Category Archives: COMIFAR-DISTRIBUZIONE

Roma 04/10/2018

Testo Unitario

Lo scorso 2 ottobre è proseguito a Milano il confronto tra le OOSS nazionali e il Coordinamento nazionale delle strutture ed i delegati con COMIFAR Distribuzione SpA per il rinnovo della contrattazione di secondo livello.
Obiettivo dell’incontro è stata la verifica delle posizioni aziendali rispetto alle valutazioni emerse nel corso dell’ultimo incontro del 21 settembre, durante il quale le OOSS e il coordinamento, pur esprimendo una valutazione positiva per i passi fatti dall’azienda verso le proposte del lato sindacale, hanno dichiarato insufficienti gli importi messi sul tavolo della negoziazione.
Sulla gestione degli sforamenti degli orari serali, le OOSS e il coordinamento hanno richiesto l’apposizione di un limite alle ore di sforamento e l’applicazione del meccanismo della banca ore anche per i casi strettamente afferenti al "Fine lavori" (eccezionalità ed imprevedibilità). Sempre sul capitolo della gestione degli sforamenti degli orari serali, fermo restando la strutturazione del meccanismo di Banca ore, oggetto di nostra precedente nota, l’azienda ha proposto, in un regime di sperimentalità di dodici mesi, l’innalzamento dell’indennità fissa a 100€/mese per coloro (part time o full time indistintamente) che volontariamente si mettano a disposizione per coprire il servizio, nel turno serale, oltre il normale orario lavorativo in caso di necessità, con un limite massimo di permanenza di due ore.
L’azienda condivide la necessità del confronto e del controllo da attivare con le OOSS e le rappresentanze sindacali a livello territoriale, introducendo nel contempo una nuova richiesta di contrattazione e relativo alla individuazione del numero di persone necessarie alla messa in disponibilità per la volontarietà nel caso di sforamento degli orari serali. Richiesta non emersa precedentemente.
Rispetto al Sistema Premiante l’azienda ha riconfermato la struttura dell’impianto illustrata nel corso della precedente riunione, andando a esporre la propria proposta in termini di differenti pesi tra i tre parametri, ovvero:

- PBT (Profit Before Taxes): percentuale pari al 12% per la popolazione aziendale nel settore di attività logistica e dei Call Center; percentuale pari al 25% per il personale delle Sedi;
- Parametro di Unità distributiva: percentuale pari al 33% per la popolazione aziendale nel settore di attività logistica; 42% per la popolazione aziendale delle Sedi e 54% per coloro impegnati nei Call Center.
- Parametro di Reparto: percentuale pari al 54% per la popolazione aziendale nel settore di attività logistica e 33% per il personale delle Sedi e Call Center.

L’azienda ha dichiarato quale cifra complessiva massima per il PdR la somma di 1.235€. Rispetto all’ impiego di lavoratori somministrati, in un’ottica di inclusione nella contrattazione, l’azienda ha risposto alle sollecitazioni delle OOSS con una generica dichiarazione di accoglimento dell’istanza di confronto a livello territoriale per le stabilizzazioni di tale personale dipendente. Stante le perplessità sull’impianto così delineato emerse da lato sindacale e la necessità di approfondire le tematiche complessive all’OdG per il rinnovo, la riunione è stata aggiornata alla data del 24 ottobre pv a Roma, presso il Centro Congressi Cavour in via Cavour 50/a, alle ore 9:30 per la riunione di Coordinamento nazionale e a seguire alle ore 11:00 con l’azienda. Sono stati calendarizzati ulteriori momenti di confronto per il 13 novembre a Roma e il 4 dicembre a Milano, cui seguirà specifica conferma.

P.Filcams CGIL Nazionale
Massimo Mensi

Roma 24/09/2018

Lo scorso 21 settembre si è svolto a Milano l’incontro tra le OOSS nazionali e il Coordinamento nazionale delle strutture e delegat* con COMIFAR Distribuzione SpA per il rinnovo della contrattazione di secondo livello.

Obiettivo dell’incontro è stata la verifica delle posizioni aziendali che nell’ambito della riunione dello scorso 9 agosto, erano cristallizzate unicamente rispetto ai desiderata della multinazionale.

Le OOSS e il Coordinamento avevano già espresso le proprie posizioni (rif. ns comunicazione del 24 luglio u.s.) sintetizzabili, rispetto alle principali due tematiche (Sistema Premiante e "Fine lavori"), come segue:

struttura del sistema premiante con un Parametro generale (da definirsi a livello nazionale, es. Profit

before taxes – utile prima delle imposte), un Parametro di unità distributiva e un Parametro afferente al Reparto, indicatore che si ritiene di maggior esercizio e realisticamente più influenzabile da parte dei lavoratori;

Eventuale premialità individuale nella modalità “Contest” con l’obiettivo di premiare le migliori performances tra una serie di attività monitorabili e con cadenza anche non annuale (es. mensile).

