Category Archives: MEDIAMARKET

Mediamarket
esito incontro 28 giugno 2018


L’incontro del 28 giugno 2018 presso il MISE con Mediamarket non ha prodotto alcun esito conclusivo. L’impresa insiste nel ribadire posizioni inaccettabili. La proposta delle Organizzazioni Sindacali di prorogare il CDS fino a settembre è stata respinta, così come è stata respinta la proposta delle Organizzazioni Sindacali di ridurre l’orario in modo equo tra i lavoratori così come emerso dalle disponibilità volontarie quale alternativa ai trasferimenti.

A seguito dell’ennesimo tentativo di trovare un accordo tra le parti da parte del MISE l’incontro è stato aggiornato a mercoledì 4 Luglio 2018. Nel frattempo l’impresa sospenderà i trasferimenti fino a tale data e ne darà comunicazione scritta ai singoli lavoratori. Inoltre l’azienda si è impegnata ad inviare alle Segreterie Nazionali un testo su cui si aprirà il confronto presso il MISE. Prima del 4 Luglio le Segreterie Nazionali si incontreranno per fare una valutazione nel merito del testo.

Segreterie Nazionali
p.la FILCAMS/CGILp.la FISASCAT/CISLp.la UILTUCS/UIL
A. Di Labio E. Vanelli M. Marroni

Roma, 28 giugno 2018

FILCAMS CGILFISASCAT CISLUILTUCS

Roma, 07-06-2018

Oggetto: Mediamarket, comunicazione stato della vertenza, richiesta incontro Mise

                              Spett.le
                              Ministero Sviluppo Economico

c.aDott. Giampietro Castano
Via Molise, 2
00187 Roma
giampietro.castano@sviluppoeconomico.gov.it

Spett.le


Spett.le

                          Mediamarket Spa

c.a Dott.ssa Alessandra Bergamo
Via Enrico Fermi, 4
24035 Cumo – Bergamo
mediamarket@mediamarket.telecompost.it

                          Alle Strutture territoriali Filcams, Fisascat
                          e Uiltucs

                          RSA/RSU Lavoratori e lavoratrici

Le scriventi Filcams CGIL, Fisascat CISL e UILTuCS denunciano che attraverso una falsa e subdola azione di ricollocazione su tutto il territorio nazionale, sia presso la sede che nella rete vendita, decine di lavoratori e lavoratrici si stanno dimettendo sotto il ricatto del trasferimento e altrettanti hanno ceduto alla paura di perdere il posto di lavoro chiedendo la riduzione a part time. L’ipocrisia di Mediamarket che vuole mascherare il piano di riduzione del personale come un atto volontario dei singoli lavoratori è vergognoso, le lavoratrici ed i lavoratori sono sottoposti a costanti atti intimidatori e vessatori per i quali diffidiamo l’impresa dal proseguire.
L’impresa si sottrae dall’applicare le leggi che regolano i licenziamenti collettivi e ad un vero confronto con le rappresentanze sindacali volto a trovare misure alternative, arrivando persino a disertare i tavoli istituzionali come è avvenuto nella Regione Lazio. Il metodo che l’impresa ha adottato in questi ultimi mesi risponde alla volontà precisa nel nuovo board internazionale, un piano che esclude la possibilità di accordi a tutela delle lavoratrici e dei lavoratori e del mantenimento occupazionale che si pone l’obiettivo di delegittimare le organizzazioni sindacali.
La mancanza di formazione adeguata, il mancato riconoscimento delle maggiorazioni domenicali e la promozione di un sistema incentivante irraggiungibile sono un ulteriore prova della scarsa considerazione che il gruppo dirigente di Mediamarket ha per i propri dipendenti.
A coronare il disastro sociale che Mediamarket sta portando avanti la mancanza totale di informazioni dettagliate sul futuro della rete vendita.
Filcams, Fisascat e Uiltucs continueranno ad attivarsi a tutti a livelli e con tutti gli strumenti per difendere l’occupazione, il salario e la dignità delle lavoratrici e dei lavoratori.
In merito alle lettere di trasferimento che stanno sopraggiungendo nei territori in cui è applicato il Contratto di Solidarietà, in particolare nel Lazio, in Campania e in Sardegna, invitiamo le lavoratrici ed i lavoratori a non firmare nessuna comunicazione che viene sottoposta dall’impresa e a rivolgersi immediatamente alle rappresentanze sindacali e alle strutture territoriali di Filcams, Fisascat, Uiltucs.
Si invitano le strutture territoriali ad avviare immediate verifiche legali in modo coordinato e unitario al fine di impugnare i trasferimenti e di organizzare occasioni territoriali di protesta e di darne riscontro alle strutture nazionali.

Con la presente Filcams, Fisascat e Uiltucs chiedono al Ministero dello Sviluppo Economico di convocare le parti entro il 30 giugno 2018, data ultima prima che i trasferimenti abbiano efficacia, al fine di poter avviare un confronto sulle prospettive occupazionali e sul futuro della rete vendita che a livello sindacale è stato negato alle scriventi.

