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Segreterie Nazionali

Roma, 13 settembre 2018

Oggetto: richiesta incontro congiunto e proclamazione sciopero.

Via Pec/e-mail

                                  Spett.le
                                  MISE
                                  Via Molise,2
                                  00187 Roma

                                  Coop Alleanza 3.0
                                  Via Villanova,29/7
                                  40055 Villanova di Castenaso (BO)

                                  Unicoop Tirreno
                                  S.S. Aurelia, Km237
                                  57025 Frazione Ritorto/Piombino (LI)

Le scriventi Filcams CGIL, Fisascat CISL e UILTuCS chiedono al Ministero dello Sviluppo Economico di convocare un tavolo congiunto di Unicoop Tirreno e Coop Alleanza 3.0. Oltre infatti alla critica vertenza dell’Ipercoop di Avellino è sopraggiunta la dichiarazione di Unicoop Tirreno di voler cedere otto punti vendita del Sud del Lazio, questo aggrava le preoccupazioni sul disinvestimento della cooperazione nei territori del Sud del Lazio e in Campania e sul futuro occupazionale di centinaia di lavoratrici e lavoratori.
Le voci sull’imminente cessione dei punti vendita di Unicoop Tirreno si era diffusa nelle settimane passate così come quelle che coinvolgono ancora oggi l’Ipercoop di Aprilia di DCS, il timore quindi che ci sia un piano già stabilito di progressivo abbandono di questi territori è sempre più fondato e di fatto in corso. Unicoop Tirreno ha inoltre annunciato di voler disconoscere la contrattazione integrativa vigente e di avere criticità rilevanti in altri 18 punti vendita del Lazio, della Toscana e dell’Umbria, oltre ad un importante numero di esuberi ancora presenti nella sede di Piombino che potrebbero aumentare proprio in virtù della cessione o della chiusura di altri punti vendita.
Unicoop Tirreno (che è presente nel Lazio attraverso Distribuzione Lazio Umbria, controllata al 100%) e Distribuzione Centro Sud (di proprietà per il 70% di Coop Alleanza 3.0 e per il 30% di Unicoop Tirreno) hanno da tempo intrapreso una collaborazione su questi territori, hanno in comune la piattaforma logistica di Anagni, gestita da Centrale Adriatica (controllata di Coop Alleanza 3.0), che rifornisce i punti vendita di entrambi le imprese nonché strategie commerciali coordinate. Nel Lazio si intreccia anche la presenza di Distribuzione Roma (società a marchio Coop controllata al 100% ancora una volta da Coop Alleanza 3.0).
Filcams CGIL, Fisascat CISL e UILTuCS ribadiscono pertanto la necessità di avere un confronto congiunto che affronti complessivamente la presenza e il futuro della Coop in questi territori. Le scriventi OO.SS., dando seguito allo stato di agitazione già proclamato in entrambi le imprese, annunciano lo sciopero per l’intera giornata del 26 settembre 2018 di tutte le lavoratici ed i lavoratori di DCS e di Unicoop Tirreno.

In attesa di riscontro, porgiamo distinti saluti.

p.la FILCAMS/CGIL p.la FISASCAT/CISL p.la UILTuCS
A. di Labio V. Dell’Orefice P. Andreani

Roma, 31 luglio 2018

I giorni 24 e 30 luglio u.s si è svolto l’incontro con Coop Alleanza 3.0, si è svolto il confronto e si è raggiunto l’accordo sul tema del franchising con particolare riferimento all’imminente investimento in Puglia e Basilicata e sulla gestione dei 14 punti vendita che saranno dismessi entro il 2018.
FRANCHISING
Da quanto rilevato, la trattativa per il contratto di Master Franchising con un imprenditore locale in Puglia e Basilicata è ad uno stato avanzato ed è presumibile che verrà chiuso a breve.
L’accordo di Master Franchising dovrebbe essere decennale e prevedrebbe sia il Franchising diretto che l’affiliazione da parte del Franchisee. Anche se è ormai noto a tutti, l’impresa non ha ufficializzato il nome della società interessata, al contempo in trasparenza ci ha presentato quale sarebbe la presenza nelle varie province dei 104 punti vendita in Franchising, di cui 44 diretti e 60 affiliati, come di seguito riportato:

Provincia Diretti Affiliati
Foggia 7 14
BAT 7 2
Bari 19 14
Taranto 8 1
Brindisi 2 2
Lecce 1 24
Matera - 3

Secondo la cooperativa il mercato della Puglia e Basilicata è molto frammentato ma si è avviato un percorso di polarizzazione, ad oggi Coop Alleanza 3.0 è presente solo con la rete Ipermercati e con un supermercato, si ritiene pertanto che l’operazione del Master Franchising dovrebbe portare benefici sui seguenti aspetti:

    ·Ampliamento della presenza del marchio e del prodotto

    ·Acquisizione di quote di mercato

    ·Capacità di sviluppare sinergie che rafforzano tutta la rete vendita

    ·Flessibilità di investimento anche tramite l’affiliazione

    ·Limitare la crescita della concorrenza

Secondo la cooperativa il Franchisee sarebbe vincolato a rispettare:

