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Roma, 1 luglio 2015

AI LAVORATORI E ALLE LAVORATRICI DI COOP ESTENSE

Filcams, Fisascat e Uiltucs dichiarano soddisfazione per l’accordo raggiunto al Ministero del Lavoro il giorno 30 Giugno 2015, un’intesa che ha permesso di salvaguardare interamente l’occupazione, di escludere le terziarizzazioni e di avere un percorso definito di relazioni sindacali che non consentirà alla cooperativa di avviare unilateralmente processi di riorganizzazione senza essersi prima confrontata con le rappresentanze dei lavoratori.

In particolare le parti hanno condiviso il ritiro della procedura di mobilità mantenendo aperta la possibilità di non opporsi al licenziamento con un incentivo di 18.000€ lordi da riproporzionare all’orario contrattuale per i part time.
Al fine di ridurre il costo del lavoro saranno sospese per tre anni, con meccanismo di ultra vigenza, alcune voci del contratto integrativo aziendale: maggiorazioni domenicali, riduzione d’orario attraverso le 24 ore di rol, mensa e indennità speciali di funzione.
Di pari passo sono escluse per tre anni le terziarizzazioni. Le parti si incontreranno annualmente per verificare l’andamento del piano di risanamento e l’incidenza del costo del lavoro e qualora gli obiettivi non fossero stati raggiunti si confronteranno per trovare soluzioni.

Le organizzazioni sindacali ritengono che l’importante risultato sia stato raggiunto grazie al sostegno delle lavoratrici e dei lavoratori nonché grazie ai tanti, noti e meno noti, che fuori dalla cooperativa hanno supportato la vertenza. Un riconoscimento particolare va dato alla RSA e alla RSU tutta, che in questi mesi hanno avuto il difficile ruolo di essere in prima linea nei luoghi di lavoro per difendere occupazione e dignità.

Con questo accordo ci si augura di poter mettere da parte la conflittualità che ha contraddistinto il confronto, causata dalle modalità con cui l’impresa cooperativa ha avviato la vertenza, e che l’ennesima formalizzazione di relazioni costruttive e rispetto tra le parti sia questa volta duratura e perseguita.

L’intesa sarà posta alle lavoratrici e ai lavoratori nelle assemblee che verranno programmate nei prossimi giorni.

Filcams Cgil Fisascat CislUiltucs Uil
A. Di LabioV. Dell’OreficeI. Veronese

Si è svolto a Roma il giorno 16 Giugno presso il Ministero del Lavoro l’incontro per la procedura di mobilità aperta la coop Estense.
Le parti hanno nuovamente presentato le posizioni ma il confronto ancora una volta non ha determinato nessun accordo utile alla chiusura positiva della procedura.
Filcams, Fisascat e Uiltucs hanno ribadito la disponibilità a ricercare, sia attraverso ulteriori rinunce economiche sia attraverso una diversa organizzazione del lavoro, alternative alla terziarizzazione delle attività.
L’impresa ha invece ribadito che le terziarizzazioni sono una leva indispensabile per dare efficienza alla rete vendita.
Dopo un’approfondita discussione, alla presenza della funzionaria del Ministero del Lavoro, l’impresa ha presentato un’ipotesi di accordo così composta:

•Sospensione di alcuni istituti del Contratto Integrativo (maggiorazioni domenicali, permessi individuali retribuiti, indennità speciali di funzione, mensa).

•Durata della sospensione di tre anni con sistema di ultra vigenza fino a disdetta o rinnovo dell’accordo.

•Sperimentazione della terziarizzazione dei reparti grocery negli ipermercati di Bari Santa Caterina, Molfetta e Brindisi per due anni.

•Gestione degli esuberi nei tre Ipercoop attraverso il contratto di solidarietà escludendo i trasferimenti e l’apertura di procedure di mobilità durante la sperimentazione.

•Apertura di una procedura di mobilità volontaria incentivata.

Le organizzazioni sindacali ancora una volta hanno dichiarato la loro contrarietà a generare esuberi attraverso le terziarizzazioni ma nella volontà di evitare il mancato accordo hanno richiesto al ministero e all’impresa di prorogare ulteriormente la fase amministrativa per informare nelle assemblee le lavoratrici e i lavoratori dello stato della trattativa e delle novità emerse considerato che finalmente si è fatta chiarezza su quali fossero i termini veri delle sperimentazioni.
La cooperativa ha concesso la proroga dichiarando apertamente di non avere ulteriori margini di trattativa e di non poter accogliere la richiesta delle organizzazioni sindacali di escludere completamente le terziarizzazioni.
Il confronto è stato pertanto riconvocato per il giorno 30 giugno 2015, nei prossimi giorni verranno programmate le assemblee unitarie in tutti luoghi di lavoro.

p. FILCAMS/CGIL p. FISASCAT/CISL p. UILTuCS/UIL
Alessio Di Labio Vincenzo Dell’Orefice Ivana Veronese


Roma, 17 giugno 2015

Roma, 5 giugno 2015

Testo Unitario

Il giorno 4 Giugno 2015 si è svolto a Roma presso il Ministero del Lavoro l’esame congiunto per la procedura di mobilità aperta da Coop Estense che riguarda 147 lavoratrici e lavoratori.

Nello stesso giorno lo sciopero proclamato dalle organizzazioni sindacali per l’intera giornata ha avuto un’adesione importante da parte delle lavoratrici e dei lavoratori. La mobilitazione ha riscontrato una grande partecipazione e solidarietà su tutto il territorio da parte delle istituzioni, della politica ma soprattutto di tanti cittadini e consumatori che si sono affiancati a chi protestava fuori dei negozi, e a cui le organizzazioni sindacali porgono un ringraziamento per la sensibilità dimostrata.

Purtroppo la cooperativa è rimasta sulle sue posizioni e ha presentato nuovamente, alla presenza della funzionaria del ministero del lavoro, i motivi che hanno determinato la scelta di Coop Estense di terziarizzare i reparti grocery e pescheria nonché il percorso di trattativa svolto finora che non ha determinato un esito positivo. Ha ribadito la volontà di accogliere la proposta delle organizzazioni sindacali di sospensione delle voci economiche del contratto integrativo ma fino al pareggio delle perdite e non per tre anni come le organizzazioni hanno proposto. Ma se su questo punto Filcams, Fisascat e Uiltucs hanno dato disponibilità a trovare una soluzione mediana restano ostili alla volontà di sperimentare la terziarizzazione di parte delle attività e su cui l’impresa non intende fare passi indietro, trincerandosi dietro la minaccia dei licenziamenti.

Per provare comunque a trovare una soluzione alternativa le organizzazioni sindacali hanno dato ampia disponibilità ad affrontare modifiche dell’organizzazione del lavoro che permettano di trovare la stessa efficienza che verrebbe dalla terziarizzazione, nonché ad aumentare il recupero economico sulle altre voci del contratto integrativo. La cooperativa ha respinto anche questa proposta di-chiarando che le sperimentazioni non porterebbero ad un risparmio, ma sarebbero a questo punto un costo aggiuntivo. Quale logica possa avere tagliare sull’integrativo per poi spendere dei soldi per esternalizzare parte dell’attività non è stato possibile capirlo in quanto la cooperativa si è sottratta dal dare spiegazioni plausibili.

Dopo un’ampia discussione le parti hanno quindi nuovamente preso atto delle distanze. La cooperativa ha poi accolto la richiesta delle organizzazioni sindacali di prorogare i termini della procedura e il Ministero ha riconvocato le parti il giorno 16 giugno 2015 alle ore 11,00. Inoltre è possibile che prima dell’incontro al ministero le organizzazioni sindacali incontrino nuovamente i vertici della cooperativa.

Visto l’esito negativo dell’incontro resta confermato lo stato di agitazione.

il Coordinamento Coop Estense è convocato il giorno 12 giugno p.v. alle ore 10.30 a Bari presso la Cgil Puglia in Via Calace, 4.

p. La Filcams CGIL Nazionale
Alessio Di Labio

- verbale accordo

Non è bastata una lunga e intensa giornata di trattativa per trovare un accordo. Non è bastata la disponibilità delle organizzazioni sindacali ad intervenire in modo netto sul costo del lavoro.
Il tavolo ha fatto un passo in avanti importante escludendo i licenziamenti, ma ha svelato le intenzioni della cooperativa: azzerare l’integrativo degli addetti e poi affidare comunque parte dell’attività ad una cooperativa esterna.

Un percorso che non si può condividere. Non si può chiedere ai lavoratori della Puglia e della Basilicata di rinunciare al salario, di lavorare domeniche e festivi, di essere part time flessibili e disponibili e poi trasferire il lavoro su terzi che evidentemente saranno sottopagati. La salvaguardia dell’occupazione è una priorità ma non può essere un ricatto, la presenza della cooperazione al sud, dove i privati fuggono, è un tratto distintivo che le organizzazioni sindacali hanno sempre riconosciuto, ma non può essere un ricatto.

Filcams CGIL , Fisascat CISL e UILTuCS ritengono che un accordo sia possibile, ma sono necessari ulteriori passi avanti:

-escludendo le terziarizzazioni delle attività, anche sperimentali, durante la vigenza dell’accordo
-recuperando parte delle maggiorazioni domenicali e in compensazione intervenire sulla parte variabile e su quella dei livelli più alti.

