Caso Ferri, i 220 licenziati oggi scendono in piazza

30/01/2004

BARI

VENERDÌ 30 GENNAIO 2004

 
 
Pagina IX
 
 
I lavoratori della Logistica ormai fallita: "Ci considerano di serie B"
Caso Ferri, i 220 licenziati oggi scendono in piazza
Statale bloccata: "Siamo abbandonati"
          La manifestazione si terrà a Corato "Si sono persi otto mesi inutilmente"
          DAVIDE CARLUCCI


          inizia la "guerra a oltranza" dei lavoratori della Ferri Logistica, licenziati dopo il fallimento dell´azienda. Si chiedono «se la legge al Sud sia diversa dal Nord», alludendo ai casi Parmalat e Cirio, dove i lavoratori sono riusciti a ottenere i benefici della legge Prodi. E mettono in campo tutti i mezzi di pressioni di cui dispongono: ieri hanno occupato la statale 98, ormai presidiano a oltranza l´azienda, per domani annunciano una manifestazione in piazza a Corato, coinvolgendo scuole e associazioni. Il sindaco Gino Perrone ieri ha incontrato i lavoratori: propone l´assunzione immediata di trenta lavoratori, da inserire negli uffici del "Patto territoriale del Nord Barese" di cui è presidente da qualche giorno. Anche Arepo, la società che ha rilevato un ramo d´azienda della holding, ha avanzato una sua proposta: sta valutando di assumerne tutti i settanta lavoratori della Logistica applicando ? sarebbe uno dei primi casi in Puglia ? la legge Biagi che sostituisce i vecchi co.co.co. con nuovi contratti "flessibili".
          Soprattutto, qualcosa comincia a muoversi da Roma: ieri funzionari della commissione lavoro del consiglio dei ministri hanno chiesto una relazione ad Agostino Meale, il custode giudiziale dei beni sotto sequestro delle diciotto società del gruppo. Riparte, insomma, quel lavoro di "concertazione" tra istituzioni, sindacati e azienda che i magistrati hanno dovuto interrompere a novembre, quando hanno avuto il sospetto che il salvataggio fosse viziato da ambiguità, conti truccati, relazioni di comodo. Tra gli arrestati c´era anche Peppino Scognamillo, il sindacalista della Cgil attualmente sospeso dalla sua organizzazione, accusato di comportamenti compiacenti nei confronti dell´azienda. Tornato alla libertà ? ma ancora formalmente indagato – Scognamillo ieri è tornato a farsi vedere nei presidi organizzati dai lavoratori. Alcuni dei quali continuano a polemizzare con la magistratura che sta compiendo le indagini. «Ci sentiamo traditi dalle istituzioni e dalla giustizia, raggirati dalle false promesse» recita infatti un volantino diffuso durante la manifestazione sulla via Appia. I lavoratori chiedono anche «perché si sono persi otto mesi inutilmente quando sarebbe stato più facile approdare alla legge Prodi sin dall´inizio, così come è successo al Nord per la Parmalat e la Cirio?». Ma a destare stupore, in realtà, non sono le (necessarie) indagini della Procura quanto la decisione del tribunale fallimentare di non ammettere la Logistica alla procedura bis, nonostante il parere positivo dei tre commissari di garanzia (tra cui il presidente nazionale dell´ordine dei commiercialisti Antonio Tamborrino. Gli avvocati dei Ferri hanno presentato un ricorso alla corte d´Appello di Bari, la decisione è attesa per la fine della prossima settimana.



30 gennaio 2004


  


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Corato
Con il fallimento della «Logistica srl» vengono a cadere le speranze di un reinserimento produttivo per una sessantina di ex dipendenti

La «rabbia continua» dei lavoratori Ferri
Occupano l’ex statale 98, poi interviene la polizia e devono spostare la «barricata»


CORATO 
La guerra dei poveri è già iniziata. Alle nove di ieri mattina. Sulla ex statale 98 prima. Sulla complanare che la costeggia pochi minuti dopo. E’ lì che la polizia ha spostato i sessanta dimostranti della «Ferri logistica srl» che hanno tentato di bloccare l’importante arteria.
«Abbiamo i requisiti per la Prodi bis» oppure «Lavoratori Cirio e Parmalat tutelati. E noi?» sono soltanto alcuni dei tanti cartelloni ostentati dagli uomini-sandwich che lentamente passeggiano sullo svincolo che collega la zona industriale con il centro cittadino di Corato. I manifestanti battono mazze e bastoni contro i guard-rail della ex 98 e sui cartelli della segnaletica, tanto per fare rumore e far sentire la propria presenza.
Questo succede per strada, mentre a poche centinaia di metri di distanza la sede dell’«Arepo spa» (la società che ha fittato alcuni rami d’azienda del gruppo Ferri dalla fallita «Genesi spa» e sorelle) è stretta d’assedio dai picchetti degli oltre settanta dipendenti sopravvissuti alla falcidie della mobilità concertata nei mesi scorsi. La guerra dei poveri, appunto.
Tutto è iniziato lunedì scorso: i lavoratori della «Ferri logistica srl», che gestiva la movimentazione delle merci del colosso non-food coratino, hanno inscenato un presidio permanente, subito dopo aver appreso del fallimento dell’azienda. La protesta è iniziata quando il curatore fallimentare della «Ferri logistica srl», Riccardo Zingaro, ha fatto visita alla struttura, nel corso dei propri adempimenti.
«Il curatore – sottolinea Christian Lomuscio, rappresentante aziendale della Filcams – ci ha detto chiaramente di non lavorare, poiché la nostra azienda era fallita e quindi i legami di assunzione sciolti. Abbiamo così deciso di protestare in maniera civile per far sentire le nostre ragioni. In passato, abbiamo pure deciso di mettere in cassa integrazione centrotrenta di noi e di collocare in solidarietà i rimanenti settantasette. La scelta non è stata indolore, ma era necessaria per la nostra sopravvivenza».
E’storia, oramai: l’accordo, a cui Lomuscio si riferisce, venne siglato nell’agosto 2003, alla presenza dell’assessore provinciale Matteo Paparella, nella sede dell’Ufficio provinciale del lavoro. Artefice ne fu quel Peppino Scognamillo, segretario dimissionario della Filcams, che venne arrestato a novembre scorso, poiché ritenuto dalla Procura di Trani coinvolto nella vicenda Ferri. Allo stesso ex sindacalista, comparso in mattinata tra i dimostranti, sono andati gli applausi degli stessi.
L’asfalto dello svincolo che porta a Corato è il teatro di un’umanità che cerca risposte. Belle o brutte, potranno emergere solo dopo l’incontro di quest’oggi con il curatore fallimentare. Forse.

Nicola Curci