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Roma, 28 luglio 2017

il 17 u. s. si è svolto il programmato incontro con Unioncamere nazionale per entrare più nello specifico della tematica di razionalizzazione che investirà le Aziende Speciali così come definito dal documento presentato dalla stessa Unioncamere, in data 08.06.2017 al Mise.

Rispetto all’iter del documento è previsto che debba essere approvato dal Mise entro il 08.08.2017, che potrà accoglierlo come presentato o predisponendo integrazioni e/o modifiche, poi verrà reso esecutivo attraverso l’adozione di appositi decreti.

Alla data dell’incontro Unioncamere ha anticipato che di massima il piano di razionalizzazione elaborato e presentato al Mise non dovrebbe essere suscettibile di sostanziali modifiche e che in data 27 u. s. il testo del decreto sarebbe andato al vaglio della Conferenza Stato-Regioni.

In data odierna siamo stati informati che la Conferenza Stato-Regioni ha posticipato al 3 p. v. l’esame del decreto proposto dal Mise.

Oltre alla questione relativa all’iter di legge, nel corso dell’incontro si è proceduto con l’approfondimento di diversi punti già affrontati nel corso della riunione del 22.06.2017.

In merito alla formazione, il rappresentante di Unioncamere ha informato le OO. SS. che sono stati raccolti molti dei questionari inviati ai lavoratori delle CCIAA e delle Aziende Speciali, ma la fase di raccolta non era ancora terminata.

A settembre, alla ripresa dell’attività lavorativa, Unioncamere ha confermato che saranno stati raccolti tutti i questionari e conseguentemente potranno essere in grado di programmare e far partire tutta l’azione di formazione prevista nel piano nazionale di formazione.

Rispetto ai processi di razionalizzazione, Uniocamere ha confermato che la tempistica di gestione dei processi di accorpamento delle Aziende Speciali sarà diversa da quella delle CCIAA, che permetterà, proprio perché meno condizionata dal fattore tempo, una gestione più lineare.

Sostanzialmente il piano di lavoro elaborato, a partire da settembre p. v., prevederebbe quanto segue: 1) definizione finale delle CCIAA; 2) analisi della situazione derivante dal punto 1) sul singolo territorio e per singolo caso, al fine di individuare quale sarà l’impatto dell’aggregazione e quindi interventi discendenti sulle Aziende Speciali.

Dalla fase di analisi delle funzioni dei dipendenti derivanti dalla raccolta dei questionari e da quanto previsto al punto 2) che precede, a settembre si potrà avere la fotografia complessiva della situazione e quindi avviare le attività di riqualificazione professionale dei dipendenti delle Aziende Speciali per rispondere alle nuove realtà camerali e delle stesse Aziende Speciali.

Unioncamere ha altresì confermato che le Aziende Speciali, attualmente circa 95, per effetto degli accorpamenti arriveranno ad essere 56.

Sull’avvio del processo di razionalizzazione della Aziende Speciali, Unioncamere ha informato le OO. SS. che stanno continuando a lavorare con i responsabili delle CCIAA e delle società per condividere un percorso che veda regole e modalità uniformi su tutto il territorio nazionale nella gestione dei processi di accorpamento, così come sollecitato nello scorso incontro proprio dalle Organizzazioni Sindacali.

Unioncamere ha confermato, altresì, che è concorde con le OO. SS. sulla definizione di un protocollo contenente le linee guida con cui sovraintendere l’intero processo di razionalizzazione, auspicando che tale condizione possa essere anche prevista nello stesso decreto in fase di emanazione.

Le Organizzazioni Sindacali hanno rilevato l’importanza di condividere un protocollo sulle regole comuni per gestire correttamente anche i passaggi che verranno attuati a livello territoriale, affermando che su questo aspetto però vi è l’esigenza di far condividere tale impostazione anche alle singole Camere di Commercio e Aziende Speciali per farlo funzionare effettivamente.

Le OO. SS., infatti, hanno esposto ad Unioncamere che allo stato diverse presidenze e direzioni delle CCIAA e delle Aziende Speciali hanno già avviato alcune operazioni di dismissioni di quote di partecipazione ed illustrato ai dipendenti i piani di accorpamento che non necessariamente tengono conto di quanto previsto dal piano presentato da Unioncamere al Mise.

Unioncamere, rispetto a quanto rappresentato delle OO. SS. ha dichiarato che nessun soggetto del sistema camerale può stare fuori da quanto determinato dalla legge e quindi operazioni differenti, da quelle che saranno definite nel decreto in fase di emanazione, potranno essere ritenute valide.

A tal fine, Unioncamere, ha informato la delegazione sindacale che per la fine del mese è stata prevista una riunione dei Presidenti delle CCIAA per condividere il percorso articolato con le OO. SS., soprattutto qualora il decreto in fase di emanazione non inserisse niente in tal senso.

Nel proseguo dell’incontro le Organizzazioni Sindacali hanno chiesto chiarimenti in merito all’Azienda Speciale, di livello nazionale, che si occuperà di internazionalizzazione per comprendere effettivamente che composizione societaria assumerà e quale sarà il percorso di gestione di tale soggetto.