    ·Norme Igienico sanitarie

    ·Il CCNL di settore sottoscritto dalle OO.SS. maggiormente rappresentative

    ·Le normative sul commercio sia nazionali che locali

    ·Le norme urbanistiche

    ·Le norme sull’utilizzo dei marchi

Per quanta riguarda le sovrapposizioni presenti nelle varie province la cooperativa dichiara che esperienze passate di vicinanza con l’acquisizione di punti vendita preesistenti dimostrano il reciproco rafforzamento delle vendite, dichiara che comunque non sarà possibile utilizzare la tessera socio nella rete franchisee, in cui ci sarà una carta fedeltà apposita.
La Filcams CGIL, coerentemente con il mandato del coordinamento nazionale del 16 luglio 2018 ha manifestato la propria contrarietà agli investimenti fatti nel Franchising dalla cooperativa. Sulla base delle molte esperienze fatte in altre imprese si rilevano molte criticità sul riconoscimento della rappresentanza sindacale e sulla frammentazione della stessa con evidenti ripercussioni sull’applicazione e il rispetto della contrattazione nazionale.
Come dichiarato alla cooperativa, nel caso di cessione di rete diretta in franchising la Filcams si opporrebbe con ogni mezzo come già è avvenuto in altre imprese del sistema cooperativo.
Nel caso della Puglia e della Basilicata è necessario considerare che i consuntivi 2015 e 2016 sono sostanzialmente in linea con il budget mentre per il 2017 ha perso oltre 21 milioni di euro, 8 milioni di ulteriori perdite rispetto agli anni precedenti e il trend gennaio-giugno 2018 non evidenzia margini di miglioramento. La Filcams, nel ribadire la forte preoccupazione già espressa in occasione del bilancio consuntivo sul drastico peggioramento delle vendite riconducibile ad errori importanti nelle politiche commerciali, ha richiamato l’intervento di Paolo Cattabiani all’incontro del 5 maggio 2018, che ha garantito per il futuro una tenuta maniacale dei punti vendita, ma questo appare in netta contrapposizione con il taglio delle ore lavorate e la conseguente assenza della merce a scaffale. I lavoratori, i soci e i clienti che frequentano i supermercati e gli ipermercati Coop da tempo lamentano che la mancanza di prodotti in promo e nel continuato, sta allontanando i clienti.
Il timore che l’arrivo dei 104 punti vendita in franchising possa ulteriormente mettere in difficoltà le vendite degli Ipercoop della Puglia e della Basilicata non può quindi risolversi con la semplice dichiarazione dell’impresa che non ci sono rischi. La Filcams ha quindi richiamato l’accordo di salvaguardia occupazionale sottoscritto nel 2015, richiedendo alla cooperativa un impegno formale alla garanzia dei livelli occupazionali anche per il piano industriale in corso, diversamente l’accordo non avrebbe più efficacia.
La Filcams ha richiesto alla delegazione aziendale un impegno concreto a far applicare e rispettare al franchisee i Contratti Nazionali firmati dalle OO.SS. Confederali sia nei negozi in rete diretta che in quelli affiliati allo scopo di tutelare l’occupazione ed evitare dumping al ribasso del Costo del Lavoro, ricordando che nei mesi precedenti in due diverse occasioni l’imprenditore in trattativa per il Master Franchising è stato due volte condannato per condotta antisindacale.
Coop Alleanza 3.0 dichiara che se non saranno rispettati i vincoli contenuti nel contratto di affiliazione dal partner commerciale, è prevista la rescissione del contratto stesso. La dirigenza della cooperativa dichiara inoltre che l’operazione franchising non è l’anticamera della cessione dei punti vendita Coop, è anzi un sistema per rimanere sul territorio e consolidare i valori cooperativi.
Dalle strutture territoriali della Puglia arriva inoltre la segnalazione che i lavoratori dei 104 punti vendita fin qui menzionati, avendo contemporaneamente appreso dell’eventualità di lavorare sotto il marchio Coop, hanno maturato aspettative importanti per il miglioramento delle proprie condizioni di lavoro, e in tal senso hanno avanzato richieste attraverso le rappresentanze che la Filcams ha in questi punti vendita.

Sulla base di questa discussione è stato trovato un accordo sui seguenti punti:

    ·Garanzia dei livelli occupazionali per tutto il piano industriale per i dipendenti della Puglia e Basilicata coerentemente all’applicazione dell’accordo del 2015.

    ·Garanzia che i punti vendita diretti non saranno ceduti.

    ·Applicazione dei contratti nazionali del terziario per tutta la rete Franchising per evitare dumping contrattuale con la rete diretta e riconoscere i diritti ed il salario dovuti anche ai lavoratori del Franchising.

    ·Incontri periodici per la verifica degli andamenti delle vendite in comparazione tra rete diretta e rete franchising.

PUNTI VENDITA IN DISMISSIONE
Considerate le criticità del bilancio consuntivo in particolare nella gestione caratteristica, il piano industriale presentato dall’impresa cooperativa prevede tra le leve d’intervento la possibile dismissione di 24 punti vendita di cui 14 entro la fine del 2018. All’inizio del confronto erano stati dichiarati 30 punti vendita critici ma su alcuni si è deciso di mantenerli aperti e di intervenire solo per renderli sostenibili.
La Filcams CGIL ha richiesto di conoscere quali siano i punti vendita che verranno dismessi ma la cooperativa ha dichiarato che non essendo ancora stati decise le date e dovendo gestire la comunicazione con i soci non è in condizione di fornirci l’informazione dettagliata.
La Filcams CGIL già dal confronto che ha riguardato il progetto rete ha contestato alla cooperativa di agire unilateralmente nei confronti dei lavoratori e per questo ha chiesto di trovare un accordo quadro per la gestione delle dismissioni che consenta di avviare un confronto a livello territoriale su tutti gli aspetti che conseguono alla dismissione.
L’accordo sottoscritto prevede innanzitutto che le dismissioni non avranno nessun impatto sull’occupazione. Verrà pertanto convocato un tavolo territoriale con almeno 60 giorni di anticipo rispetto la data di chiusura del punto vendita e a quel livello si individueranno le migliori condizioni di ricollocazione dei lavoratori.

In merito all’eventualità di cessione dei punti vendita la cooperativa ha garantito di ricollocare comunque i lavoratori nella propria rete vendita ad eccezione di cessioni fatte verso imprese della distribuzione cooperativa. Questa impostazione non poteva essere condivisa e formalizzata dalle organizzazioni sindacali e la discussione è demandata di volta in volta ai confronti territoriali sapendo che l’accordo prevede che comunque è previlegiato lo strumento della ricollocazione in caso di cessione.
Il confronto territoriale dovrà da ultimo verificare che le richieste di flessibilità della cooperativa, volte a creare maggiori spazi di ricollocazione, siano realmente necessarie.

