Category Archives: ATAHOTELS

Roma, 3 maggio 2016

Testo Unitario

Lo scorso 11 aprile, la fase sindacale della procedura di licenziamento collettivo avviata da Atahotels si era conclusa in modo infruttuoso, senza nessun significativo passo in avanti da parte dell’azienda nell’individuazione di strumenti utili alla gestione delle chiusure.

Si è quindi attivata la fase amministrativa, con la convocazione da parte del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali per l’incontro del 2 maggio.


In apertura di quest’ultimo incontro, come organizzazioni sindacali abbiamo rappresentato il quadro della vertenza, aggiornando il Ministero del Lavoro rispetto alle evoluzioni del tavolo parallelamente in corso presso il Ministero dello Sviluppo Economico. In particolare, abbiamo fatto presente che alcuni investitori starebbero dimostrando interesse per alcune strutture alberghiere coinvolte nel perimetro della procedura, e abbiamo ricostruito il quadro delle strutture ancora chiuse dopo l’affidamento del Tanka Village a Valtur e la cessione di ramo di azienda che interesserà i lavoratori del Planibel.


Sulla base di queste notizie, abbiamo chiesto ad Atahotels di prolungare la fase amministrativa della procedura, che scadeva il 2 maggio stesso, al fine di consentire la gestione di questa delicata fase.
Atahotels ha inizialmente dato la sua disponibilità solo a dilazionare i termini di licenziamento di due settimane, a condizione che si raggiungesse un accordo sulla procedura 223/91 che prevedesse l’individuazione del criterio di scelta regionale in alternativa ai criteri di leggi.


Abbiamo respinto questa proposta, che avrebbe indebolito le posizioni individuali dei lavoratori intenzionati a procedere per vie legali, e dato la nostra disponibilità a ragionare su strumenti utili a calmierare il costo del prolungamento della fase amministrativa, come l’utilizzo di ferie e permessi residui.


Anche grazie al ruolo assunto dal Ministero del Lavoro e dalla Regione Lombardia, presente al tavolo, l’azienda ha accolto la nostra proposta, accettando di prolungare la fase amministrativa di 15 giorni. Questo periodo sarà utile per verificare l’effettiva possibilità di subentro nella gestione degli alberghi da parte di altri operatori e di recupero dell’occupazione da parte degli stessi. Le eventuali risoluzioni dei rapporti di lavoro da parte dell’azienda potranno aver luogo solo successivamente alla chiusura della procedura.


Queste due settimane saranno utili anche a raccogliere eventuali disponibilità dei lavoratori all’esodo incentivato, ovvero alla non opposizione al licenziamento. In attesa della chiusura della procedura di mobilità, nei prossimi giorni Atahotels proporrà, di sua iniziativa, ai lavoratori coinvolti nella procedura un importo pari a 5 mensilità lorde per coloro che hanno un’anzianità inferiore ai 15 anni e 10 mensilità lorde per coloro che hanno un’anzianità aziendale superiore ai 15 anni. Le mensilità proposte da Atahotels vanno intese come dodicesimi di RAL (retribuzione annua lorda. Atahotels intende incentivare maggiormente, con alcune mensilità aggiuntive, i lavoratori che possono maturare i requisiti per il pensionamento. Le disponibilità alla non impugnazione verranno raccolte nelle prossime settimane, ma i licenziamenti avverranno comunque nell’ambito della procedura di licenziamento collettivo in modo da consentire l’accesso alla NASPI.


Ai lavoratori interessati dalla procedura 223 /91 Atahotels farà anche delle proposte di ricollocazione interna, che dovranno essere valutate individualmente.


Alleghiamo il verbale di accordo sulla gestione del prolungamento dei tempi della procedura e il verbale di rinvio del Ministero, che convoca le parti per il giorno
18 maggio, ore 11, in via Fornovo 8.

    p. La Filcams Cgil Nazionale

Luca De Zolt

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     Verbale di accordo Ministeriale 02-05-2016
     Verabel di accordo Sindacale 02-05-2016

Roma, 28 aprile 2016

Testo Unitario

Si è tenuto il giorno 26 aprile l’aggiornamento del tavolo di crisi presso il MISE relativo al futuro degli ex alberghi ATA Hotels e dei lavoratori in essi occupati.

Come ricorderete, l’incontro del 26 marzo si era concluso con un sostanziale nulla di fatto, con il Ministero dello Sviluppo che si era limitato a prendere atto dell’impossibilità delle parti in causa ad addivenire ad un accordo.

Dopo quella data, Filcams Fisascat e Uiltucs hanno continuato a monitorare ogni passaggio compiuto da Antirion per l’affidamento delle strutture alberghiere, cercando di capire quali fossero i soggetti interessati al subentro nella gestione delle strutture ex ATA Hotels.

Nelle ultime settimane è emerso un chiaro interesse di importanti players del settore per la gestione del Tanka Village. Tali movimenti ci hanno portato a inviare una segnalazione ad Antirion/ENPAM e al MISE il giorno 6 aprile.

Nel corso dell’incontro del 26 aprile, il MISE ha ripercorso la vicenda e ha confermato di aver ricevuto segnalazioni di tre operatori interessati all’acquisizione del TANKA VILLAGE di Villa Simius:

due di questi operatori si sono anche detti interessati ad ampliare il perimetro del loro investimento su altre strutture ex ATA.

Il Ministero ha precisato che non esiste una preferenza del governo sulla scelta del gestore, ma esiste invece una preoccupazione in ordine alla tutela occupazionale.

All’incontro era finalmente presente ENPAM, che ha preso le distanze da qualsiasi coinvolgimento diretto, affermando di avere già chiesto alla SGR Antirion di fare attenzione alle ricadute occupazionali nella scelta del soggetto.

Da canto suo Antirion si è limitata a una breve cronaca sugli avanzamenti dei rapporti con ATA Hotels (l’Executive di Milano non è ancora stato riconsegnato) senza fornire nessuna informazione utile alla trattativa.

Come OO.SS. abbiamo registrato che, sebbene l’atteggiamento di ENPAM e Antirion continui a non essere utile alla risoluzione della vertenza, l’ingresso sulla scena di investitori credibili introduce finalmente elementi concreti che possono portare a degli avanzamenti.

Adesso è necessario che prosegua il lavoro di sensibilizzazione degli investitori affinché amplino il perimetro di intervento al di fuori delle strutture a vocazione turistica e prendano chiari impegni sulla tutela occupazionale.

Il MISE ha stilato un verbale di incontro, che alleghiamo, che riteniamo utile in questa fase, anche in vista dell’incontro del 2 maggio al Ministero del Lavoro sulla procedura 223/91 avviata da ATA Hotels.

