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Roma, 6 maggio 2010

Oggetto: Incontro ACCENTURE (ex Arthis)

TESTO UNITARIO

nella giornata di ieri 4 maggio si è svolto presso la sede Assolombarda di Milano il previsto incontro tra le Segreterie Nazionali di Filcams, Fisascat e UILTuCS, assistite da una folta delegazione composta dalle strutture territoriali, rappresentanze sindacali aziendali, lavoratrici e lavoratori, con l’azienda in oggetto in ordine alla procedura di mobilità da essa avviata in data 14 aprile che prevede la chiusura dei siti di Ancona e Catania e una riduzione di organico nella sede di Milano per complessive 124 unità.

L’azienda ha inizialmente illustrato le motivazione che la inducono a procedere alla suddetta riduzione di organico senza aggiungere fatti nuovi rilevanti rispetto ai contenuti della lettera di apertura della procedura.

A ciò le Segreterie Nazionali – dopo aver richiamato gli obblighi di leale collaborazione che ai sensi delle norme di legge vigenti vincolano l’azienda nell’ambito di una procedura di mobilità – hanno replicato unitariamente argomentando i seguenti elementi:

1. Malgrado le reiterate richieste avanzate, da ultimo formalmente in occasione dell’incontro sindacale svoltosi il 16 febbraio us, l’azienda non ha ancora provveduto a trasmettere alle Segreterie Nazionali copia degli ultimi 3 bilanci d’esercizio. A tale riguardo si è precisato che ciò non viene richiesto per appurare quanto già noto a tutti, vale a dire che l’azienda ha sempre chiuso i propri bilanci in attivo, quanto ulteriori aspetti e questioni che possono essere rilevanti ai fini della procedura avviata.

2. L’azienda non ha neppure provveduto a trasmettere alle Segreterie Nazionali copia dei contratti siglati con le principali aziende sue committenti già appartenenti al Gruppo Rinascente (Auchan, SMA, ecc.) sia nel corso degli ultimi mesi, sia precedenti, dichiarando di non potervi provvedere in quanto vincolata da obblighi di riservatezza nei confronti di tali aziende. Le Segreterie Nazionali hanno pertanto rinnovato formalmente tale richiesta aggiungendo che in occasione di un altro incontro sindacale con una di tali aziende non solo è stata negata la presenza di tale impegno, ma è stato altresì affermato pubblicamente che già nel 2007 un autorevole dirigente della Arthis aveva manifestato l’intenzione di procedere alla chiusura dei siti di Ancona e Catania.

3. La situazione di sostanziale “mono-committenza” oggi lamentata dall’azienda nei confronti delle società nate dalla dissoluzione del Gruppo Rinascente era circostanza nota fina dal 2003, e proprio in forza di tale circostanza si giunse a un accordo di passaggio nell’ambito della procedura ex-Art. 2112 codice civile e norme connesse che prevedeva precise ed ampie tutele nei confronti dei lavoratori oggetto del trasferimento, nonché all’impegno da parte della società di operare attivamente per fuoriuscire da tale condizione. Questo impegno non è stato realizzato negli anni seguenti anche a seguito di una prima rinegoziazione dei contratti di servizio intervenuta nel 2007, dalla quale Arthis ricevette un cospicuo controvalore monetario, ignoto per altro alle organizzazioni sindacali nel suo esatto ammontare.

4. E’ strumentale addurre, a sostegno della procedura di mobilità, la situazione di crisi in cui versa l’area della grande distribuzione che non ha esercitato effetto alcuno sull’andamento economico dell’ACCENTURE-Arthis, Oggi l’azienda – hanno sottolineato le Segreterie Nazionali – invece di operare per permettere e favorire un rilancio salvaguardando i livelli occupazionali ha preferito cogliere al balzo l’opportunità della crisi generale per tentare di chiudere i due siti di Ancona e Catania, nonché ridurre il personale della sede di Milano, trasferendo nel contempo parte delle proprie attività in una nazione off-shore (le Isole Mauritius), ove risulterebbe già attivo un centro preposto a tali compiti.