I due accordi sottoscritti assumono un importante passo in avanti verso la necessità più volte dichiarata di governare le varie fasi del complesso piano industriale della cooperativa e di evitare che la stessa agisca unilateralmente. Anche il demando territoriale rappresenta un importante precedente per riconquistare un ruolo del livello locale che l’eccessivo spostamento delle relazioni sindacali a livello nazionale ha impoverito. L’obiettivo principale conquistato è evidentemente quello della salvaguardia occupazionale nonostante le criticità che il consuntivo ha palesato.

p. La Filcams CGIL Nazionale
Alessio Di Labio

Roma, 22 giugno 2018

In data 21 giugno si è svolto l’incontro tra le OO.SS. e Coop Alleanza sul tema franchising.
È stato illustrato il progetto di sviluppo nell’area Sud e Isole attraverso una rete di Master Franchising che sarà operativa da gennaio 2019. Il contratto in franchising classico e in Master franchising permette ad imprenditori non cooperativi di vendere i prodotti a marchio Coop; questa possibilità viene data a fronte di un contratto stipulato tra Coop Alleanza 3.0 (affiliante) e una Società Diversa (affiliato) che paga all’affiliante un compenso economico ( royalties).
Il modello franchising classico è un rapporto, disciplinato da un contratto, tra due imprenditori giuridicamente ed economicamente indipendenti che iniziano una collaborazione con lo scopo di commercializzare gli stessi prodotti.
Coop Alleanza dichiara che utilizzerà il sistema di franchising classico nelle regioni: Veneto, Abruzzo e Marche che hanno una densità di negozi più bassa rispetto ad altre regioni.
Il Master Franchising è un rapporto tra imprenditori più complesso rispetto al modello classico, questo sistema di affiliazione può prevedere più rapporti di affiliazione; la Società Diversa che intraprende il percorso di vendita dei prodotti a marchio Coop può a sua volta creare Nuovi Imprenditori (sub-affiliati) che a loro volta commercializzano il prodotto a marchio Coop.
La Cooperativa prevede una prima affiliazione in Master Franchising con l’insegna “Affiliato Coop” di circa 100 punti vendita sul territorio pugliese che variano dai 250 ai 1000 mq di superficie nei quali non sarà possibile l’utilizzo della carta socio. Il fornitore dei prodotti a marchio è Coop che ne consiglia il prezzo di vendita ma la Società Diversa potrà applicare il prezzo che reputa migliore.
La Filcams CGIL ha espresso molte perplessità sull’importante investimento che la cooperativa sta per fare nel Franchising, sia per l’esposizione del marchio che sarebbe affidato ad imprenditori estranei al sistema cooperativo, sia perché spesso dietro al franchising la mancata applicazione dei Contratti Nazionali e il mancato rispetto delle relazioni sindacali, il tutto a scapito dei lavoratori.
Nell’imminente preoccupa la tenuta complessiva degli ipermercati della Puglia e di Matera, che già da anni hanno una sostenibilità critica essendo un format di difficile tenuta. L’impresa dichiara che l’affermazione del marchio Coop con una maggiore presenza nel territorio dovrebbe fidelizzare maggiormente i clienti e quindi incentivare anche le vendite degli Iper, diversamente se la rete vendita dell’imprenditore locale dovesse trovare un alleanza con un altro competitor autorevole per gli Ipercoop sarebbe più complicato difendere le vendite. Le preoccupazioni per la Filcams CGIL permangono in quanto le quote di mercato sono complessivamente in contrazione e in alcune province come Bari e Taranto la sovrapposizione potrebbe spostare vendite verso la rete in franchising, considerato anche che ci sarebbero politiche di offerta commerciale e di prezzo autonome. Non è stato possibile approfondire i dettagli e le conseguenze dell’operazione in quanto essendoci una trattativa aperta le informazioni sono ancora riservate. Al contempo Coop Alleanza ha dato disponibilità ad avviare un confronto al fine di garantire il rispetto delle norme contrattuali e di legge nella rete franchising ma resta aperta la questione della tenuta occupazionale degli Iper.
Pu non essendo all’ordine del giorno le Organizzazioni Sindacali hanno duramente contestato la decisione di chiudere l’Ipercoop di Avellino, nonché denunciato i timori per il destino della rete vendita di tutta Distribuzione Centro Sud. Nella convinzione di sostenere a livello nazionale la vertenza di Avellino, la Filcams CGIL, unitamente a Fisascat e Uiltucs, ha dichiarato la convocazione di un nuovo tavolo nazionale e ha annunciato una nova mobilitazione che interesserà tutta DCS.
Il prossimo incontro con Coop Alleanza 3.0 per proseguire sul tema del Franchising ed affrontare la questione dei 24 punti vendita critici è previsto per il 6 Luglio 2018 a Bologna con inizio dei lavori alle ore 11.30 e chiusura alle 18.00.

p. La Filcams CGIL Nazionale
Alessio Di Labio

Roma, 19 ottobre 2017

Oggetto: formazione obbligatoria ai sensi della 81/08


Spett.le
Coop Alleanza 3.0
c.a Direzione del personale
Milco Traversa
Via Villanova, 29/7
40055 Villanova di Castenaso (BO)
Posta.certificata@pec.coopalleanza3-0.it

In merito alla vostra comunicazione, inviata alle segreterie nazionali e diffusa alle lavoratrici e ai lavoratori vostri dipendenti, inerente la formazione obbligatoria ai sensi del D.lgs. 81/08 tramite elearnig, la Filcams CGIL segnala quanto segue. Accertato che l’e-learnig sia previsto dall’accordo stato regioni è interesse della scrivente accertare che tutte le lavoratrici ed i lavoratori siano nelle condizioni di fruire della formazione obbligatoria.
Non ci risulta che siano state svolte indagini per accertare che tutte le lavoratrici ed i lavoratori abbiano le possibilità di accesso alle tecnologie impiegate e che abbiano familiarità con l’uso delcomputer. Da quanto abbiamo verificato è plausibile che alcuni dipendenti della cooperativa non abbiano a propria disposizione gli strumenti necessari per la formazione e-learning ne familiarità con gli strumenti o che eventualmente debbano sostenere dei costi per la connessione necessaria.
Pertanto vi chiediamo di mettere a disposizione delle lavoratrici e dei lavoratori strumenti e risorse utili per garantire la fruizione della formazione e vi chiediamo in quale modo sia possibile garantire ai lavoratori che non hanno familiarità con gli strumenti l’accesso alla formazione.
Appreso che le 6 ore di e-learning verranno retribuite, vi chiediamo chiarimenti rispetto a quanto previsto dallo stesso decreto 81/08 inerente lo svolgimento della formazione in orario di lavoro.
Cautelativamente, non avendo potuto approfondire le materie oggetto della formazione, vi segnaliamo che non è possibile la formazione e-learning, specifica o di aggiornamento, per quelle mansioni a medio o alto rischio presenti nelle vostre unità produttive. Inoltre segnaliamo che più complessivamente sarebbe utile avere dei momenti specifici di confronto organico sulla formazione in programma che consenta di condividere preventivamente fabbisogni, obiettivi e modalità.