In attesa di valutazione delle proposte di gestione delle asimmetrie organizzative per il c.d. “fine lavori”e netta opposizione all’introduzione della obbligatorietà per i lavorator* di permanenza in turno in caso di sforamento dell’orario nei casi previsti dal CIA paragrafo 2.4.

L’azienda rappresentata dal dott Giorgio Nicolis, HR Manager ha formulato le seguenti proposte. Rispetto al sistema premiante, per la popolazione aziendale afferente alla "logistica":

parametro generale individuato nel PBT (Profit before taxes)

parametro di unità distributiva

parametro di reparto

Strutturazione di un parametro individuale per tutta la popolazione soggetta ad attività misurabili (con un limite minimale di almeno il 25% di attività misurabile svolta) che premia il c.d. "Best performer" e il miglioramento del singolo sulla performance dell’anno precedente con una temporalità trimestrale.

Vengono considerati ai fini de* "best performer" i/le prim* 130 persone per un premio di 240 €, mentre sul miglioramento del singolo su performance trimestre in corso/trimestre anno precedente, vengono prese in considerazione 260 persone. I due parametri sono esclusivi (l’uno esclude l’altro).

Le coorti di popolazione aziendale premiabile per tipologia di attività sono:

2/9 persone: una unità – 320 € anno

10/15 persone: due unità – 320 € anno

16/25 persone: due unità – 640 € anno

26/35 persone: tre unità – 640 € anno

36/45 persone: quattro unità – 640 € anno

46/55 persone: cinque unità – 640 € anno

Per la popolazione impegnata sui Call Center, la proposta aziendale consiste in:

parametro generale individuato nel PBT (Profit before taxes)

parametro sganciato dall’unità distributiva e comune tra tutti i Call Center (da costruire)

parametro di reparto

parametro individuale con il meccanismo di cui sopra (Top performer e miglioramento della performance)

Per le Sedi e Backoffice, COMIFAR propone:

parametro generale individuato nel PBT (Profit before taxes)

parametro basato sullo scostamento dal budget

parametro da costruire e afferente al reparto

non assoggettabilità al parametro individuale

Sul capitolo della gestione degli sforamenti degli orari serali, l’azienda propone, in un regime di sperimentalità di dodici mesi, l’inserimento nel CIA di una indennità fissa bimestrale pari a 120€ per coloro (part time o full time indistintamente) che volontariamente si mettano a disposizione per fermarsi, nel turno serale, oltre il normale orario lavorativo in caso di necessità.

Le ore straordinarie verrebbero riconosciute con le maggiorazioni e imputate in una banca ore per il recupero nell’arco di due mesi, scaduti i quali, si procederebbe con la monetizzazione delle ore in busta paga.

Verrebbe mantenuto comunque l’articolato del CIA di cui al paragrafo 2.4 per la disciplina del "Fine lavori" dovuto a casi eccezionali ed imprevedibili (che nello storico di COMIFAR degli ultimi tre anni è pari a un 5% dei casi di sforamento di orario).

Le OOSS e il coordinamento hanno espresso una prima valutazione di apprezzamento dei passi fatti dall’azienda per convergere sulle proposte lato sindacale, rappresentando però l’insufficienza degli importi messi sul tavolo della negoziazione.

Relativamente alla gestione degli sforamenti degli orari serali, le OOSS e il coordinamento hanno richiesto l’apposizione di un limite alle ore e l’applicazione del meccanismo della banca ore anche per i casi strettamente afferenti al "Fine lavori" (eccezionalità ed imprevidibilità).

Le OOSS ritengono che si possa procedere a valutare le proposte aziendali espresse, nell’articolato complessivo del CIA al fine del quale si sono calendarizzate le date del:

2 ottobre a Milano, orario e luogo da definirsi

24 ottobre a Roma, orario e luogo da definirsi.

P.Filcams CGIL Nazionale
Massimo Mensi

Roma, 4 settembre 2018

Testo Unitario

Lo scorso 9 agosto si è tenuto a Roma il programmato incontro con Comifar Distribuzione SpA ai fini del rinnovo del Contratto Integrativo Aziendale; in tale occasione l’azienda era rappresentata dal dott. Nicolis, dalla Dott.ssa Miano del dipartimento HR, con la partecipazione dei dott. Notte e Pasquali del dipartimento logistica, assistiti da Confcommercio Roma Lazio.

Sono state approfondite le due principali tematiche ove permangono delle differenti posizioni tra azienda e Sindacato ovvero la strutturazione dell’impianto del sistema premiante e l’istituto del "Fine lavoro".

Nel "Fine Lavori" così come descritto dal CIA in prorogatio, ricade solo il 5% dei casi di "sforamento" dell’orario lavorativo e l’azienda per gestire la frequenza totale di questi eventi ricorre a diversi strumenti quali la volontarietà di prosecuzione dell’attività lavorativa, il ricorso al lavoro somministrato, l’anticipazione degli orari dei turni lavorativi.

