Category Archives: DICO

Roma, 24 novembre 2017

Nella giornata di martedì 21 novembre u.s. si è tenuto l’incontro con i rappresentanti della DICO S.p.a., un incontro richiesto dalle OO.SS. e finalizzato a monitorare l’andamento della Cassa Integrazione Straordinaria oggi in essere poiché la Società è in regime di concordato preventivo.
All’azienda sono state evidenziate tutte le difficoltà che si sono verificate durante questi ultimi mesi, sottolineando che, nonostante gli incontri territoriali svolti, non si è spesso addivenuti ad un’intesa condivisa.

La Società preliminarialmente ha fornito i dati relativi all’utilizzo della CIGS:

· ha comunicato che su un totale di circa 1200 lavoratori 430-440 sono temporaneamente a zero ore, mentre il personale restante sta usufruendo dell’ammortizzatore con il criterio della riduzione oraria;

· dei 232 punti vendita a conduzione diretta risulta che il 35% di questi ad oggi è chiuso temporaneamente, il 48% utilizza la CIGS, mentre il 17% non è interessato dall’ammortizzatore;

· nella Regione Veneto tutto i punti vendita alla data odierna risultano ancora temporaneamente chiusi;

· nella Regione Abruzzo uno dei due negozi è momentaneamente chiuso;

· le Regioni Lazio, Liguria, Marche e Toscana sono le realtà più interessate dalla Cassa Integrazioni Straordinaria;

· l’azienda infine conferma il pagamento ai fondi previdenziali ed assistenziali a partire dalla data d’inizio del concordato preventivo (luglio 2017).

I rappresentanti della S.p.a. Dico hanno comunicato che il piano concordatario è quasi in via di definizione e verrà depositato a breve presso il Tribunale Fallimentare. La situazione finanziaria della Società non comporta nell’immediato la riapertura di ulteriori negozi rispetto a quelli riaperti nella prima fase del concordato poiché l’assortimento delle merci all’interno dei negozi è pari al 50 – 60 % e, con la continua mancanza di referenze nei vari negozi, le vendite di conseguenza non decollano; infatti, il dato delle vendite ad oggi viaggia con un 40 % in meno rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, tanto dovuto alla scarsa marginalità dei punti vendita.
Dopo un’introduzione aziendale, che da una breve valutazione non prospetta nulla di positivo nonostante il blocco dei debiti rivenienti dalla procedura fallimentare, alla Direzione della Società sono state evidenziate le maggiori difficoltà che il personale sta attraversando in questo periodo e, in particolare, è stato contestato il fatto che in numerosi punti vendita non si effettua una regolare rotazione del personale che è costretto a subire l’intervento dell’ammortizzatore sociale. Condizione questa che pone i lavoratori in grande stato incertezza e preoccupazione circa il proprio futuro lavorativo.
Anche se vi è stato il riscontro positivo relativamente al rimborso del 730 spettante alle lavoratrici e ai lavoratori della Dico, c’è da registrare purtroppo la mancata volontà da parte di chi oggi gestisce la Società di formulare l’istanza del pagamento immediato per le altre spettanze rivendicate dai lavoratori come la 14 mensilità e i ratei della 13° mensilità, oltre ai primi 10 gg. del mese di Luglio.
In merito poi alle cessioni di asset aziendali riguardanti le Regioni Veneto e Puglia che in questi giorni sono state oggetto di innumerevoli “voci di corridoio” su probabili soluzioni, l’azienda ha confermato che allo stato attuale presso il Tribunale Fallimentare non vi è alcuna istanza presentata in merito da nessuna delle parti; per il Veneto continuano i contatti informali, cosi come per la Puglia c’è la volontà aziendale di restituire il fitto di ramo d’azienda alla vecchia proprietà e c’è in quell’area un contenzioso in atto non ancora risolto che pregiudica le trattative.
Il quadro cosi come delineato non è certamente rasserenante, l’azienda si è resa quindi disponibile immediatamente ad intraprendere un percorso d’incontri con le OO.SS. Territoriali per correggere quanto riportato nella riunione in un’ottica di collaborazione e in attesa della omologa del piano concordatario che avverrà dopo la metà del mese di Dicembre prossimo.
In attesa dell’omologa chiedo a tutti Voi di continuare così come fatto sinora, ossia vigilare sulla corretta applicazione della Cassa Integrazioni Guadagni Straordinaria per non permettere a nessuno di approfittare di un Istituto che salvaguardia i livelli occupazionali.

p. La Filcams CGIL Nazionale

                      Giovanni Dalò

Roma, 21 settembre 2017

Testo unitario


Nella giornata di martedì 19 Settembre si è svolto presso il MISE l’incontro previsto per la Società Dico SPA, oggi in domanda di concordato preventivo in continuità.
L’incontro programmato già da tempo con il Ministero aveva lo scopo di dar delucidazioni e risposte alle OO.SS. e al Ministero stesso ad una serie di domande poste ai rappresentanti della Società nel precedente incontro svoltosi il 26 luglio 2017. Alla riunione erano presenti i consulenti nominati dal Commissario Giudiziale ma, cosi come le altre volte, il Commissario stesso non si è presentato alla riunione.
In apertura della riunione il Dott. Castano del MISE ha chiesto ai rappresentati della Società gli aggiornamenti in merito e nel contempo ricordava e sollecitava i chiarimenti alle domande poste dalle OO.SS.
I Dott. Fabbian, consulente, nominato per elaborare il piano concordatario ha dichiarato che già alcuni punti vendita momentaneamente sospesi sono stati riaperti e che entro i primi giorni del mese di Ottobre, il numero dei punti vendita che riapriranno salirà sino a 35 (22 nel Lazio, 2 in Liguria, 2 in Campania, 3 in Toscana, 2 nelle Marche e 2 in Emilia) dei 123 chiusi temporaneamente, e che il piano da loro messo in atto che prevede nuovi accordi con circa il 50% dei fornitori inizia dare i primi riscontri positivi.
Inoltre ha comunicato ufficialmente che sette punti vendita sono stati ceduti ad un altro gruppo commerciale e che questa vendita ha portato un flusso di liquidità utile alle riaperture e alla ripresa .Ciò non ostante sono rimaste evase tutte le altre questioni poste sia dalle organizzazioni sindacali sia dal Ministero stesso che più volte ha richiamato Dico ad un atteggiamento al tavolo più trasparente e collaborativo evitando di fornire informazioni generiche e fumose se non addirittura imprecise.
Vista la circostanza venutosi a creare come OO.SS. abbiamo ribadito con forza le nostre posizioni, riformulando le nostre richieste e chiedendo chiarimenti sull’immediato pagamento della 14a mensilità; il rimborso del 730; e sui punti vendita ad oggi in regime di completo outsourcing.
La Società ancora una volta ha fornito risposte evasive sia in merito all’erogazione della 14°; mentre per il rimborso del 730 ha sostenuto di aver inoltrato al Giudice fallimentare formale richiesta di poter restituire il rimborso/debito; in merito ai punti vendita gestiti in pieno outsourcing, cosi come le esternalizzazioni dei banchi macelleria, pescheria, ecc. ha sostenuto che si tratta di un rapporto commerciale con un regolare contratto d’appalto, non fornendo nessun dato riguardanti quanti negozi sono coinvolti, oltre al numero dei dipendenti coinvolti.
In virtù delle mancate risposte nuovamente il Ministero dello Sviluppo Economico ha rilevato e fatto notare a chi rappresentava la Società che ancora al tavolo la società Dico manteneva un comportamento ambiguo evitando di dare informazioni certe.
FILCAMS-FISASCAT E UILTUCS ESPRIMONO, dopo un incontro inconcludente e deludente forte preoccupazione sul reale futuro dell’azienda. Tali preoccupazioni sono ancor più fondate visto che siamo certi che non sia sufficiente riaprire un negozio se tale punto vendita non viene a dovere rifornito. Solo così si metterà in campo un reale cambiamento della situazione finora vissuta e che ha portato alla gravissima crisi economica di DICO/TUODI’. A oggi invece ci risulta che alcuni negozi aperti hanno meno merce rispetto al giorno in cui hanno chiuso i battenti. Inoltre, c’è da precisare che stando alle attuali dichiarazione dell’azienda è evidente che vi è un abbandono dei punti vendita nella Regione Veneto e Trentino dove non è prevista nessuna riapertura.
Secondo le dichiarazioni aziendali riaprono 35 punti vendita entra il 5 Ottobre 2017 (A fine novembre dovrebbero essere 60 le riaperture e le vendite dovrebbero a parità di rete omogenea tornare a dicembre ai livelli dell’anno precedente. Rimane appaltata l’attività completa di circa 30 punti vendita a marchio Tuodi’.
Le OO.SS. hanno chiesto delucidazioni in merito ad insistenti voci di vendita a pezzi dall’impresa. Nessuna smentita in materia da parte di Dico in sede ministeriale che si trincerà dietro una presunta riservatezza.
Inoltre hanno chiesto di essere informate immediatamente sul consenso del commissario giudiziale dovrebbe autorizzare entro i prossimi 15 giorni l’erogazione dei crediti o dei debiti derivanti dalla dichiarazione dei redditi dei lavoratori. L’erogazione della 14^ nonostante l’insistenza della delegazione sindacale pare rimanga congelata dalla procedura di concordato.
Il Ministero dello Sviluppo Economico si è impegnato a riconvocare le parti prima della presentazione del piano industriale che Dico dovrà presentare al fine dell’omologa del concordato ,entro 12 novembre 2017.


