Casa, la supertassa di Tremonti Affitti, chi ha meno paga di più

04/08/2010

Primi numeri sulla nuova imposta municipale, ed è già polemica. Oggi il consiglio dei ministri varerà il decreto sul federalismo fiscale comunale, quello che devolve ai municipi il fisco sugli immobili. La prima novità, che entrerà in vigore già in gennaio, riguarda gli affitti: si prevede la cosiddetta cedolare secca, cioè un prelievo fisso (come accade con i titoli mobiliari). Solo nel 2014 arriverà la vera e propria Imu, cioè l’imposta tutta comunale sulle abitazioni (esclusa quella di residenza), che ingloberà anche il prelievo sulle compravendite e altri tributi. E qui c’è la prima beffa. Anzi, Francesco Boccia del Pd parla di trovata-truffa. «Non so se sia chiaro a Bossi, ma come altrimenti si può definire una scelta che avverrebbe solo nel 2014 con la finanziaria approvata dal prossimo Parlamento? », spiega il deputato. E non solo. Il responsabile economico del Pd Stefano Fassina parla esplicitamente di mega-patrimoniale sugli
investimenti immobiliari. «I milioni di famiglie che, con sacrifici, hanno comprato una seconda casa avranno un colpo pesantissimo pari, in media, al raddoppio dell’Ici oggi versata – spiega Fassina – mentre chi ha miliardi investiti in titoli speculativi continuerà a pagare zero» CEDOLARE
Ma anche sulla misura più ravvicinata, quella sugli affitti,non mancano brutte sorprese. L’aliquota fissata è al 25%. Una cattiva notizia per tutti: inquilini e proprietari. Ambedue si aspettavano di meno. Quel numero, infatti, corrisponde alla media dell’Irpef immobiliare pagata attualmente. Insomma, c’è chi oggi paga meno (i più poveri), e chi paga di più (i più ricchi). Con la cedolare domani i poveri pagheranno di più e i ricchi meno. Una beffa per i più deboli, denuncia ancora Fassina. Critico tutto il Pd, che ha presentato una sua proposta. «L’aliquota dovrebbe essere più contenuta, intorno al 12,50% – aggiunge Daniele Barbieri del Sunia – e dovrebbe essere applicata solo ai contratti di locazione a canone concordato». Secondo la bozza di decreto circolata ieri la cedolare però dovrebbe essere facoltativa.
Inoltre per i contratti a canone agevolato nei centri ad alta densità abitativa il prelievo sarà al 20%. Basteranno questi correttivi a limitare l’iniquità? Quanto all’Imu, l’aliquota sarà decisa con un decreto del presidente del Consiglio, su indicazione del ministro dell’Economia, entro il prossimo 30 novembre. I Comuni avranno la possibilità di aumentare o diminuire il prelievo di 0,3 punti percentuali (in pratica fino al 3 per mille). Oltre all’imposta sul possesso, è previsto
che i municipi incasseranno anche un tributo sulle compravendite che sarà del 3% sulle prime case e del 7% sulle seconde. I comuni, secondo l’ultimo testo sul Federalismo municipale che oggi sarà all’esame del Consiglio dei ministri, potranno modificare le aliquote dal 2017. A questo si aggiunge una «imposta municipale» facoltativa che, dopo aver ascoltato i cittadini in un referendum, i Comuni potranno decidere per incorporare gli attuali prelievi sull’occupazione del suolo pubblico e su insegne e cartelloni pubblicitari. Il decreto sul fisco comunale rientra in un accordo Comuni-governo e segue quelli sul federalismo demaniale e sui fabbisogni standard dei Comuni. In autunno si vareranno i decreti relativi alle Regioni, con i costi standard della sanità.