Distinti saluti

p.La Filcams Cgilp.La Fisascat Cislp.La Uiltucs
A. Di LabioE. M Vanelli M. Marroni

FILCAMS CGIL FISASCAT CISLUILTUCS

Roma, 24 aprile 2018

Il giorno 24 Aprile 2018 si è svolto a Roma l’incontro con Mediamarket e Filcams, Fisascat e Uiltucs Nazionali. Le organizzazioni sindacali hanno preso atto della disponibilità dell’impresa a prorogare il Contratto di Solidarietà ed in tal senso si è concluso l’incontro con una proroga fino al 30 Giugno 2018 nei 17 punti vendita già interessati, con percentuali di applicazione che hanno delle lievi riduzioni rispetto all’ultimo accordo. Detto questo, nel breve incontro che si è tenuto, le parti hanno dovuto prendere atto di distanze immutate sulle possibili soluzioni a quelli che per le organizzazioni sindacali restano esuberi e non semplicemente addetti da trasferire. L’impresa conferma che l’unica soluzione alternativa ai trasferimenti è di trovare volontari per la riduzione di orario e che qualora i volontari non fossero sufficienti si prospettano azioni unilaterali da parte dell’impresa. A tali condizioni Mediamarket conferma di non voler trovare una soluzione collettiva con le organizzazioni sindacali rispettosa delle lavoratrici e dei lavoratori. Pertanto rimane incertezza sulle eventuali future criticità della rete vendita, la mancanza di risorse economiche per supportare strumenti che risolvano il problema occupazionale, negata anche la disponibilità a concedere ulteriore tempo ai lavoratori di Grosseto per verificare prospettive occupazionali con Unieuro così come resta invariata la situazione del trasferimento della sede. La proroga del contratto di solidarietà è pertanto uno strumento assolutamente provvisorio, che non si poteva non accogliere ma che non rappresenta nessun passo avanti concreto. Resta confermata la disponibilità di Filcams, Fisascat e Uiltucs a livello nazionale e territoriale a confronti con l’impresa, è altrettanto confermato che a nessun livello saranno condivisi accordi che non garantiscano una soluzione definitiva e collettiva.

p.la FILCAMS CGIL p.la FISASCAT/CISL p.la UILTUCS
(Alessio Di Labio) (Elena Maria Vanelli) (Marco Marroni)

Roma, 9-03-2018

Spett.le
Direzione Mediamarket SpA
c.a Direzione Risorse Umane
Via Enrico fermi, 4
24035 Curno – Bergamo
Fax 035-2022450
Mediamarket@mediamarket.telecompost.it

Le scriventi Filcams CGIL, Fisascat CISL e UILTuCS, considerato che Mediamarket sta imponendo unilateralmente il trasferimento delle lavoratrici e dei lavoratori dei punti vendita in chiusura e delle aree interessate da Contratto di Solidarietà, proclamano 8 ore di sciopero, da programmare a livello territoriale in modo articolato ed improvviso, a partire dal 10 marzo 2018.

Riteniamo il comportamento di Mediamarket inaccettabile: dietro ai trasferimenti si cela la volontà di spingere i lavoratori alle dimissioni.

All’arroganza dell’azienda è necessario rispondere duramente, quindi dopo lo sciopero del 2 e 3 Marzo e di questa proclamazione, seguiranno ulteriori mobilitazioni.

Filcams Cgil Fisascat CislUiltucs
A. Di Labio E. M. VanelliM. Marroni

Segreterie Nazionali

Comunicato sindacale
Mediaworld

Lo sciopero nazionale dei dipendenti MediaWorld del 2 e 3 Marzo 2018, ha avuto un’adesione eccezionale, il primo nella storia dell’azienda.

Un gran numero di lavoratrici e lavoratori hanno aderito e gran parte di loro, nonostante la pioggia e la neve, hanno partecipato ai presidi organizzati dalle organizzazioni sindacali.
Nonostante l’azienda abbia messo in atto azioni di contrasto allo sciopero, sostituendo le lavoratrici ed i lavoratori od offrendo colazione e pranzo a chi non scioperava, l’ondata di mobilitazione non si è arrestata ed ha percorso tutta Italia. L’adesione allo sciopero ora deve essere presa in considerazione dai dirigenti dell’azienda, Filcams, Fisascat e Uiltucs hanno intenzione di portare avanti la mobilitazione.

I comportamenti dell’impresa stanno determinando una spaccatura tra i lavoratori. Filcams, Fisascat e Uiltucs esortano tutte le lavoratrici ed i lavoratori, in particolare le delegate e i delegati, a non fomentare un conflitto tra dipendenti che potrebbe solo agevolare le azioni unilaterali dell’azienda.

Le organizzazioni sindacali in queste ore stanno verificando le condizioni per denunciare per condotta antisindacale Mediamarket nonostante la stessa neghi di aver messo in atto azioni lesive del diritto allo sciopero. I legali verificheranno gli elementi a nostra disposizione ma l’obiettivo non può essere solo e semplicemente vincere una causa in applicazione dell’art.28/300. Centinaia di lavoratori rischiano il posto e temiamo che in prospettiva possano aumentare, è a loro che uniti bisogna dare una risposta.

Il 31 Marzo 2018 è una dead line molto vicina per le persone dei negozi in chiusura e per il trasferimento della sede e c’è il timore che Mediamarket proceda con i trasferimenti forzati per spingere i dipendenti alle dimissioni.

Filcams, Fisascat e Uiltucs, forti del mandato delle lavoratrici e dei lavoratori, confermano lo stato di agitazione e repentinamente verranno programmate altre azioni. Intanto formalizzeremo al Ministero del Lavoro quanto sta avvenendo e, considerato che ancora oggi è vigente il contratto di solidarietà, chiederemo un incontro al Ministero che porti l’impresa a fornire di fronte alle istituzioni i dati e le informazioni che fino ad ora ha negato.

