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Roma, 28 maggio 2018

    Testo unitario

    Lo scorso 24 maggio, le OO.SS. Fisascat-Cisl, Filcams-Cgil e Uiltucs hanno incontrato il Commissario straordinario di Securpol Group Srl in AS nell’ambito della procedura di licenziamento collettivo ex legge 23 luglio 1991, n. 223 – notificata alle predette Organizzazioni nella stessa data – per 65 unità ritenute in esubero a causa di una consistente perdita di clienti e fatturato registrata presso le articolazioni territoriali dell’Istituto di vigilanza privata insistenti nelle regioni Abruzzo, Calabria, Campania, Lazio, Lombardia, Marche, Piemonte, Toscana e Sicilia.

    In occasione dell’incontro sono state definite le tre allegate intese riguardanti, rispettivamente:

      -il superamento del cosiddetto Nuovo modello organizzativo;

        -la conclusione pattizia della procedura ex L. 223/91;

        -l’introduzione dell’istituto aziendale della flessibilità oraria “multiperiodale”.
        1.Superamento del Nuovo modello organizzativo

        Come si ricorderà, da tempo le OO.SS. avevano avanzato ai vertici aziendali di Securpol la richiesta di superare il cosiddetto “Nuovo modello organizzativo” introdotto con l’accordo sottoscritto in data 22 luglio 2016, consistente in una riduzione temporanea dell’orario di lavoro ad adesione volontaria e concepito dalle parti firmatarie quale strumento alternativo al ricorso al Contratto di solidarietà difensivo (anch’esso sottoscritto nella data testé richiamata presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali).

        Tale richiesta muoveva non solo dal dichiarato assunto che, vendendo meno il ricorso al CDSD, dovesse trovare soluzione di continuità anche l’applicazione del precitato istituto di flessibilità organizzativa, stante la sua richiamata natura di alternatività alla solidarietà, ma anche in quanto la sua applicazione ha fatto registrare – per l’intero arco temporale della sua vigenza – l’uso distorto e variamente censurato dalle OO.SS. che l’azienda ne ha fatto, addirittura arrivando, naturalmente in maniera illegittima, a modificare il divisore orario e, quindi, a ridurre le spettanze retributive dei lavoratori che se lo sono visti applicare per più di un anno (naturalmente l’accordo sottoscritto non intacca minimamente il diritto di rivalsa di questi lavoratori nei confronti di Securpol per le parti di salario illegittimamente non erogate a motivo del citato uso distorto del “Nuovo modello organizzativo”).

        L’intesa sottoscritta consentirà dal 1° giugno prossimo ai più di 300 lavoratori cui ancora viene applicato il Nuovo modello organizzativo di tornare alle condizioni orarie previgenti e, comunque, alla piena applicazione del CCNL.

        A questo aspetto, certamente non trascurabile, vi è da aggiungere che nell’intesa Securpol si sia impegnata a ripristinare le condizioni economico-normative previste dalla contrattazione integrativa di settore; com’è noto, è ormai da qualche mese che l’Istituto di vigilanza stia disapplicando tutti i contratti provinciali (ed uno interregionale) vigenti nei territori nei quali opera con una perdita certa patita dai lavoratori sia in termini economici che di trattamenti normativi.

          2.Conclusione della procedura di licenziamento collettivo

        La procedura di licenziamento collettivo riguardante i 65 lamentati esuberi, com’è noto, è stata riproposta da Securpol Group Srl in AS a seguito della revoca della precedente procedura di licenziamento collettivo aperta in data 1° febbraio 2018, sempre contestata dalle OO.SS. Fisascat-Cisl, Filcams-Cgil e Uiltucs (e, invece, da altre sigle sindacali minori, firmatarie di improbabili verbali di mancato accordo, formalmente riconosciute).

        Nell’ambito dell’esame congiunto, le parti sono addivenute al seguente epilogo della procedura:

          a)ricorso alla CIGS per crisi aziendale sino ad una sospensione massima corrispondente all’intero orario di lavoro di tutto il personale dipendente (sia del ruolo tecnico-operativo che di quello amministrativo), naturalmente osservando il criterio della rotazione (affinché la gestione delle sospensioni dal lavoro obbedisca al criterio generale dell’equità);
          b)possibilità di collocare in mobilità – sino al 31 maggio 2019 – un numero massimo di 65 lavoratori (sia del ruolo tecnico-operativo che di quello amministrativo) da individuarsi in via esclusiva sulla base della cosiddetta non opposizione al licenziamento (ossia della volontarietà).

          Le parti, stabilendo pattiziamente l’esito della procedura, in estrema sintesi, hanno concordato di limitare la prerogativa datoriale di operare unilateralmente i licenziamenti, ammettendo la praticabilità delle sole risoluzioni accettate dai lavoratori, e, di contro, hanno stabilito di attivare la Cassa integrazioni guadagni straordinaria per crisi aziendale dal 1° giungo 2018 per la durata di dodici mesi (salvo proroghe).

          Nell’intesa si è inoltre stabilito che, preventivamente all’avvio della CIGS, l’azienda dovrà fornire un riepilogo dell’entità del personale coinvolto nelle sospensioni dal lavoro per ciascuna unità produttiva, come pure dovrà verificare per i lavoratori che sono stati interessati dal “Nuovo modello organizzativo” che questi ultimi abbiano maturato i requisiti per avere diritto al trattamento di integrazione salariale previsto per i full time prima di sospenderli in cassa.

