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Roma 21 febbraio 2018


Documento conclusivo Coordinamento Nazionale Gruppo Amazon

Giovedì 15 febbraio 2018 si è riunito a Bologna il coordinamento Nazionale Amazon per discutere della situazione del Gruppo in Italia. La riunione organizzata dalla CGIL Nazionale e dalle Categorie Nazionali FILCAMS, FILT, NIDIL, SLC ha visto la partecipazione delle strutture confederali territoriali, delle categorie territoriali, delle rappresentanze dei lavoratori (RSA).

Un primo elemento scaturito dalla riunione è stato quello delle iniziative già realizzate nel corso degli ultimi anni sino ad oggi, iniziative che hanno reso possibile la riunione nazionale odierna e la stessa costituzione in embrione del Coordinamento Amazon. Si tratta di iniziative sindacali che hanno riguardato i siti di Castel S.Giovanni che applicano i contratti del Commercio TDS e della Logistica, il sistema delle imprese in appalto della logistica in Lombardia ed in Toscana , il sito di Vercelli con il coordinamento confederale e delle categorie, il sito di Passo Corese nel Lazio, quelli di Bergamo e Torino di prossima apertura. Se primi confronti territoriali si stanno avviando a partire da Castel S.Giovanni e nei siti sopra indicati questo è dovuto alla iniziativa di sindacalizzazione in corso, alle iniziative già intraprese.

Un primo compito che il coordinamento si propone è quello di allargare le iniziative a tutti i siti coinvolti, rafforzando i rapporti unitari attorno al Gruppo Amazon e individuando i problemi di carattere nazionale da porre all’attenzione di tutto il paese e delle istituzioni ai vari livelli.

I principali temi sindacali emersi a livello territoriale e nazionale nella riunione sono stati:

Occupazione. Gli occupati diretti sono cresciuti in misura importante nei diversi siti e ancora maggiormente il ricorso al lavoro in somministrazione che allo stato non sembra rispetti le percentuali definite in sede di contratti nazionali di lavoro. Se per gli occupati diretti nel corso della riunione è stata posta l’attenzione sulle nuove normative in materia di licenziamenti illegittimi che non prevedono la tutela reale, per i somministrati è stata avanzata la necessità di costruire strumenti (bacini di prelazione, diritti di precedenza, ecc) che consentano la continuità occupazionale dei lavoratori, soggetti ad un turn over esasperato, e una stabilizzazione dei rapporti di lavoro.

Organizzazione del Lavoro. E’ stata denunciata nella riunione una situazione di forte pressione sui ritmi di lavoro, di controllo della prestazione continuo e pressante. Altre criticità riguardano i lavoratori che fanno esclusivamente turni notturni e gli orari di lavoro per i lavoratori che si occupano della distribuzione urbana delle merci (drivers, riders etc) Rispetto a tali criticità a partire dal confronto territoriale andranno avanzate proposte che prevedano la rotazione su turni e postazioni lavorative, distribuzione più equa dei carichi di lavoro, ricorso alla volontarietà sui turni, rispetto degli orari di lavoro e delle specifiche normative per i drivers, previsti nel CCNL.

Salute e Sicurezza. Il lavoro in Amazon richiede di stare in piedi per l’intero turno, ivi compresi i periodi di briefing, con una potenziale esposizione a malattie professionali muscolo scheletriche a partire dalla schiena. Se nella riunione non sono mancati riferimenti al fatto che in alcuni siti sembrerebbero essere rispettate le normative sulla formazione in materia di sicurezza, allo stesso tempo non è ancora pienamente apprezzabile il pieno rispetto di quanto previsto dalla legge in materia di rappresentanza, di documento di valutazione dei rischi, di visite periodiche, di attenzione ai fattori di rischio specifici, di rapporto con gli enti esterni INAIL, ASL e più in generale con gli ispettori dell’INL a livello locale. A questo proposito potrebbe essere utile costruire nei siti strutture paritetiche di partecipazione in materia. Inoltre visto l’alto ricorso al lavoro somministrato occorre avere certezza del rispetto della legge, a partire dalla formazione obbligatoria per i lavoratori.

