      Testo Unitario

      il 9 ottobre u.s. e’ ripreso il confronto con Esselunga in ordine alla definizione di un’intesa sulla regolamentazione del lavoro domenicale.
      In apertura, l’azienda ha comunicato alcune informazioni riguardo la rete commerciale. Un nuovo punto di vendita aprirà a giorni a Rozzano.
      Entro la fine dell’anno si concluderanno gli ampliamenti di Papignano, Sassuolo e Cortefranca e verranno inaugurati i nuovi negozi di Soliera e Monza. Infine anche lo store di Conca Merlata riaprirà i battenti entro la primavera del 2016.
      I dipendenti al 31 dicembre saranno più di 22000, occupati in 153 unità operative. Di queste ultime già 134 aprono tutte le domeniche (87 dalle 9 alle 20; 47 solo in fascia mattutina).
      Esselunga ha ribadito l’intenzione di estendere le aperture domenicali a quasi la totalità della rete, ritenendo sempre più strategico e redditizio investire in questa politica commerciale. Da qui la volontà di perseguire un accordo nazionale in materia capace di offrire garanzie organizzative finalizzate a mantenere alti standards di servizio al cliente.
      Tale intesa di natura sperimentale e della durata di un anno, dovrà pertanto prevedere norme già esigibili a livello nazionale e una declinazione gestionale delle stesse a livello di punto vendita.
      24 domeniche per il DroGem e 31 per i reparti assistiti sono i presidi massimi che Esselunga ipotizza come programmabili individualmente per garantire il servizio.
      Al capitolo "compensazioni" l’azienda ha dato disponibilità a garantire 2 giorni di riposo consecutivi all’anno(domenica e lunedì e non, come da noi chiesto, Sabato e Domenica).
      Per i full time con l’obbligo della prestazione, verrebbero altresì concesse una domenica di riposo ogni tre mesi. Per i part time w end una domenica ogni sei mesi. Le casistiche di esclusione previste dal CCNL terziario vengono riconfermate. Dal punto di vista squisitamente economico la direzione aziendale ha ribadito la volontà di superare il 130% per le domeniche di Natale andando a definire una nuova scaletta ripartita in maniera diversa rispetto all’attuale e potenzialmente più incentivante.
      Dopo una sospensione utile a fare il punto assieme al coordinamento delle delegate e dei delegati, da cui sono emerse utili riflessioni e valutazioni sul prosieguo del negoziato, abbiamo avanzato unitariamente le nostre richieste e osservazioni, riconfermando la nostra volontà a proseguire nella trattativa con spirito costruttivo.
      L’eventuale accordo della durata di un anno dovrà essere realmente sperimentale e costantemente monitorato. A livello di negozio dovranno avvenire confronti seri e approfonditi sull’organizzazione del lavoro e sugli organici. Una soluzione dovrà essere individuata anche per quelle realtà aziendali prive di rappresentanze interne.
      La garanzia dei presidi dovrà essere ottenuta attraverso l’autoregolamentazione dell’orario su base trimestrale secondo ancora il criterio prioritario della volontarietà associato a quello dell’equa ripartizione del carico di lavoro.
      Le compensazioni proposte in termini normativi appaiono ancora insufficienti sia per i lavoratori senza l’obbligo della prestazione che per gli "obbligati".
      I limiti massimi di presidio individuale richiesti (24/31) risultano troppo alti e andranno pertanto rivisti al ribasso.
      L’accordo dovrà essere applicato a tutte le lavoratrici e i lavoratori, comprese le figure apicali (capi reparto etc).
      Le casistiche di esclusione previste dal CCNL dovranno essere aggiornate e attualizzate.
      Sul piano economico abbiamo chiarito come un’operazione a saldi immutati di spalmatura differente degli attuali costi derivanti dalle maggiorazioni non sia una mediazione sufficiente. L’azienda deve migliorare e non solo rimodulare le attuali percentuali provando a dare un segnale di attenzione in tal senso anche alle lavoratrici e ai lavoratori con la prestazione domenica obbligatoria.
      Infine abbiamo richiesto che sia offerta la possibilità alle lavoratrici e ai lavoratori part time di aumentare il loro orario di lavoro su base volontaria in cambio della garanzia della prestazione domenicale.
      Esselunga si è riservata una valutazione compiuta e complessiva delle nostre proposte.
      Pur permanendo distanze significative riteniamo che il confronto odierno sia stato positivo anche e soprattutto sul piano politico.
      Esselunga ha infatti riconfermato la propria intenzione di mantenere in vita il contratto integrativo (scelta largamente in contro tendenza rispetto alle altre imprese di Federdistribuzione) sottolineando come un’eventuale intesa sul lavoro domenicale avrebbe anche la funzione di affermare il valore di relazioni sindacali capaci di raggiungere sintesi positive e non solamente difensive.
      Come OO.SS. siamo altresì convinti che il conseguimento di un accordo sull’organizzazione del lavoro con la capofila delle imprese della DMO potrebbe costituire un importante elemento di discontinuità in una fase complessa e conflittuale come quella che il settore sta attraversando.
      Il prossimo incontro si terrà a Bologna il 20 novembre 2015 (sede da definire) con inizio alle ore 10.30.

      p. la Segreteria Filcams Nazionale
      Cristian Sesena

      TESTO UNITARIO

      in data 5 marzo è ripreso il confronto con Esselunga avente come oggetto la regolamentazione del lavoro domenicale. In apertura l’ azienda ha fornito alcuni aggiornamenti e presentato i dati che erano stati richiesti dalle OOSS. durante l’incontro del 22 dicembre 2014. La rete è composta da 149 negozi: 78 aprono tutte le domeniche per l’intera giornata, 50 tutte le domeniche fino alle 14, 21 osservano chiusura. Ciò escludendo il mese di dicembre. Il negozio di Sassuolo, attualmente in ristrutturazione, quando riaprirà, resterà aperto anch’esso tutte le domeniche dalle 9 alle 20. Se si tiene conto che i "sempre aperti" coincidono in larga parte con i negozi grandi e che quelli attualmente chiusi, essendo tra i più datati, verranno ristrutturati e ampliati, si evince come la politica commerciale di Esselunga sia volta a investire sempre più sulle aperture domenicali, confortata da importanti riscontri di vendite e da un quadro normativo favorevole che non pare destinato in tempi brevi a mutare.

      L’organico complessivo si compone per il 75% di full time (di cui solo 250 con la previsione del lavoro domenicale in ordinario) e per il 25% di part time ( di cui circa la metà con l’obbligo della prestazione).Prendendo come campione di riferimento i 78 negozi aperti per tutta la giornata e tutte le domeniche, 18 domeniche in media (sempre escludendo le "dicembrine") vengono lavorate dal personale full time che vi opera. Non mancano però importanti differenziazioni. Il 23% presta servizio due domeniche al mese. Il 40% da una a due domeniche al mese. Il 37% meno di una domenica al mese.I capi reparto e gli allievi capi reparto ne lavorano in media tre su quattro. A queste sperequazioni (che ovviamente cambiano da negozio a negozio) l’azienda ha fatto fronte sino ad ora con il reperimento di volontari da altre unità operative, oltre che con l’apporto degli addetti "obbligati".