          Sempre in ordine al trattamento di integrazione salariale per il personale sospeso, stante la grave crisi economico-finanziaria in cui versa Securpol Group Srl in AS e la costante difficoltà concernente la generazione di costanti flussi di cassa, l’intesa non prevede l’anticipazione del trattamento da parte aziendale, pertanto l’indennità spettante ai lavoratori sarà corrisposta dall’INPS; tuttavia, in argomento di copertura economica, al precipuo fine di offrire qualche garanzia di continuità reddituale, sia pure minima, nell’accordo si è previsto che, per i soli casi di sospensione a zero ore/mensili (vale a dire per i lavoratori che nel corso di un mese non lavorano), l’azienda provvederà ad anticipare 800,00 € mensili per un massimo di tre mesi.

          L’intesa relativa al ricorso alla CIGS ed alla mobilità non oppositiva è importante soprattutto in quanto evita i licenziamenti coatti e, in estrema sintesi, dà la facoltà al lavoratore sia di conservare il proprio posto di lavoro, sia di accettare la risoluzione del contratto lavorativo (potendo godere del trattamento NASpI).

            3.Flessibilità oraria multiperiodale

          La condizione che vive Securpol Group Srl in AS è a dir poco drammatica; come spesso capita agli istituti di vigilanza dichiarati insolventi ed ammessi a procedure fallimentari, si sta registrando un continuo calo dei clienti, che inevitabilmente si traduce in una riduzione altrettanto costante del fatturato.

          Sinteticamente, per realizzare un equilibrio gestionale che consenta la conservazione del complesso aziendale sino a quando e se, nell’ambito della procedura di Amministrazione straordinaria, si troverà un acquirente (ma potrebbero essere anche più acquirenti interessati a componenti differenti degli asset), nell’interesse di chi fra i lavoratori, anche per mancanza di alternative, volesse proseguire con Securpol il proprio rapporto di lavoro, soprattutto nella speranza che l’Istituto di vigilanza privata possa costituire oggetto d’interesse per operatori economico-finanziari seri disponibili a rilevarlo, le parti hanno variamente discusso circa la necessità di accrescere la produttività media delle attività rese.

          La proposta aziendale per raggiungere l’obiettivo sopramenzionato, peraltro esplicitata già in occasione dell’incontro tenuto al Ministero dello Sviluppo Economico in data 26 aprile 2018, prevedeva che le prime tre ore di straordinario giornaliero, oltre a non essere valorizzate con la maggiorazione di straordinario contrattualmente prevista, fossero poste in accantonamento e, quindi, fruite sotto forma di permessi orari entro il semestre successivo all’effettuazione. Tale proponimento, oltre a porsi in aperta deroga rispetto alle previsioni del CCNL, è stato respinto dalle OO.SS. in quanto ritenuto eccessivamente penalizzante da un punto di vista economico per i lavoratori.

          Le OO.SS., da parte loro, in alternativa a quanto elaborato dall’Azienda, hanno condiviso un altro sistema di computo del tempo di lavoro, in modalità pluriperiodale, senza introdurre deroghe rispetto a quanto stabilito dal Contratto collettivo nazionale di lavoro.

          L’istituto pattuito è così riassumibile:

            -l’Azienda, fermo restando il fatto che corrisponderà comunque al lavoratore la retribuzione prevista dal CCNL per le 40 ore (cioè il lavoratore sarà pagato per l’orario pieno contrattuale sia quando lavorerà solo 32 ore alla settimana che 48);

              -tale distribuzione oraria potrà avvenire unicamente in queste modalità:

              ore lavorative numero settimane massimo monteore complessivo
              32 16 512
              40 16 640
              48 16 768

              Come si noterà, nelle 48 settimane lavorative (sono state escluse le 4 di ferie annuali), nel corso delle quali comunque saranno applicati i sistemi orari attualmente vigenti (5+1 e 6+1+1) e si continuerà a fruire dei permessi spettanti nelle modalità contrattualmente previste, ci si attesterà a 1.920 di monteore complessivamente lavorato, senza sforamenti in orari non coperti da maggiorazione di straordinario, come invece sarebbe stato sistematico col metodo proposto dalla Società.

              Si consideri, inoltre, che per ogni ora di lavoro eccedente le ore lavorate nelle settimane assegnate a 32, 40 e 48 ore sarà pagata con la valorizzazione contrattualmente prevista per lo straordinario.

              Seguendo una semplice e banale simulazione di quanto proposto dall’Azienda fatta su un lavoratore avente lo schema orario 6+1+1, nel mese di giugno 2018, questi potrebbe teoricamente totalizzare 63 ore di lavoro eccedenti l’ordinario, non pagate come straordinario e da recuperare entro l’arco temporale di cui sopra si è detto; tale simulazione, naturalmente, non considera le condizioni previste dall’articolo 77 del CCNL rispetto alle particolari esigenze organizzative che non consentano di usufruire dei permessi previsti da tale sistema orario (in questo caso sarebbero di più le ore prestate eccedenti l’ordinario).