La proposta aziendale è quella di introdurre una "obbligatorietà" per i lavorator* nella continuazione dell’attività lavorativa a fine turno per un minutaggio e una serie di frequenze da concordare.

Relativamente al Sistema Premiante, l’azienda ha riproposto fermamente l’attuale sistema di PdR incluso il pilastro di valutazione individuale, precisando che tra i lavorator* esclusi (oggetto di un confronto nella precedente riunione) sono 86 di cui 10 non monitorabili.

COMIFAR ha dichiarato la disponibilità ad apportare dei correttivi in ordine alla c.d. "riduzione della soglia" che permette la maturazione del PdR (parte individuale) facilitando così l’accesso al premio.

Sono invece 26 i lavorator* che sono esclusi non percettori della quota individuale ma che svolgono comunque attività misurabili.

Della popolazione lavorativa afferente ad altri settori diversi dalla logistica, sono 95 persone del Call Center percettori di PdR (Reparto e individuale) e 100 persone tra commerciali e sede.

Le OOSS e Il Coordinamento nazionale, unitariamente hanno rifiutato le proposte di COMIFAR che di fatto non rappresentano alcun punto di convergenza con la piattaforma rivendicativa e che sono una mera affermazione unicamente delle istanze aziendali, non portando gli elementi di equilibrio e uguaglianza di cui la parte sindacale si era fatta interprete.


Le OOSS nazionali hanno ribadito le proprie posizioni (leggasi le precedenti comunicazioni di pari oggetto) e hanno richiesto a COMIFAR un’ulteriore riflessione.


E’ stata concordata la data del prossimo 21 settembre a Milano presso Hotel Ibis Milano Centro in via Camillo Finocchiaro Aprile 2 quale momento di verifica delle disponibilità e definizione delle posizione aziendali, al permanere delle quali, le OOSS nazionali valuteranno la possibilità di apertura di uno stato di agitazione a livello nazionale.

p. la Filcams Cgil Nazionale
Massimo Mensi

Roma 17/05/16

Testo Unitario
lo scorso 11 maggio si è tenuto l’incontro tra la COMIFAR SpA e le OOSS nazionali e territoriali e il Coordinamento unitario con l’obiettivo di definire un accordo sindacale relativo alla componente del premio di risultato individuale.
Tale accordo rappresenta una mediazione delle istanze di natura aziendale e delle richieste avanzate da parte sindacale, miranti alla massima inclusività della platea dei lavoratori e lavoratrici.
Si rinvia alla lettura dell’allegato per i dettagli, evidenziando l’importanza dei paragrafi 2 e 3 relativi alle tempistiche e al cosiddetto "periodo di transizione".
Per i territori che hanno già provveduto a siglare gli accordi sindacali, è fatta facoltà di aderire a quanto previsto dall’accordo sindacale nazionale.

L’azienda ha inoltre comunicato che relativamente al "Regolamento aziendale", esso è stato modificato recependo le osservazioni delle OOSS e RSU e che tale documento verrà inoltrato a breve alle scriventi.
Il prossimo appuntamento è stato calendarizzato per il prossimo 22 giugno alle ore 11:00 in sede da confermare; tale occasione, nelle dichiarazioni di Comifar SpA, servirà per definire un accordo sindacale in tema di utilizzo della strumentazione necessaria per la misurazione delle performance individuali.
Le OO.SS. hanno ribadito che tale accordo dovrà necessariamente prevedere l’esclusione di ogni attività di controllo a distanza dei lavoratori e lavoratrici e l’utilizzo dei dati ai soli fini della definizione del PdR.

Rimanendo a disposizione per ogni ulteriori chiarimento in merito.

P.Filcams CGIL Nazionale
Massimo Mensi

PIATTAFORMA OO.SS.
CONTRATTO INTEGRATIVO
COMIFAR

In considerazione del particolare momento storico e di alta complessità riflessa in un quadro economico, politico e sociale in continua trasformazione dove il mercato sta conducendo il mondo delle imprese con un’unica leva di competizione: l’abbattimento del costo del lavoro ribaltato sulle spalle delle lavoratrici e lavoratori, le OO.SS. – FILCAMS CGIL, FISASCAT CISL e UILTuCS, intendono attraverso la presentazione di questa piattaforma, salvaguardare attraverso la contrattazione di secondo livello, le tutele e diritti dei lavoratori e lavoratrici del Gruppo COMIFAR, promuovendo e condividendo percorsi di efficienza che non prescindano dal fattore lavoro e delle professionalità, ma anzi li valorizzino anche attraverso la formazione.
Rilanciando la funzione delle relazioni sindacali a tutti i livelli, patrimonializzandone la storia pluridecennale e, definendo ambiti e materie.
Diffondendo una cultura della prevenzione, salute e sicurezza attraverso un confronto costante fra i Rappresentanti dei lavoratori alla Sicurezza.