L’apertura di concrete prospettive di ricollocazione può segnare infatti per noi un elemento di novità anche rispetto alla procedura di licenziamento collettivo, che chiederemo venga prolungata ulteriormente per favorire il passaggio diretto dei lavoratori.

p. La Filcams Cgil Nazionale

Luca De Zolt

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     Ata Hotels Verbale di incontro 26/04/2016

Roma, 25 marzo 2016

Testo Unitario

Il giorno 24 marzo si è tenuto l’incontro previsto presso il MISE per la prosecuzione del confronto tra i soggetti coinvolti nella vertenza ATA Hotels.

Abbiamo chiesto che il confronto vedesse intorno allo stesso tavolo i soggetti, non ripetendo la dinamica delle trattative parallele come nella scorsa occasione. Abbiamo subito segnalato che per noi rimaneva problematico il mancato coinvolgimento, da parte del MISE, di ENPAM, che detiene la proprietà del Class, e che aveva dato in sede sindacale disponibilità a partecipare, e dei soggetti subentrati nella gestione del Ripamonti.

Dopo una breve introduzione del Ministero, i rappresentanti di ATA Hotels hanno aggiornato il tavolo sulle restituzioni delle strutture ad Antirion, che stanno avvenendo secondo un programma condiviso con Antirion.

Come organizzazioni sindacali, abbiamo ribadito le nostre motivazioni nella richiesta di un tavolo in sede istituzionali, che risiedono nell’impossibilità di individuare soluzioni utili con trattative svolte con le singole parti in campo, e che la nostra urgenza è quella di individuare un percorso che responsabilizzi tutti i soggetti a favore della tutela occupazionale.

Fin dalle prime battute il rappresentanti del fondo Antirion si sono detti indisponibili a prendere impegni stringenti nei confronti del tema occupazionale, sostenendo di non essere nelle condizioni di vincolare i soggetti che subentreranno nella gestione delle strutture alberghiere.

Abbiamo rilevato che il rifiuto di Antirion ad assumere impegni sul mantenimento dei livelli occupazionali, oltre a rappresentare di per se un atto molto grave, impedisce la possibilità di valutare strumenti a sostegno di una fase transitoria, come la cassa integrazione guadagni in deroga.

ATA Hotels ha inoltre comunicato di non essere più disponibile a prolungare la fase sindacale della procedura 223/91, non potendo farsi carico dei costi senza una prospettiva di ricollocazione.

Proseguendo gli approfondimenti, è emersa solo una disponibilità di Antirion ad aprire, dopo l’assegnazione delle strutture a nuovi gestori, tavoli tecnici aventi come oggetto il recupero dell’occupazione.

La proposto di Antirion non sarebbe in nessun modo in grado di fornire garanzie ai lavoratori e alle lavoratrici, in quanto in fase di assegnazione delle strutture gli affidamenti con il gestore non prenderebbero in considerazione il tema occupazionale.
L’apertura di un tavolo sindacale successivo all’assegnazione, non darebbe nessuna garanzia, come dimostra chiaramente il caso del Ripamonti a Milano, sul quale i nostri richiami e quelli del MISE, non hanno prodotto nessun effetto.

Nella fase terminale dell’incontro, i toni si sono accessi anche nei confronti dei rappresentanti del MISE, che hanno preferito chiudere la trattativa con un comunicato che, oltre a non descrivere puntualmente lo stato della situazione, non fornisce orizzonti per il recupero del confronto.

Filcams Fisascat e UIltucs ritengono gravissimo il fallimento del tavolo ministeriale, che non è servito a ottenere impegni concreti e che ha visto tutte le parti in campo continuare il gioco dello scarico di responsabilità.

Nelle prossime settimane, oltre a continuare il confronto sulla 223/91 con Ata, metteremo in campo ulteriori iniziative mediatiche e di mobilitazione nei confronti di Antirion e ENPAM, dalle quali dipende la possibilità di ripresa del lavoro nelle strutture ad oggi in loro possesso.

Proseguiremo inoltre tutti gli approfondimenti legali finalizzati a tutelare i lavoratori e le lavoratrici nella fase conclusiva della procedura di mobilità.

p. La Filcams Cgil Nazionale
Luca De Zolt

Roma 15.03.2016

Testo Unitario
Il giorno 8 marzo si è tenuto presso il Ministero dello Sviluppo Economico l’incontro richiesto dalle segreterie nazionali di FILCAMS FISASCAT e UILTUCS per affrontare le problematiche occupazionali relative ad ATAHOTELS.

Erano presenti, su due tavoli paralleli, una rappresentanza di ATAHOTELS e del Fondo ANTIRION. Non si sono invece presentati ne’ la Fondazione ENPAM e ne’ la società JSH, di cui noi avevamo chiesto la convocazione.

Abbiamo illustrato al Ministero la complessità della vertenza in corso, che vede uscire ATAHOTELS dal contratto di gestione di attività alberghiera in 8 strutture di proprietà del Fondo ANTIRION e della fondazione ENPAM, con conseguente impatto occupazionale negativo per quasi 500 persone tra dipendenti di ATAHOTELS e dipendenti di società terze, considerati anche i lavoratori stagionali.

A tale proposito stiamo infatti gestendo le parallele e distinte procedure di licenziamento collettivo ai sensi della legge n. 223/1991 (ATAHOTELS e Arte Cleaning a livello nazionale).

Abbiamo rappresentato al Ministero la necessità di un tavolo istituzionale di confronto che metta insieme tutti i soggetti implicati nella vertenza, per affrontare il tema sociale e la prospettiva delle attività alberghiere.

Per FILCAMS FISASCAT e UILTUCS gli obiettivi del confronto sono la continuità dell’ attività e la salvaguardia dell’occupazione, per garantire i quali e’ indispensabile la responsabilità sociale di tutti gli attori coinvolti .

Abbiamo inoltre ricordato che il quadro normativo ci mette a disposizione limitati ammortizzatori sociali.

Fondamentale è anche il "fattore tempo", in quanto le procedure di licenziamento collettivo avviate hanno purtroppo scadenze predeterminate e per noi e’ importante che le persone non vi sia una interruzione dei rapporti di lavoro prima che si determinino le condizioni per una ripresa delle attività presso tutti le strutture.

Negli incontri finora avuti con i soggetti interessati non e’ emersa nessuna chiarezza sul futuro; di qui la necessità di comportamenti trasparenti, con un impegno al confronto sindacale sull’evoluzione della situazione.

Abbiamo infine evidenziato al Ministero quanto accaduto al residence Ripamonti, dove l’attività alberghiera è proseguita dopo l’uscita di ATAHOTELS, ma con personale diverso da quello precedentemente impiegato e reclutato dal nuovo gestore, cioè JSH group. Abbiamo contestato la mancata applicazione delle regole sulla cessione di ramo di azienda.

ATAHOTELS ha ribadito le posizioni già espresse al confronto sulla procedura di mobilità.

ANTIRION, dopo aver ricordato che non tutti gli immobili sono stati restituiti da ATAHOTELS e che le attività alberghiere, salvo Ripamonti e Valle d’Aosta sono interrotte, ha confermato la volontà di destinare gli immobili ad attività di tipo alberghiero, senza quindi cambiarne destinazione d’uso.