              L’istituto della flessibilità multiperiodale, invece, contempla, sempre per il mese di giugno, con le settimane, per esempio, a 48 ore, 32 ore di lavoro eccedenti l’ordinario per tutto il mese; in tal senso, se l’Azienda dovesse richiedere le stesse ore di prestazioni che avrebbe sviluppato la modalità caldeggiata dalle nostre controparti, vale a dire le 63 ore, la stessa dovrà pagare con la maggiorazione del 30% di straordinario ben 31 ore.

              Tale istituto, naturalmente, non riguarderà il personale interessato dal ricorso alla CIGS e avrà applicazione per 12 mesi a partire dal 1° giugno 2018.

              Conclusioni

              In ordine alle intese, che alleghiamo per vostra opportuna conoscenza, la lettura delle quali vi consigliamo per gli opportuni ed utile approfondimenti di merito, abbiamo tentato unicamente di operare nella logica della riduzione del danno.

              Riteniamo, tuttavia, di aver svolto un buon servizio a beneficio di quei dipendenti “costretti” nella trappola del “Nuovo modello organizzativo” – venutasi a creare a seguito delle incresciose vicende che hanno interessato la Securpol – che finalmente torneranno a vedersi corrisposta la retribuzione loro spettante, senza dover subire ulteriormente riduzioni illegittimamente operate da chi ha impropriamente applicato uno strumento contrattuale avente caratteristiche e finalità ben diverse da quelle realizzate per ridurre surrettiziamente la paga dei lavoratori.

              Per quanto costituisca un estremo atto di sacrificio per i lavoratori, pensiamo, inoltre, di aver operato una scelta giusta quando abbiamo respinto la proposta aziendale di portare in accantonamento 3 ore di prestazione lavorativa giornaliera eccedente l’ordinario e condiviso l’attivazione della “Flessibilità multiperiodale”, in quanto quest’ultima è certamente meno onerosa per i dipendenti di Securpol (e anche di più complessa realizzazione per quanti programmano il servizio nelle varie sedi operative…).

              Naturalmente, l’auspicio è che tale ultimo sacrificio valga quale “investimento” per il futuro, cioè che possa essere utile a garantire continuità aziendale (ed occupazionale), nella speranza che Securpol sia acquisita da operatori aventi le opportune coperture patrimoniali, necessarie al rilancio di questa realtà che oggi più che mai ha solo una ricchezza: il proprio personale.

              p. la Filcams Cgil Nazionale
              Sabina Bigazzi

              Roma, 17-01-2018

                TESTO UNITARIO

                Si è tenuto in data odierna, presso il Ministero dello Sviluppo Economico, l’incontro con Securpol Group in amministrazione straordinaria. Il Commissario dr. Soncini ha illustrato la situazione in cui versa l’azienda: il fatturato è drammaticamente diminuito di circa il 60%, in conseguenza delle disdette dei contratti pervenute da aziende private ed enti pubblici a seguito dei provvedimenti giudiziari in cui è incorsa la proprietà. Il fenomeno si è aggravato anche per il mancato rilascio del DURC che ha impedito, almeno fino all’ammissione all’amministrazione straordinaria, la prosecuzione di alcuni servizi e/o l’acquisizione di nuovi. L’organico si è praticamente dimezzato (ad oggi circa 750 addetti, di cui 650 con funzione operativa), a causa dell’elevato numero di dimissioni e per il trasferimento di molti servizi ad altre aziende del settore.

                L’insieme delle due problematiche origina gravissime difficoltà nella prosecuzione dell’attività aziendale, condizione indispensabile per poter accedere al programma di cessione che sarà presentato al MISE entro la fine di marzo. In particolare, sono confermati i problemi di liquidità che non consentono il regolare pagamento delle retribuzioni; l’udienza per l’ammissione allo stato passivo è stata posticipata al 9 maggio e, pertanto, è possibile avanzare istanza di ammissione nelle prossime settimane (ancorché gli uffici amministrativi aziendali riescano a fornire la documentazione utile). Per quanto attiene l’immediato futuro, il Commissario ha avanzato la proposta di avviare un confronto nell’ambito di una procedura di licenziamento collettivo finalizzata al ricorso agli ammortizzatori sociali per gestire un esubero stimato in 100 unità operative; inoltre, ha confermato la volontà di superare l’accordo inerente il “nuovo modello organizzativo”. Ha accennato anche alla necessità di trasferimenti tra sedi operative al fine di riequilibrare gli organici in funzione dei servizi rimasti.

                Le OO.SS., prendendo atto del quadro prospettato e dichiarando la disponibilità al confronto, hanno espresso forte preoccupazione per la situazione e per le prospettive, nella consapevolezza che la ricerca di acquirente avviene in un contesto di difficoltà per diverse aziende del settore. Si è inoltre sottolineato che il fenomeno di “passaggio” di moltissimi clienti – anche a natura pubblica – verso altre aziende è avvenuto in modo poco trasparente, configurando una forte riduzione del valore patrimoniale di Securpol Group che inciderà sulla possibilità di vendita; su tali operazioni, malgrado la sollecitazione sindacale operata sin dai giorni successivi ai provvedimenti giudiziali, sarebbe stata necessaria un’attività di vigilanza ad opera del Ministero degli Interni e dei Commissari precedentemente incaricati. A tal proposito, il Commissario Straordinario ha informato che sono già state intraprese iniziative a carattere legale.