      A tendere, questa modalità di gestione delle problematiche legate alla garanzia di presidio rischiano di non bastare. Da qui l’intenzione di perseguire una intesa quadro nazionale che continui a prevedere come criterio prioritario la volontarietà, ma che offra anche, in caso di necessità una garanzia di presidio pari a: 24 domeniche su 44 lavorabili per casse e DroGem, e 31 su 44 per i reparti non a libero servizio.
      La richiesta aziendale ci è parsa subito estremamente alta, l’abbiamo evidenziato, ma come OOSS Nazionali abbiamo anche unitariamente avanzato proposte nell’ottica di continuare un negoziato delicato e complesso ma divenuto nel contempo irrimandabile, indipendentemente dal fatto che conduca o meno a soluzioni condivise.
      L’eventuale accordo dovrà avere carattere sperimentale per poter monitorarne gli effetti sull’occupazione. Sarà opportuno ragionare di tutta l’organizzazione del lavoro riferita ai turni e agli orari ricercando soluzioni innovative e compensazioni quali doppio riposo e w end liberi, che vedano la RSU/RSA e le OOSS Territoriali esercitare a livello decentrato un ruolo attivo di interlocuzione e proposta.
      Ripartizione equa dei carichi di lavoro, programmazione su più mesi, possibilità per i lavoratori part time e full time (con lavoro domenicale inserito nel contratto individuale) di avere anche loro qualche domenica libera, sistemi di autogestione degli orari, sono state le ulteriori richieste e i temi che abbiamo avanzato e posto sul tavolo, senza tralasciare gli aspetti economici.

      Abbiamo infatti rivendicato un miglioramento della scaletta delle maggiorazioni attualmente in vigore, che per i lavoratori obbligati si possa aprire una discussione sulla applicazione (totale? parziale?) della scaletta medesima, la possibilità di introdurre un premio di risultato legato alla presenza. Esselunga ha espresso forti perplessità sulla possibilità di aumentare ulteriormente il costo del lavoro (il CiA costa complessivamente 90 ml di euro l’anno), in un contesto generale dove la crisi dei consumi sta spingendo le imprese a comprimerlo, ed ha proposto di rivedere l’attuale sistema di pagamento delle maggiorazioni superando il 130% per le domeniche di Natale, creando cioè una nuova scaletta a costi complessivi invariati.

      Maggiori aperture (ancora da esplorare nel dettaglio) sono state offerte sul fronte normativo, anche se sul numero delle domeniche potenzialmente obbligabili l’azienda è rimasta ferma sulla sua posizione iniziale. Si è condiviso quindi di aprire una fase di ascolto e di riflessione che riguarderà sia le organizzazioni sindacali che l’impresa, con l’intento comune di verificare l’esistenza di mediazioni che ci permettano di superare le criticità e le distanze registrate in data odierna.

      Cristian Sesena

      Il 22 dicembre a Bologna si è tenuto l’incontro richiesto dalle Segreterie Nazionali a Esselunga avente come oggetto l’organizzazione del lavoro nelle giornate domenicali.
      Da ottobre infatti si erano susseguite le segnalazioni, da parte di alcune strutture territoriali, di nuove assunzioni e trasformazioni su base volontaria dei rapporti di lavoro da part time a full time con la prestazione domenicale ordinaria.
      ESSELUNGA ha confermato che per l’anno 2015 la tendenza sarà quella di aumentare le aperture in domenica, sia per le realtà (27 PDV) che attualmente sono chiuse (che apriranno mezza giornata) sia per quelle ( 63 PDV) che già rimangono aperte mezza giornata (che apriranno tutto il giorno come già fanno i restanti 59 negozi).
      Da qui l’urgenza di produrre un rafforzamento dell’organico che, giova ricordarlo, ha caratteristiche assolutamente particolari nel variegato panorama della DMO: il 75% dei lavoratori ha contratto full time senza obbligo di prestazione domenicale mentre fra i part time solo il 10 % registra nei propri contratti di assunzione questa clausola.
      Tale rafforzamento ha come assoluta priorità quella di garantire adeguate coperture dei presidi, in prospettiva difficilmente gestibili con il criterio esclusivo della volontarietà.
      L’azienda ha comunque manifestato l’interesse ad esplorare la possibilità di un accordo quadro nazionale, affidando le modalità applicative gestionali dello stesso al confronto di negozio.
      Come OOSS, nel ribadire la nostra contrarietà alle liberalizzazioni degli orari degli esercizi commerciali introdotte dal "Salva Italia" di Monti, abbiamo manifestato il nostro interesse a cercare una intesa complessiva, che eviti lo scenario dell’applicazione di quanto previsto dall’articolo 141 del CCNL Terziario.
      In tale perimetro condiviso però ,oltre a ragionare di garanzia di presidi, qualora il criterio della volontarietà non si rivelasse da solo esaustivo, dovranno entrare, nell’ottica del bilanciamento, compensazioni di diversa natura ( normative e possibilmente salariali).
      Il fronte maggiorazioni, a dire il vero, è apparso subito abbastanza delicato: l’azienda infatti nel lambire l’argomento, ha evidenziato come il pagamento del 130% per le cosiddette "deroghe natalizie", sia da ritenersi obsoleto e non più adeguato in quanto oneroso, ad una fase storica di aperture generalizzate.
      Abbiamo anche osservato come le nuove assunzioni ( che non superano la trentina) debbano rientrare nella modularita’ oraria prevista dal vigente CIA, essendo impensabile che questi addetti si sobbarchino oltre che il peso della prestazione domenicale obbligatoria, anche il disagio derivante dall’assenza di una corretta programmazione.
      Infine sono stati richiesti dati rispetto all’effettivo numero di negozi che saranno oggetto dell’ampliamento delle aperture di domenica, sul numero medio di domeniche attualmente lavorate dai full time senza l’obbligatorietà, sulla composizione dei presidi. Ciò al fine di approfondire i ragionamenti (in data odierna solamente abbozzati) durante il prossimo incontro che sarà calendarizzato fra la fine di gennaio e l’inizio di febbraio.
      È abbastanza chiaro a tutti la difficoltà di dover approcciare per via negoziale una materia di questo tipo in una impresa così complessa e strutturata in maniera originale come Essselunga.
      E’ altresì vero che l’oggettiva complessità del tema non può nascondere il fatto che un confronto di merito non sia più rimandabile, pena il dover subire l’iniziativa unilaterale dell’impresa che ha ribadito più volte di voler sì assumere nuovo personale ma pure agire le leve contrattuali in suo possesso fino ad arrivare alla piena applicazione delle norme contrattuali vigenti.
      Pur con tutte le cautele del caso, bisognerà produrre uno sforzo di responsabilità e lungimiranza dando peso su questa partita al ruolo delle relazioni sindacali sia nazionali che territoriali.
      Solidarietà fra addetti, equità nei carichi di lavoro, compensazioni all’aumentato disagio, dovranno essere i principi su cui incardinare da parte sindacale, il complesso negoziato che in data odierna ha visto l’avvio.