Filcams Cgil Fisascat Cisl Uiltucs

Roma, 6 marzo 2018

Segreterie Nazionali

COMUNICATO SINDACALE

FACCIAMO CHIAREZZA SU COSA STA ACCADENDO IN MEDIAWORLD
E PERCHE’ SI DEVE SCIOPERARE IL 3 MARZO

Tre anni fa in occasione dello scioccante annuncio di Mediamarket dei 700 equivalenti full time in esubero (circa 1000 dipendenti) insieme si trovò la strada del contratto di solidarietà e degli incentivi al licenziamento e al trasferimento volontari; un percorso che ha portato risultati soddisfacenti e che ha ridotto gli esuberi a circa 130 full time equivalenti. L’azienda per sua parte avrebbe dovuto avviare il processo di omnicanalità; investire risorse per trasformare i negozi e il servizio al cliente; aprire piccoli negozi più adeguati al nuovo mercato e che avrebbero potuto essere un’opportunità per assorbire altri esuberi. Le lavoratrici ed i lavoratori hanno fatto i loro sacrifici ma l’impresa ha sprecato tempo nonostante parli di velocità di azione. La riduzione degli organici nei punti vendita ha fatto perdere i clienti che ancora utilizzano i negozi fisici per fare acquisti e le politiche dei prezzi sull’online non sono state abbastanza competitive, il tutto aggravato dal mancato riconoscimento ai negozi del fatturato dell’online, neanche quello della merce lavorata in punto vendita.

Quello che Mediamarket sta perdendo nei negozi non lo recupera nell’online e il bilancio del 2017, fortemente negativo, ne è la prova. Nei punti vendita il sistema informatico è vetusto e in alcuni negozi non funziona correttamente neanche il wi-fi. Il layout degli accessori per la telefonia, unico segmento di prodotti con margini alti, è vecchio e confusionario, in alcuni punti vendita il rifornimento è addirittura affidato a una società esterna. Il tentativo di recuperare margini vendendo le garanzie non è stato supportato da un’adeguata formazione del personale; l’unica politica aziendale per incentivare a vendere polizze è stata quella di organizzare gare tra punti vendita che rasentano il ridicolo. A dimostrazione degli errori commessi a luglio 2017 viene cambiato il gruppo dirigente.

Le organizzazioni sindacali in quel periodo hanno dato disponibilità a trattare dopo che l’impresa aveva dichiarato di voler ridurre le maggiorazioni domenicali chiedendo la garanzia dei livelli occupazionali. Nonostante girassero voci su Grosseto, e l’azienda aveva negato che fossero previste ulteriori chiusure e altri esuberi, dichiarando che fosse necessario solo ridurre il costo del lavoro per avere risorse da investire. Di contro le organizzazioni sindacali avevano chiesto di fare un contratto integrativo più ampio che fosse in grado affrontare vari aspetti: innanzitutto migliorare le condizioni di lavoro in virtù dei peggioramenti dovuti alla riduzione degli organici e alla totale liberalizzazione degli orari; affrontare in modo organico il tema della videosorveglianza ed escludere il controllo a distanza dei lavoratori; contrattare il riconoscimento della corretta professionalità degli addetti in virtù dei cambiamenti in atto e la dovuta formazione di supporto. L’impresa aveva inoltre proposto un premio variabile incentivante su cui le organizzazioni sindacali avevano dato disponibilità a valutare una proposta concreta.

Filcams, Fisascat e Uiltucs si ponevano l’obiettivo di trovare un equilibrio tra le richieste dell’azienda e le esigenze dei lavoratori.

Da luglio 2017 l’impresa è invece scomparsa e nulla di tutto questo è stato affrontato. Nonostante le sollecitazioni Mediamarket non ha dato più disponibilità al confronto fino a Febbraio 2018. Si è ripresenta quindi al tavolo raccontando la solita favoletta dell’omnicanalità e senza presentare un piano industriale credibile. Al contempo ha annunciato la chiusura di Milano Centrale e Grosseto (proprio quello che a Luglio 2017 negava), ha annunciato di voler chiudere la solidarietà sulle province dove ancora ci sono esuberi, unica alternativa il trasferimento forzato. Inoltre ha aggiunto che dal 1 Maggio 2018 (casualmente la festa dei lavoratori) non applicherà più il 90% di maggiorazione domenicale e non riconoscerà più il bonus presenza. Ha poi dichiarato il trasferimento della sede a più di 50 km di distanza. A coronare un quadro già drammatico annuncia che tutti i punti vendita dovranno avere la sostenibilità economica.

A quel punto, con un po’ di semplice logica, le organizzazioni sindacali hanno posto alcune domande: se l’azienda perde 17 milioni di euro, ci dite come si determina questa perdita e qual è il preventivo di bilancio del 2018 per capire quanto volete recuperare quest’anno? Considerato che la perdita di 17 milioni di euro non è evidentemente riconducibile solo a Grosseto e Milano Centrale, ci dite quali e quanti sono i negozi non sostenibili? L’azienda ha negato qualsiasi informazione negando un diritto di legge e di contratto. Tutte le imprese presentano nel dettaglio i dati di bilancio e gli obiettivi, Mediamarket è l’unica che si sottrae a questo confronto.

A questo punto le federazioni di categoria CGIL, CISL e UIL hanno deciso congiuntamente ai delegati di tutta Italia di proclamare sciopero per l’intera giornata del 3 Marzo 2018 (2 marzo per i lavoratori della sede e della piattaforma on-line).

Le lavoratrici ed i lavoratori hanno il diritto di avere informazioni preventive sul loro destino occupazionale, è inaccettabile ritrovarsi, come sta avvenendo, senza lavoro nell’arco di 40 giorni, dietro ogni lavoratore c’è una famiglia con spese da sostenere, un progetto di vita, tutto questo deve essere tenuto in considerazione.

Le lavoratrici e i lavoratori hanno il diritto di avere la giusta retribuzione per il lavoro che svolgono la domenica, hanno il diritto di avere degli orari di lavoro sostenibili per avere una vita privata dignitosa, hanno il dovere di svolgere la loro mansione con competenza ed essendo formati per questo.