Distinti saluti

p. La Filcams CGIL Nazionale
Alessio Di Labio

Roma, 3 luglio 2017

Testo Unitario

Il 3 luglio a Roma si è svolto l’incontro con Coop Alleanza 3.0 per la verifica del grado di raggiungimento del salario variabile per l’anno 2016. Come potrete notare dalle slide che vi allego si conferma quanto previsto a preventivo e il premio viene raggiunto in quei territori che avevano un utile netto di gestione, mentre pur in presenza di miglioramenti da parte di alcuni territori previsti in negativo, questi non sono tali da raggiungere almeno l’1% di incidenza sull’ammontare delle vendite.
Naturalmente questo conferma tutte le preoccupazioni sull’andamento complessivo dell’impresa che ha peggiorato il disavanzo previsto in preventivo passando da – 31 milioni a – 38 milioni, e pur con tutte le criticità del caso (su cui avremo modo di confrontarci già dal prossimo incontro aziendale ) questo meccanismo ha riconosciuto comunque quote di salario aggiuntivo che altrimenti non sarebbero stati redistribuiti.
Naturalmente il premio sarà riproporzionato sostanzialmente in tutti i territori che lo hanno raggiunto per poter rimanere dentro il 15% del risultato netto quale quota massima erogabile. Comunque le slide contengono tutte le informazioni relative ai pv che lo hanno raggiunto e con quali obiettivi (risultato netto pv, vendite e produttività). Nelle slide i territori rientranti nell’area contrattuale di Coop Adriatica RMA troveranno l’esito di quella parte di salario legato all’indicatore previsto dal CIA sul lavoro domenicale. Ricordo a tutti che il salario variabile sarà riconosciuto nella busta paga della mensilità di giugno.
Nell’incontro prossimo si proseguirà il confronto per eventuale proroga del salario variabile per il 2017, che è previsto per il prossimo 11 luglio a Bologna alle 14.00, vi invieremo conferma.

p. La Filcams CGIL Nazionale
Alessio Di Labio

Roma, 6 giugno 2017

Il prossimo incontro con Coop Alleanza 3.0 si terrà a Bologna il 12 giugno 2017 e avrà all’ordine del giorno il “Progetto Rete”: il nuovo modello organizzativo unico per tutta la rete vendita che impatta prevalentemente sulle figure intermedie e sui quadri e direttivi.

Il nuovo modello organizzativo dovrebbe, secondo l’impresa, superare completamente le funzioni precedenti sostituendole con nuovi ruoli non comparabili. Se pur è positivo che la dirigenza si occupi di uniformare l’organizzazione ed è apprezzabile che ci siano lavoratrici e lavoratori che hanno l’opportunità di una crescita professionale, da quanto sta emergendo a livello territoriale questa operazione sta determinando una moltitudine di trasferimenti e di cambio di ruolo che stanno generando un diffuso malcontento tra le lavoratrici ed i lavoratori. L’assegnazione dei nuovi ruoli è fatta unilateralmente e discrezionalmente dall’impresa senza alcun accordo sindacale e alcuni lavoratori vengono rimossi dal ruolo che coprivano in base ad una valutazione negativa delle competenze e delle potenzialità che spesso non viene argomentata.

Nell’ultimo incontro abbiamo posto all’impresa la volontà di accordare regole certe per governare la riorganizzazione e per tutelare le lavoratrici ed i lavoratori coinvolti. Per la Filcams CGIL le condizioni per fare un accordo partono innanzitutto da una verifica dell’impatto quantitativo della riorganizzazione, è utile sapere quanti e quali sono i ruoli obsoleti e quanti e quali sono i nuovi ruoli, con specifico accordo sui livelli di inquadramento assegnati su cui sarà opportuno verificare la coerenza con il contratto nazionale e la contrattazione integrativa vigente; è fondamentale sottolineare che le RSA/RSU stanno segnalando più casi di demansionamento, la Filcams CGIL dichiara che firmerà un accordo solo se esclude esplicitamente i demansionamenti.

Su queste basi riprenderà il confronto il giorno 12 giugno a Bologna, siamo in attesa che l’impresa ci comunichi il luogo preciso. La delegazione è convocata come con la stessa composizione degli ultimi incontri. Vi comunichiamo inoltre che l’impresa ci ha manifestato la necessità di erogare il salario variabile nel mese di luglio come da nota allegata.

p. La Filcams CGIL Nazionale
Alessio Di Labio

Roma 05 12 2016

Il giorno 30 Novembre 2016 si è svolto l’incontro con Coop Alleanza 3.0. All’ordine del giorno il confronto sul regolamento aziendale, il progetto e-commerce Digitail, il progetto Ottici, le relazioni sindacali, inoltre un aggiornamento sugli eventi sopraggiunti quali l’incendio al magazzino di San Vito in Tagliamento e il sequestro del centro commerciale di Foggia.

Digitail

L’impresa ci ha presentato l’importante investimento sulle vendite online dei prodotti grocery e freschi tramite la controllata Digitail. L’online sarà un canale separato dal retail ed avrà linee di prezzo diversificate, un’apposita logistica che sarà affidata in appalto ad Alma, la società che si occupa oltre che di logistica anche di somministrazione di lavoro. Vista la particolarità del settore lo sviluppo del software e la pianificazione e la gestione delle consegne sarà affidata alla società Milkman, che in un rapporto strutturale con Coop Alleanza 3.0 dovrà garantire un servizio di efficacia e puntualità. Oltre ad un prezzo conveniente saranno previste fasce di servizio diversificate con prezzi articolati.

L’investimento inizierà da Roma in quanto particolarmente popolata, con l’apertura di un magazzino in zona Tiburtina. Dopo Roma è previsto nel 2017 un ulteriore investimento in Emilia ed in Veneto. Ci si aspetta che passata la fase di start up, il magazzino gestisca un fatturato di 35/40 Milioni di euro, con un organico fatto da 12 dipendenti diretti, prevalentemente con ruoli direttivi e di responsabilità a cui sarà applicato il contratto della distribuzione cooperativa, 40/50 addetti in appalto per la movimentazione della merce a cui sarà applicato il CCNL facchinaggio e logistica sottoscritto da Legacoop e 40 autisti che lavoreranno per conto di Milkman.