p. La Filcams CGIL Nazionale

                      Giovanni Dalò

Roma, 1 settembre 2017

    Lo scorso 31 agosto, le OO.SS. Fisascat-Cisl, Filcams-Cgil e Uiltucs hanno incontrato la Direzione di Dico-TuoDi presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali nell’ambito della richiesta di concessione del trattamento di CIGS per crisi aziendale avanzata dalla medesima Società nelle scorse settimane.
    Come si ricorderà, la stessa azienda, peraltro interessata da una grave crisi di ordine economico-finanziario, sta sostenendo da tempo una fase assai critica in termini di tenuta commerciale, tanto da addivenire alla decisione di procedere alla presentazione di un’istanza di ammissione alla procedura di concordato preventivo in continuità ex artt. 182-quinquies e 186-bis della Legge Fallimentare; la drammaticità di tale situazione è dimostrata, inequivocabilmente, dalla circostanza che la Società ha operato la chiusura di 105 negozi – nei quali insistono circa 640 lavoratori suoi dipendenti -, a cui si aggiungono altri 5 negozi nei quali opererebbero lavoratori in outsourcing, quindi dipendenti da altri soggetti imprenditoriali.
    È emerso nel corso del confronto che sette punti vendita, tutti ubicati nell’ambito territoriale della Liguria, sarebbero attualmente interessati da una procedura di cessione, a dimostrazione del processo di ristrutturazione di fatto già in atto. Questo percorso intrapreso di vendita a “spezzatino” dei punti vendita è stato più volte evidenziato in modo negativo dalle OO.SS. Peraltro i punti vendita oggetto della trattativa di cessione non rientrano nei 105 chiusi.
    L’intenzione dell’impresa sarebbe di operare una sospensione dell’orario di lavoro, che coinvolgerebbe 1844 dipendenti sui 1891 complessivi, integrata dalla CIGS; tale sospensione, sempre secondo le intenzioni aziendali, potrebbe essere anche totale per i dipendenti impiegati nei punti vendita chiusi.
    Il confronto negoziale, già complicato per via della critica situazione economico-finanziaria di cui già si è detto, ha conosciuto una battuta d’arresto a seguito del diniego manifestato dalla Società rispetto alla richiesta avanzata dalle OO.SS. di anticipare il trattamento di CIGS, in quanto la scarsa generazione di cassa non consentirebbe la creazione della liquidità necessaria. Nell’incontro pesano negativamente anche le mancate risposte riguardante l’erogazione della 14 mensilità; il rimborso fiscale del 730 e il rateo dei 10gg del mese di luglio.
    L’Azienda ha anche comunicato di non poter assicurare il pagamento dello stipendio del mese di Agosto sia per chi ha lavorato, sia per chi è stato forzosamente a casa. Inoltre dobbiamo registrare silenzio assoluto da parte aziendale, in merito alla situazione riguardante quei punti vendita oggi chiusi in regine di totale “outsourcing” e alle numerose esternalizzazioni presenti in altri punti vendita (reparti gastronomia panetteria ecc). Permane la situazione penalizzante dei lavoratori coinvolti che allo stato attuale non ha nessuna tipo di tutela del reddito e dell’occupazione. Permane altresì incertezza sui tempi di erogazione della 14 mensilità e di parte della retribuzione di luglio.
    Le OO.SS. hanno manifestato la loro netta contrarietà a tale atteggiamento aziendale. Da rimarcare che il pagamento da parte dell’Inps comporterebbe, soprattutto per i lavoratori sospesi a zero ore, tempi d’attesa per la corresponsione dell’indennità insostenibili. Inaccettabile altresì l’assenza di risposte ai quesito posti.
    Vista la distanza fra le parti, il Ministero ha riconvocato d’ufficio per le ore 11:00 del 4 settembre il tavolo. Al termine dell’incontro le OO.SS. con le rispettive delegazioni si incontreranno per discutere le risultanze dell’incontro ed assumere le necessarie iniziative in vista dell’incontro al MISE del prossimo 19 Settembre.


    p. La Filcams CGIL Nazionale

                        Giovanni Dalò

    Comunicato Unitario
    Gruppo TuoDì/Dico

    Lo scorso 26 Luglio si è svolto incontro presso il Ministero dello Sviluppo Economico per Dico-Tuo Dì. a seguito dell’istanza di Filcams-Fisascat e Uiltucs di avviare un tavolo di confronto sulla difficile situazione economica Del Gruppo TUO Dì/ DICO.
    In data 13 luglio 2017 DICO s.p.a. chiedeva di accedere al concordato preventivo in continuità e da parte del Tribunale di Roma veniva nominato il Commissario Giudiziale nella persona dell’avv. Marco Bussoletti.
    In tale confronto presso il Ministero dello Sviluppo Economico, il Dott. Valentino Fabbian (consulente incaricato di elaborare il piano necessario per ottenere dal tribunale l’omologa al concordato in continuità, di cui alle norme di legge), ha preannunciato sommariamente le intenzioni dell’impresa dichiarando la volontà di procedere alla riapertura graduale dei 123 punti vendita chiusi temporaneamente e ufficializzando l’intenzione di accedere allo strumento della cassa integrazione guadagni per crisi.
    Filcams Fisascat e Uiltucs hanno ribadito che solo quanto dichiarato non dissolve le preoccupazioni per la sorte dell’occupazione e la necessità di poter valutare concretamente le azioni utili a garantire la continuità delle attività.
    Il Ministero dello Sviluppo Economico nella persona del Dottor Carcano ha incalzato l’Azienda sulla necessità di tutti i soggetti al tavolo di avere un preciso perimetro dell’azienda e degli occupati quant’anche riferiti a forme terze o in appalto al fine di poter garantire un corretto supporto del Ministero stesso.
    Le risposte della folta delegazione in rappresentanza del Gruppo TUO Dì/DICO ricevute sono risultate ancora generiche. L’assenza ingiustificata del Commissario Giudiziale lascia intendere che lo stato di approfondimento delle problematiche è tuttora in corso.
    Le OO.SS. hanno anche rilevato una ancora insufficiente conoscenza degli attuali nominati rappresentanti dell’impresa sulla reale natura e consistenza dello stato dei rapporti contrattuali in essere o recentemente rotti con terzi per la gestione dei interi reparti e della sorte della relativa forza occupazionale; per i nuovi punti vendita aperti affidati direttamente a cooperative; oltre a sollevare precise richieste riguardante il fitto di ramo d’azienda che è in essere nella Regione Puglia.
    A seguito della richiesta di concordato in continuità da parte dell’impresa e della decretazione che si riporta in allegato da parte del tribunale si è determinata altresì la condizione per la quale parte della retribuzione del mese di luglio parimenti alla 14 mensilità risultano “congelate” e in attesa della decisione del tribunale rispetto all’erogazione dei debiti, mentre la parte di retribuzioni maturande dall’11 Luglio saranno regolarmente pagate nelle scadenze di legge e contratto.
    Filcams-Fisascat e Uiltucs rimangono ora in attesa della richiesta formale dell’Azienda per la Cassa integrazione Guadagni Straordinaria e la conseguente convocazione delle parti al Ministero del Lavoro.