Allo stesso tempo esplicitiamo la volontà di istituire delle formule organizzative sperimentali per migliorare le condizioni di lavoro, delle politiche attive e soluzioni per agevolare tempi di vita e di lavoro, affinché vi sia una valorizzazione della forza lavoro, vera risorsa per l’azienda e non solamente intesa come strumento di pratica imprenditoriale.

Si vuole esaltare il carattere della centralità della persona, condividendo e se possibile ulteriormente sviluppando i contenuti del Codice Etico di COMIFAR SpA, a partire dal riconoscimento del merito, alle pari opportunità e all’espressione delle professionalità operanti nel Gruppo.

A questo scopo si propongono le seguenti richieste, definendole con titolazioni, snodate su due livelli paralleli, cui faranno capo diverse articolazioni contrattuali, una definitoria e contenente degli standard per il livello nazionale e una contestualizzata rispetto alla particolarità dell’area territoriale:

1.DIRITTI di INFORMAZIONE e SISTEMA di RELAZIONI SINDACALI

Si intende strutturare un sistema informativo integrato rispetto a quanto previsto dal vigente CCNL di categoria e sviluppare l’ambito del Sistema di relazioni sindacali, secondo le premesse.

1)Livello Nazionale:
Diritto di informazione almeno a cadenza semestrale, o a richiesta delle parti, con riferimento ai seguenti argomenti:

2.WELFARE CONTRATTUALE E BILATERALITA’

3.RAPPRESENTANZA SINDACALE AZIENDALE (RSA/RSU/RLS)

4.ORARIO DI LAVORO

5. PERMESSI aggiuntivi

1) Livello Nazionale

2) Livello Territoriale

6.MENSA

Livello Nazionale

10.TUTELE
11. DURATA DEL CONTRATTO

Il presente contratto decorre dal __ ed avrà vigore fino a tutto il _____ .
Il contratto si intenderà rinnovato secondo la durata di cui al 1º comma se non disdetto, tre mesi prima della scadenza, con raccomandata a.r.

In caso di disdetta il presente contratto resterà in vigore fino a che non sia stato sostituito dal successivo contratto

12.QUOTA DI SERVIZIO

Per i non iscritti da definire a livello territoriale

Roma 27-02-2015

Testo Unitario

Si è tenuto il 25 febbraio scorso, il previsto incontro con la società Comifar, a seguito della disdetta di tutti gli accordi integrativi aziendali a livello nazionale e territoriali al quale ha fatto seguito la proclamazione, da parte delle OO.SS., dello sciopero da tenersi il 6 marzo 2015.
La società oltre alle motivazioni che hanno portato alla disdetta dei contratti integrativi in essere, ha dichiarato l’esigenza di pervenire ad un accordo integrativo nazionale con regole uniche e comuni in tutte le unità distributive.
L’azienda ha dichiarato che intende ridurre il costo del lavoro attraverso l’utilizzo di strumenti di welfare aziendali.
Come organizzazioni sindacali abbiamo ribadito la necessità di procedere ad uno spostamento in avanti della disdetta dei contratti integrativi sino al 31-12-2015 data che garantirebbe il tempo necessario a proseguire la trattativa e raggiungere un’intesa per un accordo integrativo nazionale.
Il prolungamento dei benefici economici, per tutto il periodo necessario a raggiungere un accordo, consentirebbe di congelare lo sciopero ed avviare la fase di trattativa.
Comifar ha chiesto un breve periodo di tempo per fare delle valutazioni al suo interno ed ha comunicato che ci darà una risposta entro il 4 marzo.
Se la risposta sarà positiva potrà proseguire la trattativa secondo un calendario di incontri che, in ogni caso, abbiamo già programmato e che vi comunicheremo tempestivamente.
Pertanto, restano in essere le iniziative territoriali già definite compreso lo sciopero sino a quando non avremo da Comifar la risposta alla nostra proposta.
Vi terremo aggiornati sull’evoluzione della situazione.

P.Filcams Nazionale
Massimo Mensi

Roma, 30 gennaio 2015

Prot.n. P/606/2015/3.3 RR/gp
Oggetto: Comifar Distribuzione – Proclamazione stato di agitazione dipendenti

Con la presente si comunica lo stato di agitazione di tutti i dipendenti di Comifar per stigmatizzare la disdetta effettuata di tutti gli integrativi aziendali vigenti con effetto dal 30 aprile 2015.

Gli effetti di tale decisione unilaterale dell’azienda avrà pesanti ripercussioni sulla retribuzione dei lavoratori a cui si aggiunge la mancata fruizione di tutti i benefeci normativi previsti nei contratti integrativi.

Saranno successivamente comunicate tutte le iniziative di lotta che saranno intraprese per la tutela dei diritti dei lavoratori.

