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FILCAMS CGIL FISASCAT CISL UILTRASPORTI

COMUNICATO SINDACALE
alle lavoratrici e ai lavoratori Fonici-Trascrittori

In data 9 luglio 2018 è proseguito il confronto per la definizione dell’ipotesi di Contratto Integrativo Interaziendale per le lavoratrici e i lavoratori Fonici-Trascrittori dipendenti delle società esecutrici i servizi di documentazione degli atti dibattimentali, Nuovi Orizzonti, Ricina e Verbatim.

Dopo la firma dell’articolato contrattuale sui temi decorrenza e durata, Classificazione e Part Time, si è proceduto nell’analisi delle tematiche relative a orario di lavoro, scatti biennali di anzianità, reperibilità e trasferte, lavoro agile e telelavoro.

Le ultime due tematiche hanno richiesto ulteriori approfondimenti rispetto il trattamento fiscale delle indennità, non rendendo possibile giungere ad una definizione dei testi nel corso dell’incontro.
Data la particolarità delle materie e l’esigenza di definire importi economici congrui delle indennità si è reso necessario aggiornare la trattativa.

Le parti si sono aggiornate al 30 e 31 luglio p. v., quale ultimo incontro, per continuare la trattativa e giungere alla definizione complessiva dell’ipotesi di Contratto Integrativo.

FILCAMS CGIL – FISASCAT CISL – UILTRASPORTI
Nazionali

Roma, 10.07.2018

FILCAMS CGIL FISASCAT CISL UILTRASPORTI

Comunicato Sindacale
alle lavoratrici e ai lavoratori Fonici-Trascrittori


In data 25 giugno 2018 si è svolto il programmato incontro per la definizione del Contratto Integrativo Interaziendale per le lavoratrici e i lavoratori Fonici-Trascrittori dipendenti delle società esecutrici i servizi di documentazione degli atti dibattimentali, Nuovi Orizzonti, Ricina e Verbatim.

Nell’occasione il confronto ha definito e siglato i primi articoli del Contratto Integrativo tra cui decorrenza e durata, Classificazione e Part Time.

Dopo ulteriori approfondimenti si è giunti alla stesura definitiva delle parti contrattuali richiamate permettendo di concludere positivamente il confronto e confermando la volontà di giungere alla sottoscrizione complessiva del Contratto Integrativo.

Le parti si sono aggiornate al 9 luglio p. v., quale ultimo incontro, per continuare e concludere la definizione dell’ipotesi del Contratto Integrativo.

FILCAMS CGIL – FISASCAT CISL – UILTRASPORTI
Nazionali

Roma, 26.06.2018

FILCAMS CGILFISASCAT CISL UILTRASPORTI UIL

COMUNICATO SINDACALE
Lavoratrici e lavoratori “Ex Lsu e Appalti Storici” occupati nella Convenzione Consip Scuole
Vogliamo vera continuità occupazionale e garanzia del reddito

Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltrasporti Uil, hanno chiesto un incontro urgente ai Ministri dell’Istruzione e del Lavoro, per le lavoratrici e i lavoratori “Ex Lsu e Appalti Storici” occupati nella Convenzione Consip Scuole, per la situazione di grave precarietà in cui versano a seguito di comportamenti ormai non più sostenibili messi in atto dalle imprese assegnatarie ed esecutrici dei suddetti servizi, soprattutto nei lotto 5 (Frosinone e Latina) e lotto 6 (Napoli e Salerno)

A carattere generale le Organizzazioni Sindacali ritengono non più rinviabile un confronto per verificare la corretta applicazione della normativa in materia, che prevede la continuità occupazionale e la garanzia del reddito per i sopracitati lavoratori attraverso il piano “Scuole Belle”, in quanto si registrano diverse difficoltà in ordine al mantenimento in via continuativa delle attività lavorative sia per difetto di appostamento delle risorse alle scuole, sia per la carente organizzazione del lavoro da parte di molte imprese.

Tale condizione si pone tra l’altro nel periodo più delicato dell’anno, data la sospensione estiva dei servizi di pulizia, dove è a forte rischio la continuità reddituale anche a seguito dell’insufficienza o dell’esaurimento delle risorse per i lavori di decoro e degli ulteriori servizi previsti dal piano “Scuole Belle”.