Unioncamere ha dichiarato che la società che si occuperà di internazionalizzazione sarà una new co. ed è ancora in corso una riflessione sulla forma giuridica con cui costituirla – forse società consortile – ma fermo restando tale condizione, è stato spiegato che la nuova società acquisirà per conferimento di ramo d’azienda la parte delle attività di internazionalizzazione dalle singole Aziende Speciali che vorranno aderirvi.

Unioncamere ha altresì dichiarato che l’operazione illustrata, nei confronti dei dipendenti coinvolti non modificherà le attuali condizioni lavorative, sia per effetto di quanto previsto dall’applicazione dell’art. 2112 del c.p.c., sia per quanto attiene la sede di lavoro dato che la New. Co. continuerà ad operare a livello territoriale.

Le OO. SS. hanno espresso qualche perplessità rispetto a che siano le singole Aziende Speciali a decidere ciascuna in proprio se conferire il ramo d’azienda dei servizi di internazionalizzazione, chiedendo di avere maggiori informazioni e dettagli su quali realtà avessero già dichiarato l’adesione al progetto presentato e cosa accadrebbe per quelle che decidessero di non conferire il ramo d’azienda.

Alle domande poste Unioncamere ha risposto che diverse Aziende Speciali hanno dichiarato di essere pronte a fare il conferimento del ramo d’azienda, tra cui le realtà più significative tra quelle oggi esitenti, valutando che alla fine del percorso tutte aderiranno al progetto presentato.

Nel contempo Unioncamere ha affermato che per chi facesse la scelta di non aderire al progetto di azienda unica nazionale, il personale adibito ai servizi di internazionalizzazione verrà inserito nei percorsi di riqualificazione utili per il reimpiego in altro servizio.

Unioncamere ha confermato che anche per quanto riguarda il punto sopra rappresentato, sarà in grado di dare risposte più definitive a settembre p. v..

Dato la situazione in divenire, le parti hanno deciso di aggiornarsi per le vie brevi sull’esito della riunione delle presidenze delle CCIAA e della Conferenza Stato-Regioni, nonché sulla definizione del decreto in emanazione dal Mise, di cui le OO. SS. informeranno le strutture territoriali tempestivamente.

Mentre per proseguire nella discussione di merito e procedere con le analisi necessarie al nuovo scenario è stato programmato un nuovo incontro per il 21 settembre 2017 alle ore 11.00 a Roma, presso Unioncamere Nazionale –Piazza Sallustio, 21, in luogo del preventivato 19.09.2017.

                          P. Filcams Cgil Nazionale

Elisa Camellini

Roma, 29 giugno 2017

TESTO UNITARIO

si è svolto il 22 u. s. il programmato incontro con Unioncamere Nazionale relativo alla presentazione del piano di riordino delle Aziende Speciali.

In apertura dell’incontro il rappresentante di Unioncamere ha precisato che il piano presentato al Mise, relativo al riordino delle Aziende Speciali, troverà applicazione solo dopo che sarà approvato il riordino delle Camere di Commercio e con una gradualità maggiore rispetto a quest’ultime.

Nel progetto presentato da Unioncamere al Mise per le Aziende Speciali, infatti, non c’è riferimento al personale ma solo agli accorpamenti societari per alcune di esse mentre altre manterranno la loro attuale condizione, come ad esempio i laboratori di analisi e le stazioni sperimentali.

Nell’ambito degli accorpamenti, che seguiranno il ridisegno delle Camere di Commercio, entreranno tutte quelle Aziende Speciali che con i ricavi propri non coprono i costi dei processi non produttivi e/o che svolgono attività che non sono più ricomprese nei nuovi compiti demandati alle CCIAA.

Rispetto a quest’ultima condizione, Unioncamere ha illustrato quanto interverrà per le attuali Aziende Speciali che si occupano di internazionalizzazione per le quali verrà costituita un’unica società a livello nazionale.

Tale nuovo soggetto societario dovrebbe essere costituito come Consorzio, a cui verranno conferiti i rami di azienda delle diverse realtà locali. A tale progetto avrebbero già aderito circa 7 CCIAA e relative Aziende Speciali ed è stato chiarito che il passaggio avverrà con l’applicazione dell’art. 2112 Cpc, senza alcuna variazione dei rapporti di lavoro e il mantenimento delle sedi attuali come unità decentrate.

A carattere più generale Unioncamere ha informato le OO. SS. che nelle attuali Aziende Speciali sono occupati circa mille lavoratori occupati e che se la situazione rimanesse quella attuale risulterebbero circa 80 esuberi, mentre ha chiarito che solo dopo aver proceduto agli accorpamenti e alla riperimetrazione dei nuovi soggetti societari si potrà effettivamente verificare se e quale sarà l’entità delle eventuali eccedenze.

Nell’occasione dell’informativa circa le eventuali eccedenze di personale, Unioncamere ha confermato che tutte le Aziende Speciali hanno effettuato i dovuti versamenti per il Fondo Integrazione Salariale con conseguente possibilità di ricorrervi come misura di sostegno.

Altresì Unioncamere ha confermato che tutto quanto riguarda la partenza del piano relativo alle Aziende Speciali avverrà solo dopo l’adozione del Decreto del Mise relativo all’approvazione del piano complessivo di riforma del sistema camerale. Decreto che dovrebbe essere emesso entro un mese dalla presentazione del piano stesso, avvenuta lo scorso 8 giugno, ma che inizierà a trovare attuazione da settembre in poi.