Distinti saluti

p.la FILCAMS/CGIL
p.la FISASCAT/CISL
p.la UILTuCS/UIL
M. Mensi
R. Raso
A. Vargiu

Roma, 23 settembre 2014

Oggetto: Comifar – esito incontro 17 settembre


Testo unitario

si è tenuto, mercoledì 17 settembre u.s., il previsto incontro con Comifar al fine di valutare la situazione dalla luce dei confronti svolti sul territorio rispetto al proseguimento delle azioni previste dal progetto Forward, illustrato nella riunione del 10 luglio scorso.
La prima azione è quella relativa ai resi fornitori che prevede l’accentramento ed esternalizzazione su un unico polo individuato a Carinaro che sarà completato entro gennaio 2015 e che manterrà nelle U.D. un presidio minimo per la distribuzione e lo smistamento con esubero annunciato di 23 unità così distribuite: 8 su Novate, 2 su Paese, 4 su Perugia , 1 su Teramo, 6 su Roma Morozzo, e 2 a Misterbianco (CT).
L’altra è la gestione elettronica delle fatture fornitori che prevede la digitalizzazione con registrazione e pagamento esternalizzato che nell’obiettivo aziendale di migliorare il processo ed avere un’archiviazione e conservazione sostitutiva dei documenti contabili registra su Novate un esubero di 14 unità.
Invece, il progetto sulla rilevazione delle presenze prevede l’accentramento presso gli uffici centrali della direzione del personale che coinvolge 5 unità di cui 2 su Roma Tiburtina , 1 su Roma Morozzo e 2 su Paese.
Il progetto rete vendite interessa 2 lavoratori di cui 1 su Novate ed 1 su Roma Tiburtina.
Il progetto Reparto sostanze la cui attività è confluita nel ciclo logistico comporta un esubero di 2 lavoratori su Novate Milanese.
A seguito della riorganizzazione il totale degli esuberi previsti sono 46, per i quali, dopo le verifiche effettuate a seguito del confronto a livello territoriale, si è trovato una soluzione attraverso ricollocazioni, passaggi a part time ed esodo incentivato su base volontaria per la quasi totalità delle posizioni tagliate.
Nell’incontro sono emersi ulteriori elementi di confronto relativi all’organizzazione del lavoro che potranno con il prosieguo del confronto territoriale trovare soluzioni per quelle situazioni non ancora risolte.
A livello nazionale il prossimo incontro è stato fissato per il 9 ottobre alle ore 11,00 presso la sede della Fisascat in Via dei Mille, 56 – Roma.

p. la Filcams CGIL Nazionale
Alessio Di Labio

Roma, 23 maggio 2014

Prot.n. P/2629/2014/3.3 RR/gp
Oggetto: Comifar Distribuzione – proclamazione stato di agitazione

Nonostante il confronto tenutosi nei giorni scorsi, le scriventi OO.SS. non hanno ottenuto da parte Vostra alcuna risposta che possa risolvere, senza ricorrere in maniera drastica allo strumento della mobilità. le problematiche aperte sulle unità di Lamezia Terme e Bologna,

Per tale motivo proclamano lo stato di agitazione di tutte le lavoratrici e i lavoratori della Comifar ed invitano nuovamente l’impresa a rivedere nel merito e nel metodo la procedura di mobilità.

Le scriventi dichiarano sin da subito che saranno messe in campo iniziative di mobilitazione qualora non pervengano, prima dei tempi di scadenza della procedura stessa, risposte certe con soluzioni adeguate alla conclusione positiva della vertenza.

Distinti saluti.

p.la FILCAMS/CGIL
p.la FISASCAT/CISL
p.la UILTuCS/UIL
A. Di Labio
R. Raso
A. Vargiu

Roma, 16 maggio 2014


Testo Unitario

le scriventi organizzazioni sindacali respingono la procedura di mobilità aperta da Comifar che interessa i magazzini di Casalecchio Bologna e Lamezia.

Secondo quanto illustratoci dall’impresa nell’informativa annuale del 31 marzo 2014 la procedura di licenziamento rientra nel progetto Forward, che, coordinato dalla casa madre Phoenix, si pone l’obiettivo di risparmiare 100Mln di € in un triennio in tutta Europa. Per quanto riguarda l’Italia l’obiettivo di risparmio è di 17Mln di €, in tale ambito si ipotizza anche di rivedere la contrattazione integrativa per ridurre i costi ed è prevista inoltre la possibilità di terziarizzare alcune attività.

Differentemente da quanto detto nell’incontro del 31 marzo, la lettera di apertura della procedura inviata alle organizzazioni sindacali dichiara che l’esubero è dovuto alla crisi del settore e ad una perdita di fatturato delle due sedi di Lamezia e Bologna.

Nell’incontro in plenaria l’impresa presenta invece una terza argomentazione, dichiarando che l’esubero sarebbe causato da una riorganizzazione che sposterebbe più del 40 % delle righe lavorate dai due magazzini presso altre unità, a Carinaro sposterebbe il lavoro di Lamezia, mentre quello di Casalecchio di Reno sarebbe dirottato verso altre unità produttive anche di aziende terze facenti capo al gruppo Comifar.