Il 4 Giugno scadono i tempi della procedura di mobilità e se Coop vuole davvero fare un accordo rispettando la dignità delle lavoratrici e dei lavoratori deve allungare i tempi della procedura, la legge lo permette. Coop Estense deve dimostrare di volere cooperare con i propri dipendenti, e cooperare non è mettere i lavoratori in un angolo minacciando i licenziamenti. Vista l’ennesima indisponibilità ad accogliere le proposte dei sindacati e considerato il rischio occupazionale per i lavoratori posti in procedura di mobilità, Filcams, Fisascat e Uiltucs proclamano lo sciopero per una intera giornata le cui modalità verranno decise nei prossimi giorni e metteranno in campo fin da subito tutte le azioni volte a salvaguardare l’occupazione, il salario e la dignità di chi rende possibile che la Coop sia la Coop: le lavoratrici ed i lavoratori!

p. FILCAMS/CGIL p. FISASCAT/CISL p. UILTuCS/UIL
Alessio Di Labio Vincenzo Dell’Orefice Ivana Veronese

COOP ESTENSE – ESITO INCONTRO 14 MAGGIO

L’esito dell’ultimo incontro non ha permesso di trovare un accordo.
Di seguito la proposta che ha fatto Coop Estense respinta dalle organizzazioni sindacali e la posizione della Filcams CGIL:

PROPOSTA COOP ESTENSE
POSIZIONE DELLA FILCAMS
    300.000 € di recupero attraverso:

·Terziarizzazione sperimentale per due anni dei reparti grocery di tre Ipermercati non specificati.
·I lavoratori in esubero saranno posti in cassa integrazione per la fase di sperimentazione.
·Reparti pescheria se ne discuterà in futuro.

    La Filcams CGIL ha ribadito la totale contrarietà a condividere qualsiasi percorso di terziarizzazione, l’eventuale accordo dovrà escludere per il presente e per il futuro la possibilità di cedere a terzi un qualsiasi reparto.
    1,3 M di euro di recupero attraverso intervento sul CIA:

·Sospensione maggiorazioni domenicali.
·Sospensione 24 ore di permessi retribuiti.
·Sospensione indennità speciali di funzione.
·Sospensione della mensa.

    Come già dichiarato più volte, la Filcams CGIL è disponibile ad un intervento sul costo del lavoro a determinate condizioni:

·Salvaguardare la parte normativa ed applicarla a pieno, in particolare per quanto riguarda l’organizzazione del lavoro.
·Sospendere temporaneamente alcune voci di costo per un intervento che sia al di sotto di 1 milione di euro.
·Elaborare un sistema di compensazione delle voci fisse della retribuzione attraverso quanto maturato dalle voci variabili.
·Intervenire in modo equo sulle retribuzioni di tutti i livelli della cooperativa.

    Eventuali 500.000 € di recupero attraverso intervento sul CIA:

·Sospensione degli istituti variabili EVP ed RVM (a riguardo la cooperativa ha dichiarato di voler salvaguardare questo istituto in quanto innovativo e sul quale sono già state investite risorse in formazione).

    Sospensione della parte normativa del CIA (recupero economico non quantificato).
    Disponibilità ad un intervento di recupero sulle indennità dei quadri attraverso il progressivo assorbimento degli aumenti contrattuali (recupero economico non quantificato).

Il confronto è stato aggiornato al 21 Maggio 2015, ultima data utile per tentare un accordo prima di arrivare al Ministero del Lavoro.

COOP ESTENSE

ESITO COORDINAMENTO FILCAMS CGIL

Le delegate e i delegati della Filcams CGIL della Puglia e della Basilicata si sono riuniti a Bari per valutare la situazione della vertenza che interessa i reparti grocery e pescheria, l’esito della discussione ha determinato quanto segue.

Il coordinamento ribadisce la netta contrarietà alle terziarizzazioni e alle deroghe al contratto nazionale quindi esclude la deroga agli scatti di anzianità.

Nella volontà di evitare una rottura delle trattative, le cui conseguenze graverebbero sulle lavoratrici e sui lavoratori, il coordinamento ha deciso di dare mandato al tavolo nazionale di ricercare il recupero dei costi nell’ambito del contratto integrativo.

Al fine di rendere l’accordo sostenibile, gli obiettivi di recupero posti dall’impresa devono scendere sotto al milione di euro, diversamente si andrebbe verso un azzeramento totale del contratto integrativo su cui la Filcams CGIL si dichiara indisponibile.

Il criterio d’intervento sul contratto integrativo deve essere di equità rispetto all’incidenza sulle retribuzioni di tutti i livelli.

La parte normativa del contratto dovrebbe essere salvaguardata e pienamente applicata, inoltre il confronto dovrebbe individuare delle soluzioni migliorative sulla parte normativa che compensino gli eventuali sacrifici retributivi.

Il coordinamento ha dato mandato di verificare la possibilità di fare un intervento prima di tutto sugli istituti di retribuzione variabile del contratto aziendale.

L’accordo deve essere a tempo determinato, al termine del periodo il CIA deve tornare alla piena applicazione

Il coordinamento ritiene che il confronto debba ricercare una soluzione unitaria al fine di arrivare ad un esito certo e ampiamente condiviso.

Qualora l’azienda al prossimo incontro non accogliesse le proposte, il coordinamento della Filcams CGIL deciderà le azioni di mobilitazione da mettere in atto per respingere qualsiasi possibilità di licenziamento.

Bari, 30 aprile 2015

Il 22 aprile 2015 a Bari si è tenuto l’incontro con Coop Estense per proseguire il confronto volto a trovare una soluzione alternativa alle terziarizzazioni e ai licenziamenti decisi dalla cooperativa.

La Filcams CGIL ha dichiarato in modo netto alla cooperativa che le possibilità di trovare un accordo deve rispondere ad alcune precise richieste:

Coop Estense deve ridurre assolutamente gli obiettivi di recupero portandoli da 3,3 M ad una cifra che permetta un intervento parziale sul contratto integrativo, escludendo a priori la possibilità di intervenire sul contratto nazionale.

•Gli interventi sul contratto integrativo devono essere fatti sulle sole voci di costo e salvaguardando la parte normativa che in compensazione dovrebbe essere possibilmente migliorata.

Gli interventi devono essere intesi come una sospensione temporanea legata al recupero dell’efficienza e alla salvaguardia occupazionale e che a seguito di questa fase debbano tornare ai valori preesistenti.

•In ogni caso è assolutamente inaccettabile che venga ipotizzata qualsiasi terziarizzazione dei reparti anche nel caso in cui ci fosse salvaguardia occupazionale, in quanto rifiutiamo l’ingresso di aziende terze all’interno delle unità produttive con lavoratori e lavoratrici ai quali non verrebbe applicato né il contratto integrativo aziendale né il contratto collettivo della cooperazione, un precedente che qualora desse dei risultati economici positivi per Coop potrebbe invogliare l’impresa ad ulteriori terziarizzazioni.

•Gli eventuali interventi di recupero dei costi dovrebbero essere proporzionati all’incidenza sulle retribuzioni di tutti i livelli della cooperativa compresi i dirigenti. In questo ambito ci teniamo a precisare che non deve essere assolutamente interpretata questa posizione come una contrapposizione tra i livelli della cooperativa, ma semplicemente un principio di solidarietà tra tutti, perché se è vero che sul piatto c’è la presenze della cooperativa in Puglia è ingiusto che a pagarne le conseguenze siano solo gli addetti del grocery e delle pescherie, o comunque i soli quarti livelli.

•Qualora questa strada fosse percorribile, l’eventuale accordo dovrebbe necessariamente passare attraverso l’approvazione delle lavoratrici e dei lavoratori.

Al momento la cooperativa pur dando disponibilità a ridimensionare i propri obiettivi non sembra voler accogliere alcune disponibilità poste dalle organizzazioni sindacali.

Sono stati programmati nuovi incontri nel tentativo di evitare di arrivare al Ministero dovendo scegliere se accettare il ricatto o costringere una parte delle lavoratrici e lavoratori al licenziamento. Ricordiamo che la soluzione deve essere necessariamente trovata entro il 3 giugno 2015 data nella quale si esauriscono i tempi previsti per la procedura di mobilità, ricordiamo inoltre che qualora ci fosse un mancato accordo e l’azienda decidesse di procedere con i licenziamenti non sarebbero interessati esclusivamente i lavoratori del grocery e delle pescherie ma, applicando i criteri di legge di anzianità aziendale e i carichi familiari, sarebbero coinvolti anche i lavoratori di altri reparti che hanno funzioni equivalenti a quelle dei colleghi posti in procedura.

Considerata la gravità della fase e le preoccupazioni del caso le delegate e i delegati della Filcams CGIL il giorno 30 aprile 2015 si riuniranno in un coordinamento a Bari. In quella data decideranno come procedere negli incontri successivi e quali azioni mettere in campo qualora gli incontri stessi non producessero dei risultati positivi volti alla salvaguardia occupazionale.

È evidente che la discussione che si farà il 30 aprile verrà posta immediatamente dopo alle assemblee delle lavoratrici e dei lavoratori.

