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Roma, 23 giugno 2017

Oggetto: Consorzio Servizi Avanzati Scarl, procedura di licenziamento collettivo. Intesa sindacale.

Testo Unitario

Alleghiamo il verbale di accordo sindacale relativo alla conclusione della procedura di licenziamento collettivo sottoscritto nella giornata del 22 giugno 2017 fra le OO.SS. Fisascat-Cisl, Filcams-Cgil, Uiltucs, la direzione del Consorzio Servizi Avanzati Scarl ed Unioncamere.

L’intesa conclude la procedura ex L. 223/91 avviata dalla suddetta Società in data 23 marzo u.s. 23/03/2017 per il licenziamento di 30 dipendenti su 126 lavoratori costituenti l’organico aziendale.

Nell’intesa de quo si è convenuto di ridurre l’orario di lavoro nella percentuale massima del 32,50% per l’intero organico aziendale da realizzare per il tramite del contratto di solidarietà di tipo “ difensivo” ai sensi dell’art. 31, d.lgs. 148/2015, con contestuale richiesta dell’assegno di solidarietà al Fondo di Integrazione Salariale (FIS), per un arco temporale di 24 mesi complessiva di 24 mesi (dall’15/07/2017 e fino al giorno 14/07/2019 compreso)

Si è, altresì, convenuto, in considerazione delle particolari attività svolte, di applicare le seguenti riduzioni medie annue di seguito indicate a ciascuna unità:

Unità operativa Dipendenti coinvolti Riduzione media annua
Taranto 24 21,8%
Bari 33 22,58%
Lecce 44 23,82%
Foggia 3 15%
Potenza 12 24,22%
Matera 3 30%
Crotone 3 25%
Servizi generali 4 32,5%

Tale percentuale complessiva di riduzione dell’orario di lavoro potrà essere realizzata anche per sommatoria dei singoli periodi settimanali e/o mensili di sospensione dal lavoro in solidarietà e, comunque, la riduzione media oraria non supererà il limite massimo di legge del 60% dell’orario giornaliero e settimanale dei lavoratori interessati mentre potrà arrivare a tale livello mensile solo su richiesta degli stessi lavoratori.

La riduzione dell’orario normale di lavoro verrà attuata ordinariamente con cadenza giornaliera in coincidenza con i periodi di normale attività, ferme restando, naturalmente, la riduzioni pro capite annue di cui all’allegato 2 all’intesa in parola. La programmazione degli orari dovrà essere comunicata ai lavoratori con cadenza almeno quadrisettimanale. Nell’intesa si è anche concordato che il CSA avrà la possibilità, in vigenza dell’accordo, secondo le previsioni dell’art. 31 c.4, d.lgs. 148/2015, in presenza di temporanee esigenze di maggior lavoro derivanti da nuove commesse o da necessità di ordine organizzativo, di modificare in aumento e nei limiti del normale orario di lavoro contrattuale dei singoli lavoratori, l’orario ridotto previsto dall’accordo di solidarietà, con l’obbligo di informare i lavoratori stessi a mezzo pec della nuova articolazione dell’orario e della sua durata con almeno 48 ore di anticipo con contestuale comunicazione alle OO SS territoriali.
Il CSA erogherà l’anticipazione del trattamento FIS spettante.

La Direzione della Società e le strutture territoriali delle organizzazioni sindacali firmatarie dell’accordo si incontreranno periodicamente al fine di verificare e monitorare la coerenza dell’applicazione dell’intesa.
Oltre all’intesa per il ricorso alle prestazioni garantite dal FIS, la procedura di licenziamento collettivo è stata definita pattiziamente prevedendo la possibilità di attivare risoluzioni incentivate (e non oppositive) dei rapporti di lavoro dei profili professionali considerati in esubero all’atto della comunicazione preventiva ex L. 223/91; proprio al fine di incentivare l’esodo delle posizioni ritenute in eccedenza dal CSA, la stessa Società erogherà a l’importo corrispondente a n.6 mensilità lorde della normale retribuzione di fatto fruita dal lavoratore nel mese di maggio 2017 ai propri dipendenti in possesso delle caratteristiche summenzionate.