      P.Segreteria Filcams Nazionale
      Cristian Sesena

      Roma, 30 ottobre 2013

      Oggetto: ESSELUNGA Spa – esito incontro nazionale del 28 ottobre


      Testo unitario

      in data 28 ottobre 2013 si è tenuto l’incontro da noi richiesto con la direzione Esselunga per esplorare la possibilità di riavviare il negoziato per il rinnovo del vigente CIA.
      Come già anticipato nella lettera inviata alle Segreterie Nazionali il 13 giugno scorso, l’azienda ha ribadito la sua indisponibilità, al momento, precisando meglio la propria posizione.
      La crisi dei consumi sta colpendo fortemente tutto il commercio al dettaglio; il costo del lavoro continua ad alzarsi.
      La concorrenza è sempre più agguerrita tanto che l’azienda ha compiuto la scelta strategica di vendere in deflazione per conservare la sua importante fetta di mercato e di continuare ad espandersi ( per la primavera del 2014 è confermata l’apertura del primo store nel Lazio).
      L’imminente avvio del tavolo per la definizione di un contratto di settore, che vede Esselunga giocare un ruolo di rilievo nella compagine di Federdistribuzione, invita a non sovrapporre livelli di trattativa, in quanto alcuni temi saranno oggetto del suddetto negoziato di primo
      livello.
      Come OO.SS. abbiamo condiviso il sostanziale atteggiamento di prudenza di Esselunga ma nel contempo abbiamo ribadito la volontà di riattivare un sano confronto su temi per noi importanti e non necessariamente vincolati al CIA, che, va sottolineato, l’azienda ha dichiarato non essere intenzionata a disdettare, ne’ a disapplicare parzialmente.
      Formazione, salute e sicurezza, part time, appalti, sono infatti tematiche che meritano quantomeno un approfondimento e possibilmente l’individuazione di soluzioni condivise.
      A questo elenco l’azienda ha voluto aggiungere l’organizzazione del lavoro in domenica. Abbiamo garantito, anche su questo argomento, disponibilità, pur puntualizzando come si tratti di materia oggetto del confronto al primo livello con Federdistribuzione, nonché tema assolutamente complesso e delicato.
      Positivo il recepimento immediato della direzione della nostra richiesta di programmare l’orario settimanale dei nuovi assunti a 40 ore settimanali, che seppur in maniera non omogenea da territorio a territorio, si trovano spesso una pianificazione limitata alle 37,5 ore previste dal CIA.
      In sintesi crediamo di aver centrato l’obiettivo di questo incontro, che era quello di rivitalizzare, in un clima più costruttivo e produttivo del passato, un sistema di relazioni sindacali, troppo spesso disatteso e mal funzionante.
      Verranno pertanto calendarizzati, tenendo conto delle tempistiche dettate dal negoziato per la definizione di un contratto di settore con Federdistribuzione, nuove sedi di confronto "tematiche" ove provare a raggiungere, laddove matureranno le condizioni, sintesi condivise.

      p. la Segreteria Filcams Nazionale
      Cristian Sesena

      Roma 28 maggio 2013

      Oggetto: Esselunga – chiarimenti in merito all’esercizio del diritto di assemblea

      nel corso dell’ultimo Coordinamento Nazionale, fra i vari temi dibattuti, è emersa l’esigenza di chiarimenti rispetto all’esercizio del diritto di assemblea nei negozi.
      Di seguito alcune considerazioni costruite in base agli orientamenti giurisprudenziali più consolidati:
      L’articolo 20 dello Statuto dei Lavoratori prevede il diritto dei lavoratori di riunirsi in assemblea nella stessa unità produttiva in cui prestano la loro opera per discutere <materie di interesse sindacale e del lavoro>.
      L’esercizio del diritto dei lavoratori di riunirsi richiede la concreta collaborazione del datore di lavoro, il quale deve rendere disponibili locali adeguati in cui l’assemblea deve svolgersi.
      L’assemblea può essere convocata solo dalle RSA (RSU) singolarmente o congiuntamente.
      Alle riunioni, che possono interessare la generalità dei lavoratori o gruppi di essi, hanno diritto di partecipare tutti i lavoratori interessati, siano o meno iscritti ad un sindacato.
      Le convocazioni dell’assemblea devono essere comunicate al datore di lavoro (specificando, secondo quanto previsto dal CCNL, l’ordine del giorno) che ne accoglie le richieste in base all’ordine di precedenza della convocazione effettuata dalla RSA o RSU. Il datore deve essere preavvisato, ove alla riunione partecipino dirigenti esterni del sindacato che ha costituito la RSA (o la RSU).
      L’assemblea può svolgersi durante o al di fuori dell’orario di lavoro e può essere indetta dalle RSA (o RSU) in locali dell’unità produttiva in cui i lavoratori prestano la loro opera.
      Qualora il datore di lavoro abbia predisposto un apposito locale per lo svolgimento dell’assemblea, i lavoratori sono tenuti ad utilizzare quel locale, a meno che esso non sia inidoneo allo scopo. In assenza di un preventivo accordo i lavoratori possono scegliere liberamente, nell’ambito della unità produttiva, ove riunirsi purché ciò non comprometta interessi giuridicamente rilevanti dell’impresa (ad esempio: l’assemblea non deve impedire o ostacolare lo svolgimento dell’attività lavorativa di coloro i quali non partecipano all’assemblea).
      La norma, infine, precisa che spettano 10 ore all’anno ( nel CCNL Terziario 12 ore) per le assemblee effettuate durante l’orario di lavoro e che per esse è corrisposta la normale retribuzione.
      L’accordo interconfederale del 20 dicembre 1993 attuativo delle previsioni dello Statuto, pur dichiarando formalmente le 10 ore annue spettanti ai lavoratori, ne attribuisce 7 alla RSU e 3 ai sindacati firmatari del CCNL applicato all’unità produttiva.
      La giurisprudenza ha precisato che le 3 ore di assemblea spettano all’insieme delle OO.SS. firmatarie del CCNL e non a ciascuna di tali Organizzazioni ( Cass, 30-8-2010).
      In base all’articolo 20 dello Statuto dei Lavoratori il diritto di assemblea può essere esercitato durante l’orario di lavoro nei limiti delle 10 ore annue (12 nel terziario),regolarmente retribuite.
      Il diritto alla retribuzione per le ore di partecipazione all’assemblea sindacale ha lo scopo di incentivare il lavoratore a partecipare attivamente alle iniziative di confronto all’interno della comunità di lavoro (Cass. 1-8-1986 n.4934).
      Il limite delle 10/12 ore è stato però diversamente interpretato: parte della dottrina l’ha ritenuto riferito al singolo lavoratore, che individualmente non potrebbe partecipare ad assemblee retribuite per più di 10/12 ore all’anno, mentre, per altra dottrina, invece, esso costituirebbe un limite quantitativo riferito direttamente alla RSA/RSU con la conseguenza che ciascuna RSA o RSU non potrebbe indire, durante l’orario di lavoro, assemblee per più di 10/12 ore all’anno.
      Prendendo spunto da tale posizione, un’interpretazione ancor più restrittiva, imputa il limite in questione a tutte le RSA o RSU presenti in azienda con la conseguenza dell’impossibilità di indire, in uno stesso anno, complessivamente più di 10 ore di assemblea da tenersi durante l’orario di lavoro.
      In giurisprudenza la Cassazione, con la sentenza n. 16942 del 21-7-2009 rigetta la tesi delle 10/12 ore all’anno per ogni lavoratore in quanto si avrebbero, sul piano pratico, conseguenze abnormi per il datore di lavoro: potrebbero essere convocate assemblee continue, cui partecipino pochi lavoratori, fino ad esaurimento del monte ore di tutti i lavoratori dell’unità produttiva, con il rischio di completa paralisi dell’attività lavorativa.
      La Consulta riferisce, invece, il limite in questione alla generalità dei lavoratori destinatari dell’invito all’assemblea, con la conseguenza comunque dell’impossibilità per la RSA/RSU di convocare ulteriori assemblee una volta esaurite le 10/12 ore annue, a prescindere dalla partecipazione del singolo lavoratore.
      Il CCNL prevede poi che le assemblee in orario di lavoro avvengano “con modalità che tengano conto dell’esigenza di garantire la sicurezza delle persone, la salvaguardia dei beni e degli impianti e il servizio di vendita al pubblico; tali modalità saranno concordate aziendalmente con l’intervento delle Organizzazioni Sindacali locali aderenti o facenti capo alle Organizzazioni Nazionali stipulanti.”
      Da quanto fino a qua esposto si evince che: i lavoratori non in orario di lavoro al momento dell’assemblea possono partecipare senza diritto alla retribuzione, essendo le 12 ore annue non a disposizione del singolo.
      La contrattazione di secondo livello (esercitata congiuntamente da OOSS Territoriali e RSA/RSU) è stata in teoria chiamata a convenire con la impresa le “modalità” di esecuzione delle assemblee che determinino la salvaguardia di persone, beni, e servizio di vendita.
      Qualora tale accordo non sia ricercato, o non si trovi, il diritto all’assemblea deve comunque essere garantito e l’impresa può definire un presidio minimo necessario purché ciò non sia pretestuosamente confezionato al fine di ostacolare la partecipazione.
      L’assemblea, svolta in diverse fasce orarie articolate durante la medesima giornata, dovrebbe, tra l’altro, essere sostenuta nei confronti dell’azienda come modalità per facilitare la partecipazione, e nel contempo, garantire un’affluenza scaglionata e quindi disciplinata, che in assenza di accordi, deve essere spesa dalle OOSS e dalla RSA/RSU come manifestazione concreta di voler garantire, seppur autonomamente, corrette modalità di esecuzione. Il concentrare l’assemblea in un solo orario, (magari di punta), in assenza di accordi condivisi sull’effettuazione, potrebbe infatti produrre l’effetto di spresidiare totalmente l’area di vendita e il magazzino, arrecando danno all’impresa, e rischio per l’incolumità della clientela.

