Casini: pensioni da riformare Ma l´anzianità non sarà toccata

10/06/2002

8 giugno 2002

 
 
Pagina 37 – Economia
 
 
Il presidente della Camera: gli interventi non sono all´ordine del giorno. Precisazione di Maroni
Casini: pensioni da riformare Ma l´anzianità non sarà toccata
          Angeletti: "L´art.18 non si tocca per nessuno"

          ROMA – Rispunta l´ipotesi di una nuova riforma delle pensioni. Ci pensa il presidente della Camera, Pierferdinando Casini, a riproporla: «Quello delle pensioni è un tema ineludibile. E, come tutti i temi scottanti, dovrebbe essere affrontato a inizio di legislatura, perché difficilmente si può farlo in campagna elettorale». Lo dice davanti alla platea degli giovani industriali della Confindustria, riuniti a Santa Margherita per parlare di immigrazione. Poi precisa: «Non è un tema all´ordine del giorno e non compete a me mettercelo. Però è una questione centrale».
          Quanto basta per dare nuovamente il via a una trafila di dichiarazioni. Il ministro del Welfare, Roberto Maroni, assicura: «Le pensioni di anzianità non sono state toccate, non sono toccate e rimarranno con le regole attuali fino ad esaurimento». E siccome si trova a Radio Padania svela: «La Lega ha fatto una battaglia importante, anche all´interno della coalizione, per salvaguardare con grande sacrificio le pensioni di anzianità contro chi chiedeva di eliminarle». Maroni, poi, precisa meglio l´obiettivo del milione e 400mila posti di lavoro in più entro il 2005: con le attuali regole del mercato del lavoro, dice, «ce lo sogniamo». Come dire che se non si modifica l´articolo18 non ci sarà nulla da fare.
          Ma su questo punto c´è un confronto aperto con Cisl, Uil e Confindustria. Quell´obiettivo «è solo nel libro dei sogni», dice Enrico Letta, Margherita, e «si tratta tra l´altro di un annuncio sconcertante, perchè interviene in una fase di confronto tra governo e sindacati che è appesa a un filo». E il leader della Cisl, Savino Pezzotta, puntualizza: «Io i posti di lavoro li conto sempre dopo e non prima». Il presidente dell´Inps, Massimo Paci, augura «fortemente» a Maroni di «raggiungere l´obiettivo, ma proprio per questo dovrebbe dire alle aziende di fare la loro parte e non mandare via la gente troppo giovane». La ricetta di Paci? «Liberalizzare l´età pensionabile, pensando ad incentivare la permanenza attiva sul mercato del lavoro, oltre gli attuali 57 e 65 anni, fino a 62 e 67-70 anni nei prossimi 10 anni, ma senza interventi forzati». Quanto alle pensioni minime, Paci fa sapere che «le domande pervenute finora sono circa 1,6 milioni, ma i termini non sono ancora scaduti, lo saranno fra pochi giorni: al termine prevediamo che le richieste si aggireranno intorno a 1,8 milioni, un dato inferiore ai 2,2 milioni previsti inizialmente dal governo».
          L´obiettivo del milione e 400mila nuovi posti è «possibile» per il presidente della Fiat, Paolo Fresco, il quale sull´articolo 18 avverte: la polemica sta facendo «perdere al Paese energie e risorse» e sarebbe meglio combattere per qualcosa di più concreto. E sul negoziato relativo alla riforma del mercato del lavoro, Pezzotta reagisce alle dichiarazioni di Sergio Cofferati che ha accusato Cisl e Uil di perseguire il «bipolarismo sindacale», risolvere «subito una trattativa a favore della parte avversa» e, ieri, di «errori incomprensibili». Nega Pezzotta: «Non c´è nessuno scambio dietro l´angolo». Mentre Luigi Angeletti (Uil) sembra irrigidire la linea: «Siamo disponibili solo a un accordo che tuteli tutti quelli cui si applica l´art.18, anche a quelli che saranno assunti in futuro, ai figli e ai nipoti dei lavoratori attuali».
          (r.d.g.)