Casse di categoria? Rendono meno delle liquidazioni

15/01/2003

Martedì 14 gennaio 2003



L’anno scorso le gestioni hanno ceduto il 7,2%. Quelle «aperte» 14%

Casse di categoria? Rendono meno delle liquidazioni

Risultato attivo solo per le formule obbligazionarie, che hanno garantito ai sottoscrittori l’1,2%. Francario (Covip): «Nel lungo termine premiato chi rischia di più»

      La previdenza integrativa affonda sotto le zampate dell’Orso: e, per il secondo anno consecutivo, i fondi pensione finiscono in rosso. Nei primi nove mesi del 2002 i chiusi, destinati generalmente agli appartenenti a una categoria professionale, hanno offerto una performance media negativa del 7,2%. Un risultato davvero deludente se si considera che il Tfr (la liquidazione, principale forma di finanziamento delle casse di categoria) nello stesso periodo ha reso il 2,67%. Ancora più pesante il bilancio degli aperti, promossi direttamente dai gestori autorizzati (compagnie d’assicurazione, banche, Sim e società di gestione del risparmio) e destinati soprattutto a lavoratori autonomi e liberi professionisti che hanno lasciato sul terreno il 14,1%. Gli ultimi tre mesi dovrebbero consentire di ridurre le perdite, ma per la stragrande maggioranza delle casse previdenziali una performance negativa è pressoché scontata.
      Secondo le prime indicazioni della Covip (Commissione di vigilanza sui fondi pensione), la situazione sarebbe migliorata nella parte finale dell’anno, anche se i fondi aperti restano in rosso dell’8,3%, con forti oscillazioni. Si va, infatti, dal »1,2 delle linee obbligazionarie al meno 14% delle azionarie.
      Gli ultimi dati che vengono dai maggiori fondi di categoria, del resto, non sono certo confortanti. Fra il primo gennaio e il 15 dicembre scorso, Cometa dei metalmeccanici presentava un rendimento del -2,30% rispetto al -1,85 del benchmark, il parametro di riferimento. Al 30 novembre scorso, Fonchim dei chimici denunciava un -1,1%, con previsione di chiudere l’anno fra il -2,5 e il -3% e nello stesso periodo Laborfonds, destinato ai lavoratori del Trentino Alto Adige, un -3%, sia pure con la magra consolazione di aver fatto meglio rispetto al benchmark (meno 7,8%).
      La differenza di risultato fra aperti e chiusi si ricollega alla diversa suddivisione del portafoglio: quasi tutte le casse di categoria sono monocomparto, offrono cioè una sola gestione, per lo più di tipo bilanciato, e performance uguali per tutti gli iscritti. Gli aperti, invece, sono pluricomparto e prevedono varie linee con diverso profilo di rischio e rendimento: dalle più aggressive di tipo azionario, adatte a chi ha un orizzonte temporale molto lungo, alle più tranquille, indicate per chi è vicino alla pensione e non può permettere di sopportare perdite nel proprio investimento previdenziale. Una varietà di gestione finanziaria che si riflette nelle performance: dal primo gennaio al 30 novembre 2002 vanno dal »5,8 della linea obbligazionaria Previras 2 di Ras al -23,7% dell’azionaria Helvetia domani di Helvetia vita, quelle a due anni dal »15,1% di Kaleido-Ticino Vita al -36,4% di Parvest pensione di Cardif assicurazioni. «Nella fase di avvio – spiega Lucio Francario, presidente della Covip – la scelta del monocomparto ha permesso di proteggere meglio gli iscritti rispetto al rischio dell’investimento: nel lungo periodo, però, questo sistema rischia di penalizzare i giovani, che nel lungo periodo possono puntare a scelte più aggressive e performance più elevate».
      Svariati fondi chiusi, del resto, stanno realizzando o hanno in programma il passaggio al pluricomparto. Dopo Fondodentisti e Solidarietà Veneto, dal primo gennaio scorso anche gli iscritti a Fonchim hanno a disposizione tre linee: una monetaria, che ha raccolto il 5% delle adesioni, un’azionaria con il 2 e una bilanciata, corrispondente all’asset allocation precedente, che ha fatto quasi il pieno con il 93%. Altre casse previdenziali hanno in programma il multicomparto: da Cometa a Fondenergia e Fopen, rivolte rispettivamente ai lavoratori dei gruppi Eni ed Enel.
Roberto E. Bagnoli