      p. la Segreteria Filcams Nazionale
      Cristian Sesena

      Roma 17 maggio 2013

      Oggetto: Esselunga_ Nuovo Incarico Segreteria Nazionale e prossimi appuntamenti.



      Il 16 maggio 2013 si è tenuto, presso la Camera del Lavoro di Milano, il Coordinamento Nazionale delle delegate e dei delegati Esselunga.

      E’ stato un momento di confronto franco e aperto che ha fatto emergere esperienze anche diverse fra territorio e territorio, ma che ha consentito soprattutto di socializzare costruttivamente problematiche, idee e necessità.

      Si è ragionato prioritariamente di se e come riattivare un confronto finalizzato al rinnovo del CIA, essendo il contesto in cui si andrebbe a collocare la trattativa complesso, per il concatenarsi di diversi fattori, tra cui spicca l’imminente avvio del negoziato con Federdistribuzione per la definizione di un nuovo contratto nazionale della DMO.

      Se da un lato tutti gli interventi hanno sottolineato la necessità di riprendere un dialogo con una impresa che, pur non avendo disdettato l’attuale CIA, continua scientificamente a sottrarsi a normali dinamiche relazionali con le OOSS, dall’altro a nessuno è sfuggito il rischio di avventurarsi in un percorso problematico, privo di certezze, e che potrebbe assumere connotati fortemente restitutivi, tenuto contro di quanto accaduto nel più ampio panorama delle imprese del settore.
      Si è convenuto pertanto di proporre a Fisascat e Uiltucs di chiedere ad Esselunga un incontro in tempi ragionevolmente rapidi per comprendere se vi siano spazi e aperture e quale sia il posizionamento dell’azienda rispetto alle politiche di Federstribuzione.

      Su argomenti quali il lavoro domenicale, il premio di risultato, l’orario di lavoro, l’effettiva rappresentatività, i rapporti di forza, si è iniziato una riflessione approfondita che ha fatto emergere diverse sensibilità ma anche spunti innovativi che costituiranno materia di confronto interno e nei luoghi di lavoro.

      Altro tema ampiamente dibattuto è stato quello del modello di rappresentanza. Esselunga infatti continua ad opporsi alle procedure di rinnovo della RSU promosse dalla Filcams sostenendo una interpretazione quantomeno opinabile del Protocollo Interconfederale di riferimento.

      La Filcams Nazionale ha ribadito la necessità di riaffermare il modello delle Rappresentanze Sindacali Unitarie e di proseguire nei rinnovi seguendo scrupolosamente la procedura prevista, con particolare attenzione ai passaggi di coinvolgimento di Fisascat e Uiltucs.

      Qualora Esselunga, al termine dell’iter si opponga al riconoscimento, pur in assenza di motivazioni formali e sostanziali, si effettueranno le necessarie e tempestive verifiche e conseguenti azioni legali.

      Infine la Salute e Sicurezza sui luoghi di lavoro.
      L’ultima riunione nazionale degli RLS ha capitalizzato il risultato dell’investimento che la Filcams ha prodotto su questa importantissima materia. L’atteggiamento, la preparazione, la maturità degli RLS non hanno permesso all’impresa di affrontare il tema dello Stress da Lavoro con modalità unilaterali e liquidatorie.

      Tutti infine hanno sottolineato la necessità di intensificare il raccordo fra diverse strutture per impedire affondi dell’azienda finalizzati a produrre precedenti negativi in materia di contrattazione da esportare nelle altre unità operative.

      Il Coordinamento Nazionale si riunirà di nuovo il 3 giugno p.v. per intraprendere il percorso di formazione previsto dal piano di lavoro a suo tempo varato dalla Filcams.
      In quella giornata, assieme al Dipartimento Formazione, si mapperanno i fabbisogni che emergeranno direttamente dalle delegate e dai delegati.

      .Il Segretario Nazionale
      Cristian Sesena

      Roma 25 febbraio 2013

      Oggetto: Esselunga Esito Incontro Nazionale “Diritti di Informazione”.

      Testo Unitario

      il 25 febbraio 2013 si è tenuto l’incontro nazionale sui Diritti Informazione previsto dal Contratto Integrativo Aziendale.

      Esselunga ha chiuso il 2012 con fatturato pari a 6,8 miliardi di euro (+3,2% rispetto al consuntivo 2011), dato questo molto importante soprattutto se associato ad un altrettanto incoraggiante miglioramento della gestione caratteristica anche essa in deciso aumento ( + 360 milioni di euro). L’occupazione ha registrato 500 nuovi occupati e si è attesta, all’oggi, a 20.200 unità.

      Suddetto organico vede la netta prevalenza di tempi indeterminati (92%) rispetto ad apprendistati, contratti di inserimento e somministrati; L’abolizione del contratto di inserimento a seguito delle previsioni della riforma Fornero, vedrà un maggior utilizzo per l’anno in corso, di tempi determinati e apprendistati. Davvero residuale la presenza di collaborazioni a progetto, stage e tirocini. Prevale, contrariamente alla maggior parte delle imprese della DMO, il full time (75%) rispetto al part time (25%), questo ultimo articolato quasi esclusivamente su base verticale settimanale. Le lavoratrici rappresentano il 47% di una popolazione aziendale che tende in media ad invecchiare, sia anagraficamente ( età media 38 anni) che aziendalmente (10, 2 anni).

      La fotografia degli inquadramenti vede 65 dirigenti, 12.481 impiegati, 5.614 operai, 1.075 (contratti di inserimento e/o apprendisti), 330 contratti a tempo determinato; il 3,8% è inquadrato al 6° livello, il 5.6% al 5°livello, il 59% al 4° livello, il 22% al 3°livello, il 5% al 2°livello; il restante 4% è composta da dirigenti, quadri e 1°livelli. Il turn over su base annua si attesta ad un “fisiologico” 4%.

