Catania. Sigonella, sciopero ok

24/01/2005

    sabato 22 gennaio 2005

      CATANIA pagina 37

      Quasi il 90% delle adesioni alla protesta sul rinnovo del contratto organizzata da Cisl e Uil   
      Sigonella, sciopero ok
      (ma la Cgil non è «gradita»)

      Rossella Jannello
      Una percentuale altissima di dipendenti civili della base militare di Sigonella – il 90% dei lavoratori, dicono le fonti sindacali – ha aderito allo sciopero proclamato ieri da Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil per il rinnovo del contratto, per un nuovo sistema di classificazione e per il licenziamento annunciato per la fine del mese di 14 dipendenti. Occupati nel settore telefonico e sostituiti, pare, da macchinari.

      «L’adesione allo sciopero è stata quasi plebiscitaria – ha commentato Toni Fiorenza, segretario provinciale della Fisascat Cisl – e siamo particolarmente orgogliosi di questi lavoratori che, scioperando compatti e in modo composto, hanno dimostrato una grande maturità sindacale. Ringraziamo anche le forze dell’ordine che, con la loro presenza, hanno contribuito a mantenere sereno il clima della protesta.


      «Lo sciopero – ha continuato Fiorenza – ha prodotto già i primi importanti risultati: le federazioni nazionali sono state contattate dalle Forze armate per un incontro da svolgersi a Roma il mese prossimo per arrivare a una soluzione dei problemi posti.


      «La nostra azione continuerà – ha concluso il segretario della Fisascat Cisl catanese – con gli scioperi programmati per il 28 gennaio e il 4 febbraio fino a quando non ci verranno date precise assicurazioni».


      Gli oltre 900 dipendenti civili italiani della Marina Usa di Sigonella hanno scioperato ieri per protestare contro il mancato rinnovo del contratto, atteso da 18 mesi, e per chiedere il nuovo sistema classificativo del personale italiano, concordato con l’amministrazione Usa in sede di tavolo di trattative e poi disconosciuto.


      In pratica, attualmente il personale civile italiano è ancora inquadrato con la stessa normativa applicata al personale americano della base. E ciò comporta il disconoscimento di una serie di parametri validi in Italia, ma assolutamente «inutili» in Usa e viceversa. Lo sciopero ha coinvolto anche i lavoratori delle altre basi Usa in Italia (Aviano, Vicenza, Pisa, Napoli, La Maddalena).


      A margine dello sciopero che ha coinvolto i dipendenti civili della base Usa di Sigonella si registra anche una presa di posizione «politico-sindacale» della Cgil e della Filcams, l’organizzazione di categoria, le cui sigle non appaiono fra gli organizzatori dello sciopero. Nel manifestare «piena e convinta solidarietà» ai lavoratori in lotta per i loro diritti – spiegano il segretario confederale Pippo Di Natale e il segretario della Filcams Luisa Albanella – «Filcams e Cgil giudicano anacronistica e fuori dalle regole democratiche la scelta del Dipartimento di Stato americano di porre un veto alla presenza della Cgil e della Filcams all’interno delle basi Usa limitando così il diritto dei lavoratori ad avere la più ampia possibilità di scelta nella rappresentanza sindacale». Affermazioni alle quali, attraverso l’ufficio stampa della stazione aeronavale della Marina Usa di Sigonella, replica con un laconico no comment.