Indicazioni sul futuro, sui nuovi gestori e i relativi piani – ha ditto ANTIRION – potranno definirsi solo dopo che gli immobili saranno tornati nelle loro disponibilità; a tale proposito hanno manifestato intenzione di pagare a ATAHOTELS la prima rata dell’indennità di avviamento.

ANTIRION ha anche negato la possibilità, richiesta sia da noi che dal MISE, di individuare soluzioni temporanee con Ata in grado di ripristinare l’attività in attesa della definizione di nuovi soggetti interessati alla gestione.

ANTIRION ha risposto negativamente alla nostra richiesta di far applicare al nuovo gestore del Ripamonti, ovvero JSH group, l’articolo 47 della legge 428 sulla cessione di ramo d’azienda.

In conclusione del confronto il Ministero ha sottolineato la complessità del "tavolo", in quanto su 6 strutture l’attività è ferma e la continuità è fondamentale per favorire soluzioni occupazionali. Ha proposto alle parti di prolungare la fase di consultazione sindacale della procedura al fine di poter accedere subito alla cassa integrazione in deroga; su questo il Ministero per lo Sviluppo Economico si attiverà nei confronti del Ministero del Lavoro. Tre mesi di cassa ci consentono di vedere cosa succede dopo la restituzione degli immobili ad ANTIRION.

Su Ripamonti – ha detto il Ministero – si e’ determinata una situazione poco chiara, quando invece si poteva fare riferimento alla cornice dell’articolo 47 legge 428; c’e’ comunque la disponibilità di ANTIRION a parlarne con OO.SS.

Infine il Ministero ha proposto un riaggiornamento del confronto, finalizzato a sottoscrizione di un protocollo che contenga gli elementi di metodo e di merito sopra riportati.

Su questa proposta, condivisa da FILCAMS FISASCAT e UILTUCS, ATAHOTELS si è riservata di dare la propria risposta; l’incontro sarà aggiornato appena acquisita la disponibilità di ATAHOTELS.

Nel corso delle varie fasi dell’incontro, avvio più volte ribadito come per la mancanza di applicazione dell’articolo 47 risulta dovuta a una situazione di rottura contrattuale senza la quale l’attività aziendale non avrebbe subito arresti, e che pertanto per noi quello rimane il punto di partenza.
Si configura sempre più chiaramente il contorno di una operazione finanziaria che ha messo in conto l’azzeramento dei costi del lavoro, e che come tale dovremo presentare e denunciare nelle prossime settimane. Le strutture nazionali intensificheranno l’attività di pressione sugli organi di stampa per accendere i riflettori sulla vertenza, mentre dovranno essere previste in concomitanza con le prossime tappe della trattativa ulteriori iniziative di mobilitazione.
In allegato inviamo anche il verbale di incontro redatto dal MISE.

P.Filcams CGIL Nazionale
Luca De Zolt

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     Verbale riunione 08/03/2016

Roma, 23 febbraio 2016

Testo Unitario

In attesa della convocazione da parte del Ministero dello Sviluppo Economico, si è tenuto in data 19 febbraio a Firenze il secondo incontro con ATAHOTELS nell’ambito della procedura di mobilità avviata dall’azienda in data 1 febbraio 2016.

Il confronto è cominciato con un aggiornamento della situazione dopo il primo incontro dell’ 8 febbraio scorso.

ATAHOTELS/UNIPOL ha dichiarato di aver lavorato alla riconsegna degli immobili al Fondo ANTIRION/E.N.P.A.M.; il termine previsto era il 15 febbraio; da quella data è cominciata nei fatti la riconsegna, a partire dall’hotel ATAEXECUTIVE di Milano.

La riconsegna delle strutture prevede il pagamento di una indennità di avviamento da parte di ANTIRION/ENPAM ad ATAHOTELS; non avendo ANTIRION/ENPAM pagato l’indennità, ATAHOTELS non ha riconsegnato l’EXECUTIVE; è stata verbalizzata la non riconsegna; ATA è responsabile della custodia del bene; tutte le attività alberghiere nel frattempo sono cessate.

Il 16 febbraio era prevista la riconsegna del De Angeli (Milano); in questo caso nessuna indennità di avviamento era dovuta da parte di ANTIRION, in quanto la disdetta era stata data da ATAHOTELS.

Il 17 era programmata la riconsegna del Tanka Village; anche in questo caso si è registrata la mancata riconsegna.

Il 18 ATAHOTELS doveva riconsegnare il Ripamonti Residence; c’è stata effettivamente la riconsegna della struttura e l’attività alberghiera è continuità senza alcuna interruzione; ATAHOTELS ha “firmato per ANTIRION la modulistica che servirà a fare la voltura della licenza”; il nuovo gestore è JSH Group Spa (operatore del settore) mentre ANTIRION ha preso in carico la struttura; i lavoratori nel frattempo hanno ricevuto una lettera di cessazione di attività da parte di ATA.

In riferimento alla situazione del Ripamonti Residence abbiamo sottolineato ad ATAHOTELS/UNIPOL il fatto che vi sia stato di fatto un passaggio diretto e senza soluzione di continuità tra ATAHOTELS e quello che è stato indicato come nuovo gestore delle attività alberghiere della struttura, vale a dire JSH Group Spa; abbiamo contestato il fatto che si sia svolto a Milano uno specifico incontro con rappresentanze sindacali territoriali al di fuori della procedura nazionale della legge n. 223/1991 e ribadito che tutto si deve ricondurre al tavolo nazionale, senza frammentare o sfilare pezzi della procedura.

Nel frattempo, mentre ATAHOTELS comunicava ai propri dipendenti la cessazione dell’attività, altro personale è subentrato nella gestione dell’attività del Ripamonti Residence.

Secondo FILCAMS FISASCAT e UILTUCS, a fronte della prosecuzione dell’attività senza alcuna interruzione con il subentro di JSH Group in luogo di ATAHOTELS presso la struttura di proprietà di Fondo ANTIRION, ricorrono gli estremi per l’applicazione della legge n. 428/1990, che invece non è stata agita.

Abbiamo dichiarato che ci riserviamo di farlo in ogni sede opportuna, per salvaguardare i posti di lavoro del personale di ATAHOTELS occupato presso il Ripamonti e per evitare altri casi simili a questo nell’ambito della procedura.

Nel pomeriggio del 18 febbraio u.s. c’è sta la sottoscrizione di un verbale di mancata riconsegna del Villa Pamphili di Roma; devono essere ancora oggetto di “riconsegna” il Quark, il Class (29 febbraio a ENPAM) e Planibel (dove resta la gestione di ATAHOTELS fino al 30 aprile per concludere la stagione).

