Caso Cit, per Tanzi e Necci nuovi guai

03/12/2004

    venerdì 3 dicembre 2004

      Pagina 15 –economia e lavoro

        L’ex patron Parmalat e l’ex amministratore delegato delle Fs indagati a Roma per un fallito progetto di joint-venture
        Caso Cit, per Tanzi e Necci nuovi guai

          ROMA Per certi imprenditori i guai, anche giudiziari, non finiscono mai.
          L’ex presidente della Parmalat Calisto Tanzi, l’ex amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato Lorenzo Necci e ad un’altra ventina di persone rischiano di finire sotto processo a Roma per truffa nell’ambito di un’inchiesta sui retroscena di un’operazione finanziaria che, tra il 1995 ed il 1996, portò alla costituzione di una joint-venture tra la Cit viaggi, società turistica delle Fs, ed alcune società turistiche del gruppo di Collecchio in difficoltà economiche. L’iniziativa, tra l’altro, fallì in breve tempo.

            Il pubblico ministero Pierfilippo Laviani ha infatti concluso in questi giorni gli accertamenti depositando gli atti in base a quanto previsto dall’articolo 415 bis del codice di procedura penale.
            Una procedura, questa, che prelude alla richiesta di rinvio a giudizio. Gli indagati hanno ora 20 giorni di tempo per presentare memorie a sostegno della loro eventuale estraneità ai fatti o per farsi interrogare.
            Secondo l’accusa, dietro la costituzione della joint-venture si sarebbe celato il proposito del gruppo Tanzi di riversare i debiti delle società di Tanzi sul partner pubblico. L’indebitamento, in base a quanto emerso durante gli accertamenti, sarebbe stato di un centinaio di miliardi delle vecchie lire.

              Il progetto di joint-venture, denominato Ecp (European consulting partnership), culminò nella costituzione della Ecp spa, in cui confluirono società di Tanzi e agenzie della Cit. Nel consiglio di amministrazione era rappresentata anche la Banca di Roma, già debitrice delle società turistiche di Tanzi.

                Il progetto saltò allorché un consigliere di amministrazione delle Fs segnalò una serie di anomalie: tra queste la disparità dei valori di avviamento commerciale attribuito alle società dei due gruppi.
                La vicenda finì quindi al vaglio della magistratura romana. Tra le ipotesi di reato configurate dal pm Laviani alcune, riguardanti fattispecie tributarie, sono state escluse perchè coperte da prescrizione.