Mediamarket deve affrontare una situazione di mercato difficile, per farlo servono investimenti e serve la partecipazione di tutti i lavoratori, per essere motivati i lavoratori non hanno bisogno di feste sfarzose e dispendiose ma di rispetto.

Mediamarket in passato si è arricchita e si è sviluppata nel nostro paese utilizzando le infrastrutture e la forza lavoro italiana. Ora deve dimostrare di avere ha anche un minimo di responsabilità etica e sociale concordando con il sindacato vere misure di salvaguardia occupazionale.

FILCAMS CGILFISASCAT CISLUILTUCS

Roma, 28 febbraio 2018

Segreterie Nazionali

Comunicato Sindacale
Mediaworld

Filcams CGIL, Fisascat e Uiltucs confermano unitariamente le ragioni dello sciopero delle lavoratrici e dei lavoratori Mediaworld previsto il 3 Marzo per la rete vendita e il 2 marzo per la sede.

Le organizzazioni sindacali disconoscono la validità dell’accordo sottoscritto a Grosseto dall’impresa e da un referente che non aveva alcun mandato, né dall’organizzazione sindacale, né dai lavoratori. Un atto che rappresenta un tentativo becero e maldestro di screditare e dividere le organizzazioni sindacali e che palesa il nervosismo dell’impresa e l’improvvisazione delle sue azioni, un comportamento reso ancor più grave per la partecipazione e l’avvallo della Confcommercio di Bergamo.

Il testo sottoscritto a Grosseto ha fatto però emergere qual è il rispetto che Mediaworld ha verso i propri dipendenti: 40 giorni di preavviso per la chiusura dei negozi e ai lavoratori propone 1500 euro per dimettersi o il trasferimento a centinaia di chilometri di distanza.
Quanto accaduto rafforza le ragioni della mobilitazione.

L’azienda annuncia da tre anni di unificare la rete vendita e l’online attraverso l’omnicanalità, ma abbiamo assistito solo alla confusione organizzativa e al peggioramento delle condizioni di lavoro e conseguentemente al peggioramento del servizio. Il conto degli errori fatti, che hanno evidentemente portato alla sostituzione di parte del gruppo dirigente, viene impropriamente presentato ai lavoratori. La crisi delle vendite e le difficoltà del mercato non possono giustificare che l’impresa leda la dignità e il rispetto per i propri dipendenti.

Lo spostamento improvviso della sede, l’annuncio della fine della solidarietà, la chiusura improvvisa di Grosseto e Milano Centrale, le minacce di trasferimento, la riduzione delle maggiorazioni domenicali insieme all’eliminazione del bonus, la mancanza di informazioni sul bilancio e su quali sono gli altri negozi che non hanno sostenibilità economica sono i veri motivi per cui Filcams, Fisascat e Uiltucs proclamano lo sciopero ed invitano le lavoratrici ed i lavoratori a sostenere la mobilitazione.

Filcams Cgil Fisascat Cisl Uiltucs

Roma, 23 febbraio 2018

Comunicato sindacale
Mediamarket
esito incontro 16 Febbraio 2018 e proclamazione sciopero 3 Marzo 2018

L’incontro con Mediamarket del giorno 16 Febbraio 2018 si è concluso con la decisione di Filcams, Fisascat e Uiltucs, unitamente al coordinamento unitario delle delegate e dei delegati, di proclamare lo sciopero nazionale per l’intera giornata del 3 marzo 2018.
La decisione di arrivare alla mobilitazione scaturisce dalle azioni che l’impresa ha dichiarato di mettere in atto:
• Chiusura al 31 marzo 2018 dei punti vendita di Grosseto e Milano Stazione Centrale.
• Cessazione definitiva del Contratto di Solidarietà il 30 Aprile 2018 e la volontà di risolvere definitivamente gli esuberi.
• Trasferimento della sede di Curno (BG) a Verano Brianza (MB) con riduzione dell’area vendita del punto vendita coincidente.
• L’eliminazione a far data dal 1° maggio 2018 della maggiorazione domenicale del 90% riconoscendo il solo 30% previsto dal CCNL.

L’impresa è mossa dalla volontà di rendere tutti i punti vendita economicamente sostenibili in virtù di un bilancio consuntivo in perdita di 17 Milioni di euro ed ha precisato che ciò si è determinato perché un maggior numero di negozi ha registrato un andamento negativo rispetto l’anno precedente.
L’unica soluzione proposta da Mediamarket in alternativa ai licenziamenti dei dipendenti, delle aree in solidarietà e dei punti vendita in chiusura, è il trasferimento sui punti vendita di tutto il territorio nazionale tra cui l’unica nuova apertura del punto vendita di Chivasso (TO). Tali trasferimenti comporterebbero probabilmente condizioni peggiorative come avvenuto nei recenti casi analoghi.
Filcams, Fisascat e Uiltucs ritengono che l’annuncio di ulteriori chiusure di negozi fatta con così poco preavviso lo rende ancora più inaccettabile, mettendo le lavoratrici e i lavoratori di fronte al ricatto del trasferimento.
Considerato che i 17 Milioni di euro di perdite, evidentemente, non sono imputabili tutti a Grosseto e Milano Centrale, è stata chiesta all’impresa la lista dei punti vendita in perdita al fine di avere chiarezza sulle future possibili criticità. L’azienda si è categoricamente rifiutata di fornire informazioni in tal senso.
Considerato che l’esito dell’incontro porta ad ulteriore perdita di occupazione e alla volontà di ridurre il salario dei lavoratori, la decisione di proclamare la mobilitazione nazionale è inevitabile e si pone l’obiettivo di far retrocedere l’azienda da tali decisioni e riportare le relazioni sindacali ad un confronto costruttivo che si ponga prima di tutto l’obiettivo di salvaguardare l’occupazione e migliorare le condizioni di lavoro.
Filcams Fisascat e Uiltucs invitano le strutture territoriali e le RSA/RSU a organizzare assemblee e ad attivare tutti i canali al fine di promuovere la mobilitazione in tutta l’azienda. Dichiariamo fin da subito che lo sciopero del 3 Marzo è solo il primo atto di una mobilitazione che dovrà proseguire. A tal fine è proclamato da subito lo stato di agitazione delle lavoratrici e dei lavoratori di Mediamarket.