ATAHOTELS/UNIPOL hanno poi fornito delle scarne risposte ai quesiti loro recapitati precedentemente all’incontro, che si possono così sintetizzare:

· per le 8 strutture oggetto di riconsegna erano stati stipulati 8 contratti di locazione nel 1997, con decorrenza 1/1/1998 e scadenza 31/12/2015, comprensivi di immobili e arredi;

· non hanno invece fornito dati rispetto al valore economico e ai corrispettivi dei contratti, limitandosi a dire che essi prevedevano percentuale su fatturato e minimo garantito

· per quanto riguarda l’andamento economico, sono stati registrati: -24 milioni di euro nel 2013; -8 milioni nel 2014; pareggio o piccolo utile nel 2015. L’anno 2016 si prospetta difficile, perché il fatturato delle 8 strutture restituite era pari circa al 57-58% del fatturato ATAHOTELS; il gruppo Unipol ha versato 80 milioni di aumento di capitale in ATAHOTELS dal momento della sua acquisizione.

· circa il piano industriale, ora si lavora ad un piano 2016-2018, che sarà pronto entro qualche mese; nel frattempo è stata acquisita la catena UNA Hotels, che ha un perimetro di 20 hotels diretti e 10 in franchising; si prevede che l’acquisizione sarà operativa con la fine del 2016.

A fronte di questo scenario abbiamo ribadito che sarà fondamentale tavolo di confronto che si attiverà su nostra richiesta presso il Ministero dello Sviluppo Economico.

Nell’ambito della procedura di mobilità abbiamo fin da subito chiesto ad ATAHOTELS/UNIPOL disponibilità ad utilizzare gli ammortizzatori sociali disponibili per tutelare l’occupazione e il reddito delle lavoratrici e dei lavoratori, ipotizzando possa esserci per qualche struttura anche una temporanea sospensione dell’attività; abbiamo chiesto una dichiarazione di disponibilità alla cassa integrazione in deroga.

ATAHOTELS/UNIPOL ha dichiarato che valuterà la richiesta e comunque di non essere indisponibile.

Nel dichiararci insoddisfatti dell’esito del confronto abbiamo programmato il prossimo incontro in data 8 marzo 2016 ore 11 a Roma, in sede da definire.

Riteniamo necessaria una tempestiva assistenza vertenziale ai lavoratori del Residence Ripamonti di Milano; le segreterie nazionali comunque scriveranno a JSH Group, ATAHOTELS ed ANTIRION invocando il rispetto della legge n. 428/1990 e chiedendo la convocazione di JSH Group ai tavoli istituzionali.

Nel frattempo, in coordinamento con le strutture territoriali e i delegati, verranno organizzati i primi presidi presso Fondazione E.N.P.A.M., Fondo ANTIRION e ATAHOTELS.

p. La Filcams Cgil Nazionale

Luca De Zolt

Testo Unitario

Si è tenuto a Milano, il giorno 22 ottobre u.s., l’incontro con la direzione di ATAhotels sulle materie dei diritti di informazione previsti dal Contratto Nazionale. Primo incontro successivo alla chiusura della procedura di mobilità avviata a suo tempo dall’impresa, terminata senza accordo tra le parti. Al 30 settembre 2014 i dipendenti in forza alla ATAHOTELS erano 698, di cui 300 a tempo indeterminato, 374 “stagionali” e 24 a tempo determinato (sostituzioni…), distribuiti tra strutture (638 persone) e sede (60 persone). L’organico medio progressivo, alla stessa data, è invece pari a 624,84 dipendenti. In relazione alla procedura di licenziamento collettivo conclusasi senza accordo, 74 persone sono uscite dall’Azienda, su un totale di 81 esuberi; 7 sono stati invece ricollocate.

L’andamento economico dell’azienda, alla luce dei dati a noi forniti, risente dello scenario di più generale difficoltà economica del paese: i ricavi complessivi dei primi 9 mesi del 2014 sono scesi del 5,49% rispetto ai primi 9 mesi del 2013; sempre nello stesso periodo, le camere occupate sono scese dell’1,75% e il tasso di occupazione è calato del 2,25%. Secondo le valutazioni aziendali, risulta significativa la riduzione dei flussi di clientela italiana, mentre è in aumento la presenza straniera ( da Russia e Cina in particolare), per intercettare la quale ATAHOTEL intende potenziare la qualità del servizio ( formazione e impiego di personale di madrelingua ), soprattutto in occasione dell’EXPO’.

Nel corso del 2014 sono state realizzate iniziative di formazione in materia di salute e sicurezza che hanno coinvolto la gran parte del personale dipendente. Rispondendo alle sollecitazioni delle OO.SS., il nuovo azionista di riferimento, ovvero UNIPOL, ha confermato la volontà di mantenere e rilanciare ATAHOTELS, che al momento dell’acquisizione venne giudicata in grave difficoltà economica e in grave situazione debitoria. Le azioni finora realizzate e quelle in corso – secondo UNIPOL – sono in linea con il Piano Industriale a suo tempo illustratoci; le condizioni finanziarie dell’Azienda sono migliorate mentre continuano le operazioni di ristrutturazione e razionalizzazione, come ad esempio la rinegoziazione dei contratti di affitto (scadono a dicembre del 2015), l’installazione di un nuovo software gestionale e la centralizzazione delle funzioni di acquisto.

Nel frattempo è stata aperta a marzo 2014 la nuova struttura alberghiera di Bologna. ATAHOTELS ha infine dichiarato che non sono in programma progetti di ristrutturazione o riorganizzazione sul versante dell’occupazione; in altre parole non sono previsti ulteriori ridimensionamenti dell’organico, ma solo qualche probabile intervento di riorganizzazione di alcuni reparti. Da parte nostra, dopo aver ricordato la fase negativa della procedura di mobilità, abbiamo auspicato una ripresa della qualità delle relazioni sindacali. La formazione, la salute e la sicurezza sul lavoro sono temi importanti sui quali può riprendere un positivo confronto. Abbiamo contestato all’azienda l’utilizzo di uno strumento non normato dal contratto nazionale, ovvero il contratto a chiamata. Riteniamo altresì che l’EXPO’, ormai alle porte, sia un’importante occasione per ATAHOTELS e per il settore, anche in termini occupazionali, soprattutto se le parti sapranno individuare un strumentazione in grado di coniugare le esigenze di flessibilità dell’azienda con la necessità di creare nuove opportunità di lavoro e anche di stabilizzazione. Proprio per queste ragioni abbiamo proposto all’azienda, che ha condiviso, di programmare il prossimo incontro per l’inizio del 2015.

In allegato la documentazione consegnataci dall’Azienda all’incontro.

Per la Filcams Cgil Nazionale
Lucia Anile

Dopo numerosi incontri sindacali, il giorno 9 gennaio scorso, si è tenuto a Roma, l’incontro finale che purtroppo si è concluso con esito negativo, vista la determinazione miope della Azienda di procedere ad ogni costo al licenziamento delle lavoratrici e lavoratori coinvolti dalla procedura di mobilità.

A tanto si è arrivati nonostante la pressante richiesta sindacale di attivare tutti gli strumenti utili per la salvaguardia dell’occupazione: Cassa integrazione in deroga, riduzione oraria, riqualificazione professionale, ricollocazioni interne, formazione professionale ed esodi volontari incentivati e la possibilità data da parte del Ministero di concedere la cassa integrazione guadagni per un primo periodo di 3 mesi.