5. Invece di preoccuparsi di fare fronte agli impegni assunti nel 2003 nell’ambito dell’accordo di passaggio nei confronti del personale acquisito, nonché di pretendere che anche gli altri firmatari di quell’intesa (ossia le società scaturite dallo scioglimento del Gruppo Rinascente) facciano lo stesso, l’azienda si nasconde dietro giustificazioni poco credibili, e probabilmente prive di fondamento.

Sulla base di tali considerazioni, le Segreterie Nazionali di Filcams, Fisascat e UILTuCS hanno dichiarato di giudicare immotivata e strumentale la procedura di mobilità avviata dall’azienda, aggiungendo che non tocca ad esse, nell’ambito del confronto in sede sindacale, cui farà senz’altro seguito il confronto in sede ministeriale ai sensi delle norme di legge vigenti, proporre soluzioni che partano dall’accettazione della legittimità della richiesta di riduzione di organico. E’ invece l’azienda che dovrebbe e dovrà interrogarsi circa gli effetti del passo compiuto qualora intenda perseverare su tale strada.

Nel contempo, le Segreterie Nazionali hanno annunciato che procederanno immediatamente al coinvolgimento delle aziende clienti (SMA, Auchan, ecc) perché anche queste si facciano carico degli impegni assunti nell’accordo sottoscritto nel 2003 nei confronti dei lavoratori passati ad Arthis.

Le Parti hanno pertanto convenuto in ogni caso di incontrarsi nuovamente in data 27 maggio 2010, sempre presso la sede dell’Assolombarda, ossia alla scadenza dei 45 giorni previsti per la fase di confronto in sede sindacale , al fine di trasmettere al Ministero del Lavoro l’esito di tale confronto per dare avvio alla fase successiva in sede amministrativa. Le OO. SS. hanno auspicato che l’azienda, in questo lasso di tempo, maturi consapevolezza della gravità dell’atto compiuto e modifichi le proprie intenzioni,

Le Segreterie Nazionali confermano pertanto lo stato di agitazione già proclamato e sostengono le iniziative di lotta e mobilitazione che le strutture territoriali coinvolte intenderanno mettere in campo in vista di tale scadenza, a cominciare dallo svolgimento di assemblee informative in tutti i siti coinvolti.

p. La Filcams CGIL Nazionale
M. Grazia Gabrielli

Roma, 28 aprile 2010

Oggetto: Accenture conferma incontro 4 maggio 2010 e proclamazione sciopero

TESTO UNITARIO

Con comunicazione del 14 aprile us la società Accenture ha formalizzato l’Apertura della procedura di mobilità con la dismissione delle sedi di Ancona e Catania e un esubero nella sede di Milano.

Nella procedura, la società indica le ragioni di tale decisione riconducibili a:

    ·razionalizzazione della struttura facendo leva sulla riduzione dei costi
    ·perdita di una commessa che determina la necessità di una riduzione del personale

Tali due aspetti si concretizzano drammaticamente con il licenziamento di 86 lavoratori occupati ad Ancona e Catania e di 38 lavoratori occupati nella sede di Milano.

Nel motivare le proprie decisioni, l’azienda non ha fatto espresso riferimento a quanto già indicato nell’incontro del 16 febbraio cioè la rinegoziazione dei contratti con le diverse società e soprattutto l’aspetto più controverso dato dalla riduzione dei costi prevista anche attraverso la delocalizzazione di una parte delle attività alle isole Mauritius.

L’apertura della procedura di mobilità indica anche la volontà dell’azienda di confermare il proprio progetto di riorganizzazione verso il quale le strutture nazionali di FILCAMS-FISASCAT-UILTuCS, unitamente alle strutture territoriali e alle RSA/RSU di Accenture (Arthis) hanno già espresso forte contrarietà.