Le organizzazioni sindacali contestano quindi nel metodo e nel merito la procedura di mobilità in oggetto, nonchè l’impossibilità di avere un piano organico generale e la frammentazione e la discordanza delle informazioni fornite, venendo meno agli obblighi di legge. Stigmatizzano inoltre un processo di riorganizzazione, che sposta il lavoro da una unità all’altra generando esuberi, e dirottando il lavoro in quei magazzini terziarizzati o che comunque non hanno contrattazione integrativa.

È stato inoltre confermato nell’ultimo incontro che l’impresa sta lavorando ad un piano di riorganizzazione dei reparti resi. Ciò preoccupa fortemente visto che ogni intervento fatto negli ultimi anni ha generato esuberi.

Le organizzazioni sindacali hanno quindi chiesto all’impresa di ritirare la procedura di mobilità e di discutere organicamente un piano di riorganizzazione che permetta all’impresa di recuperare efficienza e redditività senza scaricare sulle lavoratrici e sui lavoratori i costi della crisi del settore e delle continue riorganizzazioni aziendali.

p. La Filcams CGIL Nazionale
Alessio Di Labio

Comunicato sindacale

Il 30 gennaio si è riunito a Roma presso la sede della Filcams Cgil Nazionale in Via Leopoldo Serra 31 il Coordinamento lavoratori Comifar spa.

Il coordinamento, preso atto delle differenti situazioni territoriali in relazione ai difformi atteggiamenti da parte datoriale, viste le conseguenze delle ultime riorganizzazioni aziendali su cui ancora deve concludersi il percorso di gestione degli esuberi e di ricollocazione di parte del personale, denuncia un clima di forte preoccupazione tra le lavoratrici ed i lavoratori, aggravato dagli elementi ostativi, posti strumentalmente dall’azienda, al rientro dei lavoratori della vertenza SPEM.

Il coordinamento ha condiviso una preoccupata riflessione rispetto a un piano industriale non chiaro e che da anni continua a ripercuotersi sull’occupazione e sulle condizioni di lavoro ed esprime una piena solidarietà a quei lavoratori oggetto di discriminazioni rispetto all’esercizio del proprio diritto al lavoro

La Filcams Cgil auspica fortemente che il prossimo incontro si tenga al più presto e che sia l’occasione di definire un piano aziendale preciso e partecipato attraverso un percorso di relazioni sindacali costruttive e non di scelte unilaterali calate dall’alto.

p. la Filcams Cgil Nazionale
A. Di Labio – M. Mensi

Roma, 5 febbraio 2014

Roma, 18 marzo 2013

Oggetto: Comifar – esito incontro 13 marzo


Testo Unitario

il giorno 13 Marzo 2013 si è svolto l’incontro per proseguire il confronto sulla riorganizzazione presentata dall’azienda lo scorso 18 Febbraio.
Il responsabile dei call center ha presentato le motivazioni per cui si va alla centralizzazione del servizio che ha, come fine principale, la riduzione dei costi conseguente alla diminuzione costante dei margini sui farmaci.
L’azienda ha deciso di centralizzare su tre poli il call center. L’operazione ha il fine migliorare il rapporto con il cliente che, con il supporto di un software, personalizzerà il rapporto con le farmacie e ne premierà la fidelizzazione.
La conseguenza della centralizzazione porterà alla chiusura dei call center di Teramo, Catania, Novate Milanese e Bari, provocando un esubero di 58 lavoratori.
Un’ulteriore esubero di 15 persone è stato dichiarato in conseguenza alla chiusura dell’unità produttiva di La Spezia, che ha come motivazione la diminuzione costante delle righe che dal 2007 ad oggi è passata da circa 6000 a circa 4000 righe.
Inoltre l’impresa ha confermato le difficoltà di alcune unità produttive, su cui si è trovata una soluzione attraverso accordi a livello territoriale.
A Bari, Roma e Torino gli accordi hanno permesso di recuperare efficienza attraverso una diversa gestione dell’organizzazione del lavoro, ed è previsto un intervento simile per il magazzino di Palermo.
A Catania l’apertura della mobilità ha portato alla totale gestione dell’esubero.
Le OO.SS. hanno richiesto maggiori informazioni su: gli obiettivi precisi di recupero dei costi che si pone l’impresa; la tenuta sul mercato nelle aree dove sono stati chiusi i magazzini, anche per il rischio di agevolare i competitor meno virtuosi; lo stato, le strategie e gli sviluppi delle altre aziende facenti capo al gruppo Comifar; l’entità di eventuali investimenti.
L’impresa ha poi dichiarato che rispetto agli esuberi aprirà formale procedura di mobilità. Pur consapevoli delle difficoltà, le OO.SS. hanno da subito precisato che pretenderanno un confronto che porti alla ricollocazione dei lavoratori in esubero attraverso un percorso supportato da ammortizzatori sociali conservativi compreso il ricorso al contratto di solidarietà.
Per la situazione di La Spezia, dove la ricollocazione di tutti i lavoratori è evidentemente più difficile, si valuteranno tutte le opportunità. A riguardo l’impresa ha proposto percorsi di outplacement e di ricollocazione presso terzi, le OO.SS. hanno dichiarato di voler valutare nel concreto la quantità e la qualità di queste possibilità.
Le OO.SS hanno duramente contestato il metodo brutale con cui l’azienda sta gestendo la fase di riorganizzazione e nello stigmatizzare tale modalità, proclamano lo stato di agitazione.
Di fronte alla crisi che ha investito ogni settore dell’economia l’azienda non ha un progetto organizzativo di rilancio delle politiche di sviluppo, manca anche un’informazione organica e complessiva del piano aziendale e soprattutto si contesta il continuo intervento sulle lavoratrici e i lavoratori attraverso continue chiusure di magazzini e procedure di mobilità. Una continua richiesta di sacrifici di cui non si riesce a comprendere l’obiettivo finale e che provoca malcontento tra tutti i dipendenti del gruppo Comifar.
Il prossimo incontro è stato fissato per il giorno 3 Aprile 2013 alle ore 11,00 a Roma.