Nello specifico per i lotti 5 e 6, si aggiungono ulteriori elementi di preoccupazione determinati da comportamenti sconsiderati da parte delle società erogatrici dei servizi.

Nel lotto 5 le imprese componenti la RTI Ma. Ca.-Servizi Generali-Smeraldo è da luglio 2017 che non riconoscono le retribuzioni alle lavoratrici e ai lavoratori, determinando il pagamento in surroga da parte delle scuole per il periodo luglio-dicembre 2017, a seguito della certificazione delle spettanze da parte dei competenti Ispettorati del Lavoro, ma ancora all’oggi non si ha alcun conforto per la liquidazione delle spettanze del periodo gennaio-maggio 2018.

Corre l’obbligo ricordare che per gravi inadempimenti contrattuali la RTI Ma. Ca.-Servizi Generali-Smeraldo è stata sottoposta a procedura di revoca della convenzione Consip Scuole, ma nonostante ciò non è stata effettivamente estromessa dalla gestione dei servizi.

Oltre alle mancate retribuzioni, alle stesse maestranze nei giorni scorsi è stata comunicata, dalle imprese componenti la RTI, la sospensione senza retribuzione per i mesi di luglio e agosto c. a. peggiorando ulteriormente condizioni di vita già fortemente provate dopo un anno passato senza percepire lo stipendio.

Nell’ultima riunione del 4 u. s., appositamente convocata per trovare le soluzioni alla drammatica situazione in atto, erano stati presi precisi impegni sia dal Ministero dell’Istruzione, sia dal Ministero del Lavoro, ma ad oggi non è seguita alcuna iniziativa da parte dei dicasteri coinvolti, nonostante il sollecito inviato dalle Organizzazioni Sindacali.

Per il lotto 6 Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltrasporti Uil denunciano un continuo ritardo nei pagamenti degli stipendi da parte delle società del Consorzio Stabile Manital, affidatario del lotto, che con lettera del 19 u. s. ha comunicato che la liquidazione delle retribuzioni avverrà forse il 29 p. v..

I ritardi nell’erogazione degli stipendi da parte delle società consorziate a Manital si protrae da ottobre dello scorso anno e tale situazione è stata più volte denunciata al Miur, al Provveditorato della Campania e alla Prefettura di Napoli.
La stessa Prefettura la scorsa settimana, in occasione dell’ultimo incontro avuto con i lavoratori del lotto 6, è intervenuta direttamente nei confronti del Miur per chiedere la convocazione urgente delle maestranze e delle Organizzazioni Sindacali per trovare una soluzione alle contestazioni sollevate, nonostante ciò ad oggi si registra che nessuna convocazione è arrivata alle OO. SS. e che tale situazione fa crescere ogni giorno il clima di tensione tra i lavoratori col forte rischio di iniziative non più controllabili.

Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltrasporti Uil, alla luce delle condizioni denunciate ritengono non più rinviabile la ripresa del confronto ad un tavolo politico per dare risposte alle problematiche attuali ed in prospettiva futura, valutando quali soluzioni di effettiva stabilizzazione debbano essere poste in essere per la tutela occupazionale e la garanzia del reddito dei 16.000 lavoratori e lavoratrici “Ex Lsu e Appalti Storici”.

Le Organizzazioni Sindacali confermano che, qualora non vi fosse l’accoglimento in tempi brevi della richiesta avanzata, attiveranno tutte le iniziative sindacali necessarie a sostenere, dopo quasi vent’anni di continue traversie per vedersi riconosciuto un posto di lavoro e uno stipendio dignitoso, le rivendicazioni delle lavoratrici e dei lavoratori occupati nella convenzione Consip Scuole.

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NAZIONALI

Roma, 25 giugno 2018

Roma, 28 maggio 2018

Testo unitario

Lo scorso 24 maggio, le OO.SS. Fisascat-Cisl, Filcams-Cgil e Uiltucs hanno incontrato il Commissario straordinario di Securpol Group Srl in AS nell’ambito della procedura di licenziamento collettivo ex legge 23 luglio 1991, n. 223 – notificata alle predette Organizzazioni nella stessa data – per 65 unità ritenute in esubero a causa di una consistente perdita di clienti e fatturato registrata presso le articolazioni territoriali dell’Istituto di vigilanza privata insistenti nelle regioni Abruzzo, Calabria, Campania, Lazio, Lombardia, Marche, Piemonte, Toscana e Sicilia.