Roma, 24 aprile 2015

Segreterie Nazionali

Comunicato
alle lavoratrici ed ai lavoratori Coop Estense


Si è tenuto il 30 marzo il primo incontro all’interno della procedura di mobilità attivata dalla Cooperativa; nell’occasione ci è stata illustrata in breve la procedura e ci sono stati consegnati i dati che avevamo richiesto, in particolare gli organici degli ultimi 3 anni divisi per p.v. e livelli di inquadramento, i passaggi di livello, nonché i dati relativi alle 4 stazioni di rifornimento dei carburanti.
Dai dati è evidente che il personale della Divisione Sud negli ultimi anni è diminuito, che si è ridotto conseguentemente il costo del lavoro – e che quindi non si é in presenza di un esubero di organico tradizionalmente inteso -, e che la dichiarata perdita di 12 milioni di euro nel solo 2014 in termini di risultato della gestione caratteristica induce la Cooperativa a fare ricorso a delle drastiche contromisure, al fine di arrivare in 3 anni al pareggio tra costi e ricavi, passando dalle leve commerciali, dalla riduzione dei costi generali ed in particolare per quel che ci riguarda più da vicino dall’esternalizzazione dei reparti grocery (147 persone con un recupero previsto di 1,3 milioni di €) e pescheria (80 persone con un recupero previsto di 2 milioni di € a partire dal 2016) tramite il licenziamento di parte del personale impiegato.
Filcams, Fisascat e Uiltucs hanno ribadito la contrarietà alle terziarizzazioni ed al licenziamento coatto dei lavoratori e hanno chiesto di poter discutere di un piano generale e non a step annuali che porterebbe incertezza e confusione. Inoltre le precitate OO.SS. hanno chiesto conto delle ragioni della volontà della Cooperativa di attuare un piano di risanamento tanto pesante in un triennio e non in un tempo maggiore (e se questa volontà è collegata al piano di fusione delle 3 cooperative pubblicizzato nei giornali e per il quale le OO.SS. nazionali hanno già chiesto un incontro).
Coop Estense ha dichiarato che i 3 anni sono il periodo più breve possibile per raggiungere l’obiettivo. Sollecitati dalle nostre domande, hanno dichiarato che oltre ai distributori di benzina che vogliono aprire, non faranno altri investimenti nelle due regioni interessate.
Per poter comprendere com’è composto l’attuale costo del lavoro le OO.SS. hanno chiesto di conoscere quanto concorrono i vari istituti dell’integrativo aziendale sul costo del lavoro.
I costi sono così suddivisi:

Maggiorazioni festive 710.000€
Riduzioni orario di lavoro 24h anno del CIA 450.000
Indennità speciali di funzione 70.000
Mensa 110.000
Evp rvm salario variabile annuale il costo complessivo è di circa 2,8/2,9ml€
Indennità funzione (quadri, direttivi e alcuni intermedi) 870.000
Indennità di garanzia 630.000
Mensa 110.000

Su nostra sollecitazione la cooperativa è entrata nel merito di due "ragionamenti" che potrebbero a loro dire evitare o diminuire le terziarizzazioni. Il primo riguarda l’azzeramento degli scatti di anzianità per tutti che vale 2 milioni di €, accompagnato da un’eliminazione di parti del CIA mantenendo la parte legata alle professionalità ed ai risultati. Il secondo prevede l’azzeramento totale del Cia con comunque una esternalizzazione del Grocery.
Le OO.SS., pur apprezzando lo sforzo di ragionamento della Cooperativa, si sono dichiarate contrarie a riduzioni strutturali di istituti retributivi previsti dal CCNL (scatti di anzianità), che tra l’altro comporterebbero una diminuzione secca in busta paga molto rilevante.
Si sono dette disponibili tuttavia a ragionare su una sospensione temporanea di alcuni istituti del Cia, sempre nella logica del sacrificio per tutti i livelli, accompagnati da un ammortizzatore sociale che riduca l’impatto economico sulle retribuzioni dei dipendenti.
A fronte della conoscenza dei dati, condizione indispensabile per ragionare sulle proposte, le OO.SS. si sono riservate di elaborare una loro proposta che verrà condivisa con il Coordinamento dei delegati e sottoposta ad assemblee per costruire un mandato chiaro con l’obiettivo di trovare un accordo equilibrato che salvaguardi l’occupazione e sia sostenibile dalle lavoratrici e dai lavoratori.
É necessario avere pazienza, in quanto le proposte vanno costruite con l’analisi dei dati e con la logica di traguardare questo periodo con sacrifici giusti e non esagerati dettati solo dalla fretta. (La procedura di mobilità scade ai primi di giugno).
Le proposte verranno discusse e condivise con le RSA/RSU e con le lavoratrici ed i lavoratori.
Per poter proporre una soluzione alternativa alle opzioni elaborate dalla Cooperativa, le OO.SS. hanno bisogno di un mandato chiaro da parte delle lavoratrici e dei lavoratori.
Questa, quindi, é la strada che seguiremo con la massima trasparenza ed impegno.
Nei prossimi giorni fisseremo l’attivo dei delegati e successivamente le assemblee, solo dopo aver ricevuto un mandato ci ripresenteremo davanti alla Cooperativa per proporre la nostra soluzione.

Filcams-Cgil Fisascat-Cisl Uiltucs -Uil

Roma, 31 marzo 2015

COMUNICATO COOP ESTENSE

Si è svolto il 6 marzo a Bari l’incontro con Coop Estense a seguito dello stato di crisi denunciato dall’azienda per il sud.
La Cooperativa ha dichiarato che nel 2014 gli ipermercati hanno fatto registrare 12 milioni di euro di perdite che sommati a quelli degli anni precedenti producono una perdita totale di 50 milioni di euro nel quinquennio, per questo Coop Estense dichiara che se non verranno presi provvedimenti per risanare la rete il rischio è che questo andamento metta in discussione la presenza della cooperativa in Puglia e in Basilicata, nonché lo stato patrimoniale e quindi la sopravvivenza di tutta la cooperativa.
La cooperativa ha quindi annunciato un piano triennale d’interventi che dovrebbero produrre un recupero di 4 milioni di euro nel 2015, ulteriori 4 nel 2016 per poi arrivare al pareggio nel 2017. In questo ambito Coop Estense individua tre campi d’intervento: interventi sulla politica commerciale volti alla crescita delle vendite attraverso l’inserimento nell’offerta, di prodotti locali, la conferma dell’investimento nei carburanti, la conferma dell’intervento nei freschissimi e l’intervento volto a ridurre i prezzi dei prodotti sia scaffale che in promozione.
Il secondo campo d’intervento riguarda l’efficientamento dei costi operativi con particolare attenzione ai consumi energetici e ai costi pubblicitari che dovrebbero portare al recupero annuo di 1,2 milioni di euro.
Il terzo campo d’intervento riguarda il costo del lavoro che dovrebbe produrre un recupero di altrettanti milioni di euro e si dovrebbe concentrare in particolare nella riorganizzazione del reparto grocery in cui sarebbero coinvolti 150 addetti sui 330 che ci lavorano e nel reparto pescheria in cui sarebbero coinvolti tutti gli 80 addetti.
È stato dichiarato che il piano di recupero sul costo del lavoro si svolgerà in due tempi. Nell’immediato verrà avviata una riorganizzazione del grocery che porterà all’allestimento notturno attraverso l’esternalizzazione a società terze. Nel secondo semestre dell’anno si avvierà l’intervento nelle pescherie, che essendo un reparto economicamente critico verrà affidato interamente a terzi. In modo generico la cooperativa ha dichiarato che qualora fossero possibili scelte condivise, che permettano lo stesso recupero sul costo del lavoro, potranno essere evitate le terziarizzazioni.
Per la dirigenza di Coop Estense la questione dei tempi è essenziale, a tal fine ha dichiarato che già nei prossimi giorni avvierà la procedura di mobilità per garantirsi questi obiettivi entro i 75 giorni previsti dalla legge.
Le Organizzazioni Sindacali hanno ribadito alla cooperativa che è inaccettabile il metodo con cui sono stati presentati gli esuberi attraverso una conferenza stampa, metodo che oltre a non essere rispettoso delle relazioni sindacali, lede la dignità delle lavoratrici e dei lavoratori che prestano con dedizione il loro lavoro negli ipermercati. Metodo che ha creato confusione, rabbia, paura e malcontento negli ipermercati rendendo ancora più difficile il confronto sul merito delle difficoltà della rete del sud.

Le Organizzazioni Sindacali ritengono che annunciare gli esuberi, aprire immediatamente una procedura di mobilità, minacciare la terziarizzazione e poi richiedere proposte alternative per la salvaguardia dell’occupazione sia un metodo ricattatorio che non consente alle Organizzazioni Sindacali di avere un confronto sereno con le lavoratrici e dei lavoratori sulle soluzioni possibili.
Filcams, Fisascat e Uiltucs respingono nettamente qualsiasi eventualità di terziarizzazione dichiarando che la presenza della cooperativa in Puglia e in Basilicata non può passare attraverso la riduzione del salario dei diritti e della dignità dei dipendenti di Coop Estense.
È stato pertanto richiesto a Coop Estense:

•Informazioni più dettagliate rispetto all’andamento delle vendite, dei margini, degli scontrini medi, dell’incidenza sul costo del lavoro, e di fornire questi dati per singolo ipermercato.
•Di non aprire la procedura di mobilità ai sensi della 223 ritirando da subito la proposta di terziarizzazione, avviando un percorso costruttivo che affronti nel merito le difficoltà e che non scarichi sulle lavoratrici e sui lavoratori tutte le difficoltà.

Il modello organizzativo di Puglia e Basilicata applicato da Estense, è basato prevalentemente sul part-time con orario bassissimo e con alta flessibilità ed è difficile immaginare cos’altro si possa chiedere a queste persone.
Filcams, Fisascat e Uiltucs hanno dato disponibilità ad aprire un confronto che abbia tempi e modalità non imposte proponendo le date del 20, 30 marzo e del 7 aprile. Nel contempo hanno chiesto alla Cooperativa di non aprire la procedura di mobilità che contribuirebbe solo ad inasprire i rapporti.
Purtroppo Coop Estense ha dichiarato che nella prossima settimana avvierà la procedura di mobilità, pertanto viene confermato lo stato di agitazione e si valuterà, anche in fasi assembleari, quali azioni mettere in campo per difendere dignità, salario e diritti delle lavoratrici e dei lavoratori.

Filcams Cgil Fisascat CislUiltucs Uil

Roma, 9 marzo 2015

Roma 20-02-2015

Il presidente di Coop Estense Mario Zucchelli, nel corso di una conferenza stampa, ha fatto sapere a 230 lavoratori, e alle loro famiglie, che potrebbero perdere il posto di lavoro.
Un comportamento che non rispetta le lavoratrici e i lavoratori che da anni svolgono con dedizione ed onestà il proprio lavoro negli Ipercoop della Puglia, vistisi catapultati sulla stampa come un costo da tagliare, utilizzati malamente dalla Cooperativa come "scudi umani" per giustificare un negativo andamento delle vendite che certamente ha altre ragioni; sono ormai anni che Coop Estense annuncia obiettivi di ripresa delle vendite che puntualmente non arrivano e puntualmente scarica le responsabilità all’esterno e le conseguenze sui lavoratori.

