Cassa integrazione a maglie più larghe

17/12/2002


              17 dicembre 2002



              NORME E TRIBUTI
              Cassa integrazione a maglie più larghe


              L’integrazione salariale è compatibile, a certe condizioni, con il lavoro subordinato o autonomo. Lo precisa l’Inps con circolare 179 del 12 dicembre 2002. L’Istituto, a seguito di numerose sentenze della Cassazione sulla compatibilità dell’integrazione salariale con l’attività autonoma o dipendente, modifica il proprio orientamento sulla materia (circolare 171/98), ribadendo, in ogni caso, che è sempre necessaria la comunicazione preventiva, prevista dall’articolo 8, comma 5 della legge 160/1988, resa dal lavoratore sullo svolgimento dell’attività lavorativa per evitare la decadenza del diritto alle prestazioni per tutto il periodo della concessione. A questo proposito, l’Inps spiega che non esiste un’incompatibilità totale, sebbene vi sia un incumulabità tra l’integrazione salariale e i redditi, in misura variabile a seconda delle modalità e dell’ammontare degli stessi; in base alle diverse situazioni che si possono verificare, si potrà avere la totale incumulabilità nel caso in cui il trattamento di integrazione salariale sia ragguagliato alla retribuzione perduta, proveniente da lavoro a tempo pieno e il beneficiario svolga attività di lavoro dipendente a tempo pieno o anche part-time, in quanto si presume che la retribuzione sia equivalente alla corrispondente misura dell’integrazione salariale rapportata alla durata dell’attività lavorativa, anche se sarà cura del lavoratore provare una retribuzione inferiore e avere diritto a una quota differenziale di integrazione salariale, dando luogo a un’incumulabilità relativa. Invece, nel caso in cui l’integrazione salariale si riferisca a un rapporto di lavoro part-time e il beneficiario presti lavoro dipendente, si avrà un’incumulabilità totale se il rapporto è a tempo pieno, mentre sarà relativa se il rapporto è a tempo parziale; laddove l’attività part-time non coincida temporalmente con quella rimasta sospesa, non si avrà incumulabilità. Infine, nell’ipotesi di attività autonoma, si avrà l’incumulabilità dei redditi prodotti con il lavoro autonomo fino a concorrenza dell’importo dell’integrazione salariale.
              ALDO FORTE