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Roma, 20 aprile 2011

come anticipato (vedi circolare 15/04/11), il 19 aprile u.s. si è tenuto, presso il Ministero del Lavoro, il previsto incontro in ordine alla fase amministrativa della procedura di mobilità avviata dall’azienda il 16 marzo u.s.; suddetta procedura, in considerazione della cessazione totale dell’attività aziendale, prevedeva il coinvolgimento dell’intero organico in forza presso le diverse sedi della società site in provincia di Ancona, Bologna, Caserta, Cosenza, Ferrara, Firenze, Frosinone, Lecce, Messina, Mestre, Milano, Napoli, Napoli, Padova, Palermo, Pavia, Rimini, Roma, Udine e Varese

In considerazione di quanto disposto dall’art. 19 comma 10 bis (“Potenziamento ed estensione degli strumenti di tutela del reddito in caso di sospensione dal lavoro o di disoccupazione, nonché disciplina per la concessione degli ammortizzatori in deroga”) del D.L. n° 185/2008, che prevede che ai lavoratori non destinatari dei trattamenti di cui all’articolo 7 della legge 23 luglio 1991, n. 223, in caso di licenziamento, possa essere erogato un trattamento di ammontare equivalente all’indennità di mobilità, in sede ministeriale, si è sottoscritto un accordo a conclusione della fase amministrativa della procedura.

Tale accordo, finalizzato all’ottenimento dell’integrazione al reddito, contempla l’attivazione della misura prevista dalla menzionata normativa per i 37 lavoratori attualmente in forza presso l’azienda, per la durata di 12 mesi, con decorrenza 19 aprile 2011.

In merito al mancato pagamento della cassa integrazione in deroga ed alle segnalazioni che sono arrivate dai territori, abbiamo appurato che il problema deriva dalla mancata autorizzazione da parte di 2 regioni, Calabria e Sicilia; tale ritardo ha di fatto bloccato l’intero iter di approvazione del decreto di concessione di cassa integrazione.
Ad ogni modo in data odierna ci è stato comunicato che la Calabria dovrebbe autorizzare la cassa in deroga giovedì 21 c.m., mentre per la Sicilia permangono ancora problemi. Da parte nostra si è provveduto a sollecitare gli organismi competenti ai fini di un rapido sblocco della pratica.

                          p. Filcams-CGIL Nazionale

Fabrizio Russo