Casa: problema per 3,6 milioni di famiglie italiane

20/09/2007
    giovedì 20 settembre 2007

    Pagina 11 – Politica

    GLI STUDI DI NOMISMA E DEI SINDACATI INQUILINI

    Casa, un problema
    per 3,6 milioni
    di famiglie italiane

      FABIO POZZO

      Emergenza casa in Italia. Lo denuncia uno studio di Nomisma, per il quale sono 3,6 milioni le famiglie in difficoltà. Ma anche i sindacati degli inquilini lanciano l’allarme: è in atto, dicono, una forte pressione sui redditi delle famiglie in affitto, con la progressiva esclusione dei redditi bassi dal mercato e un conseguente aumento degli sfratti per morosità.

      L’allarme in cifre
      Per Nomisma una famiglia si trova in condizioni di disagio quando spende più del 30% del reddito disponibile per l’abitazione. In questa condizione si trovano soprattutto le famiglie che affittano casa: su 4,5 milioni di nuclei più di un terzo (1,7 milioni) si trova in una condizione precaria, non riesce a pagare il canone. La percentuale scende a circa il 10% per i proprietari: sono 1,9 milioni, su 18,5 milioni, le famiglie in difficoltà con le rate del mutuo.

      Il canone medio
      Servono quasi mille al mese per affittare una casa di 80 metri quadri nella periferia di Firenze, Milano e Roma. Il dato emerge da un’indagine effettuata da Sunia, Sicet e Uniat, i sindacati degli inquilini, che hanno passato al setaccio 5 mila offerte di locazione nelle undici maggiori città italiane. Secondo questa ricerca, i canoni medi per un appartamento di 80 metri quadri in periferia sono 996 euro a Firenze, 980 euro a Milano e 920 euro nella capitale. A livello nazionale, invece, per affittare un appartamento in zone periferiche sono necessari in media 800 euro mensili. Se si considera invece l’intera area urbana (escluse le case in zone di pregio), gli affitti oscillano da un massimo di 1.995 euro nel centro di Milano (e 1.750 euro a Roma) a un minimo di 502 euro nei quartieri periferici di Bari.

      L’incidenza sul reddito
      Lo studio dei sindacati degli inquilini ha ipotizzato due classi di reddito, la prima di 15 mila euro all’anno e la seconda di 30 mila euro. Incrociando i dati delle richieste di affitto, emerge che per le famiglie più «povere» è necessario impegnare tra il 40% e l’80% dell’intero reddito per affittare un alloggio in periferia di 80 metri quadrati, variando da un’incidenza minima del 40% per un alloggio a Bari (canone medio annuo di 6.024 euro), del 71% a Bologna (10.584), del 74% a Roma (11.040) e del 78% a Milano (11.760) e dell’80% a Firenze (11.952). Se si considera invece la seconda classe di reddito, sempre per un appartamento in periferia delle stesse dimensioni, l’incidenza è compresa tra il 20% a Bari, il 35% a Bologna, il 37% a Roma, il 39% a Milano e il 40% a Firenze.

      Sfratti per morosità
      Nel 2006, secondo dati del Viminale e delle prefetture, i provvedimenti esecutivi di sfratto emessi sono stati 48.751, l’8,5% in più rispetto all’anno precedente. Di questi, il 73% sono stati per morosità, che hanno avuto un analogo aumento percentuale rispetto al 2005 (erano il 50% nel 2000). «L’aumento dei provvedimenti in pratica ha riguardato solo quelli per morosità» sostengono i sindacati. Le città più colpite sono quelle a più alta tensione abitativa: nel 2006 a Roma sono stati emessi 5.869 sfratti, di cui 3.528 per morosità; a Napoli rispettivamente 3.072 e 2.066; a Milano 2.510 sfratti, di cui 1.280 per morosità. Allarme anche per quei centri dove in questi anni il mercato ha subito un aumento vertiginoso dei valori immobiliari: a Genova una famiglia su 60 è colpita da sfratto, valore che arriva a 1 su 71 per morosità.

      Contratti ed evasione
      Ammonta a 5 miliardi di euro, secondo i sindacati degli inquilini, l’evasione fiscale che si registra sugli affitti. «La metà dei contratti di locazione (più di 2 milioni) sono irregolari e tali cifre sono in continua crescita con il lievitare dei canoni senza controllo» affermano Sunia, Sicet e Uniat Uil, che chiedono la modifica dell’attuale regime delle locazioni, attraverso norme che privilegino il canale concertato sostenuto da forti riduzioni fiscali a favore degli inquilini e dei locatori.