Caserta. Per Ixfin e Selfin occasione da non perdere

10/01/2007
    martedì 9 gennaio 2007

    Pagina 31 – Caserta/Primo Piano

    E gli operai dell’Ixfin preparano l’assedio

    In 900 venerdì saranno alla Reggia per ricordare la vertenza infinita

    Anche per Selfin l’occasione del conclave governativo è da non perdere

      Enzo Mulieri

      Mondo del lavoro in fibrillazione all’apertura della nuova stagione produttiva. A dare il via alla mobilitazione più clamorosa, sono i dipendenti dell’ex Ixfin che a 6 mesi di distanza dall’avvio della procedura fallimentare non intravedono alcuna prospettiva di ripresa. Per questo si ritroveranno in 900 nel capoluogo venerdi prossimo, proprio in coincidenza con il conclave governativo che si terrà presso la Reggia vanvitelliana. Sono intenzionati a manifestare direttamente al presidente del Consiglio Romano Prodi ed ai ministri competenti per settori (industria e lavoro) le preoccupazioni di una emergenza dai risvolti drammatici e singolari. Un’emergenza che peraltro chiama in causa direttamente gli interessi dello Stato che, nella vicenda del fallimento, risulta creditore nei confronti della proprietà di Massimo Pugliese di circa 65 milioni di euro. E sarà proprio la piu alta istituzione nazionale a rivendicare tante esigenze nel corso dell’udienza del 16 gennaio prossimo presso il Tribunale di Napoli, quando verrà esaminato il ricorso presentato da Ixfin avverso il fallimento. Per la verità in quell’occasione ha promesso di intervenire anche il sottosegretario al Ministero per lo sviluppo economico Alfonso Gianni, cosi come da impegno preso nell’ultimo convengo organizzato dalla Cgil presso l’amministrazione provinciale. Il sottosegretario sarà affiancato a Napoli proprio da un esponente dell’Avvocatura di Stato; entrambi dovrebbero riaffermare un principio più volte ribadito, vale a dire che a Marcianise esistono tutte le condizioni per arrivare al Commissariamento e proseguire nella continuità l’attività produttiva. In questo contesto vanno interpretate, d’altro canto, le frequenti e periodiche ricognizioni che un gruppo di tecnici del Ministero dello sviluppo economico sta effettuando nel sito casertano, anche per appurare le condizioni in cui versano le strutture e gli impianti. Per tanti aspetti strategicii e di opportunità politica, la manifestazione di venerdi prossimo, decisa ieri al termine di una assemblea in fabbrica con le Rsu (Roseto, Abbruzzese e Accurso), avrà una valenza straordinaria, anche se non dovrebbe costituire un ulteriore aggravio per le Forze dell’ordine impegnate sul fronte della sicurezza.

      Ed intanto anche per Selfin, l’azienda dei servizi informatici ex IBM, l’occasione del conclave governativo è da non perdere. Ieri, nel corso di un’assemblea pubblica alla quale ha partecipato la segretaria nazionale della Filcams Cgil Flora Carlini, è stata dato mandato alle Rsu di rappresentare al Governo, tramite il presidente della Provincia De Franciscis, la delicatezza di una vertenza assai complessa.

      È in fase di aggiudicazione la gara per la vendita dello stabilimento attraverso i Commissari straordinari, non è ancora è stato motivato il disimpegno dell’Ibm che pure intrattiene con Selfin rapporti commerciali della durata di tre anni. «Notizie certe ed ufficiali non ce ne sono – tiene a ribadire il delegato Vincenzo Cantile – tuttavia sembra che la gara sia andata a Comdata, il gruppo che avrebbe offerto le migliori garanzia sotto il profilo occupazionale. A rafforzare questa voce, ci sarebbe il parere favorevole del Comitato di sorveglianza operante presso il Ministero per lo sviluppo economico». Comdata vanta circa 3200 addetti, ha la sua sede centrale a Torino, ha acquisito di recente Metsogeda, persegue una specifica missione nel campo dei servizi informatici. Ma si tratta solo ed esclusivamente di voci, di qui la necessità di interpellare i rappresentanti ministeriali, nel conclave di venerdì. «Dobbiamo riconoscere che il Governo attuale ha lavorato meglio di quello precedente – conclude il sindacalista – eppure noi non possiamo fermarci, fino a quando non verranno assicurati tutti i posti di lavoro».