                Quanto agli strumenti per la gestione della crisi, il ricorso agli ammortizzatori sociali e ad altre soluzioni potrà avvenire esclusivamente nell’ambito di quanto previsto dalla legge e dal CCNL nonché ai livelli deputati: occorre, infatti, porre fine ai metodi gestionali della precedente proprietà e dei suoi collaboratori che hanno spesso fatto ricorso al rapporto diretto con i lavoratori per precostituire condizioni il cui esito si è rivelato disastroso. In questo senso, l’annullamento delle pattuizioni individuali sull’orario di lavoro diventa una priorità. A conclusione dell’incontro, restiamo in attesa di successiva comunicazione aziendale per l’avvio del negoziato.

                p. la Filcams Cgil Nazionale
                Sabina Bigazzi

                Roma, 27-06-2017

                  TESTO UNITARIO

                  nella giornata del 27 giugno le OO.SS. Fisasact-Cisl, Filcams-Cgil e Uiltucs hanno tenuto un incontro col Responsabile dell’Ufficio per gli Affari della Polizia Amministrativa e Sociale del Ministero dell’Interno vertente sulla situazione venutasi a creare a seguito dei provvedimenti restrittivi che hanno colpito i vertici di Securpol Group Srl nei giorni scorsi.

                  Come OO.SS. abbiamo richiesto di attivare in tutte le Prefetture territorialmente interessate tavoli permanenti di confronto aperti alle strutture locali di Fisascat-Cisl, Filcams-Cgil e Uiltucs per monitorare gli effetti della vicenda societaria dell’istituto di vigilanza privata sull’andamento dei servizi e in seno ai rapporti con la committenza. In particolare, il Responsabile dell’Ufficio ministeriale ha assicurato che l’Amministrazione provvederà a diramare una comunicazione alle Prefetture competenti affinché siano debitamente sensibilizzate e invitate a svolgere un ruolo proattivo soprattutto nei casi di passaggio a terzi dei servizi che, eventualmente, dovessero fuoriuscire dal perimetro dell’istituto di vigilanza privata in parola, naturalmente coinvolgendo le OO.SS. Rispetto alle questioni connesse al mantenimento dell’art. 134 TULPS, l’Ufficio ha informato le OO.SS. che la Prefettura di Arezzo, quella nella quale Securpol Group Srl ha accentrato la licenza, ha immediatamente attivato un’interlocuzione sia col Tribunale fallimentare competente che con la Procura di Roma, al fine di disporre di un quadro costantemente aggiornato d’informazioni; tuttavia, a detta dello stesso Responsabile dell’Ufficio centrale, in caso di nomina di un Custode giudiziale, la Prefettura competente, certamente, procederà a volturare la licenza per consentire il prosieguo operativo dell’Istituto.

                  Stante la particolare situazione della Securpol Group Srl, che – come si ricorderà – opera in costanza di un contratto di fitto di rami aziendali la cui titolarità è in capo a una società in liquidazione (Futura 2011), abbiamo inoltre richiesto al Ministero dell’Interno di voler, non appena sarà nominato il Custode giudiziale, convocare OO.SS., la Commissaria liquidatrice di Futura 2011 es il tecnico incaricato dal Tribunale fallimentare di Roma per Securpol Group Srl, al fine di effettuare un confronto congiunto in ordine alla continuità del rapporto contrattile fra le due entità societarie.

                  p. la Filcams Cgil Nazionale
                  Sabina Bigazzi

                  Roma, 25 luglio 2016

                  TESTO UNITARIO

                  il 22 luglio, si è svolto in il previsto incontro presso il Ministero del Lavoro per concludere il negoziato relativo alla procedura di licenziamento collettivo avvita da Securpol Group, sulla base del mandato conferito a seguito del referendum tenutosi nelle scorse settimane tra tutti i lavoratori.

                  Il confronto ha consentito di realizzare un’intesa che conclude positivamente la vertenza, apportando anche alcuni chiarimenti e miglioramenti rispetto all’ipotesi formulata in precedenza. Essa si compone di quattro documenti: a) il contratto di solidarietà, b) l’accordo per l’incentivazione all’esodo di coloro che volontariamente accederanno alla messa in mobilità, c) l’accordo per l’assunzione in deroga di personale part time con contratto a tempo determinato, d) l’accordo sulla gestione degli esuberi con un nuovo modello organizzativo, e) l’accordo per il pagamento delle ore accantonate in banca ore.

                  In sintesi, essi prevedono:

                  1) il contratto di solidarietà ha una durata di 12 mesi (dal 1.10.2016 al 30.09.2017), eventualmente rinnovabile qualora sussistano a quella data le condizioni di legge. La riduzione dell’orario di lavoro è pari al 25% (10 ore settimanali) e si realizza attraverso una media tra un minimo di 28 ore ed un massimo di 32 ore settimanali secondo specifici turni a rotazione a cadenza quadrimestrale. L’integrazione Inps è anticipata dall’azienda ogni mese. Durante il contratto di solidarietà, tutti gli istituti contrattuali sono riproporzionati all’orario ridotto: dati i diversi schemi di lavoro giornaliero, le ferie ed i permessi retribuiti sono valorizzati in modo omogeneo a 5 ore giornaliere; quanto alle ferie ed ai permessi retribuiti maturati e non goduti prima dell’avvio del contratto di solidarietà, saranno retribuiti all’importo originario a prescindere dal momento di effettivo utilizzo.