Le organizzazioni ritengono l’investimento coerente con le trasformazioni del mercato il quale sempre di più si sta spostando sull’online. Ritengono altresì una criticità che questo venga fatto prevalentemente in appalto, in una fase in cui il nuovo investimento avrebbe potuto essere un’opportunità di alleggerimento degli organici di rete vendita soprattutto in territori come Roma. Inoltre il percorso di canali separati tra online e negozi presenta alcuni rischi, sia perché può produrre fenomeni di spostamento del fatturato a scapito della produttività dei negozi, sia perché l’articolazione dei prezzi sullo stesso territorio può creare problemi di fiducia con il consumatore. L’impresa ritiene che il fatturato dovrebbe complessivamente aumentare e non cannibalizzare quello dei negozi e che la diversificazione dei prezzi è già praticata dalla cooperativa da un territorio all’altro e quindi inevitabile in una gestione multicanale.

Le parti hanno condiviso la possibilità di concordare un accordo o un protocollo che affronti i vari aspetti e le varie fasi del progetto, oltre alla necessità di avere un costante confronto sulle dinamiche occupazionali e di fatturato che si determineranno.

Magazzino San Vito in tagliamento

Lo scorso giovedì 24 Novembre 2016 è avvenuto un incendio nel magazzino di Centrale Adriatica a San Vito in Tagliamento in Friuli Venezia Giulia che serviva l’area nordest della rete vendita: la parte dei deperibili è andata completamente a fuoco mentre la parte dei generi vari non ha apparentemente subito danni ma si è in attesa della verifica di agibilità da parte dei vigili del fuoco. Al momento è impossibile sapere quali saranno i tempi di ripristino della struttura. Nel magazzino sono occupati 62 dipendenti diretti e circa 100 dipendenti di terzi. Le parti si sono attivate per valutare l’utilizzo della cassa integrazione, nel frattempo con molte difficoltà si sta cercando di garantire il rifornimento dei negozi dai magazzini più vicini.

Foggia Incoronata

Il giorno 30 Novembre 2016 avrebbe dovuto aprire l’Ipermercato nel nuovo centro commerciale di Foggia ma è stato posto sotto sequestro per motivi che ancora non sono stati ufficializzati neanche a Coop, dalla stampa abbiamo appreso che ci sarebbero stati degli illeciti nella bonifica dell’area ex zuccherificio e nel rispetto delle normative per la costruzione del centro commerciale.

L’ipermercato avrebbe in forza 62 dipendenti di cui 5 quadri e direttivi, 3 addetti somministrati, 2 farmacisti somministrati, 3 ottici somministrati, 49 dipendenti trasferiti dall’altro Ipercoop di Foggia. I trasferimenti sono stati dunque bloccati e per gli ottici e i farmacisti in somministrazione è stato proposto di svolgere attività in trasferta verso Barletta, Andria e Trani con rimborso dei costi di trasferta come previsto dalla contrattazione. Parte della merce che era già stata allestita è stata recuperata, in particolare i freschi e gli articoli della ricorrenza natalizia.

Al momento non ci sono notizie sulla possibilità e sui tempi di riapertura del centro commerciale. La proprietà si è attivata per chiedere al giudice l’uso dei locali pur permanendo il sequestro. Se non ci fosse questa possibilità, il problema principale è il rientro dell’importante investimento, criticità che riguarda Coop come le altre aziende che erano pronte ad aprire il 30 novembre.

Trenkwalder

Particolarmente complessa la vicenda di Trenkwalder, l’agenzia per il lavoro che nel mese di Ottobre ha presentato presso il tribunale di Modena istanza di concordato preventivo in bianco per una improvvisa mancanza di liquidità.

In Coop Alleanza 3.0, e nelle varie partecipate e controllate dalla stessa, lavoravano circa 600 somministrati. Le retribuzioni di settembre sono state tutte saldate mentre restano ancora sospese le retribuzioni di una parte di ottobre. Un successivo accordo con le organizzazioni sindacali ed il commissario di Trenkwalder ha indirizzato le aziende in cui operano i somministrati a subentrare in solidarietà per il pagamento delle spettanze. Nonostante questo la situazione per i somministrati di Coop 3.0 non si è ancora risolta in quanto Trenkwalder non ha ancora inviato alla cooperativa i calcoli di quanto dovuto, a questo si aggiunge un’incertezza rispetto a quanto sarebbe dovuto per i contributi del 2016, per le trattenute fiscali e per l’eventuale mancato preavviso per i lavoratori dimissionari che al momento del licenziamento non avevano spettanze pregresse, e quindi non avrebbero i criteri per le dimissioni per giusta causa.

Coop Alleanza 3.0 ha dichiarato che Trenkwalder si è impegnata ad inviare i calcoli esatti delle spettanze dei lavoratori entro il 5 Dicembre 2016, da questa data la cooperativa si è impegnata ad erogare almeno quanto dovuto direttamente ai lavoratori, tale impegno sarà formalizzato nei prossimi giorni in un verbale tra le parti.

Ottica

Come noto è stato avviato dalla cooperativa il progetto di investimento nei punti vendita ottica. Nel 2016 sono già stati aperti 9 PV9 punti vendita a Copparo, GrandEmilia, Matera, Brindisi, Taranto, Bari S. Caterina, Bari Japigia, Andrea Costa, Torri D’Europa, nel 2017 apriranno altri 30 punti vendita nel 2018 30 punti vendita e ancora 2 nel 2019, per un totale di 71 PV.

Saranno coinvolti nel piano di formazione per conseguire le competenze necessarie 61 lavoratrici e lavoratori di cui 25 seguiranno i corsi presso l’istituto IRSOO di Vinci a Firenze e altri 36 presso l’Istituto Zaccagnini di Bologna. I corsi impegneranno le lavoratrici e i lavoratori che sono stati selezionati sulla base delle candidature individuali per più di 1000 ore nel biennio e dovranno contribuire con una quota a loro carico per una parte delle spese e impegnare in parte il proprio tempo per seguire le lezioni in aula.

