Cassa integrazione in calo del 25,5%

04/02/2011


Sacconi: "Confermata la ripresa". I sindacati: "Resta il problema della disoccupazione"
ROMA – La cassa integrazione scende complessivamente del 25,5 per cento a gennaio 2011 rispetto allo stesso mese del 2010. Un calo che riguarda, sia pure in modo ineguale, i tre diversi tipi di cassa: quella ordinaria che crolla dai 35,8 milioni di ore del gennaio 2010 ai 18,3 del mese scorso; quella straordinaria che diminuisce passando dai 26,2 milioni di un anno fa ai 23,8 del gennaio 2011; quella in deroga che scende leggermente passando da 18,8 a 18,1 milioni di ore. In totale le ore di cassa sono passate da 80,9 milioni a 60,3. La diminuzione è più marcata se si confrontano i dati di gennaio con il mese precedente: meno 30,3 per cento. Ma in questo caso il calcolo è poco significativo perché tradizionalmente il ricorso alla cassa è minore in dicembre quando il fermo produttivo è anche legato alle festività di fine anno. Sostanzialmente stabili le domande di disoccupazione (che sono scese dello 0,23 per cento), in deciso calo quelle di mobilità che sono scese del 20 per cento.
Dati commentati positivamente dal ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi: «I dati forniti dall´Inps confermano la ripresa della produzione – dice il ministro – anche se si tratta di una ripresa ancora selettiva, e dimostrano che gli ammortizzatori sociali hanno consentito di mantenere molte persone collegate alle imprese durante la crisi. Le risorse disponibili erano state preparate per situazioni anche peggiori. Dunque gli allarmismi risultano del tutto ingiustificati». Di «un segnale importante che viene dalle imprese italiane», parla anche il presidente dell´Inps, Antonio Mastrapasqua che sottolinea: «Da sei mesi a questa parte le imprese ci chiedono sempre meno cassa e da tre mesi anche le richieste di cassa in deroga mostrano una decisa flessione: è un´inversione di tendenza non episodica che non può che farci ben sperare per il futuro».
Commenti meno positivi vengono dai sindacati. «Il vero indicatore dell´andamento dell´economia è il tasso di disoccupazione e quello, purtroppo, è in crescita», sostiene la leader della Cgil, Susanna Camusso. «Ci sono alcuni settori che hanno iniziato a riprendersi – ammette Camusso – ma non sempre alla ripresa del fatturato corrisponde una stabile ripresa degli ordini». Preoccupato per il tasso di disoccupazione è il segretario generale aggiunto della Cisl, Giorgio Santini: «Il calo della cassa a gennaio è consistente – osserva – ma non possiamo dimenticare che, dopo mesi di continua crescita, sono centinaia di migliaia i lavoratori ancora in cig. Né possiamo dimenticare i 200 mila posti di lavoro a rischio nelle 170 vertenze aperte al ministero e i 250 mila posti a rischio nelle costruzioni». «Sarebbe inaccettabile – sostiene Fulvio Fammoni della Cgil nazionale – dedurre da questi dati che non sono necessari interventi adeguati. Molte aziende non chiederanno più la cassa straordinaria nei prossimi mesi solo perché l´hanno terminata e si apprestano a chiedere la cassa in deroga, uno strumento che appare destinato a crescere. Anche noi speriamo e lavoriamo per diminuire il numero di coloro che si trovano senza lavoro ma un po´ meno di propaganda, in questi commenti, farebbe bene».