Cassa integrazione in crescita per segretarie e assistenti

09/07/2012

I risultati più tangibili sì ottengono coni tagli al personale. Non manca, però, il monitoraggio su tutte le spese: dalla formazione all`aggiornamento di software e banche dati, fino ai risparmi sulle bollette. Mentre in molti casi, soprattutto in realtà medio-piccole, si fa concreta l`ipotesi di associarsi per condividere i costi fissi. In tempi di crisi la spending review entra negli studi professionali: di fronte al calo di fatturati e incarichi – e sotto pressione peri ritardi nei pagamenti di enti pubblici e imprese -peri professionisti diventa una strada obbligata abbassare i costi di gestione. E a farne le spese, spesso, sono isoggetti più deboli. «La prima leva per ridurre i costi, purtroppo, è risparmiare sul personale», conferma il presidente di Confprofessioni, Gaetano Stella, che aggiunge: «Dalle attività tecniche a quelle economico-legali fino alle sanitarie, tutte le categorie fanno i conti con la crisi e gli studi sono costretti a privarsi di competenze sulle quali hanno investito per anni. I tagli, inoltre, riguardano anche le spese per la formazione e sul fronte informatico-tecnologico, usando di più strumenti online». Molti, inoltre, «prendono in considerazione la possibilità di associarsi fra loro, in modo da ridurre i costi di gestione, come segreteria, affitto, bollette». Secondo stime di Confprofessioni, il ricorso alla cassa integrazione in deroga negli studi è cresciuto di oltre il 12% nell`ultimo anno, coinvolgendo quasi 3.150 persone. La conferma che si interviene sui costi del personale viene anche dai sindacati. «La crisi ha generato una battuta d`arresto per il settore afferma Mario Piovesan, delegato professioni di Fisascat-Cisl -. Così, spesso, si è costretti a ricorrere a riduzioni di personale, che superano di molto i dati sulla cassa integrazione. Anche perché gli ammortizzatori sociali sono ancora poco conosciuti dai liberi professionisti». Sulla stessa linea Danno Lenì di Filcams-Cgil: «Le difficoltà ci sono, soprattutto nell`area tecnica collegata all`edilizia. Prima di licenziare personale formato, però, si cercano strade diverse, come ilpart time». A dare uno spaccato delle difficoltà per iprofessionisti è Stefano Pochetti, commercialista con studio di medie dimensioni a Roma: «Per ora non abbiamo fatto tagli. Senza cambiamenti di rotta da inizio 2013, tuttavia, non ci saranno molte soluzioni. E i primi a rischiare sono i giovani». Anche sul fronte professioni tecniche le alternative, spesso, sono poche. Nello studio Pezzagno, società di engineering di Brescia, che si occupa di opere idrauliche e di urbanizzazione, si è dovute sfoltire il gruppo di lavoro: «Da poco siamo passati da dieci a nove persone, rinunciando a un collaboratore spiega Paolo Pezzagnb, ingegnere di 43 anni alla guida dello studio -. In questa fase la selezione è stringente. E per stare sul mercato – che impone sconti alti, tempi ridotti ed efficienza – è necessario limitare le spese. Anche optando per software che non richiedono aggiornamenti continui». La società di ingegneria Sigma studio di Lumezzane, sempre nel brescìano, ha fatto ricorso fmo a marzo alla Cigper due unità di personale, poi rientrata.«11 fatturato in tre anni è calato in media del 35% spiega Matteo Ghiclini, socio dello studio – e se continua così i tagli potrebbero essere inevitabili. L`unica alternativa è fare massa critica con altri studi, per aumentare la dimensione, trovare sinergie e condividere i costi».