Roma, 16 febbraio 2018

Roma, 6 settembre 2017

TESTO UNITARIO

Vi trasmettiamo in allegato alla presente la lettera unitaria con cui facendo seguito alla discussione avvenuta nel Coordinamento Unitario di ieri – abbiamo risposto alla richiesta di riapertura del confronto pervenutaci da Mediamarket per mail nel pomeriggio di lunedì 4 settembre.

Come avrete modo di apprezzare, le Segreterie Nazionali si sono dichiarate disponibili alla riapertura del confronto a condizione che l’Azienda accetti di formulare una proposta complessiva sull’insieme dei temi oggetto del negoziato già ricordati nel nostro comunicato del 5 luglio, disponibilità all’epoca non manifestata dall’azienda.

Nel contempo – sempre secondo quanto emerso dalla riunione di coordinamento – riteniamo indispensabile indire una campagna di assemblee in tutti i punti vendita Mediaworld al fine di chiarire la situazione all’insieme delle lavoratrici e dei lavoratori, contrastando l’opera intensa di disinformazione che l’Azienda sta realizzando già da alcune settimane con l’obiettivo di contrastare anticipatamente le iniziative di mobilitazione che non potremo fare a meno di porre in atto qualora l’Azienda dovesse dare seguito alla minaccia di procedere ad atti unilaterali, che la comunicazione inviataci il 4 settembre rinvia ma non esclude in alcun modo.

Conseguentemente indiciamo la convocazione unitaria di assemblee in tutti i punti vendita Mediaworld per la giornata del 30 settembre p. v. e vi raccomandiamo di curarne l’indizione nel rispetto delle norme previste dal CCNL, con particolare riferimento al termine di preavviso di 48 ore.

p. La Filcams CGIL Nazionale
Alessio Di Labio

Roma, 5 luglio 2017

Testo Unitario

Il giorno 5 Luglio 2017 si è svolto a Roma l’incontro con Mediamarket.

L’impresa, sulla base della richiesta delle organizzazioni sindacali, ha proposto di trovare una soluzione per quanto riguarda la salvaguardia occupazionale articolando la seguente proposta:

La proposta, almeno per come è stata presentata, potrebbe essere risolutiva delle criticità occupazionali anche se è tutta da verificare su come potrebbe essere formalizzata in un accordo. Filcams, Fisascat e Uiltucs, sulla base di questa premessa, hanno dato disponibilità ad avviare una trattativa sui temi contrattuali e ribadendo le richieste che erano già state presentate negli ultimi incontri:

L’impresa ha però contrapposto alla disponibilità sulla salvaguardia occupazionale la richiesta che la trattativa parta dalla maggiorazione del 30% abbandonando di fatto già dalle premesse il 90% attualmente riconosciuto.
Filcams, Fisascat e Uiltucs hanno dichiarato che è assolutamente impossibile che la trattativa parta dal 30% della maggiorazione domenicale. Diversamente ribadiscono la disponibilità ad affrontare complessivamente i vari temi posti da entrambe le parti, verificando il prima possibile la condivisione delle questioni relative all’organizzazione del lavoro e in cosa consista il sistema incentivante che secondo l’impresa dovrebbe compensare la minor retribuzione domenicale.
L’azienda non è stata nelle condizioni di fornire alcun impegno in tal senso. Le OO. SS. hanno proposto di rincontrarsi il giorno 27 luglio p.v. a condizione che la trattativa affronti l’insieme dei temi sul tappeto sulla base di un testo contenente tutte le proposte dell’azienda, anticipando che una trattativa a compartimenti stagni su singoli temi di interesse aziendale non è sostenibile e accettabile. Eventuali ulteriori evoluzioni del confronto vi saranno comunicate tempestivamente.

Alessio Di Labio

Roma, 27-06-2017

Il giorno 22 Giugno 2017 si è svolto a Roma l’incontro con Mediamarket per proseguire il confronto sulla riorganizzazione aziendale e verificare la possibilità di concordare un contratto aziendale di secondo livello.

Filcams, Fisascat, Uiltucs hanno nuovamente esplicitato le proprie richieste:

L’impresa, ribadendo la necessità di investire diversamente le risorse, ha nuovamente manifestato la volontà di ridurre le maggiorazioni domenicali e di riconoscere un sistema incentivante variabile.
Il confronto si è però incentrato esclusivamente sul tema della salvaguardia occupazionale. L’impresa, pur dando disponibilità a confrontarsi sull’argomento, ha più volte dichiarato che non è nelle condizioni di formalizzare che non ci saranno ulteriori criticità occupazionali, l’unica disponibilità è stata di assicurare che, in continuità con il percorso svolto finora, ricercherà soluzioni condivise. Filcams, Fisascat e Uiltucs ritengono insufficienti le disponibilità dell’impresa. Considerati gli esuberi ad oggi presenti sui territori in solidarietà e le voci che allarmano sulla possibilità di ulteriori chiusure, le rappresentanze sindacali ritengono che il tema occupazionale sia prioritario e che, al netto del mandato delle lavoratrici e dei lavoratori, sarebbe assolutamente avventato discutere di contrattazione integrativa o addirittura di riduzione delle maggiorazioni in costanza di rischi occupazionali. Purtroppo il passato recente ha dimostrato che eventuali chiusure di punto vendita vengono annunciate con un preavviso irrisorio, pertanto le voci di corridoio non possono essere ignorate e solo un impegno formale dell’azienda ad escluderlo può essere una garanzia.