p. La Filcams CGIL Nazionale
Alessio Di Labio

Roma, 4 marzo 2013

Oggetto: Comifar – esito incontro 18 febbraio

Testo unitario

il 18 febbraio scorso si è svolto l’annuale incontro di Comifar con le OO.SS. durante il quale l’azienda ha presentato l’andamento generale e le attività previste per l’anno in corso.

L’analisi del mercato farmaceutico evidenzia che la spesa farmaceutica si è ulteriormente contratta nel corso dell’ultimo anno con un aumento della vendita diretta dell’industria in farmacia, che ormai ha raggiunto quasi il 25% del mercato complessivo. In questo panorama Comifar continua comunque ad essere l’azienda leader della distribuzione farmaceutica con circa il 18% del settore. Si rileva che il numero dei grossisti con una copertura geografica limitata si mantiene elevato ( sono circa una novantina) e complessivamente sviluppano quasi un terzo del mercato.

L’azienda ha dichiarato che nel corso dell’anno, al fine di mantenere il soddisfacente equilibrio finanziario raggiunto, e per recuperare le quote di mercato con la fidelizzazione delle nuove aperture di farmacie a seguito dei concorsi regionali, dovranno essere attuate delle azioni che comporteranno:

Come OO.SS. abbiamo dichiarato la nostra contrarietà alle chiusure annunciate, in particolare chiedendo il massimo mantenimento dei livelli occupazionali, ed una attenta e corretta valutazione dei carichi di lavoro esistenti, rilevando che la diminuzione di prezzo dei farmaci non comporta la riduzione del numero dei pezzi movimentati, mentre i livelli occupazionali attuali di Comifar sono ormai al limite del minimo necessario a garantire una corretta offerta di servizio.

Al fine di una valutazione più approfondita relativamente alle operazioni di chiusura dichiarate dall’azienda si è concordato che il prossimo incontro si terrà mercoledì 13 marzo p.v. con inizio alle ore 11.00. Vi informeremo sulla sede non appena questa ci sarà comunicata.

p. La Filcams CGIL Nazionale

Alessio Di Labio

Care/i compagne/i,

Il giorno 20 luglio 2012 si è riunito il coordinamento nazionale delle delegate e dei delegati Comifar a cui hanno partecipato anche le rappresentanze di Spem.

Proprio su questo si è concentrata parte della riunione. Nonostante Spem abbia fatto un fatturato del + 14%, e sia considerata strategica per le sue caratteristiche che permettono un rapporto diretto e fluido con le farmacie, attraverso il quale viene garantita efficienza nel servizio, è stato deciso di abbandonare la gestione del magazzino di Segrate per affidare le attività al magazzino di Comifar Novate. Inoltre la dirigenza di Spem, nonostante sia la stessa che gestisce le relazioni sindacali in Comifar, ha aperto la vertenza attraverso una procedura di mobilità negando che si sia trattato di un passaggio di ramo d’azienda e rifiutando qualsiasi legame con Comifar.
Sia la fase sindacale che l’esame presso la regione Lomabardia non hanno permesso di trovare un accordo in quanto la disponibilità mostrata dall’azienda non è sta sufficiente sia per quanto riguarda le possibili ricollocazioni sia sulle quantità dell’incentivo all’esodo.
In attesa che si apra il percorso legale, il coordinamento esprime solidarietà ai lavoratori della Spem di Segrate, e ritiene incomprensibile la strategia aziendale, essendo stato dichiarato dalla stessa che Spem abbia un ruolo strategico sul mercato.
La chiusura di Spem si aggiunge ad una serie di interventi con importante impatto occupazionale che negli ultimi anni hanno interessato il gruppo, il coordinamento denuncia la mancanza di un piano industriale e commerciale organico, ed una forte preoccupazione per l’andamento del gruppo.