Pertanto come sindacato continuiamo a chiedere ad ATAHOTEL recentemente acquistata dal Gruppo UNIPOL l’impegno dichiarato a suo tempo del rilancio qualitativo delle strutture alberghiere attraverso il Piano Industriale e di riorganizzazione dei 5 Hotel Business e delle 15 strutture ricettive prevalentemente nella categoria quattro stelle.

FILCAMS-FISASCAT-UILTUCS nel continuare a giudicare inaccettabile ed incomprensibile la posizione della Azienda danno seguito allo Stato di agitazione e proclamano una ulteriore giornata di sciopero per l’intero turno di lavoro da effettuarsi in data 17 gennaio 2014, con le modalità che saranno individuate a livello territoriale e di RSA/RSU.

Successivamente FILCAMS-FISASCAT-UILTUCS continueranno a proclamare ulteriori mobilitazioni affinché l’Azienda riveda la propria posizione ed aderisca immediatamente alla disponibilitá dichiarata dal Ministero del Lavoro di una veloce riapertura della vertenza con il sano obiettivo di giungere ad un accordo tra le parti.

Roma, 5 dicembre 2013


Testo Unitario

il giorno 04 dicembre 2013 si è tenuto a Roma il previsto incontro con la Direzione di ATAHOTELS riguardante la procedura di mobilità.
L’Azienda, oltre ad evidenziare nuovamente lo scenario economico segnato dalla crisi, nonché le pesanti perdite di bilancio accumulate, a partire dal 2008 ad oggi, ha ribadito le ragioni per la quale, sono costretti a dichiarare degli esuberi.
Ha così consegnato e illustrato, nello specifico, la riproposizione delle figure professionali denunciate in esubero e non più rispondenti a loro dire alle esigenze produttive.
Inoltre, ci ha consegnato un rapporto relativo alle ore lavorate rispetto alle tipologie contrattuali extra, intermittenti e somministrati, di cui alleghiamo copia.
Le Segreterie Nazionali hanno ribadito che la procedura di mobilità non può essere disgiunta dal Piano Industriale di risanamento e di rilancio dell’impresa, presentato dal nuovo azionista (Gruppo UNIPOL). Per questo, auspichiamo definire e concordare un serio progetto di salvaguardia e di rilancio dell’Azienda, che salvaguardi l’occupazione.
Abbiamo inoltre espresso alla Direzione Aziendale, in virtù dei dati consegnatici, il nostro dissenso rispetto all’ utilizzo di forme di lavoro precario e terziarizzante, proponendo che la revisione di tale utilizzo sarebbe in parte utile alla salvaguardia dei livelli occupazionali.
Pertanto, abbiamo dichiarato nuovamente, che da parte nostra il confronto nell’ambito della procedura di mobilità, deve vedere le parti impegnate nel salvaguardare di tutti i livelli occupazionali, riproponendo il ricorso a strumenti meno traumatici, quali ammortizzatori sociali, passaggi volontari da full-time a part-time, riqualificazione professionale, ricollocazioni, ed esodi volontari incentivati.
Dopo ampia discussione l’Azienda si è resa disponibile a valutare le soluzioni alternative da noi proposte.
Pertanto si è impegnata ad inviarci nei prossimi giorni un documento sul quale lavorare, al fine di poter arrivare alla prossima convocazione presso il Ministero del Lavoro con elementi chiari ed utili per sottoscrivere un possibile percorso già condiviso.

p. la Filcams Cgil Nazionale
Lucia Anile

- Atahotels -profili professionali risultanti in esubero
- Atahotels -dati ore extra lavoratori intermittenti/somministrati

Testo Unitario

Il giorno 15 novembre 2013 si è tenuto a Roma il primo incontro con la direzione di ATAHOTELS in riferimento alla procedura di mobilità formalizzata dall’azienda con lettera del 15 ottobre 2013.

L’azienda ha sommariamente illustrato le ragioni che hanno determinato, da parte sua, il dichiarato “esubero” pari ad 81 unità, tra strutture e sede; lo scenario economico segnato dalla crisi nonché le pesanti perdite di bilancio accumulate a partire dal 2008 sono alla base dell’apertura della procedura.

Gli esuberi dichiarati dall’azienda si riferiscono a:

• riproposizione delle figure denunciate in esubero con procedura del dicembre 2011;
• processi di accentramento amministrativo e finanziario;
• ulteriori figure professionali non più rispondenti ad esigenze produttive.

Le Segreterie Nazionali hanno innanzitutto rilevato che la procedura di mobilità non può essere disgiunta dal piano industriale di risanamento e di rilancio dell’impresa, anche alla luce dei recenti cambiamenti negli assetti societari, che hanno determinato l’acquisizione di ATAHOTELS da parte del gruppo UNIPOL.

Abbiamo evidenziato come le ragioni del dissesto economico aziendale siano da attribuire alle scelte sbagliate della precedente proprietà e come negli ultimi anni sia già stata utilizzata la cassa integrazione e che diversi lavoratori hanno lasciato l’azienda con lo strumento degli esodi volontari incentivati. Inoltre rimarcando, come allo stesso tempo in molte strutture, sono state fatte terziarizzazioni che hanno ridotto significativamente il perimetro del personale occupato direttamente da ATAHOTELS.

Pertanto dal nuovo azionista ci attendiamo un progetto di salvaguardia e di rilancio dell’Azienda, che salvaguardi l’occupazione.

Abbiamo chiesto alla Direzione Aziendale di fornirci dati più precisi relativi all’occupazione, in particolare su tutte le tipologie contrattuali utilizzate (contratti a termine, extra e surroga, stagisti eccetera).
I dati relativi alla dimensione e all’articolazione dell’eccedenza di personale denunciata dall’Azienda vanno a nostro avviso accuratamente verificati e valutati, anche con il confronto Territoriale.

Da parte nostra abbiamo dichiarato che affronteremo il confronto, nell’ambito della procedura di mobilità, con l’obiettivo di salvaguardare tutta l’occupazione, proponendo, dove necessario, il ricorso a strumenti non traumatici, quali ad esempio: ammortizzatori sociali, passaggi volontari da full-time a part-time, riqualificazione professionale, ricollocazioni, formazione ed esodi volontari incentivati. Tutto ciò solo dopo aver verificato il perimetro e l’articolazione delle situazioni di difficoltà.

Abbiamo infine diffidato l’azienda dall’intraprendere iniziative unilaterali e al di fuori del tavolo di confronto, come ad esempio i colloqui individuali con i lavoratori.