In occasione dell’incontro sono state definite le tre allegate intese riguardanti, rispettivamente:

Come si ricorderà, da tempo le OO.SS. avevano avanzato ai vertici aziendali di Securpol la richiesta di superare il cosiddetto “Nuovo modello organizzativo” introdotto con l’accordo sottoscritto in data 22 luglio 2016, consistente in una riduzione temporanea dell’orario di lavoro ad adesione volontaria e concepito dalle parti firmatarie quale strumento alternativo al ricorso al Contratto di solidarietà difensivo (anch’esso sottoscritto nella data testé richiamata presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali).

Tale richiesta muoveva non solo dal dichiarato assunto che, vendendo meno il ricorso al CDSD, dovesse trovare soluzione di continuità anche l’applicazione del precitato istituto di flessibilità organizzativa, stante la sua richiamata natura di alternatività alla solidarietà, ma anche in quanto la sua applicazione ha fatto registrare – per l’intero arco temporale della sua vigenza – l’uso distorto e variamente censurato dalle OO.SS. che l’azienda ne ha fatto, addirittura arrivando, naturalmente in maniera illegittima, a modificare il divisore orario e, quindi, a ridurre le spettanze retributive dei lavoratori che se lo sono visti applicare per più di un anno (naturalmente l’accordo sottoscritto non intacca minimamente il diritto di rivalsa di questi lavoratori nei confronti di Securpol per le parti di salario illegittimamente non erogate a motivo del citato uso distorto del “Nuovo modello organizzativo”).

L’intesa sottoscritta consentirà dal 1° giugno prossimo ai più di 300 lavoratori cui ancora viene applicato il Nuovo modello organizzativo di tornare alle condizioni orarie previgenti e, comunque, alla piena applicazione del CCNL.

A questo aspetto, certamente non trascurabile, vi è da aggiungere che nell’intesa Securpol si sia impegnata a ripristinare le condizioni economico-normative previste dalla contrattazione integrativa di settore; com’è noto, è ormai da qualche mese che l’Istituto di vigilanza stia disapplicando tutti i contratti provinciali (ed uno interregionale) vigenti nei territori nei quali opera con una perdita certa patita dai lavoratori sia in termini economici che di trattamenti normativi.

La procedura di licenziamento collettivo riguardante i 65 lamentati esuberi, com’è noto, è stata riproposta da Securpol Group Srl in AS a seguito della revoca della precedente procedura di licenziamento collettivo aperta in data 1° febbraio 2018, sempre contestata dalle OO.SS. Fisascat-Cisl, Filcams-Cgil e Uiltucs (e, invece, da altre sigle sindacali minori, firmatarie di improbabili verbali di mancato accordo, formalmente riconosciute).

Nell’ambito dell’esame congiunto, le parti sono addivenute al seguente epilogo della procedura:

Le parti, stabilendo pattiziamente l’esito della procedura, in estrema sintesi, hanno concordato di limitare la prerogativa datoriale di operare unilateralmente i licenziamenti, ammettendo la praticabilità delle sole risoluzioni accettate dai lavoratori, e, di contro, hanno stabilito di attivare la Cassa integrazioni guadagni straordinaria per crisi aziendale dal 1° giungo 2018 per la durata di dodici mesi (salvo proroghe).

Nell’intesa si è inoltre stabilito che, preventivamente all’avvio della CIGS, l’azienda dovrà fornire un riepilogo dell’entità del personale coinvolto nelle sospensioni dal lavoro per ciascuna unità produttiva, come pure dovrà verificare per i lavoratori che sono stati interessati dal “Nuovo modello organizzativo” che questi ultimi abbiano maturato i requisiti per avere diritto al trattamento di integrazione salariale previsto per i full time prima di sospenderli in cassa.

Sempre in ordine al trattamento di integrazione salariale per il personale sospeso, stante la grave crisi economico-finanziaria in cui versa Securpol Group Srl in AS e la costante difficoltà concernente la generazione di costanti flussi di cassa, l’intesa non prevede l’anticipazione del trattamento da parte aziendale, pertanto l’indennità spettante ai lavoratori sarà corrisposta dall’INPS; tuttavia, in argomento di copertura economica, al precipuo fine di offrire qualche garanzia di continuità reddituale, sia pure minima, nell’accordo si è previsto che, per i soli casi di sospensione a zero ore/mensili (vale a dire per i lavoratori che nel corso di un mese non lavorano), l’azienda provvederà ad anticipare 800,00 € mensili per un massimo di tre mesi.

