Casse, sanità integrativa a 1 milione di professionisti

18/12/2002

ItaliaOggi (Primo Piano)
Numero
299, pag. 3 del 18/12/2002
Teresa Pittelli

Casse, sanità integrativa a 1 milione di professionisti

Arriva la sanità integrativa per i professionisti. Il maxi-emendamento alla manovra finanziaria 2003, presentato dal relatore Lamberto Grillotti (An) e concordato con il governo, prevede una norma, l’articolo 32, che consente alle casse di previdenza professionali di dare agli iscritti (circa 1 milione di lavoratori, dagli avvocati ai medici, ai dottori commercialisti), oltre che le pensioni, anche assistenza sanitaria. La previsione consente infatti agli enti previdenziali privatizzati ´di prevedere forme di tutela sanitaria nell’ambito delle prestazioni assistenziali a favore degli iscritti, e nel rispetto degli equilibri finanziari di ogni singola gestione’. Soddisfatti i professionisti, che avevano a lungo reclamato la possibilità di avere un secondo pilastro sanitario ad ampio raggio (per il momento la possibilità di svolgere assistenza sanitaria è limitata alla stipula di polizze sanitarie per grandi eventi, già attivate da alcune casse come quella degli avvocati). ´Finalmente comincia a cambiare la concezione della cassa di previdenza, da mero ente erogatore di trattamenti previdenziali a centro di servizi agli iscritti’, spiega a ItaliaOggi Maurizio de Tilla, presidente dell’Adepp, l’associazione di 19 casse privatizzate, e della cassa forense. Un cambiamento che per de Tilla può dare agli utenti vantaggi economici, tramite l’applicazione di tariffe ridotte, frutto di convenzioni tra le casse da un lato, le cliniche e gli istituti sanitari dall’altro.

A differenza di quanto succedeva un tempo con le mutue, però, l’assistenza sanitaria delle casse professionali sarà indiretta, cioè non verrà erogata direttamente dall’ente, ma appunto tramite convenzioni, che possono essere stipulate dalle casse singolarmente, oppure dall’Adepp o da associazioni rappresentative di categoria.

Nei piani di de Tilla, però, c’è anche la creazione di un fondo sanitario al quale applicare una detrazione fiscale sui contributi dei professionisti, sullo stile della Casagit, l’ente di assistenza dei giornalisti. ´Un’ottima idea’, la norma della Finanziaria, anche per Giovanni Jogna, presidente della cassa dei periti industriali.

´Ci consentirebbe di gestire come ente un’assistenza integrativa importante per gli iscritti, e a condizioni economiche convenienti’, spiega Jogna, secondo il quale ´la possibilità di assicurare tutta la platea degli iscritti è fondamentale per il decollo di un progetto di questo tipo’. Se la gestione della sanità integrativa è una vittoria per i professionisti, però, restano sul tappeto alcune questioni che i presidenti delle casse hanno già posto al governo come ´determinanti’ per la salvaguardia degli equilibri finanziari. Innanzitutto, la gestione diretta della previdenza complementare, attraverso fondi gestiti in prima persona dagli enti.

Una possibilità per ora esclusa dalla legge, tanto che alcune casse professionali (come avvocati, notai e periti industriali) hanno creato una società ad hoc, Gencasse, posseduta al 50% dalle Assicurazioni generali. In secondo luogo, poi, secondo l’Adepp occorre risolvere il problema della doppia tassazione, cioè della doppia imposizione fiscale, una volta sui rendimenti e una volta sulle pensioni, sulle pensioni dei professionisti.

Si tratta di richieste che hanno già incontrato l’appoggio del ministero del welfare, che ha intavolato con l’Adepp un confronto tecnico su questi temi, coordinato dal sottosegretario Alberto Brambilla.

´Ora però è il momento di interventi concreti’, continua Jogna, ´perché non possiamo continuare a pagare le tasse sugli investimenti come se fossimo società con fini di lucro, e non enti che gestiscono la previdenza sociale obbligatoria per un milione di lavoratori’.