Catania. Vigilsud, 4 licenziati ogni quadrimestre

08/03/2004



07 marzo 2004
cronaca catania
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Denuncia dei sindacati di categoria

Vigilsud, 4 licenziati
ogni quadrimestre

«Ogni centoventi giorni la Vigilsud, società che si occupa di vigilanza privata associata Confcommercio, procede al licenziamento di quattro lavoratori. Con il risultato che nel corso dell’ultimo anno sono stati licenziati ingiustificatamente 12 impiegati».
La singolare denuncia è dei sindacati di catagoria di Cgil-Cisl-Uil, rispettivamente Filcams, Fisascat e Uiltucs.
«L’organico complessivo della società catanese, sino al 2002, ammontava infatti a cinquanta unità per poi assottigliarsi inesorabilmente col tempo. Oggi – spiegano i sindacalisti delle tre organizzazioni – denunciamo il caso, aggiungendo che la mancanza di regole a danno dei lavoratori coinvolge oramai tutto il mondo della vigilanza.
«Con questi dodici licenziamenti – spiega Luisa Albanella segretario Filcams, in nome di tutti i rappresentanti dei lavoratori – sono state eluse clamorosamente le norme di legge in materia. Il datore di lavoro li qualifica come "licenziamenti individuali" per esubero di personale. Mentre noi sappiamo che questo avviene per il passaggio di alcuni servizi ad altri istituti controllati dalla medesima proprietà della Vigilsud».
E c’è di più, rincarano i sindacati. «A pagare le scelte della Vigilsud non sono solo i licenziati e le loro famiglie – denunciano – ma anche chi rimane in azienda costretto ad assumersi un enorme carico di lavoro. Segnaliamo, come si può riscontrare da verbale redatto all’ufficio provinciale del lavoro, che a fronte dei licenziamenti c’è un costante ricorso a prestazioni di lavoro straordinario per chi è rimasto in azienda. Lavoro in alcuni casi retribuito – sottolinea Albanella – in altri casi addirittura no».
Anche se la Vigilsud e la Confcommercio non sono firmatari del regolamento sindacale che disciplina i cambi d’appalto, i sindacati chiedono che le istituzioni vigilino per il rispetto delle regole in vigore, «perchè non è pensabile che gli istituti di vigilanza, nati per far rispettare la legalità e garantire sicurezza, possano essere essi stessi gestiti da chi sistematicamente non rispetta le regole».