L’intesa relativa al ricorso alla CIGS ed alla mobilità non oppositiva è importante soprattutto in quanto evita i licenziamenti coatti e, in estrema sintesi, dà la facoltà al lavoratore sia di conservare il proprio posto di lavoro, sia di accettare la risoluzione del contratto lavorativo (potendo godere del trattamento NASpI).

La condizione che vive Securpol Group Srl in AS è a dir poco drammatica; come spesso capita agli istituti di vigilanza dichiarati insolventi ed ammessi a procedure fallimentari, si sta registrando un continuo calo dei clienti, che inevitabilmente si traduce in una riduzione altrettanto costante del fatturato.

Sinteticamente, per realizzare un equilibrio gestionale che consenta la conservazione del complesso aziendale sino a quando e se, nell’ambito della procedura di Amministrazione straordinaria, si troverà un acquirente (ma potrebbero essere anche più acquirenti interessati a componenti differenti degli asset), nell’interesse di chi fra i lavoratori, anche per mancanza di alternative, volesse proseguire con Securpol il proprio rapporto di lavoro, soprattutto nella speranza che l’Istituto di vigilanza privata possa costituire oggetto d’interesse per operatori economico-finanziari seri disponibili a rilevarlo, le parti hanno variamente discusso circa la necessità di accrescere la produttività media delle attività rese.

La proposta aziendale per raggiungere l’obiettivo sopramenzionato, peraltro esplicitata già in occasione dell’incontro tenuto al Ministero dello Sviluppo Economico in data 26 aprile 2018, prevedeva che le prime tre ore di straordinario giornaliero, oltre a non essere valorizzate con la maggiorazione di straordinario contrattualmente prevista, fossero poste in accantonamento e, quindi, fruite sotto forma di permessi orari entro il semestre successivo all’effettuazione. Tale proponimento, oltre a porsi in aperta deroga rispetto alle previsioni del CCNL, è stato respinto dalle OO.SS. in quanto ritenuto eccessivamente penalizzante da un punto di vista economico per i lavoratori.

Le OO.SS., da parte loro, in alternativa a quanto elaborato dall’Azienda, hanno condiviso un altro sistema di computo del tempo di lavoro, in modalità pluriperiodale, senza introdurre deroghe rispetto a quanto stabilito dal Contratto collettivo nazionale di lavoro.

L’istituto pattuito è così riassumibile:

Come si noterà, nelle 48 settimane lavorative (sono state escluse le 4 di ferie annuali), nel corso delle quali comunque saranno applicati i sistemi orari attualmente vigenti (5+1 e 6+1+1) e si continuerà a fruire dei permessi spettanti nelle modalità contrattualmente previste, ci si attesterà a 1.920 di monteore complessivamente lavorato, senza sforamenti in orari non coperti da maggiorazione di straordinario, come invece sarebbe stato sistematico col metodo proposto dalla Società.

Si consideri, inoltre, che per ogni ora di lavoro eccedente le ore lavorate nelle settimane assegnate a 32, 40 e 48 ore sarà pagata con la valorizzazione contrattualmente prevista per lo straordinario.

Seguendo una semplice e banale simulazione di quanto proposto dall’Azienda fatta su un lavoratore avente lo schema orario 6+1+1, nel mese di giugno 2018, questi potrebbe teoricamente totalizzare 63 ore di lavoro eccedenti l’ordinario, non pagate come straordinario e da recuperare entro l’arco temporale di cui sopra si è detto; tale simulazione, naturalmente, non considera le condizioni previste dall’articolo 77 del CCNL rispetto alle particolari esigenze organizzative che non consentano di usufruire dei permessi previsti da tale sistema orario (in questo caso sarebbero di più le ore prestate eccedenti l’ordinario).

L’istituto della flessibilità multiperiodale, invece, contempla, sempre per il mese di giugno, con le settimane, per esempio, a 48 ore, 32 ore di lavoro eccedenti l’ordinario per tutto il mese; in tal senso, se l’Azienda dovesse richiedere le stesse ore di prestazioni che avrebbe sviluppato la modalità caldeggiata dalle nostre controparti, vale a dire le 63 ore, la stessa dovrà pagare con la maggiorazione del 30% di straordinario ben 31 ore.

