Category Archives: ERICSSON-IT-SOLUTION-E-SERVICES

Roma, 5 giugno 2017

In allegato rimettiamo il verbale di mancato accordo sottoscritto al Ministero del Lavoro il 1 giugno scorso, che conclude il confronto con Ericsson Solutions & Services SpA sulla procedura di mobilità aperta dalla Società il 14 marzo u.s. per 38 lavoratori e un dirigente.
Nonostante gli strumenti ed i contributi messi a disposizione dai rappresentanti delle Regioni presenti ed a fronte di un numero esiguo di esuberi dichiarati, tali da poter essere riassorbiti, la società ha confermato, nel lunghissimo confronto, la posizione intransigente sugli esuberi strutturali, escludendo il criterio unico della non opposizione al licenziamento, come strumento di alleggerimento dell’organico.

                                  p. Filcams Cgil Nazionale
                                  Concetta Di Francesco

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     Ericsson It Solutions & Services, Mancato Accordo mobilità 01/06/2017

Roma 22.06.16

Testo Unitario

Il giorno 20 giugno scorso presso la sede di Unindustria Roma Lazio si è tenuto il primo incontro in sede sindacale ai sensi art. 4 e 24 della legge 223/91 relativa alla procedura di licenziamento collettivo di 31 dipendenti di Ericsson IT Solutions & Services SpA.
Le OOSS , hanno richiesto un’informativa relativa all’incontro avvenuto con le OOSS del comparto TLC e all’incontro promosso dal Ministero per lo Sviluppo Economico previsto per il 22 giugno.
L’azienda ha dichiarato che non parteciperà all’incontro presso la sede ministeriale, poiché non lo ritiene “né utile né adeguato” quale luogo di confronto per la procedura in essere.
Peraltro le OOSS nazionali debbono registrare dal comportamento del Ministero, cui è stata inviata una nota unitaria di FILCAMS FISASCAT UILTUCS FIOM FIM UIL rimasta lettera morta, come evidentemente si palesi in merito alla procedura di licenziamento collettivo avviata da Ericsson un diverso trattamento che comporta la suddivisione tra lavoratori di serie A e serie B.
La sensazione, che discende dalle affermazioni di Ericsson, è che ancora una volta si voglia ripercorrere con le stesse modalità le operazioni di riorganizzazione nel gruppo svedese, con un turn over forzato e senza nessuna garanzia per il futuro dei lavoratori e lavoratrici.
L’azienda ha infatti per il momento escluso il ricorso a ogni forma di ammortizzatore sociale e rifiutato di valutare qualsiasi piano di reskilling del personale, che possa garantire una soluzione condivisa e non traumatica per tutta la forza lavoro che sono state le basi delle proposte di parte sindacale.
Nel merito della procedura l’azienda ha posto sul tavolo quali elementi non negoziabili la possibilità di un accordo basato sul criterio non esclusivo della c.d. “non opposizione” accompagnato da eventuali azioni di outplacement e un incentivo economico nel cui dettaglio non si è voluti entrare.
La proposta aziendale è viene fondata sull’elemento cardine di una temporalità del criterio della volontarietà, esaurita la quale, Ericsson vuole avere mano libera per procedere ai licenziamenti.
Tale proposta aziendale poggia, dunque, sin dal primo incontro, su una serie di condizioni vincolanti al negoziato, rifiutando qualsiasi soluzione che salvaguardi l’occupazione e per tali motivazioni, le OOSS nazionali intendono mantenere lo stato di agitazione a livello nazionale e ribadiscono con forza l’invito all’azienda alla ricerca di concrete e reali soluzioni alternative.
Il prossimo incontro in sede sindacale si terrà il giorno 11 luglio p.v. alle ore 14:30, stessa sede.

P.Filcams CGIL Nazionale
Massimo Mensi

Roma 12 giugno 2015

Si è svolto ieri, 11 giugno, un nuovo incontro con l’azienda, nell’ambito della fase sindacale prevista a seguito della procedura di licenziamento collettivo per 60 lavoratori, avviata il 5 maggio scorso.
Le OO.SS. e il coordinamento dei delegati hanno rinnovato la richiesta di conoscere in dettaglio e in maniera meno generica le motivazioni che hanno determinato l’individuazione degli esuberi, ancora una volta definiti strutturali dall’azienda.
Si è infatti ribadito che non risulta convincente la necessità di una riduzione di organico, definito strutturalmente esuberante ma senza che ne venga chiaramente motivata la ragione.
Esiste infatti ancora un numero rilevante di consulenti esterni e di lavoratori interinali, spesso impiegati nelle stesse mansioni e negli stessi settori ove si sono dichiarati gli esuberi.
L’azienda non e’ stata disponibile a chiarire ulteriormente le cause degli esuberi, ritenendo sufficiente quanto espresso nella lettera ufficiale di apertura della procedura, e ha nuovamente delineato una ipotesi di percorso che ritiene l’unica attivabile :
a fronte della disponibilità aziendale a riconoscere un incentivo all’esodo (la cui entità non è stata discussa ma che sarà in linea con quanto già erogato nella precedente procedura) si ipotizza un accordo che preveda una prima fase in cui si valuteranno le non opposizioni al licenziamento (o volontarietà), al termine della quale, se non si sarà raggiunto l’obbiettivo ritenuto soddisfacente dall’azienda, questa procederà ai licenziamenti attraverso l’applicazione dei criteri di legge.
La Filcams e il coordinamento hanno espresso la propria contrarietà a un percorso che non preveda tutele per tutti i lavoratori, così come stabilito dalle assemblee dei lavoratori e dimostrato dalla partecipazione alle iniziative, e hanno nuovamente proposto soluzioni alternative non traumatiche , in grado di non ostacolare eventuali esodi volontari e allo stesso tempo di tutelare gli altri lavoratori, nei confronti dei quali potrebbe essere attivato anche un percorso di riqualificazione professionale.
L’azienda ha confermato di aver già cominciato colloqui con i lavoratori e di aver già raccolto alcune disponibilità (il cui numero non è stato però specificato): la Filcams ha ribadito che la fase di confronto prevista dalla normativa è aperta fino al 20 luglio e che fino a quella data saranno costantemente informati i lavoratori, attraverso le assemblee, al fine di ricercare soluzioni realmente condivise e non imposte unilateralmente da un atteggiamento rigido aziendale.
Dopo una lunga e articolata discussione, le Parti hanno stabilito di attendere il termine della fase sindacale per chiedere la convocazione in sede ministeriale, riservandosi di fissare un nuovo incontro qualora vi fossero nuovi elementi da valutare.
Nel frattempo, si svolgeranno le assemblee informative nei luoghi di lavoro, durante le quali si valuteranno le ulteriori eventuali iniziative da intraprendere.

P.segreteria Filcams Nazionale
Giuliana Mesina