Abbiamo duramente contestato alla cooperativa la modalità con cui è stato posto l’argomento all’attenzione delle organizzazioni sindacali in quanto, pur ritenendo assolutamente positivo l’investimento e l’opportunità di crescita professionale, alcuni elementi sono stati gestiti in una modalità inadeguata e confusionaria: innanzitutto non è stata data la possibilità di candidarsi a tutti i dipendenti della cooperativa, nonostante i corner ottica riguarderanno tutta la rete iper; non sono stati considerate con attenzione le ricadute sull’organizzazione del lavoro nel determinare che metà delle ore di corso debbano essere fatte fuori orario di lavoro.

La prima criticità ha determinato un malcontento tra alcuni lavoratori che si sono sentiti discriminati rispetto la possibilità di accedere a dei percorsi di crescita professionale.

Per quanto concerne la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro risulta praticamente impossibile gestire più di 250 ore di corso annue fuori orario di lavoro e garantire contemporaneamente lo svolgimento del normale orario di lavoro contrattuale: questo sta determinando delle pratiche assolutamente inaccettabili quale l’utilizzo del periodo di ferie individuali, abbiamo diffidato l’azienda dal proseguire con questa modalità anche qualora ci fosse l’accordo individuale in quanto le ferie non sono un istituto contrattuale disponibile ad un utilizzo che non garantisca il recupero psicofisico per il lavoratore così come disposto da legge, altresì su consenso del lavoratore possono essere utilizzati i permessi studio e i permessi individuali retribuiti. Resta comunque complicato gestire una flessibilità dell’orario estrema che possa garantire al contempo la frequentazione dei corsi fuori sede e lo svolgimento del proprio orario di lavoro, invitiamo pertanto le strutture e le rappresentanza sindacali di segnalare immediatamente all’impresa eventuali criticità per avviare un confronto.

Una ulteriore criticità è stata riscontrata sulla sottoscrizione di una clausola di non concorrenza di tre anni fatta sottoscrivere a questi lavoratori che risulta essere eccessivamente stringente e soprattutto non compensata da elementi economici, su questo stiamo avviando verifiche più attente.

Le parti hanno infine condiviso che la prospettiva occupazionale dei lavoratori che per conto di aziende terze stanno già operando nei corner ottica potrà essere oggetto di confronto territoriale. L’azienda ha dato disponibilità a valutare l’assunzione di quei lavoratori che dovessero avere le caratteristiche professionali stabilite dalla cooperativa. Invitiamo le strutture territoriali a convocare appositi incontri territoriali per affrontare il tema.

Considerata la quantità degli argomenti trattati le parti hanno rimandato ad ulteriori incontri il confronto sul regolamento aziendale e sulle relazioni sindacali. il prossimo incontro è pertanto convocato per il giorno 9 Dicembre 2016 a Bologna. La delegazione sindacale sarà la stessa convocata per quest’ultimo incontro. Appena ci sarà noto vi comunicheremo il luogo preciso dell’incontro. Un ulteriore incontro dovrebbe essere programmato per la metà di Gennaio.

Roma, 13 giugno 2016

TESTO UNITARIO

il giorno 10 Giugno 2016 si è concluso l’accordo di salario variabile per il 2016 di Coop Alleanza 3.0. Filcams CGIL, Fisascat CISL e Uiltucs ritengono che l’accordo sia stato frutto di un percorso costruttivo con l’impresa cooperativa in cui le istanze delle parti hanno trovato una sintesi soddisfacente.
L’accordo è stato utile in quanto i dati e gli obiettivi inerenti le singole cooperative che si sono unificate sarebbero stati difficilmente reperibili e verificabili. Inoltre il risultato negativo dell’impresa che per l’anno 2015 non ha permesso di erogare salario variabile ha generato l’esigenza di individuare un meccanismo alternativo che fosse svincolato dall’andamento generale della cooperativa.
Le parti hanno condiviso un sistema di salario che si basa sul raggiungimento di tre obiettivi per ogni punto vendita come di seguito riportato:

Preso atto che il preventivo del 2016 per il totale della cooperativa prevede una perdita di oltre 31 milioni di euro, è stato opportuno porre dei limiti di sostenibilità essendo il sistema variabile totalmente slegato dal preventivo e dal risultato netto dell’intera cooperativa.
Pertanto, qualora un territorio produca utile, il massimo erogabile per tutte le lavoratrici ed i lavoratori dei negozi appartenenti non potrà superare il 15% dell’utile stesso.
Al contempo sarà possibile erogare salario variabile, al raggiungimento degli obiettivi di negozio, anche in territori che producono perdite purché il territorio stesso nel complesso abbia migliorato le perdite almeno dell’1% e per un massimo del 10% del miglioramento.
La cooperativa si è formalmente impegnata a presentare alle OO.SS. gli obiettivi a livello territoriale entro giugno 2016.
Il premio massimo erogabile per ogni lavoratrice o lavoratore resta quello previsto dal contratto integrativo. Il salario sarà riparametrato a seconda del livello di inquadramento e all’orario contrattuale, è importante sottolineare che per i lavoratori part time verranno considerate anche le ore supplementari e gli incrementi di orario flessibili.
Avranno diritto al premio tutti i lavoratori in forza al momento dell’erogazione e che saranno stati in forza per l’intero anno 2016. Per le lavoratrici ed i lavoratori con funzioni centrali (compresi quelli provenienti da Centrale Adriatica) il premio sarà calcolato sulla media erogata nel perimetro di competenza a seconda che esso sia di territorio, di area o di tutta la cooperativa.
L’ accordo sostituisce i sistemi contenuti nei contratti integrativi, sia degli addetti che dei quadri e direttivi, di Coop Adriatica, Coop Consumatori Nordest e Coop Estense. È opportuno sottolineare che, nella logica di dare pari condizioni a tutte le lavoratrici ed i lavoratori dipendenti di Coop Alleanza 3.0, il superamento di alcuni accordi di quadri e direttivi potrebbe ridurre le probabilità di erogazione del salario agli stessi.
Nel complesso è plausibile prevedere che il nuovo sistema variabile avrà invece maggiori probabilità di erogare il salario ad una maggiore quantità di dipendenti. Il testo dell’accordo verrà presentato nelle assemblee.

p. La Filcams CGIL Nazionale
Alessio Di Labio

Roma, 1 dicembre 2015

Oggetto: Coop Alleanza 3.0 – unificazione per fusione di Coop Adriatica, Coop Estense e Coop Consumatori Nordest
Acquisto ramo d’azienda di Centrale Adriatica