      La politica di sviluppo continua in maniera mirata e prudente: dopo le riaperture di Garbagnate, San Giuliano, la nuova apertura del super store di Viale Traiano a Torino, la riallocazione di Sesto San Giovanni, e l’acquisto dello stabilimento produttivo di Parma (ex Battistero), sono previsti ulteriori investimenti a Milano ( Porta Nuova) e nel 2014 a Roma, con l’apertura di nuovi negozi.

      Dal punto del vista delle strategie commerciali continua l’investimento sulle vendite on line, che comporterà la prosecuzione e conclusione del processo di cessione in appalto del servizio allestimento delle merci da consegnare alla clientela. E’ prossima la dismissione dei reparti audio video non ritenuti più competitivi e capaci di reggere la concorrenza dei grandi gruppi del settore (Mediaword, Apple, etc). Ciò avverrà senza conseguenze traumatiche per gli attuali addetti.

      L’azienda ha dichiarato poi di aver effettuato 250.000 ore di formazione attraverso un deciso utilizzo dell’ e-learning anche per quanto concerne la formazione obbligatoria in materia di prevenzione, salute e sicurezza ed ha riconfermato un forte investimento verso alcune figure particolarmente professionalizzate (panettieri e gastronomi).

      Di particolare interesse il bilancio di un anno di aperture domenicali e festive dopo l’avvento della liberalizzazione degli orari commerciali da parte del Governo Monti.

      Su 144 negozi, 30 hanno aperto tutte le domeniche dalle ore 9 alle 20, 77 solo la mattina fino alle 14.00, e 37 sono rimasti chiusi. La maggior parte delle lavoratrici e dei lavoratori ha effettuato la prestazione in straordinario e supplementare; per far fronte alle esigenze di presidio le nuove assunzioni sono state fatte prevedendo la domenica obbligataria. Nonostante questa modalità di garanzia di copertura comporti oneri significativi dal punto di vista del costo del lavoro, Esselunga ha dichiarato che l’esperienza risulta essere stata fino ad oggi, comunque redditizia.

      Come OOSS Nazionali abbiamo rilevato come i dati forniti siano poco dettagliati non prevedendo gli stessi, fra l’altro, riscontri chiari a medio periodo sulla politica di investimento, e il dato aggregato delle ore di supplementare e straordinario, utile, quest’ultimo, per comprendere la tenuta o meno dell’attuale modello organizzativo.

      Abbiamo ovviamente espresso apprezzamento per i positivi risultati economici del Gruppo, in un contesto complessivo di settore, e non solo, caratterizzato da crisi occupazionali e disdette della contrattazione integrativa; nel contempo abbiamo proposto unitariamente di marcare un deciso cambio di passo nelle relazioni sindacali in grado , tra l’altro, di riattivare fasi di confronto negoziale finalizzate ad offrire risposte su temi particolarmente sentiti dalle maestranze: organizzazione del lavoro, diritti individuali, salute e sicurezza, sistema premiante.

      Esselunga ha messo in rilievo difficoltà di natura politica a livello decentrato che osterebbero alla creazione delle idonee condizioni per una negoziazione che ovviamente si annuncia come delicata e complessa.

      Le Segreterie Nazionali sono orientate comunque a intraprendere un percorso per addivenire rinnovo del contratto integrativo aziendale.

      Al termine dell’incontro è stato sottoscritto un accordo a sostegno di un piano formativo su conto individuale aziendale finanziato da Fondo ForTE.

      L’occasione è stata utile per richiedere all’azienda maggior partecipazione e coinvolgimento di strutture e delegati su tutta la partita della formazione interprofessionale, con particolare attenzione a quella dedicata alla prevenzione salute e sicurezza.

      Esselunga si è resa disponibile a calendarizzare un apposito incontro di approfondimento su questo argomento e di rendere realmente efficace in termini di operatività, il comitato paritetico di monitoraggio previsto dal verbale d’intesa.

      p. la Segreteria Filcams Nazionale
      Cristian Sesena

      Roma, 11 luglio 2012

      Oggetto: Esselunga/ Esito riunione strutture presentazione Piano di Lavoro 05.07.12

      come sapete il giorno 5 c.m. si è tenuta una riunione dei compagni che seguono Esselunga alla quale ha partecipato il nostro Segr. Generale F. Martini.
      La riunione è stata indetta per presentare la bozza di un Piano di Lavoro, di cui vi alleghiamo copia.
      L’introduzione fatta da Lucia Anile che ha illustrato dettagliatamente le ragioni e le finalità del Piano di Lavoro, come lo si è pensato, impostandolo attraverso un Progetto, capace di coinvolgere tutto il gruppo dirigente ai vari livelli, in modo particolare i delegati e i lavoratori nella sua elaborazione e realizzazione, definendo un percorso che ci metta nella condizione di poter essere maggiormente strutturati e rappresentativi.
      Il dibattito ha registrato l’intervento di tutte le strutture presenti.
      Riassumendo sommariamente le cose dette dai vari interventi, possiamo dire che ognuno ha rimarcato le problematiche che si registrano nei loro territori.
      Di fatto, alcuni hanno posto la difficoltà dei delegati nella gestione e applicazione del CIA, altri la scarsa partecipazione alle assemblee e quindi la necessita di trovare strumenti innovativi di comunicazione, così come, hanno rimarcato la difficoltà nel governare gli orari e come affrontare il lavoro domenicale, altri hanno posto la questione della sicurezza e salute; infine tutti hanno condiviso la necessità di coordinarci e strutturarci al meglio, ritenendo il Piano di Lavoro un Progetto importante e ambizioso da applicare e realizzare.
      L’intervento conclusivo del Seg. Gen. F.Martini ha colto e ripreso tutte le problematiche emerse dalla discussione.
      Ha rimarcato come questo Piano di Lavoro sia importante per la Categoria, che vede coinvolta tutta la Segreteria, sostenendo che bisogna passare all’operatività del Progetto, confermando innanzitutto la necessità di definire e applicare una struttura così pensata, soprattutto per le dimensioni che questa Azienda riveste nella G.D.O. e per il suo peso politico contrattuale.
      Ha inoltre evidenziato l’importanza del tesseramento e proselitismo e come su questo tema si debba maggiormente investire.
      In merito alla ripresa del negoziato per il rinnovo del CIA, ha ritenuto precisare che noi dobbiamo prepararci al confronto con questa Azienda, con proposte che partano dalle questioni lasciate in sospeso, cercando di passare dalle contrapposizioni alla ricerca di possibili punti di approdo.
      Ha quindi evidenziato come sarebbe una notizia più che positiva se riuscissimo a rinnovare il CIA in una Azienda come questa.
      Pertanto alla luce di quanto sopra si è deciso di dare avvio al Piano di Lavoro, così strutturato, fissando due appuntamenti mirati nel mese di settembre, in forma seminariale e formativa su tematiche specifiche, relative al Programma operativo.
      Nei prossimi giorni definiremo con l’ufficio Formazione le date , che vi comunicheremo tempestivamente.