    Il confronto al Ministero dello Sviluppo Economico proseguirà il prossimo 19 Settembre 2017.

    Filcams Cgil Fisascat Cisl Uiltucs

    Roma, 27 luglio 2017

    Roma, 6 luglio 2017

    Testo Unitario

    In data 6 Luglio si è svolto presso la Confcommercio di Roma l’incontro con il GruppoTuodi-Dico Discount.
    La proprietà ha manifestato la volontà di garantire la continuità dell’attività ormai paralizzata in molte realtà territoriali, in ragione della mancata fornitura delle merci.
    La stessa proprietà per voce del Cav. Faranda ha evidenziato la possibilità di addivenire ad un “ concordato”, o in caso contrario di poter garantire la continuità dei rapporti di lavoro, anche attraverso la vendita a pezzi- “spezzatino”- della rete di vendita.
    Implicitamente quest’ultimo scenario potrebbe portare la logistica e i servizi centralizzati ad essere inutili con conseguenze occupazionali problematiche.
    Anche la dichiarazione aziendale di possibile ripresa della fornitura delle merci a punto vendita, a partire dal prossimo 17 Luglio, appare poco concreta e lascia aperti tutti gli scenari.
    Nella sostanza, l’incontro tanto atteso che doveva rappresentare una concreta svolta per conoscere il futuro del Gruppo (4000 occupati e 400 punti vendita) non ha prodotto alcuna novità, piuttosto ha alimentato le preoccupazioni già presenti .
    Filcams, Fisascat e Uiltucs considerando la situazione aziendale insostenibile, chiedono chiarezza sulle prospettive aziendali e sulla salvaguardia dell’occupazione. Le stesse Federazioni Nazionali al fine di ottenere risposte certe sul futuro hanno proclamato 4 ore di sciopero nazionale, per la giornata di Sabato 8 Luglio.
    Inoltre, chiederanno nuovamente la tempestiva convocazione di un tavolo per la gestione della crisi aziendale preso Ministero dello Sviluppo Economico e realizzeranno una campagna di informazione sullo stato di crisi del Gruppo Faranda. Le strutture territoriali FILCAMS-FISASCAT-UILTUCS sono nell’opportuna possibilità di definire le modalità per lo svolgimento dello sciopero e a sostanziare altre eventuali iniziative (conferenze stampa, concentramenti, ecc.) utili a far conoscere la vertenza al fine di scongiurare drammatici scenari.

    p. La Filcams CGIL Nazionale

    Roma, 26 giugno 2017

    Nella giornata di venerdì 23 u.s si è tenuta la prevista riunione dei delegati e delegate del gruppo Dico. La riunione tenutasi anche in videoconferenza ha visto la partecipazione di tutti i territori coinvolti; l’ordine del giorno in discussione è stato quello della condizione ormai di estrema difficoltà in cui versa il gruppo Dico, una situazione precipitata vertiginosamente negli ultimi giorni che ha visto negozi dagli scaffali vuoti a seguito di mancate forniture dovute sicuramente alla forte situazione debitoria in cui versa la Società.
    Attraverso le testimonianze dei partecipanti e la loro esperienza diretta quotidiana è stato possibile analizzare più dettagliatamente la situazione e valutare gli eventuali scenari che potrebbero manifestarsi con il protrarsi di questa condizione. Più volte è stato evidenziato che la proprietà nell’ultimo incontro aveva garantito che entro la fine del mese di giugno non solo avrebbe incontrato nuovamente le OO.SS. ma avrebbe prodotto un piano industriale utile a risolvere questa incresciosa situazione.
    Purtroppo si è constatato che nel corso di questo mese la proprietà è stata sempre meno presente, pertanto, come OO.SS., abbiamo in primis sollecitato alla Direzione del Gruppo Dico l’incontro già previsto per fine mese, poi, a seguito di mancate risposte, sempre come OO.SS. abbiamo formulato una richiesta di incontro direttamente al Ministero dello Sviluppo Economico. In attesa di conferma da parte del MISE la Direzione della Società ha convocato le OO.SS. prima per il giorno 3 luglio 2017 e, successivamente, ha diffuso un’informazione (ad oggi) dello spostamento dello stesso incontro al giorno 6 luglio 2017 presso la sede della Confcommercio di Roma.
    I presenti alla riunione, dopo ampia e approfondita discussione, hanno concordato sulla necessità di partecipare alla riunione convocata dalla Società aggiungendo che, in assenza di risposta positiva per i lavoratori, avrebbe attuato in tempi brevissimi azioni di lotta sindacale, oltre che sollecitare il MISE. E’ stata inoltre evidenziata anche la problematica riguardante i mancati versamenti ai fondi di previdenza integrativa complementare oltre alla relativa quota del T.F.R. e, a tal proposito, è stata data precisa indicazione di inoltrare formale comunicazione di messa in mora della Società per i mancati versamenti con la diretta sottoscrizione del lavoratore e/o lavoratrice.
    In definitiva, alla luce di quanto su esposto, si è concordato di avviare un programma di assemblee presso i punti vendita per informare tutti i lavoratori e le lavoratrici della reale situazione in cui versa la Società e per mettere in campo tutte le iniziative di lotta sindacale utili alla vertenza.
    Sarà mia cura comunicarVi immediatamente eventuali variazioni riguardanti l’incontro; nei prossimi giorni sarà distribuito un volantino da distribuire davanti ai negozi.

    p. La Filcams CGIL Nazionale

    Roma, 12 maggio 2017

    TESTO UNITARIO
    Filcams Cgil e Fisascat Cisl

    giovedì 6 aprile 2017 si è tenuto l’incontro con la Direzione della Società DICO S.p.a. dove si è presentato anche il Dott. Faranda. In apertura dell’incontro come OO.SS. abbiamo rivolto direttamente alla proprietà, in persona del Dott. Faranda, domande circa la situazione in cui versa l’intero Gruppo e nello specifico abbiamo chiesto chiarimenti sulla situazione economica e sulle voci di vendita della Società apparse sui giornali nei giorni precedenti all’incontro.La proprietà ha affermato che in questi anni, dal proprio punto di vista, è stato fatto tutto il possibile, sia finanziariamente , che organizzativamente, per affrontare la situazione venutasi a creare subito dopo l’acquisizione dei punti vendita della Coop avvenuta nel 2013. Il Gruppo DI.CO. S.p.a. oggi conta oltre 2000 dipendenti diretti e molti di più se si considera l’indotto, ma versa in un grave crisi finanziaria. La proprietà non ha voluto fornire nessun tipo di risposta e/o smentita circa la notizia apparsa sulla stampa relativa ad una possibile acquisizione del Gruppon da parte di altri competitor del settore , poiché riteneva che non fossero necessarie come approfondimento della discussione.
    Su questi presupposti e dopo queste affermazioni sono state richieste assicurazioni sul prosieguo dell’attività considerando che in molti punti vendita spesso scarseggia la merce, quindi ci si ritrova a svolgere l’attività lavorativa con gli scaffali praticamente vuoti e a far fronte ad una clientela che in tale situazione si disaffezione sempre più “all’insegna”. La risposta, ormai sentita numerose volte nel recente passato è stata quella che la Dirigenza della Società sta facendo il possibile per garantire, oltre al regolare rifornimento di merce nei vari punti vendita, il pagamento degli stipendi che già da molti mesi vengono erogati a tranche. Le segreterie Nazional unitamente ai rappresentanti sindacali Filcams Fisascat e Uiltucs non soddisfatti dalle insufficienti assicurazioni dichiarate nell’incontro è fortemente preoccupati per il futuro hanno chiesto di verbalizzare tutta la discussione, oltre a chiedere l’assicurazione del mantenimento dei livelli occupazionali. Le parti infine hanno concordato che si incontreranno nuovamente nel mese di giugno 2017, periodo in cui la Società ha comunicato la presentazione di un nuovo piano industriale per far fronte alla situazione, e nelle more dell’incontro la Società si è impegnata a non avviare processi che mettano in discussione i livelli occupazionali oggi in essere