Naturalmente, le uscite nell’ambito dell’applicazione dell’accordo saranno computate ai fini della riduzione del ricorso al FIS in misura proporzionale al valore contrattuale orario cessato.

Nel corso dell’applicazione dell’intesa, inoltre, saranno promossi dei percorsi di qualificazione e riqualificazione professionale rientranti nel programma formativo predisposto e finanziato da Unioncamere.

p. La Segreteria Filcams Nazionale
Elisa Camellini

Roma, 30 maggio 2017

TESTO UNITARIO

Si è svolto il 29 u. s. l’incontro con C.S.A. per il proseguo dell’esame congiunto della procedura di licenziamento collettivo avviata nello scorso mese di aprile.

Nell’ambito del confronto l’azienda ha fornito le risposte alle richieste avanzate dalle Organizzazioni Sindacali, nel precedente incontro del 16.05.2017, che hanno permesso di sottoscrivere un preaccordo, di cui si allega copia, sulle condizioni di massima di gestione della vertenza.

La società ha confermato il ricorso a misure alternative ai licenziamenti attraverso l’attivazione del FIS per solidarietà per un periodo di 24 mesi.

Come prevede tale tipologia di ammortizzatore sociale la richiesta viene avanzata per 24 mesi, fermo restando che si predispone l’accordo per 12 mesi e per il secondo anno deve essere nuovamente definito.

Altresì la società ha confermato che l’entità dei versamenti effettuati all’Inps per il Fondo di Integrazione Salariale danno piena copertura alla misura di ricorso al FIS stesso.

Per fronteggiare gli esuberi dichiarati, oltre al FIS, si potrà ricorrere alle uscite volontarie senza opposizione al licenziamento con il riconoscimento di un incentivo all’esodo.

A fronte di uscite volontarie e di eventuali richieste di riduzioni di orario contrattuale in via definitiva, si è concordato che il ricorso al FIS verrà proporzionalmente ridotto.

Il proseguo della discussione si è concentrato sulle modalità di gestione del FIS e la relativa misura di utilizzo, convenendo che tutti i 126 dipendenti di CSA andranno in riduzione oraria attraverso lo strumento del Fondo di Integrazione Salariale.

Dopo approfondita analisi di dettaglio dell’impatto delle riduzioni orarie si sono definite le misure di utilizzo per unità produttiva, con il risultato riportato nel verbale di preaccordo allegato.

Diversamente per le specifiche sulle modalità di utilizzo delle riduzioni orarie non è stato possibile raggiungere ancora l’accordo, in quanto vi è la necessità di procedere ad ulteriori verifiche rispetto alla proposta aziendale.

Stante quanto sopra è stato deciso un aggiornamento al 5 p. v. per entrare nel dettaglio, fermo restando che l’accordo nazionale definirà i criteri generali e saranno predisposti appositi incontri territoriali per le modalità effettive di applicazione.

Nel corso della prossima riunione verrà anche ripreso il tema dell’incentivo all’esodo per le uscite volontarie perché si è ritenuto insufficiente quanto proposto da CSA.

Per quanto attiene le risposte attese, l’azienda ha confermato l’attivazione di piani di formazione/riqualificazione funzionali alle nuove attività disposte dalla riforma del sistema camerale, al fine di permettere l’assorbimento degli attuali esuberi.

La formazione verrà predisposta nel perimetro e con la supervisione di Unioncamere nazionale per verificarne la coerenza con le nuove funzioni delle CCIAA e ai piani di riorganizzazione del sistema camerale in via di definizione.

                          P. Filcams Cgil Nazionale

Elisa Camellini

Roma, 17 maggio 2017

Testo Unitario

Lo scorso 16 maggio, le OO.SS. Fisascat-Cisl, Filcams-Cgil e Uiltucs hanno incontrato, nell’ambito della procedura di licenziamento collettivo aperta – ai sensi della legge 23 luglio 1991, n. 223 – per 30 esuberi dalla CSA Scarl, società partecipata dalle CCIAA di Puglia, Basilicata e Calabria, la Direzione della predetta Società per proseguire l’esame congiunto delle cause che hanno contribuito a determinare l’eccedenza del personale e le possibilità di utilizzazione diversa di tale personale, o di una sua parte, nell’ambito della stessa impresa, anche mediante contratti di solidarietà e forme flessibili di gestione del tempo di lavoro, così come previsto dalla richiamata norma.