Ci stupisce non poco il fatto che un’impresa che ha avuto in passato un ruolo centrale nello sviluppo della distribuzione cooperativa in diverse aree del Paese oggi non sia più in grado di reagire in maniera razionale alla crisi e che, addirittura, assuma comportamenti scomposti e, almeno apparentemente, solo istintivi di fronte ad alcuni tratti critici di tipo strutturale della distribuzione commerciale nel Mezzogiorno d’Italia.

Filcams CGIL, Fisascat CISL e Uiltucs ritengono intollerabile che non si siano rispettate le relazioni sindacali, e non sia stata data alcuna informazione preventiva alle rappresentanze dei lavoratori.

Le scriventi sono inoltre preoccupate e contrariate per la gravità degli annunci fatti, sia per la quantità degli esuberi annunciati sia per le possibili soluzioni quali la terziarizzazione di alcuni reparti. Non si può garantire la presenza in Puglia senza garantire occupazione, salario, diritti e dignità.

Le scriventi Federazioni Nazionali proclamano pertanto lo stato di agitazione e richiedono un incontro per il giorno 6 Marzo 2015 alla presenza di tutta la RSA della Puglia. Di Labio Dell’Oreficie Veronese

p. FILCAMS/CGIL p. FISASCAT/CISL p. UILTuCS/UIL
Alessio Di LabioVincenzo Dell’Orefice Ivana Veronese

COMUNICATO COOP ESTENSE

Testo Unitario
Le scriventi Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs con la presente comunicano l’esito del referendum per il rinnovo della parte del contratto integrativo aziendale riguardante i quadri e direttivi.
Su 394 quadri e direttivi hanno votato 295 lavoratrici e lavoratori pari al 75% degli aventi diritto. Di questi 5 pari al 2% hanno presentato schede bianche o nulle, 50 pari al 17% si sono espressi con voto contrario, 240 pari all’81% hanno espresso voto Favorevole all’ipotesi d’accordo, che pertanto risulta essere stata approvata.
L’esito del voto è evidentemente positivo e rassicura la delegazione trattante sul risultato della trattativa, al contempo si registra una percentuale di voti contrari che palesa le criticità della mediazione fatta e che più volte è stata presentata al confronto con l’impresa da parte delle rappresentanze sindacali.
Il rinnovo della parte del contratto per i quadri e direttivi rappresenta un elemento distintivo nella contrattazione integrativa in coop Estense, considerando che spesso la contrattazione delle condizioni di lavoro per queste professionalità è affidata ai rapporti individuali con l’impresa. Inoltre il rinnovo è stato l’occasione per quadri direttivi e per le organizzazioni sindacali di avviare un percorso costruttivo di organizzazione della rappresentanza che certamente non si esaurirà con il rinnovo dell’integrativo.

Roma, 24 novembre 2014

Roma, 15 maggio 2014

Il giorno 9 Maggio 2014 è stato siglato il contratto integrativo aziendale per le lavoratrici ed i lavoratori dipendenti di Coop Estense.

L’accordo è stato firmato a seguito del netto mandato che le organizzazioni sindacali hanno ricevuto dalla consultazione delle lavoratrici e dei lavoratori sullo stato conclusivo della trattativa che ha avuto un esito di oltre l’85% di voti favorevoli.

Il rinnovo del contratto integrativo restituisce finalmente ai lavoratori e all’impresa un sistema di regole condiviso dopo anni di trattativa e di conflitto, sarà vigente dal 1 giugno 2014 al 30 Maggio 2017.

Come illustrato nella fase di consultazione è stato possibile raggiungere un accordo avendo trovato una sintesi su alcuni istituti fondamentali: una maggiorazione domenicale dignitosa e soprattutto un’organizzazione del lavoro domenicale e festivo che limita i disagi delle liberalizzazioni attraverso una programmazione partecipata ed equamente distribuita, è stato inoltre ripristinato l’intero capitolo sull’organizzazione del lavoro e il premio aziendale anche per i nuovi assunti.

Trovata una soluzione sperimentale sul sistema variabile individuale di retribuzione su cui si avvierà un lavoro partecipato per rendere la valutazione maggiormente oggettiva ed eliminare i criteri che, secondo la valutazione delle organizzazioni sindacali, rischiano di essere discriminatori. Importante aver destinato 151.000 ore ad incrementi di ore per i part-time, dando priorità ai lavoratori con meno ore annue e sottraendo queste ore alla gestione individuale delle ore supplementari. Non essendo l’accordo privo di criticità, frutto della crisi che il sistema economico sta attraversando, è importante sottolineare che in piena trasparenza con le lavoratrici ed i lavoratori si è scelto di non scaricare la mediazione sui neo assunti.

Complessivamente l’accordo rappresenta un traguardo importante che deve essere considerato come punto di partenza per una nuova fase di relazioni sindacali su cui le parti si sono impegnate a dare un segno di discontinuità da una stagione ultima caratterizzata dal conflitto. Luogo principale di questo rilancio delle buone relazioni sindacali dovrà essere il livello territoriale e di unità produttiva al fine di incentivare una sempre maggiore partecipazione delle lavoratrici e dei lavoratori.

Filcam CgilFisascat CislUiltucs Uil
Di Labio Dell’OreficeVeronese

COMUNICATO SINDACALE UNITARIO

Nell’incontro svoltosi nei giorni 18 e 19 Marzo 2013 tra Filcams, Fisascat e Uiltucs e la dirigenza di Coop Estense si è arrivati alla conclusione del negoziato per il rinnovo contratto integrativo aziendale.

Lo stato conclusivo della trattativa è un importante intesa che ha finalmente portato a sintesi le richieste delle parti e che nei prossimi giorni sarà sottoposto alla consultazione delle lavoratrici e dei lavoratori.

I testi affrontano i seguenti temi:
Relazioni sindacali. Sarà interamente ripristinato per intero il testo del vecchio CIA con una nota a verbale che porterà le parti ad un ulteriore confronto per aggiornare il sistema delle relazioni sindacali.
Quadri e direttivi. L’intesa per queste lavoratrici e lavoratori dovrà essere trovata entro il mese di settembre 2014.
Part time. Sono previsti 755 incrementi di orario da 200 ore tramite pacchetti di supplementare in clausola flessibile ed elastica quindi con una maggiorazione del 36,5%. Nel triennio l’incremento a regime sarà di 151.000 ore (di cui 31.000 destinate agli ipermercati della Puglia e della Basilicata). Gli incrementi saranno destinati prioritariamente ai part time con orario minore. Nel 2017 c’è l’impegno di trasformare le ore dei pacchetti, tutte o una parte, in orario stabile contrattuale, in base ai risultati di vendite raggiunti.
L’intesa impegna inoltre le parti a sperimentare modelli di organizzazione del lavoro che prevedano un maggior ricorso al lavoro full time.
Organizzazione del lavoro. È interamente ripristinata la normativa che regola i criteri di organizzazione del lavoro che potranno essere modificati a livello territoriale esclusivamente tramite accordo. Viene inoltre limitata la possibilità di derogare il riposo giornaliero di 11 ore. La programmazione bisettimanale viene estesa anche ai lavoratori con terzo livello e si procederà a sperimentare una programmazione degli orari quadrisettimanale. Interamente ripristinato anche il sistema di programmazione delle ferie.
Lavoro domenicale e festivo. I presidi domenicali e festivi saranno stabiliti attraverso calendari quadrimestrali per la rete super e semestrali per la rete iper. Ad inizio anno avverranno confronti per stabilire il calendario di aperture che comunque non prevederà la possibilità di aprire nelle festività di Capodanno, Pasqua, Lunedì dell’Angelo, 25 Aprile, 1 Maggio, Natale e S. Stefano. Il confronto annuale valuterà la possibilità di apertura nelle giornate del 2 Giugno, Ferragosto e Ognissanti. Le prestazioni domenicali e festive saranno retribuite con la maggiorazione del 50% per le prime dieci, 55 le seconde dieci e 60% dalla ventunesima. A queste si aggiungeranno le maggiorazioni del 20% per le ore prestate in straordinario, del 35% in supplementare e del 36,5 in clausola elastica. Il limite di lavoro domenicale e festivo individuale sarà regolamentato attraverso accordi di area territoriale che avranno vigenza pari al CIA.
Indennità di ruolo. Le indennità di funzione sono destinate ai lavoratori intermedi ed hanno un valore di 30 o 35€ per i quarti livelli e di zero, 30 e 35 € per i terzi livelli a seconda della complessità del ruolo, mentre le indennità speciali di funzione sono destinate ai lavoratori addetti alla vendita assistita e ai preparatori e hanno un valore di 30€.
Elemento di valorizzazione professionale. L’EVP è il nuovo sistema che sostituisce quello sperimentato dall’impresa denominato IPR. Il complesso sistema retributivo potrà riconoscere una retribuzione mensile da un minimo di 30 euro ad un massimo di 320 euro a seconda del ruolo, dei risultati di area o unità produttiva, degli obbiettivi di vendite e della valutazione individuale. A differenza dell’IPR, l’EVP riconoscerà il 75% del premio annuale anche ai lavoratori con valutazione insufficiente. In fase di consultazione verrà maggiormente dettagliato il sistema di funzionamento dell’EVP. La scheda di valutazione individuale sarà modificata da un successivo accordo tra le parti e basata per la metà da parametri oggettivi. L’EVP sarà sperimentale e quindi costantemente verificato dalle parti per modifiche o integrazioni a seconda dei risultati e degli effetti che produrrà.
Retribuzione variabile collettiva annua. Il valore massimo del salario variabile annuale è di 1000 € ed è calcolato su tre obbiettivi: risultato netto della divisone territoriale, costo del lavoro e differenze inventariali.
Retribuzione variabile mensile. Il valore massimo annuo della retribuzione variabile mensile (RVM) è di 600€. Il premio mensile potrà avere un valore di zero, 30 o 50€ a seconda del risultato della divisione territoriale o dell’unità produttiva. Verrà corrisposto mensilmente al raggiungimento degli obbiettivi di vendita del reparto e conguagliato, solo in positivo, a fine anno, al raggiungimento degli obbiettivi annuali di vendite. Sia per la retribuzione variabile annua che per la retribuzione mensile verranno dati maggiori dettagli sul suo funzionamento in fase di consultazione.
Premio aziendale. È interamente ripristinato il premio aziendale, per gli assunti dopo la disdetta, con gli stessi valori e meccanismi di consolidamento del vecchio CIA.

