Cassa commercialisti a zero

23/11/2010

Contratto nazionale e contratto integrativo disdettati in un colpo solo. Con il rischio che le retribuzioni dei dipendenti restino congelate fino a tutto il 2013. Oggi si aprirà il tavolo di trattativa tra i presidenti degli enti previdenziali privatizzati e i sindacati chiamati a rinnovare il ccnl di tutto il comparto, compreso quello, di fatto «inesistente» della Cassa commercialisti. La situazione è complessa per tutti i lavoratori del settore. Stando sempre alla finanziaria del 2011 i dipendenti delle casse previdenziali privatizzate dal 1996, e oggi prive di finanziamento pubblico, rischiano di essere trattati come tutti i dipendenti pubblici colpiti dai tagli di Tremonti. La regola però non vale per i vertici delle Casse. I cda di questi stessi enti sono stati esclusi alla finanziaria, ed i membri dei consigli di amministrazione potranno quindi continuare ad aumentarsi i gettoni di presenza. Il presidente della Cassa commercialisti Walter Anedda ha ulteriormente peggiorato la situazione dei suoi dipendenti quando, lo scorso 30 ottobre, ha unilateralmente deciso di dichiarare la «disapplicazione » di qualsiasi tipo di contratto che regoli la vita lavorativa nell’ente. Al momento i dipendenti non sanno neppure quale sia il loro contratto di lavoro. E’ la situazione paradossale che si trovano ad affrontare i lavoratori della Cassa commercialisti, protagonisti dell’interrogazione parlamentare presentata la scorsa settimana dal senatore pd Paolo Nerozzi. In cui si chiede al ministro Sacconi di intervenire su una situazione che rischia di creare «pericolose e dannose conseguenze alla vita lavorativa dei dipendenti visto che dal contratto integrativo di ente discendono istituti essenziali per l’organizzazione della vita lavorativa all’interno dell’ente stesso»