Tale istituto, naturalmente, non riguarderà il personale interessato dal ricorso alla CIGS e avrà applicazione per 12 mesi a partire dal 1° giugno 2018.

Conclusioni

In ordine alle intese, che alleghiamo per vostra opportuna conoscenza, la lettura delle quali vi consigliamo per gli opportuni ed utile approfondimenti di merito, abbiamo tentato unicamente di operare nella logica della riduzione del danno.

Riteniamo, tuttavia, di aver svolto un buon servizio a beneficio di quei dipendenti “costretti” nella trappola del “Nuovo modello organizzativo” – venutasi a creare a seguito delle incresciose vicende che hanno interessato la Securpol – che finalmente torneranno a vedersi corrisposta la retribuzione loro spettante, senza dover subire ulteriormente riduzioni illegittimamente operate da chi ha impropriamente applicato uno strumento contrattuale avente caratteristiche e finalità ben diverse da quelle realizzate per ridurre surrettiziamente la paga dei lavoratori.

Per quanto costituisca un estremo atto di sacrificio per i lavoratori, pensiamo, inoltre, di aver operato una scelta giusta quando abbiamo respinto la proposta aziendale di portare in accantonamento 3 ore di prestazione lavorativa giornaliera eccedente l’ordinario e condiviso l’attivazione della “Flessibilità multiperiodale”, in quanto quest’ultima è certamente meno onerosa per i dipendenti di Securpol (e anche di più complessa realizzazione per quanti programmano il servizio nelle varie sedi operative…).

Naturalmente, l’auspicio è che tale ultimo sacrificio valga quale “investimento” per il futuro, cioè che possa essere utile a garantire continuità aziendale (ed occupazionale), nella speranza che Securpol sia acquisita da operatori aventi le opportune coperture patrimoniali, necessarie al rilancio di questa realtà che oggi più che mai ha solo una ricchezza: il proprio personale.

p. la Filcams Cgil Nazionale
Sabina Bigazzi

Roma, 24 maggio 2018

Conseguentemente all’avvio della procedura di licenziamento collettivo avviata dalla Service Key S.r.l. per gli appalti di pulizia presso le sedi di Unicredit, BNL e Istituto Bancario San Paolo, vi comunichiamo che nella giornata di lunedì 21 maggio u.s. presso il Ministero del Lavoro è stato siglato un verbale di mancato accordo che alleghiamo alla presente mail.

Mi preme altresì ricordare che durante le trattative la Società ha più volte dichiarato che di tutto il personale presente sugli appalti interessati dalla procedura quasi l’80% ha accettato volontariamente (dichiarazione aziendale) una riduzione di orario. Quindi, anche in assenza di accordo, la Società non dovrebbe procedere ai licenziamenti delle unità dichiarate in procedura.

Rimango a disposizione per ulteriori chiarimenti in merito e vi saluto cordialmente.


p. La Filcams CGIL Nazionale

Roma, 15 maggio 2018

Nella giornata di oggi si è tenuto il previsto incontro con il Dott. Milocco in rappresentanza del Consorzio Unilabor, durane l’incontro sono stati nuovamente ripercorsi i motivi per cui un breve lasso di tempo si sono susseguite diverse imprese nella gestione dello stesso servizio. Come OO.SS. abbiamo evidenziato tutte le problematiche che oggi persistono sugli appalti nel settore del Multiservizi/Pulizie gestiti prima da Sybaris; De.ma e in ultimo da Alpha Service.

Alla fine dell’incontro è stato sottoscritto un verbale di accordo nel quale viene delineato un percorso, che se rispettato, porta sicuramente alla chiusura della vertenza. Pertanto al fine di verificare se quanto concordato viene messo in atto dal consorzio Unilabor vi chiedo di effettuare i previsti incontri territoriali. nell’attesa di vostre comunicazioni cordialmente saluto.

p. La Filcams CGIL Nazionale

Roma, 2 maggio 2018


TESTO UNITARIO

Si è svolto il 2 maggio u. s. il Tavolo di Monitoraggio presso il Miur, che ha visto la presenza di tutti i soggetti coinvolti – Ministeri dell’Istruzione e del Lavoro, Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltrasporti Uil, i Consorzi, le imprese capofila, le Associazioni Datoriali – per fare i necessari aggiornamenti sull’andamento degli appalti di servizi di pulizia, ausiliariato e di ripristino del decoro.

