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Roma, 30 novembre 2012

il 29 novembre scorso si è svolto con l’azienda in oggetto un primo incontro relativamente alla procedura Artt. 4 e 24 L. 223/91, che prevedeva la dichiarazione di 21 esuberi su un complessivo di 88 dipendenti presenti sulle sedi di Bologna, Firenze, Treviglio, Parma e Padova, prevedendo la chiusura delle ultime due.

L’azienda ha subito confermato il contenuto di quanto già espresso nella lettera di apertura di della procedura di licenziamento collettivo per riduzione del personale lamentando uno stato di crisi dal duplice aspetto:

        ·contingente alla crisi degli ultimi anni con enormi diminuzioni di fatturato e un restringimento sempre maggiore dei margini di utili;

        ·strutturale rispetto al modello che le aziende del settore adottano, dichiarando le filiali di Padova e Parma non rientranti nella strategia aziendale futura, e un sopradimensionamento di personale per la filiale di Treviglio e Bologna.

A fronte di un’ampia analisi della situazione generale, riprendendo il percorso degli ultimi anni sull’andamento generale dell’azienda, abbiamo richiesto di intraprendere tutte le alternative meno traumatiche per il livello occupazionale.

Abbiamo ottenuto la diminuzione di 6 unità degli esuberi, riducendo il numero complessivo a 15, avendo, per questi, la garanzia di utilizzare tutti gli ammortizzatori sociali utili a disposizione, tenendo presente che negli ultimi tre anni l’azienda ha già usufruito di 24 mesi di Contratto di solidarietà.

L’azienda ha ribadito che le filiali di Padova e Parma non rientrano più nella loro politica d’impresa, pertanto la loro decisione di chiuderle è irrinunciabile.

Rispetto alla sede di Padova siamo riusciti ad escludere due unità con la qualifica di “Venditori esterni” secondo un ragionamento che preveda la non uscita dalla fetta di mercato della regione Veneto, trasferendo la propria sede di lavoro formale a quella più vicina.
Nella sede di Bologna si va verso la direzione dell’applicazione del Contratto di solidarietà per 12 mesi riuscendo a mantenere tutto l’attuale livello occupazionale.

Per la sede di Treviglio sarà applicata la CIGS a zero ore per quelle figure professionali dichiarate in esubero rispetto al nuovo modello organizzativo che l’azienda vorrà applicare.

Per i 15 esuberi, oltre ad accettare la nostra proposta di applicazione la CIGS, l’azienda ci ha proposto un piano di copertura economica per coloro i quali decideranno volontariamente di andar via secondo il criterio della non opposizione.

Rimangono da definire i seguenti punti:

        ·misura di applicazione della riduzione di orario del CDS sulla sede di Bologna
        ·piano incentivi per i lavoratori che decideranno di lasciare l’azienda volontariamente

In vista del nuovo incontro, vi chiediamo di voler provvedere alle propedeutiche assemblee consultative dei lavoratori dei singoli territori interessati, chiedendovi, pertanto, di comunicarci i relativi esiti prima del dell’incontro già programmato per il 13 dicembre 2012 alle ore 11 presso la Confcommercio Ascom di Bologna di Strada Maggiore,13.

p. la Filcams Cgil Nazionale
Sandro Pagaria

Roma, 25 marzo 2009


Oggetto: Esito incontro Almet Italia srl – contratto di solidarietà art. 1 L. 863/84.

Il 19 marzo presso l’Ascom di Bologna si è svolto l’incontro con ALMET ITALIA SRL per discutere il contratto di solidarietà ai sensi dell’art. 1, legge 863/84 a seguito dell’esubero dichiarato e dello stato di crisi.

L’azienda ha ripercorso le motivazioni che hanno determinato la grave diminuzione della domanda iniziata dal Novembre 2008 e che si è aggravata nel corso di questi ultimi mesi con una perdita operativa (EBIT) stimata, nei primi due mesi dell’anno, in – 400.000 Euro.

Per fronteggiare la crisi, oltre al ricorso al CDS, l’azienda ha attuato altre azioni di contenimento dei costi a partire da un controllo e riduzione delle spese correnti descritte nel verbale allegato.

Alla luce di questo quadro si è definito un accordo per il contratto di solidarietà. Il contratto ha decorrenza dal 06 aprile 2009 per 24 mesi; entro 10 mesi dall’avvio le parti si incontreranno per verificare anche la possibilità di porre termine al regime di solidarietà.

La riduzione interesserà 72 dipendenti, inclusi i contratti a termine e di inserimento. Nella riduzione rientrano anche i lavoratori del “Centro Metalli” di Bologna inizialmente non previsti nella comunicazione della procedura ma che sono stati successivamente inclusi alla luce del peggioramento degli andamenti aziendali registrati tra febbraio e marzo.

La riduzione potrà essere effettuata da un minimo del 16% a un massimo del 30% rispetto all’orario ordinario applicato ma per i part-time non si potrà scendere sotto le 18 ore settimanali.
Al punto 3 l’Accordo contiene un refuso poiché dice “i part-time a 21 ore settimanali avranno una riduzione massima di 4 ore ….” Abbiamo già chiarito il refuso con l’azienda e quindi le ore di riduzione sono massimo 3 e non 4 in coerenza con quanto dichiarato al punto precedente.

Dal 6 aprile la riduzione sarà del 20% con conseguente nuova articolazione dell’orario settimanale; qualsiasi variazione stabile di tale articolazione sarà preventivamente comunicata alla RSA e ai firmatari dell’Accordo.

L’azienda anticiperà, per un periodo massimo di tre mesi, l’importo dell’integrazione salariale.

Per i contratti a termine e di inserimento, c’è l’impegno a verificare la possibilità della loro proroga/conferma previo confronto con le RSA e con i firmatari dell’accordo.

L’azienda ha riconosciuto l’agibilità sindacale nelle filiali, dove non sono presenti RSA per illustrare i contenuti dell’intesa.


FILCAMS-CGIL Nazionale
(M. Grazia Gabrielli)