Si è quindi concordato di effettuare nei prossimi giorni degli incontri “tecnici” a livello Territoriale (tra Azienda, Organizzazioni Territoriali e RSA/RSU) e di aggiornare il tavolo negoziale nazionale al giorno 4 dicembre p.v., a partire dalle ore 10:00, a Roma, in sede che verrà concordata e tempestivamente comunicata.


p. la Filcams Cgil Nazionale
Lucia Anile

Roma, 11 ottobre 2013

Oggetto: ATAHOTELS – Esito incontro 9 ottobre 2013


Testo Unitario

il giorno 9 ottobre 2013 si è tenuto a Milano il previsto incontro nazionale con la Direzione di ATAHOTELS, presenti le Strutture Territoriali e i delegati sindacali.
Dando seguito alla richiesta formulata da Filcams-CGIL/Fisascat-CISL/Uiltucs-UIL, in occasione dell’ultimo incontro del 19 aprile scorso, l’Azienda ha presentato il proprio piano industriale, a seguito dell’acquisizione di ATAHOTELS da parte del gruppo UNIPOL.
In premessa, l’Azienda ci ha subito evidenziato che il dato economico registrato dal 2009 al 2013 ha segnalato un andamento significativamente negativo, con perdite consistenti (circa 160 milioni di euro complessivi) e un fabbisogno finanziario necessario al risanamento che è stato valutato pari a circa 114 milioni di euro fino al 31/12/2013.
Nello specifico, per quanto riguarda l’ultimo anno consuntivato (il 2012), si sono registrati quasi 36 milioni di perdita, con costi pari a circa 1,3 volte il valore della produzione e con molti debiti, dovuti in gran parte agli affitti delle strutture alberghiere e debiti con fornitori.
I principali punti critici sono stati individuati, a detta della nuova proprietà, nei seguenti punti: la crisi del mercato; la presenza nel perimetro aziendale di strutture non adeguate al mercato; lo scarso sviluppo dell’azione commerciale; la scarsa attenzione alla correlazione tra costi e valore aggiunto; la presenza di dinamiche retributive non coerenti, a cominciare dai dirigenti; la ridondanza di personale non giustificato da attività; processi amministrativi poco efficienti.
A fronte di tutto ciò e di un andamento economico che la nuova proprietà ha definito “da azienda destinata a fallire”, la controllante UNIPOL ha dichiarato l’intenzione di impegnarsi al risanamento e al rilancio di ATAHOTELS, al fine di dare ad essa una prospettiva di mantenimento e di consolidamento.
A tal fine si rende però necessario, secondo la controllante, conseguire alcuni obiettivi, tra cui la riconduzione dei costi a livello di efficienza, il riallineamento delle strutture ai livelli di mercato, ed il pareggio di bilancio nel 2015.
Per raggiungere tali risultati UNIPOL ha intrapreso azioni di ripatrimonializzazione, di rinegoziazione degli affitti e di riqualificazione delle strutture; inoltre saranno adottati nuovi sistemi informatici e saranno aperti nuovi canali di vendita; saranno adottate misure di efficientamento degli acquisti e della gestione.
Il piano industriale di ATAHOTELS prevede anche, nell’ambito degli interventi patrimoniali messi a budget per il 2013, investimenti su strutture alberghiere, rinnovo mobili e arredi e sistemi informatici pari a circa 15/16 milioni di euro.

In prospettiva si prevede anche un incremento del numero di camere, che dovrebbe passare da 5.700 del 2012 a 5.900 nel 2015.
Per quanto riguarda invece il personale dipendente di ATAHOTELS, la nuova proprietà ha dichiarato da un lato di voler puntare sulla qualità del servizio, da elevare e rendere “omogenea”, anche attraverso mirati percorsi di formazione, dall’altra ha però affermato di voler intervenire sul “costo” del personale, parlando sia di “esuberi” che di necessità d’interventi volti a recuperare flessibilità ed efficienza.
Nell’illustrare a larghi tratti questo scenario, l’Azienda ha anche chiesto alle Organizzazioni Sindacali la disponibilità a definire un “accordo quadro” che consenta al confronto territoriale di realizzare recuperi di efficienza e di flessibilità.
A fronte di tutto ciò, le Organizzazioni Sindacali hanno immediatamente sottolineato la propria preoccupazione rispetto al tema della salvaguardia dell’occupazione, nell’ambito dello scenario del piano industriale illustrato dall’Azienda.
Se pur come OO. SS. abbiamo apprezzato il fatto che la nuova proprietà abbia deciso di impegnarsi nel risanamento e nel rilancio di ATAHOTEL, facendo fronte ai dissesti finanziari ereditati, riducendo l’esposizione debitoria ed individuando un programma di investimenti, puntando anche sulla valorizzazione delle professionalità.
Dall’illustrazione del piano industriale si deduce che le cause della crisi di ATAHOTELS sono prevalentemente da ricondurre alle scelte e agli errori nel passato compiuti dalla proprietà e dal management aziendale. Per quanto invece riguarda il personale dipendente, le OO.SS. hanno ricordato il pesante prezzo già pagato negli ultimi tempi in termini di procedure di mobilità e di ricorso alla cassa integrazione, con relativa riduzione del reddito dei lavoratori. Inoltre abbiamo anche evidenziato come nelle strutture di ATAHOTELS siano già state fatte estese esternalizzazioni, con conseguenti abbattimenti di costi e di rischi per l’Azienda, alla luce dei quali facciamo fatica a comprendere come si possa ancora parlare di riduzione degli organici.
Abbiamo infine detto all’Azienda che la nostra priorità consiste nella salvaguardia dell’occupazione di ATAHOTELS; pertanto non siamo disponibili ad affrontare il tema del recupero della flessibilità e dell’efficienza nell’ambito dell’organizzazione del lavoro e degli assetti contrattuali (temi peraltro ancora da circoscrivere) con la contestuale e pendente “dichiarazione di esuberi”.
Su nostra richiesta di chiarimento, l’Azienda ha infine affermato che intende aprire una procedura di licenziamento collettivo L. 223/91 (procedura di mobilità) entro circa 15 giorni, che riguarderà più realtà e che pertanto sarà di carattere Nazionale. ATAHOTELS non ha anticipato né il numero di lavoratori che saranno coinvolti nella procedura, né le relative strutture o sedi o mansioni.
A questo punto abbiamo ribadito le nostre preoccupazioni e la nostra volontà di difendere l’occupazione, rinviando ogni considerazione più articolata a seguito dei passi formali che l’Azienda intenderà intraprendere. Nel frattempo provvederemo ad informare i lavoratori e le lavoratrici dello scenario che ci è stato prefigurato.