Nei prossimi giorni lo stato conclusivo della trattativa sarà sottoposto all’approvazione delle lavoratrici e dei lavoratori a cui verrà chiesto il mandato per procedere alla firma dell’accordo.

Il risultato raggiunto dopo anni di trattativa assume una rilevanza particolare in una fase di crisi e di incertezza come quella che stanno vivendo impresa e lavoratori. Sicuramente l’intesa è il frutto tanto del confronto costruttivo, quanto delle mobilitazioni messe in campo dalle organizzazioni sindacali. L’eventuale accordo dovrà anche rilanciare una nuova fase di buone di relazioni sindacali ed è pertanto ritirato lo stato di agitazione e le ore di sciopero precedente proclamate.

p. La FILCAMS-CGILp. La FISASCAT-CISLp. La UILTuCS-UIL

Roma 20 marzo 2014

Segreterie Nazionali

Roma, 4 marzo 2014

Oggetto: Coop Estense – trattativa rinnovo CIA

Nei giorni passati le organizzazioni sindacali hanno incontrato la dirigenza della cooperativa per verificare alcuni testi dell’eventuale futura ipotesi di accordo, metodo, quello di verificare direttamente dei testi scritti, deciso anche in virtù di quanto accaduto nell’ultima fase di trattativa nello scorso giugno, dove, al di là dei singoli istituti, proprio nei testi proposti dall’azienda si erano evidenziate le maggiori criticità.
Anche in questa fase i punti di distanza riscontrati tra le posizioni sindacali e quelle dell’impresa non sono stati pochi, al contempo è stato però possibile fare un confronto costruttivo che si può ritenere positivo.
In particolare le organizzazioni sindacali hanno preso atto di un effettivo cambio di impostazione da parte dell’impresa che, a differenza delle scorse fasi di trattativa, ha mostrato la volontà di ripristinare il contratto integrativo in tutte le sue parti, cioè con una architettura contrattuale del tutto sovrapponibile a quella dell’integrativo disdettato.
Seppur i singoli istituti siano stati quindi ripristinati, permangono alcune distanze significative nel merito, che in ristretta non è stato possibile approfondire. In particolare, resta ancora da quantificare la maggiorazione del lavoro domenicale e festivo, condividere con quale percorso si sperimenterà l’Istituto periodico di risultato che sostituirà parzialmente le vecchie indennità fisse, nonché stabilire la platea a cui verrà redistribuito la parte di salario variabile che verrà riconosciuto mensilmente su obiettivi di vendita. Nel capitolo sull’organizzazione del lavoro, seppur ripristinato per intero, restano spinose alcune proposte dell’azienda su percorsi di sperimentazione di nuove organizzazioni del lavoro; inoltre resta sul tavolo la nostra richiesta di superamento del part-time annuo di 800 ore per le persone già assunte.
È invece superato il problema relativo al premio aziendale che, come da richiesta sindacale, verrà interamente ripristinato.
Le parti hanno ritenuto quindi indispensabile tornare ad una fase di vera e propria trattativa in plenaria ed è stato programmato un primo incontro per il giorno 10 marzo 2014; altri incontri sono ipotizzati per i giorni 18 e 19 marzo 2014.
Durante la giornata del 10 marzo le organizzazioni sindacali avranno l’occasione di verificare con la propria delegazione il lavoro svolto in queste fasi di ristretta per poi procedere ad una fase di informazione dettagliata verso le lavoratrici e i lavoratori che servirà a verificare se in questi ultimi incontri di trattativa si è fatto un percorso che possa portare ad un rinnovo del contratto integrativo.

Filcams CgilFisascat CislUiltucs Uil
A. Di Labio V. Dell’OreficeI. Veronese

Segreterie Nazionali

COMUNICATO SINDACALE UNITARIO

In data odierna si è riaperto il confronto con Coop Estense per il rinnovo del contratto integrativo aziendale. Le organizzazioni sindacali ritengono la riapertura del tavolo una importante conquista conseguente alla mobilitazione, considerato che la cooperativa aveva dichiarato, dopo la rottura di Giugno, l’indisponibilità a riaprire il confronto.

In questo primo incontro Filcams Fisascat e Uiltucs hanno potuto presentare nuovamente all’impresa le richieste e le proposte per arrivare ad un accordo.

La cooperativa ha preso atto delle richieste e ha manifestato, almeno a parole, tutta la disponibilità a lavorare per trovare un accordo. Ha chiesto quindi alle organizzazioni sindacali alcuni giorni per poter svolgere le proprie riunioni interne compreso il consiglio d’amministrazione, per poi presentare le proprie posizioni ai sindacati. È stato perciò programmato il prossimo incontro per il giorno 7 febbraio 2014 a Modena.

Filcams Fisascat e Uiltucs ritengono positivo il confronto svoltosi oggi e le volontà manifestate dalla cooperativa, ritengono però che non avendo avuto ancora la possibilità di fare un confronto sul merito delle questioni contrattuali resta confermato lo stato d’agitazione come precedentemente comunicato.

p. La FILCAMS-CGILp. La FISASCAT-CISLp. La UILTuCS-UIL

Roma 15 gennaio 2014

Segreterie Nazionali

COMUNICATO SINDACALE UNITARIO

La rottura del tavolo di trattativa ha determinato l’ennesima impossibilità di restituire un contratto integrativo aziendale alle lavoratrici ed ai lavoratori di Coop Estense.

La vertenza rappresenta un caso unico in tutto il panorama della distribuzione cooperativa. Tutte le altre grandi cooperative di consumo hanno un CIA vigente sottoscritto da Filcams, Fisascat e Uiltucs, a dimostrazione che le responsabilità del mancato accordo sono da attribuire alle scelte d’indirizzo contrattuale della dirigenza di Coop Estense.
Senza andare troppo lontano, nel 2013, con percorsi ed esiti differenti, dopo pochi mesi di trattativa, sono stati rinnovati i contratti integrativi di Coop Nordest e Coop Adriatica, in Adriatica di recente è stato siglato un importante protocollo di welfare aziendale.

Il tentativo ultimo di Coop Estense di screditare le rappresentanze sindacali dichiarando che le stesse pretenderebbero un contratto vecchio è solo un’illazione.
Coop Estense continua a nascondersi dietro la scusa che le organizzazioni sindacali non abbiano fatto proposte per non ammettere che la trattativa è stata costretta su un’unica istanza dell’azienda: ridurre diritti e salario delle lavoratrici e dei lavoratori. Filcams, Fisascat e Uiltucs ritengono che la cooperativa voglia scaricare la crisi sui lavoratori e che contrapponga i diritti all’occupazione.

Per questi motivi si avvia una fase di mobilitazione che si arresterà solo quando verrà riaperta una trattativa e si troverà un accordo su tutte le parti principali che sono state oggetto di confronto e nel rispetto delle istanze di entrambe le parti.
Viene pertanto proclamato un primo pacchetto di 12 ore di sciopero che è demandato alla gestione delle RSU\RSA e delle strutture territoriali.

Convinti che difendere salario e diritti dei lavoratori non sia una proposta vecchia ma il ruolo imprescindibile delle organizzazioni sindacali, esortiamo soci, forze politiche e istituzioni a sostenere la lotta delle lavoratrici e dei lavoratori di Coop Estense.

FILCAMS CGILFISASCAT CISL UILTUCS UIL

Roma, 10 dicembre 2013

COMUNICATO UNITARIO

Il giorno 6 agosto 2013 a Roma si è svolto l’incontro tra le Organizzazioni sindacali e la dirigenza di Coop Estense in rappresentanza anche di Coop Adriatica, per approfondire il piano di intervento in Campania per la salvaguardia della presenza della cooperazione e dell’occupazione.
La situazione presentata ai sindacati ha palesato tutte le criticità che la rete Coop ha in Campania, per la quale si prevede una perdita complessiva di circa 17 milioni di euro per il 2013.
Per questo motivo il piano d’impresa presentato è particolarmente duro e dovrebbe intervenire su tutti i livelli di costo diretti e indiretti: dalla logistica ai servizi, dai costi di sede ai fornitori, dalla pubblicità fino al costo del lavoro. Il tutto supportato da una politica commerciale che rilanci la qualità e la convenienza.
L’intervento sul costo del lavoro e sull’occupazione richiesto è particolarmente pesante.
Deroghe al C.C.N.L., demansionamento per i gruppi di regia e per le figure intermedie, riduzione per la stragrande maggioranza dei lavoratori dell’orario di lavoro.
Nonostante la gravità delle richieste le Organizzazioni sindacali hanno dato la loro disponibilità a condividere un percorso che traguardi questi obiettivi e che possa mettere le Cooperative in condizioni di mantenere l’intera rete ed eventualmente di fare progetti di sviluppo nel futuro. Le Organizzazioni sindacali, nel ribadire l’applicazione del C.C.N.L. della Cooperazione, hanno chiesto un numero di ore di lavoro che permetta, seppur in un momento difficile, la sopravvivenza e la salvaguardia di un livello economico personale/famigliare dignitoso e che questo percorso sia sostenuto da ammortizzatori sociali conservativi, quali la cassa integrazione, che permettano alle lavoratrici e ai lavoratori di avere un sostegno economico per il maggior tempo possibile, ed all’impresa di realizzare la nuova organizzazione da dare al servizio di vendita. Inaspettatamente la risposta delle Cooperative è stata di totale chiusura rispetto all’utilizzo della cassa integrazione ed in virtù dell’insistenza delle Organizzazioni sindacali su questo punto hanno dichiarato di abbandonare il progetto e di non poter quindi garantire l’intervento.
Le Organizzazioni sindacali ritengono totalmente ingiustificata la reazione e la posizione presa dalle Cooperative, nonostante l’ampia disponibilità data, a farsi portavoce presso i lavoratori di importanti sacrifici volti alla salvaguardia occupazionale.
Le Cooperative hanno mostrato una immotivata rigidità a concedere l’unico strumento a disposizione a garantire il reddito delle lavoratrici e dei lavoratori.
È evidente che il piano di salvataggio eventualmente condiviso sarebbe dovuto passare attraverso la consultazione delle lavoratrici e dei lavoratori interessati, ma in virtù della totale mancanza di condizioni di lavoro/reddito accettabili e del necessario ammortizzatore sociale in grado di garantire un percorso sostenibile, Filcams, Fisascat e Uiltucs non hanno potuto siglare l’accordo propedeutico all’intervento così come richiesto ed hanno chiesto alla delegazione delle Cooperative di rivedere la posizione.
Le Organizzazioni sindacali non accetteranno l’ennesima porta sbattuta in faccia alle lavoratrici e ai lavoratori campani, e metteranno in campo tutte le azioni necessarie volte alla salvaguardia dell’occupazione.