Testo Unitario

Il giorno 25 novembre 2015 si è svolto l’incontro per la fusione delle cooperative che formeranno la nuova Coop Alleanza 3.0.
Le parti al tavolo hanno enfatizzato l’importanza, la complessità, e la delicatezza del percorso che porterà alla nascita della nuova cooperativa. In questo ambito le parti hanno Condiviso la rilevanza che le relazioni sindacali e la contrattazione avranno in prospettiva.
Ad integrazione della presentazione dello scorso incontro, la direzione della costituenda impresa cooperativa ha presentato un approfondimento sulla presenza che, sia direttamente sia attraverso società controllate, la nuova cooperativa avrà al Centrosud Italia. I circa 1.600 dipendenti della Puglia e della Basilicata, che fanno capo a Coop Estense, sommati ai 2700 dipendenti della Sicilia, della Campania e del Lazio, per un totale di 4300 dipendenti, sono quantitativamente comparabili a quelli di una grande cooperativa, dato che palesa l’importanza della presenza della Coop nel Centrosud. La rilevanza dei dati ha però anche una declinazione negativa: le perdite nella gestione caratteristica in queste aree sono pesanti, meno 25 mln di euro in Sicilia e meno 9 mln nel Lazio, che sommati alle perdite della Campania e a quelli consuntivati in Puglia e Basilicata producono una perdita complessiva di 43 mln di euro aggregando i dati di tutte la rete vendita che comporrà Coop Alleanza 3.0.
Le organizzazioni sindacali, nella consapevolezza della situazione, hanno confermato la propria disponibilità al confronto e alla ricerca di soluzioni che si pongano l’obiettivo prioritario della totale salvaguardia occupazionale, precisando che di sacrifici ne sono già stati chiesti ai lavoratori dipendenti attivi nelle aree dove maggiori sono le criticità per il conto economico della gestione e che le motivazioni che producono una crisi così profonda e drammatica in queste aree non possono essere solo ed esclusivamente ricercate e affrontate nel perimetro aziendale.
Le parti hanno poi continuato il confronto iniziato lo scorso incontro, concludendo un accordo ai sensi dell’articolo 47 ex legge 428/90.
A far data dal 1 gennaio 2016 passeranno in Coop Alleanza 3.0 tutti i dipendenti di Coop Adriatica, Coop Consumatori Nordest, Coop Estense e i lavoratori di Centrale Adriatica coinvolti dalla procedura. Fino a che non saranno unificate le procedure, le buste paghe resteranno gestite separatamente se pur riporteranno l’intestazione di Coop Alleanza 3.0.
La cooperativa ha dichiarato che al momento non ci saranno cambiamenti occupazionali né trasferimenti di personale né riorganizzazioni rilevanti che possano impattare sul personale, qualora ce ne saranno le parti si sono impegnate ad un confronto preventivo; in questo ambito non ci saranno spostamenti nell’immediato dei lavoratori delle sedi né di quelli provenienti da Centrale Adriatica.
Tutti i contratti integrativi aziendali e i vari accordi sottoscritti continueranno ad essere vigenti, resteranno quindi immutate le condizioni attuali, comprese quelle dei lavoratori di Centrale Adriatica. Sottolineiamo che la cooperativa chiedeva il superamento degli attuali CIA riconducendoli ad una condizione individuale e non collettiva, e che è stata invece accolta in questo senso la proposta di Filcams, Fisascat e Uiltucs.
Al fine di trovare una modalità di gestione ordinata è stato condiviso che per quanto concerne le relazioni sindacali e le materie inerenti l’organizzazione del lavoro, queste resteranno legate all’area contrattuale di riferimento e quindi all’unità produttiva; questo significa che se un lavoratore verrà trasferito da un’area all’altra si vedrà inevitabilmente applicare l’organizzazione del lavoro del luogo di destinazione, resteranno invece immutati i trattamenti economici e salariali del contratto di origine.
Sarà necessario nei primi mesi del 2016 attivare un confronto per adattare gli attuali sistemi di retribuzione variabile ad obiettivi coerenti con il nuovo assetto aziendale. Entro Febbraio Coop Alleanza 3.0 presenterà il nuovo regolamento aziendale così come previsto dal CCNL.
Le parti si sono altresì impegnate a condividere nel 2016 un unico contratto integrativo aziendale che solo al momento della sottoscrizione sostituirà gli accordi vigenti. Un obiettivo importante che vedrà impegnate le parti in un confronto complesso. Le organizzazioni sindacali si attiveranno fin da subito in un percorso che elabori posizioni e rivendicazioni su cui chiedere il mandato delle lavoratrici e dei lavoratori per affrontare la trattativa, un percorso che terrà in considerazione i patrimoni contrattuali esistenti, consapevoli delle criticità che potranno emergere ma anche delle opportunità che si potranno cogliere.
Nel corso del confronto ci sarà anche l’occasione per verificare come attuare quegli impegni contrattuali pattuiti che devono ancora trovare completa applicazione in quanto progressivi (come gli incrementi di orario per i tempi parziali) nonché quelle parti la cui definizione era stata affidata ad apposite commissioni.
Con questo primo atto a livello nazionale si avvia un percorso di relazioni sindacali che dovrà rappresentare gli interessi di circa 22.000 dipendenti in tutta Italia. L’unificazione da cui nasce Coop Alleanza 3.0 è un progetto ambizioso che consegna anche alle Rappresentanze Sindacali una grande responsabilità che investirà tutti i livelli: sarà necessario avere un livello di relazione nazionale che possa essere luogo di sintesi e di verifica ampia del progetto, sarà indispensabile un livello territoriale adeguato a dar risposte alle differenze territoriali, intese come peculiarità positive e non come elementi ostativi ad obiettivi unici per tutta l’impresa, sarà altresì fondamentale valorizzare il ruolo delle Rappresentanze Sindacali di unità produttiva, unico strumento attraverso il quale le articolazioni che un’impresa così grande avrà potranno trovare una rappresentanza adeguata a tutti i livelli.


p. La Filcams CGIL Nazionale
Alessio Di Labio

Roma, 20 Novembre 2015


Testo Unitario

Il giorno 12 Novembre 2015 si è svolto l’incontro per la fusione di Coop Adriatica, Coop Consumatori Nordest e Coop Estense, che formeranno la nuova Coop Alleanza 3.0 (nella quale confluiranno le funzioni relative agli acquisti, marketing e qualità attualmente facenti capo a Centrale Adriatica).