      p. la Filcams Cgil Nazionale
      Lucia Anile

      PIANO di LAVORO ESSELUNGA 05.07.12

      PRESENTAZIONE

      L’esigenza di definire un Programma, sulla base di “Piano di Lavoro”, è stata presa nella riunione delle Strutture che si è tenuta a Roma il 18-01-2012.
      Lo scopo è quello di strutturarci al meglio per essere più rispondenti alle trasformazioni in atto, al fine di salvaguardare e possibilmente estendere i diritti a tutela dei lavoratori Esselunga.
      Per questo, riteniamo che sia di fondamentale importanza stabilire con tutto il Gruppo dirigente, un rapporto strutturato e costante, che da un lato, diventi sempre più punto di riferimento chiaro per tutti i Dirigenti sindacali ai vari livelli, dall’altro, riesca a mantenere vivo il legame con i lavoratori, utilizzando anche nuove forme di comunicazione, applicando strumenti e metodi innovativi, creando punti di ascolto (rivolti in modo particolare ai giovani), per coglierne i loro problemi e approntare risposte.
      Queste attività e gli interventi conseguenti, sono alla base di questo Piano di lavoro, precisando che, per realizzarlo, è necessario trovare un valido sostegno e contributo da parte di tutta la nostra Organizzazione.
      Sappiamo bene che stiamo attraversando un periodo difficile e complesso, dovuto alla pesante crisi economica finanziaria, internazionale e nazionale e alle politiche pubbliche di riduzione delle spese e riequilibrio tra spese e prodotto interno lordo.
      Questa situazione porta a modifiche nel suo sistema economico, produttivo e sociale e influenza pesantemente il nostro modello di vita e di lavoro.
      Per affrontare i cambiamenti in atto, è necessario quindi, avere chiaro il quadro generale entro il quale analizzare, approfondire e valutare i temi e i continui mutamenti che avvengono nel nostro sistema produttivo e distributivo, per poi rapportarli alla realtà Esselunga.
      Per raggiungere questo scopo, dobbiamo utilizzare maggiori e migliori strumenti di informazione e formazione, ed inoltre, intervenire sul piano organizzativo, per renderlo più funzionale allo scopo.
      Ma soprattutto, non dobbiamo tralasciare di instaurare tra di noi, significativi momenti di discussione e confronto, che sappiano costruire un ampio consenso, sia nel merito delle nostre proposte strategiche, che in quelle più squisitamente rivendicative, stabilendo in questo modo delle priorità, sulle quali fare scelte capaci di rappresentare al meglio gli interessi e le istanze dei lavoratori.
      Per realizzare questi obiettivi, proponiamo un percorso di lavoro intenso e articolato, dove tutte le strutture saranno direttamente coinvolte nella costruzione e applicazione del Piano di lavoro.
      Coinvolgeremo in modo particolare i delegati, chiamati attivamente a partecipare, sicuri che sapranno cogliere le opportunità che intendiamo e vogliamo mettere in campo.
      Questo Piano avrà però gambe su cui camminare solo se sapremo coinvolgere attivamente i lavoratori, chiamandoli ad esprimersi sui vari argomenti attraverso una loro vera partecipazione alle decisioni.
      In definitiva, si tratta di predisporre un innovativo e ambizioso “laboratorio”, che non vuole essere solo teoria e analisi, ma un insieme di scelte motivate, argomentate e condivise, partendo dal basso e capace di guidare il nostro agire sindacale nel sviluppare e applicare una Contrattazione Aziendale moderna e avanzata, in una realtà difficile e complessa come Esselunga.

      IL PROGETTO

      Scopo

      Obiettivi

      Programma operativo

      Livello Nazionale

      La Struttura Nazionale è formata dal membro di segreteria o di apparato nazionale a cui è assegnata la responsabilità delle politiche sindacali Esselunga e dai responsabili regionali e ha il compito di:

      Tali compiti si realizzano attraverso la definizione delle responsabilità di direzione e gestione del “programma operativo” in tutte le sue fasi, vale a dire:

      Coordinamenti

      Coordinamento Nazionale

      Compito del coordinamento nazionale è:

      Tale rapporto deve garantire un numero di ore di permessi sindacali idoneo al raggiungimento degli obiettivi assegnati al coordinamento regionale.

      Coordinamenti Regionali / Territoriali

      I Coordinamenti Regionali e Territoriali avranno ruolo di responsabilità nei vari Gruppi di Lavoro costituiti a livello Nazionali e il compito di pianificazione e gestione del progetto strategico nei vari territori.
      A tale scopo, confermando quanto previsto dal vigente CIA relativamente ai Diritti sindacali, riguardante in modo particolare, l’attività del previsto “Coordinamento regionale unitario”, si dovrà ridefinirne meglio la sua costituzione e la sua composizione.

      Le materie sulle quali si dovranno rapportare si possono individuare in:

      Ogni Coordinamento dovrà dotarsi di un proprio “Piano di lavoro”conseguente ai compiti assegnati e prevedere livelli di analisi e valutazione dei risultati raggiunti.

      Rapporti azienda/ sindacato

      La realtà sindacale in Esselunga è alquanto complessa e singolare.
      Le criticità maggiori sono determinate essenzialmente dalla sua particolare specificità storica, caratterizzata prevalentemente dalla presenza del suo fondatore “Bernardo Caprotti”, il quale da sempre ha imposto una politica a “conduzione familiare”, marcatamente ideologica e personale, la cui conseguenza ha sempre condizionato negativamente i rapporti sindacali e in modo particolare la CGIL.
      Questa situazione ha generato nel tempo diverse criticità, incomprensioni e forti contraddizioni, che sostanzialmente permangono e si manifestano attraverso una conflittualità difficile da governare, rendendo difficoltoso stabilire un reale rapporto sindacale, costruttivo e chiaro, sia con l’Azienda, che con i lavoratori.
      Tutto ciò, pone una serie di problemi ineludibili, che per affrontarli e risolverli positivamente, necessita avere chiaro il quadro di riferimento con il quale ci dobbiamo misurare.
      Per questo, necessita soprattutto realizzare un’indagine conoscitiva del Gruppo, che partendo dalla sua ricostruzione storica, sia possibile produrre una compiuta analisi della realtà attuale, per poi sviluppare una strategia sindacale credibile e praticabile, che ci metta nelle condizioni di sviluppare un’azione sindacale condivisa, capace di ristabilire corrette relazioni sindacali e di riavviare la trattativa per il rinnovo del CIA.
      Questo processo di analisi e valutazione non parte dal nulla.
      In Esselunga, di fatto, esiste un sistema di regole ed una Contrattazione di tutto rispetto, cosa che si è sviluppata nel tempo, attraverso una trentina di Accordi aziendali, risalenti agli inizi anni 70, fino all’attuale e tuttora vigente CIA di Gruppo, sottoscritto il 9 dicembre 2004, dove le parti hanno definitivamente armonizzato il sistema delle relazioni sindacali, riconducendo il rinnovo e l’applicazione del CIA a livello Nazionale.
      Certamente la ricostruzione della Contrattazione, la sua analisi e valutazione, in tutta la sua articolazione, sarà materia di studio, in quanto elemento fondante sulla quale impostare la nostra strategia politica-organizzativa.

      Relativamente alla situazione sindacale, a tutt’oggi gli iscritti alla Filcams-CGIL su circa 19.000 lavoratori in circa 143 punti vendita sono 1.730, dei quali:

      Totale: 1730 iscritti pari al 9,12%

      I delegati RSU sono 159
      ,, RSA ,, 47
      ,, RLS ,, 90

      L’impostazione di questo piano di lavoro ha come obiettivo quello di utilizzare la storia sindacale realizzatasi in tutti questi anni, coniugarla con i cambiamenti avvenuti ed è base di elaborazione politico/organizzativa per affrontare le sfide del futuro.