    p. La Filcams CGIL Nazionale

    Roma, 27 luglio 2016

    Testo Unitario

    Si è svolto, nella mattinata del 19 luglio 2016 , presso la sede Romana di Confcommercio Lazio il previsto incontro sindacale nazionale con DICO .
    L’AZIENDA ci ha fornito dei dati sull’andamento sia del mercato italiano del discount che vede una flessione in negativo pari a circa il meno 3%, sia per Dico regione per regione.
    Da quest’ultima fotografia si riscontra ancora un segno negativo che cambia di quantità a seconda delle regioni interessate. Le migliori risultano essere la Toscana, la Lombardia, il Lazio e l’Emilia Romagna.
    Sono invece le peggiori il Veneto (-11,07%), la Puglia (-10,78%) le Marche (-7,05%), il Piemonte (-3.81%) e la Campania (-6,90%).
    I clienti calano complessivamente dello 0,28% e lo scontrino medio risulta inferiore al giugno 2016 del 3,20%
    L’azienda ha inoltre confermato di essere in dirittura di arrivo nell’accordo con un unico soggetto per la cessione del ramo di azienda Veneto che comprende 14 punti vendita e 96 lavoratori e di essere in contatto con altri soggetti per verificare la possibilità di cessione di ramo d’azienda dei punti vendita campani.
    Permangono per ammissione dell’azienda problemi per il pagamento puntuale delle retribuzioni. Infine la delegazione padronale ha dichiarato essere arrivato un finanziamento da parte degli Istituti bancari che ha permesso di pagare l’80% dei fornitori e di riprendere quindi con essi relazioni utili al rifornimento delle merci nei punti vendita.
    Le Segreterie sindacali nazionali unitamente alle strutture territoriali e ai delegati sindacali hanno chiesto :

    1)Il pagamento puntuale delle retribuzioni e in particolare della 14° mensilità che già sconta a oggi molti giorni di ritardo;
    2)L’informazione preventiva di eventuali cessioni di reparti terziarizzati all’interno dei punti vendita DICO che attualmente avvengono nel silenzio e nella confusione più totale;

    3) L’applicazione del contratto nazionale del Commercio e del terziario anche per le nuove aperture ( Dico ha dato completa gestione esterna, ma con indicazione nel capitolato di appalto di applicare il contratto nazionale delle imprese multiservizi/pulizie); ciò per evitare che si creino condizioni di concorrenza sleale attraverso il dumping contrattuale ma soprattutto per evitare una ingiusta e ingiustificata differenza in negativo tra lavoratori dello stesso settore;

    4) La ripresa con determinazione dei confronti territoriali che hanno il compito di affrontare e risolvere sia la tematica degli orari di lavoro sia l’annosa questione del pagamento degli arretrati relativi alle ore straordinarie .

    La discussione è stata molto dura e franca in particolare da parte della delegazione sindacale che ha dichiarato che non è possibile protrarre ulteriormente la pesantissima condizione di sacrificio che i lavoratori stanno subendo da tempo, soprattutto in una situazione di obnubilate relazioni sindacali a tutti i livelli.
    L’azienda non ha risposto se non evasivamente alle richieste sindacali prendendosi come impegno di informare prontamente il sindacato a tutti i livelli sulla data precisa di elargizione della 14°mensilità che sarà tra il 25 e il 30 luglio. Inoltre ha dichiarato che non esistono al momento altre possibilità di cessioni di rami di Azienda e che l’unico obiettivo aziendale è quello di continuare il risanamento economico finanziario dell’impresa e il mantenimento occupazionale.
    Al fine di verificare la concretezza delle dichiarazioni aziendali Filcams-Fisascat e Uiltucs si sono rese disponibili a incontrarsi nuovamente a livello nazionale per verificare la possibilità di un percorso condiviso sulle problematiche poste e hanno sollecitato la ripresa immediata dei confronti territoriali.
    Sarà nostra cura tenervi informati su eventuali sviluppi /o notizie oltre a comunicarvi celermente le date dei prossimi confronti .

    p. La Filcams CGIL Nazionale

    Roma, 10 marzo 2016

    Testo Filcams Cgil – Uiltucs

    in giornata odierna si è svolto incontro con Il Gruppo Tuo-Dico avente quale oggetto la situazione aziendale e la ristrutturazione in corso.
    Al cospetto dell’ andamento dei consumi negativi al mese di Febbraio, rispetto allo stesso mese, dell’anno precedente anche per il canale Discount del -2,43%, in Tuo-Dico aumenta il numero dei clienti + 4,98%, diminuisce il valore dello scontrino medio -5,65% e tengono relativamente le vendite -0,95%.
    Tuttavia, permanendo la criticità finanziaria, il Gruppo ha dichiarato la volontà – necessità di procedere in sede locale alla cessione di punti vendita, con particolare riferimento a 20 punti vendita nell’area Veneto – Friuli, territorio nel quale non risulta più certo l’interlocutore acquirente. Resta ferma la scelta di procedere all’affidamento in appalto di servizio a cooperative di punti vendita destinati alla chiusura, a seguito alla ricollocazione in rete del personale dipendente, e la volontà di fare sviluppo in Liguria, Toscana, Emilia Romagna e Lazio attraverso la gestione diretta.
    Dovrebbe arrivare a soluzione il contenzioso con Coop relativa alla cessione/acquisto a suo tempo praticata infatti pare in via di risoluzione l’arbitrato in corso. L’ azienda ha dichiarato il superamento della situazione di emergenza sul piano della liquidità e ha smentito le ricorrenti voci di apertura di una nuova procedura di mobilità. Relativamente alle retribuzioni di Febbraio l’azienda ha comunicato che verranno in 4 trance entro martedì 15 marzo.
    Le Organizzazioni Sindacali hanno chiesto di salvaguardare il perimetro aziendale in gestione diretta e quindi di riconsiderare l’affitto di ramo d’azienda e l’affidamento della gestione a terzi di alcuni punti vendita della Campania, anche in ragione del contesto territoriale, contestando una politica sbagliata di ricorso al franchising. Ciò per un congruo periodo di tempo, fino al giugno 2016, in attesa di una verifica ulteriore degli andamenti. Il gruppo non si è reso disponibile a tale impostazione e le Organizzazioni Sindacali hanno proclamato lo stato d’agitazione e assegnato ai territori eventuali altre iniziative. Seguirà documentazione utile con relativa comunicazione unitaria.