Retribuzioni, inquadramento professionale, contrattazione di secondo livello. Al momento esistono problemi di rispetto del contratto in materia di inquadramento per i lavoratori diretti, anche se nelle situazioni di più avanzate iniziative sindacali sono state segnalate le prime risposte positive che sono arrivate. Si è in presenza di un non corretto inquadramento per i lavoratori somministrati più basso di quello previsto per gli occupati diretti, il tutto in contrasto con la normativa di parità di trattamento previste dalle normative europee e nazionali. Altro aspetto è quello di un gruppo che produce alti livelli di valore aggiunto che non vengono redistribuiti in modo equo per chi lavora. E’ chiaro che la risposta a questo ultimo problema è la definizione dei premi di risultato a livello aziendale da riconoscere a tutti i lavoratori, mentre per gli altri temi richiamati si tratta di applicare coerentemente normative contrattuali nazionali e di legge.

Servizi pubblici e privati. Si tratta in primo luogo del problema dei trasporti per siti che sono fuori dai perimetri urbani, distanti diversi chilometri dai principali punti di collegamento e mal raggiungibili soprattutto rispetto agli orari di lavoro aziendali. Si tratta di una questione che riguarda il rapporto con l’impresa e le stesse istituzioni.

Trattamento dei Dati sensibili dei Lavoratori. Le procedure e le tecnologie di Amazon in materia non sembrano rispettare quanto previsto dallo statuto dei Lavoratori e dal Codice della Privacy. Anche su questo tema occorrerà confrontarsi, a partire dal livello territoriale per ricercare soluzioni che tutelino la libertà e dignità del lavoratore.

Comunicazione e organising; la fase di mobilitazione in Amazon, che ha portato al primo grande sciopero nel principale hub di Piacenza, necessita di interventi di comunicazione specifici, per diffondere all’esterno messaggi corretti quanto incisivi sulla situazione aziendale, falsata nell’immaginario collettivo da informazioni spesso approssimative sulle condizioni di migliaia di lavoratori.
In questa fase è necessario creare sinergia tra lavoratori inquadrati in diverse categorie, evitando sfilacciamenti e incongruenze nel flusso di informazioni, tarando contenuti e linguaggi al target prescelto (comunicazione interna intercategoriale o esterna verso utenti/clienti).
Occorre intervenire con un codice comunicativo unico, chiaro e diretto per:
·comunicare correttamente quanto accade nelle sedi Amazon italiane;
·mettere in relazione, ogni qual volta serva, l’organizzazione del lavoro negli hub italiani con quelli stranieri, ricercando analogie che consentano la condivisione di esperienze tra lavoratori e rinsaldando il rapporto tra le categorie rappresentative delle diverse tipologie di lavoratori (servizi, trasporti, somministrati,…);
·promuovere iniziative che rispondano ad una comune strategia comunicativa, per arrivare più tempestivamente “al cuore” dei problemi;

Nel corso della riunione non sono poi mancati riferimenti a problemi di carattere più generale nazionale e internazionale relativi al gruppo Amazon.
Il primo è relativo al settore di attività di Amazon, quello dell’E-Commerce e al rapporto di quest’ultimo con quello della logistica, tema decisivo per lo sviluppo e la crescita del nostro paese e dei suoi livelli produttivi. Si tratta del tema di politica industriale oggetto di un confronto con ben quattro ministeri presso il MISE. In sintesi si è in presenza di una questione di politica industriale che la CGIL vuole sollevare assieme alle categorie nazionali. Una questione che riguarda lo sviluppo a livello territoriale, la sostenibilità dello stesso visto anche il ricorso quasi esclusivo all’utilizzo di mezzi trasporto su gomma.

Un altro aspetto importante è costituito dal tema regolatorio sollevato da AGCOM che ha diffidato Amazon a presentare richiesta di autorizzazione generale all’ esercizio del servizio di recapito con tutti gli obblighi legislativi che questo comporta, a partire dal rispetto delle delibere del regolatore. Si tratta di una questione che attiene al funzionamento del mercato, al rispetto degli altri operatori, alle regole contrattuali da applicare. Anche per tale aspetto la CGIL Confederale metterà in campo una propria riflessione, anche unitaria a partire dal rapporto con il regolatore.