Si ritiene altresì urgente un confronto per avere chiarezza sulle strategie aziendali e sul posizionamento del gruppo in Europa e soprattutto in Italia visti i cambiamenti che il mercato sta affrontando.

Parallelamente è opportuno rilanciare il ruolo del coordinamento nazionale per condividere informazioni su quanto accade nella varie unità produttive ed al fine di elaborare politiche sindacali uniche per tutta Italia.Il coordinamento nella riunione ha confermato la nomina al CAE Phoenix di Alessandro Bettio, rappresentante sindacale del magazzino di Paese Treviso, con il quale il è stata condivisa la necessità di rilanciare il ruolo che il sindacato può avere a quel livello.

Infine il coordinamento dedica un caro ricordo al compagno Marco Lodoli, RSU di Novate, recentemente scomparso.

Cari saluti
p. La Filcams CGIL Nazionale
Alessio Di Labio

Roma, 14 ottobre 2011

TESTO UNITARIO

Il 13 ottobre 2011 si è tenuto l’esame congiunto con Comifar e Grossfarma richiesto dalle OOSS Nazionali a seguito della comunicazione dell’ avvio della procedura di fusione per incorporazione in Comifar Distribuzione di Grossfarma Distribuzione SpA.
Grosfarma è un importante player del mercato siciliano della distribuzione intermedia del farmaco con unità distributive a Palermo, Misterbianco (CT) e Siracusa.
E’ controllato al 100% da Comifar Distribuzione che ha deliberato recentemente la sua incorporazione secondo una logica di accentramento commerciale e ottimizzazione del servizio.
I 141 dipendenti attualmente occupati da Grossfarma passeranno pertanto alle dipendenze di Comifar senza soluzione di continuità a far data dal 1 dicembre 2011.
Successivamente al perfezionamento della suddetta operazione societaria il management provvederà ad una valutazione complessiva delle condizioni organizzative anche alla luce della non facile congiuntura di mercato locale e di settore.
Particolarmente delicata appare la situazione del magazzino di Siracusa (che occupa 13 dipendenti) per il quale è imminente la scadenza del contratto di locazione e che non viene ritenuto strategico in un’ottica di presidio commerciale della regione. Lo stesso dicasi per le attività della struttura amministrativa di Misterbianco (15 dipendenti) che verrà accentrata a Novate Milanese.
Come OO.SS. abbiamo richiesto l’attivazione di un percorso di confronto preventivo che coinvolga anche le strutture territoriali, volto a mettere in campo strumenti non traumatici per le lavoratrici e i lavoratori interessati dalla riorganizzazione.
In merito ai trattamenti economici e normativi della contrattazione integrativa, abbiamo ottenuto l’impegno di Comifar ad estendere con tempi e modalità da definire quanto verrà pattuito fra le parti nell’ambito dell’imminente rinnovo dei contratti integrativi del Gruppo.

p. la Filcams Cgil Nazionale
Alessio di Labio – Cristian Sesena

In data 27 aprile 2011 presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali si è svolto il previsto incontro con Comifar SpA per l’espletamento della fase amministrativa della procedura di mobilità riguardante i lavoratori delle unità distributive di Ancona, Rimini e Rieti. Per i magazzini di Rimini e Ancona è stata individuata la cassa integrazione guadagni straordinaria per cessazione di attività della durata di 12 mesi a zero ore, che si va ad affiancare al piano di trasferimenti volontari presso la nuova unità distributiva di Marotta (PS). Per il magazzino di Rieti la cassa integrazione guadagni per crisi sempre della durata di 12 mesi, per un massimo di 15 addetti a rotazione. Entrambe decorreranno dal 1 giugno 2011. I termini di chiusura della mobilità sono stati prorogati al 15 marzo 2012 con la possibilità di uscita su base volontaria e incentivata.
Le erogazioni economiche a titolo di incentivo all’esodo, le integrazioni ai trattamenti di cassa, e i sostegni economici al trasferimento sono stati inseriti in un verbale di accordo a latere che tra l’altro, stabilisce fin da ora che l’orario di lavoro del nuovo magazzino di Marotta sarà di 40 ore settimanali e che ai lavoratori full time trasferiti da Rimini e Ancona verrà garantita una pausa retribuita di 10 minuti giornalieri.
Il confronto con le OOSS Territoriali delle unità distributive interessate da questa riorganizzazione continuerà nei prossimi mesi: per le lavoratrici e i lavoratori che dai magazzini in chiusura inizieranno a far data dal 9 maggio 2011 a prestare servizio presso il magazzino di Marotta, il confronto verterà su organizzazione del lavoro e articolazione oraria; per quanto riguarda Rieti, la situazione commerciale ed economica sarà oggetto di costante monitoraggio e prevederà una verifica esaustiva al 31 dicembre 2011.

A livello nazionale le parti firmatarie si incontreranno entro la fine di febbraio 2012 per una valutazione dell’efficacia degli strumenti messi in atto per assorbire l’esubero.

p. la Filcams Cgil nazionale
Cristian Sesena