L’incontro non ha prodotto quindi alcun avanzamento: l’impresa oltre a non escludere ulteriori criticità occupazionali per il futuro non ha ancora portato al tavolo nessuna proposta concreta su maggiorazioni domenicali e salario varabile ne dato risposte sugli altri temi posti al tavolo; si ricorda che i referenti aziendali hanno dichiarato di ridurre le maggiorazioni unilateralmente qualora non si trovasse un accordo entro il 30 settembre 2017. Il confronto è stato aggiornato al 5 Luglio 2017 a Roma.

p. La Filcams CGIL Nazionale
Alessio Di Labio

Roma, 21 aprile 2017

Testo Unitario

Come anticipato nella circolare dell’11 aprile scorso, ieri 20 aprile si è proceduto alla sigla dell’accordo di proroga del contratto di solidarietà per 17 punti vendita Mediamarket e dell’addendum relativo alle incentivazioni riconosciute in caso di trasferimento volontario tra punti vendita dell’azienda. L’accordo prevede anche questa volta due allegati. L’allegato A riporta le percentuali medie di ricorso alla solidarietà nei 17 punti vendita in questione, mentre l’allegato B contiene l’elenco nominativo dei lavoratori in forza presso i suddetti punti vendita. Come già nel 2015 e 2016, per ovvi motivi di privacy provvediamo a trasmettervi il solo allegato A.

Vi informiamo inoltre che allo scopo di avviare il confronto sugli ulteriori temi sollevati dall’azienda nel corso delle passate settimane, e in particolare circa l’eventuale definizione di un contratto integrativo aziendale, che vi abbiamo indicato già in conclusione della surricordata circolare dell’11 aprile, le parti hanno fissato un incontro per il 18 maggio prossimo a Bologna con inizio alle ore 11, nella sede che provvederemo a comunicarvi non appena ci sarà indicata dall’azienda.

Aggiungiamo che abbiamo fatto presente all’azienda che – data la rilevanza e delicatezza dei temi oggetto del confronto futuro – occorre garantire la massima partecipazione dei delegati, ragione per cui dovranno essere approntate eventuali ore di permesso retribuite aggiuntive a tale scopo, a partire dalla non contabilizzazione delle ore utilizzate per partecipare alla infruttuosa riunione del 17 febbraio passato.

p. la Filcams nazionale
A. Di Labio

Roma, 12 aprile 2017

Testo Unitario


A seguito dell’incontro ufficiale con Mediamarket svoltosi a Roma il 10/04/2017, nella prosecuzione dei lavori in ristretta è stato condiviso il testo che vi alleghiamo finalizzato alla proroga per ulteriori 12 mesi del contratto di solidarietà (fino al 30 aprile 2018) operante nei 17 punti vendita Mediaworld in cui continua a persistere un disallineamento rispetto alla procedura di mobilità avviata a suo tempo dall’azienda nella primavera del 2015.
Il testo presenta una serie di innovazioni rispetto alla prima proroga condivisa un anno fa che sommariamente vi indichiamo:

1. Il numero dei punti vendita coinvolti scende da 27 a 17 (Cfr. allegato A), concentrati nelle piazze di Cosenza, Sassari, Bari (Molfetta), Genova, Roma, Torino, e Campania (Caserta e Napoli);

2. E’ venuto meno il punto 3 dell’accordo precedente (che indicava il numero di esuberi residui nelle diverse piazze) in considerazione del fatto che alla solidarietà questa volta non è collegata alcuna mobilità volontaria incentivata, come invece avveniva sia nel testo del 2015 che in quello del 2016;

3. Il massimo ricorso alla solidarietà in termini medi mensili è stato abbassato al 30% e sono state nel contempo abbassate le percentuali medie di ricorso alla solidarietà nelle diverse piazze, riportate sempre nell’allegato A;

4. E’ stato rafforzato il concetto di equa ripartizione dei carichi di lavoro e della riduzione oraria tra tutto il personale (Cfr. punto 5 del testo), che dovrà essere assicurata, con un esplicito richiamo al riguardo alle verifiche periodiche da effettuarsi a livello locale/territoriale. Tali incontri di verifica (Cfr. punto 7 del testo) dovranno ora esplicitamente monitorare i dati relativi all’applicazione della solidarietà (sia a livello di magazzino che a livello individuale) per evitare le segnalate discrasie emerse al riguardo, e tali dati dovranno inoltre essere forniti mensilmente alle RSA di punto vendita.

Al termine della riunione le Parti hanno condiviso di rincontrarsi il 20 aprile p.v. al fine di procedere alla sottoscrizione definitiva del testo, nonché del collegato verbale di accordo che determinerà (in misura assolutamente identica a quanto già previsto un anno fa) la misura dell’incentivazione da applicarsi a chi decidesse volontariamente di trasferirsi da uno dei punti vendita in solidarietà in un altro punto vendita non in solidarietà.
Al fine di non appesantire la situazione del monte ore permessi per le RSA in vista del confronto che si aprirà in ordine alla richiesta da essa avanzata di pervenire alla definizione di un contratto integrativo aziendale (che affronterà tra l’altro il tema della riduzione dei costi posto dall’azienda in occasione dell’incontro del 24 marzo u.s.) abbiamo ritenuto opportuno condividere che la ratifica dell’accordo di proroga della solidarietà avvenga in ristretta, con la partecipazione delle sole Segreterie Nazionali di Filcams, Fisascat e UILTuCS, che d’altra parte non mancheranno di rappresentare all’azienda le problematiche che eventualmente verranno segnalate dalle strutture territoriali nei prossimi giorni.

p. La Filcams CGIL Nazionale
Alessio Di Labio

Roma 29/03/2017

Il giorno 24 Marzo 2017 si è tenuto l’incontro Mediamarket.