Unioncamere ha anche informato che nella stessa giornata dell’incontro sarebbe stato effettuato un incontro con il Ministro del Mise per approfondire alcuni aspetti del piano presentato e fare le opportune valutazioni prima dell’uscita del decreto ministeriale. Dell’andamento di tale incontro verrà data informativa nella prossima riunione.

Le Organizzazioni Sindacali a seguito di quanto rappresentato da Unioncamere hanno sollevato alcune questioni poco chiare: 1) innanzi tutto perché nel piano non si trova alcun riferimento alle Unioni Regionali, salvo che nel decreto più generale di riforma del sistema camerale che definisce quali manterranno la loro attuale condizione; 2) vero che il piano presentato al Mise non contiene alcun riferimento al personale, tranne registrare il numero dei lavoratori ad oggi operanti nelle diverse aziende, ma non è indifferente sui riflessi occupazionali aver già definito l’identità e i nuovi soggetti societari che usciranno dal processo di riforma; 3) rispetto alle nuove attività di competenza delle nuove Camere di Commercio è necessario comprendere di cosa si occuperanno le nuove Aziende Speciali; 4 ) come verrà e a quale livello di confronto sindacale sarà gestito il processo di accorpamento.

Relativamente a quanto sollevato dalle OO. SS. Unioncamere ha fornito le seguenti risposte:
1) per le Unioni Regionali nel piano non è specificatamente previsto niente in quanto sono confermate quelle già delineate nel decreto di riforma, mentre per le regioni che non avranno più tali realtà le stesse verranno soppresse e i lavoratori saranno collocati nelle diverse realtà delle Aziende Speciali. Il processo di gestione dei ricollocamenti sarà gestito unitamente al riordino complessivo;
2) pur essendo già stati definiti nel piano presentato al Mise i perimetri e le nuove entità societarie delle Aziende Speciali, l’Unioncamere ha confermato che il decreto non prevede, come per le CCIAA, la definizione della dotazione organica e la tempistica di attuazione del piano stesso ha tempi più lunghi. Pertanto l’aver ridisegnato le nuove società non comporta una diretta influenza rispetto all’occupazione, in quanto il parametro su cui si costruirà la composizione del personale sarà determinato dall’equilibrio della copertura con i ricavi propri dei costi dei processi non produttivi e tale condizione si potrà definire solo dopo successivamente agli accorpamenti;
3) sui nuovi servizi, Unioncamere ha confermato che le Aziende Speciali svolgeranno attività di supporto e complementari ai nuovi demandi delle Camere di Commercio ed in alcuni casi continueranno le medesime attività. Unioncamere ha confermato quanto già trattato con le OO. SS. rispetto all’avvio di un piano di formazione e di riqualificazione per impiegare il personale nei nuovi servizi;
4) per i processi di accorpamento e dei riflessi sul personale, Unioncamere ha assicurato che verranno svolti tutti i confronti con le Organizzazioni Sindacali come previsto negli accordi già raggiunti negli scorsi anni.

In merito al punto 4) Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs, hanno confermato che la base di partenza su cui costruire la gestione dei processi derivanti dal riordino sono sicuramente gli accordi già definiti, ma che stante l’evoluzione e l’avvio effettivo della riforma gli stessi vanno aggiornati e implementati per gli aspetti attualmente non presi in considerazione.

Inoltre il confronto a livello nazionale dovrà creare regole omogenee del processo di riorganizzazione per tutte le Aziende Speciali senza fughe in avanti da parte delle singole società.

Per tale ragione le OO. SS. hanno chiesto che venga costituito un tavolo nazionale che definirà processi omogenei da applicare nell’ambito della riorganizzazione delle nuove Aziende Speciali e dovrà avere la funzione di cabina di regia per l’applicazione degli accordi che si raggiungeranno.

Quanto sostenuto dalle Organizzazioni Sindacali è stato accolto da Unioncamere e si è proceduto a fissare un nuovo incontro per il 17 luglio 2017 alle ore 12.00 a Roma presso Unioncamere Nazionale – Piazza Sallustio, 21, dove si inizierà ad entrare nel merito dell’aggiornamento degli accordi già raggiunti e definire complessivamente come affrontare e gestire il processo di riorganizzazione.

Per quanto attiene il piano di formazione e riqualificazione professionale, Unioncamere ha dato diversi aggiornamenti sullo stato di formulazione e attuazione dello stesso.

Il piano di formazione è stato elaborato a livello nazionale e coinvolgerà sia i lavoratori delle Camere di Commercio, sia delle Aziende Speciali e delle Unioni Regionali, che parteciperanno insieme ai diversi corsi.

Il piano prevede 8 linee formative, che si svilupperanno principalmente per formare i lavoratori che si dovranno occupare dei nuovi servizi delle CCIAA, le principali sono: 1) “Orientamento al lavoro e alle professioni” per la formazione di personale che si occuperà dei nuovi servizi alternanza scuola-lavoro; 2) Formazione per la digitalizzazione, 3) Costumer Relation Management (CRM); 4) “Ambiente” per la gestione dei nuovi servizi legati all’ambiente; 5) Snap e Fascicolo Elettronico delle Imprese.

