Caserta. Tlc, rischio paralisi anche per l’indotto

05/10/2006
    mercoled� 4 ottobre 2006

    Pagine – CASERTA

      Tlc, rischio paralisi anche per l’indotto

      ENZO MULIERI Nella vicenda della Telecom, al centro del progetto di scorporo della rete fissa e di Tim, c’entra in misura non secondaria la provincia di Caserta. E non soltanto perch� le pi� importanti aziende delle tlc di Terra di Lavoro possono trovare prospettive nelle commesse della pi� importante societ� telefonica nazionale, ma anche perch� il divorzio da Tim metterebbe in difficolt� molti addetti dei call center che operano nel territorio. Non � risultato sorprendente, allora, il fatto che ieri, alla manifestazione delle confederazioni nazionali svoltasi a Milano, sia stata notata la presenza di cinquanta delegati Telecom provenienti dal Casertano. Se ci sar� la vendita di Tim si assister� a un progressivo smembramento delle funzioni operative della societ�. �A Milano c’� stato solo il primo tempo di un’iniziativa che proseguir� – promette Salvatore Cicalese segretario provinciale di categoria della Cgil – sino a quando sar� fatta chiarezza sul caso Telecom�. D’altra parte la fusione tra i colossi della rete fissa e quella mobile � troppo recente, appena un anno, per poter cambiare assetti. �Aspettiamo cosa decider� il prossimo consiglio di amministrazione – ha ribadito il sindacalista – poi ci muoveremo pi� direttamente sui livelli territoriali�.

      Altra mobilitazione ieri per il caso Selfin ex Ibm, la societ� dei servizi informatici di Caserta al centro di una complessa operazione di vendita. Al tavolo del ministero dello Sviluppo economico le carte sono rimaste ancora una volta �ben coperte� sia per quel che riguarda le offerte d’acquisto sia per le scelte che dovrebbero essere determinate. Malgrado la rappresentativit� degli interlocutori (c’erano tra gli altri il numero due di Ibm, Bramati, la gestione commissariale con Nigro, Meo e il subentrante Zanetti, le organizzazioni sindacali nazionali e territoriali), nessuno � stato propenso a fare passi in avanti, tanto da rendere necessario un rinvio tra due settimane.

      Le voci riguardanti gli interessi manifestati non sono state n� smentite n� confermate: da una parte ci sarebbe Almaviva, il gruppo Its che � salito alla cronaca nelle ultime settimane per avere manifestato l’intendimento di assumere buona parte degli addetti dei call center operanti presso le proprie societ�. Dall’altra vanta importanti referenze il gruppo napoletano Labor che garantirebbe la piena occupazione di tutto l’organico. In un contesto cos� articolato resta ferma la posizione della Filcams-Cgil che ritiene indispensabile il pieno coinvolgimento dell’Ibm, in costanza di un contratto commerciale da 20 milioni di euro.