    p. la Filcams Cgil Nazionalep. la Uiltucs Nazionale
    G. Dalò P. Andreani

    Roma, 25 febbraio 2106

    Testo unitario Filcams / Uiltucs

    in data odierna si è tenuto l’incontro con i rappresentanti della Società DI.CO. i quali hanno esposto alla platea presente che il gruppo è ancora alla ricerca di un nuovo partner per far confluire nella Società nuovi capitali, una situazione questa che avrà una svolta definitiva entro il 31 marzo 2016 ma nel contempo hanno anche assicurato che non ci sono stati significativi peggioramenti dichiarando pertanto di trovarsi in una situazione alquanto stabile.
    Da alcuni dati fornitici sull’andamento delle vendite dei negozi però si può riassumere in sintesi che le vendite del gruppo alla data del 14/2/2016 si sono attestate al – 1,62%, mentre nel periodo gen./feb 2016 l’andamento è stato pari a -0,88%. Chiaramente questi dati non sono omogenei su tutto il territorio nazionale poiché ci sono aree di maggior crisi.
    In merito all’attuale situazione in Campania l’azienda ha ufficialmente comunicato che, a seguito di un’opportunità imprenditoriale, hanno deciso di cedere 3 punti vendita e precisamente i punti vendita di Eboli, Battipaglia e Belizzi, ad un altro soggetto imprenditoriale utilizzando l’ex art 47 della Legge 428/90.
    Durante l’incontro hanno inoltre evidenziato che altri punti vendita presenti nel Lazio e nelle Marche non hanno delle performance positive e quindi pertanto sono oggetto di osservazioni particolari da parte della proprietà .
    Per le Regioni Puglia e Veneto invece hanno comunicato che per la prima non ci sono novità riguardanti il contenzioso in atto, mentre per il Veneto prosegue il progetto di dismissione dei 21 punti vendita ad altro soggetto imprenditoriale.
    Dopo questo quadro certamente non rassicurante per le OO.SS., ma soprattutto per le maestranze oggi impegnate nel gruppo, sono state contestate sia l’assenza di un vero e proprio programma strategico per cercare di venire fuori da questa grave situazione, sia il modo di affrontare il problema delle mancate vendite dei vari punti vendita sempre in modi diversi e con esiti non del tutto rassicuranti. Si è chiesto quindi in modo ufficiale di ricevere maggiori informazioni in merito ai punti vendi attualmente presenti sul Territorio Nazionale gestiti completamente in outsourcing. Più specificatamente è stato chiesto di entrare in possesso del contratto di outsourcing al fine di valutare il pieno rispetto della Legge in materia.
    Quindi, in considerazione di quanto contestato all’Impresa che sta cercando di frammentare la Società, le OO.SS. hanno dichiarato di non concordare con la decisione presa dall’azienda e di riservarsi di valutare tale posizione con tutte le iniziative sindacali utili alla salvaguardia dei posti di lavoro. È stata inoltre avanzata richiesta alla Società, così come rappresentata, di ritiro della procedura di cessione di ramo d’azienda avviata in Campania al fine di valutare con maggior serenità l’andamento societario in vista dell’eventuale subentro di nuovi soci entro la data del 31 marzo 2016.
    Dopo aver appreso le dichiarazioni sindacali i responsabili della Società hanno accettato la proposta del tavolo sindacale di rincontrarsi il giorno 10 marzo 2016 alle ore 10.30 a Roma.

    p. la Filcams Nazionale
    G. Dalò

    Roma, 10 dicembre 2015

    Il giorno 2 dicembre 2015 si è svolto l’incontro con Dico per verificare la situazione aziendale.

    L’impresa ha dichiarato che il finanziamento da parte delle banche che era previsto per Aprile/Maggio è stato invece liquidato in parte ad Agosto ed il restante a Settembre. Questo ha inevitabilmente protratto i problemi di liquidità, con conseguenti criticità con i fornitori che hanno determinato problemi di rifornimento delle merci e che hanno causato importanti perdite di vendite. Ad oggi c’è un recupero importante ma non ancora idoneo alle vendite necessarie per la sostenibilità dell’impresa. La fase di mancanza della merce ha inoltre arrecato disagi nel rapporto di fiducia con il cliente.

    Nonostante questo, l’azienda ha dichiarato che in un trend di mercato che vede il settore discount crescere del +0,47, Dico è cresciuta dello +6,71. Dati positivi che si sono registrati fino a Luglio, soprattutto nel post refresh, la crisi finanziaria precedente descritta ha poi drasticamente arrestato il trend di crescita da Agosto dove ci sono stati picchi negativi in alcuni negozi che avevano solo il 43% della merce esposta. Novembre risulta essere un mese pessimo per tutta la distribuzione: la campagna mediatica sulle carni rosse ha impattato del -9,5% sulle vendite, alcuni prodotti tipo würstel che sono importanti per Dico hanno fatto registrare -20%, a questo si sono aggiunti gli scandali sull’olio.

    Nel particolare dell’azienda si constata invece una costante perdita sia nella rete del Nordest che nel Sud.

    Per quanto riguarda la situazione del Veneto e del Friuli Venezia Giulia l’azienda conferma, come già dichiarato nei confronti territoriali, che è in corso una trattativa per la cessione di 16 punti vendita, qualora l’operazione non andasse a buon fine l’impresa dovrà considerare la chiusura dei negozi. Appena arriveranno notizie più precise sarà convocato il tavolo territoriale.

    In Campania è stato chiuso il centro di distribuzione di Capua, i lavoratori sono stati collocati in astensione retribuita fino alla definizione che arriverà dagli incontri territoriali nei prossimi giorni.

    L’impresa ha inoltre annunciato la chiusura del ce.di. Di Monte lupo in Toscana, in cui operano 28 persone di cui sedici con sede fissa di lavoro che sarebbero i probabili esuberi, le parti hanno condiviso l’obiettivo della ricollocazione totale. I lavoratori operanti nel magazzino facenti capo ad aziende terze saranno ricollocati dalle società di appartenenza in altri stabilimenti o comunque resteranno impiegati in altre attività. La logistica del Nord sarà tutta accentrata su Stradella.

    La situazione della Puglia non ha alcuni elementi di novità rispetto al contenzioso aperto con le cooperative.

    L’impresa ha dichiarato che le altre voci di cessione sono infondate, pur nella consapevolezza che le difficoltà sono reali. Per questo è stato dichiarato che entro marzo 2016 sarà necessario ritrovare la sostenibilità che mette in sicurezza tutta l’impresa.

    Le organizzazioni sindacali hanno manifestato la loro netta contrarietà al susseguirsi di dichiarazioni e riorganizzazioni che inevitabilmente impattano sulle lavoratrici ed i lavoratori. Ad una prima fase riorganizzativa, che doveva rimettere in sesto una rete vendita in evidente difficoltà ereditata dalla precedente proprietà, sono succeduti interventi continui spesso contraddittori: sono stati investiti milioni di euro su ristrutturazioni di negozi che poi hanno comunque chiuso; sono state ceduti a terzi negozi e reparti con conseguenti problemi sul personale sia per il rispetto delle normative contrattuali e di legge, sia per il pagamento degli stipendi, sia per criticità occupazionali; netta contrarietà alla gestione totalmente in outsourcing di alcuni negozi del Lazio; chiusure di negozi precedentemente dichiarati invece fuori pericolo; a questo si aggiunge un costante ritardo nel pagamento degli stipendi che oltre a creare importanti disagi alle lavoratrici e ai lavoratori, ha determinato un clima di sfiducia tra azienda e lavoratori. Una situazione che nel complesso è diventata insostenibile e desta molte preoccupazioni sul futuro dell’azienda.

    Vista l’ennesima dichiarazione dell’impresa di voler avviare una fase di riorganizzazione che si concluderà al 31 Marzo e che dovrebbe rimettere in sicurezza l’impresa e quindi l’occupazione, le organizzazioni sindacali hanno chiesto un confronto continuo a tutti i livelli. È stato quindi programmato un incontro nazionale per il 15 Gennaio 2016 alle 10,30 a Roma.

    Nel frattempo vi comunichiamo che l’impresa ha dichiarato che gli stipendi verranno versati tra giovedì 10 e lunedì 14 Dicembre e che la tredicesima mensilità sarà versata entro il 23 Dicembre 2015.

    p. La Filcams CGIL Nazionale
    Alessio Di Labio – Giovanni Dalo’

    Roma, 20-02-2015

    Il giorno 18 Febbraio 2015 si è tenuto a Roma l’incontro con la Dico che affrontato vari punti come di seguito.

    Armonizzazione contratti nazionali.