Il 4 p. v. partirà il primo modulo sperimentale di “Orientamento al lavoro e alle professioni” che vedrà in aula sia personale delle Camere di Commercio che delle Aziende Speciali e Unioni Regionali, e medesima composizione avranno i partecipanti al secondo corso che inizierà a metà luglio sulla digitalizzazione.

I restanti corsi verranno avviati dopo aver raccolto le schede di rilevazione dei fabbisogni formativi, inviate a tutti i lavoratori del sistema camerale nei giorni scorsi, di cui si allega la pagina di presentazione.

Durante l’incontro è stata illustrata la scheda sopra citata che vede una raccolta di dati relativi a ciascun lavoratore di carattere curriculare e di orientamento alle esigenze formative.

La raccolta delle schede dovrebbe concludersi entro il mese di luglio, compatibilmente con le assenze per il periodo di ferie già iniziato, successivamente verrà approntato il calendario e la scansione dei corsi.

Rispetto al piano di formazione elaborato da Unioncamere, le OO. SS. hanno espresso un positivo apprezzamento e chiesto di avere aggiornamenti dei risultati quali-quantitativi post formazione.

P. Filcams Cgil Nazionale
Elisa Camellini

Roma, 14 giugno 2016


TESTO UNITARIO

Nei giorni scorsi è intercorsa corrispondenza con Unioncamere nazionale rispetto al piano di riordino del sistema camerale depositato dalla stessa Unioncamere al Mise il 8 u. s., come previsto dal Decreto Legislativo in materia.

Le comunicazioni sopra citate, allegate alla presente, traggono origine da un grave comportamento tenuto da Unioncamere in termini di completa mancanza di informazione e di confronto con le Organizzazioni Sindacali sulla definizione del piano di riordino delle Aziende Speciali, contravvenendo anche a quanto stabilito dalla normativa vigente.

Infatti le OO. SS. sono venute a conoscenza solo in questi giorni che Unioncamere nazionale ha deliberato il 31.05.2017 il piano complessivo di ridisegno delle Aziende Speciali, di cui si allega copia, unitamente a quello delle Camere di Commercio, e che lo stesso è stato depositato al Mise il giorno 8 u. s.. La ricostruzione degli accadimenti sono contenute nelle comunicazioni allegate.

Alla luce di quanto intervenuto è stato chiesto ad Unioncamere nazionale un incontro urgente, confermato per il prossimo 22 giugno 2017 alle ore 11.00 a Roma, presso Unioncamere Nazionale – Piazza Sallustio, 21.

Le strutture territoriali saranno tempestivamente informate sulla composizione della delegazione che parteciperà.

p. Filcams Cgil Nazionale
Elisa Camellini

Roma, 30 novembre 2016


Testo Unitario

Trasmettiamo in allegato il testo del Decreto Legislativo 25 Novembre 2016 pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 276 del 25 Novembre 2016 inerente la riforma del Sistema Camerale.

Il testo è allegato con modalità utile ad evidenziare la lettura e la valutazione sulle modifiche apportate rispetto alla legge 580/1993.

Riportiamo di seguito parte del testo dell’articolo relativo alle disposizioni finali e transitorie che tratta il tema del riassorbimento degli esuberi delle unioni regionali e delle aziende speciali accorpate o soppresse, in quanto prevede il ricorso agli ammortizzatori sociali.

L’utilizzo degli ammortizzatori sociali è riconducibile alle norme generali, permettendo di applicare tutti i diversi strumenti previsti dall’ordinamento, superando il limite della non applicabilità per effetto della particolare natura societaria delle stesse aziende speciali e unioni regionali. Un passo in avanti rispetto alla bozza che circolava nelle scorse settimane ma certamente non sufficiente a dare una risposta risolutiva alle possibili problematiche occupazionali.

Art. 4
(Disposizioni finali e transitorie)

1. Al fine di contemperare l’esigenza di garantire la sostenibilità finanziaria anche con riguardo ai progetti in corso per la promozione dell’attività economica all’estero e il mantenimento dei livelli occupazionali con l’esigenza di riduzione degli oneri per diritto annuale di cui all’articolo 28, comma 1, del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 90, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 agosto 2014, n. 114, le variazioni del diritto annuale conseguenti alla rideterminazione annuale del fabbisogno di cui all’articolo 18, commi 4 e 5, della legge 29 dicembre 1993, n. 580, valutate in termini medi ponderati, devono comunque garantire la riduzione dei relativi importi del 40% per il 2016 e del 50% a decorrere dal 2017 rispetto a quelli vigenti nel 2014.
2. Ai fini del riassorbimento del personale delle unioni regionali e delle aziende speciali accorpate o soppresse, che risulti eccedente all’esito del relativo processo di riorganizzazione, fino al 31 dicembre 2020, è vietata l’assunzione o l’impiego di nuovo personale o il conferimento di incarichi, a qualunque titolo e con qualsiasi tipologia contrattuale, da parte di unioni regionali ed aziende speciali, fatta eccezione per il suddetto personale eccedente.
Per il personale delle aziende speciali che risulti eccedente all’esito del relativo processo di riorganizzazione si applicano le disposizioni in materia di ammortizzatori sociali previste dall’articolo 19, comma 1, del decreto legislativo 19 agosto 2016, n. 175, recante il testo unico in materia di società a partecipazione pubblica secondo quanto previsto dalla normativa vigente in materia.