                  2) la messa in mobilità potrà avvenire entro il 30.12.2016 (dal 1.01.2017 l’indennità di mobilità è abolita) per coloro che volontariamente sceglieranno questa soluzione ed il relativo incentivo (€ 6.000 netti).

                  3) l’azienda potrà assumere, durante il contratto di solidarietà, personale con contratto a termine ed a tempo parziale 25 ore settimanali, con pacchetto di ore in flessibilità pari a 5 ore settimanali e relative maggiorazioni.

                  4) il nuovo modello organizzativo è fondato su una modifica temporanea dell’orario contrattuale individuale, che sarà composto di una parte fissa e di una parte flessibile. L’adesione è esclusivamente volontaria e ha una durata massima di tre anni; può essere esercitata dal lavoratore in qualunque momento entro il 30.09.2019, ma non è revocabile o sospendibile; al termine, l’orario contrattuale individuale ritorna automaticamente alla quantità originaria (40 ore settimanali).

                  L’orario di lavoro è pari a 30 ore settimanali nel primo anno, 32 nel secondo e 34 nel terzo; la parte di orario flessibile aggiuntiva è pari a 7 ore settimanali nel primo anno, 5 nel secondo e 3 nel terzo. La retribuzione mensile è pari alla somma delle ore della parte fissa e della parte flessibile; se la parte flessibile non viene effettuata nel mese per responsabilità aziendale, la retribuzione non subisce decurtazione (30 ore + 7 ore settimanali) e la parte flessibile sarà richiesta nei due mesi successivi, a fronte di una maggiorazione economica.

                  Sul piano contributivo, per questi lavoratori e nel caso che la retribuzione mensile risulti inferiore ai minimi tabellari del CCNL per i lavoratori a tempo pieno, l’azienda effettuerà comunque il versamento dell’importo intero.

                  Inoltre, sarà riconosciuto un importo mensile a sostegno del reddito perso per la riduzione di orario pari a 90€ netti.

                  5) A decorrere dal 1.10.2016 il valore del ticket è uniformato a 7 ore giornalieri per tutti i lavoratori a tempo indeterminato.

                  6) l’azienda provvederà ad erogare rate relative alla BTA/Banca ore in anticipo rispetto alle scadenze originarie.

                  Osservazioni

                  L’accordo, pur paragonabile ad analoghe soluzioni concordate per fronteggiare situazioni di esubero, rappresenta sicuramente una novità nel settore e risente molto per le caratteristiche di questa azienda e del contesto in cui versa.

                  Il ricorso ad una forma di lavoro ad orario settimanale ridotto e flessibile (sia esso frutto del contratto di solidarietà o dell’adesione individuale al modello organizzativo) rappresenterà un esperimento sicuramente meritevole di verifica: la capacità organizzativa e gestionale nella programmazione dei servizi, il rispetto degli schemi di orario e la media stabilita, lo svolgimento della flessibilità, in rapporto ai carichi di lavoro ed alla loro ripartizione e la conseguente riduzione del lavoro straordinario, costituiranno elementi decisivi sui quali l’accordo prevede confronti a livello territoriale con le RSA e le Organizzazioni Sindacali.

                  La riduzione individuale dell’orario di lavoro fondata sul principio assoluto della volontarietà del lavoratore e sulla garanzia del ripristino automatico dell’orario pieno costituiscono un’opportunità che ciascun lavoratore dovrà valutare in relazione ai riflessi economici ed al tempo lavorabile: da un lato un contratto di solidarietà con 30 ore settimanali ed integrazione Inps; dall’altro, una prestazione a 37 ore (di cui 7/5/3 flessibili) con retribuzione corrispondente.

                  L’accordo prevede un ritorno generale di tutti i lavoratori alla situazione originaria: le scadenze del contratto di solidarietà e del modello organizzativo sono parificate al 30 settembre 2019. Non vi è, quindi, alcuna diversa conseguenza tra coloro che saranno inseriti nel contratto di solidarietà e altri che aderissero alla variazione contrattuale temporanea.

                  Peraltro, è chiaro che solo l’impegno serio e concreto della proprietà nel risanamento dell’azienda può consentire una prospettiva di tenuta occupazionale; l’esito della sperimentazione del modello organizzativo, a sua volta, potrà indicare l’efficacia della scelta oggi intrapresa.

                  Riteniamo, in conclusione, che l’accordo risponda all’esigenza di salvaguardare l’occupazione e di contenere quanto più possibile il sacrificio economico dei lavoratori coinvolti, anche con maggiore equità (estensione ed uniformità ticket). Occorrerà vigilare sull’applicazione e monitorare costantemente l’andamento aziendale e la sua evoluzione.

                  p. la Filcams Cgil Nazionale

                  Sabina Bigazzi

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                       Verbale di accordo Cds 22-07-2016
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                  Roma, 27 maggio 2016

                  in data 26 maggio si è tenuto l’incontro programmato con Securpol. Nella stessa mattina ci era stata inviata una integrazione alla precedente procedura di mobilità che aggiunge 70 esuberi ai 254 precedentemente dichiarati e riguardano le filiali di Roma, Siena, Pistoia ed Agrigento.
                  L’azienda, mantenendo invariata la sua proposta iniziale, e cioè la riduzione di orario a 28h settimanali, ha illustrato nel dettaglio quale ipotizza possa essere la retribuzione che ne deriverebbe che sarebbe così strutturata:

                  -retribuzione di 28 h settimanali;
                  -200€ di "retribuzione agile" come definita dal decreto sulla detassazione;
                  -Ed una ulteriore retribuzione al raggiungimento delle 40 ore.