    Le parti hanno proseguito il confronto che ormai è avviato dal 2014 ma non hanno ancora trovato una piena condivisione per concludere un accordo. Per quanto concerne le differenze retributive si è condiviso nel confronto con l’impresa che le differenze retributive verranno acquisite dai lavoratori nel caso ci siano condizioni di miglior favore provenienti dal CCNL di Confcommercio mentre le parti retributive di miglior favore che hanno origine dal CCNL della cooperazione saranno trasformate in ad personam non assorbibili. I fondi contrattuali previdenziale, di assistenza sanitaria integrativa e della formazione resteranno quelli della cooperazione per l’anno 2015 per poi passare a quelli di Confcommercio. Resta ancora da risolvere la questione inerente la malattia: dopo una iniziale contrarietà l’impresa ha dato disponibilità ad applicare le modalità di retribuzione del CCNL della Cooperazione per tutto il 2015 con eventuale proroga di anno in anno. Proprio su questo le parti non hanno trovato condivisione, preso atto dei passi in avanti dall’impresa la richiesta delle organizzazioni sindacali resta quella di mantenere invariato il pagamento della malattia. Fino a che non troveremo un accordo l’azienda ha dichiarato che applicherà le parti condivise, e per ragioni contabili ha già trasformato in ad personam le differenze retributive quindi già sulla busta di Gennaio, le lavoratrici ed i lavoratori troveranno applicato il CCNL di Confcommercio come sopra argomentato, a riguardo è evidente che eventuali errori di quantificazione degli ad personam o comunque condizioni svantaggiose che si evidenzieranno dalle buste paga sono da ritenersi responsabilità dell’impresa e impugnabili.

    Protocollo relazioni sindacali

    Proseguendo gli affidamenti presi nel corso del 2014 e nel tentativo di recuperare parti del sistema delle relazioni sindacali del CCNL della cooperazione l’impresa ha dato disponibilità ad avviare una fase più stringente che porti ad un accordo. Già dal prossimo incontro si proverà a lavorare ad un testo che metta ordine ai vari livelli di relazione (nazionale, territoriale, unità produttiva) e ai contenuti con cui si affronteranno per ogni livello le fasi contrattazione, confronto ed informazione.

    Terziarizzazioni dei reparti e cessione a terzi di unità produttive

    Ormai da mesi abbiamo contestato il processo di frammentazione e di precarizzazione fatto attraverso la terziarizzazione dei reparti, nel Lazio siamo ormai a negozi quasi esclusivamente affidati a lavoratori di cooperative, e attraverso gli affitti di ramo d’azienda con la formula del franchising che spesso si declinano nel mancato rispetto della contrattazione collettiva e dei diritti individuali. Al fine di porre rimedio a questo inarrestabile processo abbiamo chiesto all’impresa la possibilità di condividere un protocollo di gestione preventiva del processo che garantisca, oltre quanto già previsto dal CCNL e dalla legge, delle tutele certe e il diritto alla rappresentanza collettiva per questi lavoratori dipendenti di terzi. L’azienda ha per il momento dato la sola disponibilità a valutare le nostre richieste.

    Il confronto è stato aggiornato al giorno 31 Marzo 2015 alle ore 10,00 a Roma.

    In preparazione dell’incontro è convocato il coordinamento nazionale per il giorno 26 Marzo 2015 alle ore 10,30 a Roma presso la sala Filcams in via Leopoldo Serra, 31.

    p. La Filcams CGIL Nazionale
    Alessio Di Labio

    Roma 05-11-2014

    Il giorno 4 novembre 2014 a Roma presso Confcommercio si è svolto l’incontro con la DICO. Le parti si sono confrontate in merito alla disdetta del CCNL della distribuzione cooperativa che si applica totalmente a una platea pari a circa il 7% dei dipendenti mentre si applica alla totalità dell’impresa sul sistema delle relazioni sindacali e sui fondi integrativi sia previdenziale che di formazione che di assistenza sanitaria integrativa. Le parti inoltre hanno avviato la fase sindacale della procedura di mobilità avviata il giorno 31 ottobre 2014 che vede coinvolti ulteriori 72 lavoratori in esubero.

    In merito alla disdetta le organizzazioni sindacali hanno ribadito quanto già formalizzato dichiarando che così formulata è illegittima perché una singola azienda non può disdettare il contratto nazionale ma diversamente può chiedere un percorso di armonizzazione per il passaggio ad altro contratto. L’azienda ha, al contrario, dichiarato di ritenere la disdetta legittima e che quindi a far data dal 1 gennaio 2015 alla totalità dei lavoratori verrà applicato il contratto di Confcommercio, al contempo l’azienda ha dato disponibilità ad un confronto che salvaguardi le condizioni retributive dei lavoratori a cui si applica il contratto della cooperazione nonché la disponibilità ad avviare un confronto di armonizzazione per il passaggio totale al contratto del privato.
    In realtà dal confronto è emerso che hai circa 160 lavoratori a cui si applica il contratto nazionale della cooperazione è stata "congelata" l’applicazione del contratto del 1995, nei prossimi giorni pertanto verificheremo se il protrarsi dell’applicazione di quel contratto non possa aver di fatto tramutato quelle condizioni contrattuali in diritti individuali imprescindibili. Al contempo, pur ribadendo la nostra contrarietà al percorso, abbiamo deciso di mantenere aperto il confronto e verificare quale proposta di armonizzazione l’azienda intende fare ai sindacati.

    Le organizzazioni sindacali hanno avanzato nuovamente all’impresa l’intenzione di sottoscrivere un protocollo di relazioni sindacali che riporti il rapporto tra azienda e organizzazioni sindacali ad un livello di confronto rispettoso del ruolo delle parti e produttivo.

    In merito alla procedura di mobilità abbiamo manifestato tutta la nostra contrarietà per l’ennesima riorganizzazione aziendale che produce esuberi e che nasce da un’azione repentina e unilaterale dell’impresa che non permette un confronto reale sul futuro dell’azienda. Ad oggi infatti non sono ancora stati rispettati i diritti di informazione e non siamo stati messi a conoscenza del bilancio dell’impresa ne di come procede il rilancio dell’azienda che era stato annunciato al momento dell’acquisizione dalle Coop. Gli incontri precedenti in cui abbiamo tentato di avere un confronto sul futuro dell’impresa si sono sempre tramutati in slogan e dichiarazioni fatte dall’impresa che poi immancabilmente non sono state rispettate o comunque sono state contraddette dai fatti. L’esempio più lampante è la situazione del Veneto dove si sono succedute voci che dapprima consideravano il Veneto un’area da abbandonare, poi il direttore commerciale dell’impresa in un incontro sindacale aveva dichiarato che sarebbe invece diventata una zona strategica e di investimento e neanche due mesi da questa dichiarazione si apre una procedura di mobilità che coinvolge in modo particolare quest’aria oltre che l’area piemontese. Così come ci pare assurdo che in territorio campano viene aperta una procedura di cessione di ramo d’azienda e al tavolo nazionale i referenti non sanno argomentare sufficientemente quale percorso è previsto per quelle unità produttive.

    Abbiamo inoltre posto nuovamente sul tavolo la nostra contrarietà a un processo di terziarizzazione che l’azienda sta portando avanti attraverso la cessione di unità produttive o la terziarizzazione dell’allestimento ad una cooperativa che non applica né il contratto nazionale della cooperazione ne quello del commercio.

    L’incontro si è quindi concluso con una netta distanza di impostazione tra le parti ed è stato programmato un nuovo incontro per il giorno 25 Novembre 2014 alle ore 10:30 a Roma presso la sede di Confcommercio in via Marco e Marcelliano.

    In occasione di quell’incontro pretenderemo dall’impresa, così come previsto dai diritti di informazione del CCNL della distribuzione cooperativa, un ampio momento di informazione sul bilancio dell’impresa sulla composizione dell’organico ma soprattutto su quali imprese stanno operando come terzi all’interno dei negozi dico e con quali condizioni contrattuali.

