Casse e Lavoro, trattativa al via

10/03/2003




Sabato 08 Marzo 2003
LIBERE PROFESSIONI


Casse e Lavoro, trattativa al via

Totalizzazione – Per il sottosegretario Brambilla il progetto degli Enti è una buona base per il confronto


ROMA – Il sottosegretario al Lavoro, Alberto Brambilla, apprezza la proposta dell’Adepp, l’associazione delle Casse di previdenza privata, per disciplinare l’istituto della totalizzazione (si veda «Il Sole-24 Ore» di ieri). Il progetto – che amplia la possibilità di cumulare i contributi sparsi in più gestioni anche quando si raggiunga il diritto alla pensione presso uno degli enti interessati – verrà esaminato martedì al ministero del Lavoro. Alla riunione parteciperanno le Casse, i sindacati di categoria e il Comitato di tutela per la previdenza dei professionisti con quote contributive in più enti Il punto di partenza del confronto – spiega Brambilla – sarà proprio il testo messo a punto dall’Adepp. «Il lavoro fatto – commenta il sottosegretario – è positivo. Certo, ci sono alcuni punti da valutare, ma abbiamo una base per la trattativa». Dunque, per Brambilla il tentativo di "costringere" le parti a trovare una soluzione condivisa sulla totalizzazione ha portato frutti, anche se non c’è accordo tra Casse e Comitato tutela. Ora toccherà al ministro Roberto Maroni – specifica il sottosegretario – decidere se ritirare, in vista della nuova disciplina, il regolamento dell’articolo 71 della legge 388/2000, che è alla Corte dei conti per la registrazione. Il decreto – firmato dai ministri del Lavoro e dell’Economia – consente di sommare gli spezzoni contributivi solo quando non si raggiunga il diritto alla pensione in alcuna gestione. Contro il provvedimento c’è stato un fitto fuoco di sbarramento da parte delle Casse, che devono applicare il rispetto sistema di calcolo "ordinario", e cioè il retributivo, per determinare le prestazioni. Ora, gli enti prefigurano l’alternativa del contributivo, quando i periodi assicurativi accreditati siano inferiori a 18 anni. Fatta salva la possibilità per le Casse di introdurre correttivi ai sistemi di calcolo – retributivo e contributivo – per rendere compatibile l’onere della totalizzazione con gli equilibri finanziari. Questo aspetto, motivato dalla preoccupazione per la salvaguardia dei bilanci, trova la condivisione di massima del sottosegretario. «Il punto – afferma Brambilla – è definire il valore degli spezzoni con il retributivo e con il contributivo. Chi ha versato contributi per 15 anni non può pretendere che i periodi valgano, in proporzione, come chi ha accumulato 35 anni nello stesso ente». La maggiore perplessità di Brambilla, nei confronti del documentopredisposto dall’Adepp, è il non aver previsto tra i requisiti per la totalizzazione i 40 anni di contributi, in alternativa all’età anagrafica di 65 anni. Invece, il progetto della previdenza privata stabilisce come condizione il raggiungimento, attraverso la sommatoria dei contributi, dell’anzianità di iscrizione e di contribuzione minima previsti dagli ordinamenti di tutte le gestioni interessate. Questo requisito, per altro, va abbinato per le Casse con quello dell’età anagrafica. Martedì al ministero del Lavoro partirà così un nuovo round per disciplinare la totalizzazione. Il Comitato di tutela, presieduto da Carlo Bottiglieri, è però deciso a dare battaglia. Il metodo di calcolo delle prestazioni – sostiene Bottiglieri – deve essere quello in vigore nella gestione, anche se c’è la disponibilità a trattare coefficienti di riduzione quando la totalizzazione riguardi periodi brevi. Invece, per Anna Campilii, dell’Associazione Ring di Parma, va pubblicato subito il regolamento dell’articolo 71. «Aspettare una nuova legge senza aver aperto, sia pure per un numero di casi limitato, la possibilità della totalizzazione significa – per Campilii – dare spazio a manovre dilatorie».
M.C.D.