Siamo in attesa di incontrare Unioncamere per un comune approfondimento delle problematiche da gestire, nonché avviare il confronto previsto dallo stesso testo del Decreto Legislativo, ulteriore elemento di positività introdotto dalle modifiche intervenute.

Vi terremo tempestivamente informati dell’esito dello stesso.

p. La Filcams CGIL Nazionale
Elisa Camellini

Roma, 15 novembre 2016

TESTO UNITARIO

come noto il Governo ha varato il decreto legislativo di attuazione della riforma Madia per il riordino del sistema camerale.

Nel farlo però, non solo ha ignorato le richieste unitarie che abbiamo presentato in ogni sede parlamentare ma, soprattutto, non ha tenuto conto delle conclusioni raggiunte dalle due commissioni parlamentari preposte e riportate nei previsti pareri, trascurando anche gran parte delle proposte avanzate da Unioncamere nazionale che, per quanto riguarda il personale, andavano nella stessa direzione indicata dalle scriventi.

Uno sgarbo istituzionale servito a svelare, dietro la parvenza di voler riordinare un sistema certamente perfettibile, il reale disegno del Governo: lo smantellamento per trasferire funzioni ad altri soggetti, pubblici e privati, con costi a carico delle imprese e ripercussioni per i lavoratori e per la collettività di non poco impatto.

Per questi motivi proseguiamo la nostra mobilitazione sia a livello nazionale, che a livello regionale e territoriale, insieme anche alle categorie del della Funzione Pubblica di Cgil, Cisl e Uil.

A livello regionale e territoriale la mobilitazione deve declinarsi in modo capillare. Per questo vi chiediamo di avviare tutte le possibili interlocuzioni con i politici espressione dei territori a livello nazionale, con gli interlocutori politici regionali, locali, con i vertici delle camere di commercio locali e con le unioni regionali, con i Prefetti e con la stampa locale per amplificare la giusta attenzione sulla vertenza e sulle iniziative che andremo ad intraprendere.

    A livello nazionale abbiamo organizzato un
    SIT-IN CHE SI TERRÀ IL 21 NOVEMBRE P. V. DALLE ORE 14.00 ALLE ORE 18.00 PRESSO LA SEDE DEL MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO.

P. Filcams Cgil Nazionale
Elisa Camellini

Roma, 5 ottobre 2016

La manifestazione del 29 u. s. ha visto una buona partecipazione sia delle lavoratrici e dei lavoratori delle Camere di Commercio, sia delle Aziende Speciali, Unioni Regionali e Società partecipate.

Nel corso della manifestazione una delegazione di Cgil-Cisl-Uil, composta oltre che dai segretari confederali anche dai segretari e delegati delle categorie della Funzione Pubblica e di Filcams Fisascat e Uiltucs, è stata ricevuta dalla Commissione X Attività Produttive della Camera.

Alla Commissione le categorie del pubblico impiego e del privato presenti hanno consegnato le proprie note e gli emendamenti relativi allo schema di decreto di riordino del Sistema Camerale. In allegato quanto consegnato unitariamente da Filcams, Fisascat, Uiltucs.

Oltre alla consegna dei documenti sopra citati, si è proceduto alla loro illustrazione e articolazione dei contenuti per far comprendere l’importanza della necessità di intervenire sull’attuale testo in discussione, su cui la Commissione nei prossimi giorni proporrà il proprio parere e le eventuali osservazioni al fine della definitiva approvazione del decreto.

A seguito dell’illustrazione dei testi consegnati, il Presidente e i membri della Commissione presenti, hanno sviluppato alcune considerazioni sulle richieste presentate e rivolto alle Organizzazioni Sindacali alcune domande.

Nel corso degli interventi dei componenti della Commissione, in diversi hanno dato riscontro alle preoccupazioni espresse dalle Organizzazioni Sindacali sulla salvaguardia occupazionale e sulla tenuta del sistema dei servizi erogati dalle Camere di Commercio e chiesto alle OO. SS. di formulare alcune valutazioni in merito ad ulteriori proposte correttive da apporre al Decreto.

Specificatamente è stato chiesto di avere indicazioni su eventuali servizi aggiuntivi agli attuali previsti nello schema di Decreto, così da implementare l’offerta e al fine di salvaguardare l’occupazione e il livello stesso dei servizi offerti ai territori, altresì esplicitare le fonti di reperimento delle risorse per renderli fattibili.

Altresì è stato chiesto di conoscere più puntualmente quale è la platea di lavoratori che dalle attuali misure inserite nello schema di decreto risulterebbe eccedente e quante persone potrebbero accedere al pensionamento nel corso dei tempi di attuazione del riordino del Sistema Camerale.

Dopo alcune brevi battute di risposta da parte delle Confederazioni, a fronte della impossibilità da parte della Commissione di continuare nella riunione per altri concomitanti impegni, è stato chiesto di inviare alla stessa una nota di merito sulle questioni poste.

La nota è in fase di elaborazione da parte delle Confederazioni, sentite le categorie coinvolte, ed una volta condivisa verrà inviata alla Commissione da Cgil-Cisl-Uil.