Le Segreterie
Filcams CGIL – Fisascat CISL – Uiltucs UIL

Roma 07/08/2013

Segreterie Nazionali

Roma, 15 luglio 2013

Oggetto: Rinnovo CIA Coop Estense – richiesta riapertura trattativa

Via fax e e-mail

Spett.le
Coop Estense
Viale Virgilio, 20
41100 Modena
Fax 059- 892107

ANCC Coop
Via Guattani , 9
00161 Roma
franco.barsali@ancc.coop.it

Nell’ultima fase di trattativa per il rinnovo del contratto integrativo aziendale si sono tentati importanti avvicinamenti tra le parti che hanno dimostrato la volontà di tutti di arrivare ad un accordo il prima possibile. Al contempo però, nella notte del 29 la trattativa ha registrato alcune distanze significative che non hanno permesso di trovare un accordo, e su cui la cooperativa ha dichiarato l’impossibilità di proseguire a trattare per assenza del mandato del consiglio di amministrazione di Coop Estense.
Le Organizzazioni sindacali ritengono pertanto che l’ordine del giorno del consiglio stesso, che esprime la possibilità di spostare l’equilibrio dei costi del contratto integrativo al fine di trovare una soluzione, sia un segnale importante che viene accolto positivamente.
Come abbiamo in più occasioni dichiarato la mediazione va però individuata nell’equilibrio complessivo del CIA, quest’ultimo non può essere isolato allo scambio tra singoli istituti seppur fondamentali e determinanti come Il premio aziendale fisso e le maggiorazioni festive e domenicali, ma nell’insieme di tutti gli istituti che compongono un contratto.
Le scriventi pertanto, preso atto della possibilità di riaprire il confronto, chiedono di individuare immediatamente una data di incontro per cercare una sintesi condivisibile su tutti gli istituti aperti, ricordando che lo stato ultimo della negoziazione non ha permesso di trovare l’accordo.
Le organizzazioni sindacali ribadiscono al pari la volontà di affrontare quanto prima, e nel merito, le vicende legate alla Campania, con la responsabilità che da sempre ha contraddistinto le relazioni sindacali quando l’occupazione è stata in crisi, soprattutto in aree del sud Italia.

Cordiali saluti .

p/FILCAMS Cgil p/FISASCAT Cisl p/UILTUCS Uil
A.Di Labio I. Veronese V. Dell’Orefice

- o.d.g. 10 luglio

Segreterie Nazionali

Comunicato ai lavoratori

Il giorno 28 Giugno e nella notte tra il 28 il 29 si è svolta la trattativa con Coop Estense per il contratto integrativo aziendale.
La trattativa non ha trovato una sintesi condivisa delle parti e Coop Estense ha dichiarato l’indisponibilità a continuare il confronto con i rappresentanti delle lavoratrici e dei lavoratori.

Questi i punti che sono stati affrontati in trattativa:

Relazioni sindacali
Si è deciso di ripristinare il vecchio testo del contratto integrativo e di avviare successivamente una fase di revisione che aggiorni il testo.

Quadri direttivi
La cooperativa ha dichiarato di voler rimandare a settembre la discussione su questo capitolo dando disponibilità ad incontrarci.

Organizzazione del lavoro
È stato uno dei punti più critici della trattativa su cui non si è trovato un accordo.
Coop Estense chiede di eliminare il capitolo sull’organizzazione del lavoro e di demandare all’unità produttiva il semplice confronto sui criteri senza la possibilità di contrattare l’organizzazione del lavoro perché troppo vincolante per la produttività dell’impresa. Abbiamo dichiarato che l’organizzazione del lavoro non può essere considerata un vincolo ma che quei limiti sono essenziali alla conciliazione con la vita privata delle lavoratrici e dei lavoratori. È evidente che un rinnovo già difficile è stato ulteriormente appesantito dall’evidente tentativo della Cooperativa di togliere qualsiasi potere contrattuale alle rappresentanze sindacali sull’organizzazione del lavoro, provando a confinarlo in procedure di confronto che non hanno nessun obbligo di raggiungimento di intese condivise, ma che lascia la cooperativa mano libera su orari, modifiche dei turni, numero di spezzati, riposo giornaliero e settimanale.
La cooperativa ha inoltre richiesto, e le organizzazioni lo hanno respinto, la possibilità di derogare, ripetutamente e per diversi motivi, al riposo giornaliero di 11 ore ritenendo normale garantirlo solo per 3 giorni a settimana.
Rispetto alla richiesta delle organizzazioni sindacali di rendere stabile la programmazione degli orari dei part-time al fine di migliorare le condizioni di lavoro e la conciliazione dei tempi di vita la cooperativa ha dato soltanto la disponibilità a istituire una commissione che si prefissi questo obiettivo.

Incrementi di orario per il part-time
La cooperativa ha dato disponibilità ad incrementare fino a 200 ore l’orario di lavoro per 750 part-time attraverso clausole elastiche e ad assumere 50 persone. Le organizzazioni sindacali hanno accolto favorevolmente questa proposta anche se la cooperativa ha dichiarato di voler assegnare unilateralmente ai singoli lavoratori gli incrementi d’orario pur dichiarando di dare di massima priorità ai lavoratori con orario annuo più basso.
La cooperativa ha inoltre respinto la richiesta delle organizzazioni sindacali di incrementare gli orari dei 67 part-time che oggi sono a 800 ore.

Lavoro domenicale e festivo
Questo è stato un altro punto critico che ha determinato l’impossibilità di trovare un accordo: la cooperativa ha offerto la maggiorazione festiva e domenicale retribuita con il 50% per le prime 10 domeniche lavorate il 55% per le seconde 10 e il 60% dalla 21ª domenica. A queste si aggiunge il 35% di maggiorazione qualora la prestazione venga fatta in straordinario o supplementare. Abbiamo chiesto alla cooperativa di poter incrementare queste maggiorazioni perché troppo distanti da quelle che venivano applicate soprattutto in Emilia, le uniche disponibilità trovate sono state nell’ambito dell’incremento del salario variabile in virtù della quantità di domeniche lavorate, seppur le organizzazioni sindacali hanno valutato la possibilità di trovare una mediazione in questo ambito la cooperativa ha dichiarato che tali incrementi dovessero comunque rimanere nei limiti percentuali di utile destinato al salario variabile. Abbiamo totalmente respinto questa possibilità in quanto non ci sarebbe un reale incremento della retribuzione per il lavoro domenicale ma semplicemente si andrebbe a togliere un pezzo di salario variabile da tutti i lavoratori per dedicarlo alle domeniche.
Si è poi deciso di verificare la possibilità di diminuire il carico individuale di prestazioni domenicali e festive dei singoli lavoratori e la cooperativa ha dato disponibilità dichiarando che si potrebbe limitare tali prestazioni a due su quattro o a due su tre nell’arco del mese demandando la definizione al confronto territoriale per verificare le necessità di presidio.

Ferie
La cooperativa ha dichiarato di voler eliminare il titolo del contratto integrativo sulla programmazione delle ferie che stabiliva l’obbligo di garantire periodi continuati di ferie nel periodo estivo dichiarando che è insostenibile con le necessità di presidio e con l’organizzazione del lavoro. Le organizzazioni sindacali hanno dichiarato che la garanzia di settimane di ferie attaccate nel periodo estivo è una regola irrinunciabile e quindi è stata respinta la richiesta di Coop Estense.

Mensa
La cooperativa ha dichiarato di non voler più applicare quanto previsto nel Contratto Integrativo precedente.