p. la Filcams Cgil Nazionale
Lucia Anile

Roma, 3 maggio 2013

Oggetto: ATAhotels – esito incontro 18 aprile

si è svolto, il 18 aprile 2013, a Milano presso l’Hotel Esecutuve, l’incontro con Ataholtels.
Erano presenti per l’Azienda l’amministratore delegato UNIPOL Dott. Piacenti e il Resp. del Personale Ataholtels Dott. Migliaccio.
Facendo seguito a quanto da noi richiesto nel precedente incontro, relativamente ai Diritti d’informazione, l’Azienda, si è presentata con un Documento che contiene una serie di dati relativi al contesto economico generale, del settore, dell’andamento aziendale, dell’organico e dei servizi esternalizzati, che evidenziano la gravità e le difficoltà determinate dalla crisi in atto.
Il Documento che vi alleghiamo e vi invitiamo ad approfondire, nel quale l’azienda ci invita inoltre a prendere spunto per definire un Accordo Quadro a livello Nazionale, avente come obiettivo primario, quello di consentire alle parti di individuare soluzioni condivise ed innovative, finalizzate al rilancio dell’Azienda per renderla competitiva sul mercato e che dovrebbe sostituire gli attuali accordi territoriali, prima disdettati e ora temporaneamente in vigore, presenta aspetti alquanto problematici.
Nell’incontro l’Azienda ha inoltre preannunciato che ritiene necessario aprire una nuova procedura di mobilità, che a nostro avviso non ha giustificazioni valide, se non una mera riduzione di costi.
Come OO.SS., pur condividendo una forte preoccupazione rispetto alla situazione di crisi che il settore e l’Azienda vive da qualche anno, riteniamo comunque problematico e preoccupante la volontà espressa dall’Azienda di riavviare a breve un’ulteriore procedura di mobilità.
Abbiamo così evidenziando anche le negatività poste dalle esternalizzazioni messe in atto in questi anni dall’Azienda.
Inoltre, pur ritenendo importante l’investimento messo in atto dall’Unipol e la dichiarata volontà di risanare l’Azienda, abbiamo sottolineato l’assenza di un serio piano d’intervento, il quale dovrà essere basato su prospettive di rilancio utili al risanamento ed inquadrato correttamente in un processo di riorganizzazione rispettoso delle regole sulle quali individuare soluzioni condivise. Pertanto abbiamo richiesto di poter avviare un serio confronto di merito.
Per questo abbiamo riaffermato come la Contrattazione di Secondo livello o un eventuale Accordo Quadro, debba essere utile al rilancio dell’Azienda, purché tutto ciò corrisponda ad interessi comuni, nel rispetto delle regole e dalle normative contrattuali, partendo dalla contrattazione esistente.
Alla luce di quanto sopra, l’Azienda si è impegnata a presentarci un Piano Industriale e pertanto le parti hanno concordato di rivedersi entro la fine di maggio.
Sarà nostra cura comunicarvi tempestivamente la data e il luogo dell’incontro.


p. la Filcams Cgil Nazionale
Lucia Anile

Roma 15 febbraio 2013

Oggetto: ATAhotels – Esito incontro del 08.02.13

Testo Unitario

il giorno 08 febbraio scorso si è tenuto il previsto incontro con la Direzione di ATAHOTEL, la quale ci ha comunicato la volontà di attivare un piano di risanamento e di rilancio, anche alla luce dei nuovi assetti societari.
All’incontro, oltre al dott. Migliaccio, era presente il dott. Mauro Piacenti in qualità di Responsabile Relazioni Industriali del Gruppo Unipol , che è diventato l’azionista di riferimento dell’azienda.
ATAHOTEL ha evidenziato come la crisi generale ha colpito anche il settore del turismo e in modo particolare ha rimarcato che l’azienda continua a registrare perdite economiche.
Pertanto, pur confermando l’impegno ad applicare, fino al prossimo rinnovo la Contrattazione Integrativa Aziendale in essere, ha rimarcato la determinazione a voler avviare un confronto con le organizzazioni sindacali per definire un nuovo accordo Quadro di Gruppo a Livello Nazionale, tenendo conto delle mutate condizioni produttive ed organizzative delle diverse strutture, ed affrontando i temi dei costi e delle flessibilità.
Come Sindacato abbiamo giudicato positivamente l’arrivo di un azionista che si dichiara intenzionato ad investire e rilanciare le attività come il Gruppo Unipol; allo stesso tempo abbiamo chiesto però di essere messi a conoscenza del piano industriale in tutti i suoi aspetti , al fine di affrontare in quella cornice le questioni relative alle strutture alberghiere, al personale in esse occupato e alla contrattazione.
Inoltre abbiamo chiesto informazioni dettagliate ed aggiornate relativamente al personale occupato, per tipologie contrattuali e ai livelli di inquadramento, e ai servizi esternalizzati, come condizione necessaria per avviare un confronto corretto e costruttivo, finalizzato al risanamento economico e alla salvaguardia dei livelli occupazionali.
Inoltre abbiamo ricordato ai nuovi interlocutori le vicende legate al precedente piano di riorganizzazione, che già ha inciso sul versante del personale dipendente, ma che attraverso la negoziazione e l’utilizzo di ammortizzatori sociali ha evitato ripercussioni traumatiche sui lavoratori dichiarati in esubero. Per questo chiediamo una verifica puntuale degli effetti prodotti nel corso del 2012 dall’utilizzo degli ammortizzatori sociali e degli altri strumenti finalizzati a recuperare costi e a migliorare l’organizzazione del lavoro.
Alla luce di quanto sopra, l’azienda si è impegnata a darci le informazioni da noi richieste e concordare in tempi brevi un ulteriore incontro.
Sarà nostra premura informarvi sugli sviluppi e comunicarvi tempestivamente la data dell’incontro.

p. la Filcams Cgil Nazionale
Lucia Anile

Roma, 21 marzo 2012

Oggetto: Atahotels – esito incontro 16 marzo

Il giorno 16 marzo 2012 si è tenuto al Ministero del Lavoro il previsto incontro nell’ambito della procedura di mobilità avviata da parte della Atahotels Spa.
Il confronto si è concluso con la definizione di un accordo che stabilisce il ricorso ad uno strumento conservativo dei rapporti di lavoro, cioè la cassa integrazione in deroga.
Viene quindi escluso il ricorso ai licenziamenti con i criteri di legge e si prevede la possibilità di utilizzare la mobilità con l’esclusivo criterio della non opposizione (mobilità “volontaria”) finalizzata alla ricollocazione delle lavoratrici e dei lavoratori.
Il Ministero ci ha però comunicato di non poter più concedere ammortizzatori in deroga fino alla fine dell’anno 2012, in quanto le risorse disponibili sarebbero scarse e andrebbero utilizzate con assoluta oculatezza; la durata massima della cassa in deroga risulta pertanto essere, in prima battuta, pari a 6 mesi.
In virtù di ciò il Ministero riconosce la cassa in deroga ad Atahotels solo fino al 30 settembre 2012 e non fino al 31 dicembre 2012, come inizialmente previsto e concordato tra le parti.
L’accordo in sede ministeriale era stato preceduto da incontri territoriali sulle piazze di Milano e Roma, nei quali si sono definiti i criteri relativi all’articolazione della cassa e soluzioni di carattere organizzativo utili a recuperare margini di efficienza e a ridurre gli esuberi inizialmente dichiarati dall’azienda.
Atahotels chiederà che sia l’INPS ad anticipare il trattamento di cassa integrazione.
Alleghiamo alla presente il verbale di accordo sottoscritto presso il Ministero del Lavoro.