L’interlocuzione con la X Commissione riteniamo sia stata positiva e che la stessa abbia correttamente colto le preoccupazioni espresse dalle Organizzazioni Sindacali, facendosi carico di tenere in considerazione le proposte avanzate oltre a quelle in attesa di ricevere.

Vi terremo tempestivamente aggiornati rispetto agli sviluppi sullo schema di decreto.

                          P. Filcams Cgil Nazionale

Elisa Camellini

Comunicato Sindacale

Unioni Regionali, Aziende Speciali e Partecipate delle Camere di Commercio

La riforma delle Camere di Commercio che il Governo sta portando avanti è una riforma profondamente sbagliata.

Se i contenuti dello schema di decreto legislativo recante il riordino delle funzioni e del finanziamento delle CCIAA licenziato dall’Esecutivo fosse approvato dal Parlamento senza radicali migliorie, verrebbe messa in liquidazione una delle poche esperienze consolidate a servizio dello sviluppo e di sostegno all’economia reale dei territori che il nostro Paese ha.

In particolare, per le migliaia di lavoratori dipendenti dalle Unioni camerali regionali, dalle aziende speciali e da quelle di sistema si aprirebbe una fase incerta e connotata dalla assenza del benché minimo strumento di integrazione al reddito.

La riforma del sistema camerale va approfondita e condivisa con le OO.SS. che rappresentano i lavoratori dipendenti. Ciò anche al fine di valorizzazione le tante e preziose professionalità oggi esistenti nell’articolata filiera rappresentata dalle CCIAA. Tale fattore, riteniamo debba essere il perno di un organico e strategico piano di rilancio e razionalizzazione delle articolazioni funzionali utile al perseguimento degli scopi delle camere di commercio italiane.

Nessuna riforma può avere futuro se è concepita e realizzata senza tenere conto del valore delle risorse umane e della loro professionalità.

Al fine di richiedere al Governo e Parlamento di ripensare profondamente il disegno di riforma e di garantire la continuità occupazionale anche dei lavoratori dipendenti dalle unioni regionali, dalle aziende speciali e di sistema, Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs terranno per il giorno 29 settembre 2016 due ore di assemblea informativa presso tutti i luoghi di lavoro coinvolti e prenderanno parte alla manifestazione nazionale che si terrà a Roma presso Piazza di Pietra dalle ore 13:00 dello stesso giorno.

Segreterie nazionali
FILCAMS CGIL FISASCAT CISL UILTUCS

Roma, 7 settembre 2016

COMUNICATO SINDACALE
Alle lavoratrici e lavoratori delle Aziende Speciali e Unioni Regionali Camere di Commercio
PROCLAMAZIONE STATO DI AGITAZIONE

Nel prossimo Consiglio dei Ministri dovrebbe essere approvato il decreto legislativo sulla riforma delle Camere di Commercio.

Se in quella sede fosse approvato il testo dello schema di D. Lgs. circolato in questi ultimi tempi, i dipendenti dalle Unioni Regionali, dalle Aziende Speciali e dalle Aziende di sistema sarebbero investiti da tagli lineari senza nessuna garanzia di continuità occupazionale.


I lavoratori occupati nel sistema delle Camere di Commercio sono da annoverarsi fra i più qualificati e quotidianamente sono impegnati nel garantire servizi che sono essenziali per la funzionalità di interi comparti economici, oltre che delle stesse Camere di Commercio.


La discussione della revisione di un intero sistema di servizi quale quello che erogano le Camere di Commercio non può avvenire senza un confronto di merito sui contenuti del testo del D. Lgs., soprattutto rispetto la tenuta dei livelli occupazionali garantiti dalla stessa legge delega su cui trae origine il decreto legislativo in discussione.


Vogliamo ricordare ai legislatori che le lavoratrici e i lavoratori occupati in tali realtà, ad oggi, non beneficiano né di ammortizzatori sociali di carattere conservativo, né di possibilità di ricollocazione nell’alveo della P.A..

Al fine di sollecitare una compiuta presa d’atto da parte di Governo e Parlamento in ordine alle criticità denunciate e un intervento correttivo con il coinvolgimento delle Organizzazioni Sindacali per attuare pienamente il demando della legge delega, rispetto alle garanzie occupazionali delle lavoratrici e dei lavoratori occupati in tutte le realtà del sistema camerale, si proclama lo stato di agitazione di tutto il personale interessato, e qualora non intervenissero le sostanziali modifiche espresse a settembre verrà proclamata la mobilitazione nazionale.

Segreterie Nazionali

Roma, 5 agosto 2016

COMUNICATO SINDACALE
Alle lavoratrici e lavoratori delle Aziende Speciali e Unioni Regionali Camere di Commercio

Filcams Cgil, Fisascat Cisl e UILTuCS esprimono grave preoccupazione se venissero confermate le indiscrezioni sui contenuti del decreto delegato della riforma Madia sulle Camere di Commercio che ricomprende le Aziende Speciali, le Unioni Camerali regionali, le partecipare e le controllate.

Dalle notizie che circolano risulterebbe un taglio lineare del personale diretto ed indiretto che opera nel sistema camerale, contravvenendo nei fatti a quanto disposto nella legge delega di “mantenimento del dato occupazionale”.

Altresì l’eventuale adozione del sistema di ricollocazione, già previsto nel disegno del decreto delega sulle società partecipate dalla Pubblica Amministrazione, risulta una misura insoddisfacente in quanto nel regime privatistico del rapporto di lavoro la mobilità si traduce con il licenziamento e il riconoscimento dell’indennità di Naspi.