L’incontro è stato convocato nell’ambito di quanto previsto dall’art. 47 della legge 29 dicembre 1990, n. 248 ed è la prima tappa formale di un percorso di confronto sindacale che si annuncia complesso e delicato per le tante questioni che dovrà affrontare.

Alleanza 3.0 sarà la più grande cooperativa italiana di consumo e probabilmente la più grande di tutte le imprese dell’universo cooperativo ed inizierà la sua attività dal 1 gennaio 2016.

Secondo quanto dichiarato dai futuri dirigenti di Coop 3.0 presenti all’incontro, l’obiettivo della fusione è quello di rafforzarsi in un momento difficile, caratterizzato da una lunga crisi che ha ridotto pesantemente i consumi. Per far questo le cooperative intendono far leva su alcuni punti di forza che scaturiranno dall’unione quali il patrimonio, la capacità di fare economia di scala, la forte base sociale, protagonismo e leadership nel mercato, una rete vendita che comprende negozi dai 95 agli oltre 12000 mq. e che sarà in grado di dare risposta ad un’ampia gamma di consumatori e a cui si aggiungerà il canale di vendite on line.

Coop Alleanza 3.0 conterà più 2,7 milioni di soci, 422 punti vendita (di cui 61 Ipermercati) per un totale di 80000 mq di area vendita, 4,8 milioni di fatturato e avrà più di 22.000 dipendenti in 12 regioni (se si considerano anche Sicilia, Campania, Lazio, Trentino, dove opera società controllate e partecipate).

La nuova cooperativa sarà l’unica della distribuzione che opererà al Sud, e si pone l’obiettivo di consolidare l’attuale rete e di fare ulteriori investimenti prevalentemente attraverso acquisizioni.

Nei territori dove è presente coesistono piccole e medie cooperative che non verranno inglobate ma con cui si aprirà comunque una collaborazione che amplierà la capacità di fare economia di scala e le rafforzerà.

La galassia di Coop Alleanza 3.0 comprende 122 società controllate tra le quali Unipol, Teleregio, TRC, Planetario, Robintour, Librerie.coop, IGD. Tra le altre anche Enercoop in cui confluiranno tutti i distributori e che investirà ulteriormente nel mercato della fornitura di energia e gas. La nuova cooperativa implementerà gli investimenti in servizi alla persona e piani sanitari volontari, oltre che in servizi finanziari ed assicurativi. Una delle sfide che dovrà affrontare sarà il rilancio degli ipermercati, canale in cui molte imprese cooperative e private stanno retrocedendo. Inoltre si sta studiando la possibilità di investire nel canale franchising, precisando che questa modalità non impatterà nei territori dove Coop 3.0 è già presente.

Coop 3.0 avrà tre amministratori delegati espressi dalle tre Coop di provenienza: Cattabiani, che avrà la delega a finanza e sviluppo con sede a Reggio Emilia; Ferrari, con delega alla gestione caratteristica con sede a Modena; Turrini, con delega ai servizi centrali e politiche sociali, sarà anche il Presidente della Cooperativa con sede a Bologna.

La logistica rimarrà affidata a Centrale Adriatica che sarà quindi una impresa (interamente controllata da Coop Alleanza 3.0) che si occuperà quasi esclusivamente di ricevimento e distribuzione merci, visto che riordino e acquisti verranno portati interamente in seno a Coop 3.0; in questo ambito resta da approfondire la prospettiva del settore riordino di generi vari e surgelati, che rimarrebbe l’unico servizio in capo a Centrale Adriatica.

Nel confronto è emerso che non sono previste criticità occupazionali nell’immediato ma le Filcams CGIL, Fisascat CISL e Uiltucs hanno precisato che sarà dovuta una maggiore chiarezza e determinazione nel precisare che nè la rete vendita né le sedi saranno interessate da riorganizzazioni da cui possano emergere esuberi, chiedendo sul tema un ulteriore e continuo confronto.

È stato anche chiesto di avere informazioni più precise rispetto all’impatto che il riordino delle attività centrali comporterebbe per i lavoratori direttamente interessati. Sotto la direzione di ciascun amministratore delegato, e quindi di ogni sede, verrebbero riassegnate le varie funzioni di marketing, amministrazione, gestione del personale, acquisti, ecc., che potrebbero comportare un trasferimento di sede sia per i lavoratori delle tre cooperative sia per quelli provenienti da Centrale Adriatica; sarà quindi necessario che le lavoratrici ed i lavoratori abbiano nei tempi più brevi le dovute informazioni.

Infine Coop Alleanza 3.0 porrà l’obiettivo di concordare un unico Contratto Integrativo Aziendale, che dovrebbe superare gli attuali cinque integrativi vigenti nelle varie aree, più i due contatti applicato ai quadri e direttivi. Per far questo ha proposto di mantenere vigenti per i dipendenti in forza le attuali condizioni contrattuali derivanti dalle imprese di provenienza in forma individuale, che non sarebbero applicati ai neo assunti e che verrebbero sostituiti da un nuovo CIA a cui si dovrebbe arrivare entro settembre del 2016.

Filcams, Fisascat e Uiltucs hanno dichiarato la loro disponibilità ad avviare un confronto che si ponga tale obiettivo ma esplicitando alcune criticità. Innanzitutto gli attuali CIA dovrebbero continuare la loro vigenza fino a nuovo accordo anche per i nuovi assunti e in tutte le loro parti: dalle relazioni sindacali all’organizzazione del lavoro, dal premio aziendale alle maggiorazioni domenicali, dalla classificazione del personale alle indennità di mansione; insomma non è pensabile che un patrimonio contrattuale così importante si possa lasciare alle spalle insieme ai nomi delle cooperative. L’unico punto su cui le organizzazioni sindacali convergono che sia necessario superare gli attuali contratti e provvedere ad un accordo transitorio è inerente il salario variabile che maturerebbe nel 2016, visto che con la fusione i parametri e gli obiettivi previsti dagli integrativi verrebbero meno.

Il confronto è stato aggiornato al giorno 25 Novembre 2015 alle ore 13.00 presso l’Hotel Bologna Fiera in Piazza della Costituzione, 1 – Bologna.

All’incontro sono convocate le strutture regionali e provinciali ed un delegato ogni provincia.


p. La Filcams CGIL Nazionale
Alessio Di Labio