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Roma , 9 luglio 2013


si è svolto in data 4 luglio us il previsto incontro con l’azienda in oggetto. Dopo ampia e serrata discussione in merito alla procedura aperta dall’azienda e riguardante in particolar modo l’accesso agli ammortizzatori sociali si è convenuto quanto segue. L’azienda, che nasce in Italia nel 2004, è presente in 40 paesi del mondo ed è controllata dalla capogruppo danese.

Distribuisce in Italia abbigliamento uomo, donna e bambino per vari marchi tra cui i più conosciuti sono Jack & James e Name.it nelle varie sedi che sono state indicate nella procedura di mobilità. Causa la contrazione del mercato negli ultimi anni l’azienda ci ha dichiarato che negli ultimi due esercizi finanziari ha subito una perdita costante del 20% annuo. A fronte di ciò ha proceduto a non confermare i contratti a TD ed evitare gli straordinari al personale dipendente.
Non hanno dichiarato nuove assunzioni ma al massimo ci hanno riferito solo di possibili sostituzioni tra gli agenti di commercio che collaborano con l’azienda. Alla fine di maggio 2013 è stata chiusa l’attività nel pdv di Torino. Purtroppo ciò non è stato sufficiente e la decisione è stata quella di aprire la mobilità per licenziare 9 dipendenti tra la sede di Castel San Pietro (BO), per cinque dipendenti ed altri quattro dipendenti rispettivamente sulle sedi di Ancona, Scandicci, Roma e Napoli, per un totale di 9 dipendenti. Nello specifico la decisione è stata quella di sopprimere la figura professionale dell’impiegato amministrativo di showroom per mantenere solo quella di vendita.
Avendo un totale di 9 esuberi dichiarati e la volontà della controllante danese di licenziare tutti entro i termini previsti dalla procedura abbiamo insistito che per quanto ci riguarda l’unica soluzione accettabile era la gestione non traumatica della vertenza. Il rappresentante aziendale ed il suo consulente del lavoro hanno alla fine accettato di discutere in sede ministeriale il ricorso agli ammortizzatori, dal ricorso alla cassa e fino alla mobilità volontaria incentivata. Per tale motivo, ed alla luce del fatto che l’esubero dichiarato è inferiore alle dieci unità, abbiamo deciso di siglare il mancato accordo in sede sindacale, che vi alleghiamo, e di rimanere in attesa della convocazione del Ministero che, presumibilmente, sarà alla fine del mese in corso. Nel frattempo invitiamo ad informare i lavoratori, sarà nostra cura informarvi sulla data di convocazione al Ministero e sul proseguo del confronto in essere con l’azienda.

p. Filcams Nazionale
A. Ferrone