Va tenuto in considerazione, tra l’altro, che le Aziende Speciali e le Unioni Camerali Regionali per loro stessa natura sociale e per la frammentazione delle stesse, non hanno possibilità di ricorrere agli ammortizzatori sociali conservativi dell’occupazione, con la conseguenza che anche nelle condizioni di poter gradualmente assorbire l’eventuale taglio non sarebbe sostanzialmente possibile.

Ricordiamo che le Aziende Speciali e le Unioni Camerali Regionali svolgono un ruolo comprimario alla funzionalità delle stesse Camere di Commercio e l’eventuale conferma di quanto preannunciato affosserebbe un sistema fatto di grandi competenze professionali e di sostegno all’economia e alla crescita del tessuto imprenditoriale.

Alla luce dello scenario evidenziato rivendichiamo una secca smentita delle ipotesi sulla “riforma del sistema camerale” e confermiamo che porremo in campo tutte le iniziative utili, per salvaguardare il lavoro e i servizi pubblici, unici e di qualità, che il sistema camerale offre al mondo delle imprese.

Per rafforzare l’azione sindacale riteniamo importante che a livello territoriale vengano attivate iniziative congiunte con tutte le categorie coinvolte, in primis quelle del pubblico impiego.

Filcams Cgil-Fisascat Cisl-UILTuCS
Segreterie Nazionali

Roma, 28 luglio 2016

Roma, 20 novermbre 2015

Oggetto:CCIAA – UNIONI REGIONALI – Circolare parere Consiglio di Stato dipendenti Unioni Regionali

vi inviamo parere del Consiglio di Stato in merito al personale occupato nelle Unioni Regionali, prodotto sulla base di una richiesta di parere dell’Unione Regionale Lazio, in merito alla natura del rapporto di lavoro dei dipendenti delle stesse Unioni e la loro legittimità di inquadramento all’interno del personale delle Camere di Commercio.
Il Consiglio di Stato definisce la legittimità al passaggio dei dipendenti delle Unioni regionali al CCNL pubblico impiego – comparto Regioni Autonomie locali, e di conseguenza la mobilità “sulla base delle regole stabilite per la mobilità all’interno dello stesso comparto del pubblico impiego, …” .
In merito a quanto sostenuto nel parere, nei prossimi giorni unitamente alla Confederazione e alla FP Cgil, cercheremo di comprendere se quanto definito potrà essere applicato automaticamente ai dipendenti delle Unioni Regionali o dovrà essere oggetto di recepimento normativo attraverso il decreto legislativo in corso di emanazione relativo al riordino del sistema camerale.

Vi terremo tempestivamente informati.

p. La Segreteria Filcams Nazionale
Elisa Camellini

Consiglio di Stato parere Unioni reg. 15.07.2015.pdfConsiglio di Stato parere Unioni reg. 15.07.2015.pdf

Roma, 12 febbraio 2015

Oggetto: CAMERE DI COMMERCIO


TESTO UNITARIO

nel pomeriggio di ieri sono state sottoscritte con l’Unioncamere nazionale le allegate “Linee guida in materia di decisioni concernenti la gestione del personale” che dovranno guidare i confronti a livello decentrato con le Unioni Regionali, le Aziende speciali e le altre realtà facenti capo al sistema delle Camere di commercio in cui trova applicazione il CCNL del terziario, della distribuzione e dei servizi, o altri CCNL riferibili ai nostri settori, a seguito della decurtazione dei proventi in capo al sistema camerale decisa dal DL n.90/2014 convertito nella Legge n.114/2014.

Tale firma fa seguito al protocollo d’intesa che su questa materia era già stato siglato il 10 dicembre u.s. tra la rappresentanza nazionale Unioncamere e le Segreterie Nazionali di Filcams, Fisascat e UILTuCS, di cui costituisce la prima effettiva concretizzazione, e si accompagna all’interpello indirizzato dalle Segreterie Nazionali di Filcams, Fisascat e UILTuCS al Ministero del Lavoro venerdì passato, 6 febbraio, che mira a stabilire se ed eventualmente quali possibilità vi siano per i lavoratori suddetti di fruire degli ammortizzatori sociali previsti dal vigente ordinamento.

Con la Unioncamere abbiamo per altro condiviso l’esigenza di proseguire nell’azione di analisi e monitoraggio delle iniziative che potranno e dovranno essere intraprese nel corso dei prossimi mesi a livello decentrato nell’ambito del processo di riorganizzazione dei servizi camerali che la sopra ricordata norma di legge impone, prevedendo un prossimo incontro nella seconda metà del mese di marzo al fine di verificare, innanzitutto, il processo di accorpamento delle strutture camerali in atto.