                  La cosiddetta retribuzione agile nelle previsioni aziendali in realtà coprirebbe 7h di retribuzione, in sostanza una manovra più o meno truffaldina per ottenere gli sgravi e dare così l’illusione ai lavoratori addirittura di guadagnare qualche euro in più. In realta’ le retribuzioni differite sarebbero tutte calcolate sulle 28 h settimanali. Inoltre, in caso di cambio appalto o di eventuale ricorso futuro agli ammortizzatori, in particolare data la sempre più precaria situazione aziendale, i lavoratori si troverebbero part time.
                  Ovviamente abbiamo respinto al mittente la proposta ribadendo l necessita di ricorrere ad ammortizzatori sociali al fine di sperimentare la nuova organizzazione del lavoro che si intenderebbe attuare.
                  L’azienda è apparsa meno rigida sul punto ed ha chiesto tempo per fare una valutazione e dare risposta definitiva. Ci siamo perciò aggiornati al giorno 16 giugno alle ore 10, in Roma, in luogo che sarà successivamente comunicato.

                  p. la Filcams Cgil Nazionale
                  Sabina Bigazzi

                  Roma, 24 marzo 2014

                  Il 21 marzo si è tenuto l’incontro programmato con Securpol per la procedura di mobilità avviata dall’azienda. Rispetto alle richieste che già avevamo avanzato in occasione del precedente incontro, non si è registrato alcun avanzamento: l’azienda ha confermato il numero degli esuberi, nonostante le nostre motivate contestazioni relative alle chiusure di Avezzano ed Alessandria, e all’ammontare del lavoro straordinario. Inoltre ha confermato l’indisponibilità a ricorrere ad ammortizzatori sociali alternativi ai licenziamenti.

                  Abbiamo perciò chiesto di fare, nei prossimi giorni, approfondimenti a livello territoriale al fine di verificare le possibilità di ridurre gli esuberi attraverso ricollocazioni derivanti dall’assorbimento del lavoro straordinario e da una diversa organizzazione del lavoro.

                  Nella giornata odierna l’azienda ci ha inviato per conoscenza il calendario di convocazione degli incontri territoriali inviata a tutte le strutture coinvolte. Vi invitiamo a chiedere diverse disponibilità qualora tale calendario non si accordasse con i vostri impegni.

                  Abbiamo infine affrontato il tema relativo all’accordo sulla banca del tempo aziendale che scadrà alla fine del mese di marzo, chiedendo di concordare la restituzione della quota parte di lavoro straordinario trattenuto. L’azienda ha proposto una restituzione in 48 mesi a partire dal prossimo settembre. Abbiamo ritenuto inaccettabile tale proposta e richiesto all’azienda di anticipare la restituzione e di ridurre i tempi in modo significativo.

                  Una ulteriore proposta ci verrà presentata in occasione del prossimo incontro, che si terrà il giorno 31 marzo alle ore 14, in Roma, in luogo da definire.

                  p. la Filcams Cgil Nazionale

                  Sabina Bigazzi

                  Roma 16-09-13

                  Lo scorso 16 settembre, si è tenuto l’incontro programmato con Securpol. L’incontro era stato programmato al fine di verificare l’accordo sottoscritto da Filcams e Fisascat, ed è‘ stato preceduto dalla riunione del coordinamento.
                  La verifica sull’attuazione dell’accordo svolta al nostro interno, ha fatto emergere, come prima problematica, la grande difficoltà ad un confronto proficuo a livello di filiale, nonostante gli impegni stringenti che l’azienda ha sottoscritto. Nonostante l’impegno profuso dalle RSA, perdurano, nelle singole filiali, evidenti situazioni di spreco anche nella gestione dei servizi. Ma l’aspetto più evidente ed eclatante e’ la gestione dello straordinario, che non viene distribuito equamente come previsto dall’accordo e su cui l’azienda non fornisce dati trasparenti, poiche’ ancora utilizza lo strumento della forfettizzazione o, ancora peggio, del "rimborso". È perciò evidente la impossibilità di gestire correttamente l’accordo e la ovvia conseguenza che i lavoratori non intendono dare la propria disponibilità ad una eventuale proroga al momento della scadenza. Tuttavia abbiamo dovuto rilevare che lo sciopero dello scorso 8 agosto a seguito del mancato pagamento di parte della 14a, ha visto scarsa adesione.

