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COMUNICATO SINDACALE
Natuzzi

APERTO IL CONFRONTO SULLA NOSTRA PROPOSTA di PIANO a ESUBERI 0 NATUZZI
OBIETTIVO SALVARE 1000 POSTI DI LAVORO tra PUGLIA e BASILICATA
Ieri, mercoledì 30 maggio si è svolto l’incontro tra tra le segreterie nazionali
FILLEA, FILCA, FENEAL, FILCAMS, FISASCAT, UILTUCS il coordinamento delle RSU / RSA e la Direzione aziendale NATUZZI spa
presso la Confindustria di Bari,
per affrontare il problema dei 1000 esuberi emersi negli incontri precedenti del 20 aprile a Roma, del 2 maggio a Bari e durante la cabina di regia presso il MISE del giorno 11 maggio.
Esuberi acclarati in questi incontri dopo una analisi dettagliata sulle prospettive di mercato e sulla sostenibilità delle produzioni alle attuali condizioni aziendali.
Attuali condizioni che vedono il mancato completamento degli investimenti ed il mancato raggiungimento dei livelli di produttività sostenibile, con conseguente rischio di perdere ulteriori produzioni attraverso la delocalizzazione e soprattutto la scadenza del contratto di solidarietà ad ottobre 2018 per la produzione e dicembre 2018 per gli uffici.
Per risolvere questa vertenza che colpisce tante persone in un territorio già debole dal punto di vista occupazionale, abbiamo chiesto all’azienda un piano industriale ad esuberi 0, proponendo la reinternalizzazione delle produzioni di tutta la filiera, la diversificazione produttiva utilizzando il know-how aziendale, il completando gli investimenti per alzare il livello di qualità e produttività degli stabilimenti italiani.
Queste proposte contenute nel nostro piano ad esuberi 0 presentato l’11 maggio avevano trovato una prima disponibilità da parte dell’azienda che si era riservata di presentare una proposta.
Nell’incontro di oggi la proposta e’ arrivata e possiamo dire di aver ottenuto dei primi importanti risultati.
Il piano industriale presentato oggi infatti accoglie la richiesta di evitare i licenziamenti impiegando TUTTI i lavoratori del perimetro NATUZZI.
Queste le proposte in concreto:
Il piano industriale si caratterizza su due progetti

1. Completamento degli investimenti per la competitività del Polo italiano del divano
2. Riqualificazione dei lavoratori in esubero in un nuovo progetto industriale che reiternalizza tutta la filiera e diversifica le produzioni

Sul primo punto l’azienda competerà gli investimenti caratterizzando il Polo italiano del divano con due prodotti Natuzzi Italia e Natuzzi ediction su 4 stabilimenti, un hub della logistica e un outlet, ottenendo una maggiore produttività e qualità per rendere competitivi le produzioni italiane nei mercati internazionali.
Questo risultato verrà ottenuto, specializzando le produzioni dei vari siti, introducendo innovazione tecnologica, ma anche con una organizzazione del lavoro che guardi al benessere organizzativo (turno unico con pausa e migliori condizioni dell’ambiente di lavoro).
Nonostante questi sforzi per rendere competitivo il Polo italiano del divano, evitando di perdere produzioni a favore di ipotesi di delocalizzazione, in particolare per il prodotto Ediction, la forza lavoro impiegata senza ammortizzatori, sarà di 1046 persone.
Distribuite su 4 plant di produzione ed 1 di logistica:
IESCE 1 la fabbrica attualmente più performante, IESE 2, Laterza, GINOSA ed infine il polo logistico LAMARTELLA.
Nonostante questi sforzi rimangono 555 lavoratori da impiegare per ottenere 0 esuberi.
Inoltre in termini di esubero vanno considerati anche i 150 degli uffici centrali, dichiarati negli incontri precedenti, che ad oggi l’azienda ha dichiarato essere 90 e anche per questi ha garantito I due progetti descritti sopra, evidenziando che con l’utilizzo dei partime e la riqualificazioni nella nuova fabbrica si arriverebbe alla prima nostra richiesta di esuberi 0.
Riassumendo,il piano che abbiamo ottenuto quindi, propone la reinternalizzare dei semi lavorati, rimettendo tutta la Filiera all’interno del perimetro NATUZZI impiegando tutti i 555 lavoratori attualmente in esubero dalle produzione del divano e le 90 persone degli uffici
I semi lavorati da reinternalizzare, saranno il legno e il poliuretano (gomma), componenti per la produzione di divani che attualmente vengono forniti da aziende esterne.
Tutto questo sarà possibile creando una fabbrica completamente nuova a SANTERAMO a Bari, fabbrica che sarà in grado anche di diversificare le produzioni.
Risulta evidente che per avviare le produzioni di questa nuova fabbrica serve del tempo, sia per costruire la stessa fabbrica, sia per formare le persone che dovranno essere riqualificate nelle nuove lavorazioni.
Per realizzare questo progetto servirà un impegno da parte di tutti: azienda, istituzioni, (MISE, ML e Regioni) e ovviamente le nostre organizzazioni sindacali e RSU in rappresentanza dei lavoratori.
La riunione della Cabina di Regia presso il MISE già convocata per il giorno 19 giugno servirà proprio per assumere questi impegni ognuno per le proprie responsabilità.
Al MISE e alle Regioni chiederemo di supportare questo progetto industriale attraverso gli strumenti finanziari (INVITALIA e accordo di programma da riaggiornare) e farsi garante della realizzazione dello stesso, attraverso degli incontri per verificare lo sviluppo dei progetti, oggi descritti.
Al Ministro del Lavoro chiederemo strumenti che accompagnino questo percorso tenendo legati i lavoratori in esubero alla azienda (Ammortizzatori Sociali) in un processo di riorganizzazione industriale.
Alla azienda chiederemo di garantire gli impegni e di coinvolgere le RSU/RSA in tutte le decisioni che verrano prese in fase di attuazione di questo piano.
Noi intendiamo continuare ad essere protagonisti di questa sfida per salvare 1000 posti di lavoro nel gruppo NATUZZI, in modo propositivo, come abbiamo dimostrato in questa fase, a supporto degli obiettivi condivisi nelle sedi istituzionali, ma anche VERIFICANDO passo dopo passo che gli impegni assunti dall’azienda si realizzino.
Per questo abbiamo chiesto la riconvocazione di tutto il coordinamento per lunedì 4 giugno, prima della cabina di regia, per sottoscrivere un’ipotesi di accordo con la direzione aziendale per condividere la proposta di piano industriale, ma anche per ottenere garanzie sul percorso di gestione e realizzazione dello stesso.
L’ipotesi di accordo sarà poi sottoposta alle assemblee per l’approvazione da parte dei lavoratori.
Le SEGRETERIE nazionali e territoriali

FILLEA CGIL, FILCA CISL, FENEAL UIL
FILCAMS CGIL, FISASCAT CISL, UILTUCS UIL

Roma 30.05.2018