Catania. Vigilanti, allarme occupazione

22/07/2004

giovedì 22 luglio 2004
CATANIA
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Vigilanti, allarme occupazione

Troppi licenziamenti.
Cento posti di lavoro tagliati in meno di due anni. E ieri un nuovo caso

Comincia a dare segnali di crisi, sotto il profilo dell’occupazione, il settore della vigilanza privata. L’allarme è stato lanciato da Cgil, Cisl e Uil.

Tra il 2003 e questi primi mesi del 2004, secondo i dati diffusi dalle organizzazioni sindacali, le guardie particolari giurate licenziate a Catania sono già state 100 fra procedure di mobilità, cambi d’appalto, e licenziamenti collettivi, a cui purtroppo si aggiungono i dieci lavoratori ex Viktoria secur police dell’appalto dell’Opera universitaria. Le nuove aziende aggiudicatarie e cioè la Vigilsud e la Veritas sud hanno confermato davanti al prefetto di Catania Anna Maria Cancellieri la "non volontà" di assorbirli.
Una scelta ribadita a voce alta ma che ha cozzato contro l’esplicito invito del prefetto, che ieri mattina ha partecipato personalmente all’incontro richiesto da Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uil Tucs Uil svoltosi contemporaneamente ad un sit-in sotto il Palazzo di via Minoriti, a rivedere la posizione.

«Il prefetto si è fatto carico di organizzare un confronto tra la categoria e le parti sociali -spiega il segretario della Filcams Cgil Luisa Albanella- l’evento servirà a monitorare gli appalti e soprattutto ad inserire in essi la possibilità che le ditte subentranti si prendano carico dei lavoratori uscenti, con un vero e proprio impegno formale».

L’incontro di ieri mattina è servito anche sottolineare ancora una volta, un’altra amara vicenda della Vigilsud, la società che si occupa di vigilanza privata associata Confcommercio, e che ha proceduto al licenziamento di molti lavoratori. L’organico complessivo della società catanese, sino al 2002, ammontava infatti a cinquanta unità per poi assottigliarsi inesorabilmente col tempo.
Oggi Filcams Cgil ha nuovamente denunciato il caso, aggiungendo che «la mancanza di regole a danno dei lavoratori coinvolge oramai tutto il mondo della vigilanza».

«Vengono eluse clamorosamente le norme di legge in materia – continua Luisa Albanella, a norme di tutte e tre le organizzazioni sindacali – Il datore di lavoro li qualifica come "licenziamenti individuali" per esubero di personale. Mentre noi sappiamo che questo avviene per il passaggio di alcuni servizi ad altri istituti controllati dalla medesima proprietà della Vigilsud».

Ma, sempre secondo i sindacati, c’è di più. «A pagare le scelte della Vigilsud non sono solo i licenziati e le loro famiglie, ma anche chi rimane in azienda costretto ad assumersi un enorme carico di lavoro».
Un dato quest’ultimo, che si può riscontrare da recenti verbali redatti all’ufficio provinciale del lavoro, e cioè che a fronte dei licenziamenti corrisponde il costante ricorso a prestazioni di lavoro straordinario per chi è rimasto in azienda. Lavoro in alcuni casi retribuito, in altri no.

«La Vigilsud e la Confcommercio non sono firmatari del regolamento sindacale che disciplina i cambi d’appalto. I sindacati chiedono che le istituzioni vigilino per il rispetto delle regole in vigore, perchè non è pensabile che gli istituti di vigilanza nati per far rispettare la legalità e garantire sicurezza, non possono essere essi stessi gestiti da chi sistematicamente non rispetta le regole».


R. Cr.