Nell’occasione di confronto di cui qui si rassegna l’esito, sono stati approfonditi i temi trattati nel precedente incontro tenuto il 5 maggio scorso; nello specifico, le OO.SS. hanno tentato di acquisire ulteriori informazioni rispetto alle prospettive attese in ordine alla continuità aziendale.

Per parte sua, la Direzione aziendale ha riaffermato i motivi che avrebbero determinato l’avvio della procedura nella drastica riduzione delle risorse, così come previsto dall’art. 28 del D.L. nr. 90/2014, del diritto annuale riscosso dalle CCIAA, che, conseguentemente, hanno fatto registrare una decrescita dei servizi e delle attività fornite in house dalla CSA.

Le OO.SS., nel ribadire la necessità che gli Enti camerali che si avvalgono della Società consortile attribuiscano alla stessa ulteriori funzioni rispetto a quelle attualmente ricomprese nell’oggetto sociale della CSA, si sono dichiarate disponibili ad addivenire ad un’intesa – conclusiva della procedura di licenziamento collettivo – che preveda:

    -quale unico criterio sostitutivo a quelli previsti dalla legge, la non opposizione al licenziamento;
    -il riconoscimento di un incentivo all’esodo per i lavoratori che fossero interessati alla risoluzione del proprio rapporto di lavoro;
    -il ricorso all’assegno di solidarietà erogato dal FIS – ex art. 27 D. Lgs. 148/2015 e D.M. 3 febbraio 2016, n. 94343 – per effettuare le sospensioni dell’attività lavorativa equivalenti al monte ore ritenuto sovrabbondante rispetto alle oggettive esigenze di saturazione dei servizi;
    -l’attivazione di percorsi formativi e di riqualificazione professionale nei quali coinvolgere il personale coinvolto dalle testé citate sospensioni.

Allo scopo di cogliere appieno la fattibilità del ricorso al FIS, la Direzione aziendale ha precisato che i versamenti effettuati presso l’INPS a titolo di copertura per le prestazioni da questo garantite ammonterebbero agli importi di seguito specificati per i corrispondenti periodi evidenziati:

Periodo di riferimento Ammontare del contributo accantonato
2014 3.500 €
2015 12.500 €
2016 16.700 €
fino ad aprile 2017 4.809 €
TOTALE 37.509 €

I predetti valori dovrebbero offrire un sufficiente livello di applicabilità dello strumento, in quanto il Fondo di integrazione salariale, potendo erogare prestazioni nei limiti delle risorse acquisite, affinché ne sia garantito l’equilibro finanziario, prevede un limite di accesso (il cosiddetto tetto aziendale) alle risorse per ciascun datore di lavoro, fissato in 4 volte l’ammontare dei contributi ordinari dovuti dallo stesso, tenuto contro delle prestazioni già deliberate, che, tuttavia, per gli eventi di sospensione o riduzione dell’attività lavorativa decorrenti nel 2017, ammette un innalzamento sensibile del predetto limite a 10 volte l’importo dei contributi dovuti.

La prestazione dell’assegno di solidarietà, al fine di evitare o ridurre le eccedenze di personale dichiarate nella procedura di licenziamento collettivo, può essere concesso per un periodo massimo di 12 mesi in un biennio mobile; nel periodo di ricorso a detto istituto, per le OO.SS. si dovrebbe dare corso all’applicazione di un contratto di solidarietà di tipo difensivo che contempli la sospensione – con rotazione – temporanea dei lavoratori coinvolti, prevedendo clausole di garanzia per i part-time.

Siccome in relazione all’incentivo all’esodo, la Direzione aziendale non era nella condizione di quantificare l’importo da offrire ai lavoratori interessati alla risoluzione non oppositiva del proprio rapporto di lavoro, quindi non ci sarebbero state le condizioni per proseguire il confronto in maniera fattiva e finalizzata, le parti hanno convenuto di aggiornarsi alle ore 15:00 del prossimo 29 maggio presso la Sede di Unioncamere sita in Piazza Sallustio, 21 in Roma.

p. La Segreteria Filcams Nazionale
Elisa Camellini