Catanzaro. «Occorre lavorare su più fronti»

02/09/2005

    venerdì 2 settembre 2005

      «Occorre lavorare su più fronti»

      Le idee della Filcams-Cgil per risollevare le sorti del turismo calabrese. Apprezzamento per Loiero

      CATANZARO. “È apprezzabile ed onesto che il presidente Loiero rivolga le sue scuse per le pessime condizioni nelle quali abbiamo costretto i pochi turisti che hanno scelto la Calabria per trascorrere le ferie. Ci rendiamo conto che il periodo troppo breve intercorso fra l’insediamento della Giunta attuale e l’apertura della stagione turistica non ha consentito di mettere riparo a problemi che affliggono la nostra regione da tempo. E, perciò, apprezziamo la dichiarazione con la quale si afferma che, su queste partite, si inizierà a lavorare a settembre per presentarci al meglio alla prossima stagione”. Lo afferma il segretario calabrese della Filcams-Cgil, Aldo Libri, che con una nota interviene nel dibattito aperto sul turismo. “Avevamo già avanzato – aggiunge Libri – una serie di proposte e riflessioni che abbiamo sottoposto all’attenzione del presidente e di vari assessori con una lettera aperta. Ora si tratta di individuare le priorità e di muoversi con rapidità ed efficienza. Una regione con 800 km di costa non si può permettere una gestione della depurazione delle acque che causa disastri ed inquinamenti in molti siti, costringendo, addirittura, i turisti a manifestare la loro protesta. E non si può permettere, parimenti, una gestione dei rifiuti (discariche pubbliche o abusive, scarsa propensione alla raccolta differenziata, discussioni infinite sulle localizzazioni degli impianti di termovalorizzazione, peraltro disgiunti dalla differenziazione dei rifiuti) che mortificano l’altro pezzo di patrimonio naturalistico: quello delle nostre montagne; i collegamenti per raggiungere la Calabria, e per spostarsi al suo interno, sono da incubo: non solo l’A3, diventata una amarissima barzelletta e sulla quale occorre una iniziativa forte e pressante della Giunta regionale per concordare con le istituzioni nazionali e con l’Anas tempi e modalità di svolgimento dei lavori, ma anche la situazione degli aeroporti (quello di Reggio Calabria e di Crotone sono largamente sottoutilizzati), dei collegamenti ferroviari, della rete viaria “secondaria” (occorre forse ricordare le condizioni della 106?). A questo – evidenzia Libri – si aggiunga l’assenza di una ragionevole interazione dei vettori di trasporto, comprese le autolinee private sulle quali l’intervento economico pubblico è considerevole e che vanno ricondotte alle necessità della collettività e dei settori produttivi, a cominciare dal turismo”. “Il catalogo dell’offerta – prosegue il sindacalista – deve essere redatto mettendo in relazione tutte le attrattive e le offerte: dai ritrovamenti archeologici ai beni culturali successivi, dalle bellezze naturali al termalismo, dalla musica all’enogastronomia, dalle sagre ai luoghi ed agli eventi religiosi, dalle culture locali alle minoranze linguistiche. Il turista non può andare a tentoni con informazioni raffazzonate e confuse, ma deve avere il quadro completo dell’offerta possibile; un grande piano di formazione di settore che punti ad elevare la qualità del servizio reso e che riguardi sia gli imprenditori che i dipendenti ed una verifica puntuale sulle condizioni di legalità sia delle proprietà dei beni (alberghi, villaggi, camping, punti di ristorazione di sovente nelle mani di uomini delle cosche) che dei diritti dei lavoratori, troppo spesso in nero, malpagati, sfruttati e perciò pronti ad accettare offerte in altre parti d’Italia”. “Insomma – secondo Libri – la Calabria forma lavoratori che poi contribuiscono a fare le fortune di altre zone turistiche per l’atteggiamento illegale ed ottuso di chi ritiene che i contratti siano un optional da trascurare senza incorrere in alcuna conseguenza. Come si vede non abbiamo parlato della ricettività che, ad un certo punto della stagione, era diventato argomento di discussione. Sufficienti gli alberghi o bisogna costruirne altri? Noi rifuggiamo da una idea del turismo che si misura a metri cubi e perciò abbiamo atteso con pazienza che i dati dimostrassero quello che la logica già indicava: la ricettività è l’ultimo degli elementi per il decollo del turismo. Costruire alberghi e strutture consimili senza la ragionevole previsione di utilizzarne le potenzialità significa solo ulteriore cementificazione, cosa della quale la Calabria non ha bisogno, ed inoltre la ricettività non è solo alberghi e strutture consolidate. Pensiamo alla ricettività diffusa – sottolinea Libri – ai paesi-albergo, ai bed and breakfast, alle case vacanza: tutte queste strutture vanno riqualificate per offrire una disponibilità ampia e per tutte le fasce di reddito e per fornirla senza vessare i turisti con offerte assolutamente fuori mercato (e fuori logica) che non garantiscano un equo rapporto qualità-prezzo. Non solo siamo disponibili, ma sollecitiamo l’apertura di un tavolo di confronto con tutti i protagonisti del settore, perché ciascuno possa portare le sue idee e le sue competenze. Con l’obiettivo – conclude il sindacalista della Cgil – di non doverci mai più vergognare di fronte ai turisti che scelgono la Calabria come luogo di villeggiatura”.