Cartelli troppo ironici, licenziati

02/02/2006
    gioved� 2 febbraio 2006

    Pagina 8 – Lavoro/Economia

      A Trento, la direzione dei supermercati Orvea ha messo fuori tre sindacalisti rei di essere stati troppo taglienti nei loro proclami

        Cartelli troppo ironici, licenziati

          Mattia Pelli

          "Giocatori: circa 430, a seconda di come gira il mercato. Et�: dai 16 anni a quando l’intervento divino ti concede di andare in pensione. Scopo del gioco: mantenere il posto di lavoro e sopravvivere”

          Ironici e dissacratori: i lavoratori dei supermercati Orveadi Trento hanno deciso di usare le armi del sorriso a denti stretti per denunciare, ancora una volta, la politica antisindacale della direzione della Spa che in Provincia possiede 10 punti vendita (tre nel veronese) e occupa 430 lavoratori.

          Lo hanno fatto con un volantino intitolato "Il gioco dell’oca dell’Ovrea", distribuito in citt� lo scorso 25 novembre nel corso dello sciopero generale e finito sulla scrivania dei dirigenti del gruppo, che per� non hanno apprezzato. Cos� due giorni fa tre dipendenti del supermercato sono stati convocati dal giudice del Tribunale del lavoro di Trento, dottor Giorgio Flaim, in seguito alla denuncia dell’Orvea, che ha ritenuto l’ironia dei volantini "lesiva degli interessi e dell’immagine dell’azienda". Un affronto giudicato tanto grave da portare l’azienda a chiedere un giudizio d’urgenza sulla base dell’articolo 70o del Codice di procedura civile: se il magistrato accertasse – come vuole Orvea – il carattere diffamatorio del testo, i tre lavoratori potrebbero venir licenziati e si troverebbero a dover risarcire 20.000 euro. Insomma, come recitava il volantino incriminato: "Sei un lavoratore Orvea: sei fortunato, hai un lavoro, e con i tempi che corrono non � roba da niente. Hai ringraziato l’Azienda per la fortuna concessati? No?! Comincia dal livello pi� basso!".

          "Non � un caso – spiega Ezio Casagrande, segretario trentino della Filcams-Cgil – se i denunciati appartengono tutti al nostro direttivo di categoria all’interno dell’azienda"; il conflitto a suon di denuncie tra azienda e sindacato, infatti, va ormai avanti da mesi. "Tutto ha inizio – continua Casagrande – lo scorso giugno, in seguito alla firma dell’accordo integrativo aziendale. Per vendicarsi dei risultati raggiunti dalla Cgil nella contrattazione, Orvea ha appioppato ai membri del direttivo Filcams dell’azienda – e soltanto a loro – delle sanzioni disciplinari". Era dunque scattata la denuncia per attivit� antisindacale, che il giudice del Tribunale del lavoro di Trento aveva accolto il 15 luglio, annullando i provvedimenti nei confronti dei delegati.

          Ma le vie delle aziende per colpire i lavoratori, si sa, sono infinite. "Ammettilo – recitano le regole del �gioco dell’oca dell’Orvea� – ti stai un po’ stufando, lavori come un mulo e guadagni un piatto di lenticchie. Hai deciso: ti iscrivi al sindacato e partecipi allo sciopero generale! Cosa? Questo proprio non dovevi farlo! Per te comincia la seconda parte del gioco: l’Odissea del Trasferimento!".

          La Spa, non contenta della batosta subita in tribunale, decide di accanirsi su quattro lavoratori iscritti al sindacato, tentando di colpire il gruppo pi� combattivo. Nonostante nella sede di via San Pio X a Trento, dove lavorano, ci sia fin troppo da fare; i tre vengono trasferiti: uno ad Arco (tre quarti d’ora di macchina da Trento), nonostante si debba occupare di una sorella portatrice di handicap due a Civezzano (nonostante uno abiti a Calliano, dunque a un’ora di macchina) e il terzo in un’altra sede cittadina. Nonostante le proteste di Filcams, Orvea va per la sua strada e utilizza interinali e altri dipendenti per coprire i buchi lasciati dai trasferiti. Scatta una nuova denuncia per attivit� antisindacale.

          � da questa vicenda che nasce l’ironia amara del volantinio incriminato. Agostino Catalano, avvocato e consigliere trentino di Rifondazione Comunista, � netto: "L’azienda ha deciso di spezare le reni alla Filcams".