      Roma, 24 giugno 2012

      Oggetto: Esselunga/ Esito incontro salute sicurezza del 22 giugno

      Testo Unitario

      Il giorno 22 c.m. si è svolto un incontro a livello Nazionale con Esselunga, avente all’O.d.G. le materie relative alla Salute e Sicurezza sul Lavoro. Incontro voluto dalle OO.SS. al fine di affrontare tali temi nel modo più organico e funzionale alla salvaguardia della salute dei lavoratori, coinvolgendo il Sindacato a tutti i livelli.
      L’Azienda ha evidenziato quanto sia per lei importante mantenere un ambiente di lavoro sicuro e salutare, dichiarando che su tale materia vuole investire risorse economiche ed umane, anche attraverso la costituzione di un “dipartimento” dedicato a salute e sicurezza.
      All’incontro erano presenti alcune figure che si occuperanno della materia, tra le quali il Responsabile dott. Mandolini, che ha illustrato il Programma di intervento predisposto dall’azienda.
      Da quanto illustrato, il Programma prevede obiettivi chiari e misurabili, rivolti a migliorare l’ambiente, l’organizzazione e la salute dei lavoratori.
      Lo staff incaricato nell’applicazione e gestione del Programma è composto da: 10 medici competenti, un RSPP e circa 100 ASPP, con la possibilità di utilizzare altre figure tecniche di supporto.
      Per quanto riguarda la valutazione dei rischi DVR, il Programma prevede un presidio e una mappa dedicata ad ogni area di rischio, che coinvolge tutti i soggetti interessati, compresi gli RLS aziendali.
      Nel Programma è previsto un Progetto di certificazione SGSL con formazione sul sistema in aula.
      L’Azienda ha quindi predisposto un Piano di formazione sulla sicurezza triennale 2012-2015, che coinvolge tutto il personale (circa 19.000 lavoratori), che è stato posto all’attenzione dell’Ente Bilaterale Nazionale e da questo apprezzato;il progetto formativo avrà inizio entro il mese di luglio, con un primo corso di 8 ore in aula.
      Per quanto riguarda le aziende che operano in appalto, oltre a quanto previsto dalle normative di legge, Esselunga ha dichiarato che stabilirà una più stretta collaborazione tra il responsabile Sicurezza Esselunga ed il responsabile Sicurezza del Cantiere.
      Ci sono stati inoltre illustrati i dati relativi agli infortuni in azienda, che evidenziano come i più frequenti siano legati a fattori di distrazione ( circa 12.133 ).
      Certamente questo problema dovrà rientrare nelle valutazioni di rischio, predisponendo interventi mirati a ridurne i danni.
      Riteniamo importante e positivo il confronto avuto con l’azienda, anche nell’ottica di valorizzare e rafforzare il ruolo attivo e partecipativo del sindacato sulle materie della salute e della sicurezza.
      Abbiamo per questo evidenziato all’Azienda che un Progetto così fatto è sicuramente ambizioso ed impegnativo e che potrà essere realizzato al meglio solo se ci sarà il coinvolgimento e il riconoscimento di tutti i soggetti coinvolti, in modo particolare gli RLS Aziendali, facendoli diventare sempre più parte attiva nelle valutazioni e decisioni, così come previsto dalle normative di legge e contrattuali in materia.
      Infine proposto all’Azienda di dare continuità al confronto a livello Nazionale, attraverso ulteriori incontri, con modalità che l’Azienda si è resa disponibile a costruire e definire.

      Per la Filcams Cgil Nazionale
      Lucia Anile

      Roma, 29 marzo 2012

      Oggetto: Esselunga -esito Incontro 22 marzo


      Testo Unitario

      il 22 marzo scorso si è tenuto l’incontro con la direzione aziendale Esselunga sui diritti di informazione.
      In premessa l’azienda ha tenuto ad evidenziare che nonostante la grave situazione generale di crisi che coinvolge il Paese, e quindi il settore commerciale, grazie al suo modello commerciale ed organizzativo, si difende meglio delle altre catene della grande distribuzione.
      Infatti, sul piano qualitativo nel 2011 riviste specializzate del settore la mettono al 1° posto per i supermercati ed al 2° posto complessivamente per il retail.
      Sostenendo che, qualità del prodotto e qualità del servizio sono i punti di forza dell’azienda, nonostante un mercato fortemente concorrenziale; dichiarando che malgrado la “torta” dei consumi non cresca, l’aumento delle iniziative promozionali contribuiscono nella sua attività di espansione, di consolidamento di mercato e di crescita dei dipendenti: al 31/12/2011 sfiora quota 19.000 dipendenti, in aumento di 403 rispetto l’anno precedente. Rimarcando il dato che la pone in testa alla classifica per numero di dipendenti fra le aziende commerciali del nostro Paese.
      L’organico al 31/12/2011 chiude esattamente a 18.998 dipendenti, di cui:

      Dei lavoratori impiegati part-time oltre l’80% hanno un contratto pari o superiore a 24 ore settimanali e per il 90% dei part-time complessivi, il contratto e di forma verticale.
      Il contratto di inserimento, è stata la forma privilegiata per le nuove assunzioni, con conferma degli stessi a tempo indeterminato per l’85% dei contratti avviati.
      L’età media dei dipendenti è di 37 anni e l’anzianità media di servizio è di 10 anni.
      L’azienda ci ha quindi comunicato la terziarizzazione del confezionamento e consegna della spesa che viene ordinata da casa; tale sperimentazione avviata in alcuni punti vendita continuerà con personale esterno.
      Fermo restando la nostra diffidenza verso la terziarizzazione, abbiamo richiesto che tale materia sia oggetto di una attenta valutazione e verifica nel prossimo incontro.Per quanto riguarda gli investimenti, l’azienda ci ha confermato che il progetto stabilimento di Parma (ex Battistero), diventerà operativo entro la fine dell’anno; comincerà la sua attività con prodotti da forno e successivamente verrà insediato un reparto pastificio.
      Il personale (ex Battistero) attualmente in CIGS, si sta riqualificando, nel mentre, per la chiusura dello stabilimento di Firenze, sono in corso confronti con i sindacati territoriali per la ricollocazione del personale.
      Per quanto riguarda le nuove aperture, l’azienda ci ha comunicato che per il 2014 sarà in grado di avviare proprie attività nella città di Roma, mentre nel 2012, aprirà un nuovo punto vendita nel torinese e riaprirà, dopo la ristrutturazione, i punti vendita di Garbagnate e San Giuliano Milanese.
      Sui dati economici, non essendo gli stessi ancora a disposizione in quanto il bilancio sarà redatto ed approvato nei prossimi giorni, l’azienda ha dichiarato che l’andamento economico e delle vendite è stabile, con un leggero incremento dovuto alle nuove aperture.
      Anticipando, che l’effetto tutto sommato positivo dell’andamento economico, permetterà di pagare per il 2011 il salario variabile, i cui dati per filiale ci verranno inviati quanto prima.
      Come sindacato abbiamo risposto che il raggiungimento del risultato del salario variabile è determinato dal meccanismo previsto dal CIA , dichiarando la necessità di una più compiuta verifica del meccanismo che lo determina.
      Abbiamo registrato l’impegno messo in atto dall’azienda nel ricercare e progettare il consolidamento e lo sviluppo del mercato, evidenziando che i riconoscimenti, che la stessa ha ricevuto dalla stampa specializzata, sono soprattutto il frutto dell’impegno e della professionalità espressa dai lavoratori.
      Abbiamo inoltre manifestato il nostro disappunto, per la ritrosia aziendale, di non fornirci per scritto i dati, atteggiamento che ci costringe quindi ad aspettare il deposito del bilancio prima di poter in modo compiuto effettuare valutazioni più approfondite.
      Inoltre, abbiamo riproposto all’azienda di riprendere la discussione per il rinnovo del CIA, trovando da parte della stessa, disponibilità, anche se ha rimarcato la necessità di costruire un rapporto più saldo.
      A fronte di tale disponibilità come OO.SS., riteniamo di fare quanto prima le opportune valutazioni, al fine di presentare i nostri intendimenti all’azienda.
      Infine, l’incontro previsto per il 29 marzo, sul tema salute e sicurezza è stato rinviato. L’azienda per parte sua, ha richiesto al sindacato un atteggiamento maggiormente costruttivo ed un clima più coerente circa alcune prassi di gestione locale della materia; noi come OO.SS. abbiamo precisato il nostro impegno e invitato l’azienda allo stesso richiamo.
      Sarà nostra cura comunicarvi la nuova data di incontro appena possibile.


