Catanzaro. “A rischio 2.500 precari”

06/12/2002






06/12/02
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"A rischio 2.500 precari"



Denuncia della Cgil, situazione drammatica per gli ex Lsu delle scuole

CATANZARO. Sono 2.500 i lavoratori precari che rischiano il posto in Calabria. È quanto denunciano il segretario regionale della Cgil Fernando Pignataro e quello della Filcams Aldo Libri, in un comunicato, in cui fanno rilevare che “il 27 novembre i Ministeri del Lavoro e della Pubblica Istruzione hanno concordato con il sindacato unitario di porre rimedio al marchiano errore della Finanziaria 2003 approvata alla Camera, recuperando i fondi necessari a garantire la continuità del lavoro, fino al 2006, per i 16.000 ex LSU impiegati nelle pulizie nelle scuole pubbliche e per i 1.000 ex LSU che lavorano nelle segreterie scolastiche, oggi con contratto di collaborazione coordinata e continuativa. Nello stesso accordo – si fa rilevare – si stabiliva che, dopo l’approvazione della Finanziaria 2003 con l’emendamento richiesto, si sarebbe proceduto a lavorare sulla stabilizzazione degli addetti”. I due sindacalisti affermano, al riguardo, che “oggi circolano voci, che provengono dal Ministero dell’Economia, secondo le quali non ci sarebbe disponibilità a trasformare l’accordo sindacati-ministeri in emendamento che recuperi i 300 milioni di euro per garantire la prosecuzione del lavoro. Se davvero così fosse – dicono Pignataro e libri – ci troveremmo con 17.000 licenziamenti nel Mezzogiorno, di cui 2.500 in Calabria”. In base agli impegni assunti, scrive la Cgil, “il 10 dicembre il Consiglio dei Ministri dovrebbe approvare lo stanziamento delle somme necessarie, onorando impegni assunti da due importanti ministeri. Se così non fosse la manifestazione nazionale indetta per il 12 dicembre diventerebbe drammatica e difficile da gestire. Non è possibile, infatti, comprendere la cancellazione ingiustificata di 17.000 posti di lavoro che rendono possibile la funzionalità delle scuole e la sopravvivenza materiale di tante famiglie”. I due sindacalisti aggiungono che “di fronte a questa situazione ed a questi rischi, la protesta e la mobilitazione non può riguardare solo gli addetti del settore a minaccia di licenziamento, ma deve vedere il coinvolgimento delle istituzioni, delle forze politiche, delle direzioni scolastiche, degli organismi dei genitori”. La Cgil chiede che “la Regione Calabria, le Province, i Comuni, la direzione regionale scolastica si facciano sentire presentando formalmente al Governo la richiesta della correzione dell’errore commesso, creando un circuito di salvaguardia dei lavoratori interessati e delle normali attività scolastiche che verrebbero sconvolte dall’assenza di questi addetti”.