Anticipatamente alla convocazione il Ministero dell’Istruzione ha inviato alle OO. SS. nazionali, ai Consorzi e alle imprese capofila, i dati relativi alle disposizione dei pagamenti per gli interventi “Scuole Belle” per le tranches di finanziamento ante 2018 e le integrazioni delle assegnazioni rispetto alla prima rata 2018, di cui si allegano copie.

All’avvio dell’incontro il Miur ha informato tutte le parti che in assenza della nuova compagine governativa, sta’ procedendo nella gestione degli appalti nelle condizioni e modalità previste dall’attuale normativa, compreso il confronto con Consip per la definizione delle gara protempore fino a giugno 2019 per il lotto 5 e per la predisposizione della nuova convenzione Consip a far data dall’anno scolastico 2019/2020.

Fermo restando le prospettive per il futuro, allo stato attuale il Ministero ha rappresentato che dei € 128 mln della prima tranches 2018 sono già state richieste ed assegnate risorse per oltre € 120 mln e che continuano a pervenire richieste da parte degli Istituti Scolastici.

Mentre la maggior parte delle scuole dei diversi territori provinciali hanno effettuato richieste di interventi aggiuntivi fino ad esaurire le risorse disposte dal riparto di gennaio u. s., permettendo così di disporre gli interventi anche sulle prossime tranches 2018, permangono per alcune provincie richieste limitate che non permettono l’impiego totale delle risorse stanziate.

Le Organizzazioni Sindacali, sul punto illustrato dal Miur hanno rappresentato la positività dell’appostamento dell’interezza delle risorse per ciascun territorio e lo sforzo che lo stesso Ministero sta’ attuando per disporre le risorse non ancora richieste, ma hanno altresì sottolineato la necessità di verificare quale priorità si è data nella gestione della graduatoria definita in base alle richieste pervenute dalle scuole e come agire su quei territori che non hanno esaurito le risorse della prima tranche 2018.

Le questioni sollevate dalle OO. SS. hanno evidenziato il problema che con il sistema di riparto utilizzato molte risorse sono state assegnate a scuole senza tenere conto della presenza e delle distanze tra gli istituti destinatari dei fondi e i lavoratori, creando un incremento di ricorso alla banca delle ore in negativo nonostante le risorse sono state sostanzialmente tutte impiegate.

Il Miur a tal proposito ha confermato di aver disposto prioritariamente le risorse alle scuole in funzione del criterio dell’addensamento della popolazione scolastica, per cui essendo stati richiesti molti finanziamenti dagli Istituti secondari superiori, questi risultano i primi in graduatoria a cui fare i conferimenti.

Comprendendo il problema sollevato dalle Organizzazioni Sindacali e per affrontare anche il nodo per i territori che non hanno esaurito con le richieste quanto loro ripartito, il Ministero ha proposto di svolgere a breve incontri per singoli lotti, unitamente agli USR, per poter approfondire gli aspetti specifici e porre in campo i necessari correttivi.

Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltrasporti Uil, hanno condiviso la proposta del Miur, ricordando nel contempo occorre intervenire urgentemente sul lotto 7, a fronte dell’avvio di una procedura di licenziamento collettivo ormai al termine dei tempi amministrativi, nonché sul lotto 5 per il permanere delle problematiche più volte denunciate tanto che gli stessi istituti scolastici stanno procedendo al pagamento in surroga dei lavoratori.

Rispetto a quanto avanzato dalle OO. SS., il Miur, unitamente al Ministero del Lavoro, ha confermato la convocazione per il 4 p. v. per il lotto 7, alla luce della scadenza della procedura attivata e nei giorni successivi tutti gli altri lotti avendo la necessità di raccogliere le disponibilità degli Uffici Scolastici Regionali per la loro partecipazione.

Il Tavolo di Monitoraggio si è pertanto concluso con l’impegno a mandare a breve il calendario degli incontri per singolo lotto, così da affrontare nello specifico le diverse situazioni.

La programmazione delle suddette riunioni verrà fornito tempestivamente alle strutture territoriali così da permettere la partecipazione delle stesse, come già accaduto nei precedenti analoghi appuntamenti.

Elisa Camellini