                  Nel successivo incontro, l’azienda ci ha fornito alcune informazioni sulla situazione, in particolare per quanto riguarda i risultati finanziari prodotti dall’attuazione dell’accordo.
                  Secondo l’azienda i dati rilevati, rispondono al l’esito atteso. Tuttavia l a situazione complessiva e’ peggiorata, sembra, in particolar modo a causa dei mancati pagamenti da parte dei clienti. La discussione si è poi concentrata sugli aspetti critici rilevati dalle RSA: mancanza di un confronto trasparente e proficuo, e lavoro straordinario. Abbiamo con forza rivendicato la corretta applicazione degli strumenti che abbiamo condiviso, ma, in particolare, abbiamo chiesto di risolvere il problema del pagamento degli straordinari entro brevissimo tempo. Qualora ciò non avvenisse, le conseguenze, sia sul piano degli interventi degli enti preposti, che sul piano della tenuta dell’accordo, fino al ritiro della firma dall’accordo stesso, saranno inevitabili.
                  Abbiamo concluso l’incontro senza concordare alcuna data successiva. Rinviamo quindi ad incontri territoriali anche con lo scopo di verificare un significativo mutamento di disponibilità da parte dell’azienda, sia nel rapporto con le RSA, che nella soluzione dei problemi più eclatanti quali, appunto, il lavoro straordinario.
                  Vi chiediamo, infine, di tenerci aggiornati sull’andamento della situazione a livello territoriale.

                  P.Filcams Nazionale
                  Sabina Bigazzi

                  TESTO UNITARIO

                  Oggetto: Esito Incontro Securpol del 26 luglio.

                  il 26 luglio si è tenuto l’incontro programmato con Securpol , in seguito allo stato di agitazione proclamato su più territori ed anche a livello nazionale, per il mancato pagamento della 14a mensilità.
                  L’azienda, in seguito alla mobilitazione attivata a livello nazionale, aveva provveduto a corrispondere il 50 % del dovuto. Tuttavia, nel corso dell’incontro e nonostante le nostre numerose sollecitazioni, non ha preso alcun impegno formale. La crisi di liquidità in cui versa l’azienda sarebbe dovuta ad una drastica riduzione degli incassi degli ultimi mesi, pur vantando crediti molto alti soprattutto dall’amministrazione pubblica. L’azienda deve, inoltre, far fronte ai debiti con l’Agenzia delle Entrate per il mancato versamento dell’Iva.
                  Pur avendo insistentemente sottolineato la gravità della situazione per i lavoratori e richiesto la regolarizzazione dei pagamenti, poiché la mancata retribuzione non può che contribuire ad innalzare l’esposizione debitoria dell’azienda, abbiamo avuto in risposta la disponibilità a pagare il restante 50% della 14a in due trance: la prima entro la fine di agosto e la seconda entro la fine di settembre. Abbiamo giudicato la proposta inaccettabile sia nel metodo che nel merito. Pertanto abbiamo sottoscritto il verbale di esperimento, con esito negativo, delle procedure di raffreddamento previste dalla Legge.
                  Con la delegazione unitaria presente, abbiamo deciso di proclamare lo sciopero nazionale delle lavoratrici e dei lavoratori della Securpol, per il giorno 08 agosto. Poiché altre grosse imprese che operano su Roma, ove si concentra il maggior numero di GPG, non hanno pagato la 14a ai propri dipendenti, lo stesso giorno sciopereranno anche i lavoratori di quelle imprese. E’ evidente, infatti, che il problema sta assumendo proporzioni molto gravi e che non attiene solo ad errori e/o cattiva gestione delle imprese. Una mobilitazione più diffusa potrà essere utile ad accendere i riflettori sulle criticità che il settore sta vivendo. Presumibilmente a Roma sarà organizzato un presidio, su cui vi daremo successiva informazione, qualora volessero prendervi parte lavoratori di altri territori.
                  In allegato inviamo il verbale conclusivo della procedura di raffreddamento e la comunicazione inviata all’azienda ed alla commissione di garanzia.

                  P.Filcams Nazionale
                  Sabina Bigazzi

                  Roma, 14 Marzo 2013

                  Oggetto: Securpol – esito incontro del 9 Marzo 2013 e Verbale di accordo.

                  il 9 marzo si è tenuto il programmato incontro con Securpol per la conclusione della complessa trattativa relativa alla dichiarata situazione di crisi aziendale. Come già comunicato nella precedente nota, la Uiltucs aveva abbandonato il tavolo, e quindi all’incontro erano presenti Filcams e Fisascat.

                  Securpol aveva avviato una procedura di mobilità che si è conclusa con un esubero massimo di 15 lavoratori e con l’unico criterio della non opposizione al licenziamento. Per i restanti esuberi, si prevede il ricorso ai Cds, che coinvolgeranno il personale amministrativo, compresi i dirigenti, e alcune figure del ruolo tecnico/operativo, comunque con ruoli di responsabilità. Ne restano quindi escluse tutte le GPG operative.

                  Infine abbiamo sottoscritto definitivamente l’accordo riguardante la banca del tempo aziendale. In questo nuovo strumento confluiranno le ore eccedenti le ordinarie, in proporzione a quelle svolte, in via sperimentale per 12 mesi. Il lavoro straordinario sarà comunque volontario e la corretta applicazione dell’accordo sarà monitorata sia a livello di filiale che a livello nazionale, dando così, soprattutto alle RSA, un efficace strumento di contrattazione sull’organizzazione del lavoro, ivi compresa la gestione delle ferie. Lo strumento è di particolare importanza soprattutto alla luce di quella che risulta essere la gestione abituale del lavoro straordinario, come le nostre RSA ci hanno più volte denunciato.