    La complessità della situazione e la possibilità che l’impresa decida comunque di agire unilateralmente a prescindere dalle nostre posizioni fa emergere la necessità di convocare un coordinamento nazionale. Nella riunione dovremmo decidere l’impostazione da tenere al tavolo sia sul percorso che riguarda l’applicazione del CCNL sia su come confrontarci all’ennesima procedura di mobilità, nonché di valutare la possibilità di mettere in campo azioni volte a far valere le nostre ragioni.

    Il Coordinamento si terrà in videoconferenza il giorno 13 novembre p.v. dalle ore 10.30 alle 14.00, presso la Filcams Nazionale Via Leopoldo Serra, 31 Roma. Come di consueto, per tutte le richieste tecniche in merito alla videoconferenza, potete contattare almeno mezzora prima dellinizio della riunione Fabrizio Amoretti alla Filcams Nazionale (Tel.06/58393150 – fabrizio.amoretti@filcams.cgil.it).

    P.filcams CGIL Nazionale
    Alessio Di Labio

    Roma, 9 luglio 2014

    il giorno 3 Luglio 2014 è avvenuto il confronto con l’impresa Dico.
    Per la Dico era presente il direttore commerciale Schiraldi che ci ha illustrato il piano commerciale su cui l’impresa sta investendo che si basa prevalentemente su un rilancio dei reparti freschi considerando questa attività poco sviluppato nella rete discount e quindi motivo di attrazione per la clientela.
    Non c’è stato invece presentato il bilancio 2013, su cui l’azienda dichiara di non aver ancora completato l’elaborazione, c’è stato però dichiarato che ha ottenuto il credito necessario per sostenere la fase di riorganizzazione.
    Per quanto riguarda i lavoratori posti in cassa integrazione per crisi aziendale l’impresa ha accolto la richiesta delle organizzazioni sindacali di presentare istanza di cassa integrazione in deroga, a seguito di verifiche fatte presso il ministero del lavoro potrebbe essere concesso l’ammortizzatore sociale in deroga per due o massimo tre mesi, questo periodo sarebbe utile per consentire ulteriori ricollocazioni ai 19 lavoratori ancora sospesi. Non appena il Ministero del Lavoro convocherà le parti ve ne daremo comunicazione.
    L’impresa ha inoltre dichiarato che la 14ª non sarà erogata prima del 10 luglio 2014, abbiamo palesato tutto il nostro disappunto e invitato l’azienda a fare una formale comunicazione ai lavoratori e alle lavoratrici.

    p. La Filcams CGIL Nazionale
    Alessio Di Labio

    Roma, 26 giugno 2014

    Comunicato – Gruppo Tuo

    il giorno 24 giugno 2014, presso la sede Confcommercio di Roma si è tenuto l’incontro tra le OO.SS. e Gruppo Tuo con ordine del giorno: scadenza cassa per crisi e cassa per cessazione

    L’Azienda ha presentato lo stato della cassa integrazione:

    Restano 22 persone sospese a zero ore di cui:

    Per quanto concerne la CIGS per cessazione sono sospese dall’attività 122 persone, essendo stati ricollocati oltre il 30% dei lavoratori previsti dall’accordo Ministeriale, verrà presentata istanza di proroga per ulteriori 12 mesi.
    Nonostante le criticità, abbiamo dichiarato all’impresa apprezzamento per gli sforzi fatti nel tentativo di ricollocare il maggior numero di persone possibili, al contempo preoccupa il futuro dei 22 lavoratori rimasti in esubero e senza la copertura di ammortizzatori sociali conservativi, visto che per i prossimi otto mesi non è possibile riattivare CIGS per crisi ne contratto di solidarietà.
    L’azienda, con un approccio del tutto opinabile, ha proposto alle organizzazioni sindacali di derogare ulteriormente i tempi per accogliere la non opposizione al licenziamento fino al 15 Luglio, dando disponibilità ad aumentare al contempo l’incentivo all’esodo ma senza determinare la cifra.

    Abbiamo dichiarato la disponibilità a valutare tale opzione ma visti i tempi ridotti con cui ci è stato posto il problema, addebitabili all’impresa, abbiamo chiesto di avere tempo a disposizione per fare un ulteriore approfondimento sulle possibilità di ricollocazione dei 22 lavoratori. Si invitano le strutture ad attivarsi immediatamente per verificare tale opportunità anche attraverso incontri territoriali su cui l’impresa ha già dato disponibilità.
    Purtroppo l’impresa ha dichiarato che tale approfondimento non potrà essere fatto oltre il giorno 3 luglio 2014 , data in cui è ipotizzato il prossimo incontro nazionale.
    Questo periodo verrà utilizzato anche per valutare l’opportunità di utilizzare la cassa integrazione in deroga, è noto a tutti che tale ammortizzatore sociale manca di finanziamento da parte del governo.
    L’azienda ha già dichiarato che qualora non si trovi una soluzione condivisa procederà ad aprire una nuova procedura di mobilità.
    L’Azienda ha nuovamente eluso, per la terza volta consecutiva, la richiesta di presentazione del bilancio 2013, dal quale potremmo evincere i margini di sviluppo più volte preannunciati ma in definitiva mai applicati.
    Abbiamo manifestato tutta la nostra contrarietà ai referenti dell’impresa dichiarando fin da subito che qualora nel prossimo incontro non si troveranno soluzioni condivise per la gestione degli esuberi e non ci venga presentato il bilancio del 2013 supportato da un piano commerciale attendibile valuteremo la possibilità di mobilitare le lavoratrici ed i lavoratori.

    Resto a disposizione per qualsiasi ulteriore chiarimento.

    p. La Filcams CGIL Nazionale
    Alessio Di Labio

    Roma, 24 giugno 2013

    Oggetto: Dico – esito incontro 18 giugno

    Testo unitario

    la presente per informarvi che lo scorso 18 giugno si è svolto l’incontro con Dico/Gruppo Tuo necessario ad approfondire il confronto in sede sindacale relativo alla procedura di mobilità.
    Abbiamo ritenuto opportuno procedere con la firma del mancato accordo per accedere il prima possibile alla fase ministeriale e ottenere la cassa integrazione straordinaria. Questo permette di dare una risposta ai lavoratori licenziati individualmente, prima dell’apertura della procedura di mobilità collettiva.
    Gli stessi saranno quindi reintegrati dall’impresa e inseriti in cassa integrazione, il lasso di tempo passato sarà gestito attraverso l’utilizzo di ferie e permessi fino a capienza, poi l’azienda garantirà la retribuzione fino all’ingresso in cassa integrazione.
    L’incontro è stato utile anche per discutere un possibile accordo quadro finalizzato alla gestione della fase precedente all’incontro con il Ministero e di quella successiva all’approvazione della cassa integrazione.
    In particolare l’accordo prevedrà la modalità di gestione della cassa integrazione che potrà essere: fino a zero ore per i lavoratori di sedi e negozi già chiusi o che l’impresa è in procinto di chiudere, oppure a rotazione ove ve ne sarà possibilità.
    Lo stesso accordo prevedrà le modalità di gestione delle relazioni sindacali, sia per il confronto sulle possibilità di ricollocazione, anche presso altre società del gruppo, sia per la gestione della cassa integrazione e la verifica della rotazione.
    L’incontro al Ministero è previsto per il periodo compreso tra il 26 giugno e il 5 luglio pp.vv.. a seguito di formale convocazione vi invieremo puntuale informazione.