      p. la Filcams Cgil Nazionale
      Lucia Anile

      Roma, 8 febbraio 2012

      come sapete il giorno 6 c.m. si è tenuto l’incontro con la Direzione Esselunga per valutare il Piano Formazione Forte, (di cui alleghiamo schema) e che nei prossimi giorni provvederemo a siglare l’accordo.
      Considerato l’importanza di alcuni contenuti del Progetto Formativo, abbiamo concordato con l’Azienda che il Comitato di Pilotaggio avrà ruolo e compiti di verifica dell’attività formativa, attraverso un monitoraggio congiunto – in itinere e finale -finalizzato ad entrare nel merito del Progetto, per garantire e verificare l’efficacia dell’intervento formativo.
      l’Azienda si è resa disponibile a dare informazioni in merito, anche negli incontri periodici previsti dal CIA a livello Nazionale sui diritti d’informazione.
      Per quanto riguarda le materie sulla sicurezza del lavoro, incluse nel Piano formativo, l’Azienda riconosce che dovranno essere oggetto di confronto preventivo con gli RLS ed in collaborazione con l’Ente Bilaterale attraverso OPP, così come previsto dal decreto 81/2008 e dal CCNL.
      Inoltre, oltre ai confronti previsti dalle normative di legge, abbiamo concordato un incontro a livello Nazionale, con presenti tutti gli RLS aziendali e le strutture territoriali, al fine di avere una informazione adeguata per valutare l’attuazione delle misure di salute e sicurezza che vengono applicate.
      L’incontro è fissato per il giorno 29 marzo p.v.
      Infine abbiamo fissato un incontro a livello Nazionale come previsto dal CIA sui diritti di informazione per fare il punto sulla situazione aziendale.
      L’incontro è fissato per il giorno 22 marzo p.v.
      Il luogo e l’ora vi saranno comunicati appena possibile.

      p.la Filcams Cgil Nazionale
      Lucia Anile

      - tabella prospetto corsi

      Roma, 24 gennaio 2012

      come sapete il giorno 18 c.m. si è tenuta la riunione delle Strutture Territoriali che seguono Esselunga, presente il nostro Segr. Generale Martini.
      Iniziativa indetta per fare il punto sulla situazione aziendale, anche alla luce della situazione generale e aprire una discussione sul come poterci strutturare meglio al fine di affrontare le questioni poste, ponendoci come obbiettivo la possibile ripresa del negoziato per il rinnovo del CIA, che come sapete è stato sospeso attendendo l’esito del rinnovo del CCNL del Terziario.
      La relazione introduttiva ha evidenziato come la gravità della crisi rende la situazione del Paese più difficile e per noi si complica maggiormente anche a seguito delle manovre economiche messe in atto dal governo Monti e conseguentemente al decreto sulle liberalizzazioni degli orari commerciali.
      Per quanto concerne il punto sulla situazione aziendale, è stata fatta una sommaria analisi di come è strutturata questa Aziende, partendo da alcuni dati sommari che evidenziano quale sia il livello di sindacalizzazione in Esselunga.
      Entrando più nel merito di quelle che sono le particolari problematiche aziendali, ne è stata rimarcata la loro complessità, a partire dalle difficoltose relazioni sindacali, che a vicende alterne e in varie forme si manifestano in alcune realtà territoriali e in vari punti vendita, a cui va aggiunto la firma dell’Accordo separato del CCNL, che certamente non ci aiuta nella ripresa della trattativa per il rinnovo del CIA.
      L’introduzione ha comunque evidenziato un fatto che ci deve far riflettere: questa Azienda pur essendo di stampo padronale e che in larga misura interpreta e applica a suo modo la Contrattazione Integrativa, si può dire che finora, non ha mai fatto nessuna forzatura nel disdire il CIA in vigore, pertanto spetta a noi riprendere l’iniziativa per riaprire il tavolo della trattativa.
      Per fare questo è stato detto che necessita strutturarci al meglio e ripensare nuove modalità e nuove iniziative mirate. Quindi ricercare e definire un Programma di Lavoro rispondente alle trasformazioni in atto e ai reali bisogni dei lavoratori e dei consumatori, consapevoli che dobbiamo essere in grado di riconquistare una maggiore rappresentatività e rappresentanza dei lavoratori, quale condizione indispensabile per realizzare una seria Contrattazione di Secondo Livello Aziendale, utile per governare al meglio tali processi.
      Il dibattito ha registrato l’intervento di tutte le strutture presenti.
      Riassumendo sommariamente le cose dette dai vari interventi, possiamo dire che ognuno ha evidenziato le problematiche particolari che si registrano nei loro territori.
      Di fatto alcuni hanno posto l’inadeguatezza dei delegati nella gestione e applicazione del CIA, ed una scarsa partecipazione dei lavoratori alle Assemblee; alcuni hanno rimarcato la difficoltà nel governare gli orari e come affrontare il lavoro domenicale; altri hanno posto la questione della sicurezza e salute; infine tutti hanno condiviso la necessità di coordinarci e strutturarci al meglio.
      L’intervento conclusivo del Seg. Gen. Martini ha colto e ripreso tutte le problematiche emerse dalla discussione, confermando innanzitutto la necessità di rilanciare il Coordinamento, il suo ruolo, la sua struttura e il suo funzionamento. Ha inoltre evidenziato l’importanza del tesseramento e proselitismo, ritenendo utile fare iniziative mirate.
      In merito alla ripresa del negoziato per il rinnovo del CIA, ritiene necessario riannodare le fila sulle questioni lasciate in sospeso (orari, lavoro domenicale e festivo, salute e sicurezza) cercano di passare dalle contrapposizioni alla ricerca di possibili punti di approdo.
      Pertanto alla luce di quanto sopra si è deciso di approntare un Piano di Lavoro, definendo un percorso, fissando degli appuntamenti mirati, di carattere seminariale e formativo su tematiche specifiche.
      Un Programma di Lavoro che quanto prima verrà sottoposto alla vostra valutazione.
      Vi comunichiamo che un primo incontro con l’Azienda e le Segreterie Nazionali è fissato per il giorno 6 febbraio p.v. dove ci verrà presentato il piano di formazione Forte.
      Potrebbe essere questo un momento propizio per verificare la disponibilità di riavviare un confronto sulle questioni lasciate in sospeso.


      p. la Filcams Cgil Nazionale
      L. Anile