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Roma, 26 giugno 2013

si è tenuto il 24 giugno us l’incontro con l’azienda in oggetto. In allegato inviamo per vostra opportuna conoscenza il verbale di mancato accordo in sede sindacale che l’azienda ha provveduto ad inviare al Ministero per la convocazione in sede governativa e della quale vi daremo comunicazione non appena ne conosceremo la data.
La situazione prospettataci dall’azienda a seguito dell’apertura della procedura di mobilità è la seguente: ad oggi sono 160 i dipendenti che lavorano in negozi di biancheria e sotto l’insegna dei marchi "Kisenè" e "Full stop/Full style", mentre gli esuberi dichiarati in procedura sono 32, di cui 12 apprendisti.
La situazione di grave crisi ha portato l’azienda alla decisione di chiudere le sedi di Trieste (4 lavoratori FT di cui 2 apprendisti), Roma CC Primavera (4 lavoratroi FT di cui 2 apprendisti), S. Giuliano Milanese (4 lavoratori FT di cui 2 apprendisti) e Torino (3 lavoratori di cui un PT al 50%e 2 apprendisti). Per quanto riguarda il resto degli esuberi dichiarati essi sono così composti: Sona (VR) un apprendista, Maida (CZ) un lav a T I pt a 16 ore, Chieti un lav a T I pt a 25 ore, Lonato (BS) un lav a T I pt a 18 ore, Pavia (MI) un apprendista pt a 23 ore, Quarto (NA) un lav a T I pt a 16 ore e Reggio Calabria un apprendista pt a 23 ore. Inoltre, sulla sede legale di Napoli 7 esuberi di cui un dirigente, 5 lav a T I e FT ed un apprendista, sulla sede logistica di Nola (NA) 2 lav T I e FT e la sede di Milano un quadro a T I e FT.

A fronte di ciò abbiamo concordato col consulente aziendale di siglare un mancato accordo in sede sindacale e, in attesa di convocazione ministeriale, di adoperarsi con la proprietà per evitare soluzioni traumatiche ai lavoratori anche mediante il ricorso ad ammortizzatori sociali. Nel frattempo, però, l’unica soluzione aziendale palesata è stata la possibilità di un incentivo all’esodo, ma nella misura di sole tre mensilità lorde, oppure il ricorso ad agenzia di outplacement per un possibile reimpiego dei lavoratori. Sperando di potervi dare a breve ulteriori notizie in merito.

p. la Filcams nazionale
A. Ferrone

Roma, 16 febbraio 2012

si è svolto il 15 febbraio u.s. l’incontro presso il Ministero del Lavoro per la procedura di mobilità aperta dall’azienda in oggetto che prevede la chiusura di 5 punti vendita con esubero di personale di 14 dipendenti a tempo indeterminato e 7 apprendisti.

L’azienda ha spiegato le motivazioni che hanno portato alla decisione di chiudere ulteriori 5 punti vendita dopo che nel corso del 2011 la stessa sorte è già toccata ad altri 11 anche se con la ricollocazione di tutto il personale.

Ad oggi tale ricollocazione non è più ipotizzabile a causa della saturazione dei negozi ad oggi ancora operativi e per tanto l’azienda ha dichiarato la volontà di chiudere il rapporto di lavoro con tutti i dipendenti coinvolti.

La società ha inoltre aggiunto alla precedente procedura ulteriori 2 esuberi derivanti dalla soppressione di mansione di altrettanti capi area.

Come OO.SS. abbiamo chiesto che venisse attivato un percorso di tutela del livello occupazione l’utilizzo della cassa integrazione straordinaria e della mobilità con unico criterio la non opposizione al licenziamento.

Su questa nostra proposta il consulente del lavoro si è prima detto assolutamente contrario per motivi di costi e per la mancanza di un piano di gestione degli esuberi.

Dopo un’ampia discussione si è optato per un rinvio che ci permetterà di insistere sulla nostra richiesta di attivazione della cassa integrazione.

Le parti pertanto si incontreranno nuovamente LUNEDI’ 27 FEBBRAIO alle ore 11 presso il Ministero del Lavoro, Via Fornovo 8 – Roma.

p. la Filcams Cgil Nazionale

Daria Banchieri