    . La Filcams CGIL Nazionale
    Alessio Di Labio

    Roma, 28 maggio 2013

    Oggetto: Dico Discount e Gruppo Tuo – esito incontro 26 maggio

    NOTA INTERNA RISERVATA TESTO UNITARIO

    Il 26 Maggio si è svolto l’ incontro con il Gruppo Tuo.
    Il Gruppo Tuo, a seguito dell’avvenuta acquisizione della rete discount di Dico, ha presentato al Coordinamento Unitario Nazionale dei Rappresentanti Sindacali e delle Strutture Territoriali il piano industriale di riposizionamento della rete distributiva e della logistica al fine di recuperare redditività.
    Il Gruppo Tuo, per voce del direttore commerciale di Tuodì Dott. Schiraldi, ha evidenziato l’aspettativa di far diventare Tuodì-Dico il terzo soggetto del mercato discount con l’ 8% della quota di mercato. Tale prospettiva appare raggiungibile ridefinendo le politiche commerciali e quelle di approvvigionamento delle merci, parimenti all’utilizzo appropriato del marchio (in prospettiva dico e Tuo di marchet) ed alla ristrutturazione della logistica.
    Il format dei punti vendita potrebbe attestarsi sui 350/400 metri quadrati e nel biennio 2013/2014 si prospetta l’ apertura di 40 punti vendita diretti. Tuttavia, alla data odierna, per 65 punti vendita ci sono problematiche serie e per 32 punti vendita appare definita la strategia di procedere all’affitto di ramo d’azienda e/o di procedere alla chiusura.
    Relativamente alle sedi è prevista un’ azione di razionalizzazione, tale da portare da tre ad una (in Roma) il presidio direzionale e amministrativo. La logistica sarà ristrutturata chiudendo Marche e Pomezia. Complessivamente le lavoratrici ed i lavoratori interessate dal piano di ristrutturazione sono 419.
    Tale piano determina l’ indeterminatezza dei futuri assetti occupazionali e porta con se la prerogativa di dover affrontare un rilevante problema occupazionale. Il Gruppo ha dichiarato la necessità di voler ricorrere all’apertura di una procedura di mobilità di livello nazionale.
    Il Coordinamento Unitario dei rappresentanti sindacali e delle strutture territoriali, unitamente alle segreterie nazionali hanno deciso di mantenere in essere lo stato d’agitazione.
    Il confronto proseguirà in ragione delle disposizione di legge, a seguito della formalizzazione degli atti annunciati. Al più presto faremo conoscere data e luogo dell’incontro.

    p. La Filcams CGIL Nazionale
    Alessio Di Labio

    Segreterie Nazionali

    Comunicato Sindacale
    DICO Discount


    Il giorno 9 Aprile 2013 si è svolto l’incontro con DICO Discount.

    Le rappresentanze dei lavoratori hanno constatato l’assenza delle cooperative di consumo nonostante fosse stato dato diverso affidamento. Un atto irrispettoso e senza precedenti. I lavoratori, di fatto dipendenti del sistema cooperativo, hanno saputo di essere stati ceduti tramite un comunicato stampa. Solo dopo che le organizzazioni sindacali hanno chiesto notizie, il presidente di DICO, Sig. Zucchelli, anche Presidente di Coop Estense, si è presentato al tavolo per confermare l’operazione. Lo stesso Zucchelli, il 22 Marzo, ha sottoscritto un impegno formale ad essere presente agli incontri successivi congiuntamente al Gruppo Tuo. Che fine ha fatto quell’affidamento? Dov’è il sistema cooperativo?

    Tale comportamento e’ inaccettabile ed è preoccupante che Coop Estense, Coop Consumatori Nordest, Nova Coop, Unicoop Tirreno, Coop Adriatica, Coop Lombardia e Coop Liguria abbiano "messo sul mercato " e ceduto 1787 lavoratrici e lavoratori senza prendersi nessuna responsabilità.
    Evidentemente l’incontro dello scorso 9 Aprile si è ugualmente svolto. Il Gruppo Tuo ha ufficializzato l’avvenuta acquisizione di Dico discount attraverso il conferimento delle relative quote societarie confermando che un organico piano aziendale di rilancio e sviluppo delle attività’ sarà pronto non prima della fine di Maggio. Al fine di sviluppare un confronto approfondito sullo stesso piano è stato programmato un incontro per il giorno 27 Maggio p.v. .

    Il Presidente del Gruppo Tuo, Sig. Faranda, dichiarando l’intenzione di sviluppare la rete di vendita, ha chiesto di trasmettere un messaggio positivo che inviti le lavoratrici ed i lavoratori al massimo della collaborazione. Non abbiamo alcuna difficoltà a trasmettere tale messaggio visto il costante e responsabile impegno sempre profuso dai lavoratori di Dico. La priorità però in questo momento è la salvaguardia dei livelli occupazionali in tutte le unità produttive, comprese le sedi e la logistica. Questa garanzia al momento non c’è e di conseguenza viene confermato lo stato di agitazione.

    Nel riconfermare che le Organizzazioni Sindacali e la rappresentanza dei lavoratori sono pronte a mettere in atto tutte le azioni volte a tutelare i livelli occupazionali alla luce degli eventi ritengono le cooperative siano, a prescindere dagli aspetti formali, responsabili dell’occupazione. La situazione di disavanzo gestionale in cui versa DICO è palesemente da imputarsi infatti a responsabilità completa delle Cooperative.

    FILCAMS CGILFISASCT CISLUILTUCS UIL

    Roma, 11 aprile 2013

    Segreterie Nazionali

    Dico discount e il Gruppo Tuo

    COMUNICATO SINDACALE


    Il 18 marzo si è svolto il previsto incontro con Dico discount e il Gruppo Tuo.
    Il confronto ha confermato la decisione assunta dalle Cooperative socie di procedere alla cessione della rete discount attraverso il conferimento delle quote societarie di Dico Discount al Gruppo della famiglia Faranda a far data dal prossimo 31 Marzo p.v..
    È stato dichiarato che l’attività proseguirà in continuità e con il mantenimento dei livelli occupazionali e solo successivamente si valuterà se ci sono necessità riorganizzative.
    Le OO.SS. ritengono insufficiente il livello di informazioni ricevute dalla dirigenza DICO e da quella del gruppo acquirente TUO in quanto manca totalmente un quadro attento della situazione in essere nonché un piano aziendale per il futuro. La presentazione è stata rassicurante nelle intenzioni ma ancora non è stata fatta nessuna verifica della rete dei negozi, delle sedi e delle centrali di distribuzione, il Direttore Commerciale di Tuodi’ Dott. Schiraldi ha dichiarato che potrà essere pronto il piano aziendale entro il mese di Maggio 2013.
    L’acquisizione, quindi, avverrà prima della presentazione del piano e, nonostante la volontà di sviluppare la catena dei discount dichiarata dal gruppo acquirente, restano troppe perplessità e preoccupazioni.
    Alcuni negozi in perdita potrebbero rischiare la chiusura già nei prossimi mesi in continuità con quanto precedentemente deciso dalla dirigenza DICO, per questo motivo è stata richiesta un’informazione dettagliata dello stato di tutte le unità produttive comprensivo dei contratti di locazione che sono cessati o cesseranno entro quest’anno.
    Le OO.SS. denunciano la totale assenza di un referente delle cooperative di consumo, ancora proprietarie del gruppo nonché direttamente responsabili dello stato di crisi dell’impresa.
    Le parti hanno convenuto di aggiornare il confronto, ancora su base congiunta, in data 28 marzo p.v. alle ore 10,30 presso la sede della Confcommercio di Via Marco Marcelliano a Roma, anche per verificare nell’immediato eventuali problematiche occupazionali relative alla chiusura prevista di alcuni punti vendita, prevalentemente in ragione della disdetta dei relativi contratti di locazione.
    Al fine di avere la presenza di tutti gli attori coinvolti, e ai sensi dell’art 2 del CCNL della distribuzione cooperativa, è stata richiesta la presenza del presidente Zucchelli o di altro rappresentante delle cooperative di consumo.
    Non essendo esaustivo il confronto fin qui svolto, mancando pochi giorni alla conclusione dell’operazione, viene dichiarato lo stato di agitazione, le OO.SS. si riservano la possibilità di mettere in atto tutte le iniziative opportune a rappresentare e tutelare gli interessi dei lavoratori e potrebbero essere già valutate qualora le cooperative non garantiscano la loro presenza.

    FILCAMS CGIL FISASCAT CISLUILTUCS UIL

    Roma, 19 Marzo 2013