Nel confermare l’incontro con la società Accenture, in merito alla procedura di mobilità, per martedì 4 maggiol 2010 alle ore 11 presso l’Assolombarda in via Pantano n 9 – Milano, le strutture nazionali proclamano uno SCIOPERO NAZIONALE da effettuarsi martedì 4 maggio 2010 per l’intero turno di lavoro contro la chiusura delle sedi di Ancona e Catania, contro gli esuberi dichiarati nella sede di Milano e contro la delocalizzazione delle attività.

A partire dalla ore 11.00 del 4 maggio sarà organizzato un presidio dei lavoratori Accenture presso la sede dell’Assolombarda di Milano.

Cordiali saluti

p. La Filcams Cgil
M. Grazia Gabrielli

Roma, 17 febbraio 2010

TESTO UNITARIO

Le segreterie Nazionali di FILCAMS-FISASCAT-UILTuCS, unitamente alle strutture territoriali e alle RSA/RSU di Accenture (Arthis) a seguito di quanto emerso dall’incontro del 16 febbraio us, hanno proclamato uno SCIOPERO NAZIONALE da effettuarsi LUNEDI’ 22 FEBBRAIO 2010 per l’intero turno di lavoro contro la chiusura delle sedi di Ancona e Catania, contro i probabili esuberi dichiarati nella sede di Milano e contro la delocalizzazione delle attività.

Nell’incontro nel 16 febbraio l’azienda ha precisato che:

· la rinegoziazione dei contratti con SMA, Auchan, La Rinascente ha prodotto accordi per la durata di dieci anni;

· la crisi complessiva che investe la GDO ha portato però SMA, Auchan, La Rinascente a scelte di riduzione dei costi che hanno influito quindi negativamente sulla rinegoziazione dei contratti di servizio con Accenture;

· a seguito della rinegoziazione dei contratti con Auchan, SMA, La Rinascente, sono “costretti” a chiudere le sedi di Ancona e Catania, al fine di ridurre i costi, licenziando quindi 86 persone;

· la disdetta del contratto da parte di UPIM (acquistata da COIN) con effetto dal 1 agosto 2010 comporta 40 esuberi nella sede di Milano.

· Accenture, davanti ai cambiamenti intercorsi e alla concorrenza di altri competitor non è comunque in grado di mantenere l’attuale struttura organizzativa e di costi e pertanto la riorganizzazione della società si baserà sull’innovazione tecnologica per ridurre i processi di lavorazione ma anche sulla delocalizzazione di una parte delle attività nelle isole Mauritius.

Le Segreterie Nazionali hanno contestato:

· la ricostruzione delle motivazioni fornite dall’impresa per procedere alla dichiarazione di esubero/licenziamento; la mancanza di dati precisi sugli importi con i quali sono stati rinegoziati i contratti con i clienti, sul bilancio, sul fatturato di Accenture e di ogni altro indicatore utile per conoscere lo stato di salute complessivo dell’impresa dal quale sia possibile verificare la loro scelta di dichiarare un esubero con un così alto impatto sociale.

· La scelta di riorganizzare l’azienda attraverso i licenziamenti e la delocalizzazione del lavoro là dove costa meno.

Per questo, le Segreterie nazionali e la delegazione sindacale nel ribadire la forte contrarietà alla chiusura delle sedi di Ancona e Catania, all’esubero nella sede di Milano, alla delocalizzazione del lavoro, hanno chiesto ad Accenture di “ritirare” tale progetto di riorganizzazione che impedirebbe qualsiasi confronto evidenziando inoltre, che qualsiasi scelta riorganizzativa non può prescindere dal coinvolgimento dei vari clienti (SMA, Auchan, La Rinascente, UPIM) in virtù dell’accordo sottoscritto il 18 luglio 2003.

p. La Filcams Cgil

M. Grazia Gabrielli