p. la Filcams Cgil Nazionale
Massimo Frattini

- Verbale Accordo

Roma, 1 marzo 2012

Oggetto: Atahotels – esito incontro 29 febbraio

il giorno 29 febbraio 2012 si è svolto a Roma, presso il Ministero del Lavoro, l’incontro relativo alla fase amministrativa della procedura di mobilità, ai sensi della legge n. 223/1991, avviata dalla ATAHOTELS Spa.
Nel corso della riunione si è concordato di ricorrere allo strumento alternativo della cassa integrazione in deroga, al fine di evitare impatti traumatici sull’occupazione; la mobilità potrà essere utilizzata, nell’ambito dell’arco temporale della cassa, con il criterio esclusivo della volontarietà ovvero della non opposizione al licenziamento, quale strumento utile al fine di facilitare la ricollocazione; in tal caso l’azienda potrebbe realizzare un programma di outplacement.
Inoltre abbiamo dichiarato la disponibilità ad effettuare incontri ed approfondimenti, a partire dal livello territoriale, orientati al recupero di margini di efficienza, in riferimento ai temi dell’organizzazione del lavoro e delle flessibilità contrattuali.
Per quanto riguarda i criteri di utilizzo della cassa, che dovranno essere articolati nel verbale di accordo finale da stipulare in sede ministeriale, abbiamo chiesto la rotazione del personale, in funzione della fungibilità delle mansioni; in ogni caso, su questo tema, dovranno svolgersi incontri territoriali.
Abbiamo concordato assieme al Ministero un rinvio della riunione al 16 marzo 2012, al fine di consentire la convocazione delle Regioni interessate (atto dovuto nel caso di cassa in deroga a livello nazionale).
Alleghiamo alla presente il verbale di riunione sottoscritto al Ministero del Lavoro.

p. la Filcams Cgil Nazionale
Massimo Frattini

- verbale accordo 29 febbraio

Oggetto: ATAHOTELS – esito incontro 23 febbraio per procedura di mobilità

il giorno 23 febbraio 2012 si è tenuto a Roma il previsto incontro con la Direzione di Atahotels nell’ambito della procedura di mobilità avviata dall’azienda.
All’avvio del confronto Atahotels ha illustrato il piano industriale relativo al triennio 2012-2014 che ha l’obiettivo di riportare in equilibrio economico le attività dell’impresa; tra gli aspetti rilevanti del piano illustratoci, la riduzione dei costi operativi, la ricerca di un recupero di efficienza anche attraverso operazioni di riorganizzazione e l’obiettivo di migliorare la redditività.
Da parte nostra abbiamo evidenziato il pesante intervento sul personale Atahotels, già ridimensionato da licenziamenti e terziarizzazioni, e ora coinvolto in una nuova procedura di mobilità.
Abbiamo altresì evidenziato come negli incontri territoriali realizzati nei giorni scorsi non si siano ancora individuate possibili soluzioni condivise.
Le OO.SS. hanno continuato a chiedere ad Atahotels di contenere l’impatto sociale della procedura avviata, utilizzando esclusivamente strumenti conservativi, quali la CIG in deroga, e non espulsivi nei confronti dei lavoratori.
Abbiamo inoltre ribadito che si può cercare, attraverso il confronto, di individuare elementi di natura contrattuale e legati al tema dell’organizzazione del lavoro utili a consentire miglioramenti sotto il profilo dell’efficienza e della redditività dell’azienda.
Alla fine dell’incontro non è stato però possibile raggiungere un’intesa, in quanto l’azienda, pur ribadendo la disponibilità a ricorrere prioritariamente alla CIG in deroga, anche fino a giugno 2013, ha dichiarato di volersi riservare, alla fine di tale percorso, la facoltà di operare dei licenziamenti con i criteri di legge, qualora permanessero quelli che definisce “esuberi strutturali”.
Le OO.SS. hanno invece ribadito l’indisponibilità a lasciare in riserva dell’impresa la mobilità con i criteri di legge e abbiamo invitato Atahotels a riflettere piuttosto su una “cassetta degli attrezzi ampia”, che contenga soltanto strumenti conservativi.
Nell’ambito di quanto previsto dalla Legge 223/91, il Ministero del Lavoro ha convocato per il 29 febbraio 2012 la riunione in sede amministrativa della procedura di mobilità.
Nel frattempo è opportuno che a livello territoriale si organizzino assemblee per illustrare ai lavoratori lo stato del confronto con l’azienda.

p. la Filcams Cgil Nazionale
Massimo Frattini

Testo unitario

il 27 gennaio 2012 si è tenuto l’incontro per l’esame congiunto della procedura in oggetto.
Questo incontro è il primo effettuato con la società nell’ambito di questa procedura avviata il 13 dicembre 2012 per la difficoltà di trovare una data utile e cade l’ultimo giorno della fase cosiddetta sindacale.
In apertura di confronto la prima questione avanzata è stata quella del metodo: è stato chiesto di concordare una diversa decorrenza dei termini della procedura, o in alternativa una proroga degli stessi, per permettere un periodo più lungo per portare a termine l’esame congiunto.
E’ stato poi chiesto di affrontare la procedura partendo da un confronto territoriale col fine di trovare soluzioni alternative ai licenziamenti, mediante l’analisi dell’organizzazione del lavoro della singola struttura.
L’ultima richiesta è stata quella della presentazione di un piano industriale: nel corso degli ultimi anni sono state gestite diverse procedure (la chiusura di un albergo a Milano e di un ristorante a Torino, la terziarizzazione di alcuni reparti e la procedura di mobilità divenuta CIG in deroga) senza comprendere quale su idea di rilancio fossero basate.
Unindustria ha mostrato una forte contrarietà circa la proroga dei termini, pertanto la mediazione trovata consiste nella sottoscrizione di un primo verbale di mancato accordo che di fatto conclude la fase sindacale e di un secondo verbale, siglato con la sola Direzione Aziendale, in cui le parti concordano di chiedere al Ministero del Lavoro il differimento dei termini nel caso in cui il confronto non fosse ancora terminato.
In questo secondo verbale sono identificati, e già calendarizzati, gli incontri territoriali e anche l’incontro nazionale che farà sintesi di quanto discusso nelle singole strutture; viene anche specificato che la soluzione privilegiata sarà il ricorso agli ammortizzatori in deroga al fine di evitare i licenziamenti, per i territori non indicati presenti nella procedura, saranno direttamente concordati tra direzione aziendale e strutture territoriali.
Per quanto riguarda l’ultima richiesta, l’azienda si è resa disponibile a fissare un incontro al termine della procedura per illustrare il piano industriale e per riprendere la discussione sul contratto integrativo di catena, interrotta nell’aprile del 2011, poiché ha annunciato la disdetta dei contratti integrativi a partire dal 1° luglio 2012.

p. la Filcams Cgil Nazionale
Massimo Frattini

- verbale mancato accordo procedura mobilità
- verbale calendario incontri