Professionalità e IPR
Anche questo è stato un titolo molto discusso su cui non si è trovato un accordo finale. Nonostante le note difficoltà su questa materia c’è stata la possibilità di fare un confronto aperto. Le organizzazioni sindacali hanno dichiarato la disponibilità a condividere un percorso sperimentale d’applicazione del IPR che potesse premiare i lavoratori con una valutazione positiva della prestazione ma non è stato possibile, anche in virtù della sospensione della trattativa, confrontarci pienamente sugli strumenti di valutazione.
Di massima è condivisibile che si valuti la prestazione lavorativa nell’ambito della conoscenza e della capacità di vendita del prodotto, dell’allestimento del banco o comunque su tutti quei criteri che non rischiano di valutare, quindi giudicare, le persone per quello che sono e non per come lavorano, criteri come l’igiene personale o la sobrietà di comportamento sono totalmente inaccettabili.
Per quanto riguarda la richiesta delle organizzazioni sindacali di mantenere una quota fissa di indennità di funzione e speciali di funzione la cooperativa l’ha accolta per un massimo del 50% medio dei valori precedenti. Le organizzazioni sindacali hanno dato disponibilità a mediare in questi termini ma è rimasta ancora da verificare la modalità di assegnazione delle indennità che secondo l’impresa verrebbero tolte, anche come ad personam, qualora venga cambiato ruolo agli addetti, praticando di fatto un demansionamento unilaterale.
Per tutti questi motivi sul sistema della professionalità e di riconoscimento del IPR non è stata trovata una soluzione.

Salario variabile
Su questo capitolo si è trovata una possibile sintesi che divide il salario in due parti: una prima parte di salario variabile legato all’utile e al costo del lavoro e agli ammanchi inventariali, simile a quello precedente, da erogare a fine anno per un massimo di 1000 sul raggiungimento degli obiettivi; una seconda parte di salario variabile staccata dal resto e basata su obiettivi di vendite mensili che possa erogare quote di variabile da 30 a 50 al mese per tutti gli addetti fino ad un massimo di 600 annue.
Non è stata però condivisa la scelta dell’impresa di rendere questa parte mensile una indennità e non una quota di salario variabile, alternativa all’IPR, e non raggiungibile, dai lavoratori che concorrono per l’IPR. Inoltre, chi ha l’insufficienza nella scheda di valutazione contribuisce comunque al raggiungimento degli obiettivi di vendita del reparto o del Punto Vendita e non può essere discriminato.

Salario fisso aziendale
Nonostante la richiesta delle organizzazioni sindacali di mantenere vigente questo istituto anche per i nuovi assunti la cooperativa ha dichiarato la totale indisponibilità. Abbiamo valutato la possibilità di mediare su questa parte destinando ai lavoratori che non hanno premio aziendale fisso una quota maggiore di salario variabile oltre i limiti dell’utile aziendale. Questa richiesta però alla fine non è stata condivisibile perché ulteriormente penalizzante per i lavoratori vista la mancanza di un equilibrio complessivo su tutti gli altri istituti.

Da ultimo è incomprensibile l’indisponibilità della cooperativa a mantenere aperto il confronto con le organizzazioni sindacali per rinnovare il contratto integrativo oltre la data del 30 giugno visto che le trattative per il rinnovo del contratto nazionale non sono ancora iniziate e visto che non c’è nessuna scadenza di integrativo che pesa sulla trattativa visto che ad oggi la cooperativa applica un suo unilaterale regolamento. Inoltre su alcuni capitoli come relazioni sindacali, organizzazione del lavoro, lavoro domenicale e quadri direttivi la stessa cooperativa a dichiarato di voler rimandare il confronto ed è evidente quindi che i tempi a disposizione per il confronto ci sono ancora. La cooperativa ha dichiarato che il limite del 30 giugno per la conclusione trattativa è stato deliberato dal consiglio dell’impresa.
Le organizzazioni sindacali chiedono a Coop Estense di rivedere questa decisione per non sprecare il percorso fin qui fatto è di mantenere aperto il tavolo di trattativa, tornando con un mandato più ampio a trovare soluzioni in particolare su maggiorazioni domenicali, incrementi dei part time anche per il sud, salario fisso aziendale, quote di utile da destinare al variabile e IPR.
Verrà avviata nel frattempo una campagna unitaria di assemblee per aggiornare le lavoratrici ed i lavoratori sullo stato della trattativa.

Le Segreterie Nazionali
FILCAMS/CGIL- FISASCAT/CISL UILTuCS-UIL

Roma, 1 luglio 2013

Roma, 15 maggio 2013

Oggetto: Coop Estense – esito incontro trattativa 9 – 10 maggio

sin dall’inizio della ripresa della trattativa e in particolare negli incontri del 9 e 10 maggio u.s., Coop Estense ha esplicitato i propri obiettivi essenziali per addivenire all’Accordo:

Su questi 3 elementi fondamentali Coop Estense ha articolato una proposta dettagliata imponendo alle OO.SS. la necessità di definire un punto di intesa su questi temi, nodi veri del negoziato, per poi solo successivamente affrontare tutti gli altri contenuti del CIA.

La proposta di COOP ESTENSE:

IPR

MAGGIORAZIONI FESTIVO

Propongono un sistema crescente di maggiorazioni per il lavoro festivo e domenicale:

Disponibili a ragionare sulla necessità che le maggiorazioni vengano riconosciute anche per le festività infrasettimanali e in presenza di lavoro domenicale a negozio chiuso.

PREMIO AZIENDALE
Chiedono il superamento del Premio Aziendale definito dal precedente CIA per i neo assunti, proponendo una soluzione “una tantum” per i lavoratori che oggi ne hanno maturato solo una parte.

PART-TIME
Ci propongono, per la vigenza contrattuale, incrementi orari per 150.000 ore in pacchetti da 200 ore per singolo lavoratore (un totale di 750 lavoratori coinvolti). Pacchetti orari di incremento che propongono siano soggetti alle clausole elastiche.

Riteniamo vi sia la necessità che Coop Estense dimostri fattivamente la più volta dichiarata volontà di fare l’Accordo, attraverso un confronto negoziale che prima di tutto non può vedere escluse materie fondamentali per le condizioni di lavoro dei dipendenti, quali ad esempio l’Organizzazione del Lavoro, in particolare del lavoro domenicale.
Riuscire a definire regole condivise sul lavoro domenicale: quando e come si lavora, con che orari (turni unici o spezzati), quale programmazione, quale equa distribuzione dei carichi di lavoro e dei turni di lavoro festivo tra i lavoratori, quali festività si chiude, ecc… è per noi parte integrante di un accordo qualificante.

In termini economici, pur consapevoli di un sistema di regole cambiato in materia, riteniamo la proposta largamente insufficiente a garantire ai lavoratori il giusto riconoscimento del disagio del lavoro festivo.

Per quanto riguarda l’IPR abbiamo richiesto sia sperimentale (tra l’altro la stanno applicando solo in Emilia) e poiché strumento assolutamente innovativo e senza paragone alcuno nel panorama della contrattazione di secondo livello abbiamo richiesto che la quota fissa sia assolutamente molto vicina alle attuali Indennità di funzione, oltre che vi è la necessità di rivedere la definizione delle modalità di riconoscimento delle Indennità Speciali di Funzione (13 gg).
Abbiamo inoltre richiesto di rivedere la “pesatura” fatta dalla Commissione Inquadramenti alla luce della recente modifica organizzativa operata da Coop Estense, per valutare quanto e come cambiano le attività del personale coinvolto.

In materia di incrementi orari dei part-time consideriamo la proposta aziendale un primo importante passo verso le nostre richieste, ma riteniamo necessario continuare il confronto affinché si definiscano aumenti strutturali dell’orario di lavoro e che gli eventuali “pacchetti” siano soggetti alla programmazione plurisettimanale come per l’orario ordinario. Abbiamo altresì da definire modalità e criteri per individuare i dipendenti ai quali verrà proposto l’incremento orario.

Riteniamo inoltre affrontare congiuntamente il tema dell’Organizzazione del Lavoro per definire un sistema che concili maggiormente i tempi di vita e i tempi di lavoro dei dipendenti Coop Estense e che risponda alla disponibilità dichiarata dall’Azienda di andare verso la maggiore strutturazione degli orari di lavoro e al superamento dell’uso prevalente di part-time.

La proposta di superamento del Salario Aziendale la riteniamo inaccettabile perchè riduce il salario dei dipendenti e perchè inserisce gli ennesimi “doppi regimi” tra vecchi e nuovi assunti creando sempre maggiori divisioni tra lavoratori che operano nello stesso luogo di lavoro e svolgono le stesse mansioni.

Stiamo entrando in una fase delicata della trattativa e pur consapevoli delle notevoli distanze tra le OO.SS. e Coop Estense, abbiamo comunque ritenuto necessario richiedere all’Aziendale di evitare strappi e definizioni unilaterali delle materie di maggior importanza nella trattativa come accaduto negli ultimi due giorni di negoziato.
Inoltre abbiamo bisogno di mettere in campo, seppur in tempi molto limitati, una fase assembleare sullo stato della trattativa al fine di informare in modo adeguato le lavoratrici ed i lavoratori nonché di ricevere le loro opinioni, il loro contributo e le loro proposte.

p. La Filcams CGIL Nazionale
Alessio Di Labio

COMUNICATO SINDACALE

Il progetto denominato IPR è applicato unilateralmente dalla dirigenza di Coop Estense senza la condivisione delle organizzazioni sindacali.

La richiesta di rendere variabili le indennità di funzione e le indennità speciali di funzione, previste dal contratto integrativo, è stata presentata nella trattativa per il rinnovo.
La Filcams Cgil ha dato disponibilità a trattare e ad accogliere la richiesta dell’impresa di legare alle indennità gli obiettivi di vendita, sapendo che per la cooperativa questo è centrale nelle proprie strategie. Abbiamo però chiesto che fosse garantita comunque – non solo temporaneamente una quota fissa di indennità per la mansione svolta a prescindere dai risultati delle vendite, considerando che spesso le indennità compensano la mancata applicazione dei livelli di inquadramento previsti dal CCNL.

Abbiamo inoltre rifiutato che il raggiungimento delle indennità periodiche potesse essere legato alla scheda di valutazione individuale; su questo abbiamo sempre espresso la nostra contrarietà, non ideologica ma di merito:

La Filcams CGIL chiede il riconoscimento delle professionalità previste dal Contratto Nazionale e un sistema di indennità di funzione basato sulla effettiva mansione svolta.

