Catania. Sulla vertenza vigilantes chiesto incontro al prefetto

09/10/2002



09 ottobre 2002
catania provincia
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Sulla vertenza vigilantes
chiesto incontro al prefetto

CALTAGIRONE – L’amministrazione comunale di Caltagirone, in merito alle vicende che stanno coinvolgendo più corpi di vigilanza privata nella gestione del servizio di sorveglianza al Tribunale, ha chiesto un incontro con il prefetto di Catania, dott. Alberto Di Pace; il sindaco Francesco Pignataro, nella giornata di martedì prossimo, nel suo ufficio, incontrerà i rappresentanti sindacali e i lavoratori coinvolti in questa vertenza. L’esigenza di incontrare il prefetto scaturirebbe da una ragione ben precisa: quella di giungere ad un ulteriore approfondimento della situazione. Come si ricorda, infatti, sono nove i lavoratori de «La celere» che non sono ancora tornati a lavorare; per loro, che non è scattato alcun licenziamento, le attese sono quelle di tornare, in un modo o nell’altro al lavoro. Questi facevano parte della ditta che, sino a qualche mese fa, si occupava della vigilanza al Palazzo di giustizia. Queste mansioni, adesso, li svolge la «Vigilantes», che si è aggiudicata la gara, ed è subentrata a quella precedente. La «matassa» sarebbe ulteriormente aggrovigliata, per via di alcuni ricorsi pendenti, già inoltrati agli organi di giustizia amministrativa. Più di due sarebbero le ditte che si stanno contendendo il servizio. L’amministrazione comunale vuole fare fino in fondo la propria parte. «Stiamo seguendo – dichiara Massimo Floridia, assessore al Personale e agli Affari generali – con grande attenzione l’intera vicenda, come possono confermare gli stessi lavoratori, interloquendo costantemente con l’Ispettorato del lavoro. Stiamo pure monitorando la situazione, in maniera da potere giungere alla migliore soluzione possibile».
Si registrano, intanto, le prime reazioni del sindaco, in merito a precedenti argomentazioni espresse dalla Cisl di Caltagirone. «Non comprendiamo – dichiara il sindaco Pignataro – l’atteggiamento del sindacalista Rogazione che, strumentalmente, cerca di fare del Comune un capro espiatorio. Gli ricordiamo che questa è materia attinente alle leggi sul collocamento, e non a norme contrattuali». Il sindacalista Rogazione ha ribadito: «Tuteliamo i diritti dei lavoratori e non ci siamo mai sostituiti a nessun ente».
G. P.