Un ulteriore punto viene inoltre dal fatto che Amazon è una delle aziende più grandi e influenti a livello mondiale e che le sue iniziative andranno affrontate a livello transnazionale, imprescindibile per capire ancora meglio come difendere e tutelari i lavoratori nei singoli siti. A questo proposito la CGIL presterà tutta la sua attenzione e fornirà il proprio contributo, attraverso le categorie che vi partecipano, alla iniziativa del 19/20 Aprile 2018 Amazon Networking Meeting organizzato da UNIGLOBAL UNION a Roma.

Vista la complessità della struttura societaria e occupazionale di Amazon, è necessario un coinvolgimento reciproco delle categorie, in stretto raccordo con la Confederazione ai vari livelli, rispetto ai tavoli negoziali aperti e che dovessero aprirsi.

La riunione del Coordinamento, in cui tra gli altri è intervenuta anche la Segreteria Confederale Nazionale, si è conclusa con l’impegno di verifiche periodiche per una valutazione della vertenza e dell’avanzamento sui temi sindacali indicati nella discussione e nel documento in oggetto.
A tal fine saranno raccolti gli accordi sindacali già fatti e quelli futuri nella filiera Amazon.

Roma, 20 dicembre 2017

Si è svolta il 14 u.s. una riunione delle strutture nazionali di Filcams, Filt e NIdiL finalizzata a strutturare un’azione sindacale coordinata sulla multinazionale statunitense Amazon.

Come noto, Amazon è presente, con diverse forme societarie in Italia, con tre Hub; al primo sito di Castel San Giovanni (PC), si sono aggiunti quest’anno quelli di Vercelli e Passo Corese; ai tre Hub si aggiungono altri siti, in varie regioni, che hanno diverse funzioni, dall’assistenza clienti al deposito e allo smistamento.

Nelle varie realtà sono applicati per lo più due CCNL, quello della Logistica e quello del Terziario, e c’è, praticamente ovunque, un ricorso massiccio al lavoro somministrato.

Più nello specifico, nei due nuovi Hub di Vercelli e Passo Corese è applicato il CCNL Logistica come pure nelle altre realtà gestite direttamente dall’azienda e relative al trasporto (driver), mentre a Castel San Giovanni è applicato quello del Commercio TDS Confcommercio. In Lombardia viene prevalentemente applicato il CCNL Logistica così come in Toscana ed in altri siti, che pur lavorando per Amazon sono gestiti da soggetti terzi, come avviene in Veneto e che compongono una piccola galassia che gira attorno alla multinazionale dell’e-commerce. Per quanto attiene al sito di Cagliari, dedicato al Costumer Service, troverebbe applicazione il CCNL TLC.

Le questioni sindacali aperte sono articolate e di varia natura. Innanzitutto l’azienda non vuole avere per sua impostazione strategica, come dimostrato dalla vicenda di Castel San Giovanni, relazioni strutturate con le OO.SS..

Il mercato del lavoro interno è molto variegato in termini di applicazioni contrattuali e tipologie lavorative usate con ampio ricorso al part-time, tempo indeterminato e tempo determinato, somministrazione lavoro (anche nella versione MOG ex art. 51 CCNL somministrazione), ricorso a cooperative e società di spedizione.

Il reclutamento dei lavoratori, che avviene attraverso le agenzie per il lavoro (in particolare Adecco, Gi Group, Manpower), è continuo e vorticoso, con picchi in determinati periodi dell’anno, come pure particolarmente forte è il turn over degli stessi.