Vogliamo un accordo che unisca le lavoratrici ed i lavoratori, che li faccia collaborare tra loro, per il bene di Coop Estense ed in coerenza con i principi cooperativi.

LA FILCAMS CGIL NAZIONALE

Roma, 9 novembre 2012

COMUNICATO SINDACALE

La Filcams Cgil ha chiesto a Coop EStense di sospendere la sperimentazione del progetto IPR perché, diversamente da quanto previsto dal contratto nazionale, non è stato condiviso e concordato con le organizzazioni sindacali.

Quello che la dirigenza della cooperativa chiede al sindacato non è quello che sta raccontando ai lavoratori.

La proposta di un nuovo sistema di indennità non è stata respinta dalle organizzazioni sindacali, abbiamo solo chiesto di trovare una soluzione condivisa che non è certo accogliere interamente le richieste dell’impresa.
In trattativa Coop Estense ha dichiarato che gli obiettivi di vendite a cui sono legate le indennità sono del 12% di incremento nel prossimo triennio 2012/2014. Confermando la nostra disponibilità a trattare sulla richiesta, abbiamo contestato l’irraggiungibilità di quello che l’impresa si prefissava in un periodo di così forte crisi e quindi abbiamo tentato un confronto per rivedere gli obiettivi e mantenere una parte fissa di indennità, Coop Estense non è stata disponibile.

È evidente che l’obiettivo della cooperativa é tagliare il costo del lavoro, ma la professionalità degli addetti non è una variabile di mercato.

Nel frattempo Coop Estense sta procedendo unilateralmente, ma quello che sta applicando non è ancora tutto quello di cui ha intenzione.
Durante la sperimentazione unilaterale del IPR la cooperativa sta riconoscendo comunque le indennità fisse del contratto integrativo, anche nel caso in cui non siano raggiunti gli obiettivi di vendite o ci siano valutazioni individuali negative. Ma cosa succede se il sindacato accoglie e sottoscrive la proposta? Coop Estense ci chiede di firmare un accordo in cui la parte fissa delle indennità sarà completamente cancellata!

La cooperativa dichiara che non vogliamo trattare, non è vero! La Filcams Cgil è sempre stata disponibile a trattare, lo ha dichiarato più volte e lo ha sempre dimostrato nei fatti, non ci pare che il contratto integrativo sia tutto a favore dei lavoratori o sia stato dettato per intero dai sindacati.

Vorremmo ricordare a Coop Estense l’enorme sacrificio che hanno dovuto fare i lavoratori di Puglia e Basilicata ex Carrefour. Vero è che Estense ha salvato il posto alle lavoratrici ed ai lavoratori che la multinazionale francese stava abbandonando. Vero anche che il prezzo che hanno dovuto pagare è stato alto, passare quasi tutti a part-time o essere demansionati , costretti a perdere salario e accettare a forza un modello organizzativo che poco si concilia con la vita privata delle persone! Alcuni lavoratori non hanno potuto fare un sacrificio così difficile e Coop Estense li ha licenziati! Nonostante questo le organizzazioni sindacali hanno gestito la vertenza e hanno trovato un accordo, se pur sofferto, con la cooperativa.

Con la stessa responsabilità la Filcams CGIL vuole rinnovare l’integrativo ma non è disponibile a prendere ordini!
La dirigenza di Coop Estense non può obbligarci a firmare ciò che non condividiamo. Si possono presentare delle proposte, ma si deve anche accettare che queste possano essere respinte o mediate.
Questo per noi è trattare! Questo per noi è rappresentare le lavoratrici ed i lavoratori!

LA FILCAMS CGIL NAZIONALE

Roma, 9 novembre 2012

Roma, 19 Marzo 2012

Il giorno 9 Marzo 2012 si è svolto l’incontro per la ripresa della trattativa con Coop Estense in cui la stessa ha ribadito la necessità di arrivare improrogabilmente al rinnovo del contratto integrativo entro la fine di Aprile.
Questo intento appare ancora molto distante se si prendessero in esame tutti i punti ancora sul tavolo della trattativa su cui Coop Estense chiede l’intesa con le OO.SS: inserimento della scheda di valutazione individuale per determinare indennità e salario variabile, rendere variabili i costi fissi legandoli agli obiettivi di vendita, ridurre le maggiorazioni domenicali per i nuovi assunti, eliminare il premio aziendale.
Nel coordinamento Filcams, tenutosi con i delegati presenti immediatamente dopo il confronto con l’azienda, si è deciso di confermare ancora aperto il negoziato nonostante le perplessità sulla possibilità di trovare un accordo di rinnovo del CIA a queste condizioni.
Essendo stata annullata la data del 21 Marzo, il prossimo incontro è previsto per i giorni 27 e 28 Marzo 2012.

Sono inoltre stabilite le seguenti date 12/13, 19/20, 26/27 Aprile 2012.

p. La Filcams CGIL Nazionale
Alessio Di Labio

COMUNICATO ALLE LAVORATRICI E AI LAVORATORI

COOP ESTENSE

Nell’incontro del 26 ottobre 2011 con Coop Estense, le parti, a pochi giorni dalla scadenza dei tempi previsti dall’accordo di transizione del 10 gennaio, hanno preso atto che non vi sono ancora le condizioni per rinnovare il contratto integrativo aziendale.

Le Organizzazioni Sindacali e Coop Estense hanno così concordato di prorogare l’accordo di transizione, scadente alla fine di ottobre 2011, al 30 aprile 2012.

Tale proroga ovviamente non interessa gli incrementi di orario e le assunzioni a tempo indeterminato che lo stesso accordo prevedeva dovessero avvenire entro il 31 Ottobre.

La decisione di prorogare l’accordo tiene in considerazione l’aggravarsi della situazione politica ed economica del paese, nonché lo stato di indeterminatezza della vertenza per il rinnovo del CCNL. Soprattutto le parti hanno constatato che sui temi che sono sul tavolo della trattativa si registrano ancora notevoli distanze.

Abbiamo espresso all’azienda diverse perplessità in riferimento alla previsione di incremento delle vendite del 12,5% in tre anni. Azienda che su tale previsione propone un sistema di obiettivi con cui rivedere salario variabile, indennità di funzione e speciali di funzione. Le nostre perplessità sono legate anche all’ipotesi che a questo sistema di obiettivi sia legato il percorso di stabilizzazione di 300 tempi determinati, nonché gli incrementi di orario di 1000 part-time. Resta inoltre la nostra assoluta contrarietà alla proposta aziendale di introdurre la scheda di valutazione individuale come strumento per determinare l’erogazione di quote di salario. Infine non è condivisibile la richiesta di rivedere le maggiorazioni domenicali ed il premio aziendale.

Abbiamo quindi dichiarato a Coop Estense che la proroga dell’accordo di transizione non può essere considerata un nuovo riavvio della trattativa.

Ci aspettiamo quindi, al fine di una positiva chiusura della vertenza, che alla ripresa del tavolo l’impresa rimuova le istanze su cui abbiamo più volte dichiarato, in questi anni, totale indisponibilità.

La Filcams Nazionale

Roma, 3 novembre 2011

Testo Unitario

Il giorno 22 e 23 Settembre 2011 si è svolto l’incontro previsto per il rinnovo del contratto integrativo aziendale di Coop Estense.
Il tavolo ha avuto la possibilità di confrontarsi sui lavori svolti dalle commissioni salute e sicurezza, classificazione ed organizzazione del lavoro.
La commissione salute e sicurezza ha portato un risultato condiviso dalle parti, in particolare per il metodo con cui ci si è approcciati al tema degli infortuni ed delle prescrizioni.
In particolare la commissione ha lavorato partendo dai dati di alcune unità produttive prese come riferimento, cercando cause e concause degli infortuni, e sulla base di questo ha proposto di individuare percorsi di sostegno, anche nei singoli reparti, che abbiano il fine di formare ed informare i lavoratori.
Sulle prescrizioni la commissione ha presentato un’analisi dei dati altrettanto dettagliata ma è stata registrata una ovvia maggiore difficoltà di tentare di individuare cause e concause che possano essere ricondotte all’ambiente ed al luogo di lavoro, nonché all’attività svolta, le parti hanno comunque condiviso la necessità di proseguire in questa direzione. È stata inoltre valutata la possibilità rendere strutturale la commissione all’interno dell’eventuale rinnovo.
La commissione classificazione ha consegnato un risultato molto complesso, sulla base degli item condivisi sono stati analizzate e valutate 521 figure diverse, con un metodo simile a quello utilizzato nella commissione del precedente rinnovo ma con un approccio più mirato che ha considerato maggiormente le articolazioni territoriali e di unità produttiva.
Su questo tema le OO.SS., pur apprezzando il lavoro svolto, che consegna al tavolo uno strumento riutilizzabile, hanno dichiarato la necessità di fare una ulteriore verifica dei pesi dati alle singole figure, di eventuali figure non contemplate dalla commissione e di fare un confronto con la classificazione contenuta nel vigente contratto integrativo.
Più parziale per la complessità dell’argomento, ma comunque utile è stato il lavoro svolto dalla commissione organizzazione del lavoro. Gli ambiziosi obiettivi che abbiamo affidato alla commissione, (dare stabilità agli orari di lavoro, prevenire le necessità di flessibilità, incrementare l’orario dei part-time), necessitano di ulteriori riunioni della stessa, si è deciso quindi di posticipare la valutazione del lavoro fin qui svolto ai prossimi incontri.
Nel complesso il lavoro svolto dalle tre commissioni tecniche dimostra di essere un valido supporto al tavolo della trattativa, anche se va ancora fatta una accurata valutazione politica dei risultati.
La trattativa riprenderà il giorno 6 ottobre a partire dalle ore 10.30 a Modena presso UNA Hotel in Via Settembrini, 10 loc. Baggiovara e proseguirà il 7 ottobre.

p. la Filcams Cgil Nazionale
A. Di Labio