Vi raccomandiamo di attenerVi scrupolosamente alle linee guida nell’ambito dei confronti che si potranno attivare a livello decentrato fin dalle prossime settimane e ci impegnamo a comunicarVi tempestivamente ogni nuovo evento che possa riguardare la delicata situazione in atto, a cominciare dall’esito dell’interpello sopra ricordato.

p.la Filcams Cgil Nazionale
Elisa Camellini

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     Linee guida 11/02/2015

Roma, 12 dicembre 2014

Oggetto: Unioncamere – Sistema Camerale
esiti incontri 5 e 10 dicembre 2014 – Protocollo d’intesa


In data 5 e 10 dicembre 2014 si sono svolti due incontri con Unioncamere nazionale per affrontare la situazione che si verrà a determinare a seguito del riordino del sistema camerale definito dal D. L. 90/2014, tenuto conto dell’emendamento presentato come art. 8 bis, e sostenuto dal Governo, nel DDL delega per la riforma della PA.

Unioncamere nell’incontro del 5 u. s. ha fornito una serie di dati relativi alle Unioni regionali e alle aziende speciali che definiscono il seguente quadro:

Nel proseguo della discussione Unioncamere ci ha rappresentato che si è principalmente concentrata sulle suddette realtà associative e societarie del sistema camerale, perché quelle immediatamente più esposte ai riflessi della riforma senza avere la possibilità di poter ricorrere agli ammortizzatori sociali, anche di natura derogatoria.

Da parte delle Organizzazioni Sindacali si è chiesto di avere informazioni di dettaglio anche sulle società partecipate che si ascrivono al sistema camerale, ma al momento Unioncamere non è stata in grado di fornirci i dati richiesti perché la mappatura è molto complessa oltre che nello specifico tali società hanno la possibilità di attivarsi anche sul mercato esterno e di poter ricorrere agli ammortizzatori sociali per contenere l’impatto della riforma.

Unioncamere, comunque ha illustrato le tipologie delle società partecipate che vedono: società in house di cui vi sono società controllate direttamente e altre indirettamente e società dove le camere di commercio territoriali partecipano con altri enti locali o associazioni, ma solo con quote societarie e non nella gestione.

Per parte nostra abbiamo fatto ribadito la necessità di conoscere anche la situazione delle società partecipate, in quanto molte di queste applicano il CCNL TDS e vista la volontà reciproca di attivare tutti gli strumenti utili per gestire i riflessi del D. L. 90/2014, sottolineando che bisogna predisporre risposte per tutti i lavoratori coinvolti al fine di evitare penalizzazioni tra gli stessi, nonché per poter individuare puntualmente gli interventi da mettere in campo.

Come Filcams Cgil è stato sottolineato a Unioncamere che nell’ambito delle società speciali e partecipate non viene applicato solo il CCNL TDS ma anche molti altri contratti nazionali, oltre la presenza di moltissimi lavoratori somministrati, e che per tale situazione riteniamo importante il coinvolgimento anche delle altre categorie interessate, oltre che un raccordo con la confederazione.

Unioncamere ha confermato di non voler escludere nessuno ma ha ribadito che sussistono condizioni differenti e quelle al momento maggiormente esposte sono le unioni regionali e le società speciali, che in misura maggioritaria applicano il CCNL del terziario, distribuzione e servizi.

Successivamente al primo momento di discussione, utile a definire il perimetro della realtà del sistema camerale, ci siamo confrontati sul quadro che si stà delineando rispetto al ridisegno della rete delle CCIAA.

Abbiamo fatto rilevare che, da quanto registrato sui diversi territori in termini di decisioni che si stanno assumendo o già assunte, le OO. SS. territoriali hanno proceduto a denunciare applicazioni di soluzioni unilaterali e non rispondenti allo spirito con cui si è voluto attivare il confronto a livello nazionale.

A seguito di quanto contestato Unioncamere ha confermato la volontà di addivenire alla definizione di linee guida a livello nazionale così da poter contenere iniziative delle realtà territoriali e dare indirizzi per la gestione delle vertenze, anche se è stato sottolineato che per la configurazione dell’associazione le strutture territoriali sono del tutto autonome.

Alla luce della disponibilità a predisporre delle linee guida, che essendo di emanazione nazionale riteniamo possano effettivamente dare indicazioni stringenti alle strutture periferiche, si è condiviso di definire un protocollo di intesa prendendo spunto, e nelle maglie, di quanto sottoscritto il 07.08.2014 tra Unioncamere e le categorie della Funzione Pubblica.

Nei fatti si è concordato il percorso e gli strumenti con cui agire per garantire i servizi erogati dal sistema camerale e la salvaguardia dei livelli occupazionali e salariali di tutti i lavoratori afferenti alle unioni regionali, società speciali e partecipate, attraverso:

Nel protocollo si è definito altresì di incontrarsi a metà gennaio p. v., la data concordata è il 16.01.2014, per proseguire nella discussione e determinare nello specifico come attuare i punti sopra sottoscritti.

Vi comunichiamo altresì che tra Organizzazioni Sindacali abbiamo deciso di convocare un coordinamento unitario delle strutture e dei delegati di Filcams, Fisascat e Uiltucs, delle realtà del sistema camerale che applicano i CCNL dei nostri settori e che di massima dovrebbe tenersi il 22.01.2014 di cui vi daremo conferma.

Per vostra opportuna conoscenza alleghiamo anche il protocollo già raggiunto in Emilia Romagna tra Unioncamere E.R. e CGIL CISL e UIL del Pubblico Impiego e del Commercio.

P. Filcams Cgil Nazionale
Elisa Camellini

All. Protocollo Unioncamere Nazionale
All. Protocollo Unioncamere Emilia Romagna