Negli Hub di magazzinaggio e lavorazione degli ordini, le condizioni di lavoro sono particolarmente dure (tempi di lavorazione, quantità e ampiezza degli spostamenti, pause) con riflessi sulla salute e sicurezza dei lavoratori. In genere la pressione esercitata sui lavoratori è molto forte e, ovviamente, è direttamente proporzionale alla loro ricattabilità occupazionale. Per tutti i motivi sopra evidenziati, la sindacalizzazione dei lavoratori è difficile e presenta notevoli complessità di approccio e, da quanto risulta è più strutturata nell’Hub di Castel San Giovanni, più rivolta ai driver in Lombardia, ad alcuni iscritti e punti di riferimento in Piemonte, Veneto, Toscana, Lazio.

E’ evidente altresì che le diverse applicazioni contrattuali e le diverse tipologie utilizzate rafforzano la intransigente posizione aziendale, mentre lo sforzo comune da mettere in campo è quello per la sindacalizzazione dei lavoratori, indipendentemente dalla natura del rapporto contrattuale.

Nella riunione svolta tra Filcams, Filt e NIdil si sono condivise:

    ·la costituzione di un Coordinamento nazionale, in stretto raccordo con la Confederazione, da replicarsi auspicabilmente ad ogni livello della nostra organizzazione, nei territori in cui è presente, direttamente o indirettamente, Amazon;

    ·l’avvio di una mappatura, maggiormente delineata delle realtà produttive afferenti al mondo Amazon e della loro composizione occupazionale;

    ·la predisposizione di materiale informativo, predisposto dalle realtà sindacali coinvolte, destinato ai lavoratori, con particolare attenzione alla possibile composizione multietnica della manodopera;

    ·la realizzazione, nei primi mesi del 2018, di una iniziativa pubblica congiunta preceduta o seguita da una attività formativa per strutture e Rappresentanze dei lavoratori finalizzata allo sviluppo della rappresentanza in Amazon;

    ·la partecipazione anche di NIdiL e Filt alle prossime riunioni dell’Alleanza sindacale internazionale promossa da UNIGlobal Union che si terrà in Italia.

Il coordinamento si riunirà con cadenza mensile, a partire dal prossimo 11 gennaio, per procedere nell’operatività e nella strutturazione del lavoro comune, aperto ad altre federazioni della CGIL eventualmente coinvolte. Lo stretto raccordo delle Federazioni coinvolte potrà essere propedeutico anche ad analoghe iniziative unitarie come rimane ovviamente da perseguire ogni azione unitaria praticabile a qualsiasi livello.

I compagni di riferimento nelle strutture nazionali di categoria sono i seguenti:

FILCAMS CGIL
Massimo Mensi

FILT CGIL
Danilo Morini

NIDIL CGIL
Simone Marinelli

FILCAMS CGILFILT CGIL NIdiL CGIL
F.Russo M. Mensi G. Guida D. Morini S.Marinelli A. Borghesi

Roma 01/12/2016

Il 29 novembre scorso in Assolombarda si è tenuta la procedura relativa al trasferimento di ramo d’azienda da Amazon City Logistica (ACL) ad Amazon Italia Transport (AIT), quest’ultima creata appositamente. Di fatto, come si legge dal verbale di esperita procedura in allegato, 69 dipendenti, a cui vanno aggiunti 3 dirigenti, passano da ACL a AIT. ACL, con i rimanenti 44 dipendenti, continuerà a svolgere la propria attività di prime now, ovvero l’evasione dell’ordine per i prodotti a rapida consegna (questa modalità al momento è attiva solo su alcune aree di Milano Area Metropolitana), mentre AIT svolgerà attività logistica (ma non di consegna) nei 5 hub attuali. L’azienda ha dichiarato che l’applicazione del ccnl trasporti e logistica in AIT deriva meramente dall’applicazione di quanto normalmente applicato negli hub di logistica, mentre nelle restanti realtà aziendali, ACL compresa, continuerà l’applicazione del ccnl tds. Per garantire l’armonizzazione dal ccnl tds al ccnl trasporti e logistica ai lavoratori coinvolti nella cessione, è previsto un apposito incontro il 13 dicembre prossimo alle ore 15.00, sempre presso Assolombarda in via Pantano a Milano.
Cari saluti.

P.Filcams CGIL Nazionale
Massimo Mensi