Innanzitutto durante l’incontro le parti hanno condiviso che verrà prorogato il contratto di solidarietà. Filcams, Fisascat e Uiltucs si porranno l’obiettivo di verificare l’effettiva riduzione oraria finora applicata in quanto risulta che in molti punti vendita sia stata sensibilmente più bassa di quella prevista dall’accordo. Secondo le organizzazioni sindacali ci sono le condizioni per far uscire dalla solidarietà una buona parte dei negozi. Alla riapertura del confronto si valuteranno anche gli strumenti alternativi per il contenimento degli esuberi: incentivi alla riduzione oraria e al trasferimento, in entrambe i casi solo su basa volontaria. L’impresa ha dichiarato che non ha risorse a disposizione per incentivare licenziamenti con il criterio della non opposizione.

L’impresa ha presentato l’andamento del fatturato del primo semestre dell’anno fiscale (Ottobre 2016 – Marzo 2017). Come prevedibile, il fatturato online è cresciuto del 45% mentre il retail perde il 3%, complessivamente l’impresa perde l’1,5 % delle vendite. Se pur non è stato comunicato il valore dei fatturati dei due canali, è evidente che quanto si perde nel retail non si recupera sull’online. È importante inoltre evidenziare che il 50% circa delle vendite online si conclude con il ritiro in negozio. Calano complessivamente del 10% sia il numero di scontrini che le visite in negozio.

Le organizzazioni sindacali hanno sollecitato l’impresa ad avere maggiori dettagli degli investimenti e delle azioni che si stanno facendo per rendere attrattivi i negozi e per garantire un servizio al cliente di qualità. Infatti sulla vendita di accessori e servizi, dove l’impresa dovrebbe recuperare marginalità, viene segnalata molta carenza nelle politiche dell’azienda. Inoltre sono stati chiesti chiarimenti sui trasferimenti unilaterali di dipendenti dal magazzino dell’online di Bergamo verso i punti vendita ed un parallelo aumento dei lavoratori somministrati.

Senza entrare sufficientemente nello specifico delle richieste l’impresa ha dichiarato di continuare con l’efficientamento della rete vendita ponendo al confronto la volontà di ridurre il costo del lavoro in quanto ha la necessità di rendere sostenibili i costi della rete fissa per concludere il processo di omnicanalità.

La traduzione di questo, nelle intenzioni dell’azienda, sarebbe la trasformazione dei costi fissi determinati dalla retribuzione del lavoro domenicale e festivo in costi variabili, ossia in un sistema di retribuzione variabile su obiettivi. Nel porre la questione l’impresa ha dichiarato che preferirebbe un accordo condiviso con le organizzazioni sindacali ma che l’alternativa sarebbe un intervento unilaterale sulle retribuzioni dichiarando irrinunciabile l’obiettivo di riduzione dei costi.

Filcams, Fisascat e Uiltucs hanno dichiarato che le maggiorazioni e le indennità per le domeniche e i festivi non hanno origine contrattuale ma sono state concessioni unilaterali, pertanto la possibilità giuridica di intervenire deve essere verificata. Durante l’incontro del 24 Marzo le organizzazioni sindacali non hanno dato nessuna disponibilità ad intervenire sul costo del lavoro.

Le organizzazioni sindacali hanno sancito che il confronto su questi aspetti si riaprirà solo dopo aver scongiurato qualsiasi criticità occupazionale e dunque dopo la proroga del contratto di solidarietà, tema al quale sarà dedicato il prossimo incontro del 10 Aprile 2017 a Roma. L’incontro con l’azienda sarà preceduto da un confronto interno alla delegazione sindacale.

Roma, 23 febbraio 2017

Testo Unitario

Il giorno 17 Febbraio u.s. si è tenuto l’incontro con la direzione del personale per proseguire il confronto sugli esuberi come previsto all’ordine del giorno.
L’incontro è stato meno produttivo di quanto le organizzazioni sindacali si aspettassero, in quanto l’impresa è stata assolutamente approssimativa sulle soluzioni che intende mettere in campo per affrontare la fase.
Le parti hanno condiviso che gli strumenti finora concordati saranno ancora utili (contratto di solidarietà difensivo, incentivi ai trasferimenti volontari ed incentivi a riduzioni orarie volontarie), anche se non è chiaro se l’impresa sarà nelle condizioni di investire nuovamente risorse sugli incentivi alla non opposizione al licenziamento.
Le organizzazioni sindacali hanno chiesto di valutare percorsi formativi che supportino percorsi di crescita professionale interna sia per avanzamenti di ruolo sia per fornire agli addetti le competenze necessarie di pre e post vendita, evitando così di attingere da risorse esterne o di terziarizzare alcune attività, come già sta accadendo.
Inoltre le organizzazioni sindacali hanno dichiarato all’impresa che la richiesta di inserimento di lavoro domenicale e festivo alle lavoratrici e ai lavoratori che richiedono il part time o il trasferimento è inaccettabile, innanzitutto perché spesso dietro a tali richieste ci sono esigenze personali ma anche perché depotenziano uno strumento utile a ridurre gli esuberi.
L’impresa ha posto al tavolo la necessità di accelerare il processo di riorganizzazione in virtù delle veloci trasformazioni del mercato, sollecitando la necessità di individuare un accordo che dia certezza di soluzione degli esuberi terminata la proroga dell’ammortizzatore sociale, lasciando però imprecisata la declinazione di questo intento. Le organizzazioni sindacali hanno confermato la disponibilità al confronto riservandosi evidentemente di verificare nel dettaglio le intenzioni dell’impresa, confermando subito l’indisponibilità a condividere trasferimenti e licenziamenti se non su base volontaria.
Da ultimo comunichiamo che l’impresa ha confermato che non esclude il controllo a distanza delle lavoratrici e dei lavoratori tramite gli impianti di videosorveglianza installati. Le organizzazioni sindacali hanno precisato la totale contrarietà a questa eventualità, riservandosi di mettere in atto tutto quanto sarà utile ad evitare che i lavoratori e le lavoratrici di Mediamarket, oltre alle difficoltà di questa fase, debbano anche subire l’umiliazione del controllo a distanza.
Le parti si sono aggiornate al 24 Marzo, Filcams Fisascat e Uiltucs si aspettano dall’impresa più chiarezza di quanto è emerso nell’ultimo incontro.