                  È bene qui ricordare che la richiesta iniziale dell’azienda interveniva direttamente su numerosi istituti contrattuali e che, a quella prima richiesta, la Uiltucs si era resa disponibile. Da parte nostra, abbiamo sempre sostenuto che l’unico strumento possibile, era prevedere una diversa gestione del lavoro straordinario che risulta essere utilizzato in misura eccessiva e non del tutto trasparente.

                  p. la Filcams Cgil Nazionale
                  Sabina Bigazzi

                  Roma, 5 Marzo 2013

                  Oggetto: Securpol – esito incontro del 4 Marzo

                  si è tenuto ieri il programmato incontro con Securpol, nell’ambito della complessa trattativa, avviata a dicembre, per il denunciato stato di crisi aziendale. L’azienda aveva richiesto di “recuperare” 120 euro mensili sul netto a lavoratore per 36 mesi, per procedere, dopo altri 12 mesi, alla restituzione rateizzata in ulteriori 36 mesi. Tale prelievo doveva avvenire, secondo Securpol, tramite il congelamento di due scatti di anzianità e la trattenuta di 20 ore di straordinario/mese. Inoltre, per coloro che non avessero svolto lavoro straordinario, si sarebbe dovuti intervenire su altri istituti contrattuali e quindi direttamente sulla retribuzione.

                  In quella fase la Uiltucs si era subito dichiarata disponibile all’accordo, come enunciato dall’azienda, ai fini di tutelare l’occupazione. Da parte nostra avevamo subito richiesto il dettaglio del lavoro straordinario dell’ultimo periodo, da cui si era evidenziato un uso dello strumento superiore alle 300.000 ore negli ultimi 10 mesi. Perciò abbiamo dato la nostra disponibilità ad intervenire sul lavoro straordinario. Per altro, dal coordinamento era emerso, che a livello di filiale, sprechi ed abusi dispendiosi sono all’ordine del giorno, operati, soprattutto, dai responsabili. Dalla nostra posizione si è costruita, quindi, una proposta alternativa, che si limita ad intervenire sul lavoro straordinario, attraverso lo strumento della banca delle ore.

                  Si è giunti, quindi, alle proposte finali che vi abbiamo inviato alcuni giorni fa, con cui l’azienda accoglieva buona parte delle nostre richieste. Sulla base di sollecitazioni diverse, vi erano due proposte alternative, una delle quali, come da noi richiesto, prevede il “deposito” in banca ore di un numero di ore calcolato in percentuale in base al lavoro straordinario svolto. Inoltre, l’azienda ha chiesto la nostra disponibilità ad una mobilità esclusivamente volontaria, dato che sembra vi siano lavoratori interessati perché prossimi alla pensione, ed al ricorso ai Cds. A fronte dell’ennesimo rilancio da parte della Uiltucs, che chiedeva un ulteriore confronto a livello di filiale, e la conseguente nostra richiesta di un ulteriore aggiornamento, l’azienda ha ribadito quanto già dichiarato in occasione del primo incontro:
                  il percorso sindacale proposto e fin qui seguito, rappresenta l’alternativa ad un piano di ristrutturazione che prevede la dismissione delle commesse e dei clienti morosi o non redditizi, con i problemi di carattere occupazionale che ne conseguono.

                  La Uiltucs ha chiesto, a questo punto, di aprire prima di tutto una procedura di mobilità, ed in quel contesto, eventualmente, inserire anche l’accordo sulla banca ore. Pur avendo la necessità di un quadro complessivo, data anche la giusta e motivata sfiducia da parte dei lavoratori nei confronti dell’azienda, non potevamo condividere quella impostazione. Era, inoltre, evidente che l’azienda, in mancanza di un accordo sindacale, avrebbe proceduto in altra direzione unilateralmente. Dopo una breve sospensiva l’azienda ha ribadito la propria posizione. Da parte nostra, in accordo con la delegazione presente, abbiamo dato la disponibilità alla firma, stante il fatto che l’accordo proposto aveva accolto le nostre richieste.

                  La Uiltucs ha invece abbandonato il tavolo.

                  Abbiamo, quindi, sottoscritto, come Filcams e Fisascat, l’accordo che trovate in allegato. Si tratta di un protocollo che prevede:
                  La conclusione dell’accordo sulla “banca del tempo aziendale” come da bozza allegata;
                  L’apertura di una procedura di mobilità finalizzata esclusivamente alla possibilità dell’uscita dall’azienda di quei lavoratori che manifestassero la volontà di non opporsi al licenziamento ed alla richiesta dei Cds.

                  La posizione della Uiltucs è apparsa nuovamente strumentale e sembra dipendere soprattutto dal fatto che alcune sue RSA sona anche responsabili aziendali. L’accordo che dovremo sottoscrivere prevede una equa distribuzione del lavoro straordinario, ed un costante monitoraggio sia a livello di filiale che a livello nazionale. Questo elemento importante dell’accordo potrà essere strumento per intervenire su quelle dinamiche distorte esistenti nelle singole filiali, più volte denunciate dalle nostre RSA.

                  Ci siamo, infine aggiornati al 9 marzo alle ore 10.00, presso l’Hotel Massimo D’Azeglio, a Roma per concludere l’accordo sul lavoro straordinario.

                  Si raccomanda presenza e puntualità.

                  A latere dell’accordo abbiamo anche sottoscritto un verbale con cui Securpol, associata ad Anivip (Federsicurezza) si impegna ad applicare il CCNL da noi sottoscritto il 22 gennaio scorso.


                  p. la Filcams Cgil Nazionale
                  Sabina Bigazzi

                  All. Verbali di accordo