p. La Filcams CGIL Nazionale
Alessio Di Labio

Roma, 28 giugno 2016

Testo Unitario

In data 27 giugno si è svolto l’incontro con Mediamarket. Abbiamo sottoscritto l’accordo di proroga del contratto di solidarietà (in allegato) che conclude il ventaglio di strumenti messi a disposizione per chiudere la procedura di Licenziamento collettivo L.223/91 aperta dall’azienda per 316 esuberi presenti nei 27 punti vendita nei quali già oggi è attivo il contratto di solidarietà.

Alla luce del necessario monitoraggio delle parti nel prossimo periodo sull’effettivo utilizzo dei trasferimenti volontari e dei passaggi a Pt volontari nonché la messa in mobilità volontaria e della conseguente possibile diminuzione delle percentuali effettivamente applicate di CDS nelle 27 filiali , abbiamo potenziato nell’accordo di proroga il confronto territoriale e di filiale.

Inoltre, abbiamo chiarito congiuntamente che le disponibilità dichiarate dalle lavoratrici e dai lavoratori all’utilizzo degli strumenti di trasferimento o passaggio a P.T. saranno effettive e confermate solo all’atto di accettazione reciproca delle condizioni proposte ed accettate.

Infine, Fisascat- Filcams e Uiltucs congiuntamente hanno dichiarato la propria disponibilità a discutere di un sistema incentivante di salario variabile dentro il progetto di sviluppo e rilancio dell’azienda.

Le Parti si sono impegnate a rincontrarsi a livello nazionale o prima o appena dopo il periodo feriale di Agosto 2016.


p. La Filcams CGIL Nazionale
Alessio Di Labio

Link Correlati
     Mediamarket, Verbale accordo di proroga del contratto di solidarietà 27/06/2016

Roma, 1 giugno 2016

Testo Unitario

il giorno 31 Maggio 2016 si è tenuto l’incontro con Mediamarket per la definizione dell’insieme degli strumenti utili a fronteggiare gli esuberi presenti nei 28 punti vendita su tutto il territorio nazionale.
Le parti hanno quindi definito un accordo quadro che sancisce incentivi per il trasferimento pari a 5000 € aggiuntivi al rimborso spese secondo quanto previsto dal CCNL che saranno ridotti qualora il trasferimento possa dare l’opportunità di aumenti di orario. Nell’ambito del confronto è emerso che l’apertura delle unità produttive di Arese, Brindisi, Foggia, Palermo e Verona rappresentano un’opportunità di ricollocazione che, qualora incontrasse la volontà dei lavoratori a trasferirsi, potrebbe rappresentare una soluzione rilevante agli esuberi. A queste si aggiungono alcune possibilità di accogliere personale sulla rete vendita già esistente, pertanto l’impresa comunicherà l’insieme delle posizioni aperte e i lavoratori formalizzeranno le proprie disponibilità, i trasferimenti saranno reciprocamente confermati alla definizione delle condizioni.
L’impresa ha confermato che aprirà una procedura di mobilità che si concluderà con il solo criterio della non opposizione al licenziamento. L’accordo quadro stabilisce che gli incentivi alla non opposizione al licenziamento saranno pari a 14 mensilità per le persone che manifesteranno la disponibilità entro il 14 Luglio e 9 mensilità per quelli che aderiranno dal 15 Luglio 2016. Le federazioni nazionali incontreranno l’impresa il 6 Giugno per l’esame congiunto previsto da legge e per sottoscrivere il verbale di accordo della procedura di mobilità.
Sono inoltre previsti incentivi per le lavoratrici ed i lavoratori full time che si renderanno disponibili alla riduzione oraria: 1200€ per il passaggio a 28 ore, 3000€ a 24 ore, 5000€ a 20 ore e 6000€ a 18 ore. Su richiesta delle organizzazioni sindacali saranno escluse nelle novazioni contrattuali le prestazioni lavorative nei festivi mentre l’azienda ha confermato la necessità di introdurre il lavoro domenicale.

Il piano degli incentivi terminerà il 30 Settembre 2016 con la scadenza dell’anno fiscale.

Le parti hanno inoltre condiviso la proroga del contratto di solidarietà. Alla proposta delle organizzazioni sindacali di una naturale proroga di 12 mesi l’impresa ha dichiarato la disponibilità di proseguire per soli altri sei mesi. Nell’ambito della trattativa le parti hanno condiviso che il contratto di solidarietà sarà prorogato fino al 30 Aprile 2017 ossia per ulteriori 10 mesi.
Il prossimo incontro è previsto per il giorno 27 Giugno 2016 per fare una verifica sullo stato di avanzamento del piano di incentivi e sottoscrivere il contratto di solidarietà.

p. La Filcams CGIL Nazionale
Alessio Di Labio